“Un uomo felice che riassapora il senso della libertà”

Scritto da , 18 Maggio 2021
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Da quel lontano ma non tanto marzo 2020 quando il mondo tutto, si chiudeva per colpa di questa epidemia, da quel momento qualcosa in noi è cambiato. Nel interno di noi tutti è successo qualcosa che ci ha reso diversi, la paura iniziale ancora da comprendere appieno, poi i momenti di sgomento i tanti cari parenti, amici, persone, tante vite spezzate, io ringrazio il signore che non ne ho avute. Qualche fratello colpito in modo leggero, la mia mamma rimasta sola, solo mia sorella andava per evitare di portare il contagio. La paura questa insidiosa e maledetta paura che prendeva il sopravvento nei pensieri, nelle cose semplici, nel cose abitudinarie. La paura di poterlo contrarre, l’attenzione maniacale quasi viscerale prendeva il sopravvento ti indiceva timore di avvicinarti ad altri, di salutare con una stretta di mano, di avvicinare i nipoti, i figli sempre per la paura di dare e ricevere il contagio, mascherina indossata sempre, perché è giusto proteggersi per proteggere. La libertà di azione e movimento persa, quasi sentirsi prigionieri di se stessi senza trovare una soluzione per derimere e dare ita alle proprie emozioni uscire uscire la voglia di libertà esplodeva dentro sempre forte a volte irrazionale. Ma la coscienza interna dell’anima ti richiamava all’ordine ronzando dentro e dicendoti stai attento, fai attenzione, calmati, rifletti, usa tutti i mezzi di protezione rispetta le regole stabilite ti riportava alla ragione. Poi, piano piano dopo averne sentite e viste tante, arriva la buona novella sono pronti i vaccini tre, cinque, tutti si sono dedicati a questa operazione trovare l’antidoto, che possa ridare la vita la libertà, sperimentazione, preoccupazioni sarà efficace, sarà sicuro, anche qui problemi derivati dalle reazioni allo stesso si ricade nella paura chi dice una cosa, chi ne afferma un’altra creando disorientamento, paura, diffidenza è buono questo, l’altro no! Poi si iniziano a vaccinare i nostri genitori, i nonni, poi gli zii e le zie poi i sessantenni e piano piano tutti. La mia esperienza con il vaccino tremenda piena di diffidenza no! Non lo faccio! Poi l’dea, il ragionamento, l’importanza, mi ha fatto cambiare idea. La diffidenza in certezza, la paura in sicurezza. Oggi fatta la prima dose Pfizer, grido ad alta voce si rinasce. Si si sente rinati, si riassapora il senso della libertà, il senso mai perso e sempre ambito di Libertà. Attendo fiducioso la seconda dose e sarà ci credo l’inizio della fine di un incubo per tutti noi anche se dovremo sempre essere attenti e cauti ma con la sicurezza di essere più forti di prima. È allora fatelo il vostro vaccino credeteci fiduciosi.

Vincenzo Sica un uomo felice

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