Il ritorno in città del “GiocaSalerno”

di Monica De Santis

E’ tornato a Salerno Sandro Ravagnani, ed è tornato con il suo “GiocaSalerno”, manifestazione che dalla fine degli anni ‘70 e negli ‘80 era diventata un vero e proprio fiore all’occhiello della nostra città. Ora a distanza di anni e dopo aver fatto tappa in moltissime città italiane la riporta a casa in quella che sarà l’edizione numero 42. L’evento, presentato ieri mattina al Comune di Salerno, si svolgerà tra Salerno e Vietri sul Mare, dal 30 luglio al due agosto. Obiettivo della manifestazione regalare momenti di gioco, festa, spettacolo e cultura per ragazzi e famiglie. Un grande momento di aggregazione ovviamente tenendo le giuste distanze come richiede il momento. Parteciperanno diversi esponenti della cultura e dell’arte. Un’iniziativa pensata per un pubblico eterogeneo per fasce di età e interessi e con un ricco calendario di attività. La manifestazione coinvolgerà bambini, famiglie, giovani e anziani. Il programma prevede laboratori, spettacoli, convegni e mostre, masterclass, anteprime ed eventi speciali. In occasione di GiocaSalerno/Italia verrà costituito un Comitato Scientifico/Culturale con testimonial d’eccezione. Il giorno dell’inaugurazione, ovvero il 30 luglio, è prevista la consegna simbolica delle chiavi della città da parte del Sindaco Vincenzo Napoli al Presidente del Comitato GiocaSalerno dei bambini. Al teatro Augusteo, il 31 luglio, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 16 alle 20, spazio al talk show, puntata speciale dedicata al torneo di Santa Teresa, condotta da Nunzia Schiavone con Luca Scafuri e Sandro Ravagnani. “La bellezza attraverso lo sport e la medicina” con Cristina Benintendi, Gennaro Cuccurullo, Stefania Guarracino. Collegamento con i grandi luoghi storici della città di Salerno, il ruolo del capoluogo nel turismo. Interverranno anche comunicatori, psicologi e sociologi per approfondire il ruolo di internet e dei social network nella società contemporanea. La mostra fotografica di Gerry Fezza sul torneo di Santa Teresa e ancora la mostra sulla Olimpiade di Roma del 1960, dalle ore 10 alle 23. Alle ore 20.30, GiocaSalerno Show: filmati, interviste, omaggio al Torneo di Santa Teresa, serata di gala con premiazione alle squadre che hanno dato vita al torneo di Santa Teresa negli anni. A Vietri sul Mare, il primo e il 2 agosto, nell’anfiteatro di Marina di Vietri, inaugurazione della mostra alle ore 18, ore 20 film e concerto. Convegno dalle ore 18.30 e serata di gala, dalle ore 20.30.




Confermata la nomina di Ferraro: «Si continua il percorso avviato»

di Erika Noschese

Salerno Pulita ricomincia da Antonio Ferraro. L’ex presidente di Salerno Energia e dell’aeroporto di Salerno, prima della fusione della Gesac è stato nominato amministratore unico della partecipata del Comune di Salerno ieri pomeriggio, al termine dell’assemblea che, di fatto, ha confermato una notizia che era nell’aria già dopo le dimissioni di Sardone, a causa – stando a quanto emerso anche durante la commissione trasparenza – del rapporto di fiducia venuto a mancare tra lo stesso Sardone e l’amministrazione comunale. «Non conosco molto di Salerno Pulita, la conosco per quella che ho lasciato nel 2012 quando facevo parte del consiglio d’amministrazione e all’epoca era una società con buone capacità – ha dichiarato Ferraro a poche ore dall’ufficialità della nomina – Chiaramente, credo che oggi sia tutto in crisi, in tutte le aziende si vivono momenti particolari. Bisognerà entrare dentro, analizzare, capire cosa che non ho avuto modo di fare nonostante la rapidità di svolgimento degli avvenimenti». Al centro dell’attenzione dei sindacati e della Rsu aziendale il percorso di riorganizzazione avviato proprio dall’ex amministratore unico che avrebbe permesso ai lavoratori della partecipata il passaggio da part time a full time, riequilibrare gli stipendi tra i dipendenti che svolgono le stesse mansioni e “riorganizzare” lo straordinario. Un percorso di riorganizzazione che andrà avanti proprio con Ferraro: «da parte mia porto un’esperienza di gestione industriale, consolidata anche nel campo delle partecipate ma prima bisogna capire i problemi e poi prospettare il percorso ma le cose individuate dopo il confronto con la proprietà questi percorsi andranno avanti», ha infatti detto il nuovo amministratore unico della società che, nonostante la notizia fosse nell’aria ormai da tempo non ha ancora avuto modo di conoscere le problematiche che affliggono l’azienda, in crisi «come molte società soprattutto in questo particolare periodo storico», ha aggiunto. E sulle dimissioni del suo predecessore dice: «Non conosco Sardone, quello che so l’ho appreso dalla stampa». La nomina di Ferraro, da parte del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli è mirata a portare a termine il processo di riorganizzazione già avviato: «Dopo una pluridecennale attività come manager di aziende private di rilievo internazionale, Il neo Amministratore ha dimostrato nei recenti incarichi pubblici presso Salerno Energia ed il Consorzio Aeroporto Costa d’Amalfi grandi doti di competenza, capacità organizzativa, efficienza nel raggiungimento dei risultati programmati – ha dichiarato il primo cittadino – Con questa nomina si punta decisamente a completare il processo di riorganizzazione di Salerno Pulita assicurando, grazie alla collaborazione di tutti i dirigenti e lavoratori, un chiaro miglioramento del servizio di spazzamento, pulizia e raccolta dei rifiuti nella città di Salerno». E ancora: «Nell’augurare all’ingegnere Antonio Ferraro, che ha accettato l’incarico ed è già al lavoro, di raggiungere gli obiettivi fissati con l’Amministrazione Comunale si esprime apprezzamento per lavoro svolto al suo predecessore Nicola Sardone», ha infatti aggiunto Napoli.Intanto, resta confermata per questa mattina il confronto tra i sindacalisti, la Rsu aziendale e il Comune di Salerno per fare il punto della situazione e confermare la nomina di Ferraro.




