Shock ad Unisa: 30enne si lancia nel vuoto

di Giovanna Naddeo

Un’altra giovane vita spezzata da un gesto estremo consumatosi all’interno del perimetro Unisa. Sono da poco passate le ore 11 di ieri quando Daniela Piscione, 30 anni, originaria di Centola, si lascia cadere dall’ultimo livello del parcheggio multipiano del campus di Fisciano, in prossimità dell’uscita autostradale. La donna, iscritta al dipartimento di Medicina e Chirurgia anche se da diversi anni non frequentava l’Ateneo, è precipitata al suolo da circa quindici metri di altezza. Immediato sul posto l’intervento degli agenti della polizia in servizio presso l’Università e dei carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, oltre ai sanitari del 118 i quali non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. In corso di accertamento, i motivi che avrebbero spinto la ragazza a compiere l’estremo gesto. La salma è stata trasportata già nel primo pomeriggio di ieri al cimitero di Lancusi. E’ il secondo suicidio che avviene al multipiano del campus di Fisciano. Già nel 2017, un ragazzo originario di Casablanca e iscritto al Dipartimento di Matematica, Namiri Ayoub, in seguito a una lite con la fidanzata, decise di togliersi la vita lanciandosi dal quinto livello del parcheggio multipiano, impattando prima contro il rivestimento esterno del piano inferiore, per poi precipitare. Sotto shock gli studenti alla fermata dell’autobus nei pressi del luogo dell’impatto. Dolore e sgomento anche da parte dell’amministrazione comunale di Fisciano. «Ancora una tragedia che ci lascia attoniti – ha dichiarato il primo cittadino, Vincenzo Sessa – Esprimo a nome mio personale e dell’intera Città profonda vicinanza ai genitori e alla famiglia tutta».

La tragica conta dei morti a Unisa 

Quattro vite in quattro anni. E’ la tragica conta delle anime spezzate all’Università di Salerno. Appena 8 mesi fa l’ultima tragedia, quando una studentessa di Medicina di 25 anni tentò di uccidersi con diverse coltellate all’addome e alla gola. Inutili i tentativi dei sanitari e la corsa al “Ruggi-D’Aragona”. Il suo cuore smise di battere pochi giorni dopo. Nel maggio 2017 un ragazzo di appena 19 anni, originario di Campagna, iscritto al primo anno di ingegneria informatica, si tolse la vita gettandosi dalle rampe delle scale della biblioteca scientifica. L’impatto con il suolo fu violento e, nonostante il tempestivo arrivo dei soccorsi, per lui non ci fu nulla da fare. Sempre nel 2017, nel mese di dicembre, dallo stesso punto in cui Daniela Piscione ieri ha deciso di concludere la sua esistenza, lo studente Namiri Ayoub, iscritto al Dipartimento di Matematica, si tolse la vita lanciandosi dal quinto livello del parcheggio. Profondo sgomento tra gli studenti alla fermata dell’autobus adiacente al parcheggio adiacente al parcheggio multilivello. Lo sfogo affidato ai social network. «Non sopportiamo più che accadano queste cose».

Suicidio in Ateneo, il cordoglio del rettore Vincenzo Loia: «In arrivo tre psicologi per il supporto all’interno del campus» 

«Una tragica perdita per l’intera comunità. L’Università ha un’importante responsabilità non soltanto nella formazione, bensì nell’accompagnare gli studenti nella loro crescita quotidiana». Così il rettore Vincenzo Loia nel corso di un incontro con la stampa tenutosi nel primo pomeriggio di ieri all’Università di Salerno. «A nome dell’Ateneo, esprimo tutto il nostro cordoglio alla famiglia, ai colleghi e agli amici di Daniela Piscione». La donna, iscritta al dipartimento di Medicina e Chirurgia, ufficialmente non aveva mai effettuato domanda di rinuncia agli studi anche se da diversi anni non frequentava l’Ateneo. «Già prima che accadesse questa tragedia – ha dichiarato Loia – era stata calendarizzata la discussione circa l’introduzione di tre nuove figure professionali per il supporto psicologico all’interno dei campus di Fisciano e Baronissi. Ne discuteremo il prossimo martedì in Senato Accademico». Non è l’unica misura messa a punto dall’Ateneo. «Stiamo lavorando – ha continuato Loia – per l’istituzione di un osservatorio d’Ateneo sul benessere che vedrà il coinvolgimento di studenti, docenti, del personale tecnico-amministrativo e dei sindacati. Unisa è una città con tutti gli aspettivi positivi e con tutte quelle che sono le problematiche». L’obiettivo è il monitoraggio dello stato di salute della comunità universitaria che, nell’arco di quattro anni, si ritrova a piangere la sua quarta vita spezzata. Infine, «lunedì osserveremo un minuto di silenzio all’inizio delle attività didattiche, così come in occasione delle sedute del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione» ha concluso il rettore Loia.

