Inchiesta Sma, Napoli: “Roberto De Luca non è più assessore al Bilancio. Noi vittime di un’aggressione”

Erika Noschese

“Roberto De Luca non è più assessore al Comune di Salerno”. Lo ha dichiarato il sindaco Vincenzo Napoli, nel corso dell’inaugurazioni dell’avvio dei lavoratori per la realizzazione dell’oratorio a Giovi, frazione collinare di Salerno. “I nostri avversari politici usano tutti gli strumenti per una facile propaganda scadente. Roberto De Luca con un gesto di grande signorilità e grande onestà intellettuale e di grande responsabilità ha rassegnato le dimissioni da assessore. Non credo si debba discutere oltre e ringrazio Roberto per la sua grande sensibilità. Lo dico con grande dispiacere perchè sono fieramente convinto della totale innocenza – se è lecito usare questi termini – in questa torbida vicenda che è stata costruita ad arte, con la consapevolezza dei fini. Questa è una campagna di diffamazione rispetto alla quale poi vedremo quali saranno le posizioni da dover assumere in tutte le sedi possibili”, ha dichiarato ancora il primo cittadino.  “Le dimissioni sono un atto millaterale che viene protocollato e finisce qui. Roberto non è più assessore, purtroppo. E sottolineo purtroppo ma non è più assessore della mia giunta”. Il sindaco Napoli ha annunciato, inoltre, l’intenzione di trattenere per sè le deleghe “poi con calma verificheremo quali possono essere le possibilità di eventuali decisioni da prendere. C’è bisogno di fermezza e lucida calma perchè noi siamo vittime di un’aggressione che squalifica chi la fa. Quindi, dobbiamo capire fin dove arriva la protervia di alcuni, anche in termini più vari. Dunque, a mente fredda e razionalità analizzeremo la situazione e valuteremo.




De Luca “chiude” le Pisano

Erika Noschese

L’incontro tanto atteso tra il presidente del comitato e associazione Salute e Vita, Lorenzo Forte ed il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per discutere della vicenda che riguarda le fonderie Pisano si è tenuto. Nella giornata di ieri, Forte insieme ad alcuni membri di Salute e Vita, quali Anna Risi, Ernesto Langella, Salvatore Milione e l’avvocato Franco Massimo Lanocita, ha discusso con il numero uno di Palazzo Santa Lucia in merito alla grave emergenza ambientale dello stabilimento di Fratte. Alla riunione hanno partecipato anche il vice presidente Fulvio Bonavitacola, il direttore dell’Istituto Zooprofilattico Antonio Limone ed il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli. Stando a quanto riferito dal presidente De Luca, agli inizi del mese di febbraio dovrebbe concludersi l’iter amministrativo relativo alla Via (valutazione impatto ambientale) che, sentiti i responsabili del procedimento, dovrebbe concludersi con la conferma del parere negativo. Inoltre, sono stati presentati i primi risultati dello studio Campania trasparente e Spes Valle dell’Irno che hanno evidenziato la presenza nel sangue dei metalli pesanti, zinco e selenio superiori alla norma nei 400 cittadini sorteggiati, rispettando protocolli scientifici. Lo studio sarà concluso e presentato entro il mese di marzo. «Purtroppo con l’amaro in bocca (a causa dei colpevoli ritardi degli Enti che dovevano fare tali studi già decenni fa), tali risultati scientifici confermano le ragioni fondanti del comitato sostenendo il grido di dolore che si eleva dalla valle dell’Irno», hanno dichiarato dal comitato, attraverso il portavoce Lorenzo Forte. «In attesa che nei prossimi giorni venga emanato il decreto della Via negativa e vengano pubblicati dagli Enti e dalla stessa Procura gli atti conseguenti, ovvero chiusura definitiva delle stabilimento, annunciamo che il Comitato Associazione Salute e Vita andrà avanti fino a quando non verranno accertate tutte le responsabilità degli Enti e dell’imprenditore Pisano e fino a quando quell’area non sarà restituita alla comunità con la bonifica a carico degli inquinatori ovvero dei Pisano come previsto dalla Legge», ha dichiarato ancora Forte al termine dell’incontro con De Luca. Per il governatore sarebbe arrivata l’ra di mettere un punto decisivo sulla vicenda «che non può essere trascinata oltre. Come Regione Campania abbiamo deciso nei mesi scorsi l’avvio dell’indagine “Spes” nell’area della Valle dell’Irno, a cura dell’Istituto Zooprofilattico e dell’Istituto Superiore di Sanità, proprio con l’obiettivo di avere e dare serenità e certezze. Il lavoro è pienamente in corso ed è quasi concluso», ha spiegato il presidente. «Si può già dire – ha poi detto – che siamo in presenza, grazie ai 400 prelievi di sangue effettuati a campione, di una presenza sopra la media di zinco e selenio. E’ uno studio rigoroso. Attendiamo i risultati finali, ma quello che ci interessa è fare un’operazione-verità, a tutela innanzitutto della salute dei cittadini. E in questo senso è opportuno secondo noi, seguendo i tempi amministrativi, chiudere questa vicenda prima possibile, e crediamo che già entro la metà di febbraio ci saranno le condizioni anche tecniche, per quello che riguarda la Regione, di pronunciare una parole definitiva con la conferma del parere. Contestualmente occorre attivarsi a tu- tela dei lavoratori dell’impianto. Ci sono tutte le possibilità per garantire il lavoro in condizioni di tutela per tutti». Dunque, la vicenda che riguarda le Pisano sta per giungere a conclusione anche in virtù degli studi effettuati dall’istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. A sostenere con forza l’impegno del presidente De Luca in verito alle Pisano anche il sindaco di Salerno, Enzo Napoli che ha partecipato all’incontro con l’assessore all’Ambiente, Angelo Caramanno. «Il Comune di Salerno condivide e sostiene con forza l’impegno del Presidente De Luca per la soluzione dell’annosa vicenda, a partire in primo luogo dalla tutela della salute pubblica e dell’ambiente. A tal proposito siamo pronti, una volta completate le indagini sanitarie disposte dalla Regione Campania, ad assumere con urgenza tutti i provvedimenti necessari a salvaguardare la salute dei cittadini. Allo stesso modo, in coerenza con tutte le iniziative assunte in passato, il Comune di Salerno è pronto a tutto quanto necessario per il prosieguo dell’attività produttiva ed il mantenimento dei livelli occupazionali. Salute, produzione ed occupazione possono procedere congiuntamente.




