Testamento biologico, la libertà di una scelta

Scritto da , 15 settembre 2018
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Il testamento biologico, una battaglia per i diritti civili. A parlarne l’avvocato Florinda Mirabile che, nella mattinata di ieri, proprio a Palazzo di Città, ha tenuto un incontro promosso dal Comitato di Salerno della Fidu “Testamento biologico e consenso informato”. Commovente l’abbraccio tra l’avvocato Mirabile ed il professore Giuseppe Di Benedetto. «Lui non va mai da nessuna parte ed io gli sono grata per tanto, tantissimo bene che mi ha dimostrato sempre, di anni di affetto»,ha dichiarato Fiorinda Mirabile.

Avvocato, ancora oggi si discute dell’importanza del testamento biologico eppure, forse se ne parla troppo poco.

«Come tutte le tematiche relative ai diritti civili, c’è evidentemente bisogno di un dibattito e di una mobilitazione politica. Purtroppo nel nostro paese il legislatore non si occupa in maniera rapida di questi temi. Il testamento biologico passa purtroppo attraverso le sofferenze dei protagonisti che sono dei malati che hanno voluto espressamente questa legge, lo hanno manifestato in tutti i odi. Dobbiamo ringraziare la politica radicale che ha sempre trattato queste tematiche, in particolar modo l’associazione Luca Coscioni con l’avvocato Filomena Gallo, che ha mobilitato il gruppo interparlamentare con Benedetto della Vedova. Salerno sui diritti umani non arretra mai, anche il nostro sindaco ha sempre avallato il dibattito su questi temi».

Perché è importante il testamento biologico?

«E’ importante perché ci sono in gioco le libertà fondamentali dell’uomo, riconosciute dalle Carte per i diritti più importanti, e anche la nostra, che all’articolo 32 riconosce non solo il diritto alle cure ma anche quello di rifiuto di queste ultime. Come per ogni tematica di questo tipo, la battaglia da compiere ed il percorso da svolgere sono lunghe, speriamo in una conclusione positiva. Tutto questo è collegato alla prossima sfida, quella dell’eutanasia legale. L’ eutanasia legale è un qualcosa che potrebbe essere considerato agghiacciante da qualche gruppo politico in difesa della vita». Cosa ne pensa a riguardo?

«Nel mio caso, io sono una persona religiosa e ho questa concezione dell’ indisponibilità della vita. Ciò tuttavia non mi ha impedito di firmare a favore dell’ eutanasia e sono stata proprio io ad organizzare, a Salerno, con Donato Salsano ed i radicali dell’associazione Maurizio Provenza, i tavoli nel 2013 quando ci furono i dodici referendum. Per proporre il tredicesimo, quello sull’eutanasia legale, in Provincia di Salerno, tra Salerno, Mercato San Severino con Enzo Farace e Siano raccogliemmo oltre 30000 firme. La disobbedienza civile è sicuramente un elemento fondamentale nella democrazia, la ereditiamo da Marco Pannella. Non possiamo scegliere per chiunque quale possa essere il suo destino, spesso si adotta ancora oggi un metodo impositivo che è caratteristico delle organizzazioni criminali, con la sola differenza che in quel caso le firme di questi crimini sarebbero proprio di apparati dello Stato. Questo non mi sembra giusto, non mi sembra corretto e non mi sembra umano soprattutto».

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