Il dolore del sindaco affidato ai social

Cordoglio per la tragica scomparsa della studentessa è stato espresso anche dal sindaco di Fisciano, Vincenzo Sessa, che su Facebook ha scritto: “Ancora una tragedia che ci lascia attoniti. Qualche ora fa una giovane ragazza è precipitata dal parcheggio multi piano in prossimità dell’uscita autostradale dell’Università. La caduta di diversi metri é stata purtroppo fatale. Esprimo a nome mio personale e dell’intera Città di Fisciano vicinanza ai genitori e alla famiglia tutta”.




Unisa, Vincenzo Loia nomina prorettore Mario Vento

E’ Mario Vento il nuovo prorettore vicario dell’Università degli Studi di Salerno. 

Vincenzo Loia ha firmato, infatti, la nomina del professore, già direttore del dipartimento di ingegneria dell’informazione ed elettrica e matematica applicata (Diem), nell’ambito della definizione della squadra di governo dell’Ateneo per i prossimi sei anni.

Vento succede così al professore Antonio Piccolo, nominato da Aurelio Tommasetti nel 2013.

Tra i compiti del prorettore, la supplenza delle funzioni rettorali in caso di impedimento o di assenza.

Tra i più apprezzati scienziati a livello internazionale, Vento si colloca al 67000 posto tra i più influenti al mondo, su una classifica di 12 milioni di scienziati in ogni angolo del globo, per l’impatto della sua ricerca sull’intelligenza artificiale.




Spacciavano con prole a seguito Anche l’Unisa terra di conquista

di Adriano Rescigno

Smeantellata un’organizzazione criminale che operava tra i territori della valle dell’Irno fino a Pagani. Grazie alle loro attività criminose avevano trasformato anche l’Università in una piazza di spaccio. Sono quattordici gli arrestati all’alba di ieri mattina. Tutti finiti nel mirino della Direzione distrettuale antimafia per “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”. Un’operazione su vasta scala quella condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Salerno con l’aiuto del Nucleo Cinofili di Sarno che ha coinvolto ben sei i Comuni, cinque della provincia nord di Salerno: Nocera Inferiore e Nocera Superiore, Pagani, Mercato San Severino, Castel San Giorgio; e Nola, per un totale di quattordici arresti. I militari hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere su richiesta del Gip del tribunale di Salerno su richiesta della Direzione distrettuale antimafia salernitana per “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”. Un’indagine lunga e complessa, partita nel 2016 dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri, approfondendo un’altra indagine della Compagnia di Mercato San Severino. Indagine che parte della valle dell’Irno per poi diramarsi in quanto i componenti del sodalizio criminale avavano fatto loro territorio di conquista, trasformandolo in una piazza di spaccio, le aree in cui vi sono gli edifici universitari a Fisciano. Contestualmente agli arresti scattati nella mattinata di ieri sono state eseguite anche 4 perquisizioni a carico di altrettanti soggetti ritenuti coinvolti nell’attività illecita in questione. L’indagine dei Carabinieri quindi ha permesso di ricostruire l’esistenza di una fitta rete associativa dedita allo spaccio di cocaina, crack ed eroina, talvolta, secondo quanto accertato dalle indagini, anche con un bambino di appena 7 anni al seguito. I militari nel corso degli anni hanno accertato che i soggetti arrestati questa mattina erano divisi in 2 gruppi criminali: uno operante a Nocera Superiore, Pagani e Comuni limitrofi, l’altro a Castel San Giorgio, con frequenti rifornimenti di materiale stupefacente nei quartieri di Scampia, a Napoli, a Castel Volturno e Pagani. A Pagani il rifornimento avveniva presso Giocchino Moscariello, pluripregiudicato di 34 anni, vicino al sodalizio criminale dei “Fezza D’Auria Petrosino”. Nel corso dell’indagine, infine, sono stati segnalati diversi assuntori di droga alla Prefettura di Salerno; sequestrati 100 grammi di cocaina ed arrestato un soggetto in flagranza di reato. Nel corso delle indagini dei carabinieri è emerso che per l’approvigionamento della piazza di Castel San Giorgio, il giovane 25enne Natale Tipaldi, del luogo, si recava a Pagani da Moscariello, mentre sempre per quanto riguarda la piazza sangiorgese, un’altra giovane è stata ritenuta coinvolta nelle attività di spaccio, Luisa Settembre di 21 anni.

