«Il porto commerciale è un’assurdità»

«Il porto commerciale è un’assurdità». A dichiararlo, senza mezzi termini, l’avvocato salernitano Silverio Sica che fa il punto della situazione circa la viabilità a Salerno. Per il legale, la soluzione migliore sarebbe la delocalizzazione ma non a breve termine. La reale necessità, attualmente, è la demolizione del viadotto Gatto, da tempo sotto i riflettori, dopo quanto accaduto lo scorso 14 agosto a Genova, con il crollo del ponte Morandi che ha provocato la morte di 43 persone. Da giorni, a Vietri sul Mare, è partita la petizione popolare per il ripristino del doppio senso di marcia in via Benedetto Croce. Avvocato Sica, la questione del viadotto Gatto è molto dibattuta da parte dell’ opinione pubblica salernitana nelle ultime settimane, specie dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.

Qual è la sua opinione in merito?

«Il viadotto Gatto è strettamente legato alla costruzione del porto commerciale che avvenne negli anni ’70 e che fu frutto di scelte politiche miopi da parte della classe dirigente dell’ epoca. Condivido l’ opinione di coloro che sostengono che il porto commerciale sia un’assurdità. Il viadotto è un’opera sbagliata ad origine, è stato concepito per avere sollecitazioni che non sono quelle che ogni giorno riceve sia dal traffico urbano che soprattutto da quello legato al porto commerciale, con i camion carichi di tonnellate di merci che transitano a tutte le ore».

Periodicamente torna all’ attenzione del dibattito pubblico la possibilità di delocalizzare il porto commerciale dalla posizione attuale alla zona orientale. Lei sarebbe a favore di un’operazione di questo tipo?

«L’ attuale collocazione del porto commerciale, alle porte del centro cittadino, alle falde dei primi contrafforti di roccia della Costiera Amalfitana, ha distrutto l’unica industria realmente funzionante a Salerno, quella balneare. Non capisco come mai le scelte progettistiche di Oriol Bohigas non siano state condivise dalle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni e sia stata preferita la costruzione del porto turistico nella zona orientale, in una litoranea completamente abbandonata a sé stessa. Si è trattato di scelte davvero infelici che hanno ipotecato la vita dei salernitani per i prossimi decenni. La delocalizzazione sarebbe utile ma ormai la fisionomia della città è questa: sarebbe piuttosto prioritario demolire il viadotto Gatto, edificio che non solo deturpa il paesaggio della città ma mette anche a repentaglio la sicurezza dei salernitani».

Il ripristino del doppio senso in via Benedetto Croce è stato considerato da parte delle opposizioni politiche alla giunta Napoli come una soluzione alla problematica del viadotto Gatto. Lei rientra tra i sostenitori di questa misura?

«Ritengo che la riapertura di via Croce ai veicoli provenienti da Vietri Sul Mare possa rappresentare un intervento sicuramente rilevante ma di natura provvisoria, una “soluzione tampone”. La problematica è ben più complessa. Urge definire un piano di demolizione del viadotto Gatto e, in un secondo momento, dotare la città di Salerno di una visione strategica nuova, che possa risolvere l’eterno conflitto tra l’indirizzo turistico e quello portuale il cui conflitto rischia di peggiorare ulteriormente la qualità della vita dei salernitani»




«Il destino della città di Salerno non è in mano agli imprenditori»

