La storia socialista perde un altro pezzo Addio a Gennaro Rizzo

di Andrea Pellegrino

Addio a Gennaro Rizzo, un socialista battagliero. Così Stefano Caldoro ricorda lo storico amministratore socialista scomparso ieri all’età di 84 anni. Già sindaco di Campagna, assessore regionale, presidente della provincia di Salerno, un curriculum politico intenso, un pezzo di storia del salernitano. «Un riformista, un amico sincero, un compagno per tutti», dice ancora Caldoro. Il ricordo affettuoso arriva anche da un altro socialista doc, Gaetano Amatruda: «Gennaro è stato un grande socialista. Un amministratore lungimirante di Campagna, un ottimo presidente di Provincia, un assessore regionale attento e concreto». «Un socialista vicino alla gente, un gigante della semplicità ed autentico interprete del socialismo dal volto umano» « Piango – dice il giornalista – un maestro di vita, un amico ed un compagno. Gennaro era ricco di aneddoti, di insegnamenti. Non dimenticherò mai i suoi racconti, l’amore per le auto, per la vita, per la sua famiglia. I suoi insegnamenti che erano ancorati alle lealtà ed alla politica intesa come servizio». Chiosa Antonio Fasolino, rappresentante nazionale del Nuovo Psi, legato da affetto vero a Rizzo: «Perdiamo un uomo autentico, coerente, soprattutto libero. Guida e riferimento per tutti». Anche il sindaco di Campagna, Roberto Monaco ha espresso cordoglio ai familiari. I funerali si svolgeranno lunedì alle ore 10:30 nella concattedrale “Santa Maria della Pace” nel cuore del centro storico di Campagna.




Carmine Pignata, candidato in solitaria «Vogliamo proseguire il nostro lavoro»

di Erika Noschese

Rivendica con forza la sua appartenenza socialista ma sempre con il rispetto verso idee politiche differenti. «Sono socialista e me ne vanto», ha infatti dichiarato Carmine Pignata, attuale sindaco e unico candidato alla carica di primo cittadino ad Oliveto Citra che fin da subito ha rifiutato l’ipotesi di una lista civetta, impegnandosi ad incontrare i cittadini nel corso di questa campagna elettorale che mira alla riconferma.

Unico candidato alla carica di sindaco ad Oliveto Citra. Fin da subito ha rifiutato l’ipotesi di una lista civetta…

«Sì, questo perché ritengo che sia sempre il popolo a dover decidere. Nel caso specifico, sappiamo che bisogna raggiungere il quorum che è 1807 voti per la precisione, dovendo considerare che ci sono anche 540 cittadini iscritti all’Aire che sicuramente non verranno a votare, come storicamente accade. Ritengo però che per il servizio svolto da anni in questa comunità sia doveroso che sia sempre il popolo a scegliere. C’è una lista sola perché nella gradualità, nell’inclusione e nella mediazione – che sono tre valori che vengono dai nostri padri costituenti che io cerco di perseguire sempre – è evidente che il paese, proprio nei momenti anche difficili di questa contemporaneità, si stringa, diventa coeso. La lista unica ne è l’esempio. Confido molto nella partecipazione popolare intorno a questo progetto che continua, sostanzialmente».

Se dovesse essere rieletto, dunque, si procede nel segno della continuità?

«Assolutamente sì. Se dovessi essere rieletto si va nel segno della continuità, sapendo che oggi per i sindaci è difficile gestire tutto con grande responsabilità e anche nella esiguità delle risorse. Sono momenti non facili. I sindaci tutti sono veramente degli eroi rispetto alle difficoltà, ai rischi e soprattutto al dover rispondere ogni giorno, incontrando la sofferenza, con risposte concrete e non chiacchiere ai cittadini. Immaginate quanta conflittualità deriva da questo interiore, alla fine di una giornata che ci porta a dire “tiriamo la linea e vediamo cosa siamo riusciti a fare oggi”, sapendo sempre che la politica deve essere utile e avendo l’ambizione di meritarsi sempre il rispetto della gente che è fondamentale».

Quali sono i punti più importanti del suo programma elettorale?