GLI ARRESTATI: In carcere ieri mattina sono dunque finiti: Gennaro Vitolo, 36 anni di Nocera Inferiore, Natale Tipaldi, 25enne di Castel San Giorgio già noto per reati di droga e rapina, Gioacchino Moscariello, 34enne di Pagani accostato alla cosca dei Fezza/Petrosino. Quindi Alfonsina Galluzzo, 40 anni di Castel San Giorgio compagna di Gennaro Vitolo; Giuseppe Caso, 31enne di Nocera Superiore; Salvatore Barone, 34 anni di Nocera Inferiore; Francesco Barone, 30enne di Pagani; Antonino Liberti 39enne di Nola; Salvatore Marazzito 45 anni di Nocera Inferiore, Luisa Settembre 21 anni di Castel San Giorgio; Mario Gebre 27enne di Salerno ma domiciliato a Castel San Giorgio; Giuseppe Manuel Picarella 27 anni di Mercato San Severino; Carmine Rega 28enne di Castel San Giorgio e Enrico Iennaco 28enne di Castel San Giorgio.

Il rettore: «Campus sempre più vivibili e sicuri. Il mio grazie alle forze dell’ordine»

Sono stati i carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino ad avviare tutto l’iter d’indagine nel 2016 concentrandosi proprio sull’Unisa. Operazione che una volta andata a buon fine ha smosso soprattutto il rettore Aurelio Tommasetti che ha tenuto a ringraziare le forze dell’ordine. «La notizia dell’individuazione di un’associazione dedicata allo spaccio, operativa nei Comuni dell’Agro Nocerino e per alcune attività nei pressi del campus di Fisciano ci conforta e ci rassicura sul lavoro di collaborazione e sinergia avviato con le forze dell’ordine del nostro territorio. Tutti gli interventi realizzati – continua il rettore dell’Unisa, Aurelio Tommasetti – per il potenziamento dei livelli di sicurezza universitari, non in ultimo la recente attivazione di un circuito di 314 telecamere installate tra i due campus, hanno come unico grande obiettivo quello di garantire i nostri studenti, le loro famiglie e rendere i campus Unisa spazi sempre più sicuri, vivibili e protetti»




Fondazione Menna, cambia lo statuto: l’Università fuori dal Cda

di Andrea Pellegrino

Via l’Università degli Studi di Salerno dalla Fondazione “Menna”. E via anche la figura del Rettore dal consiglio d’amministrazione della fondazione. E’ questa una delle modifiche sostanziali del nuovo statuto che sarà al vaglio del Consiglio comunale convocato per domani mattina. La Fondazione Menna cambia, dunque, il suo atto costitutivo, apportando delle modifiche. Tra le novità la figura dell’incarico vita natural durante di presidente onorario alla signora Bianca Pucciarelli Menna che potrà indicare, tra l’altro, con valore vincolante, anche il suo successore alla carica di presidente onorario della fondazione. Scompare dall’articolo 1 dello Statuto anche l’impossibilità di distribuire utile mentre si rimodulano il Consiglio d’amministrazione e il comitato scientifico. Il Cda, sarà, cosi composto: un consigliere designato dal presidente onorario; il presidente onorario stesso; un consigliere designato dal Comune di Salerno e un altro dalla Provincia di Salerno e infine un eventuale partecipante o rappresentante dell’assemblea.




Sibilio: «La qualità è ricerca, didattica e terza missione»

di Giovanna Naddeo

“Il consolidamento della funzione sociale della nostra Università è una delle sfide che ci attende per il prossimo futuro, cogliendo l’opportunità che ci è offerta dal nostro Ateneo, di trasformare il campus in un laboratorio di comunità, promuovendo una cultura della corresponsabilità, del progressivo allargamento della partecipazione che coinvolga pariteticamente studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo”. Muove da questi presupposti l’idea programmatica del professor Maurizio Sibilio, attuale direttore del Dipartimento di scienze umane, filosofiche e della formazione e delegato per l’educazione e l’inclusione, nonché candidato alla carica di rettore dell’ateneo salernitano per il prossimo sessennio.

