Maraio avverte il Pd: «Si rompa il silenzio per il bene di tutti»

di Erika Noschese

«Il Pd prima rompe il silenzio assordante, prima scioglie la riserva è meglio è per tutta la coalizione». Una stoccata in piena regola quella lanciata dal segretario nazionale del Psi, Vincenzo Maraio al partito democratico che, ad oggi, sembra essere ancora incerto sul nome del candidato alla carica di governatore con lo stesso De Luca in forse. Ma se nel Pd c’è ancora incertezza, i socialisti non hanno alcun dubbio, riconfermare De Luca presidente. «Questa è un’occasione utile per rimettere insieme tutta l’area socialista che negli ultimi anni, per un sistema elettorale maggioritario che ha imposto alleanze spurie, ci ha visto sempre lontani – ha infatti dichiarato il segretario Maraio, tra le altre cose favorevole all’alleanza con i 5 Stelle – Per le regionali noi abbiamo confermato la nostra posizione, saldamente ancorata al centro sinistra, saldamente ancorata a questi anni di amministrazione in Regione Campania, con la guida di Vincenzo De Luca che noi vogliamo riconfermare presidente». Da qui poi la stoccata al Pd: «vogliamo cogliere l’occasione per chiedere al partito democratico che prima rompe il silenzio assordante, prima scioglie il nodo e prima è meglio per tutta la coalizione ma per i socialisti non c’è dubbio, bisogna continuare sul percorso avviato».




Stefania Craxi a Salerno per ricordare Bettino: «Con lui l’Italia contava nel mondo, oggi no»

di Erika Noschese

Il mondo socialista si riunisce sotto il segno – e il nome – di Bettino Craxi. Ieri, al Mediterranea hotel, è stato ricordato lo storico leader del Psi, nel corso del convegno, organizzato dal giornalista Gaetano Amtruda, “Craxi ed il governo delle città, il socialismo dei comuni”, promosso dalla Fondazione Craxi nel ventennale della scomparsa dell’ex segretario del Psi e che ha visto la partecipazione di Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania e già esponete del Psi; Carmelo Conte, ex Ministro delle Aree Urbane, ed Enzo Maraio, segretario nazionale del Partito Socialista. ««Su Craxi non è matura la riflessione solo a sinistra per il resto credo che vent’anni siano un tempo sufficiente per riflettere sull’opera e la figura di Craxi – ha dichiarato Stefania, figlia di Bettino e parlamentare di Forza Italia – È un’opera immensa , un lavoro che ha fatto, tutta la vita con passione e con onestà, per il bene del suo Paese e per affermare a sinistra la cultura riformista. Vent’anni sono anche un tempo sufficiente per fare un bilancio tra l’Italia di ieri e l’Italia di oggi, ricordo che l’Italia di ieri cresceva del 4%, diventava la quinta potenza economica mondiale, contava nel mondo, aveva voce nel Mediterraneo. Oggi l’Italia vive un declino che sembra inarrestabile, non contiamo nulla sullo scenario internazionale e ci è scappata di mano perfino la Libia».




Craxi e “Hammamet”: «Il film? Diciamo Psi, questa è la vera storia del leader»

