Revocato lo stoccaggio temporaneo di Futa a Polla

di Erika Noschese

Revocato lo stoccaggio temporaneo di Futa a Polla. Lo ha stabilito il presidente della Provincia Michele Strianese con l’ordinanza dello scorso 21 ottobre, dopo che la provincia di Salerno ha scongiurato l’emergenza rifiuti, in seguito allo stop temporeaneo al termovalorizzatore di Acerra, a causa di lavori di manutenzione. «Non è più necessario utilizzare il sito di Polla per lo stoccaggio provvisorio della frazione umida trattata aerobicamente (futa), in quanto sono venute meno le condizioni emergenziali», ha spiegato il presidente della Provincia che – proprio in virtù di un’ipotetica emergenza – aveva scelto il sito di stoccaggio nella zona Pip di Sant’Arsenio nella disponibilità del Consorzio Centro Sportivo Meridionale Bacino Sa3, per lo stoccaggio temporaneo del rifiuto Frazione Umida Trattata Aerobicamente, in uscita dallo Stir di Battipaglia. Dallo scorso 14 ottobre, l’Impianto di Termovalorizzazione della frazione secca dei rifiuti di Acerra ha infatti ripreso la lavorazione a pieno regime, garantendo, così, l’evacuazione giornaliera dall’ex Stir di circa 60 tonnellate di Futa e nei prossimi giorni, a seguito di aggiudica di gara e completate le pratiche autorizzative, sarà avviato il trasporto transfrontaliero della frazione umida trattata aerobicamente prodotta dall’ex Stir di Battipaglia, garantendo, così, l’evacuazione complessiva per circa 14.000 tonnellate. «Rimane solo l’amarezza di una incredibile campagna mediatica di questi ultimi mesi, che ha agitato sapientemente gli animi con lo spettro di gravissime emergenze rifiuti, di problematiche ambientali che invece non ci sono state», ha poi aggiunto Strianese secondo cui il programma anti-emergenza ha funzionato anche grazie alla collaborazione istituzionale fra Regione Campania, Provincia di Salerno, società provinciale EcoAmbiente Salerno SpA, Ente di Ambito dell’Ato Salerno e tutti i lavoratori del ciclo dei rifiuti e dell’Impianto Tmb di Battipaglia. «Il mio impegno per la tutela ambientale del nostro territorio prosegue con forza e convinzione, vicino ai nostri cittadini, così come è stato negli scorsi mesi e da quando ho l’onore di essere il Presidente della Provincia di Salerno», ha poi aggiunto Strianese.




Compostaggio, pochi rifiuti nel sito Alla ricerca dell’umido

di Andrea Pellegrino

AAA cercasi rifiuti per l’impianto di compostaggio. Il Comune di Salerno, o meglio la Salerno Pulita, ha aperto le porte ai comuni della provincia che hanno necessità di smaltire frazione umida. Il sito di compostaggio del capoluogo non è utilizzato al massimo, con evidenti squilibri finanziari nella gestione. Dunque la necessità è quella di aumentare l’ingresso della frazione umida per arrivare a trattare la quantità necessaria a mantenere in equilibrio economico l’impianto, già finito in passato sotto i riflettori dell’Anac di Raffaele Cantone e della Procura di Salerno, seppur sotto il profilo giudiziario non ci sono ancora sviluppi. Stando ai dati, il Comune di Salerno ha una produzione di circa 17.600, 00 tonnellate / anno di frazione organica che vengono conferite presso l’impianto di compostaggio cittadino, in forte riduzione nel corso degli anni. Il sito può ospitare, invece, 23.000,00 tonnellate di frazione organica complessive. Insomma all’appello mancherebbero 6.000 tonnellate circa da ricercare nei comuni della provincia di Salerno, come stabilito da una recente delibera di giunta comunale che ha autorizzato la società “Salerno Pulita” ad un’indagine di mercato. Ma non solo. La crisi del sito di compostaggio ha portato anche ad un abbassamento dei prezzi nei confronti della Gesco ambiente. La tariffa fissata a 168 euro a tonnellata si è ridotta di dieci euro.