Perché ha deciso di candidarsi?

«Per una spinta che è venuta dal basso, con l’obiettivo di creare una grande comunità legata alla tradizione e allo stesso tempo proiettata verso l’innovazione. E’ questa la nostra forza». Tra i punti del suo programma elettorale spicca la questione del reclutamento, delle progressioni di carriera e dello sviluppo professionale dei ricercatori.

La sua strategia in merito?

«Dobbiamo ripristinare un rapporto con l’aumento delle risorse, interagendo con i soggetti territoriali e curando un rapporto forte con gli enti territoriali, in particolar modo la Regione Campania. Al tempo stesso, occorre sostenere una proposta – già presente in altre regioni – di reclutamento attraverso una norma regionale, nonché svolgere una funzione all’interno della Crui (la Conferenza dei rettori delle università italiane, ndr) che possa dare forza al tema dei costi effettivi che si aggiungono ai punti organici, studiando come aumentare le risorse attraverso il meccanismo dei costi effettivi. A questo si aggiunge una funzione ulteriore che il nostro campus può portare avanti, quale è quella della terza missione, accanto ovviamente a didattica e ricerca»

La crescita della terza missione, un altro punto importante del suo programma elettorale.

«Siamo una città della conoscenza che, accanto alle funzioni tradizionali, deve porre le sue ricchezze multidisciplinari al servizio del territorio, offrendo strumenti di crescita culturale, civile e sociale. Dobbiamo mappare il territorio e consentire ai nostri diciassette dipartimenti di interagire con il territorio, costruendo una rete di relazioni non episodica, bensì stabile, che arrivi a coinvolgere tutti gli attori dell’Ateneo».

Nei giorni scorsi ha destato non poco scalpore nel mondo accademico la mail inviata da un forte sostenitore del professor Vincenzo Loia che invitava tutti gli aventi diritto a votare compatti per il candidato in questione in quanto “unico tra i candidati in grado di promuovere una mera meritocrazia”. La sua opinione in merito?

«Non do una risposta in merito alla dichiarazione del collega. Sostengo invece un’università del merito. Cos’è il merito? Sostenere la qualità già presente e aiutare la crescita della qualità della nostra comunità. Qualità, ossia ricerca, didattica, terza missione. Infine, ci tengo a precisare i profili di alto e prestigioso valore di tutti i candidati. Sono candidato anche io ma la mia posizione è di stima e apprezzamento per tutti i candidati. Mi pare doveroso, in qualità di accademico e soprattutto di candidato, riconoscere la qualità di tutti i colleghi, in particolar modo di coloro che hanno deciso di scendere in campo e aspirare alla carica di rettore per il prossimo sessennio».