Di Andrea Pellegrino

La comunità socialista e non si è ritrovata al cinema per vedere il film ‘Hammamet’ di Gianni Amelio, con la straordinaria interpretazione di Pierfrancesco Favino nei panni del leader socialista, Bettino Craxi. Il film racconta gli ultimi anni in Tunisia, fuggiasco per alcuni ed esule per altri. La pellicola ripercorre il dramma dell’uomo lontano dal suo Paese, il legame forte con la ‘sua Italia, la sofferenza. Per la comunità socialista è il momento dell’orgoglio perché il film contribuisce a consegnare una nuova narrazione della vicenda del garofano rosso. Passati gli anni è sempre più forte e condiviso, infatti, l’apprezzamento per le intuizioni di Craxi. In sala si sono ritrovati i socialisti di ieri e di oggi. In platea Salvatore Aversano, ex potente del Psi, l’ex parlamentare Michele Ragosta, Antonio Fasolino del Nuovo Psi, con Lello Buonfiglio e Manuel Gatto, e poi ancora i socialisti di Forza Italia, Alessandro Carrazza, Giovanni Iuorio e Giuseppe Ruberto, consigliere provinciale. Folta la delegazione del Psi di Enzo Maraio, con il consigliere comunale di Salerno Massimiliano Natella, Marco La Monica ed ancora Antonio Iannello e Giuseppe Fattorusso dall’agro. In sala molti giovani che Craxi ed il Psi mai lo hanno conosciuti come Raffaele Romeo e Davide Scermino, imprenditori noti e società civile. A vedere la prima anche il professore Aniello Salzano, volto storico della Democrazia Cristiana e sempre attento alla lettura di tutti i fenomeni. Ci ha pensato, fra gli altri, il giornalista Gaetano Amatruda ad organizzare una parte del gruppo. “Su Bettino Craxi – ha detto – sta cambiando la narrazione. Il 2020 è l’anno del ventennale, sarà l’anno per ricordare e per rilanciare un metodo: quello riformista che governa i processi e disegna il futuro. Ricordare Craxi non è consegnarsi alla liturgia delle commemorazioni, è denunciare le storture di un sistema, rivendicare il primato della politica sui poteri finanziari, è la nostalgia del futuro”. Il giornalista salernitano ha poi ricordato il punto di partenza ed i primi ‘compagni di viaggio’. “Se tanti passi in avanti abbiamo fatto – ha scritto – e’ grazie soprattutto all’impegno della famiglia, alla forza ed alla dignità della signora Anna, è merito di Bobo e, consentitemi, soprattutto di un donna eccezionale, Stefania Craxi. La Fondazione, che lei ha voluto, negli anni ha fatto cose incredibili. Ha documentato le verità, ha contribuito a riscrivere la storia, ha smontato i luoghi comuni. Ho avuto l’onore di conoscere Stefania nel 2000, con Enzo Giordano e Marcello Sorrentino”. “Il suo coraggio – ha aggiunto- mi ha affascinato da subito e sono felice di aver trascorso questi venti anni, in parte, al suo fianco”. E sui social non si è fatta attendere la risposta della figlia dello statista socialista “Grazie Gaetano a te e ai compagni che negli anni hanno sostenuto la mia battaglia. Non moltissimi per la verità” ha ricordato la Craxi. Dopo il film continuerà la battaglia dei socialisti per la verità. Per il 19 Gennaio in tanti partiranno per Hammamet e poi è in cantiere un convegno nazionale a Salerno. Sarà l’occasione per ricordare e per rilanciare la stagione socialista che ha cambiato Salerno, sarà l’occasione per ricordare Vincenzo Giordano, e sarà, dicono i bene informati, l’occasione per far tornare la memoria a chi pare l’abbia persa. E le frecciatine sono tutte al Sindaco Vincenzo Napoli.




