Trattative chiuse a palazzo Sant’Agostino. A Cava Galdi nelle mani di Mara

Scritto da , 23 Marzo 2013
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Solo a Cava de’ Tirreni la situazione potrebbe ribaltarsi: fuori Cirielli, dentro il Pdl a sostegno di Marco Galdi. In Provincia, invece, la volontà di tirarsi fuori dalla maggioranza è ormai certezza e nuovamente certificata dai sei consiglieri provinciali (Pasquale Aliberti, Domenico Di Giorgio, Giuseppe Zitarosa, Massimo D’Onofrio, Vincenzo Paolillo e Ludovico Buonomo) del gruppo Pdl.
Tutto confermato, dunque. Anche le candidature Pdl a Scafati e Pontecagnano. L’unica novità potrebbe esserci solo a Cava de’ Tirreni, dove i Fratelli d’Italia si ritroverebbero all’opposizione. Sulla vicenda Cava, il tutto è stato rimesso dai consiglieri comunali metelliani (componenti del gruppo Pdl e dei gruppi federati) nella mani di Mara Carfagna. «Abbiamo chiesto all’onorevole Mara Carfagna – dicono i consiglieri cavesi – di accettare la delega a rappresentarli per verificare, con lo stesso sindaco di Cava, la possibilità di un’intesa di governo della città per scongiurare una nuova fase commissariale che priverebbe, ancora una volta, la comunità metelliana di una rappresentanza politica determinante in questo momento di grande crisi del Mezzogiorno e del Paese». E l’ex Ministro Carfagna nei prossimi giorni potrebbe già incontrare il sindaco Galdi.
Trattative chiuse a Palazzo Sant’Agostino. Qui i consiglieri provinciali Pdl hanno ribadito «la decisione di collocarsi all’opposizione quale unica possibile scelta responsabile dopo la rottura incomprensibile ed unilaterale di Fratelli d’Italia nei confronti del Pdl». Tra l’altro – dicono – «appare risibile il continuo richiamo di Fratelli d’Italia a rivendicazioni di incarichi, assessorati e logiche “poltronistiche” che si vorrebbero attribuire al Pdl che mai ha invece avanzato richieste né posto problemi di gestione o di postazioni di sottogoverno. Ci rendiamo conto che sia spesso abitudine fare del proprio cuor l’altrui misura e che i vertici provinciali di Fratelli d’Italia ritengano di poter costruire, conservare ed accrescere il consenso solo attraverso la distribuzione di incarichi ma tale criterio non appartiene né è mai appartenuto all’attuale classe dirigente del Popolo della Libertà. Il nostro unico riferimento è la tutela e lo sviluppo del territorio e mai logiche di sola e pura gestione potranno trovare il consenso del Pdl».

 

23 marzo 2013

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