Cenere e carbone per il sindaco Napoli A De Luca la variante del fritto misto

Andrea Pellegrino

Cosa troveranno politici ed amministratori (e non solo) nella calza della Befana? Carbone sicuramente, caramelle poche, promesse e buoni propositi per il futuro tanti. Non fosse altro che, quest’anno, l’Epifania oltre a portare tutte le feste via aprirà la campagna elettorale, che già si prospetta dai toni aspri. Partiamo da Palazzo di Città. Neppure a Capodanno Vincenzo Napoli è riuscito ad imporsi sul palco di Piazza Amendola. Le sue quattro, cinque, parole passeranno probabilmente alla storia dei discorsi di fine anno di sindaci di comuni capoluoghi promotori del 31 in piazza. Il carbone gli spetta di diritto per non essere ancora entrato nel ruolo. Nonostante i quasi due anni di consiliatura, il primo cittadino di Salerno vive nell’ombra del governatore Vincenzo De Luca e del figlio Roberto, assessore al bilancio. In ogni suo discorso, padre e figlio sono nominati ed elogiati quasi in ogni frase. Per ora regna ma non governa. Caramelle per lo stile e per i comportamenti. Buoni propositi? Speriamo che da un triunvirato si ritorni ad un’unica guida a Palazzo di Città. Ultimo appunto: le dimissioni dalla carica di consigliere provinciale. Tanto rumore per farsi eleggere, pochi istanti per lasciare lo scranno. Carbone per il superdirigente comunale Alberto Di Lorenzo, recentemente investito di competenza al Comune di Salerno. Ma ciò non implica che possa trasformare la sua stanza in un «palchetto reale» riservato ad amici e conoscenti in occasione del concerto di Capodanno. Carbone anche per l’assessore alla mobilità Mimmo De Maio, scomparso ormai da ogni radar nonostante i continui problemi legati al traffico veicolare in città. Si dice che passi più tempo a Napoli (per motivi elettorali) che a Salerno. Forse per questo non resta intrappolato nel traffico cittadino. Già da qualche tempo fa rimpiangere il suo predecessore Luca Cascone, nonostante la rotatoria di via Irno. Caramelle (di consolazione) per Nicola Landolfi, che da qualche tempo diserta le stanze di via Manzo. Dopo la batosta elettorale a Battipaglia e la fine del suo mandato alla guida del Partito democratico, piano piano sta uscendo fuori dalla scena politica provinciale. Non gli resta, in questo 2018, che tenersi stretto il ruolo all’Asi. Almeno fino a quando De Luca manterrà in piedi i consorzi di sviluppo industriale. Carbone per Giuseppe Canfora, presidente della Provincia di Salerno “scivolato” sul caso di Di Nesta (direttore generale dimissionario) nonostante le indicazioni del Mef e poi della Corte dei Conti. Caramelle per il comitato “Salute e Vita” che conduce la sua battaglia contro le Fonderie Pisano. Le motivazioni della Cassazione (che hanno inviato gli atti al Riesame per decidere sul sequestro dell’impianto) hanno confermato quasi totalmente le preoccupazioni dei residenti di Fratte. Caramelle anche per l’ex dg del Ruggi d’Aragona, Nicola Cantone, che si è visto revocato l’incarico dopo aver sospeso le nomine di alcuni primari, tra cui quella ad Enrico Coscioni (consigliere politico alla sanità del presidente De Luca). Sarà un caso? La battaglia, al momento, è approdata in Tribunale: a giorni la prima udienza a Napoli. Estate fortunata per il sindaco di Santa Marina che in piena emergenza idrica ha trovato acqua nel suo paese, scavando lui stesso il pozzo. Caramelle da tutto il paese per Giovanni Fortunato. Misto fritto per il governatore Vincenzo De Luca, quotidianamente alla ribalta tra battute, guai giudiziari e stanziamenti di fondi (europei). Naturalmente le caramelle vanno a Crozza per la formidabile imitazione che in taluni casi si confonde con la realtà. Buoni propositi? Che segua la dritta via. Noi, invece, speriamo di non incrociare mai la sua auto (contromano).  Dulcis in fundo i parlamentari uscenti, tutti in fibrillazione per tentare di ritornare a Roma. Alcuni di loro li abbiamo dimenticati legislatura facendo. E’ il caso del senatore Giuseppe Esposito, eletto nel collegio salernitano, poi emigrato altrove. Un po’ come Mara Carfagna (naturalmente l’ex ministro è indimenticabile) che da anni evita il confronto con Vincenzo De Luca rifugiandosi all’ombra del Vesuvio. Caramelle per Tino Iannuzzi ed Edmondo Cirielli, i più presenti in aula. Per il primo anche qualche dolce di consolazione. La deroga per ricandidarsi sarebbe in bilico. Da Roma hanno fatto sapere: si salveranno solo i membri del governo. Caramelle, infine, per Monsignor Moretti che ha portato la pace durante la festività di San Matteo. Quest’anno però dovrà rivedersela con De Luca che vuole il Santo a Palazzo di Città. Il nuovo capitolo di don Camillo e Peppone può avere inizio




