Cocaina: ridotta la pena a 1 anno e 8 mesi scarcerato Roberto Somma

Pieffe

Era stato arrestato e processato per possesso cocaina: i giudici della Corte d’Appello di Salerno riducono a 1 anno ed 8 mesi la pena a Roberto Somma e lo rimettono in libertà. Il 32enne scafatese, difeso da Michele Sarno, in primo grado era stato condannato a 4 anni di reclusione. L’ uomo fu arrestato, nell’ottobre del 2015, dai carabinieri della compagnia di Torre Annuziata, perché trovato in possesso di oltre 50 grammi di cocaina pronta per essere venduta, nascosta – in parte – nelle custodie dei rullini fotografici. Fu una segnalazione a portare i carabinieri in via Berardinetti, zona di confine tra Scafati e Boscoreale. La segnalazione parlava di un giovane su una Fiat Punto che spacciava cocaina in quella zona. A seguito di perquisizione Somma fu trovato in possesso di 40 dosi già pronte per lo spaccio, per un peso di circa 55 grammi, di cocaina ed altra droga, rinvenuta in un armadietto dell’officina, oltre ad un bilancino di precisione e a materiale per il confezionamento. pieffe




Scafati. La Di Saia querela Coppola. Alta tensione in Comune

 

 

 

Immacolata Di Saia

Immacolata Di Saia

[captiPasquale Coppolaon id="attachment_30386" align="alignleft" width="274"] Pasquale Coppola[/caption]

SCAFATI. La segretaria generale del Comune  Immacolata Di Saia querela il presidented el consiglio comunale Pasquale Coppola. Aria sempre più tesa a Palazzo Mayer. Oltre le continue visite degli uomini della Direzione Investigativa Antimafia a peggiorare la situazione la notizia della querela per aggressione sporta dalla segretaria generale dell'ente nei confronti del Presidente del Consiglio comunale. Era il 2 dicembre scorso quando in pieno scontro istituzionale a colpi di regolamenti tra il primo cittadino, Pasquale Aliberti, e il presidente del consiglio, in merito alla procedura di decadenza, la Di Saia sarebbe stata strattonata. Secondo la ricostruzione della segretaria Di Saia   e di un comunicato stampa di quei giorni del Sindaco Aliberti, Pasquale Coppola avrebbe strattonato la segretaria e l'avrebbe fatta cadere addosso ad un dipendente comunale, Coppola da parte sua ha sempre negato questa ricostruzione dei fatti. La denuncia sarebbe stata sporta negli uffici del Commissariato della Polizia di Stato di Caserta e trasmessa per competenza territoriale alla procura nocerina che da qualche giorno indaga sull'accaduto. Alcuni testimoni presenti al momento dell'episodio denunciato sarebbero stati ascoltati dagli inquirenti in questi giorni nelle stanze della Procura della Repubblica di Nocera, da indiscrezioni sembra che a supporto della tesi della segretaria che ha denunciato l'aggressione ci sarebbe un referto medico, mentre a favore di Coppola, che ha sempre negato qualunque aggressione, ci sarebbero le testimonianze dei presenti. In quei giorni grazie alla irremovibile posizione del Presidente Coppola tramontava la strategia del primo cittadino che puntava alla decadenza che gli avrebbe permesso di ricandidarsi alla carica di primo cittadin Immacolata Di Saia Immacolata Di Saiao per la terza volta, una procedura supportata dai pareri e dalle interpretazioni normative della segretaria e che l'intransigenza e la ferma ricerca del rispetto della prassi del Presidente Coppola alla fine ha reso impraticabile l'escamotage. Non si esclude che anche questo procedimento  a breve sia avocato dalla Direzione Distrettuale Antimafia che proprio in questi giorni ha provveduto a trasferire tutti i procedimenti che riguardano l'amministrazione comunale dalla Procura di Nocera agli uffici investigativi antimafia. I primi giorni del dicembre scorso furono davvero un periodo caldo per la vita politica scafatese, la notizia della presunta aggressione scatenò un violento attacco politico da parte del primo cittadino e di alcuni suoi fedelissimi, il consigliere Mimmo Casciello su tutti, nei confronti del Presidente Coppola e precedette di alcuni giorni un altro grave episodio, un atto intimidatorio: il ritrovamento nella cassetta postale del Presidente Coppola di un proiettile calibro 7.65. L'atto intimidatorio fu denunciato e in ben otto pagine gli inquirenti ricostruirono le vicissitudini accadute al Presidente Coppola negli ultimi mesi, sembra che tra quelle pagine ci sia anche l' episodio che il Presidente del Consiglio ha sempre definito "una messa in scena" avvenuta al secondo piano di Palazzo Mayer. Questo clima incandescente non ha certo portato benefici alla macchina amministrativa, a dimostrazioni di ciò vi sono le richieste di trasferimento in altri uffici di entrambi i dipendenti che lavorano nelle segreteria del primo cittadino da oltre trent'anni.
"In quarant'anni di servizio non avevo mai vissuto un tale clima di odio e di fango, il caos e la tensione regna negli uffici , l'aria è tesa, la diffidenza tra colleghi è tanta, per fortuna mi mancano solo due mesi e andrò via da questo ambiente che ormai sembra un manicomio" commenta così la situazione attuale un dipendente comunale che si appresta al pensionamento.




