Wall-e, il robot amante dei musical

Scritto da , 3 marzo 2018

di Marina Pellegrino

A pochi giorni dalla prestigiosa 90ª edizione della cerimonia di premiazione degli Academy Awards, meglio noti come Premi Oscar, che avrà luogo domani domenica 4 marzo 2018, a Los Angeles presso il Dolby Theatre, casa Disney, anche quest’anno in gara con il film Pixar “Coco”, per il premio come Miglior film d’animazione, festeggia i dieci anni dall’uscita di un altro gioiello del mondo dell’animazione, “Wall-e”. Lungometraggio pluripremiato, vincitore del Premio Oscar 2009 come Miglior film d’animazione, Wall-e è un film denuncia di un pianeta Terra maltrattato e trascurato dagli esseri umani, desolato e privo di forme di vita. Infatti, la pellicola è una vera e propria rappresentazione dello stato di inquinamento che tormenta la Terra da ormai numerosi anni. Il protagonista è il piccolo robottino Wall-e, acronimo di Waste Allocation Load Lifter Earth-Class, ovvero Sollevatore di Carichi per l’Allocazione dei Rifiuti, serie Terrestre, incaricato, appunto, di ripulire la Terra da una esorbitante quantità di rifiuti, i quali rendono il territorio ostile al genere umano, che per essere salvaguardato, viene mandato nello spazio su un’enorme navicella spaziale chiamata “Axiom”. Rimasto unico robot funzionante, Wall-e svolge ogni giorno il suo compito di spazzino, ma non in maniera del tutto ortodossa. Infatti, il piccolo robot giallo, seppur di sembianze metalliche, ha le capacità di un essere umano, in grado di comprendere, provare sentimenti, divertirsi ed emozionarsi. Collezionista di ogni genere di oggetto integro scovato tra i rifiuti, tra cui una videocassetta del musical Hello, Dolly!, la vita di Wall-e viene stravolta dall’arrivo di una sonda speciale, di nome Eve, mandata dallo spazio alla ricerca di una forma di vita vegetale che avrebbe concesso agli umani il ritorno sulla Terra. Dopo notevoli e catastrofici tentativi di corteggiamento, sarà proprio Wall-e a donare una scarpa, trovata per caso durante un turno di pulizia, con un piccolo germoglio al suo interno, alla sonda Eve, la quale si spegnerà dopo aver messo al sicuro dentro di sé la pianta. A seguito di questa scoperta, Eve viene ricondotta nello spazio, sulla Axiom, astronave di lusso dove gli esseri umani sopravvivono ormai da settecento anni, senza neanche il bisogno di camminare, poiché dotati di sedie fluttuanti munite di schermi olografici all’avanguardia, pulsanti tuttofare che limitano la parola, le azioni e il pensiero. Finalmente a bordo, Eve, con l’aiuto di un innamorato Wall-e, che ha attraversato lo spazio pur di seguirla, mostrerà la pianta al comandante, vittima però di un ammutinamento da parte del suo timone robot, di nome Auto, che impedirà in ogni modo il ritorno dell’umanità sulla Terra. Infine, sarà proprio Wall-e, che con determinazione e coraggio, custodirà la pianta e condurrà, quasi a costo della sua vita, la Axiom sul pianeta Terra. Un film dunque, intenso, ricco di colpi di scena, curato in ogni minimo dettaglio sia dal punto di vista della scelta delle forti tematiche quali l’inquinamento, il riscaldamento globale e lo smaltimento dei rifiuti, sia da quello scenico e sonoro, confezionando un prodotto elegante e dal forte impatto emozionale. Anche la musica è una principale protagonista della pellicola, considerato che, il regista Andrew Stanton, ha dedicato i primi trentacinque minuti del suo film a Wall-e ed Eve, privi della capacità di parlare, e dunque in assoluto silenzio, ma magistralmente sostenuti dalle composizioni di Thomas Newman, già collaboratore Disney, candidato per ben quattordici volte al Premio Oscar. Una musica forte e rappresentativa, che prende piede sin dai primi secondi di film: un tema lugubre, in Fa minore, eseguito da un pianoforte, con un tappeto di note lunghe degli archi bassi, accompagna la prima scena, ripresa dall’alto, che mostra grattacieli di rifiuti, e un cielo di colore giallo, soffocante. Man mano che le inquadrature cambiano, il tema del pianoforte, ritmicamente costante nelle sue quartine di semicroma, viene impreziosito da note di passaggio estranee all’armonia, ma mai di carattere rassicurante o disteso, bensì dai toni rassegnati e ansiogeni. Di tutt’altro genere, la musica dedicata “alle pulizie” di Wall-e, dove un oboe baldanzoso, esegue una melodia in staccato, nella tonalità di Si bemolle maggiore, accompagnato da percussioni e suoni sintetici, un biglietto da visita del personaggio, che si presenta sempre solare e pieno di vita. Di carattere poetico, inoltre, è il solo del flauto che accompagna la scena del viaggio nello spazio di Wall-e. Un momento magico dove il piccolo robot guarda il cielo, limpido e stellato, per la prima volta, dove lo xilofono, rappresentazione del luccichio, dà sostegno ad una melodia commovente di un solo flauto, che come un sussurro, apre le porte alla sezione degli archi, che replicano il tema, nella tonalità di Do maggiore, trionfante e piena. L’album della colonna sonora del film, è stato venduto in tutto il mondo in una confezione ecologica in cartone bianco, in riferimento al tema ambientalista trattato nel film.

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->