Tragedia a Mercatello, uomo precipita nel vuoto

Di Erika Noschese 

Tragedia, questa mattina, a Mercatello. Per cause ancora da accettare, verso le 7, in via Palinuro nella zona orientale della città, un uomo è precipitato nel vuoto. Immediato l’intervento della Croce bianca di Salerno. Sul caso indaga la polizia e al momento non si esclude la pista del suicidio. Sul posto anche il medico legale per fare chiarezza sulle cause del decesso e risalire all’identità dell’uomo.




Il quartiere dimenticato E i cinghiali spaventano i residenti

di Francesco La Monica

“Siamo abbandonati a noi stessi. Il quartiere versa in condizioni di degrado da diverso tempo e, da qualche mese, siamo persino invasi dai cinghiali. Ormai, siamo consapevoli di essere diventati invisibili agli occhi delle istituzioni”. A lanciare l’allarme sono i residenti e i commercianti di Sant’Eustachio, rione della zona orientale di Salerno. Un quartiere dove, a detta di molti, la non curanza delle istituzioni si mischia al degrado e alla povertà. A farla da padrone sono sporcizia, erba incolta, mancanza totale (o quasi) di attività commerciali e, perché no, atti di vandalismo. Non di minore importanza, la mancanza di controlli delle forze dell’ordine, denunciata da più residenti della zona nel corso degli anni. Una zona in cui, nelle ore serali, spesso e volentieri si rimane quasi al buio e in cui, di conseguenza, nessuno ha voglia e “coraggio” di transitare. Le famiglie, a differenza di un tempo, preferiscono spostarsi altrove, allontanandosi dall’atmosfera costantemente cupa del quartiere. Poche persone per strada, mancanza di spazi verdi e, addirittura, di panchine nella piazza centrale. Persino alla pensilina dell’autobus, i residenti hanno piazzato delle sedie per coloro i quali attendono il pullman. “Il quartiere è trascurato. C’è sporcizia un po’ ovunque e la stragrande maggioranza dei tombini sono otturati. In questi giorni di pioggia intensa, di fronte al mio negozio si è creato una specie di torrente. Noi commercianti facciamo il possibile per tenere pulita la zona di nostra competenza, ma più di questo non possiamo fare” – dice il titolare del Bar Tabacchi 138, Danilo Serritiello, che poi aggiunge:”I bambini del quartiere non hanno un posto decente dove poter giocare in tranquillità senza correre il rischio di farsi male. Inoltre, ci sono erbacce ed alberi pericolanti un po’ ovunque. Certamente la situazione è tutt’altro che rosea”. Condizione degradante sottolineata anche da Antonio Mauro, titolare dell’omonimo panificio e alimentari situato nel cuore del quartiere:”Siamo abbandonati a noi stessi. La piazza principale, che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita del quartiere, è uno schifo totale. Panchine divelte, fontane dissestate, erbacce, rifiuti di ogni genere e droga. Queste sono le uniche parole che vengono in mente quando si pensa a Sant’Eustachio. A giorni alterni, si rimane quasi completamente al buio. L’ultima volta, abbiamo dovuto aspettare dieci giorni prima che venisse ripristinata la già carente illuminazione. Di fronte al mio negozio c’è una tombino completamente tappato che spesso emana cattivo odore ed attira, inevitabilmente, topi e animali di ogni genere perché non viene fatta alcuna disinfestazione nei mesi estivi. Ad essere onesti – precisa Mauro – la responsabilità è anche di alcuni residenti incivili. Degli sconsiderati padroni di cani lasciano fare bisogni ai propri animali in ogni luogo senza mai raccoglierli e cestinarli. La raccolta differenziata non la fa quasi nessuno e quei pochi che tentano di farla, la fanno nel modo sbagliato. L’altro giorno, hanno persino rubato il bidone della spazzatura di fronte al mio negozio Noi persone perbene non siamo tutelate. Non abbiamo mai visto una pattuglia di polizia o di carabinieri transitare nella zona. Chiediamo un intervento immediato delle istituzioni, perché ci sentiamo l’ultima ruota del carro della città di Salerno”. Da qualche mese, come se non bastasse, il quartiere è letteralmente invaso dai cinghiali, che tengono in apprensione i residenti di via Quintino di Vona:”Di sera, puntualmente intorno alle 23, scendono dalle colline antistanti decine di cinghiali che si appostano di fronte alle nostre abitazioni in cerca di cibo. A quell’ora scatta il “fuggi fuggi” generale, tra chi è in strada con il proprio cane o chi, semplicemente, rientra nelle proprie case – dice il residente Michele Chirico – che aggiunge:”Per fortuna non sono accaduti, per ora, episodi spiacevoli, ma la paura è tanta. Abbiamo segnalato più volte agli organi preposti questa situazione che, finora, non è stata risolta. Speriamo che, prima o poi, gli le istituzioni si decidano ad intervenire per porre fine a questa assurda situazione”.