Allo Stir di Battipaglia altre 2000 tonnellate di rifiuti

di Andrea Pellegrino

A Battipaglia arrivano altri rifiuti. Così come annunciato nei giorni scorsi, nuova frazione umida arriverà, durante lo stop del termovalorizzatore di Acerra, nel sito battipagliese. Il presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese ha già firmato l’ordinanza. I rifiuti resteranno provvisoriamente a Battipaglia per poi essere trasferiti in Austria. Stando ai numeri, si tratta di un quantitativo massimo pari a 2.000 tonnellate e per un periodo temporale non superiore a 180 giorni. «La Provincia di Salerno – dichiara il presidente Strianese – in stretta sinergia con la Regione Campania, l’Ente d’Ambito per i Rifiuti e la società provinciale EcoAmbiente Salerno, sta gestendo l’emergenza creata dalla chiusura temporanea dell’impianto di Termovalorizzazione dei rifiuti di Acerra, necessaria per la manutenzione delle tre linee di lavorazione, prevista per un periodo di almeno 6 settimane e iniziata nei giorni scorsi. Per quanto riguarda il nostro territorio, abbiamo quindi affrontato la prioritaria necessità di costante evacuazione dei residui prodotti dallo stabilimento Tmb di Battipaglia, che deve poter accogliere quotidianamente i rifiuti provenienti da tutti i 158 comuni della provincia. La saturazione degli spazi potrebbe portare a un fermo impianto che non possiamo permetterci, nell’interesse di tutto il territorio. Ci siamo da subito fatti carico di evitare accumuli di rifiuti nelle nostre città, davanti alle nostre case, agli ospedali, con problemi igienico sanitari, tra l’altro in piena estate e in alta stagione turistica. Abbiamo messo in campo azioni concrete, in assoluto rispetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale, sanitaria e di pubblica sicurezza. EcoAmbiente ha espletato una gara per il trasporto e il recupero di 14.000 tonnellate di Gta destinate a impianti con sede in Austria. Nell’attesa però dei tempi tecnici relativi all’iter di notifica transfrontaliero, abbiamo individuato una soluzione che ci permette di scongiurare il fermo impianto e, conseguentemente, lo stato d’emergenza nella gestione del ciclo rifiuti urbani in Provincia di Salerno». «È stato individuato – prosegue Strianese – un capannone denominato “post raffinazione” all’interno dello stesso Tmb di Battipaglia che presenta volumetrie disponibili e che risulta idoneo allo stoccaggio della Futa, nelle more delle evacuazioni transfrontaliere ad opera della ditta affidataria». Incalza Giovanni Romano, già assessore regionale all’ambiente: «Battipaglia sempre più pattumiera della provincia di Salerno. Questo è l’unico concreto risultato della disastrosa gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Campania. Una domanda: con tutti questi rifiuti stoccati, lo Stir di Battipaglia è ancora in linea con le norme antincendio e con i limiti autorizzativi dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) considerato che nell’impianto sono già stoccate oltre 15.000 tonnellate di rifiuti trattati e stabilizzati non smaltiti da oltre un anno?».




