Cava, rocambolesco incidente: auto in bilico su un sottopassaggio. La foto

CAVA DE’ TIRRENI. Poco prima della mezzanotte, una Toyota yaris di colore nero preveniente da viale Benedetto Gravaguolo nell’immettersi su via Principe Amedeo ha velocità sostenuta ha perso il controllo nell’immboccare la curva, ed è finita sul lato opposto. La vettura ha abbattutto la ringhiera del sottopassaggio, finendo la sua corsa in bilico, tra il marciapiede e le scale. Nessun ferito nello spettacolare incidente. A bordo dell’auto quattro giovani rimasti illesi.




Cava. Divertimento e solidarietà nelle manifestazioni organizzate dagli “Amici della Terza Età Antico Borgo”

CAVA DE’ TIRRENI. Bellissima serata all’insegna della solidarietà e folla delle grandi occasioni per l’evento organizzato dall’Associazione di promozione sociale e culturale “Amici della Terza Età Antico Borgo” di Cava de’ Tirreni nel Salone del Social Tennis Club. L’evento intitolato “Festa del Papà-the day after” ha visto il coinvolgimento della Croce Rossa Italiana Comitato di Cava, impegnato in questo periodo nella raccolta fondi finalizzata all’acquisto di una ambulanza pediatrica neonatale, obiettivo di fondamentale importanza vista anche la paventata chiusura definitiva del centro nascite dell’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo di Cava de’ Tirreni. Generosa è stata la risposta dell’associazione e il presidente Gerardo Canora, nel ringraziare i soci per questa loro disponibilità, ha auspicato altre serate di collaborazione con la Croce Rossa, vista anche la forte e radicata attenzione che la stessa associazione rivolge alle problematiche che ormai emergono quotidianamente nel settore sociale. Il presidente del comitato locale della Cri Valentino Catino si è invece complimentato per l’organizzazione e per la grande partecipazione dei soci, lasciando alla collaboratrice Gabriella Pisapia il compito di descrivere le varie attività in essere della Croce Rossa, ripromettendosi di ritornare presto insieme alle sue colleghe vista la condivisione con i soci di alcuni momenti di ballo durante la serata. Continuano nel frattempo le attività dell’associazione che, dopo la festa delle donne, le commedie teatrali della compagnia L’Edera di Tito di Domenico,gli incontri di preparazione alla Pasqua con padre Giovanni Pisacane, le due commedie viste al teatro di Mercato San Severino, con un’altra da vedere il 20 aprile, e l’applauditissima perfomance di Enzo Toriello con la sua magica fisarmornica, ha in previsione per il primo maggio la visita agli scavi di Ercolano, mentre a fine maggio partirà il primo ciclo di cure termali a Contursi presso le terme Rosapepe. cri2




Cava. A rischio gli arresti di “Hair Coffee”

CAVA DE’ TIRRENI. Niente atti della procura, chiesto al tribunale del Riesame  l’annullamento dell’ordinanza cautelare a carico degli indagati nell’inchiesta “Hair Coffee” per detenzione di sostanze stupefacenti.
Gli avvocati, tra i quali Alfonso Senatore e Mario Secondino, hanno chiesto annullamento dell’ordinanza a carico degli indagati che il primo febbraio scorso erano stati raggiunti dalla misura cautelare per lo spaccio nel centro di Cava de’ Tirreni. A inzio mese erano finiti in tre in carcere: Antonio Benvenuto, 50enne residente a Nocera Superiore contitolare del caffè-parruccheria “Hair Coffee”; Domenico Caputano, detto Mimmo, 34enne cavese come lo è anche il 48enne Raffaele De Martino. Erano stati ristretti ai domiciliari:  Carlo Lamberti, 35enne cavese come anche lo è il 22enne Francesco Trabucco; il 26enne Fabrizio Milite di Nocera Superiore e il 33enne Pasquale Giuliano di Pompei. Erano stati sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia giudiziaria: la 33enne Maria Elena Dominique Guidotti di Montegualtieri, di Cava de’ Tirreni; Gennaro Scirgolea, 57enne cavese come lo sono anche la 40enne Arianna Villani, il 48enne Carmine Medolla (parrucchiere contitolare dell’“Hair Coffee”), il 52enne Claudio Mazzotta e il 40enne Umberto Della Corte. I giudici si sono riservarti la decisione
Nell’indagine, è emerso che alcuni degli indagati avrebbero perfino nascosto cocaina, hashish e marijuana nelle tazzine del caffè. Per gli inquirenti, con l’operazione del primo febbraio sarebbe stato sgominato un centro di spaccio nel pieno centro di Cava de’ Tirreni che ruotava, in parte, attorno all’“Hair Coffee” in via Montefusco, alle spalle delle Poste centrali e a due passi dai portici luogo della movida cavese.