«L’Università non è Facebook» Esposito striglia Tommasetti

di Andrea Pellegrino

«Le scelte personali di carattere politico non hanno nulla a che vedere con valutazioni di opportunità politica quando si ricopre un incarico di alta amministrazione come quella di rettore». Luca Esposito, componente del Consiglio d’amministrazione dell’Unisa, torna sulla candidatura con la Lega del rettore aurelio Tommasetti, alla vigilia della seduta del Cda di ateneo. «io difendo le ragioni della scelta politica ed, essendo anch’io di estrazione di centro-destra, secondo un approccio liberale, è assolutamente giusto che ognuno scelga liberamente con chi candidarsi: questo per me è un punto fermo e che stigmatizza le posizioni di chi accusa la sua scelta. Diversamente, è inaccettabile che si possa essere rettore e candidato allo stesso tempo», prosegue Esposito. «proprio perché questa è una campagna elettorale europea, in altri paesi questo problema non si sarebbe nemmeno posto, in quanto l’elettorato e i vertici del proprio partito ne avrebbero chiesto la sospensione, per non inficiare sul potenziamento del proprio elettorato e per limitare l’emergere di dubbi circa la permanenza dell’incarico e sul possibile condizionamento del voto all’interno della comunità accademica». Ed ancora, prosegue: «Un’autosospensione avrebbe sicuramente avvantaggiato il rettore e messo nella condizione di agire liberamente senza il peso di preoccuparsi anche dell’Università, peraltro in una fase così delicata che vede il rinnovo della carica di rettore. Ho seguito molte campagne elettorali, tra cui quelle europee, e, sulla mia pelle, ho constatato che i candidati non avevano tempo neppure per respirare, avendo un collegio così vasto. per questo non capisco come faccia lui a gestire la campagna elettorale e amministrare anche uno degli atenei più importanti del meridione. Forse il rettore non è pratico di campagne elettorali europee. Ho la percezione di un malcontento non riguardante la scelta in sé ma che contesta il senso dell’amministrazione, che secondo i molti sarebbe venuta a mancare. La mia visione è derivata da varie discussioni fatte all’interno della Comunità studentesca», dice ancora Luca Esposito. «Se la Lega, a livello nazionale, chiede atteggiamenti chiari e onesti, questo lo si aspetta altrettanto dai propri candidati. a nessuno sfugge che l’Università è un’amministrazione complessa, ma proprio per questo tutti sono chiamati ad assumere posizioni di chiara responsabilità. Ci avviamo ad una fase delicata dell’ateneo, ovvero l’elezione del nuovo rettore, che sarà colui il quale dovrà amministrare per i prossimi 7 anni i problemi reali. a me preme maggiormente questa scadenza elettorale che non quella delle elezioni Europee e delle Universiadi. mi aspettavo anche delle dichiarazione a riguardo da tutti coloro che si accingono a candidarsi come rettore. Le parole del rettore espresse nella sua ultima intervista mi lasciano spiazzato, quando dice che “Dal giorno dell’ufficializzazione della candidatura ho sospeso l’utilizzo del mio profilo social”, mi sento di rispondere che, dal mio è punto di vista, l’Università è qualcosa di più di una pagina Facebook». «L’auspicio finale – conclude Esposito – è quello che il rettore possa svolgere una campagna elettorale più serena possibile, ma allo stesso tempo lasciando tutto l’ateneo libero di poter fare altrettanto».




Università – “Ruggi”, è fine dell’idillio La Facoltà di Medicina si perde tra la politica

Andrea Pellegrino

Far finta che l’università non esista all’interno del “Ruggi d’Aragona” di Salerno. Il messaggio che passa da qualche tempo pare che sia questo. Non fosse altro che tra Ateneo e Regione Campania da un po’ non corre buon sangue. “Colpa”, probabilmente, delle aspirazioni politiche del rettore Aurelio Tommasetti, troppo vicino a Forza Italia, troppo lontano da Vincenzo De Luca. L’ultimo atto sarebbe arrivato con il veto su Iervolino, che avrebbe dovuto sostituire Nicola Cantone, improvvisamente defenestrato dal ruolo di manager. Il no di Tommasetti ha fatto ripiegare il governatore su Longo, per poi riportare il primo alla guida dell’Asl di Salerno, dopo un’ulteriore rimozione eccellente: quella di Antonio Giordano. Ma nel gioco degli equilibri politici pare che a farne le spese sia la facoltà di medicina e la stessa azienda universitaria ospedaliera di via San Leonardo. Eppure fino a qualche anno fa il riconoscimento pareva essere la battaglia della vita di De Luca &C, e di conseguenza la piena integrazione con l’Unisa, per poi perdersi proprio quando l’ex sindaco di Salerno è salito a Palazzo Santa Lucia. Vecchi ricordi quelli delle battaglie dell’allora rettore Raimondo Pasquino – nella piena solitudine istituzionale e sostenuto solo da una parte del movimento sindacale, ed in particolare la Cisl – che cercò di smuovere mari e monti per l’ambito riconoscimento. Ed ora? Si torna all’anno zero, con l’unica aggiunta della dicitura alla denominazione del “Ruggi d’Aragona” di azienda ospedaliera universitaria. Non va meglio nei collegati al «Ruggi». Dal Da Procida fino al “Fucito” di San Severino, passando per l’unico plesso della Costiera Amalfitana, l’azione di rilancio è rimasta solo sull’atto aziendale. Lo stesso che ha sdoppiato il reparto di cardiochirurgia piazzando in uno, come primario, Enrico Coscioni, che vanta anche l’incarico di consigliere politico del presidente De Luca, con delega proprio alla sanità. Incarico che, nonostante il primariato, mantiene tranquillamente. Al «Fucito» di Mercato San Severino, ad esempio, il depotenziamento ha portato ricadute negative perfino alla struttura ospedaliera di Nocera Inferiore, che è di competenza dell’Asl. Il «Santa Maria dell’Olmo», invece, altra struttura collegata al «Ruggi d’Aragona» rischia una morte lenta, se non interverranno scelte coraggiose da parte dei vertici aziendali e politici.