Gas, livelli record registrati allo stir di Battipaglia

di Andrea Pellegrino

Acido solfidrico. Sostanzialmente puzzo di marcio. Sono livelli record quelli registrati allo Stir di Battipaglia. I dati dell’Arpac per il mese di agosto parlano chiaro: i residenti a Battipaglia sono stati esposti a concentrazioni 10 volte superiori alla media per tutta la giornata, con picchi di 99 volte in alcune ore di H2S. Si tratta di un gas incolore dall’odore caratteristico di uova marce. Già a sette microgrammi si avverte il puzzo di marcio dei rifiuti in putrefazione. L’Arpac di Salerno ha rilevato in alcuni giorni di agosto, come presenza massima oraria e come media giornaliera a Battipaglia concentrazioni in atmosfera di acido solfidrico di 692 µg/mc. come rilevazione massima oraria e di 72 µg/mc come media giornaliera. Ma non è l’unica nota negativa che proviene dallo Stir di Battipaglia che fa i conti anche con gli sforamenti di Pm10. Un impianto di trattamento rifiuti che convive in un territorio già martoriato. Basti pensare ai miasmi che secondo l’amministrazione comunale battipagliese sono generati dal sito di compostaggio della vicina Eboli, o alle tante aziende private che trattano rifiuti. Quanto allo Stir di Battipaglia, è del tutto evidente che occorre agire rapidamente sull’impianto per garantire la salute e la sicurezza dei cittadini residenti. Anche perché tra pochi giorni si aprirà la fase dell’emergenza dovuta alla chiusura del termovalorizzatore di Acerra e la situazione è destinata a peggiorare.




La Regione vara il piano: rifiuti a Polla e a Battipaglia

di Andrea Pellegrino

Duemila tonnellate di rifiuti da smaltire nel salernitano nei 35 giorni di stop del termovalorizzatore di Acerra. I rifiuti, secondo il piano approvato ieri dalla Regione Campania, saranno diretti verso Polla e verso lo Stir di Battipaglia. La conferenza dei servizi in Regione Campania ha condiviso e approvato un programma per fronteggiare il fabbisogno complessivo di 82.000 tonnellate di frazione secca sui base regionale. Grazie alle gare espletate dalle società provinciali, dalla A2a e dalla Regione Campania 40.000 tonnellate saranno evacuate fuori Regione nel periodo del fermo del termovalorizzatore. Ecoambiente ne smaltirà 20mila in alta Italia. Le restanti 42.000 tonnellate saranno destinate a depositi temporanei per un periodo non superiore a 90 giorni. I depositi temporanei sono distribuiti nelle diverse province, secondo il principio di prossimità. I siti individuati sono Casalduni, Caivano, San Tammaro, Polla, per un quantitativo complessivo pari al 70% del fabbisogno. Per il restante 30% saranno utilizzate aree ubicate all’interno degli stir esistenti in Regione. «Il cosiddetto “piano” è un maldestro tentativo di scaricare sui territori e sulle Comunità il fallimento della Regione – accusa Giovanni Romano, responsabile regionale del Dipartimento Ambiente e Territorio della Lega – Battipaglia e Polla subiranno le conseguenze più gravi. Di fatto viene confermata la grave precarietà del ciclo dei rifiuti voluto da questa Amministrazione che si basa solo su trasporti fuori Regione e costi altissimi sempre pagati dai cittadini. Il “piano” funzionerà solo se saranno possibili i trasferimenti fuori della Campania: c’è da stare in allarme». Accuse anche dal M5s: «Siamo tornati indietro di 20 anni e ricorrere agli espedienti catastrofici individuati in era Bassolino e di cui ancora paghiamo le conseguenze – dichiara il consigliere regionale del M5s Vincenzo Viglione – Siamo tornati ai trasferimenti fuori regione, con prezzi lievitati fino a 200 euro a tonnellata a spese dei cittadini della Campania, dopo un numero imprecisato di gare andate a vuoto. Soprattutto, torneremo a produrre ecoballe, aggiungendo 42mila tonnellate di rifiuti da stoccare ai circa 5 milioni di ecoballe che portiamo in eredità. Nell’affrettarsi a dire che per le nuove ecoballe è da escludere un rischio stoccaggio in tempi superiori ai 90 giorni previsti per legge, l’assessore Bonavitacola e il suo capo De Luca ci spieghino quali garanzie danno a supporto di questa convinzione, tenuto conto che le vecchie ecoballe, stoccate quasi un quarto di secolo fa e che, negli annunci di De Luca e dell’allora premier Renzi, dovevano essere già da tempo un ricordo, ancora giacciono in bella mostra nella nostra regione».




