Voci dal Serraglio: Salvatore Capone rubrica curata da Olga Chieffi

Scritto da , 15 Settembre 2020
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                                                    Il piccolo Pelè

Tutti sognavano di indossare la maglia n°10 di ‘ O Rey, e il piccolo calciatore di allora la conquistò e la onorò in una tiratissima sfida con la squadra della Don Bosco

Di Salvatore Capone

Piccolino fui portato in istituto, e la tristezza mi ha  accompagnato, nei miei anni trascorsi all’Orfanotrofio Umberto I. Ricordo Vincenzo Sica eravamo insieme in  quinta camerata,  l’istitutore  Antonio Mastrogiovanni  sempre cordiale e sempre affettuoso, Gennaro Maiorano da tutti chiamato il (nonno) per la sua avanzata età, poi  Ernesto Fasulo , infine, lui una grande persona carico di affetto e di dolcezza, un padre il professore Antonio Gregorio, lui ha dato tanto a noi ragazzi ci ha sempre aiutati e protetti, guai chi ci toccava, ricordo anche qualche capo scelto quale Silvio Porcelli, trombettiere, era lui che la mattina e la sera ci richiamava all’adunata, tanti ricordi, tra i quali, di molti ho perso la memoria, non bellissimi, come credo lo sia per la maggior parte di tutti noi. Un aneddoto e fresco e vivo nella mia mente e, ancora oggi, mi dà piacere il riviverlo e  il raccontarlo. Correva l’anno 1969, una delle mie passioni era giocare a calcio e, a detta di tanti, giocavo bene. Ricordo con entusiasmo le tante partite nella villetta,  con tutti noi a giocare e  tante squadre  a rincorrere una palla di pezza, un ciotola di latta della famosa carne Simmenthal, che dopo averla mangiata la si schiacciava in modo da poterla calciare, e non dimentico il pezzo di legno quadrato che chiedevamo al falegname che lui sorridendo ci regalava. Il professore Gregorio tifoso accanito del Milan e, abbastanza padrone della materia, pensò bene di scrivere una squadra di calcio ad un campionato esterno. La felicità di noi ragazzi fu indescrivibile, ma come tutte le cose bisognava fare una selezione che il professore fece, tutti noi ci mettemmo in mostra ed io molto speranzoso ambivo ad un posto da titolare. Il professore  ci portò tutti sul campo e ci fece fare una sorta di provino, immaginate l’emozione la speranza di  essere uno dei prescelti. Fatta la selezione il professore Gregorio dopo alcuni giorni scelse quindici oppure venti ragazzi di età compresa tra 12\14 anni, pensate come li ho trascorsi quasi non dormivo ero molto fiducioso ma pensieroso mi avrà scelto?, il dilemma fu subito sciolto, fui scelto e la gioia mi animò. Il professore molto attento e ligio   incominciò gli allenamenti,  furono comprati i completi, era il sessantanove quando il  Brasile  giocava un calcio stupendo e tutti volevamo essere dei Pelè, le magliette  dei colori della magica squadra, verde-oro, che spettacolo e quanta gioia nei nostri occhi poterle indossare. Inizio del campionato, arrivò il giorno della prima partita, il professore fece le convocazioni ufficiali e incomincio ad assegnare  le magliette, un’altra grande attesa ed emozione io giocavo in attacco, ma ancora non mi assegnò il ruolo  vi lascio immaginare quale numero di maglia  tutti noi ambissimo? Questo ricordo ancora oggi mi rende orgoglioso felice a me toccò il mitico numero dieci. Mi risuona ancora in mente ancora la voce del professore Gregorio: “ Salvatò , solo tu la puoi indossare questa maglia!”. Rimasi di stucco non tanto per il numero, ma per le parole dette dal Professore Gregorio, che mi emozionarono rendendomi  orgoglioso e felice, ma anche il carico di responsabilità di giocare con la maglia di Pelè, che ancora oggi mi vengono i brividi. Iniziò il campionato e la prima partita in casa, la vincemmo uno a zero ed eravamo tutti felici, la seconda partita la giocammo in esterno contro la squadra Don Bosco in quegli anni la squadra da battere,  i Salesiani dove tutti noi  abbiamo sicuramente giocato e  dove mi recavo quando non ero in istituto. Squadra forte la Don Bosco e tutti eravamo non dico già perdenti ma sapevano che incontravamo una squadra favorita. Inizia la sfida e alla mezz’ora del primo tempo passiamo in vantaggio con un mio goal e così si concluse il primo tempo, inizio del secondo tempo pareggia la Don Bosco, così finì la partita uno a uno e noi contenti avevamo pareggiato contro la più forte, rientrammo in istituto. Dopo qualche giorno il professore Gregorio mi chiama dicendomi che la squadra del Don Bosco aveva presentato reclamo contro di me, rimasi ammutolito senza parole e dispiaciuto tantissimo è non mi spiegavo il perché, il professore mi disse vediamo che è successo io non avevo idea, la partita successiva non venni convocato in attesa di sentenza sul reclamo presentato, stavo malissimo per questa situazione, venne il momento del verdetto, ero già tesserato per la Csi dei salesiani e fui squalificato per sei mesi: a quel tempo all’oratorio dei salesiani tutti i ragazzini venivano  tesserati si  è come tanti anch’io fui tesserato ma non lo ricordavo perché piccolo. Ecco questo momento di ricordo mi emoziona ancora oggi e il mio pensiero va al grande Gregorio  un uomo  che dell’ amore e del benessere  per i piccoli ne ha fatto una sua ragione di vita.

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