Candidatura Andrea Lembo:«E’ uno scivolone»

Erika Noschese

La candidatura a sindaco di Campagna del figlio del procuratore Capo, Andrea Lembo ha spaccato l’opinione pubblica. Dopo giorni di chiacchiericci e polemiche la questione sembra essere giunta al termine eppure così non è stato. A risollevare il polverone delle polemiche, stavolta sembra essere stato proprio il capogruppo di Campania Libera, Corrado Naddeo, che – a tal proposito – parla di “scivolone”: «Certamente, nell’ambito giudiziario, avvocati e giudici legati da parentela, non possono operare nello stesso distretto. Certo la politica non è la stessa cosa ma si comprende la discussione pubblica sull’opportunità di certe scelte. Non temo, comunque, per la tenuta democratica», ha dichiarato infatti il consigliere di maggioranza. La polemica iniziale era però stata sollevata dal capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano riproponendo uno scritto in cui si parlava di un video che girava nelle chat whatsapp di alcuni magistrati che vedeva come protagonista proprio Andrea Lembo, per favorire la sua canidatura a sindaco. «Ed allora non siamo solo noi a sdegnarci, a denunciare la evidente inopportunità di un giovane che fa politica e si candida nella circoscrizione in cui il padre è il capo della Procura. Ed appare ancora più inopportuno se i suoi compagni di viaggio ed i suoi principali sponsor sono imputati (nella Procura in cui il papà è il capo) o suscitano sdegno per essere considerati l’esempio delle “clientele come Cristo comanda”. E lungi da noi essere giustizialisti. Chi controlla è in stretto legame di parentela con chi è in squadra con chi è “sotto controllo”», ha dichiarato Celano che ha poi aggiunto: « è un’evidente anomalia. Chi controlla non solo deve essere terzo (e non ho dubbi nella circostanza che lo sia) ma deve anche apparire tale. Immagino cosa si direbbe se una partita di calcio fosse arbitrata da un arbitro, il più bravo in assoluto, che però è il padre di un calciatore. Si è certi che la squadra avversaria potrebbe sentirsi del tutto garantita? E cosa penserebbero i suoi tifosi?». La candidatura di Andrea Lembo era stata resa nota ai più nel corso dell’incontro alla Leopolda, suscitando la dura reazione di Forza Italia, prima di dar vita ad un lungo ed immediato botta e risposta con il Pd che ha tentato di difendere Lembo Junior e la sua candidatura. Dal canto suo, il procuratore capo non si è mai espresso se non in occasione di una conferenza stampa tenutasi in Procura diverse settimane fa, liquidando la polemica con una semplice dichiarazione: « m i a madre diceva sempre il silenzio è d’oro e poi aggiungeva anche paga sempre. Io preferisco mantenere il silenzio su questa vicenda. Non aggiungo nient’altro». E da allora, il procuratore non ha più rilasciato alcuna dichiarazione. La vicenda sembra dunque non riuscire a finire nel dimenticatoio e ormai le chiacchiere si sprecano.