La Cisl “trionfa” all’università: «Frutto di concretezza sul territorio»

Brigida Vicinanza

All’Università degli studi di Salerno trionfa il lavoro di Pasquale Passamano, che negli ultimi anni si è battuto in rappresentanza della Cisl a difesa e a tutela dei dipendenti dell’Ateneo salernitano. Un impegno sicuramente ripagato con il risultato delle elezioni dei delegati Rsu anche all’interno dell’Unisa. “Siamo soddisfatti, il lavoro di squadra ha pagato”, ha spiegato Passamano subito dopo aver appreso il risultato e dopo una prima analisi del voto. “Ci confermiamo ancora una volta il sindacato della responsabilità; avanzando sempre proposte innovative, infatti, abbiamo ottenuto il consenso tra gli iscritti e non solo. Il nostro è stato un lavoro costante e i voti dimostrano il contatto concreto con i lavoratori e il territorio. Dietro ogni preferenza c’è una persona”, continua Passamano, “abbiamo scritto una delle pagine più belle del sindacato confederale della provincia di Salerno, nel settore pubblico e non solo”. E’ stato un successo senza precedenti, per la Cisl Università, dove la federazione ha raggiunto il 74,24%, conquistando 7 seggi sui 9 disponibili. Altro dato da evidenziare è l’altissima percentuale dei lavoratori che hanno esercitato il diritto di voto, andando ben oltre il 96% degli aventi diritto. “Una percentuale “altissima”, che dimostra l’attenzione che i lavoratori hanno nei confronti delle dinamiche sindacali, in un momento di crisi profonda dei corpi intermedi, a partire dai partiti politici”, dichiara Gerardo Pintozzi della Segreteria Aziendale Cisl Università.“Il rinnovo delle Rsu, è stato solo il primo appuntamento elettorale per la Cisl Università”, conclude Pasquale Passamano, “siamo già proiettati sul rinnovo degli organi accademici (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione), previsto per l’inizio del 2019 e soprattutto per l’elezione del prossimo Rettore, prevista per l’estate del 2019; appuntamento, quest’ultimo, di fondamentale importanza per il nostro Ateneo e per l’intero territorio salernitano ed avellinese. Saremo della “partita” con un nostro candidato e con un progetto che possa rappresentare la discontinuità rispetto all’attuale governance”. Positivo anche il dato elettorale del Conservatorio di musica “Giuseppe Martucci”, dove la Cisl si conferma primo sindacato confederale nell’istituzione di alta formazione salernitana.




Premiati i dipartimenti Unisa

Erika Noschese

Ci sono anche due dipartimenti dell’Università degli Studi di Salerno tra i 180 d’eccellenza premiati dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, a cui andranno 271 milioni di euro previsti annualmente, per il quinquennio 2018-2022, dalla legge di bilancio 2017 per «rafforzare e valorizzare l’eccellenza della ricerca, con investimenti in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione». In tutto si tratta di un finanziamento pari a oltre un miliardo. Nello specifico, si tratta del dipartimento di Informatica che rientra nell’area Scienze matematiche ed Informatiche e del dipartimento di Ingegneria civile che rientra nell’area di Ingegneria Civile ed Architettura. I criteri di selezione per l’assegnazione dei fondi per l’eccellenza sono stati individuati da una commissione formata da sette personalità di alto profilo scientifico e presieduta dall’ex ministro Paola Severino. I 180 dipartimenti in questione sono stati selezionati tra i 350 inseriti nell’elenco predisposto dall’Anvur che hanno così presentato la domanda per poter ottenere i finanziamenti, inviando i loro progetti di ricerca, sulla base di un indicatore standardizzato di performance (Ispd) individuato dalla stessa Agenzia. La selezione dei 180 Dipartimenti è avvenuta sulla base della fattibilità dei progetti di ricerca presentati, della coerenza dei progetti con le priorità del sistema nazionale e internazionale, delle ricadute attese. Dei 180 progetti finanziati, per un totale di 1,3 miliardi nel quinquennio, 106 sono di università del Nord, 49 del Centro, 25 del Sud. «Parliamo di un investimento importante che immette risorse fresche nel sistema e investe sulle giovani e i giovani: fino al 70% dei fondi potrà essere utilizzato per assumere docenti, valorizzandone talenti e idee. Le altre risorse serviranno per rafforzare laboratori e strumenti di ricerca e sviluppare attività didattiche di alta qualificazione», ha dichiarato il ministro Valeria Fedeli. «L’investimento sui settori della conoscenza prosegue nella convinzione che, come abbiamo ribadito più volte, valorizzare le eccellenze del sistema universitario significa fare un’operazione che guarda al futuro del Paese, delle giovani e dei giovani», ha poi aggiunto. Un risultato importante per l’università di Salerno e in particolar modo per i due dipartimenti premiati che potranno avvalersi ora dei fondi vinti grazie all’eccellenza che li contraddistingue per tentare non solo di mantenere il primato ma anche – e soprattutto – per dar ancor più prestigio all’Unisa visto il calo di iscritti che si sta registrando in quest’ultimo anno accademico, seppur in lieve aumento rispetto allo scorso anno accademico.




