Scafati. Approvato il Dup. I tagli previsti, a rischio Geset e Publiparking

Di Adriano Falanga

Senza soldi non si cantano messe, ma neanche si avranno riduzioni sulla refezione scolastica e sulle tariffe orarie per l’uso degli impianti sportivi. La commissione straordinaria ha infatti approvato, con i poteri di giunta e consiglio comunale, sia il Documento Unico di Programmazione che il conseguente bilancio di previsione 2017-2019. Il disavanzo di 33 milioni di euro è confermato, come è confermato il derivante piano di riequilibrio per rientrare dalla perdita. “La grave penuria finanziaria limita fortemente l’operatività dell’Ente” si legge nel documento. La crisi di liquidità di cassa secondo i tecnici di Palazzo Mayer è dovuta a “fasce di evasione tributi perduranti da anni, diffusa tendenza di alcuni contribuenti a non corrispondere gli importi dovuti, per consuetudine e in alcuni casi per sfiducia verso l’ente”. Tra le misure approvate, l’incremento della copertura dei costi della mensa scolastica e degli impianti sportivi dopo aver tagliato ogni riduzione o agevolazione, e quindi stabilendo che il costo di questi servizi sia coperto al 100% da chi ne usufruisce. Destinate ad aumentare anche le locazioni e la gestione dei beni dell’Ente. Non solo, la commissione straordinaria punta anche ad incrementare le entrate correnti a seguito della “revisione delle forme di gestione dei servizi e internalizzazione dei servizi comunali, tra cui i parcheggi e parte del servizio tributi. Addio quindi alla Publiparking e alla Geset, rispettivamente con contratti scadenti nel 2021 e nel 2019. Rispetto alle previsioni di esercizio del 2016, subirà un incremento del 312% la spesa per i servizi istituzionali, generali e di gestione. Più 2% la spesa per ordine pubblico e sicurezza. Più 17% l’istruzione, più 308% lo sviluppo economico e competitività. Cresceranno del 208% il fondo accantonamento e del 206% il debito pubblico. Cala del 78% la spesa per la tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali. Caleranno del 78% le somme destinate alle politiche giovanili, sport e tempo libero. Giù del 57% l’assetto del territorio e l’edilizia abitativa. Meno 28% lo sviluppo sostenibile e l’ambiente, meno 57% sui trasporti e mobilità, meno 56% infine i fondi destinati ai diritti sociali, politiche sociali e della famiglia. Sarà un biennio non facile, e le premesse già ci sono tutte.




Scafati. Tempo di tagli, protesta lo sport scafatese. Chiude il centro anziani Bagni

Di Adriano Falanga

E’ tempo di tagli a Palazzo Mayer. Il piano di rientro dei 33 milioni di euro di disavanzo amministrativo comincia a sortire i primi effetti. L’Ente è chiamato a tagliare tutte le spese non legate a servizi essenziali, e tra queste la scure colpisce le adesioni ad associazioni nazionali di categoria. La commissione straordinaria decide infatti di non rinnovare l’adesione all’Anci, l’associazione dei Comuni di cui Pasquale Aliberti era componente del direttivo nazionale. Saranno recuperati poco meno di mille euro annui. Sfiora invece i duemila euro l’adesione alla Lega Autonomie Locali, pure tagliata dalla triade. Addio al centro anziani di Bagni, ospitato da un paio d’anni presso locali privati a pochi metri dalla piazza. Resterà nelle casse comunali l’affitto di circa 1400 euro mensili. Una decisione questa che certamente provocherà polemiche. Bagni è una frazione importante della città di Scafati, nonostante ciò sarà l’unica a non avere un centro per l’aggregazione dei nonnetti. Il centro ha la Villa Comunale, San Pietro il nuovo centro sociale, mentre la zona di via Passanti e via Della Resistenza può contare sul centro di Santa Maria Delle Grazie. <<Nella frazione di Bagni l’inaugurazione solo 2 anni fa, con grandi sacrifici grazie all’energia di tanti anziani, uomini e donne, per i quali rappresentava un momento di aggregazione, di socializzazione e a volte anche di preghiera – le parole dell’ex sindaco Pasquale Aliberti – Vederlo chiudere è una ulteriore sconfitta per la nostra comunità anche perché, in quel tempo, furono in tanti criticare il sindaco semplicemente perché non si riusciva a trovare un locale idoneo>>.