Camere verso lo scioglimento Conto alla rovescia per il voto

Andrea Pellegrino

Lo scioglimento delle Camere dovrebbe essere imminente. Archiviata la manovra economica, il 28 dicembre si potrebbe mettere fine alla XVII legislatura e fissare per il 4 marzo la data delle elezioni politiche. Il capo dello Stato Mattarella, quindi, dovrebbe sciogliere le Camere già giovedì pomeriggio e il presidente del Consiglio dovrebbe restare in carica per gli affari correnti, d’intesa con il Quirinale. Comincia il conto alla rovescia per i partiti, per gli uscenti che attendono una riconferma e per i tantissimi aspiranti parlamentari pronti a scendere in campo. Sabato si riunirà il Popolo della Famiglia con Mario Adinolfi che annuncerà ufficialmente la presenza del movimento, con tanto di simbolo, nei collegi di Camera e Senato. Qui c’è Raffaele Adinolfi, già consigliere comunale forzista di Salerno, pronto alla sfida elettorale. Cerca candidati anche +Europa di Emma Bonino. Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e promotore della lista +Europa con Emma Bonino, aggiunge di essere pronto a raccogliere le firme per presentare candidati radicali nei collegi uninominali “dal primo dell’anno”. Più complessa la partita nel Partito democratico che nei collegi uninominali dovrà convivere con il partito socialista e con la formazione ulivista “Insieme”. Tradotto in nomi, nel salernitano, con Vincenzo Maraio (Psi) e con Michele Ragosta (campo progressista). I socialisti potrebbero spuntare un collegio nei picentini, sempre che la probabile candidatura di Mauro Maccauro nell’Agro non passi sotto la bandiera del Psi. Michele Ragosta, invece, dovrebbe giocarsi una doppia partita: l’una su un collegio uninominale al Senato, l’altra direttamente nel listino «blindato» del Pd. Per Tino Iannuzzi (area Rosato) s’attende la deroga per la candidatura. Salvo imprevisti l’uscente onorevole dovrebbe traslocare a Palazzo Madama. Viaggio inverso, invece, per Angelica Saggese. Problemi in vista a Salerno città. Piero De Luca – considerati i tempi che corrono in casa Pd – punterebbe al listino mentre sull’uninominale il Nazareno potrebbe catapultare un big, come ad esempio il sottosegretario De Vincenti. L’area Orlando, invece, dovrebbe garantire la ricandidatura a Tonino Cuomo; Emiliano, invece, a Simone Valiante. Resta il nodo Alfieri che da tempo ha già avviato la sua campagna elettorale. Scalpita, infine, Mimmo Volpe (area Martina), sindaco di Bellizzi e prossimo consigliere provinciale (subentrerà a Palazzo Sant’Agostino dopo le dimissioni – già annunciate – del sindaco Vincenzo Napoli




«Il sindaco firmi l’ordinanza»

