Udc: «Quello di Luigi Cobellis è un laboratorio abusivo»

Scritto da , 7 Maggio 2015
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di Andrea Pellegrino L’ospite d’onore è sicuramente Gaspare Russo. Ieri l’Udc – rimasto fedele a Stefano Caldoro, e quindi al centrodestra – ha suggellato la sua scelta con tanto di “benedizione” politica dell’ex presidente salernitano della Regione Campania. Accompagnato dal figlio Ivo, Gaspare Russo, tirato più volte in ballo dai promotori dell’incontro di ieri mattina, non ha nascosto il suo pensiero. Anzi ha incitato a descrivere i fatti con chiarezza. Su De Mita e sull’accordo con il Pd e con Vincenzo De Luca, poche battute: «Non parliamone troppo, rischiamo di dargli una legittimazione che non ha più». Di sicuro, sostiene Russo – «un accordo sottobanco c’è. Che riguardi la figlia (Antonia, ndr)? Probabile ed a mio avviso andava candidata». Ma c’è un problema politico, ben più ampio, che pone Russo: «Se si vogliono evitare i partiti con le porte girevoli, occorre modificare i poteri in capo a chi rappresenta i partiti». Il riferimento, nel caso specifico, più che a Ciriaco De Mita è a Lorenzo Cesa che ha piazzato, nella sua qualità di segretario nazionale, lo scudo crociato all’interno della coalizione di centrosinistra. «Simbolo scippato», dice Ciro Alfano che ribadisce il suo sostegno all’area moderata del centrodestra. «Al momento possiamo solo contestare l’illegittimità dell’accordo, poi nelle sedi opportune (direzione ed assemblea nazionale) solleveremo il caso e contesteremo l’utilizzo del simbolo dell’Udc a sostegno di Vincenzo De Luca», rincara il presidente provinciale dell’Udc Vincenzo Inverso. Per ora, dunque, il gruppo orfano del simbolo storico, resterà fermo sulle posizioni dell’Area Popolare, sostenendo, dunque, candidati di quella lista che su Napoli vede in campo l’assessore regionale Pasquale Sommese e su Salerno, invece, l’ex consigliere regionale Pasquale D’Acunzi, ieri mattina presente all’incontro tenutosi nella saletta Moka di Corso Vittorio Emanuele. «Abbiamo nostri candidati che sosterremo», rassicura Inverso che nel pomeriggio ha incontrato anche Stefano Caldoro a Napoli. Quanto a Cobellis e la sua scelta di sostenere De Luca, dice: «Intanto continua a fare il capogruppo regionale di un gruppo che è a supporto di Stefano Caldoro. Poi, ha preso decisioni che a mio avviso non hanno nessuna legittimazione politica. Compresa la riunione che si è tenuta venerdì sera prima della presentazione della lista e all’indomani del patto di Marano tra De Luca e De Mita». Un patto strano secondo il professore Aniello Salzano che non nasconde la sua contrarietà rispetto alla scelta di De Mita: «Mi è mancato il famoso “ragionamendo”, ossia quella traccia che solitamente veniva tracciata da Ciriaco De Mita. Si è consumato tutto mentre avevamo indossato già la nostra maglietta ed eravamo pronti a scendere in campo. Eppure ricordo le parole dure mosse da De Mita nei confronti di Vincenzo De Luca. Considerazioni che ha ribadito pochi giorni fa quando sembrava che l’accordo fosse stato raggiunto con Stefano Caldoro. Giudizi pesanti su De Luca e sulla sua impossibilità ed inopportunità nel guidare la Regione, almeno questo il pensiero che ho raccolto io poche settimane fa». Quanto a Cesa, rincara Salzano, «dovrebbe dimettersi. Ha fatto saltare un progetto politico». Ed infine su Cobellis, il professore dice: «Sento parlare di laboratorio politico e di un accordo sancito già alle ultime elezioni provinciali a Salerno. Penso che quello di Cobellis sia un “laboratorio abusivo”. Non fosse altro che non ha coinvolto gran parte dei dirigenti provinciali, regionali e nazionali di questa città». Infine sull’accordo De Mita – De Luca, Inverso chiarisce: «Non è un accordo di partito ma solo personale. Il partito Udc è con Stefano Caldoro, quell’Udc rappresenta solo la sigla “Unione De Mita – Cesa”».

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