Revoca dell’Aia, chiuse le Pisano

Non hanno potuto fare a meno di spegnere i forni e stoppare la produzione. I cancelli delle Fonderie Pisano chiudono nuovamente dopo lq bocciatura da parte della Regione Campania della Via che ha portato di conseguenza anche la revoca dell’Aia e dunque le autorizzazioni per tenere l’impianto in funzione. E da ieri sera i lavoratori sono nuovamente in stato di agitazione per le proprie sorti lavorative, ma non rinunciano alla protesta di lunedì a Napoli proprio sotto Palazzo Santa Lucia. Ai Pisano è stata “permessa” solo la messa in sicurezza e la manutenzione dell’impianto e inoltre i 60 giorni utili per procedere ad un nuovo ricorso.




“Sulla relazione Arpac il sindaco sapeva tutto”

«Napoli sapeva della relazione degli ispettori dell’Arpac prima dell’incontro del 14 dicembre a Fratte. Così come sapevano, sempre il sindaco di Salerno ed il vicepresidente della giunta regionale della Campania Fulvio Bonavitacola quando li abbiamo incontrati il 15 gennaio. Ma nessuno ha detto nulla». Il comitato “Salute e Vita” torna alla carica dopo la diffida inoltrata dalla Regione Campania alla ditta Pisano, in riferimento al riesame dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale). Stando alla ricostruzione della vicenda, quindi delle date, gli atti da mesi erano finiti sulla scrivania degli organi preposti e soprattutto del primo cittadino Enzo Napoli. Ancor prima della riunione che l’amministrazione comunale tenne a Fratte prima delle vacanze natalizie, con tanto di successive promesse di valutazioni di eventuali ordinanze di chiusura. «Gli elementi li aveva già da tempo – spiega Lorenzo Forte – ma nonostante ciò nulla è stato fatto. Ora non consentiremo a nessuno di fare campagna elettorale sulla salute delle persone di Salerno e della Valle dell’Irno». Entro metà febbraio la Regione Campania si dovrà esprimere anche sulla Via (Valutazione di impatto ambientale) dopo il primo provvedimento di diniego. «Si mantengano gli impegni – proseguono i rappresentanti del comitato Lorenzo Forte, Carla Cirillo e Salvatore Milione – e cioè di esprimere un parere negativo in merito alla procedura di Via entro la metà di febbraio». Ed in più dicono: «Una presa di posizione pubblica in merito all’atteggiamento omertoso del sindaco di Salerno e dell’assessore all’Ambiente (nonché vice presidente della Regione Campania), entrambi presenti all’incontro del 15 gennaio ed informati dei fatti». Quanto alla diffida a firma della dottoressa Martinoli, gli esponenti del comitato incalzano: «Tale provvedimento, al contrario della diffida del 2016 a firma del dirigente dottor Barretta (il quale ha applicato il comma a dello stesso decreto legislativo) di fatto non sospende l’Aia e non dispone il fermo delle attività. Tale decisione appare opinabile, dal momento che appare ormai acclarato che fin dal 2015 le fonderie abbiano creato un pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente e che alle già allarmanti criticità rilevate in quell’anno ora vanno ad aggiungersene altre altrettanto gravi, quali le possibili emissioni di diossina. Come si notava all’inizio, la tempistica con cui si sono svolti questi ultimi fatti lascia perplessi, e porta inevitabilmente a domandarsi se sia un caso che tali atti siano stati formalizzati proprio il giorno seguente all’incontro della delegazione dei cittadini con lei». Ed infine: «Perché Barretta è stato trasferito ad Avellino?».




No alla Via, la proprietà: «Diniego pretestuoso»