Andrea Pellegrino

Né un’archiviazione, sinonimo di bocciatura, né una pronuncia posi- tiva. L’istanza per l’ottenimento della Via – la valutazione di impatto ambientale – presentata dai Pisano in merito alle Fonderie di Fratte, giace ancora negli uffici della Regione Campania, nono- stante siano abbondantemente de- corsi tutti i termini. Così, l’associazione “Salute e Vita” ha deciso di presentare ricorso al Tar di Salerno – tramite gli avvocati Franco Massimo Lanocita e Simona Corradino – per far sì che il procedimento giunga a conclusione definitiva. Al tempo stesso, il presidente di “Salute e Vita”, Lorenzo Forte, ha deciso di rivolgere un appello – oltre che al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e all’assessore regionale all’ambiente, Fulvio Bonavitacola – al sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, affinché emetta l’ordinanza che fermi l’attività dell’opificio salernitano, ritenuto dannoso per la salute dei cittadini e per l’ambiente. Dopo il passaggio presso la giustizia amministrativa, sarebbe quasi tutto pronto per intraprendere anche la strada penale: l’avvocato Fabio Torluccio, infatti, sta raccogliendo tutto il materiale, in base al quale – per i funzionari della Regione – si configurerebbero diversi reati, tra cui anche quello di abuso d’ufficio. Nel ricorso, l’associazione sostiene la tesi che le autorizzazioni provvisorie (rilasciate al fine di consentire l’espletamento delle verifiche da parte degli organi di controllo) per la continuazione dell’attività delle Fonderie Pisano, siano illegittime e che, di fatto, la fabbrica stia operando in assenza di qualsiasi atto autorizzativo. Quelle autorizzazioni, infatti, furono rilasciate nelle more della definizione volta all’ottenimento della Via, con conseguente adeguamento dell’Aia. Una procedura, questa, viziata da archiviazioni e rallentamenti determinati da “integrazioni documentali spontanee”, con il superamento di tutti i limiti temporali consentiti dalla legge. La prima istanza fu archiviata il 26 luglio del 2016 a causa di una carenza documentale da parte della proprietà; due mesi più tardi – a settembre 2016 – i Pi- sano presentarono una nuova richiesta. Da quel giorno di quasi un anno e mezzo fa, nulla è cambiato: ad oggi, non c’è ancora una risposta, né positiva né negativa, e le integrazioni documentali richieste, che hanno sostituito l’intera documentazione precedente, sono giunte ben oltre il decorso dei 45 giorni concessi dalla Regione Campania. Dagli uffici regionali hanno fatto sapere, però, che “la pratica è in istruttoria”, anche se – di fatto – si sarebbe dovuta avviare una nuova procedura. Insomma, allo stato, le Fonderie Pisano – si legge nel ricorso – «stanno proseguendo, in carenza assoluta di autorizzazioni ambientali, l’attività produttiva, con con- seguenti pericoli e danni conclamati per la salute pubblica e l’ambiente». «Non è stato fatto niente – ha detto il presidente di “Salute e Vita”, Lorenzo Forte – Anzi, tra integrazioni e mancato rispetto dei tempi, alcuni funzionari della Regione Campania si stanno rendendo complici di un danno ai cittadini di Salerno e all’ambiente. Il presi- dente De Luca, che fino ad oggi non ha voluto incontrarci, prenda le distanze da quanto stanno facendo i suoi funzionari e li obblighi a chiudere, in autotutela, le Fonderie Pisano. In alternativa, se ritiene che stiamo dicendo solo bugie ci denunci. Ci incontreremo in tribunale». Forte ne ha, comunque, per tutti: «L’assessore all’ambiente Fulvio Bonavitacola è stato sempre così solerte nell’intervenire quando si trattava di far riaprire la fabbrica. Adesso tace. Perché non interviene chiedendo che si giunga alla conclusione della procedura?». Dalle grinfie del presidente dell’associazione non scappa neanche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli: «La smetta di temporeggiare. Lui è il primo responsabile della salute dei cittadini. Prenda coraggio e firmi l’ordinanza di chiusura delle Fonderie Pisano». «La Regione sta facendo il gioco delle tre carte – ha sottolineato l’attivista Salvatore Milione – Con questa autorizzazione perennemente provvisoria si stanno creando solo danni all’ambiente e alla salute pubblica».«Via ed Aia – ha aggiunto l’avvocato Lanocita – non sono atti meramente formali. Sono stati usati dei marchingegni per non portare a termine la procedura. La nostra è stata una richiesta di sospensiva propulsiva (l’udienza potrebbe essere fissata entro la metà di dicembre, ndr), affinché l’iter si concluda velocemente. Siamo convinti che l’esito per il rilascio della Via è negativo perché se non fosse stato così la procedura sarebbe stata chiusa nei termini previsti». Intanto, domenica mattina è previ- sta una nuova protesta dei cittadini che, dalle 9.30, si raduneranno nella piazza di Fratte.




207mila euro per ristrutturare il Vestuti

Erika Noschese

Allo stadio Vestuti inizieranno i lavori di manutenzione straordinaria della pista di atletica leggera. La decisione è stata presa nella mattinata di ieri, dalla giunta comunale, in presenza del sindaco, Enzo Napoli; il vicesindaco, Eva Avossa; l’assessore all’Ambiente e allo Sport, Angelo Caramanno; l’assessore al Bilancio e Sviluppo, Roberto De Luca e l’assessore al Commercio Dario Loffredo. All’unanimità, la giunta ha dato l’ok al progetto di ristrutturazione della pista di altletica, per un costo pari a 207mila euro, predisposto dall’Ufficio del Settore Mobilità Urbana, Trasporti e Manutenzioni e relativo ad entrambe le strutture. I lavori in questione che porteranno la firma del geometra Giuseppe Lanucara mentre il responsabile del Procedimento sarà il geometra Pasquale De Amicis, entrambi dipendenti del Comune di Salerno in servizio presso il settore Mobilità Urbana, Trasporti e Manutenzioni, saranno inseriti nel piano triennale dei lavori pubblici per il periodo 2018-2020. In merito a ciò, l’Associazione nazionale Comuni d’Italia (A.n.c.i) e l’istituto per il Credito Sportivo (I.c.s) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa “Iniziativa Sport Missione Comune – Bando 2017” che prevede la concessione di un contributo in conto interessi sui mutui per impianti sportivi, stanziati con la finalità di fornire un impulso all’economia attraverso gli investimenti nel settore dell’impiantistica sportiva, in grado di favorire lo sviluppo di forme di integrazione e coesione sociale e di stili di vita sana attraverso l’attività sportiva. L’impianto sportivo comunale Donato Vestuti di piazza Casalbore è l’unico ad essere dotato di una pista cittadina per l’attletica leggera ma le sue attuali condizioni sono precarie, anche a causa della mancanza di interventi manutentivi da diversi anni. Nelle stesse condizioni versano anche l’area utilizzata per il gioco del calcio e per altre discipline sportive. Numerose sono state le sollecitazioni rivolte fin ora agli uffici comunali per la risoluzione del problema ma, nonostante la delibera di oggi, i lavori non inizieranno prima del 2018.