Un bando per i mercatali, la Regione mette a disposizione 25mila euro

di Erika Noschese

Il nuovo anno, a Salerno, inizia all’insegna dei lavori di riqualificazione del mercato di vi Piave-piazza Cavalieri Vittorio Veneto. Hanno preso ufficialmente il via ieri, i lavori per la risistemazione del nuovo mercato rionale che hanno l’obiettivo di restituire dignità agli operatori mercatali e mettere in sicurezza l’area. Il mercato infatti sarà coperto; in programma anche interventi per la sistemazione dei bagni e la messa in sicurezza degli alberi pericolanti, «sempre nel rispetto dell’ambiente», come ha precisato l’assessore al Commercio Dario Loffredo. Prevista la presenza di una pattuglia fissa della polizia municipale per garantire la totale sicurezza di tutti. Presente alla posa della prima pietra anche il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca: «Noi qui avevamo alcune criticità. La prima era il rapporto con i residenti, abbiamo famiglie e persone anziane che spesso hanno vissuto spesso con grande sofferenza la presenza del mercato perché alcuni operatori non avevano l’attenzione giusta per la collocazione dei punti vendita – ha precisato il Governatore – Io credo che dobbiamo, con grande senso di umanità e rispetto, avere una posizione di garzo e umanità nei confronti di chi vive qui e ha il diritto di vivere in tranquillità. Molti anni fa avevamo una scelta da fare, ovvero decidere se trasformare in un’area mercatale vera il mercato di via Piave o delocalizzare e noi abbiamo deciso di tenerlo qui per non creare disagio a tante famiglie. Soprattutto una situazione di crisi economica, avere un mercato rionale vicino era comunque un vantaggio per tante famiglie che trovavano l’opportunità di fare la spesa in condizioni di vantaggio. Ma è chiaro che tenerlo qui in significa poi doverlo attrezzare come merita un’area mercatale con i servizi igienici, con la copertura per dare la possibilità agli operatori commerciali di lavorare anche d’inverno in condizioni adeguate». Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha avuto un confronto anche con i membri del comitato di quartiere piazza San Francesco che può avviare «un lavoro di verifica più vasto in tutta l’area del Carmine, piazza San Francesco dove sarà necessario avere maggiore controllo data la presenza di persone non sempre civili», ha spiegato il governatore secondo cui bisogna puntare ad una riqualificazione più generale di tutta la zona. De Luca ha annunciato, inoltre, che dal 2 febbraio al 3 marzo, sarà possibile fare domanda per ottenere il contributo destinato ai commercianti, artigiani ed ambulanti. «Per la prima volta, la Regione vara un bando per dare un aiuto agli ambulanti con contributi fino a 25mila euro per interventi di miglioramento tecnologico, forniture ai sistemi informatici e miglioramento delle strutture di lavoro – ha detto De Luca – Credo sia un segno di attenzione che gli operatori commerciali aspettavano da molto tempo. Ormai siamo diventati un bancomat universale e camperete anche voi sulle spalle della Regione, come tutta la Campania». Soddisfatto anche il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli che non perde occasione per ricordare il lavoro svolto proprio da De Luca quando era a capo della città da lui guidata oggi: «Enzo De Luca, nella sua opera di riqualificazione urbanistica della città che significa non solo aspetti generali della trasformazione urbana ma anche momenti puntuali della progettazione urbanistica, ha voluto che quest’iniziativa fosse portata a termine. Finalmente arriviamo alla posa della prima pietra: sarà un mercato assolutamente gradevole, dovrà essere gestito con attenzione e civiltà da parte degli operatori e cittadini, sarà un luogo festoso – ha infatti detto il primo cittadino – Provvisoriamente il mercato è dislocato nei pressi del Vestuti e io credo che in una città il mercato dia un carattere di umanità, bellezza ma deve essere gestito con attenzione particolare e credo che questa sia un’iniziativa indispensabile per la città».