LO SPORT IN AGITAZIONE

4-stadio comunaleSul piede di guerra le associazioni, società e sportivi scafatesi. Ad agitarli la notizia di un imminente aumento delle tariffe per l’uso delle infrastrutture sportive comunali. L’amministrazione Aliberti le aveva ridotte onde agevolare una cultura dello sport, ma in tempi di crisi economica e di disavanzo amministrativo, la triade prefettizia oltre ai tagli dei servizi non essenziali, si ritrova anche a rivedere, al rialzo, le tariffe per l’uso delle strutture comunali. Non c’è ancora ufficialità in tal senso, ed è per questo che la realtà sportiva scafatese, compatta, ha chiesto un incontro con i commissari Gerardina Basilicata, Maria De Angelis e Augusto Polito. A farsi portavoce la campionessa mondiale Master corsa campestre, Annamaria Vanacore. Una richiesta protocollata ieri mattina e sottoscritta dalle seguenti realtà: Apd Atletica Scafati, Gymnasium Soccer, Asd Pressing, Asd Madonna Dei Bagni, Asd Oasi Scafati, Asd Crazy team basket, Asd San Vincenzo, Ling Mondo Nazione, Asd Scafati nel Pallone, Sporting Scafati Calcio, Scafatese Calcio, Asd Volley Scafati, Proloco Scafati, Asd New Olimpic Center Scafati, Givova Scafati Basket (squadra che milita in A2). Sulla richiesta i firmatari hanno scritto: “bloccare l’aumento delle tariffe evitando di far morire lo sport a Scafati”.




Scafati. Disavanzo da 31 milioni di euro, la triade corre ai ripari

Di Adriano Falanga

Rendiconto della gestione 2016, il Comune di Scafati è in disavanzo di amministrazione. In previsione dell’approvazione del bilancio, la commissione straordinaria ha deliberato un disavanzo di circa 31 milioni di euro come risultato di amministrazione per l’esercizio finanziario dell’Ente per l’anno 2016. In parole povere, il disavanzo è dunque una eccedenza delle uscite rispetto alle entrate. L’art. 188 del decreto legislativo n. 267 del 2000 indica le azioni che gli enti locali devono intraprendere per fronteggiare una situazione di per sé negativa che impone quindi immediatamente il ripristino del pareggio finanziario. Una volta accertato il disavanzo con l’approvazione del rendiconto, si renderà necessaria una variazione al bilancio dell’esercizio in corso per la copertura del disavanzo (tecnicamente si dice che il disavanzo deve essere applicato al bilancio e ciò va fatto prima di tutte le altre spese). Per il ripristino o ripiano è possibile: l’utilizzo, per l’anno in corso e per i 2 successivi, di tutte le entrate e le disponibilità, ad eccezione di quelle provenienti dall’assunzione di prestiti e di quelle aventi specifica destinazione per legge; l’utilizzo dei proventi derivanti da alienazione dei beni patrimoniali disponibili. In presenza di disavanzo d’amministrazione nell’ultimo rendiconto deliberato ogni risorsa deve essere impiegata nell’operazione di risanamento, tant’è che la legge stabilisce il divieto assoluto di assumere impegni di spesa e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge (sono fatte salve le spese da sostenere a fronte di impegni già assunti nei precedenti esercizi) per cui ogni atto adottato in difformità dalla prescrizione è da ritenersi nullo. Solo dopo l’adozione del provvedimento di ripiano del disavanzo d’amministrazione il divieto viene meno.

LE MISURE DISPOSTE

L’adozione delle misure di riequilibrio è obbligatoria, e la commissione, sotto la supervisione e parere positivo del dottor Valentino Antonetti, sovraordinato dalla Prefettura di Salerno a tutela dei conti dell’Ente, ha già approvato e predisposto la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Palazzo Mayer è chiamato a ridurre le spese per il personale, attraverso l’eliminazione dei fondi per il finanziamento dei salari accessori. Entro tre anni dovrà ridurre di almeno il 10% la spesa per l’acquisto di beni e prestazioni servizi (ad esclusione di quelli essenziali, come illuminazione e raccolta rifiuti). Entro cinque anni dovrà ridurre di almeno un 25% per la spesa per i trasferimenti. Blocco dell’indebitamento, niente stipula di mutui quindi. Usciti dalla fase di dissesto economico, per gli scafatesi continuano i tempi di vacche magre. La cinghia è sempre più stretta.




Scafati. Tagli agli stipendi di sindaco e giunta: c’è l’ok. Sicignano mai revocato da assessore