Ecoambiente, nuovo bando per le ecoballe in provincia

Vincenzo Senatore 

L’attività degli impianti aumenta e Ecoambiente corre ai ripari. La società partecipata dalla Provincia di Salerno e in liquidazione avvia un’indagine di mercato per individuare aziende alle quali commissionare la fornitura delle bobine per ecoballe. La maggior parte del carico è destinata allo Stir di Battipaglia, dove i volumi di smaltimento sono aumentati dopo che il liquidatore di Ecoambiente, Vincenzo Petrosino, ha chiuso un accordo con i vertici di Samte, società partecipata dalla Provincia di Benevento, per accogliere nella Piana parte dei rifiuti non più trattabili a Casalduni in seguito all’incendio del 23 agosto scorso. Secondo quanto risulta ai tecnici di Ecoambiente bisogna acquistare circa 120mila chili di pellicola per imballaggi,costo stimato 200mila euro. Lo Stir di Battipaglia, ora impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani indifferenziati, sarà il destinatario quasi esclusivo di questa fornitura, che avrà peraltro la durata di un anno a partire dalla sottoscrizione del contratto. Per il momento, comunque, si punta a individuare le aziende specializzate, successivamente verrò loro inviata una lettera d’invito e solo dopo questi passaggi sarà possibile espletare la gara. Il che significa che non c’è grande urgenza anche se i tempi non sono proprio dilatati. Del resto lo stato di emergenza, seppure latente, è dato dal fatto stesso che sia Ecoambiente, seppure in liquidazione, a gestire le gare d’appalto benché si tratti di un’attività abbastanza irrituale, considerata la condizione in cui si trova. Attenzione all’accordo con la Samte, però. Perché dopo che Ecoambiente ha dato la propria disponibilità ad accogliere l’indifferenziato presso il sito di Battipaglia Samte ha inviato una comunicazione ai sindaci dei 78 Comuni della provincia di Benevento che fino a qualche settimana fa conferivano i rifiuti a Casalduni. Questo per dire che Battipaglia non sa con quali quantitativi dovrà fare i conti, il che significa che sul bando per la fornitura della pellicola per ecoballe potrebbe esserci un’accelerazione. Di sicuro la gestione dello smaltimento dei rifiuti a Salerno e provincia diventa sempre poù una questione molto delicata.




