Università, ricorso al Tar contro Bianchi

Scritto da , 15 Luglio 2013
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Mercoledì prossimo conosceremo il nuovo Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno. Annibale Elia o Aurelio Tommasetti? I pronostici propenderebbero per quest’ultimo. Ma Elia è un osso duro e non sono da escludersi accordi dell’ultima ora. Sull’evento tanto atteso pende delicatissimo ricorso al Tar-Campania depositato solo pochi giorni fa.L’inatteso ‘guastafeste’ sarebbe l’ex-Direttore Generale dell’Università di Salerno, Giuseppe Paduano. Ricostruiamo i fatti. Nella seduta del Senato Accademico del 26 marzo scorso convocata per esprimere il prescritto parere, sei ‘senatori’ sui ventotto presenti (i professori Pellecchia, Perna, Vinci, Foscari, Vaccaro e Barletta) approvano la mozione del primo di loro circa l’opportunità di rinviare la decisione attesa la imminente elezione del nuovo Rettore, ponendo, tra l’altro, una questione pregiudiziale “ai sensi dell’art 106 comma 8 del Regolamento Generale”, articolo che riguarda la verbalizzazione. La invocazione del principio di opportunità di rinvio della importantissima decisione è ovvia ed elemenTare. Il nuovo Rettore resterà in carica sei anni. Perché non lasciare a lui la scelta del suo più importante uomo di fiducia? Al Senato Accademico è stata data o no la possibilità di verificare le effettive competenze e i titoli della terna proposta dal Rettore Pasquino nelle persone dei candidati Attilio Bianchi, Giuseppe Paduano e Giuseppe Telesio? Subito dopo si entra nel vero problema di quella nomina e che, con ogni probabilità, ha determinato il ricorso al Tar dell’ex direttore Giuseppe Paduano. Cioè, nel problema del “merito della nomina”, nel corso della quale viene fatta rilevare “da alcuni (componenti del Senato Accademico, N.d.A.) l’assenza dei cv dei tre candidati e la diversità di ruolo e compiti nell’amministrazione di un ospedale e di un’università.” (leggi curricula vitae, i veri ed unici elementi per potere giudicare con la dovuta competenza ed obiettività chi proporre al delicatissimo incarico). La mancata messa a disposizione dei ‘giudicanti’ di quei curricula dei candidati rappresenta un fatto in sé gravissimo, che viola la trasparenza degli atti e il diritto-dovere dei ‘senatori’ dell’Università di Salerno di valuTare con serietà e consapevolezza una nomina così fondamentale quale è quella di Direttore Generale dell’Ateneo. Se anche uno soltanto dei componenti del Senato Accademico ne avesse fatto richiesta, come si deduce dalla verbalizzazione degli interventi, è lapalissiano che Pasquino avrebbe dovuto adempiere ad un atto dovuto. A tutela dell’immagine sua personale e dell’intero consesso. E, soprattutto, della legittimità piena ed assoluta degli atti concorsuali.Nascono da qui, con ogni probabilità, le vere ragioni del ricorso al Tar? Sembrerebbe, infatti, che sia stato contestato dall’interessato anche il mancato possesso da parte degli altri due candidati, Attilio Bianchi e Gaetano Telesio, dei pieni requisiti previsti dal bando. Ad esempio, sembra che all’attuale vincitore Attilio Bianchi possa o sia stata contestata una esperienza esterna eccessivamente valutata, peraltro non amministrativa e tanto meno di tipo accademico, essendosi occupato in passato di una azienda sanitaria e non universitaria. Inoltre, premesso che l’esperienza amministrativa richiesta ufficialmente dal bando sarebbe di almeno cinque anni e non tre, come nel caso dell’altro candidato Giuseppe Telesio, Direttore amministrativo dell’Università del Sannio, a questo punto l’unico candidato eleggibile nella terna scelta da Pasquino sarebbe dovuto essere proprio l’attuale ricorrente Giuseppe Paduano. Se il Tar dovesse accogliere queste e/o altre ragioni eventualmente rappresentate nel suo ricorso, salterebbe il neo DG dell’Università di Salerno Attilio Bianchi, voluto da Raimondo Pasquino. La cosa che stupisce è come mai lo stesso candidato e probabile successore di Pasquino, Aurelio Tommasetti, presente in quella riunione di Senato Accademico e già aspirante Rettore, non abbia contestato la indisponibilità dei curricula dei candidati. Corre voce che, sempre nella famosa seduta che portò alla nomina dell’attuale direttore generale Attilio Bianchi, allo scopo di dare forza alle proprie tesi, qualcuno abbia sostenuto che l’orientamento della legge-Gelmini 240/2010 privilegi la nomina del direttore generale con esperienze esterne. Cosa contestata, a quanto pare, dal prof. Pellecchia, secondo il quale di tutto questo il Senato Accademico non avrebbe mai discusso. Non si esclude una decisione clamorosa, una sorta di restituzione degli atti all’Università per rideliberare sui tre candidati, ma alla luce dei titoli effettivi da loro posseduti. Cosa farà il nuovo Rettore in una simile circostanza? Ribadirà per principio la nomina di Bianchi o deciderà con auspicata obiettività e disinteresse? Elia o Tommasetti avranno il coraggio e la determinazione necessari per riporTare un po’ di sereno equilibrio nella gestione della cosa pubblica, facendo autocritica in virtù del buonsenso? Sarà certamente questo il loro primo, vero banco di prova. Quanto al Rettore uscente Raimondo Pasquino, un eventuale accoglimento del ricorso del suo ex-uomo di fiducia da parte del Tar suonerebbe come una autentica bocciatura, un pessimo viatico per la sua nuova funzione di Commissario proposto alla guida del Cstp, trasporto pubblico salernitano.

di Aldo Bianchini

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