Porta Ovest, si riprendono i lavori De Luca: «Superiamo le difficoltà»

di Andrea Pellegrino

Due interferenze sulla strada delle gallerie di Porta Ovest. L’una tecnica, l’altra burocratica. La prima riguarda lo snodo a nord dei tunnel, in prossimità degli innesti autostradali e della tangenziale. Il progetto, allo stato, non prevede una corretta uscita ed corretto ingresso dei mezzi e delle autovetture dai tunnel di Porta Ovest. In pratica, stando così le cose, si rischierebbe di congestionare le attuali arterie stradali. La seconda, invece, riguarda un accordo da sancire con la Società autostrade meridionali che da anni contesta interferenze e diritti di superficie con il cantiere. Con la Sam c’è anche un contenzioso civile, con tanto di richiesta di risarcimento del danno, che potrebbe risolversi, in tempi brevi, in via stragiudiziale, con la stipula di una convenzione. Un atto che permetterebbe anche il prosieguo dell’opera nel punto in cui sovrasta la rete autostradale, per cui la Sam richiede i diritti di superficie. Ieri mattina, in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Barbara, proprio nel cantiere di Porta Ovest si è fatto il punto della situazione sull’opera che nel corso degli anni ha subito diversi stop and go, sia per motivi tecnici che per vicende giudiziarie, compreso un sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno. Un punto della situazione alla presenza del sindaco di Salerno, Enzo Napoli e del presidente della Campania, Vincenzo De Luca. «Ci auguriamo che il consorzio che è subentrato abbia gli stessi tempi di realizzazione dell’impresa che ha realizzato la Lungo Irno», dice De Luca. «Abbiamo la possibilità di chiudere, se lavoriamo con intensità, la primavera del prossimo anno. Liberiamo, con questa opera strategica, dalle pesantezze di mezzi e auto l’imbocco dell’autostrada oltre che dare lavoro a sessanta operai». Inoltre l’annuncio di 60 milioni di euro per il completamento per superare le interferenze con l’attuale rete stradale a monte dell’opera. «Porta Ovest – ha detto, invece, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli – dà uno sbocco al nostro porto commerciale che non ha retroporto. Offriamo la possibilità di incrementare i traffici facendo in modo che le merci transitino verso l’autostrada. Porta Ovest, porta est, Lungo Irno, c’è tutto un sistema coordinato di opere che favorirà la crescita economica della nostra città». Soddisfazione è stata espressa dalla Filt Cgil: « Apprendiamo con favore la notizia della ripresa dei lavori di Porta Ovest – dice Gerardo Arpino – La bretella potrà assicurare tempi di percorrenza minori al traffico merci, miglioramento dell’accessibilità alla zona portuale ed una drastica riduzione dei fenomeni di congestione veicolare, garantendo maggiore sicurezza alla viabilità del viadotto Gatto».




Roberto De Luca sale in cattedra «Ora non ritorno al Comune»

di Andrea Pellegrino

«Non tornerò al Comune. Ora penso alla scuola di formazione politica». Roberto De Luca stoppa ogni aspettativa. Per ora resterà fuori dai Palazzi della politica per salire in cattedra e semmai attendere tempi migliori. Quattro incontri, il primo inaugurale ieri mattina al Grand Hotel con alcuni sindaci per parlare di enti locali. Ma dalla vigilia dell’appuntamento, la domanda è sempre la stessa: «Roberto De Luca tornerà al Comune?». Lui nega, ai tanti che gli sottopongono il quesito. Già all’indomani dell’archiviazione dell’inchiesta per corruzione, scoppiata dallo scandalo “Bloody Money”, De Luca jr smentì imminenti ritorni a Palazzo di Città o incarichi politici. Forse, annunciano, se ne riparlerà dopo le Regionali e a scuola di politica chiusa. Al Grand Hotel, fin dal primo mattino, la conta dei presenti non manca. Non fosse altro che si tratta del primo appuntamento politico ufficiale dopo lo scandalo giudiziario. Poco distante dalla saletta dove ieri mattina si è tenuto il primo appuntamento della scuola politica, Roberto De Luca, davanti al papà governatore e al fratello candidato, si era dimesso dalla carica di assessore al bilancio dopo la perquisizione subita nelle ore precedenti. Altri tempi cancellati con l’archiviazione e con la recente riabilitazione politica. Da Palazzo di Città, ieri mattina, sono arrivati il sindaco Napoli (tra i relatori) e una piccola pattuglia di consiglieri comunali di maggioranza. C’è qualche sindaco della provincia e c’è il consigliere regionale Franco Picarone. Si vedono gli amici di sempre di Roberto De Luca e l’immancabile mamma Rosa Zampetti. Primo appuntamento, gli enti locali: «Gli amministratori locali – spiega Roberto De Luca – sono quelli che hanno a che fare ogni giorno con le esigenze dei cittadini, con le esigenze del territorio, i comuni. Sono le istituzioni di prossimità con la cittadinanza e la comunità e sono quelle che si fanno carico di tutti i problemi, anche oltre le loro competenze. E’ necessario fare rete affinché si capisca che un’agenda urbana seria che rilanci il ruolo dell’autonomia è assolutamente fondamentale, soprattutto per il sud dove abbiamo un problema serio a causa delle difficoltà finanziarie. Ma se riusciamo ad offrire più servizi, soprattutto nelle zone di montagna, forse riusciamo a dare più dignità ai diritti umani».




