“Un hub vaccinale ad Eboli”: l’appello del comitato cittadino dell’Anpi

Hub vaccinali ad Eboli. È l’appello lanciato dall’Anpi della Valle del Sele che, nei giorni scorsi, ha scritto al commissario prefettizio di Eboli per chiedere di individuare – e mettere a disposizione – strutture mobili o immobili per far partire il centro vaccinale di popolazione. “La liberazione dal Coronavirus non passa solo per le restrizioni delle libertà individuali e i sacrifici richiesti a cittadini, ma passa anche per le azioni positive delle amministrazioni comunali. In particolare, la vaccinazione di popolazione presso i comuni. Abbiamo chiesto al commissario De Iesu di adoperarsi e mettere a disposizione strutture immobili e mobili nelle disponibilità della città, in sinergia con il Distretto Sanitario di Eboli, per far partire un “centro vaccinale di popolazione” pure a Eboli – ha dichiarato il comitato dell’Anpi Valle del Sele – Eboli, che pure è capofila territoriale della Valle del Sele, non deve essere il fanalino di coda nella organizzazione dei centri vaccinali di popolazione, che, invece, sono stati già attivati dalle amministrazioni comunali dei paesi del comprensorio. Fiduciosi di un riscontro positivo per la città, ci dichiariamo sin d’ora disponibili a mettere a disposizione le professionalità presenti nella nostra associazione maturate a livello di protezione civile nazionale Covid19, nel campo vaccinale e dell’emergenza”.




Meno limiti e più servizi per i cittadini in possesso della card di avvenuta vaccinazione

I cittadini campani in possesso della card che attesta la vaccinazione completa potranno usufruire di una serie di servizi, legati al turismo, alle strutture ricettive, ai trasporti, al wedding e allo spettacolo, anche con facilitazioni o con deroghe alle misure relative al contingentamento delle presenze e al distanziamento sociale. E’ quanto dispone l’ordinanza numero 17 firmata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, contenente disposizioni “per la ripresa in sicurezza delle attivita’ economiche, culturali e sociali”. Prendendo atto delle linee guida per la ripresa, approvate dalla Conferenza delle Regioni, l’ordinanza demanda all’Unità di crisi regionale “la predisposizione, di concerto con le associazioni di categoria rappresentative degli operatori economici, dei protocolli attuativi-integrativi delle Linee guida approvate in data 28 aprile 2021”. Per i cittadini in possesso della ‘smart-card’, i protocolli prevedranno “regole certe di prevenzione, proporzionate alla situazione di difficoltà, e adeguate misure per assicurare l’accoglienza sicura e la promozione della fruizione in sicurezza dei diversi servizi, anche attraverso facilitazioni all’accesso dei servizi e/o deroghe alle misure di sicurezza più restrittive”. Resta vigente l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e l’osservanza delle altre misure di prevenzione, come l’igienizzazione delle mani e degli oggetti. Con l’ordinanza si da’ mandato alle Asl, con il possibile supporto della Protezione civile, di “completare entro 10 giorni la consegna delle smart-card in corso di distribuzione in data odierna” e l’adozione delle misure necessarie a consentire la consegna delle ulteriori card direttamente al momento del completamento della vaccinazione. La Regione invita infine i direttori sanitari delle Rsa a consentire l’accesso alle strutture ai visitatori che provino di aver completato la vaccinazione, esibendo la card, nel rispetto delle misure di sicurezza fondamentali.




AstraZeneca, sintomi più prolungati ed evidenti: dolore anche alla faccia

di Erika Noschese

Il vaccino AstraZeneca è stato ufficialmente ritirato, in tutti i paesi europei. Nel frattempo, aumentano di ora in ora le persone che stanno facendo i conti con effetti collaterali tutt’altro che leggeri ma, nel salernitano, fino ad ora non si registrano casi di decesso. A cercare di fare il punto della situazione è chiarire quanto sta accadendo dopo la somministrazione del vaccino prodotto dall’azienda biofarmaceutica anglo-svedese il dottore Rino Angrisani, cardiologo di Cava de’ Tirreni in queste ore impegnato in una serie di visite a causa degli effetti collaterali del vaccino che – in alcuni casi – ha determinato anche dolori alla faccia, oltre che a febbre molto alta.

Dottore, cosa sta accadendo con il vaccino Astrazeneca? Tanti i salernitani che hanno avuto effetti collaterali importanti…

“Sì, ho avuto diverse visite oggi. Per quella che è la mia modesta esperienza, sembra abbia una maggiore quantità di effetti collaterali: la gente manifesta sintomi più evidenti e prolungati, diversi: sembrano essere, per la maggior parte gli stessi, ma i valori febbrili sono più elevati; ho visitato una signora con febbre a 40 e ha manifestato sintomi di tipo neurologico con un interessamento del trigemino, parestesia e dolore alla branca oftalmica. Mi spiego: le persone accusavano dolore alla faccia a poche ore dal vaccino e che durano diversi giorni; altri hanno manifestato una pericardite, non significativo e in assenza di emodinamica ma è comunque un versamento pericardico. In due casi, sto trattando con colchicina e antinfiammatori non steroidei. È sicuramente un vaccino con più effetti collaterali”.