Si stacca tenda parasole, disagi a Mercatello

Il maltempo di queste ore continua a procurare danni e disagi. Pochi minuti fa, in via Davide Galdi a Mercatello è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. A causa delle raffiche di vento, una tenda parasole si è staccata dal sesto piano di un’abitazione per finire sul balcone al secondo piano della palazzina di fronte. Strada bloccata e traffico in tilt ma la situazione è tornata alla normalità dopo pochi minuti.




«Ai commercianti della zona orientale dimezzare le tasse»

di Erika Noschese

Dimezzare le tasse ai commercianti che, nel periodo di Luci d’Artista, subiscono un netto calo delle vendite. A proporlo è Aniello D’Alessio, titolare dell’omonima profumeria di via Santa Margherita, a Pastena. D’Alessio è tra i commercianti che – in più occasioni – si sono schierati contro l’amministrazione comunale rea, a suo dire, di non fare nulla di concreto per incentivare il commercio nella zona Orientale della città di Salerno. «Situazione commercio? Nella zona orientale siamo sotto zero. I problemi sono tanti ma dobbiamo smetterla di parlare di crisi perchè i locali, di sera, sono pieni», ha spiegato D’Alessio secondo cui i problemi – soprattutto nel quartiere di Pastena sono tanti: «uno su tutti è il degrado commerciale, non ci sono attività che hanno un prezzo medio e più si abbassano i prezzi più la situazione peggiora», ha aggiunto D’Alessio. Il titolare dell’omonima profumeria di via Santa Margherita si chiede anche come si può vendere la merce a soli 3 o 5 euro perchè, attacca, «con le tasse da pagare è impossibile e io in primis ho dovuto mandare i miei figli a lavorare altrove perchè non posso mantenerli nel mio negozio». Problemi questi che più di una volta sono stati evidenziati anche dagli altri titolari della zona orientale. Tra queste, la titolare del negozio Baci&Coccole di via F. Antonio Ventimiglia secondo cui le maggiori responsabilità di questo crollo netto nelle vendite è da addossare ai grandi centri commerciali: «La gente non acquista più e se una famiglia va in questi centri commerciali e hanno la possibilità di acquistare tutto, alle volte anche a prezzi convenienti e normale che a farne le spese saranno sempre i negozi di vicinato, costretti a chiudere perchè ormai il nostro settore è letteralmente in ginocchio». Ma di problemi, il quartiere Pastena sembra esserne pieno, a partire dal manto stradale, fino alla pubblica illuminazione, passando per la totale assenza di cestini per buttare anche una semplice carta, senza contare la chiusura delle strade in occasione di grandi eventi come La Notte Bianca che lasciano letteralmente isolati i negozi più distanti e collocati in traverse che, puntalmente, diventano inaccessibili. Discorso questo che, inevitabilmente, vale anche per la kermesse natalizia Luci d’Artista che quest’anno partirà ufficialmente il prossimo 15 novembre. Ed è in questo contesto che si inserisce la proposta di Aniello D’Alessio che chiede un dimezzamento delle tasse per tutti i commercianti della zona orientale: «noi, per 6 mesi l’anno, viviamo il deserto totale, ragion per cui a noi dovrebbero essere dimezzate le strade – ha detto D’Alessio – Bloccando piazza della Concordia e concentrando tutto al centro noi siamo puntualmente isolati». E con il rischio di un trasferimento dei venditori ambulanti dalla zona centrale della città a Mercatello la situazione, secondo il titolare della profumeria D’Alessio – potrebbe solo peggiorare (pericolo, questo, che sembra già scongiurato in quanto gli ambulanti avrebbero rifiutato la proposta dell’assessore Loffredo): «Si fa prima a dire che vogliono la chiusura della zona orientale perchè è a questo che stiamo arrivando, inutile continuare così», ha infatti aggiunto il commerciante salernitano.