Andrea Pellegrino

«Immediata rivisitazione del parere negativo espresso dalla Commissione Via – Vas». Le Fonderie Pisano tornano all’attacco dopo il provvedimento del settore ambiente della Regione Campania che sostanzialmente sbarrerebbe la strada, sotto il profilo amministrativo, all’opificio di Fratte. Così sono state presentate le controdeduzioni accompagnate anche da una nota a firma dell’avvocato Lorenzo Lentini per chiedere, tra l’altro, l’audizione in commissione di tecnici e legali prima della conclusione del procedimento. Lentini invita a “correggere le sviste”: «La Via delle Fonderie Pisano non investe l’intero processo produttivo dell’insediamento industriale, che essendo preesistente alla disciplina comunitaria, non è soggetto a Via, ma riguarda unicamente interventi migliorativi sugli impianti». «Le opere – si legge – non aumentano la capacità produttiva della società che ha l’unico obiettivo di fornire un ulteriore contributo al miglioramento dell’ambiente». Nell’atto di preavviso di diniego della Via la Regione Campania era stata abbastanza esplicita: «Le Fonderie creano problemi all’ambiente». Tradotto: inquinano. Una tesi che ora l’avvocato Lentini tenta di ribaltare: «L’attuale processo produttivo delle Fonderie rispetta i valori normativi minimi. Tale diniego – infatti, si legge – si traduce in una pretestuosa forzatura ed è fondato su motivazioni tecniche deboli ed assolutamente evanescenti». Ancora, sostiene l’amministrativista: «Il diniego ha conseguenze devastanti, esponendo le Fonderie Pisano al rischio di definitiva chiusura con impossibilità di delocalizzazione. Le unità lavorative sono ben oltre le 120 ed il fatturato oscilla tra i trenta e i quaranta milioni di euro. In tal modo è evidente la violazione di altri diritti costituzionalmente garantiti: il diritto al lavoro e all’iniziativa economica».




«Le Fonderie Pisano inquinano» la Regione Campania boccia la Via

Andrea Pellegrino

Le Fonderie Pisano non passano l’esame della Via. La Regione Campania, infatti, ha espresso parere sfavorevole di Valutazione di Impatto ambientale e di valutazione di incidenza. Si mette male per lo stabilimento di via Dei Greci, da tempo finito nell’occhio del ciclone ed ora a rischio autorizzazione ambientale. Il procedimento di Via era stato richiesto nell’ambito nel riesame dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale) che a sua volta era finita al centro di una indagine penale che portò al sequestro dell’opificio. Al centro del provvedimento a firma dell’avvocato Simona Brancaccio, che boccia il progetto di ammodernamento delle Fonderie, ci sarebbero gli effetti negativi prodotti dallo stabilimento sull’ambiente circostante. Ed in particolare sulle acque del Fiume Irno e sull’aria. «L’area di influenza del progetto – si legge, infatti – è un’area caratterizzata da problematiche ambientali rilevanti nella quale, come testimoniato dai diversi rapporti e indagini dell’Arpac, sono rilevate criticità per i parametri NO2 e PM10. Risulta, inoltre, essere superato il limite di 35 sforamenti della media giornaliera di PM10, in tutto n.50 nel 2013. Ulteriori criticità si evincono dai dati relativi alle analisi effettuate sui sedimenti fluviali prelevati a monte e a valle dello scarico della Fonderia: le indagini hanno evidenziato che vi è un peggioramento delle caratteristiche microbiologiche (Escheria coli) e chimiche (presenza di metalli pesanti, idrocarburi e Ipa). Tale peggioramento è stato riscontrato altresì alla foce dell’Irno e anche, con riferimento alle caratteristiche microbiologiche, nella qualità delle acque». Infatti, si legge ancora: «Si determinano incidenze significative sulle caratteristiche qualitative del Fiume Irno e di conseguenza sulle caratteristiche ecologiche in quanto attraverso le acque di scarico possono essere immessi nel fiume metalli pesanti, idrocarburi e Ipa, ovvero proprie quei contaminati che già sono stati riscontrati nei sedimenti a valle dell’attuale scarico delle Fonderie Pisano».




Cava, rocambolesco incidente: auto in bilico su un sottopassaggio. La foto

CAVA DE’ TIRRENI. Poco prima della mezzanotte, una Toyota yaris di colore nero preveniente da viale Benedetto Gravaguolo nell’immettersi su via Principe Amedeo ha velocità sostenuta ha perso il controllo nell’immboccare la curva, ed è finita sul lato opposto. La vettura ha abbattutto la ringhiera del sottopassaggio, finendo la sua corsa in bilico, tra il marciapiede e le scale. Nessun ferito nello spettacolare incidente. A bordo dell’auto quattro giovani rimasti illesi.




