Cava. Architetto del Comune tenta il suicidio negli uffici di via Corradino Schreiber

CAVA DE’ TIRRENI. Dramma sventato agli uffici comunali cavesi di via Corradino Schreiber.
Una dipendete comunale, un architetto, ieri mattina, intorno alle 10, 30, forse dopo aver avuto un diverbio verbale con uno dei suoi colleghi, si è lanciata finendo sul ballatoio sottostante una finestra della palazzina.
Fortunatamente, il tentativo, forse provocato da un forte stress, è stato vanificato dalla presenza del ballatoio fuori la finestra verso il quale sembrerebbe essersi sporta e dall’intervento di due dei suoi colleghi che prontamente l’hanno afferrata e riportata in sicurezza nell’ufficio.
La chiamata alla Polizia di Stato e al pronto soccorso è stata immediata e l’architetto è stata assistita per il chiaro stato di choc e poi è stata ascoltata per capire le ragioni di questo scatto impulsivo.
Alla dipendente comunale del settore Lavori pubblici e Ambiente la solidraietà dei colleghi.
Sul posto sono giunte una volante del locale commissariato diretto dal vice questore Marzia Morricone, ed una ambulanza della Croce Rossa che ha trasportato la donna in ospedale per accertamenti.  Sulla causa del gesto sta indagando la polizia.
Secondo voci raccolte sul posto il gesto potrebbe essere ricondotto ad una presunta mancata riconferma dell’architetto al suo incarico all’interno della pianta organica del Comune.
I dipendenti hanno cercato di attunuare l’accaduto sostenendo che la donna era andata via dall’ufficio.
L’ex vicesindaco Tania Lazzerotti ha così commentato su facebook: «Credo che per l’ennesima volta… ci sia in ballo qualche questione… per esperienza personale… ” se non mi dai una cosa io e te ne levo un’altra…. diciamo il contrario di “Do ut des”! Ma sempre con il beneficio del dubbio.»
L’ex sindaco Marco galdi ha dato la sua solidarietà alla dipendente che avrebbe tentato il suicidio.




Carabinieri salvano una 55enne dal suicidio

CAVA DE’ TIRRENI/NOCERA SUPERIORE. Tneta il suicidio nei pressi della Badia di Cava de’ Tirreni, salvata 55enne di Nocera Superiore.
Il reparto operativo dei Carabinieri di Nocera Inferiore, al comando del maggiore Enrico Calandro, è intervenuto mercoledì sera, intorno alle 22, per soccorrere una donna allontanatasi da casa senza un motivo apparente.
L’allarme è partito quando i suoi familiari si sono accorti della sua assenza. Strano era parso ai congiunti della 55enne che non era rincasata ad ora tarda, contrariamente a come era solito fare.
Gli uomini dell’Arma, coadiuvati da una pattuglia di Cava de’ Tirreni, si sono messi all’opera e in poco tempo hanno ritrovato la donna nocerina in una località montana nei pressi della Badia cavese, in evidente stato confusionale derivante dall’assunzione di psicofarmaci. probabilmente legata ad un tentativo di suicidio..
A  sostegno dei militari è intervenuta anche un’ambulanza, che ha rianimato la 55enne e l’ha trasportata all’ospedale di Cava.
I motivi alla base del suo gesto sembrano rientrare tra i disturbi dell’umore di cui ella pare soffrisse da qualche tempo.                  (m.s.)