Andrea Pellegrino

Nel 2017 la proposta arriva direttamente in Consiglio comunale. Antonio Cammarota da anni ormai studia, propone e rilancia la sua idea di città che passa inesorabilmente attraverso la delocalizzazione del porto commerciale di Salerno. Oggi l’argomento torna all’ordine del giorno, sollevato dall’inadeguatezza del viadotto Gatto e dalla volontà ormai comune di ripristinare il doppio senso di circolazione in via Benedetto Croce. Il fatti tragici di Genova hanno acceso i riflettori sulla sicurezza dell’infrastruttura di via Ligea, con tutti gli annessi e connessi, con in testa il problema viabilità in ingresso in città. «Vogliamo vedere il dito che indica la luna o la luna?», dice Antonio Cammarota, riferendosi al possibile ripristino del doppio senso di circolazione in via Croce. «Lì c’è un problema legato alle famiglie che abitano in quella zona. Penso che dobbiamo ragionare su altro». Andiamo per ordine: Viadotto Gatto. Il caso è approdato più volte nella commissione trasparenza di cui Cammarota è presidente. «Un dato su tutti: è una bretellina, realizzata tanti anni fa quando non c’era questo viavai di mezzi pesanti. Dove collegare ilporto con l’autostrada. Oggi a tutte le ore del giorno, domenica comprese, è invasa da mezzi pensati e dalle auto». Altro problema, il dissesto idrogeologico e porta Ovest: «Sappiamo che la Sam ha instaurato un contezioso civile con l’autorità portuale. Sappiamo che la zona è a rischio idrogeologico. Parlano i fatti – prosegue Cammarota – e le frane e smottamenti che si sono verificati negli ultimi tempi. Una minima compromissione potrebbe far verificare ulteriori danni». Ed è per questo, dice ancora il consigliere comunale d’opposizione, «che mi preoccupa fortemente il dragaggio del porto. Immagino le sollecitazioni che la zona portuale e quella dell’Olivieri avrà durante gli scavi. Penso che vada assolutamente impedita una simile operazione». Ed ecco perché dobbiamo guardare alla luna: ossia al porto e pensare ed attivarci per la sua delocalizzazione. «Un po’ –dice – come sta avvenendo per le fonderie Pisano, si sta spingendo verso una delocalizzazione. Sul porto, stiamo spendendo ed immaginiamo di spendere notevoli risorse per adeguare qualcosa che non va bene in quel posto. Tutto questo a fronte, probabilmente, di una cambiale (politica) scaduta da tempo nei confronti di qualche imprenditore. Il destino di Salerno non è in mano agli imprenditori, le scelte non competono a loro». Tra l’altro, conclude, «quanto costa il nuovo porto? Quanto un nuovo ospedale o una nuova infrastruttura pubblica. Ed inoltre, a mio avviso, la delocalizzazione del porto consentirebbe nuovi posti di lavoro e restituirebbe un’area alla città di Salerno, con tutti i benefici del caso».




Turisti intrappolati nel traffico: domenica di caos

Erika Noschese

Il viadotto Gatto ancora al centro delle polemiche dopo la giornata infernale di domenica quando gli automobilisti hanno dovuto stare ore ed ore nel traffico per raggiungere le zone di Vietri sul Mare. Da tempo, ormai, i residenti lamentano l’impossibilità di percorrere quel tratto di strada senza ritrovarsi imbottigliati nel traffico per diverse ore tanto da avanzare, in diverse occasioni, la richiesta di ripristino del doppio senso di circolazione in via Benedetto Croce per tentare di migliorare il fattore viabilità in tutta la città. Ed il fattore viabilità è spesso collegamento alla mancanza di parcheggi in città che creano non pochi problemi non solo ai residenti ma anche ai turisti che decidono di passare qualche giorno in città. Intanto, questa mattina alle 9, a piazza della Concordia si terrà la presentazione di “App Salerno Mobilità” che sarò disponibile sugli smartphone della clientela che usufruisce dei parcheggi cittadini. Alla presentazione della nuova applicazione saranno presenti il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli; l’assessore alla Mobilità e Urbanistica, Mimmo De Maio e l’Amministratore Unico di Salerno Mobilità, Massimiliano Giordano. L’applicazione consentirà di conoscere, in tempo reale, la disponibilità degli stalli di sosta dei parcheggi automatizzati e lo stato di reale occupazione degli stalli disabili e di accedere ai parcheggi stessi con il sistema Telepass. Sarà inoltre possibile ottenere informazioni su tariffe, viabilità, collegamenti del trasporto pubblico, eventi.