Verso le regionali, il Psi annuncia la candidatura di Salvatore Bottone

di Erika Noschese

SalvatoreBottone entra a pieno titolo nella squadra del Partito Socialista Italiano e scende in campo per le prossime elezioni regionali. Ad annunciarlo il segretario nazionale dei socialisti Enzo Maraio, nel corso del consueto Brindisi di fine anno tenutosi sabato sera presso la sede locale del partito. Poco prima di tracciare il bilancio di fine anno i socialisti hanno voluto omaggiare Marta Naddei, la nostra collega scomparse condizioni drammatiche la notte tra venerdì e sabato. A ripercorrere le tappe più importanti di questo 2019 socialista il segretario provinciale Silvano del Duca che ha ricordato la vittoria del consigliere provinciale Giovanni Guzzo e la nomina di Maraio a segretario nazionale, senza dimenticare il ritorno nella giunta del Comune di Salerno con la nomina di Tonia Willburger ad Assessore alla Cultura e al Turismo. “Ci auguriamo che anche nel 2020 i risultati si confermino positivi e significativi per noi”, ha dichiarato il segretario nazionale nonché consigliere regionale. “Nell’ottica di rilancio del partito nel 2019 abbiamo fatto una cosa significativa che ci porterà ad essere ricordati nei secoli: il ritorno al Garofano, simbolo del lavoro, dell’entusiasmo, della speranza”, ha aggiunto Maraio. Da qui l’annuncio della candidatura del ex sindaco di Pagani, Salvatore Bottone che scenderà in campo in occasione delle prossime regionali. Al momento dunque quello dell’ex primo cittadino del comune dell’Agro Nocerino sarnese sembra essere l’unico nome certo ma il segretario ha già annunciato che Bottone sarà affiancato da un altro candidato; sorprese anche nella valle dell’irno dov’è il nome potrebbe essere annunciato già nei prossimi giorni e due saranno i rappresentanti del Cilento. Delicata la situazione a Salerno: troppi candidati per pochi posti, ragion per cui si renderà necessario fare una selezione ma quello del segretario provinciale Silvano del Duca potrebbe essere il primo nome che verrà confermato già nei prossimi giorni. “Avremo una lista forte, con nomi competitivi e vi posso già dire ti avremo una lista di donne attualmente impegnate come assessori in vari comuni della provincia di Salerno”, ha aggiunto il numero uno dei socialisti.




L’intervista/ Bobo Craxi: “No all’alleanza con i 5 Stelle Rafforzare il centrosinistra”

di Erika Noschese

«Non penso si debba dar vita ad un’alleanza con i 5 Stelle». Lo ha ribadito, ancora una volta, Bobo Craxi, animo socialista ed ex sottosegretario agli affari esteri.

Onorevole, il Psi ha votato la fiducia al Conte bis. Una scelta non condivisa da lei, tanto da indurla a chiedere la convocazione di un congresso nazionale per delineare le linee guida del partito…

«Non è corretto dire che ho chiesto un congresso, ho detto che decisioni di questa natura cioè il cambio di alleanze, in genere si sottopongono ad un congresso. Avendo noi fatto un congresso tre mesi fa è difficile che se ne possa fare un altro. Quello che è chiaro è che l’atteggiamento che andrà tenuto – essendo una forza praticamente priva di parlamentari, perché ne abbiamo due: uno alla Camera e uno al Senato – : un atteggiamento laico, nei confronti del governo, di giudizio volta per volta».

Intanto, è terminata la festa dei socialisti a Fano. Tanti i temi discussi, uno su tutti l’importanza di rilanciare il centrosinistra; serve unità per il bene del Paese. E proprio dalla festa socialista il segretario nazionale del partito, Enzo Maraio, ha dichiarato che il governo va valutato volta per volta. Cosa bisogna fare, secondo lei, per rilanciare davvero il centro sinistra?

«Intanto prendo atto che Maraio sia giunto alle mie medesime considerazioni. Il centrosinistra va rilanciato, io non penso che si debba dare vita ad un’alleanza con i 5 Stelle e quindi la prospettiva, per me, del centrosinistra del futuro, è quello di rafforzare le aree che ne fanno parte. In questo senso, penso che il nostro contributo – se saremo capaci di rafforzarlo – sarà molto importante». Dunque, no ad un’alleanza con i 5 Stelle. La strada obbligatoria, a quel punto, sarebbe stata tornare al voto. Avrebbe preferito questa scelta? «Quello che è avvenuto è avvenuto. Adesso prepariamo il futuro e per me non è un’alleanza fotocopia del blocco di governo che ha allontanato le elezioni ma la prospettiva della costruzione di un nuovo centrosinistra che rafforzi le aree tradizionali che ne fanno parte. Per fare questo, naturalmente, bisognerà rafforzare le aree socialdemocratiche, le aree laiche e tutti coloro che sono nel centrosinistra in pianta stabile e che rappresentano la vera identità politica programmatica del centrosinistra. Quella con i 5 Stelle, nel Pd, mi pare un’alleanza occasionale dettata dalle circostanze, da cause di forza maggiore».

