Revocata la misura interdittiva a carico del prefetto Malfi

Pina Ferro

Revocata la misura interdittiva a carico del Prefetto di Salerno Salvatore Malfi. La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vercelli. Il gip ha accolto l’instanza presentata dagli avvocato Giovanni Annunziata e Roberto Scheda, rimettendo il prefetto in servizio. “Il provvedimento emesso dal Gip è il frutto di un percorso di collaborazione, scelto come linea difensiva, avviato, per vero, con il lungo interrogatorio di garanzia svoltosi dinnanzi al Gip di concerto con gli ulteriori elementi forniti negli atti difensivi”. Hanno sottolineato i due difensori. Ora prima che il Prefetto torni al suo posto occorrerà che trascorrano i tempi tecnici necessari all’adempimento di alcuni iter burocratici. Era il 16 marzo scorso quando l’ex prefetto di Vercelli, Salvatore Malfi, è attuale prefetto di Salerno, fu sospeso per tre mesi. Il provvedimento fu assunto con un’ordinanza, nell’ambito di un’indagine condotta dalla squadra mobile della questura vercellese e dalla guardia di finanza, coordinate dal magistrato Davide Pretti. L’attività si riferisce al periodo in cui era a Vercelli (A Salerno era arrivato nel gennaio 2016, dopo cinque anni). Malfi è accusato di abuso d’ufficio nei confronti dei suoi più stretti collaboratori per aver «ingenerato un clima di costante terrore e di estrema tensione negli uffici prefettizi», fanno sapere dalla procura. In particolare, secondo gli inquirenti, «il prefetto era solito rivolgersi ai dipendenti con espressioni ingiuriose, a sfondo sessista, umilianti e denigratorie, utilizzando toni e atteggiamenti discriminatori e minacciandoli finanche di morte». Responsabilità emersero anche in merito alla sussistenza di reati contro l’assistenza familiare e contro la persona. Il provvedimento di sospensione rientrava in un più ampio contesto di indagine nel settore della spesa pubblica, con particolare riferimento alla gestione del servizio per l’accoglienza dei richiedenti asilo, nell’ambito del quale sono emersi gravi indizi in relazione a reati contro la pubblica amministrazione: dalla turbativa d’asta alla rivelazione di segreti d’ufficio.




Revoca dell’Aia, chiuse le Pisano

Non hanno potuto fare a meno di spegnere i forni e stoppare la produzione. I cancelli delle Fonderie Pisano chiudono nuovamente dopo lq bocciatura da parte della Regione Campania della Via che ha portato di conseguenza anche la revoca dell’Aia e dunque le autorizzazioni per tenere l’impianto in funzione. E da ieri sera i lavoratori sono nuovamente in stato di agitazione per le proprie sorti lavorative, ma non rinunciano alla protesta di lunedì a Napoli proprio sotto Palazzo Santa Lucia. Ai Pisano è stata “permessa” solo la messa in sicurezza e la manutenzione dell’impianto e inoltre i 60 giorni utili per procedere ad un nuovo ricorso.




Notificata dal Prefetto la sospensione a Benincasa

Andrea Pellegrino

L’atto è giunto a Palazzo di Città la scorsa sera e ieri è stato notificato ai consiglieri comunali. Benincasa, dunque, per effetto della legge Severino, lascia tutto nelle mani del vicesindaco Marcello Civale, che già da qualche giorno guida l’amministrazione. Il decreto prefettizio ha recepito la condanna in Appello ad otto mesi ed un anno di interdizione dai pubblici uffici, inflitta lo scorso 9 gennaio al primo cittadino nell’ambito del processo sul crollo di parte del costone del Lloyd’s Baia Hotel. In primo grado Benincasa era stato assolto, in Appello invece il collegio ha accolto la tesi della pubblica accusa. Questa mattina si riunirà la conferenza dei capigruppo per stabilire la data del Consiglio comunale per la presa d’atto della sospensione dalla carica di sindaco per Francesco Benincasa. Con molta probabilità l’Assise potrà essere convocata già per la prossima settimana. Si valuta, tra l’altro, la possibile surroga in aula consiliare del posto vacante. Se così fosse entrerebbe – fino alla scadenza della sospensione – Cosmo Di Mauro, primo dei non eletti della lista “Per Vietri”. In giunta, invece, resterà vuoto il posto lasciato dal primo cittadino. Se non si dovesse procedere con la surroga, l’amministrazione comunale godrebbe di un voto in meno. Intanto una nuova te- gola pende sulla testa del Comune di Vietri sul Mare. Nei giorni scorsi è giunta la relazione prodotta dagli ispettori del Mef.  Diversi, secondo indiscrezioni, i rilievi sol- levati ed in attesa, ora, di controdeduzioni da parte degli uffici comunali.