Buche, traffico e lavori: è caos Ora intervenga la Prefettura

Andrea Pellegrino

La situazione è al limite del paradosso. Tra buche, cantieri, carichi e scarichi, traslochi e doppie file di auto, Salerno vive una vera e propria emergenza viabilità. Senza considerare la decennale e sempre più grave crisi legata alla viabilità del porto e quindi del viadotto Gatto che provoca disagi anche fuori città. Insomma, scene così si ricordano solo in alcuni immagini di “Così parlò Bellavista”, nella scena in cui Cazzaniga, dirigente milanese dell’Alfasud, ebbe il benvenuto a Napoli rimanendo bloccato nel traffico cittadino. Una immagine che ben descrive la situazione salernitana degli ultimi mesi. Più volte i consiglieri comunali d’opposizione hanno chiesto spiegazioni in merito alla distruzione stradale dovuta ai lavori per l’installazione della fibra ottica, ad opera dell’impresa “Open Fibra”. L’ultima segnalazione è arrivata mercoledì dal consigliere comunale Dante Santoro. Scavi pericolosi e lasciati senza un adeguato ripristino, così come prevede il codice della strada, del manto stradale. Basti pensare che il solco ondeggiato che «disegna» ogni via cittadina, potrebbe essere fatale per uno scooter in marcia. Situazione ancor più grave in caso di pioggia. A nulla sono valse le proteste e le segnalazioni, dibattiti, conferenze e commissioni consiliari. Anzi, la situazione appare sempre più grave. A questo punto non resta che attendere un intervento risolutivo e deciso da parte della Prefettura di Salerno.




Caos Viadotto, Cammarota chiede l’intervento della Procura

Brigida Vicinanza

“Nonostante le tavole rotonde e le conferenze stampa, ancora una volta in una domenica d’estate il Viadotto Gatto, l’unica strada di accesso per Salerno da Ovest, è bloccata da colonne di Tir in attesa di entrare ed uscire dal porto commerciale, posto in maniera criminale al centro della città, mentre si svolge la manifestazione ciclistica. Se non fosse tragico, sarebbe comico”. A sottolinearlo è Antonio Cammarota in una nota stampa, capogruppo consiliare de La Nostra Libertà, il quale – dopo il confronto con i cittadini di sabato mattina – denuncia che “ora qualcuno ci deve spiegare bene nero su bianco perché di domenica i Tir, quando le dogane sono chiuse e non possono circolare nemmeno in autostrada, si consente il sequestro del viadotto Gatto, l’unica strada di accesso alla città di Salerno da Ovest nonostante non abbia nemmeno una corsia di emergenza, con gravissimi problemi di ordine pubblico perché lì un’ambulanza non passa”. “Per questi motivi il 28 Aprile chiesi l’intervento del Prefetto perché impedisse il transito dei Tir dopo le otto di mattina e il loro stazionamento in via Ligea, ma adesso, mentre l’assessore aspetta l’Università e si parla di Kant, mentre il medico discute e il malato muore – ha concluso poi Cammarota – chiederò formalmente l’intervento della Procura della Repubblica perché valuti eventuali omissioni penalmente rilevanti, ed ancora quello del Prefetto perché avochi a sé l’intervento sul traffico di Salerno”. Insomma un problema, quello del traffico sul viadotto Gatto, che si sentirà ancora di più con l’arrivo della stagione estiva, soprattutto per chi dovrà recarsi in costiera amalfitana, o addirittura per chi dalla Costiera dovrà spostarsi a Salerno quotidianamente per raggiungere il posto di lavoro. Da anni oramai i cittadini si sentono intrappolati nelle loro auto e anche nelle loro case, come sottolineato durante il confronto di sabato mattina proprio nella sede de La nostra Libertà con Antonio Cammarota, il giornalista Andrea Pellegrino, Adolfo Gravagnuolo, Franco Bisogno e Gianni Giannattasio. Adesso i cittadini chiedono una soluzione e anche velocemente e a scendere in campo nuovamente è Antonio Cammarota.




La proposta: «Serve allungare la metropolitana di Salerno fino a Nocera Inferiore»