Il saluto alle “sorelle” di tutti

Brigida Vicinanza

Ieri la cerimonia solenne per le 26 vittime del mare, politici e cittadini si stringono in una preghiera silenziosa al cimitero di Brignano. Non è bastato il solenne saluto di ieri mattina alle 26 giovani donne morte in mare, a restituire anche solo per un attimo la serenità sul volto di chi ha vissuto sulla propria pelle quei tragici momenti. Rose bianche sulle bare e un silenzio assordante durante i momenti di preghiera guidati da monsignor Luigi Moretti arcivescovo della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno e dall’Imam Abderrhmane Es Sbaa, che hanno alternato ai momenti cattolici, la preghiera musulmana in una cerimonia sobria e di pochi istanti, carichi di significato. Religioni che si incontrano per salutare un’ultima volta le giovani donne che lo scorso 5 novembre sono arrivate al porto di Salerno senza poter sperare in una nuova vita. La stessa vita che due di loro portavano in grembo e che in un contesto formale e istituzionale è stata ricordata con un fiore rosa e uno azzurro sulle bare delle loro madri. Bare accarezzate dai tanti presenti, tra cui il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, i tanti consiglieri comunali salernitani e i sindaci dei Comuni che ospiteranno le salme nei propri cimiteri, insieme ai tanti studenti a cui è stato affidato il compito di rendere quelle bare meno fredde e spoglie. Ma oltre ai presenti, protagonisti i volti dei “compagni di viaggio” delle donne, i parenti e chi ha assistito a quegli attimi atroci e che ieri mattina forse provava quasi un senso di colpa per avercela fatta, tanto da inginocchiarsi davanti a quel legno in segno di rispetto. ”Noi celebriamo una morte difficile da comprendere e da giustificare ma celebriamo anche una vita che va oltre la morte. Di fronte a queste ragazze che non abbiamo conosciuto, noi diciamo che sono nostre sorelle, sorelle di un’umanità intera che se ne deve fare carico di queste morti – ha dichiarato Moretti durante il momento di riflessione – Noi siamo chiamati a fermarci, guardarci intorno, prenderci cura di ognuno e far sì che ognuno ritrovi la condizione vera della vita, la pace nel cuore e la pace nei confronti degli altri”. Osaro Osato, Marian Shaka e le altre donne riconosciute ad oggi grazie ad alcuni numeri telefonici che le stesse avevano nascosto tra i vestiti: Ozuoma Okpara, di 24 anni, di Ugechi Fawour Omba, di 29 anni e Loveth Jonathan di cui non si conosce l’età ed altre cinque riposeranno adesso nel cimitero cittadino. A non riposare, probabilmente, sa- ranno ancora una volta le domande e i “perché” di una tragedia globale che tocca sempre più da vicino i nostri territori.

«Io e mia sorella sognavamo l’Italia per un futuro migliore»: il racconto straziante di Osato Osaro

“Io e mia sorella volevamo rimanere in Italia per frequentare la scuola, ma lei ha trovato la morte”.  A parlare con semplici parole in inglese e la voce spezzata dalla tristezza e dalla disperazione è il fratello di una delle due vittime, Osato Osaro, la giovane donna che fuggiva con la speranza di un futuro migliore ma che ha trovato solo la morte. Quel futuro migliore che probabilmente avrebbe voluto regalare a quel bambino che portava in grembo da pochissimi mesi (neanche 12 settimane) e forse “frutto” di una violenza sessuale in Libia, dove è rimasta 6 mesi prima di cominciare a “tagliare il mare”. Un bambino di cui forse non sapeva nemmeno dell’esistenza e che è solo un caso di una tragedia ben più grande che si consuma a pochi passi dal nostro territorio: donne abusate, violentate e maltrattate in cambio di una via di fuga? Con gli occhi spenti e persi nel vuoto, il fratello di Osaro (di cui non si conosce il nome ma solo che ha 18 anni) ha continuato, sottolineando di non ricordare molto dello sbarco in cui ha perso la sorella e di aver riconosciuto solo dopo il decesso il corpo della giovanissima. “Sono stato sei mesi in Libia – ricorda – quel posto non è bello. Si sparava in continuazione e si uccide anche per delle sciocchezze”. È stato lui ad aver avvisato i genitori della morte della loro figlia, lui che in Nigeria ha lasciato non solo loro ma anche altri 3 fratelli. Osaro e il fratello volevano rimanere in Italia e hanno tentato di rincorrere a tutti i costi il loro sogno ma per Osaro e suo figlio non è stato possibile. Come non è stato possibile per il marito di Marian Shaka, Sule Shaka, che ieri mattina però ha allontanato chiunque gli volesse chiedere del suo dolore, liquidando tutti con una semplice domanda sussurrata: “Come volete che stia un marito che ha perso la propria moglie?”.

