Valiante: “Il futuro è una nostra responsabilità”

Scritto da , 8 Settembre 2020
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“Il futuro non appartiene a noi ma è una nostra responsabilità”. Parla così il candidato al consiglio regionale della Campania per il Pd Simone Valiante che ha scelto di aderire al progetto lanciato dal parlamentare di Liberi e Uguali Federico Conte. Una serie di proposte, quelle avanzate dal deputato di LeU che hanno trovato pieno sostegno e piena approvazione proprio da Valiante e con le quali dovrà ora confrontarsi il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Il futuro non appartiene a noi ma è una nostra responsabilità. Noi abbiamo il dovere di costruire un progetto politico, di governo, con scelte concrete che dovrà fare la prossima amministrazione regionale, dal punto di vista politico, programmatico – ha dichiarato Valiante – Cose che dovremmo realmente fare, per il bene del nostro territorio provinciale. Tra le proposte avanzate da Conte la realizzazione di sistemi urbani territoriali per coprire quel vuoto lasciato dalle Province e ridurre la distanza tra Comuni e Regione, per il bene dei cittadini campani. “Si tratta di una serie di punti programmatici molto significativi. C’è anche il nuovo assetto istituzionale che noi chiediamo per la regione Campania, una regione che programma di più e dà respiro alle forze sane del territorio che devono essere protagonisti del nuovo scenario futuro”, anche e soprattutto a livello istituzionale. Tra gli impegni che intende assumere il candidato del Pd, c’è sicuramente il grande tema delle bonifiche, la sanità, sviluppo dei territori. “Ci sono una serie di punti di cui abbiamo discusso che sono diventati punti in comune della scelta del programma elettorale”, ha aggiunto Valiante. Di fatti, “Liberiamo il futuro” – presentata nella giornata di ieri ad Ascea e nei prossimi giorni anche nella città capoluogo – prevede la creazione di sistemi urbani territoriali che si compongono di municipi dei comuni che vivono in aree omogenee: l’argo nocerino Sarnese, la città di Salerno, la città del Sele e la città del Parco non per ridurre quella distanza creata dalla riduzione delle funzioni delle Province e dare ai Comuni una maggiore possibilità di gestione.

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