Scafati. Antifurto e vigilantes mettono in fuga nella notte quattro ladri

SCAFATI. A Scafati tentato furto ad un tabacchi.  Ladri messi in fiuga dall’antifurto e da un vigilantes. Ritorna l’allarme sicurezza in città. Ancora un episodio che riporta alla ribalta il problema sicurezza in città. Nella nottata tra giovedì e venerdì, ignoti hanno tentato di scassinare un negozio di tabacchi in via Pasquale Vitiello. Erano circa le tre del mattino quando sembra quattro persone, giunti a bordo di un’auto, pare una Citroen C3, hanno forzato e divelto la serranda. A mmetterli in fuga il suono dell’antifurto e il repentino intervento della vigilanza privata che per puro caso, e per fortuna del proprietario del tabacchi, era a poche centinaia di metri. Tutta la scena del tentato furto sarebbe stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza poste fuori al negozio di tabacchi e anche il percorso di fuga dei malviventi, che si sarebbero dileguati in direzione Santa Maria la Carità, sarebbe al vaglio degli inquirenti per cercare di individuare i malfattori. Le forze dell’ordine intervenute, oltre a vagliare le immagini del negozio e quelle di altre attività vicine, hanno a disposizione anche le immagini della video sorveglianza comunale, proprio sul vicino incrocio di via Vitiello e via Bonifica, direzione in cui sarebbero fuggiti i ladri, ci sono ben tre telecamere.
A Scafati il problema sicurezza per commercianti e non solo assume sempre più  un aspetto grave che sembra avere poche risoluzioni sia da parte delle forze dell’ordine che dal lato politico. I negozi scafatesi, per motivi logistici e territoriali della città, si prestano ad essere prede appetite dai ladri, locali e non solo. A questo si aggiunge che una città di oltre 50 mila abitanti e un territorio vasto, di notte, al massimo ha una sola pattuglia delle forze dell’ordine in giro.
Alla luce di questo nuovo episodio cresce l’allarme sicurezza a Scafati. I residenti ora hanno paura e chiedono maggiori controlli sopratutto nelle ore notturme. tabbachio tentato furtyo 66bfadd1a8fe8163b7f




Nocera I. Tutto sull’operazione che ha portato agli arresti i fratelli Marrazzo, Claudio Trimarco e Adelchi Quaranta

Giuseppe Marrazzo

Giuseppe Marrazzo

Alessandro Marrazzo

Alessandro Marrazzo

Claudio Trimarco

Claudio Trimarco

Adelchi Quaranta

Adelchi Quaranta

 

 

Tre articoli e foto da Le Cronache oggi in edicola

 

NOCERA INFERIORE. Droga, armi e munizioni: arrestati tre nocerini e un pontecagnanese. Ai domiciliari sono finiti i fratelli Marrazzo, il 23enne Alessandro e il 30enne Giuseppe, il 27enne Claudio Trimarco, tutti di Nocera Inferiore e il 29enne Adelchi Quaranta originario di Pontecagnano ma residente a Montecorvino Pugliano.

Indagati anche il 32enne Antonio Marrazzo (fratello di Alessandro e Giuseppe) e il 24enne Luciano Solferino Tiano, entrambi di Nocera Inferiore di Nocera Inferiore: per questi ultimi, però, il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto che non sussistessero i gravi indizi di colpevolezza.

I provvedimenti restrittivi scaturiscono da un’indagine avviata nel marzo 2014 dalla Sezione operativa del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, agli ordini del maggiore Enrico Calandro, e conclusasi alla fine dello stesso anno. Un’inchiesta che avrebbe portato all’individuazione di diversi soggetti, dediti a vario titolo allo spaccio di cocaina a Nocera Inferiore. L’attività investigativa, svolta attraverso metodi tradizionali supportati da attività tecniche e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità, a vario titolo, degli indagati in ordine a numerosi episodi di spaccio di cocaina nel suddetto comune; alla detenzione illegale di una pistola calibro 9, con relativo munizionamento, utilizzata per il tentato omicidio di Pietro Cesarano da parte di Giuseppe Marrazzo (noto perché aveva intrapreso la carriera come cantante neomelodico con il nome d’arte Pino Ferrucci), avvenuto a Nocera Inferiore il nove marzo 2014. Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro 30 grammi di cocaina e decine di munizioni di vario calibro.

Le indagini sono partite dal tentato omicidio di Cesarano, avvenuto in Napoli, sotto casa dei Marrazzo.

Nelle ore successive, raccolta una voce da una fonte confidenziale su una presunta attività di spaccio da parte di Alessandro Marrazzo, i carabinieri fecero una perquisizione in un box in uso alla famiglia. Nel box i carabinieri trovarono 15 grammi di cocaina e 28 proiettili  calibro 9×21, di altri due 357 magnum ed uno calibro otto.  Un parente dei tre disse che nutriva da tempo sospetti sull’attività fatte in quel locale dai te fratelli Marrazzo, perché c’era un andirivieni di persone fino a tarda sera.

Da questo sequestro si è poi allargata l’indagine grazie anche all’uso delle intercettazioni telefoniche.

 

LE ACCUSE

NOCERA INFERIORE/PONTECAGNANO. I tre fratelli Marrazzo sono sott’inchiesta per la detenzione di 15 grammi di cocaina, la detenzione di 28 proiettili  calibro 9×21, di altri due 357 magnum ed uno calibro otto, fatti del 13 marzo dello scorso anno. Questa partita di droga, secondo gli inquirenti, sarebbe stata ceduta da Solferino Tiano.

