L’editoriale/ L’Udc e la politica dei due forni: quando manca il buonsenso di tacere

di Erika Noschese

C’è un centrodestra che non regge il confronto elettorale, c’è un centrosinistra che – forte del sistema di potere così ben radicato sul territorio – continua a vincere, da nord a sud della provincia. È un dato di fatto: i rappresentati politici del Pd hanno macinato una vittoria dopo l’altra e nei grandi comuni al voto sono proprio i dem ad avere la meglio. Innegabile il sostegno delle altre liste di coalizione che hanno sicuramente contributo alla vittoria. E non è un caso se il Psi conferma la sua rappresentanza territoriale o, in alcuni casi, addirittura la aumenta mentre in altri, inevitabilmente, diminuisce. È la politica, funziona così. Funziona così soprattutto quando fai parte di un sistema. Perché è innegabile, la vittoria di Mutalipassi ad Agropoli, di Paolo Di Maio a Nocera Inferiore, di Paola Lanzara a Castel San Giorgio hanno un nome e un cognome, oltre che un partito alle spalle. Se Franco Alfieri ha monopolizzato la sua ex città (che tanto ex non è mai stata), è altrettanto vero che Piero De Luca ha dato la spinta finale per permettere a Nocera Inferiore e Castel San Giorgio di ottenere una vittoria schiacciante. Ma il popolo resta sovrano. In cabina elettorale, uno vale uno. Una sola preferenza (due considerando il candidato maschile e femminile) da un solo cittadino e, dunque, Lanzara, Mutalipassi e Di Maio non sono al comando (solo) per la spinta di un partito che continua a vincere, nonostante i tanti problemi e gli aspetti giudiziari che certamente non possono essere trascurati. Ma è altrettanto vero che il centrodestra non esiste. Non esiste una coalizione compatta. Non esiste la coalizione perché forse, oggi, neanche i partiti esistono più. La Lega da anni si avvia verso la campagna elettorale per poi non saper esprimere neppure un candidato. Qualcuno forse, in civiche da prefisso telefonico. Forza Italia, reduce dalla morte di Enzo Fasano, sembra non riuscire a rilanciare l’azione amministrativa; Fratelli d’Italia ci prova, il popolo non premia ma ci sono sulla scena politica e lo hanno dimostrato ad Agropoli dove Elvira Serra non ha mai realmente fatto forza sul partito di Giorgia Meloni, forse ha preferito nascondersi dietro liste civiche per provare a conquistare consensi a destra e manca. Chi manca? Ovviamente l’Udc che applica ancora la politica dei due forni. Il segretario provinciale Ernesto Sica da mesi ormai parla di rilancio, di rappresentanza per poi, puntualmente, sparire nelle grandi occasioni. Ma, almeno, ha il buon gusto di tacere. A differenza di Mario Polichetti che, inconsapevole forse dei suoi insuccessi, prova a dare lezioni di vita e di politica alla coalizione. Il vice coordinatore regionale dell’Udc parla di “dinamiche legate alle solite politiche clientelare” e di un centrodestra inesistente, “regalo a De Luca”. Facile parlare quando per una campagna elettorale intera non si proferisce parola, non si esprime un solo candidato, limitandosi però a puntare il dito contro una stessa compagine elettorale. Una sconfitta personale più che politica perché quando non sai scegliere da che parte stare, allora sarebbe il caso di avere il buon senso di tacere. Intervento a parte lo meritano i candidati usciti sconfitti da questa tornata elettorale. Quando il popolo sceglie di bocciarti bisognerebbe prendere coscienza della realtà, senza inutili offese e patetiche lagne. Qualcuno dovrebbe dirlo alla candidata di Agropoli nel cuore, a sostegno di Elvira Serra. Cinque consensi. Solo cinque. Neanche da prefisso telefonico ma, forse, tanto bastano alla presidente di un’associazione che organizza autobus per i programmi Mediaset a sputare veleno contro gli agropolesi. La sconfitta elettorale brucia sempre, inevitabilmente, ma bisognerebbe fare i conti con una verità scomoda che impone riflessioni altrettanto scomode. La politica non è per tutti, bisogna saperci fare, bisogna saper dire qualcosa di concreto ma, più di tutto, bisogna saper agire in caso di vittoria. Aspetti che, in questo caso, vengono a mancare. Anche a rischio di penalizzare una squadra che, su quel palco, c’era mettendo anima e cuore in un progetto valido.