Di Adriano Falanga

Taglio alle retribuzioni della giunta e del sindaco del 20%, la proposta di Raffaele Sicignano, ex assessore dimissionario al bilancio, viene condivisa dalla giunta comunale. La proposta, condizione imprescindibile per il ritiro delle sue dimissioni, attende solo l’atto deliberativo. Sono circa 50 mila euro lordi annuali che le casse comunai andranno a risparmiare, a cui bisogna aggiungere uno stipendio mancante conseguenza della riduzione dell’esecutivo a sei componenti. Un totale lordo che oscilla sugli 80 mila euro. Nel dettaglio, ogni assessore percepisce una retribuzione lorda mensile di 2.340 euro, il vicesindaco 2.920 e il primo cittadino 3.900. Solo Annalisa Pisacane, delegata a scuola e giovani, ha già un’indennità ridotta del 50% in quanto dipendente non in aspettativa, cioè, che non ha lasciato il lavoro. Nonostante ciò, l’unica donna dell’esecutivo alibertiano ha comunque accettato di ridursi ancora di un ulteriore 20% il proprio stipendio. “Mi sembra un atto dovuto, e l’ho fatto ben volentieri, nonostante alcuni colleghi erano contrari” spiega la Pisacane. “Senza dubbio d’accordo” anche Diego Chirico e Nicola Acanfora. Non risponde Giancarlo Fele, mentre Antonio Fogliame ha accettato pur mostrando qualche perplessità: “Può essere un segnale importante per la città, ma non credo sia questo il metro di valutazione dell’impegno di un amministratore nell’interesse della città”, insomma, ridursi lo stipendio serve a ben poco, se poi l’amministratore lavoro poco o male, il ragionamento dell’assessore alla Cultura. Il risparmio non andrà a favore di un fondo, o di una qualche opera opera pubblica, come chiedevano gli attivisti di Scafati in Movimento. Il motivo è semplice, si taglia per risparmiare sul bilancio, notoriamente in deficit strutturale. La proposta potrebbe interessare anche il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola, che pure percepisce la stessa retribuzione di un assessore. “Aderisco a condizione che vengano tagliati del 30% gli stipendi dei dirigenti e soprattutto vengono eliminate le varie premialità che questi percepiscono, facendo lievitare alcuni stipendi ben oltre i 100 mila euro. Addirittura ho appreso che qualcuno deve addirittura tornare soldi indietro” ironizza Coppola, riferendosi alla segretaria comunale Immacolata Di Saia, a cui gli ispettori del Mef avevano contestato errate retribuzioni, somme che la professionista casertana sta già restituendo. E alla professionista casertana, vero e unico braccio destro di Pasquale Aliberti, va la palma d’oro di dirigente più pagato del 2015. La Di Saia ha percepito nell’anno appena concluso una retribuzione lorda di 139.100 euro, compresi 39 mila euro di diritti di segreteria anche per anni pregressi e indennità per convenzione. Nel 2014 portò a casa 123.260 euro. E’ stato un buon 2015 anche per i restanti quattro dirigenti d’area. Porta a casa 113.130 euro l’architetto Maria Gabriella Camera (nel 2014 erano 103 mila). La professionista a capo dell’area Lavori Pubblici ha percepito 96.370 euro di retribuzione a cui si sono aggiunti 16.760 euro di incentivi legge Merloni. Alla Camera segue la dottoressa Laura Aiello, nel 2015 ha percepito un compenso lordo di 88.730 euro, compresa la retribuzione di posizione e di risultato. Nel 2014 erano 81.310. Seguono, poi, gli altri due dirigenti di Palazzo Mayer, la dottoressa Anna Sorrentino e il dottor Giacomo Cacchione, nel 2015 hanno portato a casa 78.510 euro lordi a testa, nel 2014 erano 73.310. Quest’anno Palazzo Mayer ha un nuovo dirigente, l’ingegnere Nicola Fienga, che Aliberti ha voluto a capo del settore Urbanistica. A voler essere maligni, il risparmio frutto del taglio del 20% alla giunta andrà “coperto” dalla retribuzione di Fienga. Insomma, niente tagli, solo somme che vengono spostate. Purtroppo.

SICIGNANO: “SONO IN GIUNTA PER I MIEI CONSENSI ELETTORALI”

2-sicignanoSulle dimissioni di Raffaele Sicignano c’è però una zona d’ombra. Questi ha ben due volte protocollato le sue dimissioni irrevocabili, ma il primo cittadino oggi lo ha riconfermato assessore, senza passare per l’emissione di un nuovo decreto. Questo fa sì che il primo cittadino non debba ricorrere alla ricognizione interna in salsa “rosa” per il rispetto delle quote rosa. Tecnicamente, Aliberti infatti non avendo revocato Sicignano, questi, nonostante l’irrevocabilità delle sue dimissioni, è restato comunque in giunta. Lo Statuto Comunale concede 45 giorni di tempo al primo cittadino per sostituire gli assessori dimissionari, cosa che non ha fatto, e quindi Sicignano in realtà non ritorna, ma resta dove stava. Un aspetto comunque da approfondire. Ad ogni modo, questi incassa la fiducia e tira avanti. “È stata proprio la sua volontà di accettare le mie indicazioni a convincermi a rientrare, così come l’iniziale rifiuto delle stesse da parte della maggioranza, mi costrinse a dimettermi – spiega oggi Sicignano – Ribadisco da assessore al bilancio che la mia continuerà ad essere una politica di tagli e che mi aspetto, dopo la riduzione della giunta a 6 componenti, anche la riduzione dei compensi di sindaco e assessori ed altre misure che mi riservo di suggerire nel corso del mio mandato. Ritengo che chi voglia il bene della città debba collaborare in questa direzione, e sono pronto ad accettare tutti i suggerimenti che possono arrivarmi anche dalle varie opposizioni”. Oltre alle riduzioni di giunta e stipendi, Sicignano ha registrato forse la vittoria più importante: il ritorno della delega alla Manutenzione. Questo, secondo i malpensanti, lo avrebbe spinto a rientrare nonostante le posizioni contrarie di Identità Scafatese. “Mai nessuna distanza ho preso nei confronti del gruppo Identità Scafatese, al quale resto vicino politicamente e personalmente – chiarisce ancora l’assessore – Volendo essere più chiari credo che nessuno degli assessori dell’attuale giunta possa definirsi in quota ad alcun gruppo; le nomine sono state fatte rispecchiando il criterio dei consensi elettorali come è avvenuto, del resto, per il presidente del consiglio e per il vicesindaco. Sono pronto a rinunciare al mio assessorato se non dovessi avere il consenso di parte dell’attuale maggioranza, qualora si dovesse scegliere un criterio diverso per la nomina della giunta”. Secondo Sicignano quindi, a sedere in giunta sono i più votati del 2013. Non è così purtroppo, e Mimmo Casciello lo sa bene, essendo stato capolista Udc e più votato di almeno tre degli attuali assessori in carica.




