Uniti nel tricolore

Scritto da , 3 Giugno 2020
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Di solito quando si parla di Repubblica si tende a considerarne l’importanza dal lato storico oppure ci si dilunga in  interminabili critiche su come funzioni in Italia. Io, invece, oggi, voglio impiegare queste poche righe per rivolgere un personale  ringraziamento. Quando è iniziato l’anno 2020, nessuno si sarebbe mai aspettato con esso l’arrivo di un virus che avrebbe portato una pandemia. Inizialmente è stato difficile realizzare che tutto questo facesse parte del mondo reale e non di un film di fantascienza. Non credo sia stato facile per il governo scegliere la cosa giusta da fare – d’altronde chi coscientemente potrebbe affermare il contrario?- e procedere con fermezza in un generale clima di destabilizzante incertezza. Ha garantito le cure a tutto il popolo e si impegna ogni giorno a non farlo sentire abbandonato e indifeso di fronte a questo grande nemico. Vedo per strada persone che indossano la mascherina in modo sbagliato o, peggio ancora, non la utilizzano affatto. Non seguono delle banali regole per salvaguardare la propria salute. Alla fine è facile ignorare le dovute precauzioni; ma come vi sentireste voi nel vedere la persona con la quale state parlando non interessarsi al discorso? Sarebbe irritante, vero? Il Governo, nelle persone di chi lo rappresenta per volontà del popolo italiano, non può abbassare la guardia: deve essere vigile e pronto ad agire. La Repubblica, pertanto, sarebbe soltanto un concetto astratto se non ci fosse chi prende le giuste decisioni o permetta di rendere l’Italia un posto migliore. Grazie a costoro il nostro Paese è un meraviglioso posto in cui vivere, un posto dove ogni cittadino è importante. Ma non è solo alle alte cariche del Nostro Paese che voglio rivolgere i miei ringraziamenti. La Repubblica non esisterebbe se i cittadini non l’avessero votata durante le elezioni del 1946. Lo Stato non avrebbe la possibilità di migliorare se tutti i suoi cittadini non facessero sentire la propria voce. Non avrebbe le risorse economiche, alimentari e non sarebbe in grado di poter usufruire dei servizi, che sono gli elementi primari per qualsiasi Nazione. Grazie a tutti di esserci e non soltanto sotto forma di numero, ma come parte attiva del motore che rende l’Italia una macchina funzionale, che non si arrugginirà mai! Purtroppo, c’è ancora il pensiero che sia abitata da tre classificazioni di popolazione: “Quelli del nord, quelli del centro e , ultimi, quelli del sud.” Ma l’Italia è una, così come il popolo italiano: siamo soltanto una grande famiglia che si abbraccia unita sotto il cielo del tricolore!

Marianella Malafronte 1Cs

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