Lei, recentemente, ha dichiarato a mezzo social “che i suoi compagni si sono illusi di avere deleghe governative…”. Ciò non è avvenuto, secondo lei si tratta di una fiducia mirata a ricoprire incarichi di governo?

«Non c’è dubbio che c’è stata un’aspettativa ma ribadisco che non tutti i mali vengono per nuocere. Questo consentirà al partito di avere mani più libere e di avere più tempo, più spazio ed energia per costruire una prospettiva politica diversa. Il governo ha di fronte a sé dei difficili impegni che dovrà superare e siccome le elezioni non sono domani mattina abbiamo tempo per poter costruire un’alternativa politica del centrosinistra in cui i socialisti possano rafforzarsi. Considero questa una fase molto positiva da un certo punto di vista».

Stamane (ieri per chi legge ndr) è stato scelto il nuovo simbolo del partito: c’è il ritorno del garofano rosso. Questo può essere un nuovo inizio per i socialisti?

«Come dice il poeta “stamane è apparso qualcosa di nuovo, anzi di antico”. No, non c’è nulla come i segni dell’identità che rappresentano anche l’autonomia e il riscatto dei socialisti che possa restituire fiducia. Sì, mi fa molto piacere che sia tornato il garofano ma penso faccia piacere sicuramente a tutti i socialisti in Italia». Da dove dovrà ripartire il Psi, a livello nazionale, anche in virtù dei prossimi appuntamenti elettorali? «Ricollegarsi con tutte le aree disperse nel sentimento socialista che nel Paese ancora esistono, ricollegarsi al mondo del lavoro organizzato e fare un’azione di convinzione nei confronti delle giovani generazioni che ha sete di socialismo democratico e dobbiamo dare loro la possibilità di vivere una nuova stagione di socialismo democratico che è la grande tradizione politica della sinistra in Europa e nel mondo».




I socialisti in visita al carcere: «Più attenzione per i malati»

di Erika Noschese

Necessità di un protocollo operativo tra il servizio della sanità penitenziaria dell’Asl e l’azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona per garantire percorsi assistenziali anche rapidi per i detenuti della casa circondariale di Salerno. E’ quanto emerso dalla visita effettuata dal Psi di Salerno, con il segretario nazionale Enzo Maraio, presso il carcere di Salerno. Il segretario del partito ha denunciato, ancora una volta, oltre alla problematica relativa al sovraffollamento, anche la carenza di rapporti di collaborazione con le istituzioni locali e l’azienda ospedaliera. A questo si aggiunge poi una “necessità sanitaria”: sono circa una decina le persone detenute presso la casa circondariale di Fuorni in attesa di interventi. Per il salernitano Maraio bisogna «sensibilizzare i medici rispetto agli interventi necessari ed urgenti di cui i detenuti hanno bisogno». Chiede un percorso di reintegrazione per le donne, la consigliera socialista Veronica Mondany affinché alle donne venga concessa una seconda possibilità dopo il carcere. «Il direttore Romano ha messo a disposizione dei detenuti vari progetti ma, sostiene la Mondany, «è importante permettere alle donne di cucinare e a tal proposito verranno fatti dei lavori in cucina per dare loro questa possibilità». Il gruppo socialista al Comune di Salerno pensa all’istituzione di un banco farmaceutico per i farmaci di tipo c «perché ci sono delle esigenze importanti perché ci sono condizioni economiche scarse e i detenuti non possono permettersi di curarsi – ha spiegao il capogruppo Massimiliano Natella – C’è un’emergenza sanitaria e c’è bisogno di coinvolgere e coordinare meglio il rapporto con la struttura sanitaria del Ruggi d’Aragona per quanto concerne gli interventi che sono in lista d’attesa. Ci sono anche altre emergenze di cui poterci far carico come il rapporto con Salerno Sistemi per l’ammodernamento della struttura che è in sovrannumero e c’è un grosso sacrificio da parte del personale e del penitenziario per poter gestire molti detenuti». Parla invece di maggiori attenzioni da dare ai detenuti il consigliere Paolo Ottobrini: «La nostra visita aveva il senso di verificare un po’ le condizioni; condizioni che non sono negative, c’è una realtà molto attiva all’interno del carcere, chiaramente noi come consiglieri comunali ci faremo parte attiva per promuovere determinate iniziative per supportare le esigenze dei detenuti». Intanto, proprio ieri è giunto un parere positivo per un finanziamento dalla cassa ammende di 480mila euro da destinare alle opere infrastrutturali interne della casa circondariale. Si tratta, nello specifico, di un ok propedeutico al sì definitivo che deve giungere da cassa ammende.




