Vincenzo Monaco  alla guida del comune di Ispani

Scritto da , 20 Marzo 2020
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Si è insediato il nuovo commissario prefettizio, che ha preso il posto di Vincenzo Amendola. La sua prima ordinanza è una barriera a quanti possano azzardare una “discesa” nelle case estive in questi giorni di quarantena. Capitello e tutto il golfo si è trasformato in un “Carcere ‘e mare”

Di OLGA CHIEFFI

Ci eravamo lasciati con l’immagine del mare d’inverno, il 13 febbraio, data in cui dopo la messa in minoranza del sindaco di Ispani, Marilinda Martino,  dai consiglieri Amerigo Pierro, Antonio Altomonte e Francesco Giudice di concerto con i consiglieri di opposizione del gruppo “LeAli per Ispani”, Piernicola Lovisi, Salvatore Avagliano e Antonio Pecorelli, rea a loro dire di aver portato avanti una politica accentratrice e poco affatto democratica, si era  insediato il viceprefetto di Salerno, Vincenzo Amendola. Il commissario era in comune una volta la settimana, e la reggenza, se pur con diverse azioni da programmare, in vista della bella stagione, quando il comune da 1000 residenti quintuplica l’accoglienza. Poi, il corona virus è diventato un malefico incantesimo, e dopo una settimana dal mandato del commissario di ferro Amendola, in quel di Pagani, si è insediato in Ispani il nuovo commissario prefettizio Vincenzo Greco, che abbiamo raggiunto, assiso alla scrivania, in procinto di emanare un’ordinanza dedicata proprio alla pandemia che sta affliggendo il mondo. “ Sono qui solo da stamane – ha affermato con determinazione – e oggi me ne andrò soltanto quando avrò firmato l’ordinanza, che limiti i rientri qui, in comune, dei proprietari di seconde case, specialmente nei week-end, come è capitato lo scorso fine-settimana a Villammare. Per questo ho già avvertito il comandante dei Carabinieri di Vibonati di pattugliare la zona con attenzione, in particolare nei giorni festivi, oltre a scoraggiare gli spostamenti non necessari”. “Lei conosce bene la zona? Frequenta questo territorio?”. “Si certo da vent’anni faccio parte della commissione mandamentale di Sapri e confesso che quando mi è stato dato il mandato di commissario qui ad Ispani ero in ferie, poiché dal 1 maggio sarò in pensione e avevo delle ferie non godute”. “Spostata ad ottobre la data delle elezioni lei andrà via il 1° maggio?” “No di certo, porterò a compimento questo traghettamento, venendo qui per i primi 15 giorni di lavoro solo il mercoledì in presenza del segretario comunale, naturalmente in assenza di emergenze”. “Stiamo riempiendo le pagine di notizie buie, ora da lei desidererei un pensiero positivo per il futuro prossimo, magari un progetto per la bella stagione che sta entrando e di cui questa giornata rappresenta la chiave”. “Vorrei tanto indicare una data certa che possa dare il La alla programmazione estiva. In tempi normali questo era il periodo giusto riuscire ad incastrare nelle caselle eventi di tutti i generi, servizi e quant’altro, per organizzare un’accoglienza tale da invogliare i turisti ad affollare la nostra spiaggia, i nostri bei luoghi. Se tutti rispettiamo le ordinanze e svolgiamo i compiti assegnati ne usciremo in tempi utili. Grazie al buon operato dei sindaci e di tutti i cittadini dell’intero Golfo di Policastro, qui casi di corona virus non ce ne sono. Dirigenti e cittadini continueranno a mantenere questa condotta severa per far uscire tutti noi indenni da questo castigo ma, per iniziare una qualsivoglia programmazione, saremo sempre sottoposti ai dettami del governo centrale di Roma e del consiglio regionale che, veramente sta cercando con tutti i mezzi di far restare tutti a casa, non ultimo invocando la partecipazione dell’ Esercito Italiano. Sarà una splendida estate e speriamo che giunga presto”. Intanto, la frazione marina di Capitello, si è trasformata in un “Carcere ‘e mare”, per dirla con Scugnizzi. La popolazione dell’intero comune di Ispani che annovera anche la frazione montana di San Cristoforo, conta sulla carta solo 1000 residenti e a vederli tutti in spiaggia o  a Lungomare, la distanza del metro potrebbe essere ampiamente rispettata. Ma qui, le ordinanze si rispettano e le immagini del corso principale del paese, quasi sempre deserto, rivela balconi e porte cui sono appesi arcobaleni e gonfaloni con l’immagine di Sant’ Antonio, con qualche lumino sempre acceso dinanzi a diversi portoni. Segno, questo, di timore nei confronti di un nemico invisibile che non si conosce e sembra sempre più difficile da sconfiggere. “Ho paura – confessa Filomena Giudice  titolare di uno dello storico market nel centro del paesino La tua dispensa – ogni volta che vedo un viso nuovo, sconosciuto. Seguo ligia le regole e ripeto a tutti di rispettarle. Io fermerei tutto, escluso i rifornimenti medicinali e alimentari, neanche le sigarette farei circolare e desidererei tanto poter chiudere nel pomeriggio, tanto non passa un’anima. Ne usciremo ne sono sicura, ma ci vorrà tempo poiché noi, purtroppo, non abbiamo la fermezza del popolo cinese”.

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