Regionali, quell’esposto mai considerato

di Erika Noschese

Cooperative e società partecipate, da sempre, bacino di voti per i candidati. In questi anni, di denunce ne sono state fatte, tutte inascoltate. Mai un’indagine avviata per provare a far luce sulle contestazioni. A sollevare il dubbio sul ruolo delle cooperative sociali e delle partecipate, in occasione delle elezioni, già nel 2020 era stato Rolando Scotillo, allora candidato al consiglio comunale e oggi rappresentante dell’Udc evidenziando che la vittoria bulgara del presidente De Luca era frutto di un “voto non libero”, tanto da chiedere lo scioglimento del consiglio regionale. “Negli ultimi cinque anni la politica del neo rieletto presidente di giunta della Regione Campania e del Pd ha occupato militarmente centinaia di enti controllati direttamente o vigilati regionali e gestiti da sindaci vicini alla sua area politica”, aveva scritto nell’esposto Scotillo, citando il caso di Eboli con l’arresto del sindaco Massimo Cariello, a pochi giorni dalla vittoria ed evidenziando che gli enti pubblici creano, da sempre, “un potere gestionale e di controllo di assunzioni senza concorso pubblico”. Emblematico, in quell’occasione, il caso del sindaco di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli che aveva chiesto ai consiglieri di votare per De Luca per un “debito politico”. Un esempio era il consorzio Asis: il presidente Nello Fiore era candidato con De Luca presidente, primo dei non eletti; Italo Lullo, appartiene al Pd; Tea Luigia Siano (oggi consigliere comunale di maggioranza) ha sostenuto Franco Picarone; Gerarda Sica è del Pd e ha sostenuto – sempre in occasione delle elezioni regionali – Michele Buonomo. Scotillo tirava in ballo anche il consorzio di Bonifica Paestum e Salerno Pulita, così come le asl. E c’era anche l’elenco dei nomi che hanno contribuito alla vittoria di De Luca con incarichi nelle partecipate o nelle vigilate. L’esposto risale al 26 ottobre ma, in quell’occasione, nessuno fece nulla. Oggi, si scoperchia il vaso di Pandora e l’ovvio sembra tornare alla luce del sole. E intanto, di esposti e




Udc, c’è l’accordo con il centrosinistra

E’ fatta tra l’Udc e il centrosinistra. Ieri mattina, il coordinatore provinciale Mario Polichetti e il commissario cittadino Aniello Salzano hanno incontrato il sindaco Vincenzo Napoli e il segretario provinciale del Pd Enzo Luciano per aprire un dialogo sui temi che nel prossimo quinquennio la città dovrà affrontare e per confrontarsi sulla possibilità di intraprendere un comune percorso amministrativo. “La pandemia ha acuito i problemi e reso più complicato trovare le soluzioni. Solo una forte unià di intenti e una solida alleanza politica tra i riformisti e l’area moderata e di centro potranno assicurare alla città di Salerno sviluppo e crescita sociale – hanno dichiarato Polichetti e Salzano – Si ritiene infatti che l’Italia, come le città, abbia bisogno dell’apporto fondamentale del Centro, del contributo dei moderati e dei cattolici-democratici. In un momento in cui le alleanze impropriamente definite di centro-destra e di centro-sinistra sono in crisi e non più rappresentative della realtà del Paese e delle realtà locali, il Centro che dal popolarismo ha maturato la cultura di governo deve assumere una iniziativa per affermare il suo primato”. Nel corso dell’incontro, franco e cordiale, senz’altro proficuo, si sono sviscerati alcuni temi che sono particolarmente a cuore ai cittadini di Salerno: si è discusso, tra l’altro, del sistema di raccolta dei rifiuti, della sicurezza in città, del sistema di mobilità, della condizione strutturale delle scuole, dell’eccessivo consumo di suolo, delle condizioni del Pronto soccorso dell’ospedale, dell’impiantistica sportiva. Riflessioni che hanno trovato l’orecchio attento e la disponibilità del sindaco Napoli all’approndimento dei temi affrontati. E’ stato un primo incontro, cui certamente ne seguiranno altri per un eventuale documento programmatico sulla cui scorta affrontare le prossime elezioni amministrative. Nel rispetto delle identità e della storia di ciascuno, con pari dignità, si è stabilito di intavolare discussioni per un forte rilancio economico e sociale della città. Intanto, proprio l’Udc sta lavorando ad una lista che vedrebbe protagonista anche Corrado Matera, ex assessore regionale.