Il ritorno di Paolucci nel Pd. Obiettivo: «Fermare la destra»

di Marcello D’Ambrosio

La presentazione del libro “Un sogno di sinistra. Tra Europa e Mezzogiorno” ieri al salone del bar Moka moderato dalla deputata di Liberi e Uguali Michela Rostan con gli interventi di Federico Conte, Carmine Pinto, Antonio D’Alessio, Carmelo Conte è l’occasione per porre qualche domanda all’eurodeputato Massimo Paolucci, autore del volume e ricandidato con la lista del Pd. Quali sono le attività del suo primo mandato che ritiene di maggiore rilievo? «Ho lavorato tantissimo sulle questioni ambientali. Sono stato il relatore per i Socialisti sulla direttiva in favore della plastica monouso, fondamentale per salvare gli oceani e per ridurre l’utilizzo di questo materiale. Sono stato l’unico italiano del centrosinistra a far parte della commissione d’indagine sul caso Wolkswagen. Sono stato il relatore del documento di indirizzo sull’economia circolare. Ho lavorato moltissimo sulle tematiche riguardanti l’ambiente». Con quali proposte si presenta ai cittadini con la sua nuova candidatura? «Innanzitutto continuare con il lavoro avviato sull’ambiente. E poi, dare una mano ai socialisti europei per rifondare l’Europa. Abbiamo la moneta unica senza una struttura politica che la regga. Abbiamo la moneta unica ma non abbiamo regole fiscali uniche. Abbiamo la moneta unica ma abbiamo regole del mercato e del lavoro differenti. Abbiamo la moneta unica ma il parlamento europeo ha poteri limitati. Il tema è andare oltre un’Europa a metà e in mezzo al guado». Qualcuno sostiene che la sua candidatura nella lista “PD – Siamo europei” rappresenti un ritorno nel Partito Democratico. «Sono stato eletto cinque anni fa, ho aderito al gruppo Socialisti e Democratici e mi candido con un partito che è parte del Partito Socialista Europeo. Da cinque anni ho la tessera del Partito Socialista Europeo e mi candido per sostenere il PSE. Il Pd è socio fondatore del PSE». E’ nella città del governatore De Luca. Da europarlamantare come valuta questa prima tranche del presidente della regione Campania? «De Luca ha ereditato una situazione molto difficile. Ha fatto alcuni passi in avanti: penso alla riorganizzazione dei trasporti, un lavoro difficilissimo. Sulla sanità c’è ancora moltissimo da fare». Ci potrebbero essere alternative a De Luca nel centrosinistra? «Mi sembra una discussione prematura. Il mio assillo, ho lavorato così in tutte le regioni, penso all’Abruzzo, alla Basilicata, in queste settimane al Piemonte, è unire il centrosinistra, allargarlo, con un programma che sia credibile e fermare la destra. Il mio assillo è davvero fermare la destra». E’ di oggi la notizia delle dimissioni del professore Peppino Cacciatore da presidente dell’assemblea salernitana di MDP. «Per coerenza», anche, «con la candidatura di mio figlio Silvio ne La Sinistra». Che ne pensa? «Rispetto la scelta del professor Cacciatore. Una scelta dettata anche da motivi familiari. Il professor Cacciatore è un mio amico, una persona che stimavo prima e che continuo a stimare».