di Brigida Vicinanza

Un dibattito acceso e un confronto costruttivo e partecipato quello di ieri nella sede de “La nostra libertà” e organizzato dal presidente della Commissione trasparenza nonché consigliere comunale di opposizione, Antonio Cammarota. All’incontro che ha trattato i temi più “caldi” dell’ultimo periodo, tra cui la viabilità, la delocalizzazione del porto proposta che oramai porta avanti da tempo Cammarota, ma anche la situazione del mare e delle spiagge a Salerno, hanno partecipato Franco Bisogno sindacalista dell’Ugl, Adolfo Gravagnuolo già presidente della Confcommercio, Andrea Pellegrino giornalista di Le Cronache e Gianni Giannattasio giornalista de La Città.  Emblematica partecipazione dei cittadini al confronto di ieri mattina. Simbolo di una città che vuole “rinascere” e vuole farlo essendo protagonista in prima persona, soprattutto per risolvere i problemi. Problemi che oramai hanno portato alla disperazione, soprattutto quelli che riguardano la viabilità e il viadotto Gatto, ma anche i cittadini che abitano nei pressi del Porto salernitano, oramai stufi di rimanere bloccati nelle proprie case.  “Il nostro obiettivo era attivare una discussione sulla città del mare e sul porto di Salerno, oggi due concetti non conciliabili, e le 5000 firme raccolte in pochi giorni nella petizione dimostrano che c’è un sentimento popolare diffuso – ha sottolineato Cammarota – il dibattito ha spaziato dal traffico, al commercio, all’industria, al lavoro, al dissesto idrogeologico, e con accenti diversi tutti i relatori hanno convenuto che il Porto è una risorsa e un problema ormai al limite di saturazione, ma la delocalizzazione è ardua : “i costi son enormi, è vero, ma si risparmierà sul dragaggio e su Porta Ovest e si potrà attingere dalle Zes e da progetti di finanza privati, e poi vale tutto il vantaggio sociale per il turismo e le centinaia di nuovi posti di lavoro per i nostri giovani, perché la città del mare è la città del lavoro”. Troppo caos, intanto per quanto riguarda la viabilità e il traffico, soprattutto dalla costiera e da Vietri sul mare. Proposta singolare, ma che potrebbe ovviare a tantissimi problemi, è quella di Andrea Pellegrino che sull’argomento si batte da anni: “Allungare la metropolitana di Salerno,da via Vernieri fino a Nocera, potrebbe risolvere la questione traffico, soprattutto per chi dalla Costiera ogni giorno deve raggiungere Salerno e viceversa per lavoro, così è un inferno. Inoltre l’assessore alla viabilità del Comune di Salerno dovrebbe fare più attenzione a quelli che sono i problemi dei cittadini, basterebbe scendere in strada per capire”. Della stessa idea anche Franco Bisogno che però ha posto l’accento sulla questione lavorativa: “Delocalizzare il porto sicuramente assicurerà i posti di lavoro, ma anzi probabilmente aumenteranno. Le aziende devono essere comunque vicine al trasporto marittimo, in modo da favorire l’import e l’export e sicuramente si potrà avere un incremento economico”. “Sul problema del porto i politici non si sono coordinati e si sono adagiati – ha sottolineato Adolfo Gravagnuolo – è colpa loro se questo progetto adesso diventa impossibile, ma gli imprenditori che hanno investito nel nostro porto commerciale sono stati bravi perché l’hanno reso un’eccellenza del territorio”. Gianni Giannattasio, infine, ha analizzato tutte le problematiche sulla questione, inserendo anche la questione delle spiagge. Un dibattito che, insomma, dovrebbe avvenire più spesso, così da coinvolgere i cittadini, soprattutto sulle cose che li riguardano direttamente e non continuare a discuterne solo nelle stanze istituzionali, con le porte chiuse.




Viabilità, si punta alle aree retroportuali in zona industriale

Erika Noschese

Il problema della viabilità in zona porto sembra in procinto di giungere a definitiva soluzione. Nella mattinata di ieri, infatti, il sindaco Enzo Napoli e l’assessore all’Urbanistica e alla Mobilità Mimmo De Maio hanno convocato una riunione a Palazzo di Città proprio per discutere delle problematiche di viabilità che stanno interessando la zona del porto. «Il confronto – ha spiegato l’assessore De Maio – è stato richiesto per fare una sintesi di tutti gli incontri che in questi giorni i diversi attori hanno tenuto ognuno per le proprie specifiche competenze per porre rimedio a quello che è un problema contingente e non strutturale del porto. Infatti, vi sono state una serie di concause che hanno provocato tali criticità. Grazie all’incontro abbiamo stabilito un cronoprogramma di attività da mettere immediatamente in campo per superare al meglio questa situazione, per ristabilire la corretta viabilità sul territorio cittadino, risolvendo così i disagi registrati negli ultimi tempi dai nostri concittadini. E’ stata ribadita l’esigenza, peraltro condivisa da tutti, di trovare una soluzione che definisca il giusto equilibrio tra l’attività economica del porto e la vivibilità complessiva per l’intera città». «Le novità sono le stesse: è un problema di abbondanza e occorre gestirla perchè Salerno è un porto capace di ricevere merce e tutte le istituzioni dovranno fare il proprio compito per gestire al meglio questo problema di abbondanza», ha dichiarato il comandnate Giuseppe Menna che ha poi annunciato l’intenzione di dar vita ad un tavolo tecnico fissato per il giorno 16, dopo la richiesta avanzata dal presidente della Fai. «I traffici portuali sono soggetti a grandi fasi di picchi e di cali», ha spiegato invece Francesco Messineo, comandante dell’autorità del sistema portuale Tirreno che punta ad un riequilibrio per distribuire meglio nell’arco dei giorni della settimana e degli orari i traffici di tutte le infrastrutture che compongono i sistemi portuali di Salerno e Napoli. «Il nostro compito è fare in modo che questi traffici vengano governati in modo da evitare questi picchi e queste situazioni di congestioni», ha spiegato poi Giuseppe Messineo che ha come soluzione concreta la ridistribuzione dei traffici anche a causa di alcuni annullamenti repentini di alcune linee dal porto di Napoli. «Stiamo migliorando il sistema della viabilità all’interno del porto – ha detto ancora il comandante – ma anche lungo via Ligea». Diversi sono gli interventi attualmente in corso, oltre al ripristino della viabilità come prestabilito nel 2006 e poi andato perso a causa del cantiere della Tecnis ma anche potenziare le aree retroportuali in zona industriale, proprio per smaltire questi picchi di traffico che non pochi disagi creano alla circolazione, ormai da diverso tempo