Nocera/Cava. Rifiuti e l’annosa vertenza Seta, il Comune di Nocera Inferiore vince la partita

Vittoria per il Comune di Nocera Inferiore riguardo la vertenza Seta. «Oggi c'è stato un risultato molto importante per la città di Nocera che ha attraversato una fase impegnativa e difficile dal punto di vista finanziario per il servizio di raccolta e trasporto rifiuti». A parlare è il primo cittadino Manlio Torquato, in merito alla lunga e complessa vicenda Seta, società partecipata dal comune di Nocera Inferiore e da altri comuni come Cava de' Tirreni che si è occupata di gestire la raccolta dei rifiuti cittadini. «Ci fu un analogo incontro nel mese di luglio, per parlare delle principali cause dello squilibrio finanziario che ha accompagnato l'amministrazione – spiega il sindaco – e ora questa partita è stata vinta ed è una tappa fondamentale per quanto riguarda l'azione di risanamento finanziario, una tappa importante che ha rappresentato un punto di svolta dell'amministrazione comunale sia in termini finanziari veri e propri che è la cosa principale ma anche come valutazione di resa del servizio». «Molte delle nostre attività e l'utilizzo stesso dei beni strumentali di cui si deve avvalere una società che svolge attività di raccolti e di trasporti di rifiuti – continua Torquato – è stato fortemente ipotecato in questi tre anni e mezzo e ha fortemente condizionato la qualità del servizio e anche l'operatività stessa del servizio. Ci siamo dovuti sobbarcare decisioni spesso molto pesanti, non tutte note al pubblico, ma che hanno consentito comunque in questa sospensione di tempo e di attesa fino al provvedimento ordinativo del tribunale di Nocera di pochi giorni fa di concludere la procedura con dichiarazione di inammissibilità. Il Comune ha assolto ai suoi pagamenti». E adesso bisogna ripartire da zero, almeno per quanto riguarda l'amministrazione che ha affrontato «alcuni nodi sospesi e molto onerosi». «Ci sarà, inoltre, anche un avvio di risanamento finanziario, nato per colpa della partita rifiuti» – conclude il sindaco Manlio Torquato.
Alfonso Criscuolo

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Cava. Una tragedia sfiorata grazie al caso. Tour nella disastrata scuola a S. Lucia

in edicola oggi con Le Cronache

di Carmine Benincasa

CAVA DE’ TIRRENI. Come si dice a Napoli “Nemmeno il tempo di farsi freddo”. E’ quello che sta accadendo alla scuola elementare della frazione Santa Lucia, che è stata chiusa il 13 febbraio scorso.
I genitori  degli alunni, questa mattina, hanno ritirato gli effetti dei loro bambini, è iniziato il trasloco di tutte le cose per poter iniziare i lavori e intanto, per sicurezza degli operai e di chi andrà a fare i prossimi sopralluoghi sono stati già martellati tutti i muri a rischio a cedimento affinché nessuno possa farsi male. Purtroppo o per fortuna, sabato scorso non c’è stato nessun terremoto o catastrofe naturale che abbia causato  gravi danni alla struttura 8visibili nel nostro tour fotografico), quindi, sia i docenti sia i bambini sono stati a loro rischio e pericolo all’interno di una struttura a rischio cedimento da un momento all’altro. Fortunatamente la disgrazia è stata “scampata” e non per l’intervento in tempo delle amministrazioni comuanli o scolastioca ma solo per una casualità.
Ora, le mamme degli scolari, sapendo che l’istituto non sarà riaperta in pochi mesi, dato che non si sa ancora da dove attingere i fondi e sopratutto di quanti soldi parliamo, stanno spingendo affinché si trovi una sistemazione provvisoria, anche container, che però permetta ai loro bambini di andare a scuola di mattina e non di pomeriggio come organizzato dall’amministrazione Servalli.
nessun doppio turno, quindi, nè la scuola di pomeriggio come proposto dal Comune.