«Quei rincari erano una contraddizione» I socialisti spiegano la loro astensione in Consiglio su Tari e tassa di soggiorno

«Nessun atteggiamento “schizofrenico” come qualcuno ha giudicato la nostra astensione al voto sul provvedimento relativo all’aumento della tassa di soggiorno». Il gruppo del Psi composto da Massimiliano Natella, Paolo Ottobrino e Veronica Mondany, definisce la sua posizione avuta in Consiglio Comunale sul regolamento proposto dall’assessore. «Sì, è vero che parte dei nostri correttivi erano stati accolti dall’assessore al Bilancio ma è altrettanto vero che il risultato finale non andava nella direzione da noi auspicata: evitare proprio quegli aumenti che avrebbero disincentivato il turismo. Anzi ulteriori ritocchi verso l’alto erano stati aggiunti». Tanto è vero, chiariscono i tre consiglieri comunali socialisti, «che anche altri, nella nostra maggioranza, hanno colto la contraddizione, astenendosi dal votare». Del resto, aggiungono i socialisti, «con i maggiori controlli avuti in questi mesi sull’evasione, il provvedimento dell’amministrazione non avrebbe avuto necessità di essere». In più «l’aumento della tassa di soggiorno, sommata all’aumento della Tari, colpisce un settore risorsa della città e potrebbe addirittura favorire le strutture di altri comuni vicini in un effetto domino che colpirebbe una delle principali economie della città di Salerno costruita con anni di sacrificio e investimenti, proprio da questa amministrazione».




Maraio: «Il futuro con noi è possibile»

FestAvanti!, l’annuale festa del Partito Socialista Italiano, quest’anno ha visto aprirsi le porte del Parco Maria Carolina, a due passi esatti dalla Reggia di Caserta, con il chiaro obiettivo di rilanciare le attività di partito da una regione cardine del socialismo sia per storia sia per attività attualmente in programma. La Campania, infatti, capitanata dal segretario regionale Marco Riccio ma soprattutto dal consigliere regionale del Psi, Enzo Maraio, ha dimostrato che il Partito può meritare il rilancio sulla scena nazionale. Ed è proprio con il consigliere Maraio – dopo gli interventi del segretario provinciale di Caserta, Francesco Brancaccio, del segretario regionale Riccio – che suona la sveglia al Pd ed al centrosinistra annunciando che «o si cambia la linea o andremo avanti senza sosta, non possiamo aspettare in eterno» e del direttore della storica rivista “Avanti!”, Mauro Del Bue con la sua solita vena sarcastica, mentre ricorda le «perfette nozioni di geografia del viceministro Di Maio» che tra un inciampo su Pinochet ed uno tra i sassi della Matera pugliese, continua ad arrancare consensi ad avviare i lavori. «Sono particolarmente contento di partecipare a questa cerimonia inaugurale della Festa dell’Avanti. Il miracolo fatto a Caserta è giusto che venga attribuito a tutti coloro i quali continuano a ritenere il Psi una comunità che merita di guardare avanti e creare futuro possibile. Grazie a Riccardo Nencini e Mauro Del Bue per aver scelto la Campania». «Si tratta di una festa, e sono contento perché possiamo davvero festeggiare – esclama Maraio – da un lato, in un momento di forte crisi antipolitica, noi socialisti lanciamo un forte segnale, siamo un partito litigioso che eredita i vecchi retaggi della contrapposizione interna, ma un partito radicato nei territori con decine e decine di amministratori – oltre 1000 amministratori locali – è un partito vivo che lancia la sfida di dare la sveglia a l l ’ i n t e ra c o a l i – zione». Da qui parte il discorso per il rilancio del partito e della sua credibilità su tutti i piani, dal locale al nazionale: “Siamo caduti nel torpore, e se ci aspettiamo regali o implosioni dall’attuale governo, non ne usciamo più – tuona l’attuale responsabile nazionale dell’organizzazione del Psi – Se non ci aiutano i nostri alleati lo faremo noi, affinché la grande prateria dinanzi ai nostri occhi, che intendiamo seguire con il nostro simbolo e le nostre idee in testa, possa essere percepita come alternativa credibile al governo gialloverde». «Siamo pronti – prosegue Maraio – ad una nuova traversata del deserto per riunire la sinistra, ed è qui che dobbiamo affondare le nostre radici: saremo partito di riferimento tra le varie anime di tutto il centrosinistra. Rilanciamo un’azione nuova, forte, che vada a riempire di contenuti politici quella prateria». Su quali temi? «I 100 giorni del nostro attuale governo ha avuto la capacità di modificare ben 3 volte la linea sui vaccini, inconcepibile». Poi Maraio tuona sulle questioni immediatamente collegate al Mezzogiorno, strappando più che convinti applausi alla platea: «Sull’Ilva i pentastellati hanno vinto la campagna elettorale per poi arrivare esattamente sulla posizione che già largamente avevamo espresso. Abbiamo poi Matera 2019, e al di là del fatto che Di Maio non sa ancora dove sia Matera, non dobbiamo rincorrere il modus operandi di tutti. Non serve contestare Di Maio, non è così che possiamo creare consensi. Dobbiamo rincorrerlo per fargli capire che non stanno facendo assolutamente nulla su Matera e per Matera 2019. Se ci aspettiamo di cementare la sinistra sui Pantheon della storia o su altro, ci sbagliamo: sono i grandi temi a servirci, tra cui la sicurezza. La rigida posizione di accoglienza e di solidarietà è indispensabile, ma nello stesso tempo tema della sicurezza è fondamentale ma va trattato assolutamente a 360°, senza distinzione alcuna di etnie o colori. Diamo una sveglia forte a tutto il centrosinistra, poiché tutti dormono. Noi no, lo stiamo dimostrando e continueremo a farlo. Mettiamoci a capo di un’area forte della sinistra, anche perché abbiamo la forza dei territori e questa forza la metteremo sempre a disposizione, con un occhio al futuro che per noi, con noi, sarà possibile”.