Ci sono stati sintomi gravi ma, almeno nel salernitano, non si sono registrati decessi…

“Per quanto mi riguarda no, non ci sono stati decessi ma persone che sono state male nel senso che si sono dovute allettare, tachipirina; ci sono stati casi più sentiti ma non casi letali”.

A cosa sono dovuti questi effetti collaterali che non sono stati riscontrati con il Pfizer e il Moderna?

“Probabilmente, l’effetto antigenico del vaccino è superiore, fatto in modo diverso. C’è un’azione un po’ più antigenica nei pazienti: in occasione dell’AstraZeneca è stata introdotta, come collaterialità, la possibilità di effetti anafilattici, con una reazione allergica forte e pericolosa. Ho letto di una situazione particolare: la gente, con le varianti, ha avuto – secondo me – molta più esposizione al virus, in maniera asintomatica o paucisintomatica. Nel senso che le persone non si sono fatti il tampone quando hanno accusato stanchezza e spossatezza e questo per dire che molta gente comune, la popolazione che non arriva alla ribalta, ha avuto contatti con il Covid 19 ed essendo già esposte al virus, seppur in forma asintomatica, nel momento in cui si vaccina avrà un effetto di tipo secondario. Tutti i medici sanno che la risposta secondaria è più violenta e potente. Con l’avvento delle varianti, enorme diffusione del virus, le persone che si vaccinano posso avere una reazione di tipo secondario. Utile potrebbe essere il dosaggio quantitativo anticorpale prima di fare il vaccino; hanno vaccinato una insegnante, infettata dal virus, dopo essersi negativizzata hanno fatto il dosaggio anticorpale ed era risultato basso ma quando hanno fatto il vaccino hanno avuto una reazione fortissima, con febbre alta, allettata da diversi giorni. Questo potrebbe spiegare gran parte di questa enorme reattività al vaccino AstraZeneca. Io ho fatto il Pfizer, all’epoca non c’era la novità delle varianti così diffuse e potrebbe essere anche questo, non è dato dirlo a me”.

Le persone vaccinate sono molto preoccupate. Cosa dovrebbero fare?

“Capisco che la gente sia preoccupata; ne ho visitate diverse e molti chiedono di fare il dosaggio dei parametri della coagulazione ma non serve a niente. Se dovesse succedere qualcosa, dopo la vaccinazione, accadrebbe nell’arco delle prime 12 ore al massimo e passate queste ore, senza problemi coagulativi, dico di lasciar perdere questi dosaggi perché è solo una voce che si diffonde. Sono assolutamente contrario, passate le prime 24 ore non c’è nulla di cui preoccuparsi”.

Per chi ora attende la seconda dose cosa succede?

“Per quanto riguarda il Pfizer la seconda dose è un po’ più forte mentre per l’AstraZeneca è stata codificata ma in modo arbitrario, bisogna attendere un tempo più lungo per rafforzare l’effetto protettivo immunitario ma non so se ci saranno reazioni di natura anafilattica molto grave. La gente è molto spaventata, la maggior parte delle persone visitate non vogliono fare la seconda dose: hanno paura di una reazione, soprattutto quando dopo la prima dose non c’è stato alcun effetto collaterale”.




«I bambini non vaccinati non entreranno a scuola»

Matteo Maiorano

«I bambini che non sono vaccinati non entrano a scuola». Non usa mezzi termini Vincenzo De Luca, che sul tema dei vaccini ha preso una posizione chiara da tempo. Il presidente della Regione Campania si è scagliato contro gli organi di informazione che dichiarano invece la Campania terra no vax. «Abbiamo registrato in questi giorni notizie false per quanto riguarda la vaccinazione in Campania, sul Corriere della sera si è titolato che la Campania è contro le vaccinazioni. È una notizia falsa per cui abbiamo chiesto la smentita, è una cosa abbastanza grave». Vincenzo De Luca invita i cittadini all’attenzione sul tema, dichiarando che quanto asserito sul quotidiano nazionale è falso. Il governatore è preoccupato poiché «Si sta per avviare l’anno scolastico e i cittadini devono sapere che senza vaccinazione i bambini non entrano a scuola. Lo ripeto a più riprese. Bisogna assolutamente andare avanti con le vaccinazioni, per i bambini e bambine che ancora non l’- hanno fatto. Completarle è un dovere per coloro che ancora devono farlo». Quello delle fake news è un argomento caro a Vincenzo De Luca, che sottolinea come «I cittadini devono toccare con mano e vedere cosa succede. Dobbiamo imparare che il 90% delle volte i video e le immagini che girano in rete sono false. Sono campagne mediatiche per condizionare i cittadini. Bisogna aspettare per esprimere giudizi. Ci sono – sottolinea De Luca – gruppi professionali che lavorano al montaggio di video per fare in questo modo la lotta politica. Questo crea un clima di confusione e tensione permanente». Dunque, a settembre i bambini non vaccinati potrebbero non essere accettati in classe. Intanto, la parlamentare del M5S, Virginia Villani si scaglia contro quanto dichiarato dall’Anp: «I dirigenti che seguiranno le indicazioni tracciate da Anp saranno passibili di provvedimenti da parte della autorità competenti». Tra poche settimane prenderanno il via le attività didattiche ma la confusione in merito alla questione vaccini è dilagante. L’Anp con una nota ha infatti affermato di non voler seguire le indicazioni fornite dalla sopracitata circolare, in quanto nella stessa spiegato che sarà sufficiente l’autocertificazione da parte dei genitori.Quanto dichiarato dall’Anp, riflette la parlamentare pentastellata, potrebbe determinare situazioni di disparità di trattamento da parte delle singole istituzioni scolastiche nei confronti degli alunni, perché viene minacciato il mancato accoglimento degli iscritti senza idonea certificazione Asl da parte dei genitori. «La circolare risulta coerente con i principi di semplificazione amministrativa». «Le criticità che presentava sono oggettive a tutti, attribuiva alle scuole la responsabilità dei controlli e vietava la frequenza degli alunni non in regola. E’ stato un errore dare la responsabilità di controllare gli adempimenti vaccinali ai dirigenti scolastici». Capitolo a parte per quanto riguarda i bambini immunodepressi o non vaccinabili: «Sono certa che sarà cura, come è sempre stato, dei dirigenti scolastici e dei docenti, in collaborazione con le famiglie, trovare tutte quelle modalità di inserimento e accoglienza che possano garantire la tutela della loro salute e della loro serenità».