Assunzioni in cambio di “sentenze”

Pina Ferro

Procedimento contro il comune di Baronissi “aggiustato” in cambio di una cucina. E’ uno dei tanti “regali” ottenuti dal giudice Mario Pagano per l’interessamento e l’intervento effettuato a favore di “amici”. E’ il caso, ad esempio della vicenda giudiziaria che aveva come attori il comune di Baronissi e la Sacar Forni di Giacomo Sessa. Secondo quanto si legge nell’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, il giudice Mario Pagano si sarebbe accordato con Giacomo Sessa per favorirlo nei procedimenti civili pendenti presso il Tribunale di Salerno “attraverso l’illecito condizionamento delle decisioni dei giudici assegnatari di tali cause, e comunque l’indebita richiesta di notizie sull’andamente di tali cause”. In particolare i procedimenti finiti nel mirino degli investigatori vi sono quella tra il comune di Baronissi e e la Sacar Forni tratta presso la sezione distaccata del Tribunale di Mercato San Severino (sentenza del 9/9/2015) dove il Comune fu condannato al risarcimento del danno a favore della Sacar Forni per una somma ammontante a 49.470,47. Si tratta di una sentenza emessa dal Got a seguito di specifiche indicazioni in merito fornite dal giudice Pagano. Ancora vi è il procedimento tra la Boulangerie (di M.Vicedomini) e la Boulangerie (di C. Vicedomini) contro la Sacar Forni anche in questo caso la sentenza pronunciata dal Got  a favore della Sacar Forni. In cambio Pagano ebbe la promessa di una fornitura di cucine alla cooperativa mista Eremo di cui Pagano era di fatto il gestore. Cucina che fu acquistata attraverso la società Salsicaia gestita anche essa di fatto dal giudice Mario Pagano .
Mario Pagano in più occasioni ha anche favorito Luigi Celeste Angrisani e la casa di Cura Villa dei Fiori. Sono decine le sentenze esaminate dagli investigatori in cui l’Asl viene condannato a pagare somme di denaro alla struttura privata dell’Agro Nocerino Sarnese. Somme a sei zero quelle che l’azienda sanitaria locale ha dovuto versare alla Casa di Cura su decisione di Pagano. Va precisato che Pagano avrebbe dovuto astenersi dal trattare tali procedimenti in quanto era amico di Angrisani  e consulente giuridico della Casa di Cura. In cambio Pagano ha ricevuto dalla casa di cura un orologio Breguet dal valore di 20mila euro e vari bonifici da 10,mila euro versati sul conto della polisportiva Rocchese per un importo complessivo di oltre 60mila euro e ‘assunzione presso la casa di Cura Angrisani – Villa dei Fiori di numerose persone alle quali Pagano era legato da rapporti di natura politico/clientelare.

Il Csm chiamato a decidere sulla sospensione del giudice

Martedì prossimo la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura (Csm) si pronuncerà sulla richiesta di sospendere dalle funzioni e dallo stipendio il giudice del tribunale di Reggio Calabria Mario Pagano, arrestato nei giorni scorsi con le accuse di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari, truffa aggravata, e falso in atto pubblico. Il magistrato è accusato in particolare di aver fatto in modo che gli venissero assegnate cause civili ai quali erano interessati amici imprenditori, per adottare decisioni a loro favorevoli. In cambio avrebbe ricevuto somme di denaro, sotto forma di finanziamenti a una società sportiva, e regali.
Accuse che si riferiscono a quando prestava servizio al tribunale di Salerno. La sospensione è stata chiesta dal ministro della Giustizia; e sarà senz’altro decisa dal Csm, perchè costituisce un atto dovuto, quando un magistrato viene arrestato.  Intanto Pagano interrogato dal Gip del Tribunale di Napoli si è avvalso della facoltà di non rispondere.