Salerno in tilt: «Piano urbano per il traffico inesistente»

Erika Noschese

L’incidente verificatosi nel pomeriggio di mercoledì quando, sul viadotto Gatto di Salerno, due camion si sono scontrati, mandando in tilt la circolazione veicolare in città ha riaperto la discussione sul caldo tema della vivibilità. Lo scontro tra i due autocarri, infatti, ha bloccato la circolazione per diverse ore, in diverse ore della città. A tornare nuovamente all’attacco chiedendo miglioramenti circa la vivibilità della città di Salerno è il gruppo di attivisti pentastellati J.J. Rousseau di Salerno, in particolare i membri Gaetano Scuoppo e Rita Peluso che definiscono Salerno una città invivibile proprio a causa del mancato piano traffico, inesistente. I due attivisti, già nel 2016 hanno diffidato il Comune ad approvare un piano urbano del traffico, attesa l’inadeguatezza delle misure adottate dall’amministrazione durante la giunta comunale guidata da De Luca. «In ogni caso le sporadiche e disarmoniche misure adottate dall’ente non sono idonee a determinare una pianificazione adeguata della circolazione, consona ad una citta di circa 130 mila abitanti. Attraverso le diffide a mezzo del legale del gruppo Rousseau, l’avvocato Oreste Agosto hanno evidenziato le responsabilità del sindaco, dell’assessore alla Mobilità e del Comandante del corpo: diffidandoli, “ognuno per quanto di rispettiva competenza, ad adottare il piano urbano del traffico conforme a legge ed a provvedere al suo aggiornamento/adeguamento, obbligo violato da circa 20 anni. Considerato, inoltre, che ai detti organi è stato notificato anche il preavviso di danno per violazione dei principi della sicurezza e della incolumità pubblica, nonché della tutela della salute e dell’ambiente”», hanno dichiarato i membri del gruppo, appartenenti al Movimento 5 Stelle . «Le inadempienze comunali stanno determinando danni gravissimi ai cittadini salernitani da un punto di vista dell’inquinamento ambientale e della sicurezza personale e della circolazione, con notevole stress per percorrere anche bevi tratti della città di Salerno. La dimostrazione che nella politica deluchiana non v’è alcuna visione di città vivibile, il cui fondamento è innanzitutto in una mobilità sostenibile», ha dichiarato l’avvocato Oreste Agosto. Di fatto, l’incidente di ieri ha riportato a galla vecchie polemiche sul traffico veicolare che confluisce sul viadotto Gatto. Non sono rari i casi di traffico paralizzato proprio in questo punto della città così come non sono pochi gli incidenti verificatisi.