Cava. Un cervo e un daino detenuti illegalmente nel convento di San Francesco. Una denuncia

CAVA DE’ TIRRENI. Sequestrati due animali dal piccolo giardino zoologico del convento cittadino dedicato a San Francesco e Sant’Antonio.
Il personale della locale stazione del Corpo Forestale dello Stato, in seguito ad una segnalazione di presunto maltrattamento di animali, è infatti intervenuta presso il santuario francescano retto da padre Luigi Petrone meglio conosciuto come “Fra’ Gigino”.
Nel corso dell’ispezione, svolta con l’ausilio dei veterinari dell’Asl Salerno, i forestali hanno accertato l’illecita detenzione di un esemplare maschio di cervo e di una femmina di daino donati a padre Luigi.
Questi animali possono costituire pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica.
I due esemplari selvatici non avevano subito maltrattamenti e godono di buona salute.
I forestali hanno denunciato il possessoree  sequestrato gli ungulati, affidati in custodia presso il convento francescano cavese, in attesa del trasferimento presso altre strutture idonee dove poter rimanere secondo la normativa vigente.




Cava. «Regolamento approvato ma come se non ci fosse»

CAVA DE’ TIRRENI. Regolamento sui referendum comunali approvato in consiglio… ma come se non ci fosse…». Riaccende la polemica sull’approvazione del regolamento sulle consultazioni popolari nel comune metelliano, l’ex sindaco della città, Marco Galdi (nella foto). L’attuale consigliere comunale di opposizione scrive: «Nel consiglio comunale di lunedì scorso è stato approvato il regolamento disciplinante i referendum locali su proposta della minoranza. Con emendamento della maggioranza, però, si è portato al 20% degli aventi diritto al voto il quorum di firme richiesto per l’indizione del referendum: ne occorreranno oltre 7.000… Praticamente quasi impossibile svolgerlo. C’è di più. E’ stata bocciata anche la proposta di mediazione della minoranza di disciplinare almeno una Consultazione telematica non vincolante per l’Amministrazione… perché la voce della Città arrivasse nel Palazzo. Ma il Palazzo è chiuso, barricato, e non vuole minimamente confrontarsi… La chiamavano la “svolta buona” …». Una stoccata all’amministrazione del sindaco Vincenzo Servalli che della partecipazione popolare ha fatto un tema della campagna elettorale che lo ha visto eleggere primo cittadino. A richiedere la consultazione telematica erano stati cinque consiglieri compreso Galdi proponendo che e richiederla poteva essere l’1% dei cittadini aventi diritto al voto oppure il sindaco o un quinto dei consiglieri comunali. E c’è chi, su facebook, sottolinea che alle firme dei consiglieri comunali dell’opposizione “ne mancano sempre due, quelle dei due consiglieri che fanno capo a Fdi, come mai?»