Scafati. Bilancio, una battaglia a colpi di emendamenti: ecco cosa taglierà Palazzo Mayer

Di Adriano Falanga

Una ventina di giorni è si ritornerà in aula per il voto al Rendiconto 2015, che com’è noto, ha certificato il pre dissesto dell’Ente. Colpa degli incassi a rilento secondo il primo cittadino, colpa di una spesa schizzata alle stelle, secondo l’opposizione. Da contorno, la relazione degli ispettori del Ministero delle Finanze che hanno contestato i conti del periodo 2010-14, ritenendoli di non facile comprensione ed evidenziando 24 punti di contestazione. Si attendono ancora le controdeduzioni di Giacomo Cacchione, responsabile del servizio Finanziario. Il voto al Consuntivo 2015 è propedeutico al Bilancio di previsione 2016. Se Palazzo Mayer non dimostrerà di adoperare misure concrete per il contenimento della spesa, Pasquale Aliberti rischia seriamente di non trovare i voti necessari, e di finire sotto (e a casa) per mano di parte della sua stessa maggioranza. Fioccano allora gli emendamenti al Previsionale. Sono 13, a firma di Teresa Formisano, Alfonso Pisacane, Stefano Cirillo, Bruno Pagano, Daniela Ugliano, Pasquale De Quattro. Più che tagli finalizzati al contenimento della spesa, le proposte sono modifiche che spostano somme da impegnare da un capitolo all’altro, senza però variare i saldi. In poche parole, si punta ad una razionalizzazione della spesa, cercando di non farsi trovare impreparati sulle spese impreviste. Fa “carosello” Palazzo Mayer, attraverso il potenziamento del fondo passività potenziali. Un salvadanaio per gli imprevisti, da rimpinguare attraverso tagli ad alcune voci di costo. Non calando però la spesa totale, non dovrebbero calare neanche le imposte per gli scafatesi, questo è doveroso specificarlo, e del resto come potrebbe essere diversamente, in un Comune chiamato a risanare?

l'assessore Raffaele Sicignano

“È vero non cambiano i saldi, ma tutti i tagli che sono confluiti nel fondo passività potenziali faranno da scudo per eventuali debiti. Sostanzialmente sono risorse che non possono essere spese se non per pagare debiti futuri” conferma Raffaele Sicignano, assessore al Bilancio. “Tale fondo di circa 300 mila euro sarà raddoppiato a fine luglio quando ci sarà il momento di verifica sugli equilibri di bilancio. Ci sono stati tagli ai dirigenti, alle posizioni organizzative e credo che ci sarà anche un taglio ai compensi della giunta. Come dissi qualche giorno fa “quando la politica o un cda di una partecipata non raggiunge i propri obiettivi credo che sia lecito rivedere gli stessi, riprogrammando le risorse e mettendo in discussione anche il proprio ruolo a cominciare dal mio” – continua Sicignano – Per quanto concerne altri tagli effettuati, è stata ridotta la cifra dell’ attività di comunicazione, anche il nucleo di valutazione è stato ridotto nei compensi e nei numeri, ma il consiglio comunale è sovrano e quindi tutto può essere ancora migliorato e questo sarà il mio indirizzo politico”. Restano ancora da definire le proposte di Identità Scafatese (diverse dagli emendamenti presentati) che vanno nella direzione di rimescolare gli equilibri politici, passando attraverso l’azzeramento di dirigenti e cda. Perché sono queste le “condizioni” per la quadra al consuntivo, diversamente, si può anche andare a casa. Il gruppo Identità Scafatese è legato proprio a Sicignano e il suo ottimismo potrebbe anche essere segno di una probabile distensione, a siglare una probabile tregua.