Scafati. Speciale Viabilità: Traffico, la soluzione c’è…da sempre. I progetti e le possibili soluzioni

Di Adriano Falanga

Allagamenti, puzza del Sarno, rifiuti, criminalità, sanità, sono alcuni dei problemi che attanagliano la città di Scafati da diversi anni oramai. Eppure, uno su tutti esaspera gli scafatesi ovunque siano essi residenti: il traffico. Con la ripresa dell’anno scolastico e le prime piogge di stagione, la città letteralmente impazzisce, finendo in un unico grande imbuto di auto. I tratti più “caldi” sono le due principali arterie cittadine: via Martiri D’Ungheria e via Nazionale. Queste sono collegate tra loro da via Buccino e via Giovanni 23°. Entrambi sono a senso unico e sono l’una opposta all’altra quanto a direzione di percorrenza. La viabilità scafatese è principalmente concentrata qui, tutto il resto sono semplici stradine che confluiscono su questi due tratti, perché a Scafati, ovunque devi andare, sia direzione Napoli che Salerno che paesi Vesuviani, devi necessariamente imboccare una o entrambe le strade. Più volte il Comune ha provato a modificare il piano viario attuale, ma si tratta di semplici inversioni dei sensi di marcia o creazione di sensi unici. Si è provato, con discreto successo (ma non sono contenti i commercianti) di snellire dal traffico il centro cittadino, ma l’inferno che esiste e resiste sulle due strade principali sembra una persecuzione per gli scafatesi. In questi giorni Cronache ha però lanciato sul noto gruppo Facebook “Sei di Scafati Se” una proposta tanto semplice quanto risolutiva del problema. Sono centinaia i commenti e le condivisioni raccolte in poche ore, forse l’unica vera proposta largamente condivisa degli ultimi tempi. Non c’è bisogno di una nuova strada, perché la strada “magica” esiste già. Purtroppo è chiusa. Ma considerati i milioni di euro spesi in questi anni, basterebbe poco per renderla di nuovo percorribile. Molto meno di quanto l’attuale traffico ricada economicamente sulla città.

Via del Polverficio è la strada che collega via Armando Diaz con via Pasquale Vitiello senza dover percorrere il corso Nazionale o via Martiri d’Ungheria. La strada fu chiusa e usata come area di stoccaggio dei fanghi del Sarno, con l’avvio dei lavori di bonifica del canale Bottaro, ad opera dell’ex commissario per l’emergenza Sarno, generale Jucci. Da allora sono passati una decina d’anni, il canale Bottaro è rimasto abbandonato così come anche la strada, oramai ridotta a discarica e “area tossicodipendenti”. Basterebbe liberarla e rifare il manto stradale, magari con una rotonda all’uscita in via Vitiello, per renderla più sicura e percorribile. Attualmente la zona dovrebbe essere sotto competenza dell’Arcadis. Gli scafatesi più attempati la conoscono come “abbascio a pruvulera” o ancora “abbascio all’istituto” perché sbocca proprio di fronte l’ex Polverificio Borbonico. Era una rinomata passeggiata che costeggiava il florido, e pulito, canale Bottaro. L’idea sponsorizzata dal nostro giornale piace tantissimo agli internauti, quasi a vederci la “panacea al problema traffico”. Da qui l’appello alla commissione straordinaria e agli uffici comunali preposti, affinchè riescano ad attivarsi affinchè la strada sia riconsegnata agli scafatesi. Al momento è forse l’infrastruttura più necessaria e richiesta. E il bello è che esiste già.

E SE SI COPRISSE IL CANALE BOTTARO?

Via del Polverificio costeggia il canale Bottaro, oggi diventato un allevamento di insetti e animali di ogni genere. In esso ristagna acqua in gran parte proveniente da diversi scarichi civili situati (a vista) sulle sue sponde. Il Bottaro parte dalla “Traversa Scafati” in piazza Vittorio Veneto e serviva originariamente per alimentare i mulini tessili situati dove oggi sorge via Zara, per l’appunto “abbascio o mulino”. Attualmente è chiuso, e le proposte sulla sua effettiva utilità sono divergenti. C’è chi lo vuole dragato, e rimesso a nuovo, in modo tale da servire come polmone di sfogo per le piene del fiume Sarno, evitando gli allagamenti che interessano la città. Premesso che le esondazioni più frequenti sono dovute alla mancanza di rete fognaria che porta in città l’acqua piovana dei paesi vesuviani (il Sarno molto raramente rompe gli argini) il Bottaro potrebbe anche essere coperto in modo tale da creare una vera e propria strada a due carreggiate con zone di sosta laterali, dal centro città fino al confine con Pompei. Un progetto che andrebbe a creare una vera (se non l’unica) alternativa per raggiungere Pompei senza imbattersi nell’uscita autostradale. In Italia è però dimostrato che coprire i corsi d’acqua può risultare estremamente pericoloso e dannoso. << il Bottaro essendo nato esclusivamente come canale di irrigazione per le terre attraversate, è ora, a causa dell’enorme inquinamento delle sue acque, perfettamente inutile>>. E’ quindi possibile la sua copertura, perché nato artificialmente, secondo l’ingegnere Domenico Cuomo, ex presidente del consiglio comunale, tra i promotori di un progetto di recupero, con la giunta Bottoni, di via Del Polverificio. <<Il canale non serve neanche per attenuare eventuali e purtroppo ricorrenti allagamenti. Infatti il suo letto è molto più alto di quello del parallelo Sarno. Provammo, con l’amministrazione Bottoni a chiederne la copertura ma ci fu negata dall’Autorità di Bacino>>