«Tutti contro tutti»: l’era Napoli può già dirsi conclusa

Andrea Pellegrino

L’era Napoli a Palazzo di Città può dirsi già conclusa. Almeno politicamente. I giorni scandiscono, già da tempo, dimissioni, contestazioni e prese di distanze interne alla maggioranza. L’ultimo episodio la fuoriuscita di Mimmo Ventura dal gruppo dei Progressisti per Salerno ed il conseguente trasloco nel gruppo misto che nasce per la prima volta a Palazzo di Città. Ma prima di Ventura c’erano state le dimissioni dalla vicepresidenza della commissione mobilità di Donato Pessolano ed ancor prima quelle di Nico Mazzeo dalle presidenze delle commissioni finanze e politiche sociali. L’elenco degli atti (politici) ufficiali si potrebbe concludere con il «congelamento» della posizione di Pietro Stasi che durante l’ultimo Consiglio comunale ha abbandonato l’aula non votando, sostanzialmente, il bilancio di previsione. Il tutto senza considerare l’insofferenza di Leonardo Gallo e di Corrado Naddeo che anche in Consiglio comunale hanno preso, in alcuni casi, distanze dall’amministrazione bocciandone i provvedimenti. Il corto circuito è tra secondo e terzo piano. Ossia tra governo cittadino e gruppi consiliari. Basti pensare che le dimissioni Donato Pessolano scaturiscono da una «esclusione» su temi cari al capogruppo di Salerno per i Giovani. Tra questi quelli relativi al caos traffico in via Ligea. Sulla scrivania di Enzo Napoli da tempo ci sono le richieste dei consiglieri della sua maggioranza. Richieste tutte congelate, a partire dalla distribuzione delle deleghe. Peppe Ventura (Davvero Verdi) rivendicherebbe la delega alle cooperative; Pessolano quella alla sicurezza. Ci sono poi i socialisti che attendono ancora l’assessorato mentre Pietro Stasi aspetta che Gaetana Falcone lasci il posto in giunta. Insomma, nel gioco del «tutti contro tutti», la variabile è l’attesa. D’altronde fin dal suo insediamento lo stesso sindaco (eletto con il 70 per cento), Enzo Napoli attende segnali ed input prima di qualsiasi provvedimento e scelta. Così è stato per le Fonderie e così è stato una settimana fa per il caso Viadotto.