Salerno Pulita, l’unico Raffaele Fiorillo si è dimesso

di Erika Noschese

Raffaele Fiorillo lascia la società Salerno Pulita. Nella serata di ieri, infatti, l’amministratore unico della società che gestisce la raccolta differenziata, lo spazzamento e la pulizia di varie aree e zone nella città di Salerno ha protocollato, tramite pec – e che pertanto risultano già protocollate – le sue dimissioni al sindaco Vincenzo Napoli. Già nella mattinata di oggi il primo cittadino dovrà comunicare le due decisioni in merito a questo cambio al vertice, forse per molti inaspettato. Alla base della scelta dell’amministratore unico di Salerno Pulita ci sarebbero le tante critiche ricevute in questi mesi, a causa del degrado in cui versa la città capoluogo. Numerose infatti sono state le accuse rivolte alla società e soprattutto agli operatori impegnati nello spazzamento e che non farebbero del tutto il loro dovere. Per Fiorillo, forse, inaccettabili sono state le accuse lanciate dal governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che nel corso del consueto appuntamento con LiraTv delle scorse settimane aveva utilizzato toni duri proprio nei confronti della società e, di conseguenza, del loro numero uno: «L’8% (dei lavoratori ndr) compie il proprio dovere ma c’è un 20% che non fa il proprio lavoro con fenomeni di assenteismo ripetuti», aveva infatti dichiarato il governatore della Campania. E non solo. Il presidente di Palazzo Santa Lucia era stato chiaro: «Lavorate altrimenti si sbaracca». E a sbaraccare, almeno per ora, è l’amministratore unico ma – a quanto pare – per sua scelta. Ora è già scattato il totonome: chi sarà il successore di Fiorillo? A chi spetterà l’arduo compito di ripristinare la pulizia nella città capoluogo? Per il momento non è dato saperlo ma è probabile che i diretti interessati abbiano già un’idea. Raffaele Fiorillo, di fatti, da settimane sembrava essere assente, nonostante precedenti impegni presi con associazioni o privati cittadini. Intanto però non si fermano le segnalazioni da parte dei cittadini che chiedono maggiore pulizia soprattutto nelle zone centrali di una città sembre più degradate.




L’omaggio della città al suo santo protettore- FOTO

di Erika Noschese

Cosa hanno in comune il sindaco Vincenzo Napoli e monsignor Andrea Bellandi? Entrambi, per la prima volta, hanno preso parte alla tradizionale processione di san Matteo. L’arcivescovo salernitano è giunto alla guida della comunità salernitana poco più di due mesi fa mentre il primo cittadino è laico, ragion per cui ha sempre delegato la sua vice, Eva Avossa, ha sfilare con la fascia tricolore. Ma Napoli non si smentisce e alla domanda “Lei è emozionato?” ha risposto con un secco «non particolarmente» per poi raddrizzare il tiro: «nel senso che c’è una grande compartecipazione alla festa dei miei concittadini in occasione del santo patrono e lo faccio con spirito di servizio. Sono felice e onorato di poter rappresentare la città». Il primo cittadino ha poi spiegato di aver deciso di partecipare per rendere omaggio al nuovo vescovo Bellandi, «per accoglierlo con ancora più amicizia e farlo sentire ancor di più a casa sua». Molto più folta, rispetto alla mattinata di ieri in occasione della santa messa al Duomo, la presenza istituzionale. E così, in rappresentanza della Provincia c’era proprio il presidente Michele Strianese, gli assessori Eva Avossa, Antonia Willburger, Luigi della Greca, Mimmo De Maio; i consiglieri Massimiliano Natella, Paolo Ottobrino, Paky Memoli, Paola De Roberto Antonio Carbonaro, Donato Pessolano, Rocco Galdi, Peppe Zitarosa, Horace di Carlo e Dante Santoro; il sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante, Alfonso Andria e i parlamentari Gigi Casciello, Enzo Fasano. E se questa è stata la processione delle prime volte lo è in tutti i sensi: ad accompagnare la statua di san Giuseppe un gruppo di donne che, seppur simbolicamente, hanno fatto da portatrici. A dare inizio alla processione, seppur con un quarto d’ora di ritardo, le parole di don Michele Pecoraro. Centinaia e centinaia i fedeli che hanno atteso l’uscita del santo patrono dalla cattedrale. E se monsignor Bellandi, ieri mattina, ha dichiarato di sentirsi «un salernitano tra i salernitani» a confermarlo il lungo applauso che ha accompagnato il vescovo all’uscita dal Duomo e lungo le strade cittadine. Lunga sosta anche dinanzi Palazzo di Città con Bellandi che ha rivolto un pensiero all’amministrazione affinché siano sempre umili, corretti e dalla parte dei cittadini: «sostieni quanti si adoperano per rendere migliore la vita di tutti, sostieni coloro che si affannano a trovare lavoro a chi non ne ha e sia condiviso l’amore forte che caratterizza i fedeli», ha dichiarato il vescovo. Don Michele Pecoraro, ancora una volta, ha invocato san Matteo affinché questo spirito cristiano che caratterizza la città di Salerno non tramonti. E al grido di “Viva San Matteo” fedeli e portatori hanno sfilato lungo via Roma. «Il popolo partecipante è numerosissimo, è incredibile. E’ il segno dell’accoglienza, segno di essere una città accogliente e spero che questo spirito si mantenga sempre vivo», ha aggiunto il primo cittadino che ancora una volta ha speso parole di apprezzamento per Bellandi che in più occasioni, anche durante la processione, si è avvicinato alle persone anziane, malate e agli indifesi per portar loro il suo saluto. Breve sosta anche dinanzi la chiesa dell’Annunziata per poi procedere verso il ritorno al Duomo, ancora una volta gremito di fedeli che hanno atteso i santi. Il tutto mentre l’arcivescovo metropolita si fermava a salutare la folla sotto una pioggia di coriandoli colorati. «Come pastore di questa chiesa voglio chiederti la pace nel cuore, interiore, con i nostri fratelli e sorelle, con tutti quelli che tu ci metti accanto», ha detto Bellandi, nella preghiera conclusiva che, di fatto, ha segnato la fine di questo san Matteo 2019, sicuramente particolare. E Bellandi ha abbracciato un giovane portatore, una mamma e un papà a segnare, ancora, il legame con questa città che lo ha amato fin dal primo giorno, «affinché la nostra comunità viva sempre unità nel nome dei nostri santi e della nostra comunità», ha detto don Michele Pecoraro.

