Verdi, stagione operistica da 3 milioni e mezzo di euro

Scritto da , 29 Marzo 2013
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La cifra davvero fa saltare i timpani. E non perché si tratta di musica ma per gli zero utilizzati per organizzare la stagione musicale 2013. Tre milioni e cinquentomila euro la cifra impegnata dal Comune di Salerno per la messa in scena di sei opere liriche. Al lordo dei contributi statali e regionali richiesti e degli introiti relativi ai biglietti venduti, si arriva a 3.284.787,50 per la precisione. Altro che crisi, l’amministrazione comunale pare che viva in un altro mondo. A volerli convertire in lire, l’effetto può essere ancora più calzante: circa sette miliardi del vecchio conio per opere liriche e non di quelle pubbliche. Precisiamo: si tratta comunque di un prestigioso cartellone, dall’alta valenza storica e culturale, seppur – sostengono in molti –  sproporzionato, economicamente parlando, ed in considerazione del momento storico, per una cittadina come Salerno. Ma ecco cosa propone Daniel Oren, per la modica cifra sostenuta dalle casse comunali. Rigoletto da 500mila euro; Simon Boccanegra da 570mila euro; il Nabucco arriva a 566mila euro; l’Otello supera tutti con 591mila euro mentre per la Boheme solo 272mila euro circa. Ventunomila euro solo per la realizzazione di un sito web mentre occorreranno trentamila euro per la redazione e stampa dei programmi di sala e manifesti a cui si aggiungono 25mila euro di progetto grafico. Un buon compenso anche per il segretario artistico la cui prestazione sarà di 28mila euro circa. Ed ecco invece l’orchestra. Settantacinque mila euro per il duo Violetta Urmana – Nigro della Filarmonica Verdi del direttore Oren; 12mila euro per il quartetto d’archi “Turtle Island String Quartet”; 25mila euro per il duo violino pianoforte Igudesman &Joo; 65mila euro per Noha- Daniel Oren – Sudwest deutsche Philarmonie. Ancora 35mila euro per i solisti Loroque e Decon e 7mila euro per il pianista Paolo Vergari. Tirando le somme siamo già oltre i 3 milioni di euro, al quale vanno aggiunti i contributi previdenziali, la Siae e le spese dell’impresa lirica (la Cieral), oltre naturalmente ai costi del personale, collaborazioni e quanto occorre per aprire e chiudere il Massimo cittadino. Che la musica abbia inizio allora. Visti i costi ci sarà molto da sentire.

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