CAVA. Arrestati gli spacciatori della movida cavese

L’INTERA OPERAZIONE ANTIDROGA IN 10 ARTICOLI E IN 14 FOTO

CAVA DE’ TIRRENI. Nascondevano cocaina, hashish e marijuana, perfino nelle tazzine del caffè. Sgominato un centro di spaccio nel pieno centro di Cava de’ Tirreni che ruotava, in parte, attorno all’“Hair Coffee” in via Montefusco, alle spalle delle Poste centrali e a due passi dai portici luogo della movida cavese. Ieri mattina, grazie ad un’inchiesta coordinata dal pm Giuseppe Cacciapuoti della procura di Nocera Inferiore e alle indagini dei carabinieri della tenenza cavese, sagli ordini del tenente Vincenzo Tatarella, sono state eseguite 13 ordinanze di custodia cautelare.
I militari del reparto territoriale di Nocera Inferiore, coordinati dal maggiore Enrico Calandro, hanno trasferiti agli arresti in carcere: Antonio Benvenuto, 50enne residente a Nocera Superiore contitolare del caffè-parruccheria “Hair Coffee”; Domenico Caputano, detto Mimmo, 34enne cavese come lo è anche il 48enne Raffaele De Martino.
Ai domiciliari sono andati Carlo Lamberti, 35enne cavese come anche lo è il 22enne Francesco Trabucco; il 26enne Fabrizio Milite di Nocera Superiore e il 33enne Pasquale Giuliano di Pompei.
Sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia giudiziaria: la 33enne Maria Elena Dominique Guidotti di Montegualtieri, di Cava de’ Tirreni; Gennaro Scirgolea, 57enne cavese come lo sono anche la 40enne Arianna Villani, il 48enne Carmine Medolla (parrucchiere contitolare dell’“Hair Coffee”), il 52enne Claudio Mazzotta e il 40enne Umberto Della Corte.
Indagati nella stessa inchiesta anche la 25enne Debora Abbamonte, di Nocera Superiore, e la 39enne Carmela Bisogno. Due i gruppi distinti in altrettanti capi di imputazione. Il primo gruppo, che avrebbe detenuto e ceduto cocaina, hashish e marijuana a numerosi tossicodipendenti cavesi, di Vietri sul Mare e della Costiera amalfitana, ruotava attorno all’“Hair Coffee”, del quale sono titolari Benvenuto e Medolla, ma agivano nei pressi anche Caputano e De Martino, che, secondo il gip Paolo Valiante, «appaiono sin dall’inizio delle indagini come punto di riferimento di quell’esercizio commerciale per la propria attività di spaccio di sostanze stupefacenti». A costoro sarebbero collegati anche Guidotti di Montegualtieri, Scirgolea e Abbamonte.
Un’altra attività di spaccio avrebbe fatto capo a Carlo Lamberti e diverso da quello riconducibile a Capotano e Benevento. Lamberti avrebbe operato anche in Veneto, dove si era recato per motivi di lavoro, ma telefonicamente teneva i contatti e indirizzava Trabucco, Milite, Mazzotta, Della Corte e Bisogno sul come approvvigionarsi presso terzi della droga da spacciare a Cava de’ Tirreni. I due gruppi, però, certamente, pur non essendo legati tra loro, ben si conoscevano e avevano contatti tra loro come quelli tra Lamberti, Villani e Caputano. A fornire la droga erano fornitori della zona di Boscoreale-Pompei-Torre Annunziata, come quella fornita dal pompeiano “Pascal ‘o chiatt”.
Il giro attorno all’”Hair Cafè” era di notevoli dimensioni, tanto da suscitare le ire degli abitanti della zona, che assistevano a viavai di giovani fino alle 3 di notte che acquistavano stupefacenti di ogni genere che poi consumavano sotto i portici o nelle zone limitrofe.
Le indagini dei carabinieri sono proseguite per mesi ed hanno ripreso una serie di consumatori, la maggior parte dei quali hanno avuto la spudoratezza di negare anche di aver acquistato droga dai venditori, finendo così, più o meno inconsapevolmente, nei guai.
L’indagine non è ancora chiusa e per il momento proseguono soprattutto nella direzione di scoprire altri pusher e capi delle organizzazioni di spaccio metelliano e i loro fornitori nella zona torrese-stabiese-boschese.

Massimo Salvo

 

Il modus operandi dei pusher arrestati. In città non sono gli unici

CAVA DE’ TIRRENI/NOCERA INFERIORE. «Abbiamo interrotto un’attività di spaccio che proseguiva da diversi anni e che faceva della movida cavese un luogo per vendere stupefacenti, visto il gran numero di giovani che li frequentano. Abbiamo dato una risposta alle tante persone che hanno segnalato un’intensa atività di spaccio nel centrio cittadino». Queste le parole degli inquirenti  che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare l’operazione antidroga.
Alla conferenza hanno preso parte il procuratore facente funzioniAmedeo Sessa, il pm Giuseppe cacciapuoti che ha diretto le indagini, il maggiore Enrico Calandro, comandante il reparto territoriale di Nocera Inferiore e il tenente Vincenzo tatarella, responsabile della tenenza di Cava de’ Tirreni.
Gli inquirenti hanno sottolineato la scarsa collaborazione ricevuta dai molti assuntori fermati, ma nel contempo le numerose segnalazioni ricevute dai cittadini ormai stufi di vedere molte strade del centro trasformate in un luogo di consumo di sostanze stupefacenti.
Molti anche gli esposti anonimi giunti ai militari e le fonti confidenziali raccolte a partire dal settembre 2013 sugli strani movimenti intorno all’”Hair Coffee”, bar-parruccheria situato in un’area ben controllabile sotto uno dei porticati. In zona, non a caso, si ritrovavano molti spacciatori con precedenti penali specifici.
In un primo momento, la droga veniva venduta nei pressi dello stesso bar, poi dopo alcuni arresti la droga contrattata vicino alla parruccheria e infine consegnata previo appuntamento in altre zone della città.
Non è da escludere che il gruppo di presunti pusher avesse subdolato che qualcosa non andava e che erano nel mirino degli investigatori, tant’è che cambiavano spesso numero di telefono, intestate anche a persone non a loro riconducibili.
Durante le indagini sono stati eseguiti diversi sequestri, complessivamente per 100 grammi a riscontro dell’attività investigativa condotta dai carabinieri della tenenza cavese. Sempre durante l’attività investigativa, è stato eseguito anche un altro arresto. In città, però, operano altri gruppi di spacciatori.
(c.b.)