Alessandro Marrazzo è indagato per detenzione e cessioni di cocaina dall’11 aprile 2014.

Giuseppe e Alessandro Marrazzo e Trimarco avrebbero detenuto cocaina. Trimarco avrebbe anche ceduto due dosi di coca ad un assuntore a Nocera Superiore ed altra quantità della stessa sostanza a consumatori di Nocera Inferiore.

Adelchi Quaranta avrebbe ceduto a Giuseppe Marrazzo una pistola calibro 9X21, un’altra arma a Antonio Marrazzo al costo di mille euro (per questa accusa il gip ha ritenuto non sussistere i gravi indizi di colpevolezza),  e avrebbe ceduto 10 grammi di cocaina ad Alessandro Marrazzo, al costo di 700 euro.

La pistola ceduta a Giuseppe Marrazzo sarebbe stata quella utilizzata da questi per il tentato omicidio di Pietro Cesarano.

Il gip Paolo Valiante ha ritenuto non sussistere i gravi indizi per Antonio Marrazzo e Solferino Tiano.

 

Il tentato omicidio di Pietro Cesarano da parte di Pino Ferrucci, al secolo Giuseppe Marrazzo

Via Napoli, Nocera Inferiore. 9 marzo 2014. Intervento dei carabinieri per il tentato omicidio Pietro Cesarano

Via Napoli, Nocera Inferiore. 9 marzo 2014. Intervento dei carabinieri per il tentato omicidio Pietro Cesarano

Alfonso Serra

Nocera Inferiore. I fratelli Giuseppe e Antonio Marrazzo sono nomi noti alle cronache. Giuseppe non solo per le sue performance di cantante neomelodico con il nome d’arte di “Pino Ferrucci” ma soprattutto per essere stato condannato in due gradi di giudizio (sentenza ancora non definitiva) per il tentato omicidio di Pietro Cesarano, in primo grado a 10 anni di reclusione, pena ridotta in appello a sei anni e otto mesi e la concessione del beneficio degli arresti domiciliari.

Ferrucci o Giuseppe Marrazzo, che dir si voglia, era stato accusato del tentato omicidio di Cesarano e di ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola calibro 9X21, una Taurus modello 92Fs, di proprietà di un salernitano che, si scopre oggi, gli sarebbe stata data da Adelchi Quaranta.

Motivo della lite alla base del tentato omicidio sarebbe stata una situazione economica sospesa tra i due.

La mattina di domenica nove marzo 2014, in via Napoli, dove abita Ferrucci-Marrazzo, per oltre due ore il suo citofono continuò a suonare. A citofonare era Cesarano, noto anch’egli alle cronache. Dopo una prima lite, il “disturbatore” sarebbe tornato a casa del cantate e avrebbe cominciato di nuovo a citofonare. A questo punto, Marrazzo si affacciò dal balcone di casa e esplose cinque colpi di pistola contro il conoscente, fortunatamente senza colpirlo.

Sul posto intervennero i carabinieri che hanno ricostruito la vicenda e, nel corso di una perquisizione, fu trovata la pistola, una calibro 9X21.

Giuseppe Marrazzo è anche stato uno degli indagati per l’omicidio di Guido Garzillo, detto lo “showman”, avvenuto la sera del 12 ottobre 2013, in via D’Alessandro a Nocera Inferiore, anche se per la sera dell’assassinio, Ferrucci avrebbe un alibi: si sarebbe trovato in una festa in un locale pubblico ad Angri, e c’è chi lo testimonia. A Giuseppe Marrazzo gli inquirenti arrivarono anche perché abita a meno di un chilometro metri di distanza dalla casa di Garzillo, e il killer era arrivato ed era andato via a piedi. Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre, i carabinieri, infatti, perquisirono varie abitazioni di Cicalesi, il quartiere periferico nocerino dove abitano i Marrazzo e i Garzillo, e da casa Marrazzo sarebbe stata gettata da una finestra una pistola giocattolo modificata che può sparare proiettili di vario calibro, e 5 colpi nel serbatoio. Per il solo possesso e la ricettazione di questa arma giocattolo, a gennaio dello scorso anno, fu condannato in primo grado a due anni e cinque mesi di reclusione il trentatreenne operaio Antonio Marrazzo, fratello di Giuseppe.