Angri, Ferraioli ha una leghista in maggioranza. A Cava l’Udc va a destra ma resta al governo

Andrea Pellegrino

Lo scontro interno è tutto a Sarno e ad Angri. Nel primo comune l’assessore Dea Squillante è candidata con Liberi e Uguali. Qui, l’amministrazione comunale è retta da Giuseppe Canfora che è anche il presidente della Provincia di Salerno, nonché esponente del Partito democratico. Nel secondo comune, il caso più paradossale: un consigliere comunale (di maggioranza) Carla Manzo è candidata nelle liste della Lega, con tanto di placet o comunque desistenza di Cosimo Ferraioli, sindaco della città dei Doria e consigliere provinciale del centrosinistra. La mappa dei sindaci schierati (o non) nel resto della provincia di Salerno non è ancora chiara. Di sicuro Manlio Torquato virerà verso la Lorenzin, dopo il patto con Ciriaco De Mita. Meno scontato, invece, il sostegno di Giovanni Cuofano, primo cittadino di Nocera Superiore. Nessun dubbio (o quasi) per Enzo Servalli che sosterrà il Partito democratico, senza però dimenticare un sostegno al Psi, partito che da tempo strizza l’occhio al primo cittadino metelliano. Piero De Luca, dalla sua, ha già fatto tappa a Cava de’ Tirreni, incassando anche un sostegno bipartisan. In- fatti il primogenito, aspirante par- lamentare, è stato ospite di ristorante di Renato Aliberti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. A Siano l’ex sindaco Sabatino Tenore si schiera con Alberico Gambino mentre il primo cittadino di Positano Michele De Lucia sarà al fianco della cavese Matilde Mi- lite, candidata nella lista di “Noi con l’Italia”. Non è escluso che l’avvocato metelliano possa avere il sostegno anche di Giovanni Del Vecchio e Marisa Biroccino, consiglieri comunali dell’Udc ma attualmente parte organica della maggioranza Servalli. Antonio Somma (San Severino) potrebbe invece virare verso Liberi ed Uguali sostenendo la corsa di Carmine Anzalone che sfida De Luca jr nel collegio di Salerno città che raggruppa anche i comuni della Valle dell’Irno. Strada scorrevole per Tino Iannuzzi a Fisciano (regno di Tommaso Amabile) e Bracigliano, due fortini elettorali del deputato uscente, ora in corsa per il Senato. Da sciogliere il caso Sica a Ponte- cagnano. Qui pesa l’esclusione dalle liste del sindaco, nonché l’approssimarsi delle elezioni amministrative. Il possibile recupero di Lello Ciccone e il lavoro del coordinatore cittadino Guido Pappalardo potrebbero ricucire gli strappi interni e sviluppare anche le prossime mosse in vista del rinnovo del Consiglio comunale. Gennaro Aievoli, sindaco di San Cipriano Picentino, candidato mancato della Lega, lascerà il partito di Salvini ma resterà nel centrodestra. «Non voterò la Lega – ha detto – perché non possono votare persone che non appartengono al territorio ma continuerò a votare e sostenere il centrodestra».