Polichetti: «Meglio prevenire che curare in ospedali fatiscenti»

Brigida Vicinanza

«Come medico e come padre sono un sostenitore delle vaccinazioni obbligatorie ma non nascondo di aver vissuto quei due o tre giorni post vaccino con una certa ansia». Si discosta leggermente dall’idea dei vaccini “assoluti”, l’esponente di Fratelli d’Italia Antonio Roscia che esprime la sua idea da medico ma soprattutto da papà. Quella dei vaccini obbligatori rimane un argomento “scottante” tra la politica e soprattutto tra i medici che portano avanti la battaglia per la salute pubblica. «La possibilità remota di complicanze esisteva ed esiste e, certamente, il beneficio sopravanza i rischi ma tranquillo non lo ero. Non appartengo alla schiera dei complottisti da vaccino – ha continuato Roscia – ma non sono nemmeno un fautore delle ipervaccinazioni, di quelli che fanno tutte le vaccinazioni possibili e immaginabili. La vaccinazione agisce stimolando il sistema immunitario e non sempre una stimolazione eccessiva del sistema immunitario porta vantaggi, per cui sono favorevole a quelle necessarie ed obbligatorie, lo sono molto meno sulle altre la cui prescrizione dipende da caso a caso. E comunque non deve cessare la vigilanza sui prodotti che inoculiamo ai nostri bambini: quello resta un dovere». Il parere dei medici però è un filo che viaggia parallelamente a quello della politica. Proprio perché i “tecnici” del mestiere vorrebbero che le due cose non si incontrassero mai. Di questa idea rimane il ginecologo salernitano Mario Polichetti, medico del Ruggi, che prova a consigliare ai neo-genitori sempre per il bene futuro del neonato: «Non deve diventare una battaglia politica – ha dichiarato Polichetti – ma deve essere una cosa improntata sull’interesse dei cittadini. I leader chiamano i propri “affiliati” ad esprimersi, ma non deve essere così. Per trattare un argomento così serio bisogna sedersi attorno ad un Tavolo con degli esperti e trattare la cosa con medici e studiosi affinchè si possano tracciare le linee guida su come agire, quando si fanno queste cose si portano dati e casistiche specifiche e si approfondisce». Poi Polichetti ha continuato: «La verità come sempre è nel mezzo, ci sono vaccini che sono indispensabili. Bisogna però limitare l’azione di chi fa business per evitare speculazioni. Ma non può essere la politica locale a suggerire il da farsi, bisogna arrivare ad una soluzione condivisa e condivisibile – ha concluso il ginecologo – per i vaccini sono assolutamente favorevole, con i pronto soccorso e gli ospedali che ci ritroviamo è molto meglio la prevenzione che la cura in strutture fatiscenti e improponibili». «Assolutamente favorevole». E’ il parere della pediatra Marcella Russomando, in merito alla questione dei vaccini obbligatori nelle scuole. «A 360 gradi “si vax” – ha aggiunto la dottoressa Russomando – ho iniziato a lavorare in un’epoca in cui si vedevano anche i morti per morbillo». Dunque, per la pediatra, vaccini obbligatori per tutelare la salute dei bambini ed evitare, dunque, eventuali conseguenze per i nostri figli. A dirsi assolutamente favorevole anche il pediatra Sergio De Vita: «Io sono senz’altro favorevole ai vaccini obbligatori», ha detto il dottore salernitano. E sulla querelle che sta spaccando il mondo politico tra si vax e no vax ha dichiarato: «Non dovrebbe essere un fatto politico una cosa del genere. La salute dei bambini va al di là del fatto politico».