Gas radon, un nuovo pericolo si abbatte sui commercianti salernitani: si rischia la chiusura

Un settore, quello del commercio, in profonda crisi, vendite che non decollano e periodo di saldi che non in rari casi fanno registrare veri e propri flop. A questo si aggiunge un nuovo pericolo, quello del gas radon nei locali a piano terra, secondo la legge regionale numero 13 dell’8 luglio 2019. A pagare la misurazione del gas radon dovrebbero essere – a detta di numerosi commercianti della zona orientale – i proprietari dell’immobile. Ed è qui che si scatena la questione: se alcuni hanno scelto la “formula” 50 e 50, ovvero dividendosi il costo totale che varia da 180 a 200 euro, molti hanno esplicitamente richiesto il pagamento totale della quota a carico del titolare del negozio. «Dubito siano cose che spettano a noi, già sovraccaricati di tasse da pagare», ha dichiarato Massimo Gregorio, titolare del bar Metro di Pastena che attende di conoscere nel dettaglio questa nuova legge che potrebbe causare nuovi problemi anche agli esercenti. «Se dovessero riscontrare problemi cosa fanno? Ci chiudono il locale in attesa dei lavori», ha spiegato invece D’Alessio. Gli esercizi commerciali, comprese le scuole, si sono dunque dotati di un dosimetro per avviare le misurazioni sul livello di concentrazione di attività del gas. «Purtroppo è obbligatorio altrimenti il nostro negozio risulterebbe inagibile, sono altri soldi da pagare per noi che, al giorno d’oggi, non solo facciamo fatica a pagare le tasse ma anche ad arrivare a fine mese», ha spiegato la titolare di Baci&Coccole che, al momento, non sa se si tratta di una quota unica o se si dovrà pagare ancora, nel corso dell’anno.




Chiude “Eco Bistrot” di Pastena: «Per non tradire i nostri principi stop all’attività»

di Erika Noschese

“Il coraggio delle scelte”: con queste parole Irene Aprile e Francesco Cosentini annunciano la chiusura dell’Eco Bistrot, storico locale della zona orientale.. Due parole cariche di tristezza, di dispiacere, magari di delusione per quel progetto interrotto a metà ma che porta, ancora una volta, ad analizzare la drammatica situazione che vive il commercio nella città capoluogo. L’Eco Bistrot, situato sul lungomare Cristoforo Colombo, da tempo era punto di riferimento non solo per gli amanti del buon cibo, anche e soprattutto vegetariano e vegano, ma anche punto di incontro di molte associazioni ambientaliste ed animaliste che, forte dell’amore di Francesco e Irene verso il prossimo, l’ambiente e gli animali, erano soliti organizzare serate benefit allo scopo di raccogliere fondi e far conoscere a sempre più persone l’importanza di sostenere associazioni quali Greenpace Salerno o Sea Shepherd Italia che, proprio presso il locale della zona orientale, hanno avuto la possibilità di incontrare curiosi e sostenitori. Ma ora la parola fine. Si chiudono le saracinesche, si ripongono i sogni in un cassetto e si ricominciare, ancora una volta. Ad annunciare la chiusura del pub ristorante di Pastena sono stati proprio Francesco e Irene, una squadra perfetta sul lavoro e nella vita privata. Lo hanno fatto nel più semplice dei modi, ma forse quello più giusto, per i tanti sostenitori ed affezionati clienti: con un post sul noto canale social Facebook. «Circa due anni fa abbiamo deciso di intraprendere un nuovo viaggio, l’abbiamo prima sognato, poi abbiamo iniziato a fare i bagagli, leggeri come sempre – hanno infatti scritto i titolari – Il viaggio ci ha condotto all’Eco Bistrot, un “progetto” come l’abbiamo sempre definito più che un locale. Il nostro obiettivo era di dare senso e coerenza a un nome che significava tanto per noi e per voi: etica, ecologia, socialità e solidarietà». E da due anni, l’Eco Bistrot era diventato punto di riferimento per tanti residenti della provincia di Salerno e non solo, grazie all’accoglienza informale, all’accessibilità dei pressi, alla qualità ed eticità del cibo, dalle proposte ludiche e culturali alle esperienze sociali e solidali: «tutto era pensato per offrirvi un’esperienza autentica e gratificante, ricca di significato e di stimoli – hanno sottolineato poi Aprile e Costentini – Ora siamo qui a dirvi, con molto dispiacere ma altrettanta consapevolezza, che non riusciamo ad andare avanti. Felici di non aver abbandonato quei principi che ci avevano motivato, anche davanti alle difficoltà economiche e ai pregiudizi, scegliamo ora di chiudere l’attività davanti all’alternativa di dover cambiare la sua identità per renderla sostenibile. ll viaggio continuerà con la nostra cooperativa sociale, ripartiremo con gli stessi bagagli leggeri, carichi di valori ed esperienze, e un nuovo entusiasmo». L’Eco Bistrot di Salerno non delude le aspettative dei suoi clienti e con il sorriso e la caparbietà che ha sempre contraddistinto tanto Irene quanto Francesco, non abbasseranno le saracinesche senza un ultimo saluto: il 1 settembre è infatti in programma, alle 18, un brindisi con tutti i clienti ma soprattutto con gli «amici nuovi che l’Eco Bistrot ci ha portato, il dono più grande e inatteso che questa avventura ci ha regalato».