Tenore, Sica e Piccirillo nella pattuglia dell’Udc

In vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, è tempo di consultazioni tra i partiti locali che sono in fase di scelta per i nomi da presentare nelle liste che concorreranno alla candidatura di Camera e Senato. Tra incontri e chiacchiere varie, con il toto nomi dei possibili candidati, nella giornata di ieri, l’Udc di Salerno si è riunito ad Avellino per nominare il nuovo direttivo provinciale, a due mesi esatti dalle politiche di marzo. E proprio ieri, il partito ha dato vita al nuovo direttivo, in presenza di Giuseppe Gargani, per dare il via alla nuova campagna di adesione su tutto il territorio della Provincia di Salerno ma anche per guardare in maniera concreta alle prossime elezioni politiche del 4 Marzo. Il commissario regionale dell’Udc Carmine Mocerino ha nominato i membri del nuovo direttivo provinciale dell’Udc. Lo zoccolo duro del partito, sull’asse Agro-Piana del Sele, è costituito da Antonio Piccirillo, Maria Rosaria Sica, Pietro Pisacane, Sabatino Tenore (ex Sindaco di Siano) ed Enzo Sica (già primo cittadino di Capaccio). Faranno parte del nuovo direttivo dell’Udc anche Corrado Scarlato, Pantaleo Sansone Assunta Baratta, Luigi Franco, Adriano Iorio, Giampiero Libretti, Giuseppe Sarno, Gilda Selvaggio. Non è escluso che, già nelle prossime ore, possano arrivare altre importanti adesioni al partito che si appresta a formare una lista competitiva, nell’ambito del centro destra, tanto per la Camera dei Deputati quanto per il Senato. «Si è preso atto dell’accordo che è stato raggiunto a livello nazionale con Noi per l’Italia e con Energie per l’Italia di Stefano Parisi, creando così energie valide con indicazioni programmatiche importanti. Non ci sarà un unico coordinatore ma ma abbiamo optato per la collegialità, evitando personalismi che hanno avvilito e avvelenato i partiti», ha dichiarato l’onorevole Giuseppe Gargani. I maggiori esponenti politici, con lo scioglimento delle Camere avvenuto lo scorso 28 dicembre, hanno dato ufficialmente il via alla campagna elettorale per guadagnarsi un posto, previo inserimento nelle liste, su disposizione dei maggiori vertici dei vari partiti presenti a livello locale




L’Udc alle grandi manovre

Da tempo sono iniziate le grandi manovre per le prossime politiche 2018. Dopo il 7% dell’Udc in Sicilia, la Campania si prepara ad accogliere Cesa e lo scudo crociato per una lista che si ispira al Ppe e alla Democrazia Cristiana, con il supporto delle forze di centro, a partire da Rivoluzione Cristiana di Rotondi. Lo stesso Lorenzo Cesa, dopo lo strappo con Ciriaco De Mita e Luigi Cobellis, organizza le sue forze anche in provincia di Salerno. I vecchi nomi della politica centrista e moderata, da Manlio Torquato a Massimo Cariello, da Luigi Cobellis ad Antonio Aloia sono passati al centrosinistra, alla corte di De Mita. Al centrodestra, sotto lo scudo crociato, restano i fedelissimi Antonio Piccirillo, da poco referente nazionale Udc per l’agricoltura; il consigliere comunale di Nocera, Saverio D’Alessio; quello di Eboli, Emilio Masala, legato al senatore Esposito ed altri che stanno lavorando sotto traccia in attesa di capire l’aria che tira. Non mancano volti nuovi, primo fra tutti quello della giornalista Maria Rosaria Sica, coordinatrice provinciale di Rivoluzione Cristiana, federata con Udc, che pare abbia già chiuso accordi territoriali con il candidato sindaco di Pontecagnano Faiano, Francesco Pastore, individuando come referente locale l’avvocato Silvia Di Dato D’Aquino. A Battipaglia, la Sica avrebbe invece chiuso accordo con il movimento Cristiano “Sulla Tua parola”, forte di oltre mille voti alle scorse amministrative, che raccoglie le forze cattoliche del territorio. A Capaccio Paestum, referente di rivoluzione Cristiana, sempre facente capo alla giornalista ebolitana, c’è il candidato sindaco alle scorse amministrative, Angelo Quaglia. A Bellizzi ci sarebbe Pino Salvioli, ex sindaco, con cui Maria Rosaria Sica ha lavorato per anni. Appoggi, incroci, strategie politiche sono ormai all’ordine del giorno. La giornalista potrebbe rappresentare quella figura nuova, forte della presenza sul campo e della simpatia dei cittadini, comune a chi racconta le tematiche quotidiane, a difesa del territorio e delle sue comunità. Una figura che si smarca dai vecchi politici e non lo nasconde. A sud di Salerno Forza Italia potrebbe schierare Antonio Fasolino, da sempre accanto a Stefano Caldoro; Giovanni Fortunato, attualmente sindaco di Santa Marina, Costabile Spinelli, sindaco di Castellabate, l’imprenditore Antonio Lombardi. Qualcuno parla anche dell’ex sindaco di Battipaglia, Fernando Zara, ma al momento non sembrano esservi conferme. Non sembrano esserci dubbi, invece, sulla presenza del Senatore Franco Cardiello o del figlio Damiano. Certa anche la candidatura di Federico Conte, figlio dell’ex ministro, in Mdp. Su Franco Alfieri, nel Pd, regna l’incertezza, in tavola balla ancora l’assessorato regionale. Ugo Tozzi, vicesindaco di Battipaglia, dovrebbe invece essere nelle liste di Fratelli di Italia. Nomi che si susseguono alla ricerca di quelle figure che uniscono l’opinione pubblica e possano fare incetta di voti.