Nocera. Ginecologia dell’“Umberto I” l’invasione delle napoletane

di Gianfranco Pecoraro

NOCERA INFERIORE. Il 30% delle partorienti proviene dal napoletano e il reparto di ginecologia dell’Umberto I è sottoposto a un superlavoro che potrebbe portarlo al collasso. Dati impressionanti per l’attività del reparto di ginecologia dell’ospedale  “Umberto I”, il secondo per nascite in Campania, destinati ad aumentare per l’arrivo in massa di donne provenienti da Cava de’ Tirreni e Mercato san Severino, il cui ospedale non offre più questo servizio.
Ad impressionare, in particolare, non sono solo i 1500 parti annui ma anche l’entità dei pronti soccorso ostetrico-ginecologici e delle prestazioni rese in urgenza, in porticolare per le gravidanze a rischio. A destare interesse è la provenienza delle donne. Il 30% delle partorienti, infatti è dell’area napoletana. Di queste, poco più del 50% proviene dalla fascia costiera, da Torre del Greco ­­­­a Torre Annunziata, l’area boschese e Castellammare di Stabia, e paesi limitrofi, dove insistono tre ospedali e diverse cliniche private, mentre la restante parte arriva da Somma vesuviana, San Giuseppe vesuviano e comuni confinanti. Una situazione diventata insoppportabile per il personale dell’Umberto I che va diminuendo e con maternità sempre più coplesse. Le media delle partorienti, infatti, supera i 30 anni di età e molte le donne in dolce attesa che sono a una seconda e terza gravidanza, specie quelle che, divorziate, sono incinte di un secondo compagno. Parti che si presentano, quindi, con maggiori difficoltà e che impegnano il personale in lunghe pratiche anche operatorie. Aumentano anche le  mamme che partoriscono senza legami stabili né con un compagno né tantomeno con un marito. Il 10% ha ricorso all’iseminazione artificiale, in alcuni casi fatta anche all’estero.
Il dato, quindi, su cui riflettere è l’alto numero di donne che sceglie di partorire all’ “Umberto I” e non nella provincia di Napoli. «Questo di Nocera è un ospedale all’avanguardia, che ha una rinomata Tin e molti buoni servizi -afferma una neo mamma di Torre Annunziata che ha scelto l’ospedale nocerino per dare alla luce il primo figlio-Molte mie amiche scelgono di venire qui perchè anche l’ambiente è più tranquillo».
Un po’ il passaparola sulla qualità del servizi resi, le notizie di salvataggi di bambini nati anche prematuri, e del buon esito anche di parti difficili richiama sempre più donne incinte all’ospedale nocerino. E ciò accade anche a causa dell’improvvida chiusura del “Mauro Scaralato” di Scafati e per i disservizi che i cittadini ritengono di ricevere dalle strutture sanitarie del napoletano.
Fatto è che l’ospedale nocerino non può reggere a questi ritmi di lavoro se non saranno incrementati il numero del personale addette al reparto e quello della Tin, la terapia intensiva neonatale, dove potrebbero esser curati più piccoli pazienti di quelli attualmente assistiti.
Va anche, però, ridisegnata e ricurata la sanità campana. Bisogna comprendere che l’area nord dell’Asl Salerno non serve più solo l’Agro nocerino come previsto in partenza con una popolazione di 300mila abitanti ma anche i cittadini della parte sud del napoletano arrivando ad un bacino di 800 mila persone.
La struttura sanitaria nocerina, quindi, dev’essere dimensionato non ai residenti della zona ma ad un’area più vasta.
A questo si aggiunge che vanno “rafforzati”, in termini di attrezzature e personale, le strutture sanitarie dell’area vesuviana per non costringere i cittadini a rivolgersi a quelle dell’Agro nocerino.




Piano di Zona: la Di Somma resuscita il concorso contestato

NOCERA/AGRO. Il piano di zona dell’Agro Nocerino Sarnese torna a stupire: la coordinatrice Maddalena Di Somma affila le armi ed invita tutti i componenti delle commissioni esaminatrici a ripartire con il concorso – sospeso qualche tempo fa – per una serie di motivazioni.
Con la nota indirizzata i dipendenti dei vari comuni nominati come commissari, lo scorso 30 dicembre, la coordinatrice riapre il concorso ed organizza un nuovo calendario di colloqui.
Nella nota si legge:”Nell’imminenza della ripresa e conclusione della procedura concorsuale relativa all’avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio per la costituzione di graduatorie triennali per il reclutamento  di varie figure professionali per le attività previste dal Piano di Zona Ambito S1, in qualità di componenti delle commissioni esaminatrici si riporta il calendario dei colloqui per il profilo di competenza”.
I colloqui inizieranno il prossimo 12 gennaio con gli assistenti sociali e la commissione esaminatrice è composta da Maddalena di Somma come presidente e poi dal dipendente comunale Giuseppe Bonino, Adele Gagliardi, Alfonso Toscano, Gilda Ginocchi, Giulia Catania ed Anna Maria Vastola.
Per quanto riguarda invece il profilo di psicologo la Commissione dovrà iniziare i colloqui il 13 gennaio. Ad occuparsi della selezione saranno i dipendenti Clelia Elisabetta Pelà, Maria Tagliamonte, Alfonso Toscano e Gilda Ginocchi mentre per il colloquio del 14 gennaio per il profilo di sociologo in commissione ci sono Toscano e Vastola.
Una decisione questa che arriva in maniera improvvisa e farà sicuramente discutere visto che una parte dei sindaci aveva detto il suo ‘no’ alla prosecuzione del concorso.