 

L’operazione dei carabinieri che ha sconvolto il lungo sonno di molti cavesi

CAVA DE’ TIRRENI. Il blitz scattato ieri mattina, quando ancora era buio e decine di auto dei carabinieri sono piombate in città stringendola d’assedio come non accadeva da anni. Si è squarciato così una sorta di velo di ipocrisia che riteneva la vallata metelliana immune dallo spaccio di droga. Decine le perquisizioni coordinate dalla tenenza cavese dell’Arma e dal reparto territoriale di Nocera Inferiore. Gli uomini del tenente Vincenzo Tatarella e del maggiore Enrico Calandro hanno eseguito le 13 ordinanze di custodia cautelare in meno di un’ora e mezza. Tra i cento militari impiegati, anche carabinieri cinofili per ricercare stupefacenti nelle abitazioni degli arrestati o nei locali da essi frequentati. Il blitz è scattato, in verità, già nelle prime ore di domenica sera, quando i carabinieri hanno cominciato un servizio di osservazione per poter eseguire le misure cautelari senza sorpresa. Alle 6 del mattino di ieri, Cava de’ Tirreni si è svegliata al suono delle sirene che l’ha svegliata da un lungo sonno sulla situazione criminalità in città.
Carmine Benincasa

 

Consumatori anche da Vietri e dalla Costiera

Da Vietri sul Mare e dalla Costiera amalfitana a Cava de’ Tirreni per comprare il ”fumo” o il “pallino” di cocaina. Non si trattava solo di assuntori di sostanze stupefacenti della vallata metelliana quelli che si rivolgevano ai due gruppi di pusher che ruotavano nel centro storico cavese. Assuntori che si recavano fino a tarda sera nei pressi dell’”Hair Coffee” per acquistare ogni tipo di stupefacente. Da Vietri e dalla Divina costa arrivavano soprattutto il venerdì e il sabato sera, quando la città si popola di tantissimi giovani che animano i diversi locali della zona. Pochi euro per una “canna” o anche 20-25 euro per una sniffata e tornare “fatti” a casa.

 