Tessere elettorali consegnate nel comitato di D’Alessio E’ bufera

—- NOCERA INFERIORE / Nel video di Fanpage.it anche soldi dati da un altro candidato

I due distinti episodi registrati con una telecamera nascosta

Soldi in cambio del voto o “servizi” elettorali nel comitato di un candidato. La denuncia di procedure “clientelari” era partita già in campagna elettorale dallo pneumologo Alfonso Schiavo candidato sindaco della sinistra ed oggi consigliere comunale.
Ieri Fanpage.it in una inchiesta di Carmine Benincasa ha pubblicato un clamoroso video sul voto venduto a Nocera Inferiore. Nel video lanciato nel pomeriggio c’è  la testimonianza nella prima parte di un elettore che racconta di aver ricevuto l’offerta di 50 euro per il proprio voto, l’uomo ha anche rifiutato asserendo che non gli serviva. Soldi comunque ricevuti direttamente dal candidato e avvolti in un plico. Nella seconda parte del filmato le telecamere entrano in un comitato elettorale, all’interno del quale alcuni collaboratori di un cadidato al consiglio comunale, consegnavano tessere elettorali. Una procedura alquanto insolita visto che questa va fatta presso il Comune o in uffici preposti. Un giovane recatosi al comitato chiede se ci sia bisogno dei documenti per fare la tessera alla nonna, al che gli viene risposto che servono solo i dati anagrafici. Procedura fuorilegge visto che bisogna recarsi al Comune con documento valido e tessera elettorale scaduta, solo in questo modo si può  accedere al rinnovo.
Le tessere presenti nel comitato vengono poi nascoste in una cartella e consegnate a persone di fiducia. Il video trae chiaramente il comitato elettorale di Saverio D’Alessio quello in via Siniscalchi, i manifesti presenti non lasciano spazio a dubbi. L’ex assessore alle politiche sociali ha annunciato su facebook di difendere la propria immagine e di tutelarsi in tutte le sedi.

Il mazzo di tessere nel comitato elettorale /da fanpage.it

Il mazzo di tessere nel comitato elettorale /da fanpage.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La richiesta di poter avere la tessera elettorale/da fanpage.it

La richiesta di poter avere la tessera elettorale/da fanpage.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La risposta nel comitato di D’Alessio/da fanpage.it

La risposta nel comitato di D’Alessio/da fanpage.it

 

 

 

La procedura anomala/da fanpage.it

La procedura anomala/da fanpage.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La consegna della tessera elettorale /da fanpage.it

La consegna della tessera elettorale /da fanpage.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

—- COSì SAVERIO D’ALESSIO «Sono vittima di una diffamazione»

«Cari amici , sono vittima di un aggressione e diffamazione a mezzo internet. La sig.ra inquadrata e’ mia sorella che si accinge a ritirare le tessere elettorali dei propri familiari. E’ palese il tentativo della demolizione della mia persona e l’insinuante accostamento di dati e notizie inconferenti con la mia persona. Cari amici vi prometto che chiederò la punizione dell’infamante nelle sedi opportune». Questa il post su facebook di Saverio D’Alessio, ex assessore e candidato finito al centro del video di fanpage.it.