Acerno. Maltrattamenti anziani all’Hotel Stella, 18 misure cautelari

Acerno. I carabinieri della Compagnia di Battipaglia hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale di gestore di comunità tutelare per persone non autosufficienti e la professione di operatore socio – sanitario, per la durata di dodici mesi, nei confronti di 18 persone, direttore ed operatori di una comunità tutelare per persone non autosufficienti, ritenute responsabili di maltrattamenti continuati aggravati nei confronti di anziani e minorati psichici.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 odierne, presso la Procura della Repubblica di Salerno.




Consiglio regionale: cartellino giallo per i grillini

Censurati i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle dopo l’occupazione dell’aula consiliare all’ultimo Consiglio regionale. Applicato l’articolo 78 del regolamento. Non si tratta di una sospensione. La censura è una sorta di diffida dal non mettere in atto certi comportamenti.




Sospesa per proteste la seduta del consiglio regionale della Campania

Occupati i banchi della presidenza del consiglio regionale, interrotti i lavori delle assisse. Tensioni nel Consiglio regionale della Campania dove i consiglieri M5S hanno occupato i banchi della presidenza. Il presidente del Consiglio, Rosetta D’Amelio, ha dichiarato aperta la seduta tra le contestazioni chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine ”per identificare chi ha abusivamente occupato il Consiglio”. Dopo il ricordo delle vittime di Parigi, il presidente del Consiglio ha sospeso la seduta.




Nocera Inf. Non vuole fare i turni all’ospedale di Vallo della Lucania: sospeso per 30 giorni un medico

NOCERA INFERIORE. Neurochirurgo dell’ospedale di Nocera Inferiore sospeso per aver rifiutato l’ordine di servizio che gli imponeva di svolgere turni nell’ospedale di Vallo della Lucania dove manca il personale. A.B., le inziali del professionista, è stato sospeso in via cautelativa per trenta giorni e deferito al consiglio di disciplina dell’Asl.
La volontà del medico nocerino nasce dal fatto che, a novembre scorso, il management dell’Asl Salerno ha firmato la delibera di trasferimento dell’ex primario del Cardarelli, Michele Carandente, e lo assegna all’Unità ospedaliera nocerina – dove la pianta organica è completa – e non, invece, a Vallo della Lucania dove il bisogno di avere nuovo personale è invocato da tempo. Scoppia la polemica con lettere ai vertici ospedalieri e aziendali, ai sindacati e segnalazioni alle Procure. L’arrivo a Nocera del medico napoletano ha fatto storcere il naso ai colleghi nocerini. La pianta organica a Nocera Inferiore è completa e l’arrivo del collega partenopeo ha innescato il trasferimento, a rotazione con cadenza mensile, nell’ospedale di Vallo. “Perché non mandare il collega napoletano direttamente a sud di Salerno dove vi è reale bisogno di personale?”, chiesero i medici mentre i sindacati chiesero la revoca della delibera di Carandente.




De Luca, Tribunale ha accolto ricorso urgente: ora si può insediare

di Andrea Pellegrino

La prima sezione civile del Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca contro la sospensione dalla carica prevista dalla legge Severino. La decisione del Tribunale permetterà al neo presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di partecipare alla seduta di insediamento del Consiglio regionale, inizialmente prevista per il 29 giugno e poi slittata, e di nominare la Giunta regionale. Il Tribunale ha accolto il ricorso d’urgenza presentato dai legali del governatore due giorni fa; i giudici decideranno poi nel merito della vicenda che coinvolge il governatore campano, la sospensione effetto del decreto firmato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi secondo quanto previsto dalla legge Severino.

La decisione è stata assunta con un provvedimento monocratico del presidente della sezione, Guglielmo Cioffi. Il Tribunale ha fissato per il 17 luglio l’udienza collegiale per la conferma, la modifica o la revoca dello stesso.

De Luca ha appreso la notizia mentre era a Roma presso la sede del Pd. Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd ha accolto così la notizia: “Abbiamo vinto. Il tribunale con decreto monocratico ha sospeso il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri. La settimana prossima consiglio regionale per l’insediamento della giunta. E’ stata ripristinata la democrazia e la legalità costituzionale”.