PALAZZO MAYER, A RISCHIO ANCHE LA …CARTA IGIENICA

4-municipioPiù che tagliare, Palazzo Mayer pensa al potenziamento di un cospicuo salvadanaio. Fondi riservati per gli imprevisti futuri, grazie al contenimento della spesa. Vediamo nel dettaglio quali e su quali capitoli. Primo emendamento va a coprire l’aumento della spesa per utenze e canoni di telefonia, i 52 mila euro previsti saranno garantiti, tra l’altro, dal taglio del nucleo di valutazione (25 mila euro) tagli alla pinacoteca-archivio storico (7.500) e dalla soppressione del cda di Scafati Solidale (5.000). I 10 mila euro per il fondo Protezione Civile (forse pochi, per una città a rischio idrogeologico) saranno coperti da altrettanti tagli alle transazioni legali. Previsti anche 10 mila euro per la vigilanza in Villa Comunale, da reperire attraverso il taglio a generiche “spese per servizi”. Una maggiore spesa di centomila euro per le bollette dell’energia elettrica sarà coperta dal taglio della convenzione con canile privato (10 mila), indennità di posizione dei dirigenti (20 mila euro) taglio del fondo salario accessorio (30 mila) manutenzione straordinaria degli immobili comunali (40 mila). Il fondo passività potenziali sarà di 250 mila euro, e servirà da “salvadanaio” per spese impreviste future, ma c’è anche ci vede dentro, ben nascosta, un’opera pubblica da realizzarsi a San Pietro. I fondi necessari saranno reperiti da questi tagli: 5 mila dal piano della comunicazione, 110 mila euro dalla mancata manutenzione straordinaria dell’impianto di pubblica illuminazione, 130 mila dal taglio del fondo di compartecipazione al Fua, ulteriori 5 mila euro dal risparmio sul materiale igienico sanitario. Si rischia di portarsi la carta igienica da casa a Palazzo Mayer. Previsto anche un fondo espropri e servitù onerose di 105 mila euro, coperto da questi tagli: 5 mila euro dalla manutenzione viaria, 15 mila euro da prestazioni di servizi, 20 mila euro dall’adeguamento legge 626/94 (adeguamento impianti elettrici), 10 mila euro dalla manutenzione straordinaria immobili comunali, e 50 mila euro dal rinvio della manutenzione straordinaria della caserma dei Carabinieri. Addio al nuovo impianto di videosorveglianza, i 100 mila euro previsti saranno dirottati sulla manutenzione straordinaria viaria, sulla manutenzione scuole e immobili comunali. Nel complesso poca cosa, rispetto a chi si aspettava la netta sforbiciata alle retribuzioni di giunta e dirigenti, nessun taglio ai cda, se non quello già in atto (e inutile) di Scafati Solidale. Nessuna sforbiciata agli incarichi esterni, che solo per la voce Avvocatura sono costati oltre 100 mila euro nell’ultimo trimestre, nessuna buona notizia per i Vigili Urbani, e anche sicurezza e protezione civile ne escono malconce. L’ultima parola spetta però al consiglio comunale, e solo dopo il parere del collegio dei Revisori contabili.




Scafati. Risanamento: le voci da tagliare secondo maggioranza e opposizione

Di Adriano Falanga

Oltre 70 milioni di euro di residui attivi hanno portato il Comune di Scafati in deficit strutturale, sforando cinque parametri sui dieci di riferimento, secondo le tabelle ministeriali. Una situazione di pre dissesto che certifica il rendiconto 2015, che approderà entro fine mese in consiglio comunale per il voto. Contestualmente, il ragioniere capo Giacomo Cacchione è chiamato a presentare un piano di riequilibrio finanziario. Il dirigente alla maggioranza lo ha già detto: occorre contenere la spesa corrente, andando a tagliare le spese considerate superflue. Non solo tagli, ma anche maggiore efficienza nel riscuotere le imposte. Il voto al consuntivo dipenderà da ciò che Cacchione deciderà di fare. “Aspetto di incontrare i tecnici, poi avremo le idee più chiare” così il sindaco Pasquale Aliberti. “Stiamo preparando in maggioranza un piano di risanamento che sarà illustrato in consiglio comunale, che prevede un intervento strutturale sulla spesa corrente e non solo e che ci consentirà di uscire dal pre dissesto in maniera graduale – spiega l’assessore al Bilancio, Raffaele Sicignano – Naturalmente i servizi essenziali saranno garantiti e ottimizzati e non riverseremo sui cittadini con un aumento delle tasse le criticità attuali e che derivano dal passato”. Dall’esecutivo è ottimista anche Nicola Acanfora, delegato all’Urbanistica: “la situazione però non è grave come la dipingono i media, sono certo rientreremo quanto prima nei parametri di riferimento. Dovremo tagliare qualcosa un po’ ovunque per non penalizzare un solo settore, limitare la manutenzione, la cultura, i servizi sociali, cercando di eliminare qualche spesa”. In particolare: “in quei settori che non sono più coperti da finanziamenti regionali” osserva Stefano Cirillo. “Ho già avuto modo di proporre di utilizzare lo strumento della sponsorizzazione per i progetti, beni o sevizi del comune, che consentono di reperire fondi da privati in cambio di visibilità sulle piattaforme pubblicitarie dell’ente, riducendo al minimo i patrocini che comportano spese per le casse del comune – è quanto suggerisce Diego Del Regno – In questo momento difficile dobbiamo capire che c’è bisogno di un sacrificio collettivo, pertanto, ognuno nel suo piccolo deve supportare l’azione di risparmio dell’ente, adoperandosi per gravare meno possibile sul bilancio pubblico dimostrando senso civico e di responsabilità. Come? Evitando di chiedere fondi, diversamente reperibili, per manifestazioni o eventi e regolarizzando la propria posizione con il fisco locale mantenendo la regolarità nei pagamenti”. Del Regno, da consigliere delegato all’Avvocatura sa bene che questo settore è in pesante crescita negli anni, con il continuo ricorso a legali esterni per i contenzioni dell’Ente. “Ho un progetto per ridurre le spese degli incarichi da affidare ai nostri difensori di fiducia, i quali converranno con l’ente onorari ridotti garantendo il medesimo impegno. Col mio gruppo stiamo studiando soluzioni di risparmio da proporre al ragioniere capo per verificarne la fattibilità”. Proposte condivise anche da Carmela Berritto, Brigida Marra, Teresa Formisano e Mimmo Casciello, che aggiunge: “La situazione di un ente strutturalmente deficitario e cosa bene diversa dal dissesto, la cui crisi finanziaria è molto più grave. E’ questo un argomento squisitamente tecnico che affronteremo da qui, a breve, in maggioranza alla presenza dell’Assessore con delega al Bilancio ed il dirigente dell’Area. Al rendiconto 2015 i revisori avevano espresso parere favorevole ma con riserve, che tra l’altro sono state rimosse in una nota dal nostro dirigente dell’area economico finanziaria”. Non sembra essere ottimista come i colleghi Alfonso Carotenuto, che pure snocciola la sua proposta: “Da mesi, insieme anche a qualche altro collega ho suggerito, laddove è possibile, di rinegoziare appalti e contratti con i fornitori di servizi. Tagliare tutto ciò che è in questo momento non è prioritario e badare, in questo particolare momento, alla reale necessità di alcune voci di spesa”. Dalle dichiarazioni traspare chiaramente la difficoltà per i consiglieri comunali (non tutti) di fare “nome e cognome” di quei capitoli di spesa considerati superflui. In riunione di maggioranza si è però parlato di patrocini, contributi alle associazioni e alle parrocchie, feste e manifestazioni. Voci che, seppur considerate non necessarie, sono quelle che creano maggior consenso. E un politico, si sa, vive di questo.