 

— COSì IL SINDACO «Ho chiesto subito una verifica per trarre le dovute conseguenze»

«E’ doveroso andare fino in fondo perchè dovrò trarre le dovute consegue. Vanno accertate  eventuali responsabilità. Ho chiesto verifiche presso  così l’Ufficio elettorale per il tramite della Segretaria Generale e segnalero’ la cosa alla Procura. Ma non vorrei si trattasse di un “singolare” scoop post elettorale. Il video non è  chiaro e appare abbastanza singolare la combinazione di due episodi diversi. D’Alessio comunque ha duramente smentito e contestato; preannunciando formali azioni a sua difesa». Così, il sindaco Manlio Torquato

 

—-Le opposizioni/ E’ attacco all’ex assessore Saverio D’Alessio. Altri tacciono

Dimissioni di D’Alessio e richiesta d’indagine

«Il sindaco prenda una posizione chiara di distanza da questo modo di svolgere l’attività politica in cui si è definta l’operato assessoriale e la candidatura di Saverio D’Alessio e ne pretenda le dimissioni da consigliere comunale». Così l’ex candidato sindaco Al- fonso Schiavo. «Chi deve accertare eventuali responsabilità lo faccia in tempi rapidi ed a 360 gradi ma dal video pubblicato da Fanpage emergono altre responsabilità di carattere politico che competono a chi, oggi, si trova alla guida della città di Nocera Inferiore. Ad esso spettano provvedimenti di accertamento di reponsabilità e scelte di ordine politico. Anche io, nel corso della campagna elettorale, sono stato vittima di un grave abuso. Ho ricevuto le scuse ma a queste non sono seguiti atti concreti e conseguenziali. Spero che anche la vicenda del video non finisca allo stesso modo, senza accertamenti e senza assunzioni di responsabilità». Così il candidato  Pasquale D’Acunzi. E M5S: «Le voci che abbiamo ascoltato negli ultimi giorni di campagna elettorale sembrano essere confermate da questo video. Il soggetto in questione sarebbe solo uno dei tanti, soprattutto per la pratica del rilascio delle tessere elettorali, che se hanno un cronologico potrebbero inchiodare i tanti che hanno fatto uso di questa tecnica. Chissà quanti hanno ricevuto soldi e cos’altro sono stati capaci di fare per avere consensi bulgari! La procura deve indagare, vogliamo la verità ed i colpevoli puniti!».




Pagani. L’Udc proroga la campagna di tesseramento

ANGRI. Il partito Udc, sezione di Angri, proroga al 29 febbraio 2016 la campagna di adesione e tesseramento al partito Unione del Centro. Adele Limodio, commissario ad acta per il tesseramento «ha invitato tutti i moderati e popolari che si riconoscono nei valori e nei principi del popolarismo, ad aderire al tesseramento».
«Questo appello – afferma ancora il commissario – è rivolto a tutti gli elettori, cittadini e simpatizzanti del partito Udc e si pone l’obiettivo di allargare la base per raggiungere le vette della più ampia e condivisa partecipazione alla vita politica di quanti hanno voglia e volontà di impegnarsi per il bene di questa comunità».
Il partito Udc, in questa ottica, si pone come punto di riferimento per tutti coloro i quali vogliono svolgere attività politica, discutere delle questioni nazionali e locali e diventare parte attiva ed integrante dei processi ed eventi della comunità e non restare a guardare od a subirne lo svolgimento in modo passivo.
(alf.cri)