Nocera/Pagani. lite tra ambulanti al mercato cinque arresti, ecco il perché

NOCERA INFERIORE. Una lite per il posto libero tra due famiglie di venditori ambulanti di trasforma in rissa e in cinque finiscono agli arresti domiciliari. Tutto è iniziato questa mattina, al mercato rionale tra via Matteotti e via Fucilari, sul trincerone della Cavaiola. A fronteggiarsi due famiglie, una di Nocera Inferiore e una di Pagani. Intorno alle 7 un diverbio tra alcuni ambulanti dell’abbigliamento (spuntisti, quelli a posto libero e non prefissati che vendono solo se l’area è libera) si è trasformata in rissa. L’intervento immediato dei carabinieri ha riportato la calma ma il fuoco covava sotto la cenere. Andati via i militari il diverbio è ripreso fino a una cazottata con sei-sette nocerini che si sono scontrati con un paio di paganesi. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale, al comando di Giuseppe Contaldi, che nel sedare la rissa sono stati feriti. Tre vigili urbani hanno riportato contusioni in varie parte del corpo, tanto da dover ricorrere alle cure del Pronto doccorso dell’ospedale “Umberto I”.

In quei frangenti sono tornati i carabinieri che hanno riportato la calma. Oltre i tre agenti della polizia locale, due ambulanti sono stati costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Uno di loro  ha una situazione più preoccupante. I militari hanno arrestato cinque protagonisti della rissa.




Nocera Inferiore. Lite tra tre persone, pistolettate in centro. Un 33enne si presenta dai carabinieri

sparatoria nocera inferiore del 17 marzo 2017cccc

Piazza Guerritore-via Dentice, i rilievi della scientifica/Foto Peppe Bove

 

sparatoria nocera inferiore del 17 marzo 2017ffff

Piazza Guerritore, luogo della lite/Foto Peppe Bove

 

sparatoria nocera inferiore del 17 marzo 2017dddd

Piazza Guerritore, la polizia, il sindaco Torquato e i vigili urbani/Foto Peppe Bove

 

sparatoria nocera inferiore del 17 marzo 2017bbbb

Piazza Guerritore-via Dentice D’Accadia, uno dei bossoli ritrovati/Foto Peppe Bove

 

sparatoria nocera inferiore del 17 marzo 2017aaaa

Piazza Guerritore-via Dentice, i rilievi della scientifica/Foto Peppe Bove

NOCERA INFERIORE. Lite per un debito finisce a pistolettate in pieno centro. Paura ieri pomeriggio tra via Garibaldi e piazza Guerritore fino all’inizio di via Dentice d’Accadia. Verso le 17,05, tre persone, pare due uomini, tra cui un noto pregiudicato, e una donna, si sono incontrati all’altezza del bar “Roma” di via Garibaldi. I tre hanno cominciato a litigare, sembra per un debito ma non si escludo altre piste. A questo punto, il fioraio pregiudicato avrebbe tirato la borsa della donna. Poi la lite si sarebbe spostata verso piazza Guerritore quando all’improvviso, all’altezza del passaggio a livello di via Dentice, sarebbero state lanciate alcune pietre, da qui la risposta di uno dei contendenti che ha estratto una pistola di piccolo calibro esplodendo due o tre colpi.
Subito dopo la fuga. Di li ad alcuni  istanti sono arrivate le pattuglie della polizia di stato e quelle dei carabinieri.
Sul posto, grazie ai rilievi della scientifica del commissariato di Nocera Inferiore sono stati ritrovati due bossoli anche se alcuni hanno sentito il rumore degli spari anche per sei volte. La polizia ha eseguito un primo sopralluogo sui binari alla ricerca della pistola e di altri bossoli, senza esito.
Gli agenti hanno condotto al commissariato diretto dal vicequestore Giuseppina Sessa, il fioraio pregiudicato per ascoltarlo in merito all’accaduto.
Sono state già individuate numerose telecamere attive in zona, tra le quali quelle del servizio di videosorveglianza cittadina i cui filmati registrati sono stati già acquisiti o lo saranno nelle prossime ore.
E’ molto probabile che l’intera lite con conseguente sparatoria sia stata ripresa dalle telecamere. Utile la visione pure per stabilire la traiettoria dei colpi visto che se la mano dello sparatore è rivolta ad altezza d’uomo potrebbe scattare l’accusa di tentato omicidio.
Sul posto sono giunti anche gli agenti della squadra mobile di Salerno e il sindaco Manlio Torquato si è accertato dell’accaduto.
Da stabilire la natura di alcune macchie che sembrano di sangue e che sarebbero state viste sul luogo della sparatoria.
Al momento non risulta nessun ferito pur se non è da escludersi poiché sono stati ritrovati i bossoli ma non le ogive.
In corso anche indagini in altre direzioni per scongiurare l’insorgere di ogni possibile problema.
Intanto, ieri, in città si sono vissuti attimi di vera preoccupazione e la memoria è andata alle due guerre tra settembre e ottobre scorso, in particolare con l’agguato in via D’Alessandro.