TAGLI A CDA, FONDI A PIOGGIA E CLIENTELE, LE PROPOSTE DELLA MINORANZA

2- opposizioneDalle fila dell’opposizione la situazione finanziaria non è vista con ottimismo, anzi. I consiglieri di minoranza vanno ben oltre i tagli alla spesa corrente. “La situazione contabile dell’ente appare gravissima quasi sull’orlo del dissesto, così come traspare dalla relazione dei revisori e dalle segnalazione del MEF – l’allarme di Cristoforo Salvati, Fdi –  ritengo che bisogna innanzitutto alienare le azioni delle partecipate in perenne perdita, ridimensionare le indennità dei C.D.A. e non aumentarle, così come è stato fatto per la STU, operare tagli strutturali sulle spese superflue quali la comunicazione televisiva del Sindaco, i grandi eventi e ridurre i costi dell’ufficio legale razionalizzando le convenzioni e il ricorso continuo ad incarichi esterni”. Addio concertone di capodanno e Notte Bianca, secondo il capogruppo di Fdi, che immagina anche una sforbiciata alle indennità di Sindaco, Giunta e dirigenti. L’indipendente Pasquale Vitiello attende “le correzioni da apportare e l’impostazione cercata per valutare con serenità” il voto da esprimere. Ha però le idee chiare: “Credo che sia il momento di ridimensionare i cosiddetti “contributi a pioggia”, cioè quelli che sono elargiti a vario titolo per sagre, feste, eventi sportivi, incontri, concerti, comunicazioni di qualsiasi natura e quant’altro. Va poi rivista e riorganizzata la gestione degli incarichi professionali, molto dispendiosa, e riportati sotto la diretta gestione dell’ente alcuni servizi che sono affidati all’esterno. Vanno rivisti anche i costi delle partecipate, e la loro ottimizzazione, vanno tagliati i costi della politica e delle dirigenza”. “Il bilancio del nostro Comune, così come segnalato da MEF, Corte dei Conti ed anche dai Revisori di conti, desta in tutti noi gravi preoccupazioni, ed è una situazione incredibile, contando che i cittadini scafatesi subiscono uno dei livelli di tassazione più alti della Provincia – così Michele Grimaldi, Pd – vanno tagliati tutti gli sprechi perpetuati in questi anni dall’amministrazione: fondi a pioggia, società miste con bilanci ballerini, consulenze, propaganda del Sindaco, super-stipendi di alcuni dirigenti. La priorità è garantire nell’immediato il corretto funzionamento della macchina comunale, salvaguardando i dipendenti e l’ordinaria amministrazione, dalla manutenzione al verde pubblico, dai pagamenti alle aziende ad i servizi essenziali per i cittadini”. Quanto al futuro: “bisognerà rescindere il contratto con la Geset – aggiunge il democratico – che ci pare costi troppo e lavori molto male, passando per la totale eliminazione degli sprechi clientelari, arrivando ad una capacità del nostro Comune di programmare e di attingere in maniera stabile a finanziamenti pubblici e privati che possano garantire economia e sviluppo”. Anche gli attivisti di Scafati in Movimento premono per lo stop agli sprechi, alle nomine e ai cda delle partecipate. “Dando anche un nuovo indirizzo di gestione al futuro ambito di zona che sarà ridimensionato, una buona gestione potrebbe portare possibilità occupazionali sul territorio oltre le aspettative e che potrebbe contribuire a gettito fiscale”.