«Intanto realizzare delle opere per le quali abbiamo investito in questi anni, a partire dall’utilizzo di Monte Nero, una montagna che noi abbiamo acquistato perché crediamo si possano realizzare strutture sportive ad alta quota, che si possa realizzare anche un grande parco per le diverse abilità in montagna; il territorio dei Saperi, nella casa della musica. Prevalentemente, tentare quanto più possibile di portare serenità economica nelle famiglie, accompagnare i processi del pip artigianale come nell’area industriale con processi di attrazione di imprenditoria e lavoro. Abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio aziende sane che hanno investito oltre 25 milioni di euro con 300 e più posti di lavoro. Fondamentale è perseguire sempre l’idea del lavoro che dà serenità e stabilità alle famiglie. E poi, si può chiedere alle famiglie di partecipare nella cultura nello sport, nella politica ma prima abbiamo il dovere di portare, per quanto ci sia possibile, serenità economica».

Qual è, secondo lei, la maggior difficoltà che vive oggi la sua comunità e sulla quale punterà nell’immediato, se dovesse essere rieletto?

«Se dovessi essere rieletto, ci sono tutti i cantieri aperti, le gare da completare, le strade e poi il territorio dei Saperi. Si tratta di un “contenitore” che contiene sia scuole che spazi per la formazione. E’ tutto già avviato ma senza tralasciare mai gli ultimi, le persone che non ce la fanno ma soprattutto i giovani. Ho perso un nipote domenica pomeriggio e credo che sui giovani, sulle fragilità, sul disagio sociale dovremmo fare di più e investire di più, come nella cultura. E’ difficile per tutti, non solo per Oliveto ma l’impegno è questo».

Secondo lei perché non c’è nessun altro candidato alla carica di primo cittadino ad Oliveto Citra?

«Perché il risultato, negli anni, è quello che ho detto all’inizio: nell’aver perseguito sempre i valori dell’inclusione, della moderazione, della responsabilità e della coesione sociale, e avendo servito io stesso il paese da tanti anni, probabilmente – ma poi sarà il popolo a verificarlo – questo ha generato una sorta di unità. Molte volte, le cose che si danno per scontato come l’ospedale e la sicurezza e loro sanno che in questa unica lista c’è la possibilità di rivedere tutto questo. Nei momenti difficili bisogna essere uniti e il paese è unito. D’altra parte, la lista si chiama Uniti per Oliveto ed è proprio una lista di unità. Poi, probabilmente ci sarà qualcuno che dissentirà. Ed è per questo che non c’è stata la lista civetta, per proporre questo progetto al popolo sovrano». Lei crede di farcela ed essere rieletto? «Io ho fiducia. Il tema del Sele d’Oro di quest’anno era “In sud we trust”. E io ho fiducia in Oliveto». Se potesse lanciare un appello, perché il popolo dovrebbe confermare la fiducia nel suo operato? «Per la continuità. Il rischio sarebbe proprio quello di non dare una continuità politica perché non c’è una seconda lista proprio perché il paese si è ritrovato in questo unico progetto. Il rischio sarebbe il commissariamento ma non mi pare che questa sia una scelta che merita un paese come Oliveto Citra». La sua è una lista civica ma di stampo centro sinistra… «Io sono socialista. E non smetterò mai di dirlo, per condizione di vita e per senso di appartenenza, di tessera. Sono socialista e me ne vanto, ne sono fiero e orgoglioso. Detto questo, la lista ha due presupposti: le cose che abbiamo in comune (per citare una bella canzone di Daniele Silvestri) e sono quelle materiali e immateriali della mia comunità. Io coordino e sono l’interprete di questa lista civica in cui le cose da fare e il rispetto per l’idea politica di ognuno perché non tutti sono della mia stessa idea». Se non dovesse essere rieletto, invece, cosa farà? «Se non dovessi essere rieletto continuerei a servire la gente, come ho sempre fatto con tutta l’umiltà. Sono medico di base. D’altra parte, gli anni che ho vissuto sono davvero tanti e credo che gli anni che vivrò sono assai inferiori rispetto a quelli vissuti. Per questi anni futuri voglio mettere sostanza. Comunque vada, voglio continuare a fare cose belle e a fare politica, a servire le persone nel senso più alto e bello del termine perché donarsi agli altri e farlo con spirito di servizio se ne ha un ritorno anche egoisticamente parlando, si sta meglio».