La droga arriva da Torre e Boscoreale

di Ciro Serrapica

TORRE ANNUNZIATA/BOSCOREALE/POMPEI. La droga per l’Agro nocerino e per la movida di Cava de’ Tirreni arriva dall’area torrese-boschese.
Il profilo che si sta delineando dalle varie operazioni antidroga portate a termine dalle forze dell’ordine negli ultimi cinque anni è proprio questo: nell’Agro nocerino sono attivi i grossisti della droga acuista dagli importatpri dell’area “torrese boschese”.
Le principali piazze di spaccio cavesi si trovano sotto i portici del centro  e nelle stradine limitrofe. In verità si tarta di uno spaccio “volante” fatto nei pressi di alcuni locali e delal gente cxhe passeggia, molto discreto e che non è visibile se non agli assubtori che spesso appartengono alla cerchia di amicizia degli stessi pusher.
Proprio per la localizzazione e per il grande impatto commerciale sui trasporti che ha l’Agro nocerino, infatti, in zona arrivano numerosi camion che, con tanto di “carico di copertura” trasportano ingenti quantità di droga proveniente da ogni dove. Qui vengono stoccati per conto dei clan Aquino-Annunizata di Scafati, alleato con i Gionta di Torre Annunziata; per la fazione opposta invece, i traffici sono riconducibili al clan Gallo-Cavaliere di Torre Annunziata alleato con i Gallo-Limelli-Vangone di Boscoreale. L’egemonia nel maercato della droga ha portato ai numerosi episodi criminali degli ultimi anni: sparatorie, omicidi, tutti commessi nell’area torrese boschese.
A questo punto, come si evidenzia dall’operazione di ieri mattina messa a segno dalle forze dell’ordine, l’Agro nocerino si conferma centrale di stoccaggio per quelli che sono i clan dell’area torrese boschese, visto che ormai sulle loro zone ci sono i riflettori accesi da parte degli inquirenti, ed hanno così deciso di dirottare le partite di droga in arrivo su altre zone, magari meno controllate. Ed è qui che hanno cominciato a stringere contatti con i “grossisti” dell’Agro nocerino, che oltre a stoccare, provvedevano anche a rifornire le varie piazze di spaccio della zona.
I legami tra le varie pedine di questa “scacchiera della morte”, secondo gli inquirenti si sono stretti in carcere, dove hanno avuto modo di conoscersi e stringere così rapporti di collaborazione al fine di creare una rete fittissima di distribuzione delle grandi quantità di droga che arrivano direttamente nell’Agro nocerino. Gli arresti di ieri, segnano un altro punto a favore delle forze dell’ordine, che con grande impegno stanno cercando di dare smacco alla criminalità organizzata che, con le sue ramificazioni, cerca sempre di espandersi e continuare gli affari illeciti.
L’attività investigativa fa emergere, però, che i venditori sono ormai autonomi e si occupano della parte finale della catena, quella vendita all’acquirente e non del traffico, mentre i clan dell’area torrese-bosche si occupano perlopiù dell’importazione dalla Spagna e dall’Olanda e le organizzazioni intermedie dell’Agro nocerino fanno da grossistie staccoatori. A cava, come in ogni comune, esistono vari reti di spacciatori, autonomi e spesso in cobntto tra loro. Sono composte da giovani leve e da assuntori decennali che decidono di affiancare ad un’attività lecita anche una illecità. Si tratta di ristoratori, baristi, artigiani, operai ed altre che pur lavorando vogliono guadagnare di più e per farlo non disdegnano di delinquere

A procurare  la “roba” “Pascale ‘o chiatt”

POMPEI. Sarebbe stato Pasquale Giuliano, 33enne di Pompei, anche se nato a Castellamare di Stabia, a rifornire di droga il gruppo di spacciatori.
In particolare, avrebbe rifornito il cavese Carlo Lamberti che smerciava droga nella vallata metelliana. “Pascal ‘o chiatt” è gravato da precedenti di polizia e reati in materia di droga e sarebbe stato solito incontrarsi in via Masseria Curato, a Pompei, nei pressi dello svincolo dell’A3, con persone provenienti anche da altri comuni per lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Quindi è probabile che le indagini possano trovare uno sviluppo proprio a partire dalla condotta del pompeiano, che potrebbe portare a collegamenti con persone dette all’importazione e all’ingrosso di droga dell’area boschese-torrese.
(c.b.)

A breve possibili ulteriori risultati investigativi

NOCERA INFERIORE. Non è escluso che nelle prossime ore saranno incrociati i dati di varie inchieste dei carabinieri che da anni portano avanti nell’area nord della provincia di Salerno, sia recenti sia del passato, sulla linea di spaccio e rifornimento che collega l’area napoletana all’Agro nocerino, a Cava de’ Tirreni.
Già in altre indagini, è emerso che gruppi di cavesi legati alla gestione di bar del centro cittadino o i negozi di abbigliamento erano legati a fornitori di stupefacenti di Pagani e di altri comuni dell’Agro nocerino.
Cava, poi, era un luogo privilegiato per riciclare il denaro “sporco” attraverso alcune attività commerciali.