Il Nunzio apostolico dà il Pallio a Mons Bellandi

Centinaia di fedeli, istituzioni politiche, religiosi, militari e il grande ritorno – alla tradizionale messa delle 10.30 – del governatore Vincenzo De Luca. C’erano proprio tutti, ieri mattina, al Duomo di Salerno in occasione delle celebrazioni per il san Matteo, santo patrono della città di Salerno. Un momento storico per tutti, soprattutto per monsignor Andrea Bellandi che, per la prima volta, è stato protagonista indiscusso di questo San Matteo. A pochi mesi dal suo insediamento, infatti, ieri il Nunzio Apostolico Sua Eccellenza Monsignor Emil Paul Tscherrig ha donato all’arcivescovo il pallio «sacro simbolo che marca la comunione tra il Metropolita e papa Francesco – ha dichiarato il Nunzio Apostolico – E’ una festa di comunione che oggi (ieri per chi legge ndr) vogliamo affidare a San Matteo». Tra i presenti il prefetto, il questore, il governatore De Luca, il sindaco di Salerno Enzo Napoli, i parlamentari salernitani Piero De Luca e Enzo Fasano, i consiglieri comunali Paola De Roberto, Rocco Galdi, Roberto Celano e Dante Santoro; e ancora: il sindaco di Pellezzano Francesco Morra, l’ex primo cittadino Eva Longo, il rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti, in rappresentanza della Provincia il consigliere Antonio Sagarese, l’assessore alla Cultura Antonia Willburger e i rappresentanti delle forze dell’ordine, la Guardia di Finanza, la capitaneria di Porto. Tutti, insomma, ad ascoltare l’arcivescovo Bellandi che ha parlato della pecorella smarrita nel deserto, un po’ come il presidente di Palazzo Santa Lucia che torna “all’ovile” dopo anni di assenza, di discussioni con l’allora arcivescovo Moretti. E proprio quest’ultimo, ancora una volta, è stata vinto dalla sua malattia. Impossibilitato a partecipare alla santa messa mentre c’era il suo predecessore Gerardo Pierro. «Il pallio diventa il simbolo della missione del pastore, segno liturgico della comunione – ha dichiarato monsignor Bellandi durante l’omelia – E’ significativo che tale rito avvenga nella solennità di San Matteo, proprio qui». L’arcivescovo di Salerno ha fatto sue le parole di papa Francesco per lanciare un messaggio alla cittadinanza affinché ci si aiuti gli uni con gli altri. Al termine della santa messa Bellandi ha voluto rivolgere un ringraziamento ai salernitani «per l’affetto e il calore. Mi hanno fatto sentire il pastore di tutti. Un salernitano tra i salernitani». L’arcivescovo ha voluto poi ringraziare Moretti e Pierro: «sono ad entrambi molto grato, per come mi hanno accolto. Ho ancora molto da imparare da loro – ha poi aggiunto Sua Eccellenza – Ringrazio il cardinale Martino, per essere qui oggi e monsignor De Rosa, vescovo salernitano impossibilitato ad essere con noi». Bellandi ha ringraziato tutti, diaconi, sacerdoti, fedeli e istituzioni per la loro presenza. «Intanto saluto tutti i salernitani a cui rivolgo un ringraziamento per l’affetto con cui mi hanno accolto in questi mesi, l’inizio del mio ministero. Mi auguro che anche durante la processione si manifesti questo calore e quest’unità del popolo, uno degli aspetti più belli che testimoniano le radici anche cristiane di questa città. Significa che le radici della festa sono sempre radici religiose perché altrimenti non è una vera festa ma solo espressione di dimenticanza, di lontananza dal proprio io. Invece, la festa vera è quando c’è alla base una motivazione religiosa e poi di esprime, chiaramente, anche con i modi umani che sono quelli di manifestare la gioia», ha poi aggiunto l’arcivescovo salernitano. Parla di «giornata radiosa e festosa», il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli. «Credo sarà una bella giornata, indimenticabile, con la funzione religiosa, la processione e lo spettacolo dei fuochi d’artificio che quest’anno sarà particolarmente cospicuo, con lo spettacolo di Arbore. Un giorno di festa per la città. Ricordo che da bambino mi guardavo la processione come una cosa assolutamente suggestiva. Dalla casa di un mio amico in via Portacatene guardavo questa processione e stavo particolarmente turbato da questo rito che è ancestrale in qualche modo e atavico, ricco di archetipi e che emoziona», ha poi aggiunto il primo cittadino. Rivolge un augurio a tutti i salernitani, invece, il presidente della Campania De Luca «soprattutto alle famiglie, un augurio alle persone che hanno problemi di salute in questo momento, un augurio per i figli e per i ragazzi, sperando che insieme possiamo costruire una prospettiva di lavoro e serenità anche per i nostri ragazzi. Ce la stiamo mettendo tutta. Auguri a tutti».