Il ricorso ordinario, invece, incardinato alla prima sezione, sara’ invece discusso il prossimo 20 novembre

 




Renzi sospende De Luca Se vuole faccia la Giunta

di Andrea Pellegrino

«Ho provveduto a sospendere Vincenzo De Luca». Sono le parole di Matteo Ren- zi al termine del Consiglio dei Ministri, ini- ziato in forte ritardo rispetto all’orario di convocazione. Nessun provvedimento ad hoc, ha detto il premier: «A norma della legge Severino abbiamo firmato il decreto di sospensione di De Luca da governatore della Campania». Nessun provvedimento ad hoc, dice il premier. Per quanto riguarda la giunta ed il vicepresidente, Vincenzo De Luca potrà o dovrà rifarsi al parere espres- so dall’avvocatura dello Stato. Tant’è che Renzi spiega: «Il presidente – ha detto il premier – può fare gli atti consentiti dal pare- re medesimo, noi abbiamo proceduto alla firma del decreto di sospensione senza fare ricorso ad alcuna normativa ad hoc». «Abbiamo seguito l’iter – ha detto ancora Renzi – penso che ci sarà il ricorso da par te del presidente De Luca. Io mi attendo il ricorso avverso questo atto, poi sarà il presidente De Luca ora a valutare gli atti secondo quanto espresso dall’avvocatura dello Stato nel recente parere espresso sulla vicenda. Dalla nostra avevamo sempre detto che avremmo mantenuto ogni tipo di in- tervento necessario, senza fare ricorso ad alcuna normativa ad hoc. Lo abbiamo dimostrato una volta di più come era doveroso fare». Nessun “salva De Luca” in pratica da parte della presidenza del Consiglio dei Ministri che era stata diffidata dal grup- po campano del Movimento 5 Stelle. Insomma, De Luca dovrà valutare da solo se compiere o no gli atti. «Ora tocca al presidente della regione Campania – ha ribadito il premier Matteo Renzi – valutare se procedere o meno alla nomina della giunta, seguendo il parere dell’avvocatura dello Stato». Tecnicamente ora il dispositivo di sospensione sarà trasmesso dalla presi- denza del Consiglio alla Prefettura di Napoli ed in seguito il Consiglio regionale ne dovrà prende atto. E con molta probabilità il dispositivo dovrà giungere in aula già lunedì mattina. Dopodiché il governatore sospeso farà ricorso utilizzando la strada tracciata da Luigi de Magistris. Nel contempo, però, gli atti che eventualmente compirà – comprese le nomine degli as-sessori e del vicepresidente – potrebbero essere oggetto di ricorso, ora più che mai che non c’è stato nessuno scudo da parte del Consiglio dei Ministri. In dubbio, dunque, la presenza o meno di Vincenzo De Luca alla prima seduta del Consiglio regionale. «De Luca non potrà entrare – dice l’avvocato Oreste Agosto, legale del Movimento 5 Stelle – era sospeso ed è sospeso. Non può compiere nessun atto. Abbiamo già pronte le diffide. Con il nostro originario ricorso avevamo annunciato il caos istituzionale in Campania». Ed anche Antonio Iannone, presidente regionale dei Fratelli d’Italia dice: «Stando così le cose De Luca lunedì non potrà neanche presentarsi in Consiglio. Se dovesse farlo provvederò stesso lunedì mattina a denunciarlo alla Procura della Repubblica di Napoli». Intanto sono ore concitate nei partiti della maggioranza e soprattutto del Pd. In attesa di notizie da Roma, giunte in serata, consiglieri e gruppi dirigenti sono stati per l’intera giornata di ieri alle prese con le nomine ed i posizionamenti. Un primo vertice ha riguardato, presso la sede del Pd di Napoli, tutti i segretari regionali dei partiti che hanno sostenuto la candidatura alla presidenza di Vincenzo De Luca. Poi a seguire il neo governatore, presso il suo quartier generale partenopeo a via Toledo, ha incontrato i trenta consiglieri regionali che compongono la maggioranza. All’ordine del giorno l’indicazione per l’elezione del presi- dente del Consiglio regionale e la composizione dell’ufficio di presidenza, nonché le commissioni regionali. Il governatore, in merito alla poltrona più alta dell’Assise ha espresso un’indicazione in favore di Rosetta D’Amelio, il consigliere che già presenzierà la seduta di lunedì e che ha provveduto alla convocazione e alla stesura dell’ordine del giorno.