Unesco: il Consiglio regionale candida la ceramica vietrese

Il Consiglio regionale della Campania ha approvato all’unanimità la proposta del consigliere Enzo Maraio di candidare la ceramica artistica di Vietri sul Mare tra i beni iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale. Sarebbero almeno quattro i criteri, dei dieci previsti dall’Unesco, ai quali la massima arte vietrese risponderebbe pienamente. “Con il via libera del consiglio si potranno attivare tutte le azioni necessarie affinché l’arte della ceramica vietrese sia riconosciuta patrimonio dell’Unesco per garantire, negli anni, la sua tutela e la sua incentivazione soprattutto verso le giovani generazioni”, ha commentato a caldo Enzo Maraio. Secondo il consigliere socialista tale passaggio punterebbe ad incrementare le azioni già messe in campo di recente dalla Regione Campania a tutela delle eccellenze territoriali, della salvaguardia e dell’implementazione delle imprese artigiane. “La ceramica artistica di Vietri sul Mare è la sintesi di un importante patrimonio storico del nostro territorio -ha aggiunto Maraio – rappresentato in buona parte nel Museo che oggi ha sede presso Villa Guariglia a Raito di Vietri sul Mare. A ciò bisogna aggiungere il lavoro straordinario che i ceramisti di oggi continuano a fare, tutelando da un lato la tradizione artigiana senza dimenticare la ricerca e la sperimentazione.” Ha rivendicato il suo impegno in materia nonché espresso la sua soddisfazione per il risultato raggiunto da Maraio anche l’assessore del comune di Vietri sul Mare Giovanni de Simone, che ha dichiarato: “Come Comune già facemmo la richiesta all’Unesco quattro anni fa. Con il Cna di Salerno portammo avanti invece una mozione, al parlamento europeo, per far inserire nel libro verde la ceramica rendendola patrimonio dell’umanità.” De Simone si è mostrato soddisfatto per l’interessamento della Regione Campania a tale iniziativa intrapresa dal consigliere Maraio, parlando infatti di “un riconoscimento ed una tutela importante” per l’arte ceramista vietrese che tuttavia era già riconosciuta dalla legge 188/90. “Riuscire a rendere patrimonio dell’umanità la ceramica della nostra terra non può far altro che piacere”, ha chiosato l’assessore.

LE DICHIARAZIONI

DAVIDE SCERMINO. «Sono assolutamente favorevole su quanto approvato dalla regione. Anche Antonio Tajani è d’accordo sull’internazionalizzazione della ceramica. Ne parlammo in tempi non sospetti. Il presidente è legato sia dal punto di vista familiare che affettivo al comune di Vietri sul Mare. E’ una cosa giusta, in queste cose non esistono posizioni né partiti politici. Esiste il bene comune e questa proposta rispecchia questa locuzione. Sono pienamente d’accordo con la proposta, da cittadino vietrese sono per il bene della ceramica, che rappresenta il motore trainante dell’economia del comune costiero. La maggior parte dei vietresi sono ceramisti, il 70% di noi è dedito a questo tipo di attività».

LUCIO RONCA. «Il riconoscimento è un bene. Tempo addietro promossi la ceramica di Vietri, in collaborazione con il Cna. Fu fatta anche una delibera comunale, ora agli atti. All’unanimità promuovemmo la ceramica bene immateriale dell’umanità. Sono favorevole sul lavoro che sta facendo la regione. Vietri è la patria mondiale della ceramica. Da sette secoli a questa parte è la casa dei ceramisti migliori al mondo. Si è cercato di fare anche il marchio europeo della ceramica vietrese. Il 90% delle chiese, dei santuari e dei conventi in Italia presenta tracce di ceramica del comune costiero».

FRANCO RAIMONDI.«E’ una cosa estremamente positiva. Siamo il polo della ceramica del mezzogiorno, la ceramica è più di un marchio per il nostro territorio. Io sono ceramista da circa 45 anni, mi sembra arrivato il momento di far approvare questo riconoscimento. Io sono tra i più impegnati su questo fronte: sono reduce da una mostra sulle eccellenze europee sulla ceramica che si svolge a Venezia questo mese. Prima eravamo produttori di ceramiche per pavimenti, adesso siamo considerati artisti. La prima voce economica del nostro paese è la ceramica. La nostra amministrazione è stata anche a Bruxelles per far divenire il nostro prodotto un patrimonio mondiale».