Savastano e la statua del Santo

E’ ancora un San Matteo all’insegna della tradizione per la città di Salerno. E tra l’odore di milza che ha caratterizzato, ancora una volta, i vicoli del centro storico fino alla zona orientale i dolci tipici e le preghiere a suscitare ancora una volta la curiosità e Savastano Presepi. Il titolare, Giuseppe Savastano, in occasione dei festeggiamenti per il santo patrono ha voluto rendere omaggio alla sua città con la realizzazione di una statua di San Matteo e altre creazioni, tutte “made in Salerno”. Savastano presepi è ormai un punto di riferimento per salernitani, fedeli e turisti che – ogni giorno, a prescindere dalla stagione – affollano il suo negozio alla ricerca dell’ultima opera da esporre, che sia un pezzo di presepe, un semplice corno o, come in questo caso, la statua che raffigura il patrono.




Salerno, piazza Alario diventa un parco. Il comitato: «Ci hanno snobbati»

di Andrea Pellegrino

Ancora piazza Alario, ancora uno scontro tra amministrazione comunale e residenti della zona. Dopo il naufragato progetto del parcheggio interrato – che avrebbe dovuto nascere nel “ventre” della storica piazza che si trova oltre via Indipendenza -, ora è il nuovo “Parco Alario” a far discutere. Ieri mattina la presentazione del progetto presso la sede del Partito Democratico di via Manzo, perché – ha spiegato il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli – «abbiamo preso spunto da un’iniziativa del Pd che, in questa circostanza, ha svolto un vero e proprio servizio pubblico». In sostanza, il progetto di Parco Alario sostituirà quello del parco giochi per bambini la cui realizzazione era stata prevista alle spalle del teatro Verdi: un’area di gioco che non ha mai visto la luce a causa del diniego della Soprintendenza. IL NUOVO PARCO ALARIO. Un investimento da 140mila euro di fondi comunali per attrezzare un’area di 1405,90 metri quadrati, con un’area verde di 986,30 metri quadrati di cui 632, 70 con tessuto anti trauma. Inoltre è prevista una pavimentazione in gomma colata anti trauma per 394,40 metri quadrati. Sulla nuova area saranno installate 7 panchine, 11 giochi a molla, una struttura plurigioco a due torri, 3 altalene, 2 scivoli, 2 giostrine girevolie 2 dondoli a bilico. L’inizio dei lavori è previsto per il prossimo mese di luglio e l’amministrazione conta di poter mettere a disposizione della cittadinanza il nuovo parco giochi prima della fine dell’anno. «Abbiamo un sistema di parchi cittadini assolutamente interessante», ha sottolineato il sindaco Napoli, ricordando come in ognuno di essi «sia prevista un’area destinata ai bambini». «Siamo contenti – ha aggiunto, poi, l’assessore al Commercio, Dario Loffredodi regalare un parco a misura di bambino alla città e nei prossimi mesi andremo avanti con il recupero delle aree urbane». «Quella di Parco Alario è un’operazione – ha spiegato il segretario provinciale del Pd, Enzo Luciano – «mirata al recupero di una zona dedicata ai più piccoli al centro della città, dopo la rimozione del parco giochi che si trovava alle spalle del Jolly hotel molti anni fa». Per il deputato Piero De Luca, il «Pd cercherà sempre di pungolare e stimolare l’amministrazione comunale. Siamo una spina nel fianco propositiva di un’amministrazione già attenta alle esigenze del territorio. Salerno, per noi, non ha periferie». L’ESCLUSIONE DEL COMITATO. «I cittadini della zona mi hanno consegnato 41 firme per condividere con noi il progetto del nuovo parco»: queste le parole del sindaco Enzo Napoli in conferenza stampa. A quanto pare, però, tra quei residenti non c’erano i componenti del comitato civico “Salviamo piazza Alario” che, di fatto, hanno appreso della nuova iniziativa urbanistica solo a decisione assunta. Eppure, lo stesso comitato, solo due giorni prima, aveva inviato al comune una nota con la quale si chiedevano incontri atti proprio a condividere iniziative di questo tipo, volte a una riqualificazione di diverse zone della città, compresa quella di piazza Alario. Un progetto che – scrive il portavoce del comitato, Giuseppe Bojano – «non è mai stato condiviso con i liberi cittadini che hanno più volte manifestato in pubblico, con assemblee, iniziative e segnalazioni, di voler partecipare attivamente alla riqualificazione dei giardini e di tutta la zona occidentale della città. Siamo stupiti – scrive ancora Bojanoperché la nostra voce è rimasta inascoltata, nonostante l’impegno profuso dal nostro comitato per salvaguardare l’integrità della piazza, dopo averla restituita ai cittadini, evitando un intervento devastante. Rivendichiamo il dirittoad essere ricevuti e coinvolti quali legittimi rappresentanti della comunità del quartiere e portatori di una idea progetto condivisa da gran parte dei residenti. Ci opporremo pertanto a qualunque decisione unilaterale che escluda il nostro comitato dal confronto su questi temi». Ad appoggiare la battaglia di “Salviamo piazza Alario” è il consigliere comunale di Salerno di tutti, Gianpaolo Lambiase: «Il progetto viene annunciato alla stampa nella sede di un partito politico da un deputato, dal sindaco e da un assessore comunale, come se fosse “donazione” alla collettività da parte di un privato ricco imprenditore. Il sindaco e l’assessore hanno dimenticato il proprio ruolo, quello di rappresentanti dell’intera cittadinanza. Credo che l’iniziativa sia vicina al limite della correttezza istituzionale, se non al limite della legalità». Dello stesso pensiero anche il parlamentare di Forza Italia, Gigi Casciello. «Salerno non è del Pd e i salernitani lo hanno ribadito elettoralmente già un anno fa». «Dispiace che il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli sia sempre più prigioniero della famiglia De Luca»- sottolinea Casciello che parla di «grande confusione di ruoli visto che erano presenti anche il segretario provinciale Pd, Vincenzo Luciano che è pure capostaff del primo cittadino e il parlamentare Piero De Luca, figlio del governatore, eletto in provincia di Caserta dopo la bocciatura salernitana. Considerato che su piazza Alario da tempo ci sono istanze di cittadini e comitati, logica avrebbe voluto che la presentazione del progetto avvenisse in altro luogo, senza sottrarsi al confronto con la gente. Evidentemente non si è capito ancora che Salerno non è del Pd. Eppure i salernitani già un anno fa hanno dato la propria sentenza elettorale, bocciando il candidato Pd».