Sequestrati gli animali della storica “Uccelleria Gallo”: ieri il blitz dell’associazione Dpa con Paolo Bernini

Erika Noschese

Lo storico negozio di animali, Gallo – nella zona orientale della città di Salerno – si è visto sequestrare tutti gli animali. Nella giornata di ieri, l’associazione Dpa Onlus ha fatto un blitz all’interno dell’esercizio commerciale per verificare le segnalazioni di alcuni cittadini circa la presenza di animali illegali. Paolo Bernini, portavoce parlamentare del Movimento 5 Stelle e presidente dell’associazione animalista si è recato presso l’uccelleria Gallo, constatando il mancato rispetto di numerose disposizioni del Regolamento Comunale Tutela Animali. “A detta dei segnalanti, in passato la situazione sarebbe stata segnalata infruttuosamente anche alla polizia municipale – ha dichiarato Bernini – Insieme al mio staff, ho quindi presentato un esposto ai Carabinieri del Corpo Forestale di Salerno che giunti sul posto con i veterinari Asl, non hanno potuto far altro che procedere con il sequestro degli animali per maltrattamento”. Nello specifico, gli animalisti hanno trovato conigli nati da appena venti giorni, detenuti al caldo ed in piccole gabbie insieme a cavie e roditori; impossibilitati nei movimenti e alimentati con pannocchie e carote, cibi letali per questi piccoli animali. Inoltre, rinvenuti diversi tipi di uccelli, tra cui alcuni appartenenti alla famiglia dei fringillidi, in minuscole gabbie sovraffollate, venduti anche a 150 euro; pappagalli di grandi dimensioni collocati in vetrina all’interno di voliere più piccole della loro apertura alare, nonostante il Regolamento Comunale in vigore a Salerno non solo disciplina i criteri per la detenzione di ogni singola specie animale, ma ne vieta tassativamente l’esposizione finalizzata alla vendita. “Ora con la mia associazione presenteró richiesta di affido di tutti gli animali in modo da poter procedere con la loro ricollocazione in luoghi idonei. Appare scontato che siamo pronti a costituirci parte civile nel procedimento penale che ne conseguirà. Basta chiacchiere e slogan sulla pelle degli animali: se questa è una guerra ai maltrattatori, la vinceremo”, ha poi aggiunto Bernin




Ferie prolungate per tutta l’estate, il Centro polivalente dell’Arbostella è chiuso