DIVIETO DI SOSTA CORSO NAZIONALE: NON PIACE A NESSUNO

Ancora deve partire, seppur in via sperimentale, ma gli scafatesi hanno già sonoramente bocciato la modifica al piano viario voluta da Palazzo Mayer. Si tratta dell’istituzione del divieto di sosta e fermata sul lato sinistro della carreggiata del corso Nazionale, dall’uscita autostradale a via Buccino. In quest’ultima strada previsto il divieto su entrambi lati. Si pensa così di snellire l’imbuto di auto che attanaglia gli scafatesi. <<Cosa ridicola, così si uccide il commercio. Senza creare aree di parcheggio non si possono eliminare quelli esistenti che già sono insufficienti>> così Umberto. <<E noi residenti dove parcheggiamo?>> si chiede Maria. <<Ancora non capiscono che mancano i parcheggi, inventatevi i parcheggi>> sbotta Alfonso. C’è però chi invita a lasciare l’auto a casa e optare per la bicicletta. <<Queste idee inutili e senza risoluzione non fanno altro che creare disagi e rovinare le attività commerciali più di quanto già si vive. Il problema non sarà comminare a piedi o in bicicletta come qualcuno senza riflettere dice ma sono i fattori negativi che comportano quando non ci sono le condizioni climatiche a poterlo permettere>>. Ad aggravare la situazione è stata anche l’abolizione della sosta a pagamento, conseguenza della revoca dell’appalto alla Publiparking voluta dai commissari. Una scelta azzardata, perché presa senza avere pronto un “piano B” e così oggi la città è perennemente intasata di auto in sosta, anche per ore e ore. Un esempio? Piazzale Aldo Moro. Con il ticket di un euro l’ora era quasi sempre vuoto. Oggi è costantemente pieno, anche di notte. “Ed io pago”, diceva Totò.




Scafati. Viabilità, nuove modifiche su corso Nazionale. I commercianti: “Andiamo al Tar”

Di Adriano Falanga

Palazzo Mayer, su spinta del commissario prefettizio Augusto Polito e sostegno del sovraordinato alla Polizia Locale, maggiore Carmine Apicella, ha deciso una nuova modifica al piano viario. Di concerto con l’ufficio viabilità e manutenzione stradale, e parere positivo del comandante Pasquale Cataldo, saranno apportate importanti modifiche alla viabilità in uno dei tratti più “caldi” della città. Non sarà più possibile sostare l’auto sul lato sinistro della carreggiata nel tratto di via Nazionale che va dall’uscita autostradale alla rotonda di via Buccino. Quest’ultima strada sarà interessata invece per l’intero tratto da divieto di sosta su ambo i lati. Divieto di sosta anche nei 50 metri prima dell’incrocio tra via Nazionale e via Giovanni 23° e nei 50 metri tra quest’ultima strada e via Martiri D’Ungheria. Alla Polizia Locale il compito di far rispettare le nuove disposizioni. Per l’occasione, il maggiore Apicella ha chiesto ed ottenuto il ripristino delle moto già in dotazione dei caschi bianchi e da tempo abbandonate, nonostante le buone condizioni. Ritornerà in servizio il vigile motociclista. Commercianti però pronti a ricorrere al Tar, a loro dire le modifiche danneggiano le attività presenti in zona, perché limitano la sosta degli avventori e i parcheggi pubblici sono insufficienti.