Nessuna alta carica dello Stato presente all’ultimo saluto delle 26 nigeriane morte

Diverse le autorità presenti ieri mattina per l’ultimo saluto alle donne vittime del mare, ma nessuna alta carica dello Stato né esponenti del Governo. Oltre al governatore della Campania, presenti i parlamentari Tino Iannuzzi, Angelica Saggese, Sabrina Capozzolo, Michele Ragosta, Enzo Fasano ed Eva Longo, il presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, i sindaci di gran parte dei comuni dove saranno tumulate 16 delle 26 salme oltre ovviamente al prefetto di Salerno, Salvatore Malfi e al questore Pasquale Errico. E mentre tutti, osservavano un rigoroso silenzio, a dare una lieta notizia è proprio il prefetto, annunciando la nascita di un bambino “figlio” anche lui di questo sbarco: “In questo momento di dolore vi annuncio che è nato il primo maschietto. Dalle navi sbarcano tante donne incinte e oggi che ne abbiamo seppellite tante, accogliamo il primo maschietto”. E sull’assenza di esponenti del Governo ha dichiarato: “Abbiamo scelto di non invitare nessuno che non appartenesse a questo territorio, e in modo condiviso con chi lo rap- presenta. Abbiamo scelto che fosse un rito funebre, per questo oggi non c’è nessuno. Ma ci sono, sono tutti con noi”.”La scelta, per evitare diverse letture, è stata quella di organizzare semplicemente un rito funebre. Abbiamo ritenuto, congiuntamente al sindaco e all’amministrazione regionale, che il segno rimanesse chiaro: questo territorio sta piangendo ventisei sorelle attraverso un rito. Abbiamo scelto di non invitare nessuno, ci sono i momenti della preghiera e della sobrietà”. Ma non è dello stesso avviso l’assessore alle politiche sociali del Comune di Salerno, Nino Savastano che non comprendo l’assenza delle figure di Governo: “Non so se arriverà all’ultimo momento qualcuno, non capisco per qualche motivo non ci siano e non lo comprendo”. La stessa politica che però non è rimasta in silenzio di fronte a questa strage probabilmente annunciata. Tanti i gonfaloni e tanti i sindaci del territorio che si sono stretti in preghiera, alcuni (tra cui lo stesso De Luca) rimanendo addirittura lontani dai microfoni e non la- sciando forse le parole al caso. Altri invece non hanno scelto il silenzio. Tra questi il deputato di Cp Michele Ragosta che scrive in una nota: “E’ stata una giornata triste non solo per Salerno ma per tutta la nazione. Le loro morti non saranno vane. A loro, infatti, la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, dedicherà la conferenza che martedì prossimo si terrà a Montecitorio sulla partnership Italia-Nigeria nella lotta alla tratta. È’ un segnale forte dell’impegno che come Istituzioni dobbiamo affrontare affinchè si migliori il sistema dell’immigrazione e dell’accoglienza”. “Una tragedia immane rispetto alla quale bisognerebbe mettere da parte ogni dissapore personale, nel rispetto di chi ha trovato la morte in un viaggio che avrebbe dovuto condurre verso la speranza di vita migliore. Neppure questo dramma ha frenato il governatore De Luca che, mentre si celebravano i funerali di queste povere anime, non ha perso tempo nel lanciare i suoi strali, ingaggiando una battaglia politica con quella squallida ironia che lo contraddistingue”. Queste invece le parole di Angelo Tofalo, deputato del Movimento 5 Stelle, commentando le frasi di De Luca durante il consueto intervento settimanale a LiraTv. Quest’ultimo infatti, dopo aver “invocato” l’aiuto delle Nazioni Unite per l’ennesima tragedia del mare, non ha risparmiato il solito affondo ai 5 stelle e a Luigi Di Maio in merito ai lavori di riqualificazione degli impianti sportivi per le Universiadi.