PARERE DELL’ ESPERTO / – – – – /

Tanti di noi vivono l’esperienza dolorosa del cancro: alcuni amici sono andati via così, in poco tempo, alcuni familiari, molti conoscenti. “Ma a quando un vaccino, una cura, metterà fine a questo strazio epocale, quando?…” Fino a cinquant’anni fa molti genitori piangevano bambini morti in tenerissima età, per quella brutta febbre, per quella dannata tosse, per quel taglio sulla mano! E quanti “storpi” abbiamo accudito in famiglia nelle precedenti generazioni: un dolore ancora scolpito nei ricordi! Oggi protegggiamo i nostri piccoli dalle punture di zanzara, dalle correnti di aria fresca; diamo qualsiasi cosa per evitare un raffreddore in più; una febbre ci agita… Perchè la salute dei più piccoli è un bene troppo prezioso che tutte le istituzioni devono tutelare. E nessuno può metter in dubbio questo valore, come nessuno può più immaginare di vivere senza l’acqua corrente in casa. Dei tanti bambini di cui mi sono occupata come pediatra, alcuni sono deceduti per incidenti stradali, qualcuno è sopravvissuto a qualche “brutta malattia”. Non ho mai visto finora esiti da vaccinazione; ed i genitori accettano di buon grado questa pratica, superano con la razionalità qualche timore; pochissimi si ostinano per paura: la stessa paura che ha spinto, la scorsa estate, centinaia di persone, in seguito a qualche caso in più di meningite, a lunghe file davanti agli ambulatori per assicurarsi una dose di vaccino, che era stata rifiutata precedentemente. Le istituzioni devono tutelare la salute dei bambini, perché ce lo aspettiamo, perché è loro compito garantire un ambiente sano dove poterli mandare in tranquillità. I vaccini sono l’unico prezioso mezzo che abbiamo. Non rinunciamoci. L’obbligo nasce dall’esigenza di garantire che questo stato di salute pubblica permanga: in un momento in cui si registra qualche diserzione, le difese hanno qualche soldato in meno a vigilare. Fidatevi di chi ha dedicato e dedica la sua vita alla conoscenza, a studiare strategie e mezzi per assicurarci una vita migliore e più lunga. E senza rinvii, perché le vittime sono bambini, e nessuno va perso!

Paola Crisafulli-Pediatra




La battaglia dei sindaci salernitani: «Vaccinate i vostri figli, è indispensabile»

Andrea Pellegrino

I sindaci salernitani sono tutti concordi: «I vaccini sono indispensabili». Il più combattivo è Mimmo Volpe, sindaco di Bellizzi, che sta raccogliendo addirittura firme: «La politica non può sostituirsi alla scienza medica. Poi la testimonianza sono le innumerevoli scoperte che hanno salvato la vita a milioni di persone. In queste ore sto proponendo la sottoscrizione di firme per promuovere nelle scuole l’obbligatorietà». Giuseppe Canfora, sindaco di Sarno e presidente della Provincia, si esprime anche da medico: «Per la mia storia di medico e per le mie convinzioni personali non posso che essere favorevole alle vaccinazioni. Da medico ho visto tante persone morire pur avendo dichiarato di essere vaccinate, per questo la storia delle autocertificazioni per la frequenza scolastica non è altamente convincente. Non possiamo rinnegare la scienza e l’immunologia moderne. Le vaccinazioni sono essenziali per mantenere alta la soglia di salvaguardia di una salute pubblica senza rischi. Non si può mettere a repentaglio la salute dei bambini». Incomprensibile, per il primo cittadino di Cava de’ Tirreni Enzo Servalli, la linea del Movimento 5 Stelle: «Ritengo che l’obbligatorietà sia l’unica strada percorribile per la salvaguardia della salute dei nostri piccoli». Sulla stessa linea d’onda, Marcello Civale, sindaco di Vietri sul Mare: «Decisamente favorevole ai vaccini. Non si può scherzare con la salute pubblica e soprattutto con quella dei bambini. Le vaccinazioni vanno fatte. La scienza non può essere messa in discussione». Sì ai vaccini ma con determinati approfondimenti per Manlio Torquato di Nocera Inferiore: «Sono ovviamente favorevole alle vaccinazioni obbligatorie, anche se determinati approfondimenti scientifici sulla rispondenza dei vaccini a determinati tipi di patologie, va fatta. Bisogna però in ogni caso tutelare la salute pubblica, la prevenzione passa sicuramente dalle vaccinazioni obbligatorie, non si può correre questo rischio». Ancora Francesco Morra di Pellezzano: «In merito alle vaccinazioni obbligatorie non posso che essere favorevole. È incoscienza pura pensare di mettere a rischio la salute dei bambini agevolando casi di contagio e prestando il fianco a teorie bizzarre e contro scienza. Abbiamo l’obbligo di garantire la salute pubblica, non solo di rendere omaggio all’immunologia moderna. Non ci si può affidare al caso o ad elementi non scientificamente sperimentati. In merito alle autocertificazione circa le vaccinazioni per la frequenza scolastica non credoche si possa navigare alla cieca affidandosi alla bonarietà delle affermazioni dei genitori. Ci vuole un organo di controllo. La salute è una cosa seria». Preoccupato, infine, il sindaco di Positano Michele De Lucia: «Qui arriva tutto il mondo, è indispensabile vaccinare tutti i bambini».