I due fratelli Giuseppe e Antonio Marrazzo sono stati anche rinviati a giudizio, lo scorso anno, perché avrebbero rapinato lo zio che tornava dalla Svizzera. Il 19 agosto del 2012, lo zio dei Marrazzo era tornato a Sarno dalla Svizzera. Sceso dal pullman, ad attendere il 48enne zio c’erano i nipoti nocerini che si sarebbero presentati con un bastone con il quale lo avrebbero picchiato, procurandogli lesioni per 40 giorni. I due fratelli si sarebbero appropriati del portafogli dello zio, contenente pare 900 euro in contanti oltre a documenti vari, di un telefonino cellulare e di una valigia.




SCAFATI. Tenta il suicidio per una delusione d’amore

SCAFATI. Via Capone: carabinieri eroi salvano un trentenne innamorato. Erano circa le tre di questa notte quando la mamma di S.D. trentenne di via Dante Alighieri, contatta preoccupata le forze dell’ordine non vedendo rientrare il figlio.
Forse la madre era a conoscenza di una delusione d’amore del figlio e vedendolo giù di tono e in depressione ha pensato bene di attivare le Forze dell’ordine.
Prontamente attivate le ricerche dopo circa un’ora viene avvistato in via Capone da una pattuglia dei carabinieri della tenenza locale, i quali si sono accertati si trattasse proprio dell’uomo oggetto di ricerca scendono per sincerarsi delle condizioni.
Non potevano certo immaginare che sarebbero diventati protagonisti di un salvataggio.
L’uomo alla vista dei carabinieri tenta di farla finita con un coltello ,dopo il primo colpo prontamente gli uomini dell’Arma lo fermano evitano il peggio infatti dopo il primo colpo che lo ferisce, il secondo diretto al cuore è sventato dai militari.
Avvertito il 118, i soccorsi giunti sul posto prestano le prime cure, il trentenne si presenta in evidente agitazione e viene trasferito al nosocomio di Nocera dove viene ricoverato ancora ora in stato confusionale.
Il folle gesto come raccontato dai familiari sarebbe dovuto ad una delusione sentimentale.
Gennaro Avagnano




Pagani. Estorsioni e minacce: chiesti complessivamente 12 anni di reclsuione per “Tore ‘o Niro”, “Pisiello” e Buonocore

PAGANI. Non fu tentato omicidio ma minacce. Il pm Vincenzo Montemurro, della Dda di Salerno chiede la derubricazione del reato imputato a  Salvatore De Maio (“Tore ‘o niro”) e Vincenzo Buonocore di Pagani e Vincenzo Pepe (detto “Pisiello”) di Nocera Inferiore, da tentato omicidio a carico del paganese Giuseppe Passariello a minacce. A De Maio sono imputati anche due tentativi di estorsione (uno a un noleggiatore di videogiochi di Pagani e un altro a un bar di Sant’Egidio del Monte Albino), uno dei quali in concorso con Pepe. Tutti i reati sono aggravarti dal cosiddetto articolo sette ossia l’aver agito per favorire un clan camorristico.  Il pm Montemurro ha chiesto la condanna a sei anni di reclusione di De Maio, a quattro di Pepe e a due anni di Buonocore.  Il presunto tentato omicidio sarebbe avvenuto nel dicembre 2010 a Pagani, quando un’auto avrebbe tentato di investire Passariello in quanto aveva denunciato per sequestro di persona alcuni presunti esponenti del clan Fezza-D’Auria Petrosino. Va ricordato che per questo sequestro di persona, gli imputati sono stati assolti, anche in appello, tant’è che l’avvocato  Giovanni Pantangelo, legale di De Maio, ha prodotto  la relativa sentenza per dimostrare l’inattendibilità di Passariello.  Il processo prosegue il 16 luglio prossimo.




Salerno. Dipendente del Consorzio di Bacino 2 minaccia il suicidio

Minaccia il suicidio cercando di impiccarsi all’interno dell’isola ecologica di Fratte. Alcuni colleghi di un dipendnete del Consorzio di Bacino 2 salvano un lavoratore aflitto da gravi problemi economici.

Ad innescare la protesta è stato il mancato pagamento dello stipendio di aprile. L’intervento degli agenti della Digos ha evitato che la protesta degenerasse. Gli agenti hanno convinto il lavoratore a desistere.