De Luca: «2018, anno di decollo»

Erika Noschese

Importante appuntamento ieri mattina al teatro Augusteo di Salerno, in occasione dell’assemblea pubblica organizzata da Confindustria Salerno. Tema centrale dell’incontro i giovani, le opportunità, il merito ed il talento per un Paese che vuole crescere. A prendere parte all’assemblea di Confindustria il ministro dell’Economia e Finanze, Pier Carlo Padoan; il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia ed il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Abbiamo due grandi criticità in Campania e nel Sud e cioè il tasso di emigrazione giovanile, soprattutto dei giovani scolarizzati, e il tasso di disoccupazione giovanile che rimane estremamente alto». È quanto dichiarato dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca che ha poi sottolineato l’importanza di continuare nella linea di investimento affinché nei prossimi mesi maturi l’idea di un piano per il lavoro dedicato al Sud che punti anche ad incrementare l’occupazione nella pubblica amministrazione. «I giovani non credono più in questo Paese perché è un Paese nel quale si fa fatica a concretizzare una qualunque idea, un qualunque slancio positivo, creativo, perché la vera cappa di piombo che pesa sull’Italia e il groviglio burocratico, amministrativo, giudiziario che rende quasi una impresa eroica tradurre qualunque progetto in realtà. Lancio, però, anche ai giovani della Campania un messaggio di fiducia. Siamo ripartiti come Regione. Il 2018 sarà l’anno di decollo anche di grandi progetti territoriali», ha aggiunto il governatore. Parla di crescita eccezionale il ministro Padoan che ha voluto sottolineare il contributo della Regione Campania che ha contribuito alla crescita. «La Campania è la prima del Sud perché ha fatto da acceleratore alle politiche economiche nazionali», ha dichiarato dal canto suo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. «È un bellissimo segnale ed è un messaggio di un paradigma di pensiero che in questo Paese deve cambiare. Prima decidiamo che cosa vogliamo definire nell’economia reale, poi individuiamo strumenti, quindi risorse e poi interveniamo sui saldi di bilancio. Non interveniamo sui saldi di bilancio prescindendo dagli effetti sull’economia reale; primato alla politica e valutazione della politica in funzione dei provvedimenti e dei risultati che questi realizzano sull’economia reale. Mi sembra, questa, una società post-ideologica con la quale dobbiamo fare tutti i conti, a partire da noi corpo intermedio dello Stato». Per Andrea Prete, presidente di Confindustria Salerno, il futuro del Paese sono i giovani che «non sono un problema» ma «la soluzione del nostro Paese». In merito all’assemblea di Confindustria ha detto la sua anche il sindaco Napoli dichiarando che «Il tema “Fiducia ai giovani” individuato da Confindustria Salerno è stata una scelta coraggiosa e cruciale, perché la valorizzazione del talento dei giovani rappresenta una sfida decisiva per il futuro della nostra comunità, del Sud e dell’Italia intera. Un Paese che non offre fiducia e speranza alle nuove generazioni è un Paese condannato a morte, senza rimedio. E’ giunto il momento di porre i giovani al centro dell’agenda politica ed istituzionale del Paese, cercando di metter a frutto anche i timidi ma importanti segnali di ripresa economica che vedono il PIL crescere quasi del 2 per cento e la Campania “locomotiva” della ripresa con il 2,5 per cento. A Salerno da tempo abbiamo imparato a non fermarci alla semplice lamentela. Abbiamo dimostrato in questi anni di ottenere risultati importanti e concreti, puntando in particolare sulla trasformazione urbana e sull’industria turistica, ma anche grazie ad esperienze virtuose come quella dello Sportello Unico Attività Produttive, di Fabbrica Salerno, dello Sportello Impresa. Il nostro obiettivo è la creazione di un ecosistema tale da favorire la creazione di impresa e dunque di lavoro, al fine di scongiurare la disillusione, lo scoramento, la fuga delle risorse migliori».




Grimaldi vuole un parcheggio multipiano al Porto di Salerno: Il progetto in Soprintendenza

 

di Andrea Pellegrino

Grimaldi vuole costruire un parcheggio multipiano nel porto di Salerno. La scorsa mattina, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, accompagnato dal segretario dell’Autorità Portuale Mar Tirreno Francesco Messineo e dal componente del comitato di gestione Nino Criscuolo, hanno tenuto un primo incontro interlocutorio negli uffici della Soprintendenza di Salerno. Il progetto, secondo indiscrezioni, prevede un parcheggio multipiano, naturalmente in cemento, per ospitare le numerose auto che stazionano presso il porto di Salerno, al fine di liberare spazio interno. Un’opera che dovrà passare al vaglio della Soprintendenza di Salerno per una autorizzazione che sembrerebbe essere non cosa facile. Si dice che il progetto prevede che il parcheggio multipiano non superi le altezze oggi occupate dai containers che stazionano presso lo scalo portuale di via Ligea. Tra l’altro, a quanto pare, non sarebbe il primo tentativo – da parte di Grimaldi – di realizzare l’intervento, ora riproposto, all’attenzione dei nuovi vertici dell’Autorità Portuale Mar Tirreno.