Torre Autorità portuale: nemmeno quei suoli sono sdemanializzati

Scritto da , 7 Settembre 2013
image_pdfimage_print

di Andrea Pellegrino

«Nessuna procedura di sdemanalizzazione per la torre T2». Tradotto, secondo il comitato No Crescent «i suoli dove sorgerà la torre dell’Autorità Portuale sono ancora dello Stato». Questo è uno degli aspetti evidenziati dal Comitato nel suo elenco di problemi legati, oltre al Crescent, anche alla Torre dove dovrebbe sorgere la nuova sede dell’Autorità Portuale. «Il comparto di Santa Teresa – dicono – è sempre più un papocchio che travolge l’ecomostro Crescent, la piazza crollata ed ora anche la torre dell’autorità portuale».
Infatti, «l’agitarsi – proseguono – di questi giorni da parte degli amministratori locali e del presidente dell’Autorità portuale, Andrea Annunziata, per il progetto della «Torre T2», l’edificio che dovrebbe ospitare la sede dell’ente portuale, non dipendeva dalle varianti richieste dal Genio civile».
I fatti hanno un rilievo ben maggiore. Secondo il Comitato: «l’Agenzia del Demanio di Napoli, sollecitata dalle diffide di Italia Nostra e del comitato No Crescent, ha apertamente dichiarato in una nota del 6 agosto che nell’area dove dovrebbe sorgere la «Torre T2» non è stata mai avviata la procedura di sdemanializzazione. “Si conferma che non risulta agli atti”, afferma il dirigente regionale dell’Agenzia Dario Di Girolamo, “la procedura di sclassifica”, iter mai avviato pur se ritenuto necessario dalla legge perché diretto alla nuova classificazione di un’area di natura demaniale. “Nell’attualità”, conclude la nota, “le aree presentano la qualificazione giuridica di beni del Demanio Pubblico dello Stato”».
Il dirigente regionale ha chiesto, quindi, chiarimenti all’Autorità portuale e al Comune di Salerno che, come noto, ha rilasciato il permesso di costruire numero 15/TU per la «Torre T2», fabbricato che rientra organicamente nel sub-comparto 1 denominato “CPS_1” ed è quindi assoggettato alle norme urbanistiche previste sia per enti pubblici che per privati.
«Si vuole costruire – dicono ancora – su un bene demaniale, senza che siano state nemmeno avviate le imprescindibili procedure previste ai sensi dall’articolo 35 del Codice della navigazione. Le gravi anomalie nel procedimento di sdemanializzazione del comparto edilizio hanno già portato all’apertura di un fascicolo penale per falso ideologico nei confronti del sindaco, di dirigenti comunali e di un funzionario della stessa agenzia del demanio di Napoli. Fatti e precedenti che giustificano il nervosismo di questi giorni dei protagonisti del contestato intervento urbanistico. Nel balletto delle competenze anche il Genio civile, investito dalle associazioni sugli aspetti demaniali, ha chiesto all’Agenzia del Demanio i limiti delle proprie funzioni in tema di demanio marittimo. Lo scorso 23 agosto è stato depositato in Procura un corposo esposto con il nuovo carteggio sul demanio, le associazioni hanno chiesto anche il sequestro dei cantieri. Nei prossimi giorni si annunciano nuove iniziative, anche presso organismi governativi vista la chiara incompatibilità della carica di sindaco e della carica di sottosegretario al ministero che si occupa proprio di pubblico demanio».

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->