 

Nella serata di piera è statao fermato il 33enne Moreno Caputo di Pagani per il possesso di una pistola e sarebbe stato uno dei protagonisti della lite




Pisano, per il rilascio della Via la Regione chiede nuove integrazioni

di Brigida Vicinanza

Nuove integrazioni e chiarimenti richiesti dalla Regione Campania alla proprietà dell’opificio di Fratte, in merito alla richiesta di nuova valutazione di impatto ambientale (Via), che dovrà quindi ancora attendere per essere rilasciata o meno ai Pisano, in attesa di una delocalizzazione. Questa volta dovranno scendere in campo altri enti, a cui i Pisano dovranno inviare per l’appunto le “mancanze” richieste dalla Regione. “Contestualmente le integrazioni e i chiarimenti dovranno essere trasmessi anche a tutti i soggetti competenti in materia ambientali – si legge nella comunicazione inviata alla proprietà e a tutti gli organi competenti – includendo tra questi la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Salerno e Avellino e l’Autorità di Bacino Campania Sud, nonché alla Provincia e ai Comuni interessati, tra cui Salerno e Pellezzano”. Entrano in scena quindi la Soprintendenza archeologica e il Comune di Pellezzano, ma anche l’autorità Bacino Campania Sud, che dovranno valutare il Sia (studio di impatto ambientale), con le dovute integrazioni, che i Pisano in 60 giorni dalla comunicazione, dovranno poi inviare. Si tratta di alcune “incongruenze” sul progetto, ad esempio: “alcuni documenti riportano una descrizione delle opere da realizzare non congruente tra di loro” – scrivono i tecnici della Regione – “si chiede quindi di fornire un quadro chiaro ed univoco degli interventi e delle opere da realizzarsi con il progetto presentato”. Inoltre i Pisano dovranno integrare altra documentazione atta “all’espressione della Soprintendenza in ordine alla circostanza che alcune opere ricadono in area sottoposta a vincolo come fiumi, torrenti e corsi d’acqua; documentazione atta all’espressione dell’Autorità di Bacino in quanto l’area di intervento interessa un’area classificata a pericolosità idraulica molto elevata ed a rischio idraulico”. Inoltre la proprietà dello stabilimento di via Dei Greci dovrà aggiornare alcuni paragrafi inerenti al Sia (studio di impatto ambientale) con i riferimenti catastali che non tengono conto del tracciato della rete di scarico delle acqua meteoriche e della probabile localizzazione a Pellezzano di parte delle opere. Ed inoltre bisognerà aggiornerà lo studio di incidenza e alcuni aspetti procedurali.




Castel San Giorgio. Aperta un’indagine sull’incendio dell’auto dell’ex assessore Salvati. Le foto

CASTEL SAN GIORGIO. Aperta un’indagine dei vigili del fuoco per stabilire le cause del rogo che questa notte, intorno alle 4.50, ha avvolto la Ford dell’ex assessore Michele Salvat. L’incendio, come anticipato da Le Cronache, è divampato  in località Trivio, in via Pietro Fimiani, all’altezza del civico 67. Intervenuti i vigili del fuoco di Mercato San Severino.

Michele Salvati

Michele Salvati

L'abitazione dell'ex assessore

L’abitazione dell’ex assessore

Il luogo dell'incendio in via Pietro Fimiani a Castel San Giorgio

Il luogo dell’incendio in via Pietro Fimiani a Castel San Giorgio

Via Pietro Fiminai a Castel San Giorgio, questa mattina

Via Pietro Fiminai a Castel San Giorgio, questa mattina

Attesa la relazione dei caschi rossi per stabilire le origini dell’incendio. L’interveno è terminato alle 6.40.




CASTEL SAN GIORGIO. A fuoco l’auto dell’ex assessore Michele Salvati

CASTEL SAN GIORGIO. Questa notte, intorno alle 4.50, la Ford dell’ex assessore Michele Salvati è stata distrutta dalle fiamme in località Trivio, in via Pietro Fimiani, all’altezza del civico 67. Intervenuti i vigili del fuoco di Mercato San Severino. Attesa la relazione dei caschi rossi per stabilire le origini dell’incendio. L’interveno è terminato alle 6.40.