Andrea Bignardi

Il centro polivalente del Parco Arbostella, come ogni anno, chiude alla fine di giugno per poi riaprire a settembre. L’ impianto sportivo della zona orientale di Salerno non risulta dunque fruibile per l’ intero arco del periodo estivo dai molti giovani residenti appassionati di calcio e calcetto che fruiscono della struttura durante il resto dell’anno. Ad attenzionare questa problematica è stato il consigliere comunale del gruppo consiliare “Noi con Salvini” Giuseppe Zitarosa, che si è rivolto direttamente al sindaco di Salerno Enzo Napoli e chiedendo un suo intervento in favore della riapertura del complesso sportivo. “Non è possibile che una delle poche strutture presenti sul territorio comunale venga chiusa a giugno e poi riaperta solo a metà settembre lasciandola in abbandono totale e non permettendo alle Asd (associazioni sportive dilettantistiche) ed ai tanti giovani appassionati di calcio e e calcetto, che non hanno la possibilità di trascorrere fuori Salerno le ferie estive, di trovare un posto dove trascorrere qualche ora di divertimento”, ha dichiarato il consigliere comunale leghista, che ha chiesto inoltre al primo cittadino “di volersi adoperare affinché anche nel periodo estivo, il Centro Polivalente di Parco Arbostella, seppur gestito – a detta di molti – in maniera non del tutto trasparente e con tariffe discordanti tra quelle applicate da “Salerno Solidale” (14 euro l’ora) e quelle stabilite dall’Amministrazione, comunale (7,20 l’ora più istat annuale), rimanga aperto e fruibile così come richiesto da migliaia di residenti. Inoltre Zitarosa ha osservato che “Molti cittadini si sono lamentati per la mancata possibilità di fruizione degli impianti sportivi della struttura polivalente per il resto dell’anno. L’ impianto è infatti composto oltre che dai campi di calcio, anche da una palestra e da una piscina. Anche quest’ultima è chiusa al pubblico, a differenza della Vigor, con notevoli ricadute negative in termini di incassi per l’ente comunale.”. La soluzione della problematica, per il consigliere del “Carroccio” è l’affidamento della gestione a società private con concessioni di lunga durata, “in modo da garantire una maggior efficienza dell’ impianto e u




Mercato via De Crescenzo, Roscia: “Una vergogna. Piero de Luca invitato solo perchè figlio del governatore”

“Una vergogna”. Non usa mezzi termini Antonio Roscia, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia in merito all’inaugurazione del mercato di via De Crescenzo, nella zona orientale della città. “Accade solo a Salerno, città dei De Luca e dei “don” di spagnoleggiante memoria. Accade solo in questa città dove un popolo pecorone si assoggetta volontariamente al potere di una famiglia. Accade solo qui che si inauguri un Mercato già esistente.
Ma soprattutto accade solo a Salerno che partecipi alla cerimonia un solo Parlamentare, peraltro eletto a Caserta, solo perché è il figlio di Vincenzo De Luca.
Nessun altro Parlamentare è invitato alla inaugurazione. Tutti debbono leccare la mano del figlio di papà. Uno scandalo davanti a Dio e davanti agli Uomini”, ha poi aggiunto Roscia. L’area mercatale di via De Crescenzo, infatti, sarà inaugurata domani alle 18 e vedrà la partecipazione del deputato Piero De Luca, del sindaco Enzo Napoli, dell’assessore al Commercio Dario Loffredo, del presidente provinciale Confesercenti Raffaele Esposito, del direttore provinciale Confesercenti Pasquale Giglio e del presidente provinciale Anva Ciro Pietrofesa.




A Mariconda sorgeranno quattro palazzoni Celano e Naddeo contro la variante al Pua