Un risarcimento danni da 30 milioni per la piccola Arianna Manzo

Adriano Rescigno

Richiesto un risarcimento di 30 milioni per la famiglia di Arianna Manzo, bambina di Cava de’ Tirreni, che dall’età di 2 mesi e mezzo è affetta da atrofia celebrale che interessa le zone del cortico e sottocorticale probabilmente per un errore medico nel curare la bronchiolite che la colpì. Si terrà dunque l’undici gennaio 2019 l’udienza conclusiva di primo grado, dopo sette anni, presso il tribunale di Salerno. Quella che viene contestata dal legale della famiglia, l’avvocato Mario Cicchetti è la responsabilità dei medici dell’ospedale napoletano Cardarelli e dell’ospedale di Cava de’ Tirreni nel quale inizialmente la piccola ha stazionato, che avrebbero somministrata alla piccola un sedativo troppo forte per un periodo prolungato di 14 giorni. La piccola che oggi ha 13 anni è ostaggio di una sedia a rotelle dalla quale nemmeno le cure in Florida, Tel Aviv e Slovacchia sono riuscite a sollevarle. Disperate le parole madre, Matilde Memoli e del padre Eugenio: «Per mia figlia mi auguro un miracolo ma so che difficile. Mi accontento che venga fatta giustizia». La bambina inizialmente fu portata all’ospedale di Cava – città in cui risiede la famiglia Manzo, precisamente nel rione Filangieri – per una bronchiolite dal quale fu trasferita al Cardarelli. In questo passaggio secondo l’avvocato Cicchetti risiede la responsabilità dei medici cavesi che pur volendo traferire la piccola al Santobono di Napoli rinomato per la reanimazione pediatrica, optarono per il Cardarelli non ritenendo le condizioni della piccola tali da reanimazione. Arrivati al Cardarelli però la piccola viene trasferita proprio in reanimazione in attesa che un posto al Santobono nella reanimazione pediatrica fosse messo a disposizione. La colpevolezza di quanto accaduto successivamente alle dimissioni dal Cardarelli per il legale è da attribuire ai medici di quest’ultimo ospedale che avrebbero somministrato un sedativo per 14 giorni non adatto agli infanti che successivamente avrebbe portato la piccola alla sedia a rotelle. Si susseguono perizie ed anni di battaglie legali, tecnici e consulenti neonatali che avrebbero accertato l’inequivocabile posizione di colpevolezza dei medici napoletani con la concorrenza dei camici bianchi del Santa Maria dell’Olmo che sarebbe evinta dalle testimonianze «Dopo anni e tanti cambi di giudice – ci dice l’avvocato Mario Cicchetti che è stato ospite anche della trasmissione televisiva “la vita in diretta” in onda su Rai 1 – finalmente quest’ultimo giudice è equilibrato, la dottoressa Valiante, che ha predisposto anche ulteriori consulenze tecniche sui danni che hanno portato alla richiesta da parte della famiglia di 30 milioni di euro di danni». Adesso non c’è altro da fare che attendere gennaio 2019.

Papà Eugenio: «Finalmente un giudice sensibile alla vicenda»

Eugenio Manzo, padre della piccola Arianna per seguire il percorso di riabilitazione della figlia ha perso il lavoro. «Non mi importa aver perso il lavoro anche se le conseguenze economiche sono state gravi per la famiglia ma mia figlia e le sue cure vengono prima di tutto ed è doveroso ringraziare tutta la città di Cava de’ Tirreni ed il rione Filangieri che da sempre ci è vicino in questa dura battaglia nella quale la peggio l’avrà sempre mia figlia che per un errore di altri adesso è costretta alla sedia a rotelle, non parla, non si muove, le hanno distrutto la vita». Papà Eugenio che da tredici anni lotta per la fare giustizia e trovare un colpevole alla vicenda che si è consumata tra le corsie degli ospedali Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni ed il Cardarelli di Napoli: «Il prossimo 11 gennaio ci sarà l’udienza definitiva di primo grado dinanzi la giudice Giuseppina Valiante, finalmente una persone perbene, con a cuore la vicenda visto che dal 2011, in sette anni di battaglie legali abbiamo incontrato parecchi giudici per così dire “particolari”». «Mia figlia dopo il rientro dal Cardarelli – continua a spiegare il padre Eugenio – non era più lei nel giro di pochi giorni, una bronchiolite trasformatasi in bronchite e poi per quel maledetto sedativo adesso non è capace di fare autonomamente alcun movimento ed ha bisogno di assistenza continua anche di notte. Adesso posso solo sperare che sia fatta giustizia e che sia data dignità almeno da un punto di vista processuale a mia figlia visto che è in miglioramenti medici eclatanti non è possibile sperare». L’ultimo atto dunque di questa tragedia si attende per il prossimo 11 gennaio.

