Un sabato salernitano per Daniel Oren

Scritto da , 8 Giugno 2020
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Toccata e fuga per il nostro direttore artistico che è stato notato per il centro storico della nostra città passeggiare in compagnia di Antonio Marzullo

Di OLGA CHIEFFI

E’ giunto il momento di risentire gli applausi del pubblico, di salire gli ultimi scalini che conducono in palcoscenico, d’inchinarsi e salutare, bisogna pur ricominciare dal vivo in qualche modo. Ci si è incontrati in rete, i musicisti sicuramente si sono dati allo studio matto e disperatissimo e saranno in forma smagliante, e solo la partecipazione univoca ad un concerto, ad una qualsiasi esibizione artistica, potrà attestare che siamo veramente liberi di vivere. Non potevano passare certo inosservati nella splendida mattinata primaverile di sabato Daniel Oren e Antonio Marzullo, aggirarsi dinanzi alle vetrine della Dolceria Pantaleone, saluto a volo e ieri mattina la conferma da parte del segretario artistico del Teatro Verdi, che da buon salernitano, onora il rito della domenica, che conta oltre 150 di storia, della chiacchiera e dell’involto di dolci per il fine-pasto. “C’è intenzione di ricominciare – ha annunciato Antonio, accompagnato dalla intraprendente nipotina Sofia, amazzone in erba – proprio da Salerno. Ieri (sabato n.d.r.), il Maestro Daniel Oren è stato qui proprio per cercare di organizzare qualcosa per metà luglio. Un po’ tutti stanno iniziando a produrre, a cominciare proprio dal concerto del Presidente del 1 giugno, che abbiamo seguito in televisione, il teatro di San Carlo ha annunciato la nuova stagione e il 28 luglio sarà in Piazza del Plebiscito per una grande Aida, abbiamo notizie del Maggio Fiorentino, il Rossini Opera Festival di Pesaro che saluterà l’orchestra in platea, pubblico nei palchi e cantanti in palcoscenico, del cartellone dello Sferisterio di Macerata, chiaramente rimodulato che inaugura il 18 luglio, l’Arena di Verona che inaugura con l’Aida diretta da Riccardo Muti, in occasione del 150° anniversario dell’ esecuzione dell’opera, il Festival Verdiano che apre con Rigoletto, e desideriamo esserci anche noi, con le nostre maestranze, le nostre masse orchestrali e corali in questo contesto che guarda al futuro”. Il pensiero è naturalmente volato ai festival di Ravello e della Reggia di Caserta, ma ha continuato a spiegare, che purtroppo è ancora tutto in fieri. A Ravello, infatti, dovrebbe essere montato il grande palco per le esibizioni e accogliere la gente nei giardini, come una volta, per la reggia c’è il problema delle navette che non possono assolutamente essere riempite come negli anni precedenti ed un palco montato dinanzi il monumento in Piazza Carlo III sarebbe una spesa molto importante andrebbe anche a discapito del buon ascolto. Ma noi vogliamo essere ottimisti e ci poniamo fin da ora in attesa di una magia che la musica e la abnegazione e testardaggine di Daniel Oren e Antonio Marzullo sapranno certamente compiere per il loro pubblico, quest’estate, in attesa che le maglie di queste restrizioni, possano finalmente allargarsi, fino a riaprire le porte del massimo cittadino in autunno.

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