Scafati. Contributi a parrocchie, associazioni e feste: Tagli alle spese superflue

Di Adriano Falanga

Contributi alle parrocchie, festa patronale, patrocini alle associazioni: l’amministrazione ci dà un taglio. E’ dalle spese considerate “superflue” che l’ufficio Finanziario di Palazzo Mayer, guidato dal ragioniere capo Giacomo Cacchione, decide di partire per il risanamento del bilancio. Il dirigente finanziario è stato presente alla riunione di maggioranza di lunedì sera, provando a spiegare ai consiglieri alibertiani il motivo per cui si è entrati in pre dissesto e le soluzioni possibili per uscire da questo stato, che rappresenta l’anticamera del dissesto, seppur ancora reversibile. Occorre tagliare i costi, e siccome a Scafati ridurre il personale è molto difficile (l’ente è in sottorganico) l’attenzione si sposta sulle uscite considerate non necessarie. Tagli ai contributi alle associazioni, alle feste di quartiere, alle manifestazioni non istituzionali. Questo però non basta, i consiglieri di maggioranza prima di votare il rendiconto 2015, in deficit strutturale, vogliono da Cacchione un preciso piano di risanamento, per capire la concreta possibilità di uscire fuori dalla crisi economica che attanaglia l’Ente. Votare a scatola chiusa significa rispondere in prima persona di un probabile crack del Comune di Scafati. Una situazione molto difficile, e i tagli alla spese “superflue” non bastano. Del resto, la causa principale che ha determinato il pre dissesto non sono le uscite esagerate, ma le entrate incerte. Il comune di Scafati, come attestano i revisori contabili, sulla scia di quanto già dichiarato anche dagli ispettori del Mef, ha difficoltà a riscuotere i crediti. Tasse e tributi in primis. Il collegio dei Revisori nel parere al rendiconto ha pure evidenziato la “lentezza” della Geset nel riscuotere le imposte. I mancati incassi portano all’anticipazione di cassa, o meglio all’indebitamento dell’ente, che pure deve trovare le coperture per far fronte ai servizi essenziali. I tagli al personale non sono possibili, però c’è chi suggerisce anche il taglio alle consulenze, agli incarichi esterni, e a quei settori in posizione organizzativa che forse costano più di quanto producono. L’area Pip ad esempio, o la Scafati Solidale. Un taglio potrebbe arrivare anche dal settore Avvocatura, che pure è arrivato a superare il milione di euro in Bilancio. Altre voci risultano difficili da individuare, il Comune ha già difficoltà a pagare gli straordinari ai suoi dipendenti, in particolare alla Polizia Municipale. Viene da chiedersi anche come si riuscirà a far fronte alle spese di manutenzione del verde pubblico, tra cui la Villa Comunale, e per le tante infrastrutture esistenti sul territorio, come la pista ciclabile, la fontana/rotonda di via Nazionale e le diverse piazze dislocate sul territorio, molte delle quali di recente costruzione. Una voce in capitolo bilancio su cui si potrebbe tagliare è sugli affitti passivi: Palazzo Mayer paga un centinaio di migliaio di euro l’anno per immobili a servizio della mensa Caritas, del centro anziani Bagni, del centro per l’impiego (che pure dovrebbe essere a carico della Provincia). Questi servizi potrebbero essere ospitati in locali di proprietà comunale, quali quelli della ex Manifattura Tabacchi. Spetterà a Giacomo Cacchione, ragioniere capo, individuare i costi da smussare, mentre alla Geset il compito di intensificare le riscossioni. Tutto questo, evitando di ritoccare al rialzo le già salite tariffe Tari, e le aliquote Imu e Tasi. Infine, attenzione particolare a quelle società partecipate che incidono non poco sulle casse comunali, la Scafati Sviluppo in primis, che presenta tre bilanci consecutivi negativi. La società è nata con il solo scopo di portare a termine il progetto di reindustrializzazione Ex Copmes. La sua sopravvivenza è legata esclusivamente al raggiungimento dell’obiettivo, in quanto altri progetti da realizzare non esistono. E’ chiaro che un fallimento della Ex Copmes andrebbe a ripercuotersi interamente sulle casse comunali.




Scafati in Movimento propone tagli alla politica a favore delle famiglie disagiate

Tagli a gettoni di presenza, indennità e accorpamenti di settore, questa le richieste di Scafati in Movimento a favore della costituzione di un fondo di sostegno per i redditi familiari in difficoltà. La proposta tramite una nota stampa.