Mamma Matilde: «Adesso voglio giustizia per mia figlia»

«Mia figlia poteva essere ora una signorinella come tutte le bambine della sua età, invece è costretta alla carrozzina ed alla fisioterapia». Così la madre di Arianna, Matilde Memoli nel commentare la triste vicenda che la sua famiglia vive. «E’ stato difficile sin dai primi momenti sopportare tutto questo, sapere che qualcuno ha fatto del male a tua figlia e lei inconsapevole ne paga le conseguenze. La situazione di Arianna si protrae da anni, con viaggi in Europa ed all’estero per cercare di strapparla dalla carrozzina, ma tutto sembra non funzionare. Siamo stati in Florida dove le cure sono costate oltre 180.000 euro, a Tel Aviv da un noto luminare ma niente ha potuto, siamo stati in Slovacchia, ed anche li le cure sono fallite. Abbiamo potuto fare tutto questo grazie alla sensibilità dei cavesi, dei nostri amici e parenti. Adesso con questa udienza alle porte – continua mamma Matilde – non ho che augurarmi un miracolo per mia figlia che si alzi da quella sedia, ma è difficile e tanto, non mi rimane che augurarmi che venga fatta giustizia. Era stata dimessa solo con una fisioterapia respiratoria e poi si è ritrovata sulla sedia a rotelle, incapace di fare tutto. Sarebbe stata una ragazzina spensierata come le sue amichette, invece. Adesso chi è responsabile deve pagare per tutto questo, per quanto dolore ha causato a mia figlia ed a tutta la mia famiglia». Dure dunque le parole della madre che non vede altra strada che la giustizia in questo dramma.




Vaccini, trecento bimbi non in regola con la norma

Pina Ferro

Sarebbero circa 300 le famiglie salernitane ancora non in regola con i vaccini obbligatori previsti dalla legge 119/2017 del Ministro Lorenzin. Famiglie che in questi giorni sono impegnate in queste settimane in serrati colloqui informativi presso l’Azienda sanitaria locale di via Vernieri. I genitori, che da tempo contestano le misure coercitive nonché il previsto divieto di accesso alle scuole dell’infanzia, sollevano numerosi dubbi circa l’opportunità di sottoporre i propri figli alle 10 vaccinazioni obbligatorie, per altro con un calendario vaccinale che prevede in tempi molto ravvicinati numerose inoculazioni, necessarie per il “recupero” – come dice la legge – dei soggetti non in regola. Ma nelle famiglie salernitane, come in tantissime in tutta Italia, permangono dubbi e domande senza risposta e complesse sono le critiche verso i farmaci proposti per gli adempimenti obbligatori. In particolare, riferisce il portavoce del Comitato “Libertà di scelta – Salerno”. Gianni Fontana, taluni vaccini proposti non sono stati formulati per la vaccinazione primaria di bimbi con età maggiore di 12 mesi, altri, addirittura, non sono raccomandati al di sopra dei 4 anni di età. E’ il caso del vaccino anti Haemophilus influenzae tipo b, più frequente e potenzialmente molto grave in bambini di età inferiore a 3 anni. In questo caso, prosegue il referente del Comitato, è palese il rischio, poco reale il beneficio essendo, quasi tutti i bimbi non in regola di età superiore ai 4 anni. Intanto, in città e nella vicina Cava De’ Tirreni sono apparsi manifesti dal tenore critico verso la legge Lorenzin, contenenti, in sintesi, il numero e la gravità delle sospette reazione avverse ai vaccini che, come affermato dall’Agenzia Italiana de Farmaco nel “Rapporto sulla sorveglianza post marketing dei vaccini in Italia” si attestano ad un numero totale di 4.766, di cui 753 gravi; alcune avrebbero portato addirittura al decesso del bimbo. Ma, a differenza di quanto accaduto nell’estate scorsa, quando era calda la protesta dei genitori e pochi medici sostenevano, seppur con moderazione, la tesi della libera scelta, nei giorni scorsi alla Società Italiana di Psico neuro endocrino immunologia (Sipnei), per prima a manifestare un atteggiamento critico nei confronti della legge 119 si è aggiunto anche l’ordine nazionale dei biologi, presieduto dal senatore Vincenzo D’Anna. Al discusso convegno del 2 marzo scorso, organizzato per festeggiare i 50 anni dell’Ordine, infatti, hanno partecipato l’israeliano Yehuda Shoenfeld, professore all’Università di Tel Aviv, Antonietta Morena Gatti dell’Università di Modena, il premio Nobel per la scoperta del virus dell’Aids Luc Montagnier e il professore dell’Università della Tuscia Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale. Tutti in qualche modo schierati su posizioni che sostengono la pericolosità dei vaccini o l’inopportunità di renderli obbligatori. “Non ho votato la Legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale perché ritengo che laddove lo Stato imponga un obbligo, debba garantire che non ci sia un rischio” – dichiara il presidente dell’Ordine dei Biologi D’Anna. “Se impongo alle mamme e papà di vaccinare i bambini devo poter anche assicurare che questa pratica medica non abbia delle complicanze gravi, e ad oggi ci sono molte perplessità e molti casi di reazioni avverse”. I casi di reazione avverse riferite dal senatore sono evidentemente quelle “certificate” da tre gradi di giudizio presso diversi tribunali italiani che hanno obbligato, ad oggi, il Ministero a risarcire 602 bimbi danneggiati dai vaccini obbligatori. Diverse centinaia sono tuttora le richieste di riconoscimento del danno per l’ottenimento dell’indennizzo al vaglio della magistratura. La protesta contro l’obbligo vaccinale, nata in Italia proprio da quei genitori che hanno vissuto sulla salute dei propri figli gravi reazioni averse, è sempre più estesa e oggi riguarda migliaia di genitori in tutta Italia, impegnati nell’acquisizione e diffusione di tutte le informazioni utili a intraprendere, con riferimento alla salute dei propri figli, una scelta libera e consapevole.