Un costesto difficile attorno all’“Hair Caffee”, centrale di spaccio

CAVA DE’ TIRRENI. E’ stato un contesto assai difficile per gli inquirenti da espugnare. Un piccolo fortino nel centro di Cava, quello intorno all’”Hair Coffee”, posto sotto i portici di via Montefusco al centro di un dedalo di viuzze a pochi passi dalla movida metelliana.
I carabinieri hanno dovuto faticare non poco per evitare di essere scoperti durante i numerosi servizi di appostamento. Gli investigatori hanno notato, in particolare, Domenico Caputano, detto Mimmo, già denunciato nel 2010 dagli stessi militari per reati legati agli stupefacenti assieme ad altre 16 persone, aggirarsi nei pressi dell’attività di bar-parruccheria tenuta da Antonio Benvenuto, che gestiva il bar, e Carmine Medolla, parrucchiere.
Dalle ulteriori attività investigative è emerso che il barista utilizzava tre cellulari per i contatti con gli acquirenti della droga, che sarebbe stata conservata in via Cinque, in località San Cesareo, nei pressi delle palazzine Iacp, le case popolari nella periferia cavese presso alcuni parenti di Caputano.
Dopo aver fermato numerosi assuntori, i carabinieri hanno provveduto a sottoporre a intercettazioni telefoniche vari indagati, venendo a capo del giro.

Cocaina e hashish nelle tazzine di caffè

CAVA DE’ TIRRENI. A telefono parlavano di pizze, capi di abbigliamento ed altro per mascherare il traffico di droga. Stupefacenti che erano ovunque, anche nelle tazzine di caffè pronte ad essere vendute agli acquirenti di un’età tra i 18 e i 40 anni.
Ai carabinieri, però, non è sfuggito né il reale significato del linguaggio criptico, né i nascondigli degli stupefacenti, dei più ingegnosi.
(m.s.)

 

Benvenuto, Caputano e De Martino perni nell’indagine tra Cava e Nocera

CAVA DE’ TIRRENI. Per il Gip Paolo Valiante, nell’inchiesta dei carabinieri cavesi, emerge preponderantemente il ruolo svolto da Antonio Benvenuto, contitolare dell’”Hair Coffee”, di Domenico Caputano e Raffaele De Martino. I tre sarebbero stati abitualmente dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti con una frequenza che indica la loro pericolosità. Il gruppo disponeva sia dell’”Hair Coffee” che di un garage in via Cinque. Carlo Lamberti, per il Gip, è il punto di riferimento del gruppo che conduceva il traffico di stupefacenti. Anche la sua attività aveva una certa continuità e sussistenza, pur se avevano una certa difficoltà nel regolare i rapporti economici nei confronti dei loro fornitori. Francesco Trabucco e Fabrizio Milite possono essere considerati il braccio operativo di Lamberti. Trabucco è stato già processato in passato per fatti di droga. Carmine Medolla, pur essendo il contitolare dell’”Hair Coffee”, non ha svolto un ruolo centrale nello spaccio come il suo socio Benvenuto. Maria Elena Dominique Guidotti di Montegualtieri è considerata attivissima anche nello spaccio e ha mantenuto contatti per procacciare le sostenze stupefacenti. Gennaro Scirgolea mette a disposizione la propria abitazione per il consumo di droga e per consentire alla Montegualtieri il confezionamento degli stupefacenti anche per terze persone. Arianna Villani ha avuto rapporti con Lamberti e sembra ben introdotta nel meccanismo dello spaccio.
Claudio Mazzotta ha un ruolo marginalissimo nella vicenda e non compare nelle intercettazioni dello spaccio.
Umberto Della Porta potrebbe essere il collegamento tra Lamberti e un fornitore.
Debora Abbamonte e Camela Bisogno avrebbero agito in appoggi allgli uomini a cui erano sentimentalmente legate. La prima legata a Caputano, la seconda a Lamberti.




Droga nella movida di Cava de’ Tirreni. 13 tra arresti ed altre misure cautelari

 

Dalle prime ore della mattina odierna è in corso un’operazione antidroga dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore (SA), nei comuni di Cava de’ Tirreni, Nocera Superiore, Roccapiemonte (SA) e Pompei (NA).

 

Un centinaio di militari, con l’ausilio di unità cinofile, stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 13 indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre a decine di perquisizioni domiciliari.

 

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 12.00 odierne presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore.

 




Cava invasa dalla droga L’allarme inascoltato.

