Vittorio Cicalese replica a Serra a suon di Pirandello: «L’ironia mi ha mosso dopo aver letto il suo pensiero»

Scritto da , 22 aprile 2018
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Erika Noschese

«Mi preme evidenziare quanto non sia la classe sociale a definire lo Status quo dell’educazione scolastica quanto la cultura in sé che la società produce nei riguardi dei giovani d’oggi, ossia i genitori di domani ed i nonni di dopodomani». Inizia così la lettera che il presidente regionale della Federazione dei Giovani Socialisti della Campania, Vittorio Cicalese, ha indirizzato a Michele Serra, dopo l’Amaca pubblicata lo scorso 20 aprile riguardo l’aggressione subìta dal docente a causa della “mala educaciòn” di uno studente, così come emerso anche da alcuni video pubblicati sui social nei giorni scorsi. Esternazioni poco gradite, al presidente Cicalese che ha così deciso di scrivere una lettera aperta a Serra, reo di aver attribuito la colpa di un episodio così grave e non giustificabile ad un mero problema sociale: «come se la vecchia barzelletta del “frocio” che diventa “gay” se ha lo yacht privato (di pessimo gusto, ma nel mio percorso di studi ho imparato che “non disputandum est”) fosse reale quanto lo humour nero e le freddure cui siamo sempre più avvezzi e, pertanto, sempre meno sensibili. Pirandello distingueva ironia e umorismo, dettandone i parametri: parlava di “ironia” nel momento in cui una donna anziana, vestita e truccata da 20enne, suscitava una risata, mentre l’ “umorismo” veniva fuori quando la medesima immagine suscitava un sorriso, quasi pregiudizievole, col quale ci si lasciava intenerire dal reale (o per meglio dire dal presunto) motivo per cui una signora, anziana, ostentasse quel modo di vestire e truccare». Accuse al vetriolo quelle lanciate dal segretario regionale dei Giovani Socialisti che non risparmia attacchi nello spiegare che «l’ironia mi ha mosso dopo aver letto il suo pensiero (legittimo e libero, tanto quanto il mio ben più umile e meno frastornante, non foss’altro perché non sono una “penna” ma soltanto un semplice cittadino) mentre l’umorismo è venuto fuori dopo aver ascoltato, con immenso piacere, un estratto di una vecchia intervista al professor Franco Nembrini del 2014: il professor Nembrini ricordava quanto fosse tremendamente attuale (ma da sempre) il tema della “mala educaciòn”. Vado a memoria, pur non essendo un amante della storia: nell’antico Egitto non esisteva alcun istituto tecnico né professionale, fermo restando che gli studenti degli istituti tecnici e professionali (quantomeno nelle vicinanze della mia città, Salerno) ho la fortuna di conoscerli e no, non hanno mai preteso che alcun professore si inginocchiasse», ha scritto. E non senza una punta di velato (ma neanche tanto) sarcasmo, nel concludere la missiva, i ringraziamenti per un intervento, quello di Michele Serra, senza il quale «non avremmo avuto la possibilità di difendere un sistema che barcolla da sempre, che necessita aiuto e aiuto avrà, senza mai scadere nel ridicolo di una “ghettizzazione” dei titolati, ma anzi dando i giusti meriti a chiunque ne sia degno al di là dello status di provenienza e del titolo conseguito». E da qui un post scriptum che ripercorre le fasi di Cicalese nel periodo degli studi al liceo classico terminato, dopo un primo trasferimento presso un altro istituto, non senza difficoltà, anche a causa di una docente: «A lei, oggi, ed a lei, dottor Serra, i miei più sentiti omaggi». Serra, nel commentare quanto accaduto a scuola, parlava di «ceto sociale di provenienza». Da lì, una serie di attacchi da parte di chi lo ha definito “classista”, in non poche occasioni. Un misto di garbo e sarcasmo ha invece contraddistinto i toni di Cicalese che, ancora una volta, ha dimostrato quanto sia importante la cultura, per i giovani d’oggi.

 

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