Usura ed estorsione, 10 anni ad Attianese

Scritto da , 5 Marzo 2020
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di Pina Ferro

Approfittando della situazione di bisogno delle persone prestavano soldi con tassi di interesse che raggiungevano il 120%. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno, Alfonso Scermino ha condannato, cn il rito dell’abbreviato, a 10 anni di reclusione Nicola Attianese di Pontecagnano. Ha invece patteggiato la pena ad 1 anno e 8 mesi Antonio Errà. Rinvio a giudizio per: Carmine Lanzetta, Marianna Minelli, Alfonsina Capone, Dario Battipaglia, Rosaria Natalia Dutti, Caludio Tufano, Vincenzo De Cesare, Alfonso Nasti (carabiniere in servizio, all’epoca dei fatti a Salerno). Assolto da tutte le accuse Silvio Castagno. Ad Attianese, arrestato nel febbraio del 2019 viene descritto come una persona molto scaltra. A lui sono stati contestati quattro episodi di usura e 26 estorsioni oltre all’autoriciclaggio di denaro. A seguito delle perquisizioni effeffuate a suo tempo durono rinvenuti e sequestrati 4 orologi Rolex e diversi assegni falsi ed altri contraffatti. Ad eseguire l’ordinanza applicativa della misura degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti del pregiudicato Nicola Attianese accusato di usura ed estorsione furono i carabinieri di Salerno. Era il mese di agosto del 2017 quando partì l’indagine da parte della Procura. A dare il via all’attività investigativa fu la denuncia presentata da una delle vittime di usura; questa a fronte di un prestito di circa duemila euro, era stata costretta, mediante minacce di ritorsioni personali e familiari, a versare la somma di circa quattromila euro pari a oltre il 120% annuo. L’insostenibilità delle richieste di denaro portò la stessa vittima a svelare il sistema delittuoso in cui era coinvolta. Il ricavato dell’attività delittuosa veniva reinvestita in oggetti preziosi ed immobili, poi sottoposti a sequestro. A seguito del blitz fu disposto il sequestro del provento dei delitti di usura ed estorione per l’importo di circa 47mila euro. Nell’indagine erano coinvolti in concorso tra loro, per analoghi reati, altre dieci persone tra cui anche un militare dell’ Arma che, all’epoca dei fatti, prestava servizio presso la stessa Sezione Operativa di Salerno che ha condotto le indagini.

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