CAVA DE’ TIRRENi. «Lo spaccio ed il consumo di stupefacenti in città ha raggiunto un livello qualitativo e  quantitativo mai visti prima, grazie anch ad una ramificazione oramai serrata e sopratutto sempre più difficile da scoprire e sventare». Questo l’incipit dell’articolo di Le Cronache del 11 novembre scorso sull’allarme stupefacenti in città. Un allarme inascoltato di più, in una città che sembra intenzionata a nascondere vizi e vantare solo le virtù della sua comunità. L’articolo, allora, provocò molto fastidio e commenti infuriati su facebook, etichettando Le Cronache come denigratore della comunità o di esagerare. Purtroppo, le operazioni di polizia di queste ore dimostrano che quella amarà realtà da digerire non solo continua a rimanere ma va intensificandosi. Con  volto coperto e voce artefatto uno spacciatore raccontò al  nostro Carmine Benincasa le droghe più in voga in città e sopratutto come avviene la compravendita. Le operazioni di queste ore dimostrano che, purtroppo, quelle dichiarazioni erano giuste.  A Cava si spaccia e si consuma di tutto e spesso anche tra giovabnissimi, tra i 13 ed i 15 anni. Dagli spienlli alle sostanze chimiche efiumi di cocaina consumata dai 16 anni fino ai 60. Per molti che amano ballare va di moda le pasticche di varia composizione. C’è poi l’uso della  chetamina, un  tranquillante per cavalli. Lo spaccio avviene in città e in alcuni locali pubblici, spesso tollerato dagli stessi titolari, anche perchè dove si vende     «fumo, pasticche e coca c’è gente». Ad operare sono volti nomi dello spaccio ma anche ragazzetti che fanno dello spaccio uno dei motivi della stessa loro “amicizia”. La “roba” si acquita «’a Torre» (nelle zone tra Boscoreale, Torre Annunziata e Torre del Greco) o dai «neri», dagli extracomunitari della litoranea tra Pontecagano, Battipaglia ed Eboli. C’è chi arriva anche nella zona di Secondigliano a Napoli.  Da 50 euro di cocaina si può guadagnare massimo 100 euro, mentre sul fumo il guadagno è più semplice: basta solamente spacciare qualsiasi sostanza per hashish provenienti da Amsterdam, anche se poi non è vero e con una “pezza” di 10 grammi di fumo a 3 euro al grammo e la rivendono a 10-15 o addirittura 20 euro.  Lo spaccio è soprattutto intraamicizie e nella zona dei portici, anche se non c’è una postazione fissa ben visibile.  La base amicale o di conoscenze rende il sistema meno permiabile dalle indagini e più rassicurante per gli stessi consumatori che ritengono il consumo e il necessario acquisto non più disdicevole.

 

Preso con hashish e cocaina mentre era tra i giovani
della Movida

CAVA DE’ TIRRENI. Fermato mentre era tra i giovani della movida metelliana e trovato in possesso di stupefacenti: arrestato in flagranza di reato il 36enne Antonio Armenante di Cava de’ Tirreni.
I poliziotti della squadra anticrimine del commissariato cavese, diretto dal vice questore Marzia Morricone, ha arrestato Armenante resosi responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e specificamente cocaina ed hashish.
L’arresto  è stato effettuato grazie ad elementi raccolti nel corso di una specifica attività info-investigativa nella quale i poliziotti del commissariato erano già impegnati da qualche tempo e che aveva consentito di accertare che Armenante, persona già nota alle forze dell’ordine per reati specifici, era solito frequentare la “movida” del centro storico di Cava de’ Tirreni, sempre affollata da numerosi giovani, per spacciare cocaina ed hashish. La squadra anticrimine individuare fra i tanti giovani presenti, il 36enne cavese e lo ha fermato. Durante il controllo, gli agenti hanno  trovato Armenante con tre “stecche” di hashish, nonche’ di numerose banconote di vario taglio. Immediatamente, l’uomo è stato perquisito e poi gli agenti sono piombati a casa sua dove è stato trovato un “panetto” di hashish del peso di 50 grammi e  5 “dosi” di cocaina ed un coltello e un bilancino di precisione usati per il taglio della sostanza.   Armenante è stato arrestato per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato associato alla casa circondariale di Salerno, a disposizione del pm di turno presso il tribunale di Nocera Inferiore in attesa del rito direttissimo.