Fusandola, il torrente non poteva essere deviato «Rischio per i cittadini salernitani»

di Andrea Pellegrino

Tutti responsabili: dalla magistratura alla politica. Accuse durissime dall’avvocato Oreste Agosto del comitato No Crescent, commentando l’ultima inchiesta sulla deviazione del torrente Fusandola (con dodici indagati) a Santa Teresa. Dieci anni di battaglie – il primo ricorso al Tar è del 2009 – con nuovi sviluppi sulla costruzione del Crescent e dell’opera pubblica di piazza della Libertà. Costruzioni consentite grazie alla “deviazione del torrente Fusandola”. Il cuore dell’ultima inchiesta del pm Rinaldi è tutta qui: «Quel torrente non poteva essere deviato». «Lo diciamo da anni – spiega l’avvocato Agostoora c’è una perizia che accerta che quell’intervento è stato compiuto per consentire la realizzazione delle opere. Un torrente può essere deviato solo per motivi di sicurezza e non ci sembra che questo sia il caso». Agosto, così come Pierluigi Morena, Vincenzo Strianese e Alberto Alfinito, chiede che si fermi tutto con il contestuale «ripristino dell’alveo originario del torrente». C’è il pericolo esondazioni, così come scritto nero su bianco dal perito della Procura della Repubblica di Salerno. Pericolo che parte da via Fusandola e arriva fino alla costruenda Piazza della Libertà, il cui completamento dei lavori finirà ben presto nelle mani della Rcm dei fratelli Rainone, gli stessi che hanno realizzato gran parte del Crescent, dopo l’esclusione della Sacco Costruzioni dalla gara d’appalto del Comune di Salerno. Anche in questo caso, l’avvocato Agosto avverte: «Il dirigente del settore, che è anche il Rup (Luca Caselli), non può affidare i nuovi lavori perché è indagato nell’ambito dell’ultimo procedimento. Abbiamo diffidato gli enti preposti affinché questo non avvenga, per motivi di conflitto di interesse e di opportunità». Tutto da rifare, per l’architetto Enzo Strianese che ricorda anche le verificazioni che all’epoca dispose il Consiglio di Stato nel giudizio amministrativo sull’autorizzazione paesaggistica, rilasciata attraverso un silenzio assenso dall’allora soprintendente Giuseppe Zampino. «Quello che abbiamo sollevato durante le verificazioni è quello che oggi solleva il Ctu della Procura della Repubblica. Se ciò fosse vero allora le stesse cose dovevano valere anche all’epoca». Un problema idrogeologico serio, avverte il geologo Alfinito: «Non sono bastati i morti del ’54. Probabilmente ne servono altri prima di aprire gli occhi definitivamente». Tutti responsabili tuona Agosto che ricostruisce ancora una volta dieci anni di attività, fatta di amici e nemici: «Scriveremo al presidente della Repubblica, al ministro delle infrastrutture e dell’ambiente e chiederemo un incontro con il sindaco di Salerno e con il presidente della Regione Campania ma chiediamo una massima mobilitazione, a partire dai residenti di via Fusandola. Dalle carte si legge che i primi ad essere danneggiati potrebbero essere proprio loro». Una conferma, dunque, di quanto denunciato nel corso degli ultimi dieci anni: «Di fatto – ha sottolineato Pierluigi Morenail consulente della Procura ha fatto propri i concetti che abbiamo espresso nei nostri esposti. Un torrente non può essere assolutamente deviato per finalità legate a mera speculazione edilizia. Insomma, tutta l’operazione Crescent è abusiva e insanabile». L’INCHIESTA Rispondono, appunto, anche di azione o omissione colposai dodici indagati dell’inchiesta sulla deviazione del Fusandola. Secondo la Procura di Salerno avrebbero modificato il regime idraulico del torrente Fusandola, riducendo la pendenza allo 0.30%, così facendo sorgere e persistere il pericolo di inondazione, in particolare, in corrispondenza del tratto iniziale dell’alveo tombato del torrente ubicato a monte all’altezza di via Fusandola, quale conseguenza di insabbiamento della foce. Questo sarebbe emerso da un sopralluogo effettuato il 5 ottobre 2017 da un consulente tecnico nominato dal pm. Ad essere iscritti nel registro degli indagati sono: l’allora direttore dei lavori di Piazza della Libertà, Paolo Baia; il dirigente comunale Luca Caselli; l’ex dirigente comunale Lorenzo Criscuolo; l’amministratore del consorzio Tekton, Salvatore De Vita; il responsabile dell’ufficio tecnico di progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici, Antonio Ragusa e i funzionari dello stesso ufficio, Ciro Di Lascio e Benedetto Troisi; Vania Marasco della Lotti associati; il responsabile ufficio impianti elettrici del Comune di Salerno, Luigi Pinto; il direttore dei lavori della Piazza, dal 2012, Marta Santoro; Antonio Ilario e Massimo Natale. Per alcuni c’è l’accusa di falso, contestata, in particolare a Criscuolo, Baia, Santoro, Di Lascio, Troisi,  Natale e Pinto. Per la Procura avrebbero attestato falsamente l’acquisizione di alcuni pareri, tra cui quello dell’autorità di Bacino e del Genio Civile – demanio fluviale. Ancora, tra le accuse mosse c’è quella di “invasione di terreni” per aver utilizzato aree demaniali nel tratto del torrente Fusandola interessato dall’intervento urbanistico di Santa Teresa. Il torrente poteva essere deviato così. Tant’è che il pm Carlo Rinaldi ha ipotizzato per gli indagati il reato specifico alla deviazione del corso d’acqua pubblico, compiuto per consentire l’intervento di riqualificazione dell’area di Santa Teresa, quindi la realizzazione di Piazza della Libertà e del Crescent.