Brigida Vicinanza

Una variante al Pua e 4 nuovi “palazzoni”. Questa volta il suolo scelto per edificare nuovi appartamenti è quello di Mariconda. Sarà il “Consorzio Girasole” a costruire le “torri” di circa 13 piani che sorgeranno nella zona orientale di Salerno. A discuterne in Commissione Urbanistica ieri mattina al terzo piano di Palazzo di Città i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione che hanno valutato il progetto arrivato sul Tavolo di Palazzo di Città e che vanta già un parere favorevole da parte della Soprintendenza di Salerno. Un progetto ancora non esecutivo che i consiglieri comunali con il presidente della Commissione Luca Sorrentino hanno soltanto “sviscerato” nei dettagli e nelle caratteristiche prendendone visione, ma non decidendo per ora se “approvare” o meno. Costruzioni di dimensioni notevoli, che con la diminuzione demografica potrebbero addirittura essere un “di più” che rimarrebbe nella zona senza essere presi in considerazione. Basti pensare che tra le nuove costruzioni e le nuove abitazioni sorte a Salerno nell’ultimo periodo la maggiorparte sembrano essere anche vuote e senza acquirenti. Ma il progetto “vanta” (così come quello della zona di Fratte) anche di giardini e locali utili per gli esercizi commerciali. A storcere il naso però non solo il consigliere di opposizione Roberto Celano, ma anche il consigliere di maggioranza Corrado Naddeo, che in seguito alla riunione ha scritto un post sulla sua bacheca facebook, sottolineando le sue perplessità in merito alla questione: “Interessante Commissione Urbanistica; l’oggetto è una ipotesi di variazione al Pua in località Mariconda. Si potrebbero stagliare nel cielo edifici che superano i 50 metri – scrive il consigliere di Campania Libera – con aree di parcheggio e verde pubblico inferiori a quelle previste dal progetto iniziale. Si è quindi stabilito, responsabilimente, di approfondire con nuove Commissioni ad hoc. Personalmente mi sembra assolutamente più idoneo il progetto iniziale per molteplici ragioni. Naturalmente la democrazia è basata sul fondamentale principio dell’uguaglianza. Le responsabilità e le scelte sono personali”. Celano intanto ha fatto eco a Naddeo: “Complimenti all’amico Corrado Naddeo, difendiamo insieme la città dallo spregiudicato tentativo di costruire ovunque palazzi per civili abitazione – scrive il consigliere di Forza Italia – difendiamo il valore patrimoniale di proprietà delle famiglie che l’azione progressista sta depauperando fortemente e gli imprenditori che già hanno costruito e che hanno decine di appartamenti invenduti e rischiano il default. Impegnamoci insieme ad indurre l’amministrazione ad utilizzare i pochi spazi ancora disponibili in città per realizzare infrastrutture, impianti sportivi, zone standard e verde pubbico attrezzato, centro fieristico e quanto è necessario allo sviluppo produttivo ed alla crescita sociale della città”. Un progetto iniziale infatti diverso da quello che è stato presentato ieri mattina ai consiglieri comunali, che è cambiato e adesso dovrebbe essere al vaglio dell’amministrazione comunale che dovrà decidere sulle variazioni al piano urbanistico e soprattutto se il tutto potrà diventare esecutivo. Ma ci saranno non pochi problemi in merito alla vicenda, così come rimane appesa ancora la questione di Fratte, nell’area vicina alle Fonderie Pisano, già trattata su queste colonne. La cementificazione potrebbe continuare o arrestarsi, con il buon senso e la responsabilità probabilmente di chi dovrà decidere.




Un gazebo per aiutare chi soffre

Matteo Maiorano

Consegna di pacchi alimentari in favore di trenta famiglie. Ieri pomeriggio Forza Nuova ha allestito un gazebo per la raccolta firme ai fini della sovranità monetaria. Reddito alle madri e diritto a non emigrare gli altri punti esposti dai rappresentanti presenti in piazza Caduti di Brescia a Pastena. «La risposta della comunità salernitana è stata positiva. Abbiamo consegnato trenta pacchi alimentari che durante la settimana prepariamo in favore delle famiglie bisognose di Salerno». Daniele Gioia ha fatto il punto della situazione rifacendosi anche a quanto Forza Nuova sta svolgendo sul piano umanitario. «Abbiamo in lista ancora altre famiglie che comunque hanno bisogno di una grossa mano, le persone in attesa riceveranno gli alimenti a casa propria. Da inizio anno abbiamo potuto aiutare cinquecento famiglie del salernitano, sperando che il numero non cresca, perchè significherrebbe che la disoccupazione su territorio non accenna a diminuire. Tutti – prosegue Daniele Gioia – hanno il diritto di non emigrare dalla propria terra, non dev’esserci questa fuga di cervelli. Bisogna assolutamente fermare il business legato all’immigrazione». L’esponente di Forza Nuova tocca anche l’argomento legato al reddito alle madri, fortemente voluto dal suo partito: «Facciamo una politica a difesa della famiglia, improntata sul territorio. La politica fa di tutto per non aiutare le famiglie: non ci sono assegni, è necessario dare un reddito alle madri con i nuovi nati fino al compimento del diciottesimo anno di età». Sul tema è intervenuto anche Francesco Carbone:«Esso consiste in un assegno di seicento euro. I soldi vanno presi dai fondi che l’Italia spende per l’immigrazione, anche fare la madre è un lavoro. Raccoglieremo firme proprio per istituirlo».