CESARE MARCIANO. «E’ davvero una bella notizia. E’ un ulteriore attestato che certifica l’attenzione mondiale sul nostro prodotto. E’ dal 1300 che Vietri produce ceramica. E’ stata una delle prime città data come Comune di antica tradizione ceramica. Credo che adesso bisognerà seguire bene l’iter e fare qualche convegno in modo da trovare la strada giusta per pubblicizzare i pochi che non conoscono il marchio. Il presidente degli Usa Bill Clinton fu regalato un servizio di piatti di Vietri quando ci fu il summit a Napoli. Tra i dieci regali che aveva la possibilità di portare a casa preferì il nostro prodotto. E’ stato un regalo da parte dello stato italiano e tra le tante cose la scelta è ricaduta sul servizio di ceramica».




B&B, approvata la proposta del consigliere Enzo Maraio

Erika Noschese

Il consiglio regionale della Campania approva la proposta del consigliere del Psi Enzo Maraio in merita alla legge annuale di semplificazione 2018, in merito all’aumento dell’occupazione con sviluppo delle aree interne e l’implemento dei B&B. Nello specifico, la legge annuale di semplificazione 2018 approvata ieri nel corso del consiglio regionale, prevede interno due emendamenti presentati dal consigliere Enzo Maraio e che hanno ottenuto pieno assenso da parte del “parlamentino” regionale perché puntano a sostenere l’economia del territorio con azioni concrete sul fronte del rilancio e del sostegno alle realtà imprenditoriali. In pratica, si definiscono importanti novità per il settore delle attività extralberghiere ed a favore delle imprese che decidono d’investire nei territori interni a forte rischio di spopolamento. Per quanto riguarda l’emendamento che interviene direttamente nella disciplina dei B&B, con il “si” del consiglio regionale di oggi si va a modificare il comma 1 della legge regionale 5/2001 aumentando da 3 a 4 le camere e fino ad un massimo di 8 posti (due in più rispetto ai 6 previsti in precedenza). In questo modo si consente un ampliamento dell’offerta ricettiva con una conseguente risposta alla crescente domanda di pernottamenti registrata negli ultimi tempi. «Con questa disposizione – dichiara il consigliere Enzo Maraio – da un lato aumentiamo la capacità ricettiva dei B&B aumentando la disponibilità complessiva dei posti letto e dall’altra si combatte il sommerso. Ora credo sia quanto mai necessario proseguire l’azione di investimento anche per gli alberghi, che vanno sostenuti e supportati soprattutto nella finalità di destagionalizzazione e adeguamento delle strutture, magari prevedendo crediti d’imposta per i lavoratori e fondi di garanzia per accedere più facilmente al credito». Secondo i dati forniti dall’Ente Provinciale per il Turismo, solo per la provincia di Salerno, risultano censite 1750 strutture extralberghiere mentre sulle piattaforme di incoming ne risulterebbero più di 5mila. Investire nel settore turistico innesca una maggiore attenzione anche per gli investimenti in campo culturale. La presenza dei turisti stranieri è aumentata del 44,1%; sono cresciute del 69% le ricerche su Google attraverso le chiavi “turismo in Campania” e “dove dormire in Campania”. Segue lo stesso orientamento l’emendamento per il quale con la Legge di Semplificazione 2018 si introducono una serie di disposizioni che vanno ad incentivare l’occupazione e favorire lo sviluppo economico nei territori regionali interni costretti a fare i conti con un basso tenore di vita ed una grave forma di disoccupazione. In particolare, si prevede l’adozione di criteri di premialità per la concessione di agevolazioni alle imprese che garantiscono la permanenza, il ripristino o il rinnovamento delle condizioni di vitalità e sostenibilità socio-economica, culturale ed ambientale, di qualità urbana, funzionale e prestazionale, nelle aree interne a forte rischio di spopolamento della regione, quali i comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti. «I piccoli comuni in Campania sono 355 su 550. Parliamo, dunque, di una popolazione complessiva di 683.368 abitanti su un totale di 5.861.529 – aggiunge il consigliere Maraio – A ben vedere si tratta di una potenziale risorsa ed è quindi necessario un intervento strutturato da parte dell’amministrazione regionale affinché in queste aree sia favorita l’occupazione. I piccoli comuni rappresentano una preziosa risorsa: sono custodi di storia, di tradizioni e di una cultura popolare che vanno valorizzati, difesi e sostenuti con misure adeguate ed incisive».

