Traffico di droga in città, tutti muti dinanzi al giudice

Scritto da , 20 Luglio 2020
image_pdfimage_print

di Pina Ferro

Sono rimasti tutti in silenzio dinanzi al Gip ed al magistrato i 25 soggetti ammanettati, l’altra mattina, nel corso di un blitz della Squadra mobile di Salerno.
Raffaele Iavarone, vertice del sodalizio, e gli associati è stato sentito in carcere dal giudice per le indagini preliminari Gerardina Romaniello che ha firmato l’ordinanza di custodia e dal magistrato della direzione distrettuale antimafia marco Colamonici. Tutti e 25, assistiti dagli avvocati di fiducia, hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ieri mattina sono stati sentiti: Raffaele Iavarone, 38 anni,; Giuseppe Russo, 39 anni; Mario Noschese 48 anni; Nicola Attianese 48 anni, ; Luca Vitale, 35 anni; Aniello Romano  34 anni,  Giuseppe Pierno, 39 anni; Ciro Romano 33 anni; Gianluca Vicinanza 31anni; Gerardo Iannone 22 anni; Antonio  Pierro 22 anni ;  Fulvio Amato 43 anni; Hicham Oisfi, alias Emilio 36 anni; Giuseppe Aquino 38 anni; Guglielmo Sirica, 63 anni;  Domenico Pasquale Sirica 30 anni; Emilio Squillante 42 anni;  Claudio Tufano 53 anni; Antonio  Cosentini 49 anni; Alessandro Nisi 26 anni;  Giovanni Langella 38 anni;  Massimiliano Placanico, 46 anni tutti detenuto in carcere. Sono stato sentiti anche  Mauro Natella 28  anni; Michele Sica 26 anni e  Felice De Martino, 42 anni. L’attività investigativa ha permesso di acclarare l’esistenza di un sodalizio criminale, facente capo a Raffaele Iavarone, dedito all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish e cocaina per diversi gruppi criminali che gestiscono lo spaccio di stupefacenti nella città di Salerno ed in provincia.
Raffaele Iavarone, per gli imvestigatori era il capo indiscusso, promotore, finanziatore e organizzatore del gruppo criminale; colui che detta le direttive per l’acquisto e la cessione della sostanza stupefacente. Personaggio di grande spessore criminale, con a carico numerosi precedenti penali, non risulta abbia mai svolto alcuna lecita attività lavorativa, traendo i proventi per il suo sostentamento esclusivamente dall’attività criminale. Gli inquirenti lo ritengono, intraneo agli ambienti dello spaccio di stupefacenti da circa 20 anni. Questi, ha mantenuto sempre un tenore di vita basso al fine di non attirare su di se l’attenzione delle forze dell’ordine, provvedendo anche al riciclaggio del denaro attraverso il trasferimento dello stesso su conti intestati a terze persone insospettabili e non a lui riconducibili. Solo raramente, ha partecipato in prima persona a scambi di droga ed accordi per l’approvvigionamento o la riscossione dei soldi per le forniture eseguite. Le attività investigative, svolte anche con opportuni supporti tecnico-scientifici, hanno permesso di documentare le cessioni di sostanze stupefacente attuate dagli indagati direttamente nelle fasi contingenti della loro perpetrazione, oltre che individuare i fornitori, i luoghi di custodia dello stupefacente nonché i relativi acquirenti o spacciatori. Le forniture di cocaina erano assicurate da Hicham Oisfi alias Emilio e Giuseppe Aquino, residenti a Scafati e Boscoreale, che stabilmente rifornivano il gruppo di Iavarone anche con ingenti quantitativi. L’hashish veniva acquistato a Sarno dal gruppo facente capo a Guglielmo Sirica, con la collaborazione di Emilio Squillante e Domenico Pasquale Sirica. Nel corso delle indagini sono, anche, stati effettuati alcuni ingenti sequestri di stupefacente. In un caso circa 41 Kg di Hashish e successivamente durante un’altra consegna furono sequestrati altri 18 Kg di Hashish. Inoltre, è stato constatato che l’organizzazione ha disposto di grandi somme di denaro per acquistare rilevanti partite di droga
Erano presenti tra gli altri i difensori: Luigi Gargiulo, Federico Cioffi, Antonietta Cennamo, Fabio Sorà, Dario Barbirotti, Gaetano Pastore, Pierluigi Spadafora, Rosario Fiore, Ivan Nigro.-

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->