Comune di Salerno: autorizzazioni da rifare, salta anche l’evento Logos

di Erika Noschese

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Un vecchio detto che sembra calzare a pennello per i vertici di Palazzo di Città che, ancora una volta, costringono gli organizzatori degli eventi a fare un passo indietro. E’ il caso, questa volta, di Enzo Iannece, organizzatore di Logos, la manifestazione giunta alla sua quinta edizione che si occupa,nello specifico, di liveset, djset, performance di musica elettronica e arti audiovisive, intrattenimento, workshop informativi e progetti creativi d’avanguardia. Un grande evento che si sarebbe dovuto tenere domani e domenica 21aprile presso Palazzo Genovese, come già accaduto per quattro anni consecutivi. La specialità di Logos è, infatti, proprio quella di esibirsi in palazzi storici. Ad annunciare lo stop imposto ancora una volta dall’amministrazione comunale è proprio l’organizzatore dell’evento, attraverso un post pubblicato su Facebook: «Salerno è morta – ha scritto – Oggi è stato dato un altro schiaffo a chi per passione, e solo per passione, lavora duramente mesi e mesi per offrire un momento di aggregazione, di arte, cultura e musica». A poche ore dall’inizio di Logos, da Palazzo di Città hanno chiesto agli organizzatori di ripresentare tutta la documentazione necessaria per avere l’ok definitivo, a causa di alcune integrazioni che – al momento della presentazione della domanda – non erano state menzionate. Impossibile, per mancanza di tempo, rifare l’iter burocratico (lo stesso presentato gli anni precedenti, senza avere mai problemi), ragion per cui l’evento è stato annullato. Per rimediare, Logos si terrà presso il B-Side, ma in un’unica data e concedendo solo ai deejay di esprimersi, rinunciando – per ovvie ragioni – alla parte artistica, alle proiezioni e alla parte culturale di un evento che avrebbe portato in città un cospicuo numero di appassionati. Solo qualche mese fa, l’amministrazione guidata da Enzo Napoli, è finita nell’occhio del ciclone per la scelta di concedere le autorizzazioni ma con severe restrizioni ad una manifestazione che si sarebbe dovuta tenere il giorno successivo, costringendo anche in questo caso gli organizzatori ad annullare l’evento. «Un’altra occasione perduta per Salerno e la sua amministrazione, come sempre miope ed arrogante», ha aggiunto Iannece, sempre tramite social, e che non sarebbe intenzionato a prendere provvedimenti contro il Comune nonostante i non pochi disagi creati, tanto agli organizzatori quanto agli artisti che avrebbero dovuto prenderne parte.