Udc, Pd e Psi: un dibattito a 360° per sfidare la Giunta dei diktat

ANGRI. L’Unione di centro, il Partito democratico e il Partito socialista, hanno chiamato a raccolta i cittadini di Angri per un incontro dibattito nella sala dell’ex combattente in piazza Doria (foto) domenica 17 gennaio alle ore 10,30. Tema del convegno “Diciamoci davvero come stanno le cose” e nel corso dell’incontro saranno trattate idee e proposte da presentare all’amministrazione come lavoro e politiche sociali; ambiente; scuola e innovazione; gestione fondi europei; tributi locali; gestione Angri eco servizi; sicurezza e tutele del territorio; la vera spending review. Interverranno i consiglieri di minoranza, i rappresentanti dei partiti e le associazioni locali.
Le forze del centro sinistra angrese si riuniranno per la prima volta pubblicamente a circa sette mesi dalle elezioni amministrative e intendono con questo dare l’avvio ad una nuova stagione di dibattito e confronto politico sul territorio. Saranno affrontate, nel corso dell’incontro, molte delle tematiche e problematiche che interessano la nostra realtà e alle quali si cercherà di apportare un contributo in termini di idee e di proposte condivise e aperte. “Sedere nei banchi dell’opposizione, afferma il segretario del Pd, Giancarlo Palmiro D’Ambrosio, non vuol dire subire passivamente le scelte imposte, o alimentare sterili discussioni, ma rappresenta per noi la volontà di superare le limitazioni del ruolo al fine di garantire un contradditorio costruttivo e partecipato nella gestione della comunità”. “L’obiettivo  che ci prefiggiamo, aggiunge il Commissario della locale sezione Udc, Adele Limodio, è di ridare, attraverso il confronto ed il dibattito, un veste più responsabile e rinnovata al ruolo dei partiti. I quali dovranno farsi garante e lavorare per una politica condivisa e propositiva. Una politica capace di aprirsi al confronto con tutte le forze politiche, sociali e civili del territorio e arginare i personalismi che caratterizzano ovunque la nostra realtà politica. Una realtà politica, conclude Adele Limodio, inclusiva che non allontani o isoli i suoi interlocutori ma che faccia da trait-d’union tra tutte le componenti politiche composite che animano Angri e pongono la città al centro dei propri interessi”. “L’assenza di rappresentanza in Consiglio comunale, con queste premesse che intendiamo avviare oggi, non può più essere una scusante per non impegnarsi e ne può diventare un motivo di esclusione, in quanto, sottolinea il segretario del partito Psi Giuseppe Fattoruso, si può contribuire, per tutti coloro che hanno voglia di lavorare,  a caratterizzare il processo di una gestione amministrativa attiva che interessa la comunità nella sua interezza e non può obtorto collo tenere lontano alcuno”.




Scafati. Casciello, ancora un passo indietro per l’ingresso in giunta. “Fele erede naturale di Aliberti”

Di Adriano Falanga

E’ il più deluso di tutti, ha disertato (era in Francia) le prime due riunioni di verifica maggioranza, mentre è stato presente ieri sera. La sua proposta di indicare un nome esterno quale componente di Giunta in quota Udc è stata bocciata dai suoi colleghi di maggioranza. Mimmo Casciello è destinata, pare, a non vivere mai l’esperienza di giunta, almeno non in questa consiliatura (ecco perché ha voluto, forse più di tutti, il ritorno al voto). “Nel tempo con il primo cittadino si è instaurato un rapporto umano molto profondo. I continui attacchi anche spesso violenti a cui è sottoposto, inevitabilmente diventano motivo di amarezza anche per chi come me è legato al lui da un rapporto non solo politico ma amicale” spiega Casciello. Prima del suo ingresso in consiglio comunale molti scafatesi neanche sapevano che la periferia al confine con Sant’Antonio Abate è “contrada Cappelle”. “Sono stato eletto consigliere comunale con un ampio consenso, che ha evidenziato che la mia azione amministrativa è radicata in ogni parte di territorio. Cappelle, è invece in quartiere in cui sono nato, che mi ha dimostrato un affetto straordinario, che mai dimenticherò – spiega Casciello, passando poi al suo negato ingresso in giunta –  Primo di sette liste. Ne avrei avuto tutto il diritto prima di molti altri ma per arrivare fino al 2018, Scafati ha bisogno di un governo ed una maggioranza forte, stabile e coesa. Le mie velleità personali sono invece del tutto secondarie rispetto alla Città ed all’ unità di una grande squadra”.

Ennesimo passo indietro dunque. “Abbiamo optato per una giunta elettiva, dove alcuni consiglieri eletti si sono dimessi per diventare assessori, dando la possibilità ad altri di poter accedere nell’ assise comunale. Un gesto di grande apertura a cui coloro che sono subentrati non possono di certo non tenerne conto”. Sull’operato degli assessori in carica conferma che “è oggetto di valutazione della maggioranza”. Si parla già di post Aliberti. Il primo cittadino non ha ancora indicato nessun erede politico. Potrebbe essere Giancarlo Fele, l’uomo “più amato” dalla maggioranza, oppure Annalisa Pisacane, come qualcuno vorrebbe? O ancora, Monica Paolino, nonostante la secca smentita della stessa? “Tra i tanti meriti di Aliberti vi è anche quello di aver costruito nel tempo una classe dirigente che di certo sarà in grado di esprimere un candidato condiviso per il 2018 – non rinuncia a fare un nome Mimmo Casciello, in linea con i suoi colleghi –  personalmente credo che Fele, in questi anni abbia dimostrato di poter essere l’erede naturale, con la straordinaria possibilità di potersi avvalere dell’indispensabile esperienza politica di Aliberti”.