Valeria Impagliazzo in “Cenerè”. Il 19 dicembre al Teatro civico14 di Caserta

Scritto da , 19 novembre 2015
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Il 19 dicembre 2015 sulle tavole di “Teatro civico 14” di Caserta verrà messo in scena “Ceneré”, uno spettacolo singolare, scritto da Luigi Imperato, con la regia di quest’ultimo in collaborazione con Rosario Lerro. Una rivisitazione pazzesca della soave fiaba “Cinderella”, in chiave nuova. Una Cenerentola diversa, più audace forse, che agisce, che comincia a credere in sé stessa perché non ha bisogno dell’aiuto della fatina, e riuscirebbe a scappare alle insidie delle sorellastre. Una ragazza che giunge al castello del re e riesce a conoscere il bel principe, e a lasciare un segno di sé. La famosa scarpina? Vedremo nei panni di un’insolita sorellastra della protagonista la scafatese Valeria Impagliazzo, volto noto nella cittadina agro-nocerina per la sua lunga carriera teatrale, il curriculum ricco di riconoscimenti e soddisfazioni, e i suoi laboratori teatrali presso la parrocchia “San Francesco di Paola” di Scafati con bambini ed adolescenti. Comincia a praticare il teatro grazie ad un corso finanziato dalla regione il “Casa Babylon Theater”, incentra la sua tesi di laurea in scienze della comunicazione su “Diffusione teatro”, un laboratorio teatrale che l’ha formata moltissimo. Nel 2007 fonda la compagnia “Teatri delle sguelfe” con alcune compagne di “Diffusione teatro”. Le Sguelfe vincono un premio al teatro Bellini e partecipano al “Positano teatro festival” dove vincono il premio “Annibale Ruccello” per la drammaturgia e il premio speciale del presidente della giuria “La corte della formica”. Valeria è figlia libera del teatro con un attaccamento viscerale. “Ho iniziato a fare teatro a 18 anni quando sei piena di dubbi e tumulti interiori. Il teatro mi ha messo subito di fronte ai miei limiti ma sono riuscita a capire di avere in me la tenacia e la determinazione per superarli. Da allora non ho mai smesso di studiare e di formarmi. Ci sono tanti aspetti su cui oggi sono più sicura ed altri sui quali ho ancora un punto interrogativo. Ma grazie al teatro oggi sono una persona felice. Questo è un momento duro della mia vita. Ho perso un caro amico e collaboratore, Luca Ferrara. Era un bravissimo tecnico del suono ed è stato con me in tanti miei lavori. Continuare a portarli in scena è un modo per ricordarlo, per sentirlo vicino a me. Il teatro mi sta aiutando ad espiare questo dolore forte.” Ma il teatro è anche questo, rende immortali le persone, le loro passioni e talvolta anche la loro presenza.

Ilaria Cotarella

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