Sardone: sversano i rifiuti di Caserta C’è l’accordo tra Gesco e Comune

Andrea Pellegrino

Non ci saranno le ecoballe dello Stir di Battipaglia ma i rifiuti da Caserta arriveranno lo stesso a Sardone. L’ordinanza del presidente della provincia Giuseppe Canfora – anticipata su queste colonne e che tanto fece scalpore nei giorni del Giffoni Film Festival – esiste ed è del tutto efficace. Benché non sia stata mai pubblicata (contrariamente all’ultima che autorizza l’allargamento dello Stir di Battipaglia) resta a tutti gli effetti agli atti della Provincia di Salerno. A Giffoni Valle Piana, o meglio a Sardone, all’interno dell’impianto di trasferenza arrivano da giorni i rifiuti del Comune di Caserta. E l’accordo è ufficializzato dallo stesso comune casertano. «Il contratto stipulato con la “Gesco Ambiente”, una società consortile a totale capitale pubblico, partecipata dei Consorzi di Bacino Sa1, Sa2, Sa3 e Sa4, prevede il conferimento dell’umido e degli sfalci della potatura fino al prossimo 31 dicembre». Il gruppo consiliare “Giffoni Democratica”, che già nelle settimane scorse aveva interrogato il sindaco Antonio Giuliano sulla vicenda rifiuti, torna alla carica ed accusa: «Non arrivano le ecoballe ma la “munnezza” della Terra dei Fuochi continua tutti i giorni ad essere scaricata nel territorio di Giffoni Valle Piana. Ciò che prima era “veleno da ingoiare” oggi è diventato “profumo da spruzzare”, forse perché il regalo di circa 60.000 euro all’anno proveniente dal ristoro fa comodo al bilancio comunale: pecunia non olet (i soldi non puzzano). Tra propaganda, contraddizioni e una grande faccia tosta – concludono – siamo ai limiti della decenza». Intanto sulla questione dello Stir di Battipaglia e sull’emergenza rifiuti scende in campo anche il vicequestore della Camera, il salernitano Edmondo Cirielli: «I cittadini della provincia salernitana ancora una volta traditi dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. Si sprofonda infatti in una nuova emergenza rifiuti dovuta alla decisione di trasferire le ecoballe, che aveva promesso di smaltire da tempo, nello Stir di Battipaglia, trasformato di fatto in una discarica abusiva – afferma in una nota Edmondo Cirielli – la presenza delle ecoballe nello Stir di Battipaglia non solo rallenta ulteriormente il funzionamento dell’impianto, già in affanno per le incapacità della giunta Pd alla guida della Provincia di Salerno, ma crea soprattutto danni l’Ambiente». Poi il parlamentare di Fratelli d’Italia ha continuato: «Presenterò un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, sollecitando l’invio del Noe per accertare responsabilità e danni provocati dalla scelta di inviare le ecoballe nello Stir di Battipaglia – conclude – e di adottare tutte le misure, compreso il sequestro dell’area, per impedire una vera e propria emergenza oltre che ambientale e sanitaria».




Canfora allarga lo Stir, la Regione mette altri soldi

Andrea Pellegrino

Sospesa l’ipotesi Sardone, il presidente della Provincia Giuseppe Canfora «allarga» lo Stir di Battipaglia. Questa volta – contrariamente ai precedenti atti – l’ordinanza è pubblicata sul sito istituzionale dell’ente ed è stata resa nota. Allo Stir di Battipaglia è possibile stoccare, per i prossimi 90 giorni, ulteriori rifiuti. Questo per un nuovo rallentamento del termovalorizzatore di Acerra. Insomma, le balle che erano in viaggio verso Sardone resteranno a Battipaglia. Almeno secondo le ultime indicazioni. Non fosse altro che l’ordinanza numero 2 del 25 luglio 2018 resta in piedi o quantomeno non c’è traccia della sua revoca. Così come di una ulteriore ordinanza che consentiva alla Gesco di accogliere nuovi rifiuti nel sito di trasferenza del comune di Giffoni Valle Piana. Il tutto mentre la RegioneCampania stanzia nuovi fondi per svuotare gli Stir della Regione.

ROMANO: «DA CANFORA SOLO UNA PEZZA»

«Il presidente della Provincia di Salerno è costretto a firmare una ordinanza urgente per “sanare” le violazioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale in base alla quale sta funzionando l’ex Stir (ora Tmb) di Battipaglia»,incalza Giovanni Romano, ex assessore regionale all’ambiente. «In sostanza, avendo superato le quantità massime di rifiuti accumulati nell’impianto (oltre 15.000 tonnellate) a causa delle mancate evacuazioni della Frazione Secca Tritovagliata (FUT) e della Frazione Umida Tritovagliata e Stabilizzata (FUTS), per scongiurare il pericolo di una chiusura dell’impianto da parte delle Autorità di Controllo per la conseguente mancanza degli standard di sicurezza, il Presidente della Provincia ci mette “una pezza” e con l’ordinanza “sana” giuridicamente le gravi mancanze e addirittura “autorizza” ulteriori stoccaggi interni all’impianto di Battipaglia in previsione dell’aggravarsi della situazione a causa di un altro rallentamento del termovalorizzatore di Acerra».  Il provvedimento – secondo Romano – non risolve in alcun modo il problema strutturale dell’impianto di Battipaglia che risulta stracolmo di rifiuti non tanto per i rallentamenti del termovalorizzatore di Acerra, ma per due ordini di motivi che continuano ad essere ignorati dalla Provincia e dalla Regione Campania. «L’ordinanza del presidente della Provincia aggrava il già precario stato di sicurezza dello Stir di Battipaglia e la previsione di consentire questi stoccaggi “provvisori” per soli 90 giorni fa semplicemente sorridere visto che gliabbancamenti proseguono da oltre un anno».