«Nostro figlio ha avuto problemi dopo il vaccino». La storia di Giorgio ed il coraggio e la tenacia dei genitori

Pina Ferro

Sono genitori guerrieri. Hanno trasformato il dolore in forza. Oggi lottano affinché non accada più a nessun bambino quanto successo ai loro bimbi. “E’ importante riconoscere, a prescindere dalle appartenenze politiche, che non esiste alcuna correlazione tra i vaccini e le malattie dello sviluppo”. A sostenerlo è stato il ministro Lorenzin, la quale quasi certamente non conosce, né ha mai avuto di fronte o ascoltato nessuna delle tante mamme o papà che quotidianamente si ritrovano a fare i conti con i danni da somministrazione “selvaggia” di vaccini. Basta fare una chiacchierata con loro per percepire la rabbia ed il dolore che si portano dentro, una rabbia che con il tempo è diventata una grande forza e fede. Salerno conta decine e decine di genitori di bambini nati sani ma che hanno avuto grossi problemi a seguito della somministrazione di vaccini. Giorgio (nome di fantasia) oggi ha 12 anni, è un adolescente ed uno studente modello ma prima di arrivare a quello che è divenuto oggi, ha dovuto affrontare un lungo percorso non sempre facile. A raccontare la storia di Giorgio sono i genitori che vivono nella zona orientale della città. «Mio figlio alla nascita era sano – racconta P.I. mamma di Giorgio – dimessi dall’ospedale siamo arrivati a casa. Il tempo passa senza alcun problema particolare. Mio figlio cresceva e il pediatra era soddisfatto della crescita del piccolo. Insomma, mio figlio stava benissimo. A due mesi dalla nascita riceviamo l’avviso delle vaccinazioni. In particolare Giorgio doveva sottoporsi alla esavalente (sei vaccini in uno)». La neo mamma, ligia alle regole ed alle prescrizioni il giorno stabilito si presenta presso l’ambulatorio indicato e sottopone il figlioletto alla puntura prevista. Cosa questa che oggi non ripeterebbe, considerato anche il bagaglio di informazioni acquisite nel tempo sui rischi connessi ai vaccini. Insomma, come tutte le mamme pensa “i vaccini sono previsti e li facciamo”. Il giorno dopo alla somministrazione della esavalente P.I. nota qualcosa di strano «al cambio del pannolino trovo del sangue tra le feci. Chiamo il pediatra, sottoponiamo il neonato a delle indagini diagnostiche ma il risultato è tutto ok. Intanto mio figlio comincia ad avere i primi problemi di salute: iperattività bronchiale, eruzioni cutanee e sovente compare la febbre. Arriviamo al quarto mese, e mi reco di nuovo all’Asl per la seconda dose di vaccino. Il giorno dopo mi ritrovo nuovamente a fare i conti con l sangue nelle feci. Ovviamente chiamo il pediatra il quale continua a rassicurarmi, intanto l’eruzione cutanea continuava a tenermi sulle spine». I genitori di Giorgio sottopongono il piccolo a dei test allergici dai quali viene fuori una intolleranza al latte ed all’uovo. Intanto passano le settimane e Giorgio doveva sottoporsi alla trivalente, il pediatra consiglia alla coppia di effettuare tale puntura in una determinata struttura della provincia in considerazione delle intolleranze diagnosticate. «Dopo la vaccinazione torniamo a casa. Il pomeriggio io sono al pc a lavorare e tengo il bimbo tra le braccia, ad un tratto mi accorgo che è completamente assente. Il giorno dopo comincia anche la dissenteria che nonostante le cure persiste per oltre 20 giorni. In più, sempre a distanza di qualche giorno da questa dose di vaccino compare anche un problema all’occhietto che il pediatra mi fa trattare, senza alcun beneficio con delle gocce. Anzi il problema si estende anche all’altro occhio». Un primo oculista consultato diagnostica una congiuntivite allergica, che tratta farmacologicamente. Purtroppo il disturbo si attenua solamente, per poi ripresentarsi. A questo punto la coppia consulta un secondo specialista, che fa una diagnosi precisa di cheratocongiuntivite vernal, una malattia autoimmune molto seria e consiglia di sottoporre il bimbo ad una cura con un collirio a base di ciclosporina . «Prima di fare qualunque cosa, ci rivolgiamo ad un immunologo napoletano per essere informati sulla ciclosporina sui benefici ed eventuali effetti collaterali. Una cosa mi colpì anche se al momento non diedi molta importanza. Il medico all’improvviso mi dice:”io le mie figlie non le ho vaccinate”. Probabilmente mi stava lanciando un segnale d’allarme, ma io ancora non avevo messo in relazione il vaccino con il malessere di mio figlio». Neppure la ciclosporina risolve il problema. Anzi Giorgio è “infastidito” da tutte le fonti luminose e gli occhi vanno peggiorando.