Tavano: Io alla Salernitana? Voglio chiudere all’Empoli, ma non si sa mai

di Marco De Martino

 SALERNO. E’ nato a Caserta 35 anni fa, ma Ciccio Tavano (nella foto) al telefono tradisce un limpido accento toscano. D’altronde è dal 1996 che, tra Fiorentina, Pisa, Rondinella, Empoli e Livorno (a parte la breve parentesi tra Valencia e Roma tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007) vive, gioca e segna lì. Ciccio, ad Empoli, è un’icona. E non poteva essere altrimenti dopo aver trascinato per l’ennesima volta, a suon di gol, i biancazzurri. Nelle ultime tre stagioni ha segnato qualcosa come 65 gol (20, 23 e quest’anno 22) in serie B con la compagine toscana. Se però è diventato quello che è, Tavano molto lo deve a Mario Somma. Il neo tecnico granata, ad inizio carriera, ne ha esaltato le caratteristiche, valorizzandolo fino a farlo arrivare ad una quotazione di 10 milioni di euro. Tanto infatti fu pagato nell’estate del 2006 dal Valencia, periodo in cui Tavano sfiorò la convocazione per i Mondiali di Germania. Lippi lo convocò, su consiglio proprio di Mario Somma,  per lo stage premondiale, escludendolo poi dalla lista dei 23 che, un mese più tardi, conquistarono a Berlino la Coppa del Mondo. Tavano, insomma, deve tanto a Somma. Lo si capisce anche dalle parole che il bomber esprime quando gli viene nominato:

«E’ un grandissimo allenatore. Ha sempre creduto nel sottoscritto, trattandomi come un figlio e non come un semplice calciatore alle sue dipendenze. E’ sicuramente tra i migliori che abbia avuto nella mia carriera».

Nonostante questo, Mario Somma è riuscito soltanto ad accarezzare la serie A, venendone poi escluso ed infine dimenticato:

«Mi meraviglio di questo. Onestamente non ho mai capito perchè il mister non sia riuscito a fare una carriera da grande allenatore. Oltre ad essere un professionista serio, era anche molto intelligente ed aperto ad ogni confronto. E’ un allenatore preparatissimo, che ha sempre studiato e si è sempre aggiornato sulle nuove metodologie».

Ora Mario Somma ha però raggiunto quello che era un suo obiettivo fin da quando ha cominciato la carriera da allenatore, diventando tecnico della Salernitana. Ne sei a conoscenza?

«Sì, il mister ci ha sempre parlato del suo rapporto con la città di Salerno e del proprio amore per la casacca granata. Mi fa davvero molto piacere che abbia ricevuto questa opportunità da una società così seria ed ambiziosa. Spero che possa riscattarsi proprio alla guida della sua Salernitana».

Un’avventura che Somma farebbe volentieri con una persona di fiducia accanto. Se arrivasse una telefonata da parte sua per chiederti di condividere questa esperienza in granata condividendo questa avventura, cosa gli risponderesti?

«Il mister lo sa, ma se dovesse davvero chiamarmi gli ribadirei il concetto, e cioè la mia volontà è quella di chiudere la carriera ad Empoli. Qui ho vissuto i miei anni più belli ed il prossimo potrebbe essere l’ultimo a mia disposizione per cimentarmi ancora con la massima serie». 

D’altronde, anche stavolta, la serie A te la sei guadagnata a suon di gol…:

«Sì, ma non è questo. Non è una questione di categoria, visto che considero Salerno una grande piazza. Sono però già avanti con gli anni e questa potrebbe essere la mia ultima occasione per giocare in serie A. Sono ancora legato contrattualmente all’Empoli e molto dipenderà dalla volontà della dirigenza toscana. Se rientrerò, come credo, ancora nei loro programmi resterò. Naturalmente nel calcio, come nella vita, non si sa mai…».

Un colpo ad effetto, quello di Tavano alla Salernitana, che dovrebbe restare soltanto un sogno per i tifosi granata. Per carità, Fabiani qualche anno fa riuscì a portare a Salerno un certo Arturo Di Napoli. Nel mercato tutto è possibile, ma le chances di vedere Tavano ancora una volta agli ordini di Somma sono poche. Mai dare però nulla per scontato quando di mezzo c’è Lotito…