PIU’ DI 8 MILIONI PER SVUOTARE GLI STIR

Quanto alla delibera regionale, Romano spiega: «La prova che la nostra Regione è sull’orlo del baratro trova una ulteriore conferma nella delibera della Giunta Regionale che ha deciso di “anticipare” 8.300.000 euro per svuotare gli ex Stir di Battipaglia e Tufino e consentire di recuperare gli spazi necessari per realizzare gli impianti di compostaggio che si prevede di realizzare all’interno degli stessi. A Battipaglia addirittura la gara si è conclusa lo scorso autunno e l’impresa aggiudicataria, la Monsud SpA, è in attesa da oltre nove mesi di iniziare i lavori». «Possiamo solo immaginare le inevitabile procedura per l’aggiornamento dei prezzi (con conseguente aumento del costo dell’opera) e, probabilmente per il ristoro dei danni causati ad una impresa che ha regolarmente vinto una gara e alla quale non viene consentito di effettuare i lavori perché le aree sono occupate da rifiuti non evacuati. Chiaramente la Regione, per evitare problemi con la Corte dei Conti, chiarisce che questasomma dovrà essere “recuperata” dalle due società (EcoAmbiente Salerno e Sa.p.Na. Napoli) anche perché le stesse società, incassando la tariffa dai Comuni (cioè dai cittadini), dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) già avere queste somme e, quindi, non possono essere pagate due volte. Ci chiediamo – s’interroga Romano – stiamo parlando delle stesse società provinciali che sono state raggiunte da provvedimenti di pignoramento della stessa Regione (poi “opportunamente” sospesi) perchè non hanno pagato (nonostante le tariffe incassate) il conferimento al termovalorizzatore di Acerra? E se queste Società hanno già le risorse finanziarie acquisite attraverso i pagamenti dei Comuni, perché deve intervenire la Regione? In realtà si continua a nascondere che il sistema è fallito. Nonostante i milioni di euro del Governo Renzi. Nonostante i roboanti proclami dell’attuale Presidente pro-tempore della Regione che sta tristemente ritornando ad essere la Regione della “monnezza”».




«Paradossale la nostra difficoltà»