Litiga con la fidanzata e si uccide

Gabriella Avallone

Litiga violentemente con la fidanzata e la manda in ospedale. Subito dopo in preda ai sensi di colpa, si lancia nel vuoto dal parchggio multipiano dell’ateneo di Salerno. E’ accaduto tutto in pochissimi minuti. Il volo nel vuoto, il tonfo, la morte. Solo quando è stato notato il corpo di Namiri Ayoub sull’asfalto ci si è resi conto della tragedia che si era appena consumata.Namiri Ayoub, 20 anni, originario di Casablanca e residennte a Lacedonia, iscritto alla facoltà di Matematica, è spirato poco dopo l’impatto con l’asfalto. Inutile, si è rivelato ogni tentativo di soccorso posto in essere. Sul posto sono intervenute le ambulanze della Croce Rossa, della Croce Bianca e dell’associazione “Il Punto”. Inizialmente era stato richiesto anche l’intervento del servizio elisoccorso per provare a ridurre al massimo i tempi necessari per il trasporto in ospedale. Ma le ferite riportate nella caduta si sono rivelate troppo gravi. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche gli agenti del posto di polizia presente all’interno del campus e gli uomini della scientifica che hanno effettuato i rilivi di rito e raccolto la testimonianza dei presenti nell’area di sosta e degli amici del giovane. Sul posto anche il rettore ed il diettore generale dell’Università. Alcuni dei ragazzi presenti hanno raccontato di aver udito all’improvviso un tonfo che hanno ricondotto ad una lieve collisione tra auto nel parcheggio. Solo quando hanno visto il corpo a terra dello studente hanno realizzato che si era consumata una tragedia. L’area di sosta su più livelli, dove si è consumato il dramma, è situato nei pressi della facoltà di Giurisprudenza. Secondo alcune indiscrezioni, il giovane aveva discusso animatamente con la fidazata, anche lei studentessa, al punto sembra, da averla addirittura colpita al volta con uno schiaffo. La ragazza è stata costretta a fare ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso per alcuni traumi riportati al volto. Dopo le 14 lo studente ha raggiunto il parcheggio, forse con l’intento di recuperare l’auto e tornare a casa. All’improvviso qualcosa è scattato nella sua testa, così si è diretto verso il muro di perimetrazione dell’area di sosta e si è lasciato cadere nel vuoto dal quinto livello del parcheggio. Prima l’impatto con iul muro del livello sottostante e poi con l’asfalto. Il cuore del giovane ha continuato a battere ancora per qualche istante prima di fermarsi per sempre. Solo dopo le 17 la salma è stata ricomposta e trasferita presso l’obitorio di Mercato San Severino. Intanto, proseguono le indagini al fine di accertare i reali motivi alla base del gesto che ha sconvolto l’intera comunità universitaria. Sembra che sia anche già stata sentita dagli inestigatori la fidanzata del giovane. Del decesso è stata informata amche l’autorità giudiziaria presso la Procura di Nocera Inferiore. Solo pochi mesi fa, l’ateneo di Salerno era stato sconvolto da un’altra tragedia, simile a quella che si è consumata nella giornata di ieri. Un giovane di Campagna si lanciò nel vuoto dalla biblioteca dell’ateneo