Natella: “Opportunità anche per la città di Salerno”

«L’approvazione in Consiglio Regionale della Campania di alcune importanti innovazioni nel campo del turismo, proposte del consigliere Enzo Maraio e contenute nella legge di semplificazione annuale del 2018, produrrà effettivi positivi sui territori». A dichiararlo è il consigliere comunale del Psi Massimiliano Natella. «Aumentare la possibilità ricettiva dei B&B, passando da un massimo di 3 camere a 4 e da 6 a 8 posti letto, è una opportunità di sviluppo economico per le tante famiglie che hanno investito in questa attività – ha poi aggiunto il socialista – Il numero dei B&B, a Salerno e provincia, è cresciuto di anno in anno anche grazie ad una politica che ha valorizzato idee e progetti a sostegno del turismo. Le strutture extralberghiere sono un interessante tassello dell’economia locale che vive di turismo tutto l’anno. Oltretutto i dati sulle presenze dei turisti, in tutta la provincia di Salerno, sono rassicuranti». «La presenza in città di visitatori, italiani e stranieri è la cartina al tornasole di questo progetto costruito su una serie di iniziative in grado di proporre un variegato ventaglio di offerte: dai concerti agli spettacoli teatrali, dalle mostre ai percorsi guidati ai siti storici ed artistici della città», ha dichiarato infine.




Nocera Inferiore. Pd e Psi: gli interrogativi di queste ore

NOCERA INFERIORE. E se i consiglieri coinvolti nelle intercettazioni sui brogli alle primarie del Pd riscoprissero il primo amore socialista? Questa è la domanda che ci si pone in queste ore in città. Molti pensano che Enrico Esposito e Antonio Iannello possano transitare nelle fila del Psi, che negli ultimi mesi  ha visto un eploit di tessere (più di 100 rispetto allo scorso anno). In verità, molti pensano che il candidato al passaggio possa essere Enrico Esposito, che è già passato al gruppo misto in consiglio comunale. In disparte, per il momento, Iannello che non ha partecipato al summit, svoltosi in una pizzeria, con il segretario provinciale del Pd, Nicola Landolfi, quello nocerino Alfonso Oliva, il sindaco Manlio Torquato e i consiglieri comunali, di cui vi avevamo già parlato alcuni giorni fa. Il partito democratico cerca ancora la quadra e la prossima settimana dovrà per forza di cose incontrarsi con la base per ricucire un rapporto. Oliva aveva confermato che questa riunione chiarificatrice ci sarebbe stata ed urge che ci sia. Fatto è che se con Esposito sembra non ci siano più motivi per “sentirsi”, quantomeno a telefono, da giorni non ci sarebbe alcun conttato tra la segreteria e l’amareggiato Iannello che è passato da essere uno dei punti di riferimento del partito alla graticola mediatica senza che nessuno lo abbia difeso: che l’ex candidato sindaco nonché già segretario cittdino si senta abbandonato dai suoi compagni di partito? Chissà se qualcuno sapeva anche dei brogli ed ora fa finta che sia una faccenda relegata solo ad Esposito, a Vincenzo e Massimo Petrosino e a Iannello, anzi chiede anche le loro dimissioni.
Fatto è che molti giovani che si erano avvicinati al partito e tanti altri che si erano riavvicinati alla politica sono profondamente delusi e meditano di restare a casa. Fra due anni ci saranno le elezioni e la lista il Pd con chi la farà? Non è che all’ultimo momento sarà chiesto l’aiuto di coloro che negli ultimi anni sono stati allontanati, come l’ex sindaco Antonio Romano o l’ex assessore Rosario Cozzolino? Insomma, si prefigura un ritorno al “passato”? E se poi la situazione di difficoltà si tramutasse nel solo vantaggio del sindaco Manlio Torquato che -attraverso i suoi fedelissimi che hanno aderito ai dem, i consiglieri comunali Paolo De Maio e Gianfranco Trotta e Guido Tafuro- da avversario del Pd potrebbe trovarsi ad essere egemone nel partito? Se il pd ha i suoi momenti di difficoltà, se Esposito e Iannello (notoriamente già malpancistiad un accordo con Torquato) aderisso al Psi muterebbe la linea politica dei socielisti che si sono detti a favore del sindaco?