Marcello D’Ambrosio

«La nostra difficoltà nel conferire è nota». Lo dichiara, senza mezzi termini, Stefano Romano, eletto nella lista “Con Cecilia” al consiglio comunale di Battipaglia, vicesindaco della città della Piana del Sele, dallo scorso 24 luglio. Avvocato, ha, tra le altre, la delega ai rapporti amministrativi con la società Alba. «Oggi (ieri per chi legge n.d.r.) è stato nominato il nuovo amministratore delegato della società Alba. Si tratta dell’ingegnere Palmerino Belardo, che sostituisce Luigi Giampaolino – ci conferma -. Per quanto concerne il pagamento dei dipendenti di Alba, ieri con la sindaca Francese ci siamo recati in banca e siamo riusciti a sbloccare il pagamento degli arretrati. Il ragioniere di Alba ha già provveduto a firmare i mandati di pagamento». Sulla questione rifiuti, Romano è chiaro: « L a nostra difficoltà nel conferire è nota. Trovo paradossale che proprio la città di Battipaglia, che ospita l’impianto di stoccaggio, l’ex Stir, trovi difficoltà nel conferimento». «In alcuni casi siamo costretti a rivolgerci altrove, ma soprattutto ci vediamo obbligati a lasciare in strada i rifiuti, impossibilitati ad effettuare la raccolta in quanto non esiste un luogo in cui trasportarli. In riferimento ai miasmi e ai cattivi odori che parte della cittadinanza denuncia, ho più motivi per pensare che essi siano dovuti all’attività dell’impianto di compostaggio di Eboli, escludo che provengano dallo Stir di Battipaglia – ha spiegato il vicesindaco di Battipaglia – Purtroppo in questa fase emergenziale la regione Campania, che si sta impegnando per risolvere la situazione, a mio avviso non lo sta facendo nel modo ottimale. E poi c’è l’enorme problema delle microdiscariche abusive in città. Ho in mente di effettuarne una mappatura, e in questi giorni, di sera, sono sceso in strada con la protezione civile, costituendo un presidio notturno per scongiurare il deposito selvaggio di immondizia da parte dei cittadini». Purtroppo lo Stato lo impedisce, riferisce poi Romano, poiché aprendo le buste che contengono i rifiuti domestici sarebbe molto semplice risalire al responsabile. E poi c’è il grosso problema legato ai roghi e agli incendi di rifiuti sul territorio battipagliese: «su questo c’è la costante vigilanza della protezione civile, a cui va il mio ringraziamento, che appostata sulla collina Castelluccia monitora in maniera attiva la situazione segnalando gli eventuali incendi». E ancora: «La mia intenzione è di proseguire anche in futuro con il presidio notturno insieme alla protezione civile. Sullo stato del conferimento allo Stir posso dire che l’altra notte all’una vi erano ancora due mezzi in attesa di scaricare che sono stati costretti a ritornare il mattino successivo». Da qui, poi, lancia l’allarme per una situazione complessa, «e la nostra attenzione si sta focalizzando, ritornando al problema delle microdiscariche dislocate su tutto il territorio cittadino, all’area di Viale Francia, al confine con la zona industriale, dove si trova la più estesa tra le discariche abusive, con presenza, tra i rifiuti, di farmaci e fitofarmaci».




A Sardone i rifiuti della Terra dei Fuochi Arrivano anche le balle di Battipaglia

Andrea Pellegrino

Si corre ai ripari per evitare una estate di emergenza rifiuti. Seppur il passo sembra che sia davvero breve. E l’emergenza, con sé, trascina anche vecchi ricordi e soluzioni di un tempo. Così, lo stesso comune che ospita il Giffoni Film Festival sta ricevendo anche rifiuti da fuori provincia ed ecoballe. Da qualche ora, infatti, Sardone (località di Giffoni Valle Piana) è ritornata protagonista. Ed in particolare il suo sito di trasferenza, gestito dalla Gesco (società in liquidazione guidata da Vincenzo Morriello). Dalla Terra dei Fuochi a Battipaglia, gli Stir pare che abbiano trovato la loro(minima) valvola di sfogo proprio nel comune picentino. Così da Santa Maria Capua Vetere pare che stia arrivando la frazione umida mentre da Battipaglia arrivano le note ecoballe, che già da qualche anno avrebbero dovuto essere un vecchio ricordo. Invece, nonostante l’impegno dell’allora governo Renzi, la promessa di De Luca e i milioni di euro stanziati, le ecoballe riempiono ancora diversi siti della regione Campania. Alcune, per liberare lo Stir di Battipaglia ormai al collasso, pare che stiano viaggiando verso Giffoni Valle Piana. Non va meglio a Salerno città, dove è prossima l’emergenza ad Ostaglio. Il sito, nonostante abbia già aumentato notevolmente la sua capienza (oltre 10 volte in più), non avrebbe molta autonomia. Si valutano ulteriori provvedimenti e non si esclude che si possa allargare – fino al limite della sopportazione – la permanenza dei rifiuti presso il sito cittadino. Almeno fino a quando non tornerà a pieno regime lo Stir di Battipaglia. Pare che primi spiragli si possano intravedere da lunedì.