Unisa, laurea online ai tempi del Coronavirus. L’esperienza di Marco De Santis

Scritto da , 17 Marzo 2020
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di Giovanna Naddeo

La discussione della tesi di laurea rappresenta il momento culminante della carriera universitaria, destinato a restare indelebile nella memoria di chi lo vive. Per diversi studenti diventati “dottori” in questi giorni di pandemia, lo sarà ancora di più. Tra questi, Marco De Santis, residente a San Mango Piemonte, tra i primi laureati “a distanza” dell’Università di Salerno. Nel pomeriggio di ieri, la seduta di laurea in modalità online sulla piattaforma Microsoft Teams.

Marco, qual è stato l’oggetto della tua tesi?

«Ho conseguito la laurea triennale in “Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione” con una tesi dal titolo “L’età globale e le nuove oligarchie” sotto la guida del professor Roberto Parrella che ringrazio infinitamente per il supporto e l’attenzione in questi mesi di studio e preparazione».

Mesi di studio culminati in un’esperienza inaspettata e alternativa come la laurea “a distanza”. Com’è andata?

«Ho sempre immaginato di discutere la tesi davanti ai professori, alla mia famiglia e agli amici, condividendo con loro il successivo momento di festa. È stato molto diverso e del tutto insolito. Stare a casa, discutere la tesi davanti al computer non è roba da tutti i giorni. Venerdì si è tenuta un collegamento di prova con la Commissione in modo da testare la connessione internet e l’utilizzo del software. Ieri pomeriggio, puntuale all’orario stabilito, la discussione. I professori erano in collegamento dalle loro abitazioni, noi dalle nostre. Tutti hanno ascoltato le discussioni degli altri. La proclamazione, poi, il momento più emozionante. Ringrazio i miei professori e il Rettore Loia per aver ovviato al problema, facendo sì che anche le lauree si svolgessero nel miglior modo possibile, vista la gravità della situazione».

Festeggerai la laurea quando passerà la pandemia?

«Il mio primo desiderio è che l’emergenza rientri quanto prima. Il secondo? Poter stringere tra le mani la mia pergamena di laurea. Non vedo l’ora».

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