Come siete arrivati a mettere in correlazione la sintomatologia con il vaccino?

«Una mia amica alla quale raccontai i problemi di mio figlio mi fa. “in base all’esperienza avuta con mia figlia credo che tuo figlio abbia dei danni legati alle vaccinazioni”. Poi aggiunge, “fallo visitare subito”. Immediatamente io e mio marito ci poniamo alcuni quesiti e cominciamo a interpellare vari specialisti. Così appuriamo che Giorgio ha il sistema immunitario completamente in tilt».

Avuta la diagnosi cosa avete fatto?

«Ci siamo rivolti a medici con grande esperienza nel campo che hanno sottoposto Giorgio a delle cure disintossicanti omeopatiche e di riequilibrio del sistema immunitario, insieme ad un appropriato regime alimentare. Il tempo passava e il quadro clinico di Giorgio era altalenante. Tutto quanto fino a quando non abbiamo incontrato il dottor Roberto Gava di Padova, medico radiato perché ha espresso forti dubbi sui rischi della pratica vaccinale di massa ».

Cosa è accaduto?

«Giorgio, grazie alle cure del dottore Gava oramai è quasi del tutto guarito e recuperato »

 

Nelle dosi somministrate anche quantità elevate di mercurio

I medici dovrebbero informare i pazienti, circa gli effetti collaterali immediati e quelli a distanza di anni delle vaccinazioni, anche se non richiesti, soprattutto bisognerebbe rendere noto cosa contengono le fiale di viaggino che vengono iniettate a bambini ed adulti. I vaccini contengono batteri o virus vivi (con virulenza attenuata) o morti; contengono un illimitato non conosciuto numero di virus da animali (si sa infatti che le colture sono spesso allestite su organi di animali ) e solo pochi virus conosciuti vengono testati. Contengono inoltre endotossine batteriche, tossine ad alto livello, antibiotici, proteine eterologhe, materiale genetico e tessuti provenienti da uova di pollo, da reni di cani o di scimmie, da cervello di coniglio, da mucche, da maiali e da feti umani abortiti. Contengono inoltre mercurio, formaldeide, alluminio in percentuale dello 0,25% per ogni dose vaccinica ed è ben nota la loro tossicità.

 

Autismo, lo dice anche il bugiardino

Una delle reazioni avverse ai vaccini può essere l’autismo. A sostenerlo non è il complottista di turno. La cosa è riportata sul bugiardino (meglio noto come foglietto illustrativo) di un vaccino trivalente prodotto dalla Sanofi-Pasteur. Sta lì, nella lista delle reazioni avverse, infilato distrattamente fra le convulsioni e la cellulite. Dal bugiardino del vaccino Tripedia, che può essere scaricato direttamente dal sito della Fda americana, si legge: “Reazioni avverse denunciate durante l’utilizzo post-approvazione del vaccino Tripedia includono: purpura trombocitopenica idiopatica, sindrome da morte improvvisa del lattante, reazione anafilattica, cellulite, autismo, convulsioni/epilessia, encefalopatia, ipotonicità, neuropatie, sonnolenza, interruzione del respiro. “Questi casi sono stati inclusi nella lista per la loro gravità o per la frequenza delle denunce. Poiché questi episodi sono stati riferiti volontariamente da un numero imprecisato di persone, non è sempre possibile stimare in modo affidabile la loro frequenza o stabilire una relazione causale con i componenti del vaccino Tripedia.””Il vaccino è preparato senza conservanti, ma contiene quantità tracciabili di Thimerosal.” Ricordate, i famosi “trace amounts” del Thimerosal “scomparso”?.

 

Non sono obbligatori in tutti i Paesi

Era il 4 maggio scorso quando in tutte le piazze italiane, Salerno compresa si registrarono manifestazioni da parte di numerosi cittadini contro la “vaccinazione selvaggia”. Le attività e il calendario delle proteste a livello nazionale fanno capo al Coordinamento del movimento per la libertà di vaccinazione (Comilva), nel quale e’ stato attivo Dario Miedico, il medico radiato dall’ordine di Milano lo scorso 24 maggio. A Salerno il comitato conta centinaia di genitori. Tutti hanno una storia peronale da raccontare. In territorio europeo, da un’indagine comparativa del 2010 sull’attuazione dei programmi vaccinali su 27 Paesi Ue (più Islanda e Norvegia), condotta da Venice (progetto Vaccine European New Integrated Collaboration Effort) e pubblicata sulla rivista Eurosurvellance, risulta che 14 dei 29 Paesi hanno almeno una vaccinazione obbligatoria nel loro programma. Negli altri 15 invece, non ci sono vaccini considerati obbligatori ma soltanto raccomandati, nonostante questo, però, non ci sono neanche rischi di epidemie – come invece sta succedendo nel nostro Paese – perché il livello di responsabilità della popolazione è molto elevato. Fra questi paesi troviamo Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito. Entrando nello specifico vediamo che in Europa soltanto un altro Paese ha l’obbligo di alcune vaccinazioni per essere ammessi a scuola. Il paese è la civilissima Germania che, dopo alcuni casi, mortali, di bambini contagiati da morbillo ha deciso di introdurre questa norma.