“Mentre la politica continua ad essere sempre più autoreferenziale noi siamo sempre attenti alle esigenze dei cittadini a partire dai più deboli e in situazione di necessità!
La crisi economica e sociale infatti, presente soprattutto nei territori del Sud, impone ai Comuni di intervenire per mitigare i disagi dei cittadini meno abbienti.
L’Associazione Scafati In MoVimento ritiene doveroso garantire un reddito mensile atto a restituire una vita quantomeno dignitosa ai cittadini scafatesi che vivono in condizioni di forte precarietà e povertà economica. Riteniamo giusto inoltre che cittadini richiedenti  tale misura di necessità , si rendino disponibili a servizi di pubblica utilità presso l’ente comunale.  Chiediamo che le coperture economiche vengano individuate effettuando gli opportuni tagli individuabili nei tanti sprechi presenti nella gestione amministrativa del Comune , partendo da una drastica riduzione delle  spese di rappresentanza alle indennità della giunta comunale e del sindaco oltre che dall’abbattimento dei costi esorbitanti delle partecipate e dei numerosi settori dirigenziali. In particolare riportiamo di seguito alcune voci di spesa per finanziare questo reddito minimo comunale ai cittadini disagiati. Da premettere che si tratta solo di esempi di alcuni tagli effettuabili ma saranno ben accetti altri suggerimenti da parte dell’attuale amministrazione a cui chiediamo di impegnarsi affinché garantisca una misura di necessità a chi ne ha davvero bisogno!
Stipendi dell’amministrazione (dimezzamento delle indennità di carica di giunta e sindaco)
Azzeramento dei gettoni di presenza
Quota ricavata dalle imposte comunali
riduzione del Cda delle Partecipate
Affitti d’oro attraverso una più efficiente riallocazione dei locali comunali
Accorpamento dei settori amministrativi e netta riduzione dei ruoli di vertice.

Continueremo a raccogliere i moduli dei cittadini scafatesi in difficoltà economiche che distribuiremo ai nostri gazebo nelle piazze scafatesi” conclude la nota.




Scafati. Spending Review, Aliberti taglia lo staff

Di Adriano Falanga

Tagli allo staff, alla fine, nonostante la bocciatura di ogni emendamento presentato sul tema, a decidere una cospicua sforbiciata sui costi è lo stesso Pasquale Aliberti. Via gli staffisti e risparmio di circa 70 mila euro. “Ho presentato un emendamento nel quale ho proposto la riduzione dello staff, 1 staffista, nonostante il nostro sia un Comune di circa 50 mila abitanti, e lo spostamento dei fondi sul sociale e la cultura – ha spiegato il primo cittadino in aula – Il momento economico è difficile ma per il sociale non è mai abbastanza e gli eventi culturali sono importanti per valorizzare e promuovere un’immagine positiva della Città”.

Resta il solo e fedele Giovanni Cozzolino, con Aliberti da sempre mentre l’addetto stampa, la giornalista Lia Cutino, è in carico al settore Più Europa. “Qualcuno era nervoso e silente. I tagli allo staff mietono le prime vittime e troncano le speranze di alcuni” così da Scafati In Movimento, commentando ironicamente la “delusione” di qualche consigliere comunale di maggioranza.




Tagli alle corse del Cstp, l’appello della Fit Cisl Salerno: no al taglio di 50.000 km di corse

Salerno. “Ben venga l’impegno concreto del Comune di Salerno, che con un cospicuo esborso economico ha scongiurato il taglio di 100mila chilometri legato al Cstp. Ora, però, tutte le istituzioni uniscano le forze per evitare che la decurtazione degli altri 50mila chilometri, che dopo la chiusura del servizio scolastico potrebbe mettere il ginocchio il sistema turistico della nostra provincia, possa materializzarsi. Ci auguriamo che gli annunci delle ultime ore non diventino il solito spot elettorale”. Così Ezio Monetta, coordinatore aziendale del Cstp per la Fit Cisl Salerno, chiede l’ennesimo atto di responsabilità alle istituzioni per scongiurare la nuova estate nera nel comparto del trasporto pubblico salernitano. “Quanto fatto non può farci che piacere, ma sappiamo che è un risultato parziale. Eliminare le corse festive, in un territorio che vede nel turismo una delle sue principali fonti di reddito, vorrebbe dire creare un danno d’immagine alla nostra terra. Ora tocca alla Provincia e alle altre istituzioni bloccare l’ennesimo salasso”, ha detto. “Noi, come Fit Cisl Salerno, continueremo nella nostra opera di sensibilizzazione, affinché questo taglio non si concretizzi. Adesso serve un altro piccolo intervento da parte dell’amministrazione di Palazzo Sant’Agostino, scongiurando così un disagio che potrebbe rivelarsi deleterio. Innescare un meccanismo virtuoso di collaborazione tra gli enti non può che portare beneficio al territorio in termini di immagine, occupazione e servizi ai cittadini”.

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