Nocera I. La “transumanza”dal Pd verso il partito socialista

NOCERA INFERIORE. Opa sul Psi locale, sconosciuti molti tesserati. Le ultime vicende in seno al Partito Democratico nocerino, potrebbero determinare mutamenti importanti a sinistra. Sotto il mirino il Partito Socialista Italiano locale, da anni rappresentato in città dal consigliere comunale Massimo Torre (nella foto) e che presto dovrà esprimere un nuovo segretario dopo un lungo commissariamento.
A breve si dovrebbe tenere il congresso del partito che fu di Nenni e Pertini. Secondo i bene informati, ultimamente vi è stata una crescita repentina dei tesserati: si parla di circa 100 iscritti, molti di aria Pd.
Un numero importante, visto che nelle ultime elezioni comunali i socialisti hanno gareggiato in campagna elettorale nella lista Riformisti per Nocera in appoggio al sindaco Manlio Torquato.
Degli iscritti, attualmente, non si conoscono i nomi. Presto questi tesserati dovranno esprime un segretario cittadino e ci potrebbero essere delle sorprese. Infatti, pare che la schiera dei nuovi possa propendere per un candidato non in quota Torre, anzi, ci sarebbe in atto una sorta di Opa sul partito da parte di forze al momento impegnate in altre formazioni politiche. Addirittura circola voce che il Psi di "nuova generazione" per i nuovi equilibri interni che si verrebbero a creare, potrebbe non appoggiare quale candidato sindaco il primo cittadino attualmente in carica.La partita si gioca sui nuovi tesseramenti effettuati, tra i quali potrebbero spiccare nomi grossi della politica locale ed anche ritorni inaspettati.  Alla luce di questo boom di tesserati il parftito socialista conta di avere un ruolo sempre più importante nella maggioranza guidata dal sindaco Manlio Torquato che amministra la città di Nocera Inferiore. Va ricordato cher Massimo Torre è alleato fedele della prima ora del primo cittadino Manlio Torquato, i due tra l’altro sono legati anche da una forte amicizia personale. E’ un periodo di forti cambiamente politici e non solo a Nocera Inferiore.
Si registrano divergenze e forti contrapposizioni in tutti i partiti di entrambi poli. Inoltre c’è da tenere conto della crescita sempre continua della disafezione della gente verso la politica. La gente si allonta dalla politica oltrechè perchè dalla stessa non ha una risposta positiva ma anche e sopratutto per i continui cambi di casacca dei politici.




Nocera Inferiore. Il Psi appoggia il sindaco Torquato Ancora irrisolto il nodo della giunta

NOCERA INFERIORE.  La segreteria provinciale del Partito socialista appoggiano l’amminsitrazioen del sindaco Manlio Torquato.
«In perfetta sintonia con le decisioni assunte dai compagni della sezione locale di Nocera Inferiore -scrive la segreteria provinciale del Psi-, a valle dei momenti di confronto avuti in queste settimane con il sindaco Torquato, esprimono pieno sostegno all’amministrazione e auspicano che l’annunciata razionalizzazione dell’assetto della giunta che governa la città avvenga nel più breve tempo possibile, al fine di dare una spinta ulteriore alle politiche di “buon governo” che hanno caratterizzato i primi tre anni di amministrazione.
I socialisti continuano il loro percorso di collaborazione e assunzione di responsabilità diretta nel governo della città e auspicano un “pieno coinvolgimento” delle altre forza democratiche e riformiste nella realizzazione del progetto di cambiamento che ci ha visto e ci vede protagonisti».
Da questa estate che le forze politiche attendono un riassetto della giunta. In consiglio comunale, la composizione della maggioranza e soprattutto dei singoli gruppi che la compongono, è cambiata. ma il sindaco si trova a far da conto con diverse esigenze e attese dei partiti a caccia anche di posti in giunta ed in particolare della delega all’ambiente.