Severino rischia il rinvio a giudizio

Aveva dichiarato sia alla guardia di finanza che alla commissione del Ruggi di essere di essere stato minacciato dall’allora caposala e costretto a timbrare il badge di quest’ultima: in caso contrario, lei non gli avrebbe riconosciuto gli straordinario. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno Vincenzo Pellegrino ha chiesto l’imputazione coatta al pubblico Ministero Francesco Rotondi per Enrico Severeno, dipendente del Ruggi finito nell’inchiesta dei furbetti del cartellino. Le dichiarazioni molto gravi del dipendente sono state oggetto di querela per calunnia e diffamazione che l’ex caposala del reparto di otoralingoiatria del Ruggi, Carmela Di Paolo, ha presentato nei confronti di Enrico Severino. Per tale procedimento il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione trovando l’opposizione dell’avvocato Gino Bove che difende la caposala. Accolta la richiesta di opposizione all’archiviazione il Gip ha disposto l’imputazione coatta. L’ex caposala Carmela Di Paolo ha denunciato il dipendente ospedaliero Enrico Severino che, sia nei verbali assunti durante le indagini sia nel procedimento disciplinare, dichiarò di essere stato minacciato dall’allora caposala e costretto a timbrarle il cartellino: in caso contrario, quest’ultima non gli avrebbe riconosciuto gli straordinari. Il dipendente ospedaliero, a parere della difesa della Di Paolo, per discolparsi ha accusato la donna di aver commesso il reato di minaccia. Una vera e propria menzogna, come si legge nell’opposizione alla richiesta di archiviazione, anche perché la «Di Paolo non avrebbe potuto influire o meno sugli straordinari fatti da un dipendente».




Amministrative 2017. I candidati Agro-Irno

AMMINISTRATIVE 2017

ECCO LE LISTE COMPLETE DI NOCERA INFERIORE, CASTEL SAN GIORGIO, ROCCAPIEMONTE, BRACIGLIANO E MERCATO SAN SEVRINO

NOCERA INFERIORE

Con il candidato sindaco Manlio Torquato 6 liste,  

 

 

UDC

Aitella Michela
Bruno Luisa
Califano Gianfranco
Capaldo Stefano
Casaburi Raffaele
Cavaliere Carmela
Contangelo Nicola
Coppola Lucia
D’Alessio Saverio
D’Amora Enrico
Della Mura Gennaro
Del Regno Ferdinando
Francese Arturo
Franza Antonio
Giordano Angelo
Nacchia Angelo
Pallavicino Antonella
Ponticelli Luisa
Raduazzo Pasquale detto Radu
Rinaldi Giovanni
Rispoli Lucia
Salvati Luigi
Vicidomini Giovanna
Zarrella Giuseppa

 

 

 

PD PARTITO DEMOCRATICO

Lucia Brevi
Maria Luigia Cuccurullo
Roberta D’Alessandro
Gerardo D’Angelo
Simone Della Porta
Paolo De Maio
Filomena Di Lorenzo
Federica Fortino
Pietro Gioiello
Giancarlo Giordano
Daniele Iaccarino
Claudio Manzo
Raffaella Margarido
Luigi Pepe
Massimo Petrosino
Regina Rea
Roberta Schiavo
Luisa della Lisa Soriente
Giovanna Spera
Pasqualina detta Lina Spinello
Vincenzo Stile
Gianfranco Trotta
Marco Ventra
Giuseppina Anna Vicidomini

 

 

 

TORQUATO SINDACO

Carlo Ferrigno detto Fabio
Gennaro Salvato
Federico Piccolo
Antonio Alfano
Paola Annosi
Stefania Antonacchio
Allessandra Apicella
Fabio Barba
Doriana Carosella
Teresa D’Alessandro
Anna Della Porta
Mariangela Esposito
Annarita Ferrara
Massimo Imbriaco
Franco Lupetti
Francesco Marenco
Ines Cristina Nicodemo
Amdedeo Nisi
Gerardo Sciumbarruto
Roberto Soriente
Massimo Stanzione
Maria Vicidomini
Francesca Vittoriano
Pina Zinnia

 

 

 

 

UNITI per TORQUATO

Nicola Abate
Anna Adinolfi
Giacomo Apicella
Lorena Berti
Lucia d’Aquino
Basilio De Martino
Daniela Di Florio
Alessandro Di Sessa
Maddalena Fortunato
Ilaria Granito
Renato Guerritore
Umberto Iannotti
Ottavia Locatelli
Nicola Maisto
Carmela Napoletano detta Carmen
Sicilia Sonia Nuccio
Marco Orefice
Luciano Passero
Sara Petrosino
Karima Sahbani
Raffaele Salomone
Fabio Santonicola
Liliana Tortora
Immacolata Ugolino

 

 

MODERATI PER TORQUATO

Assunta Bruno Battipaglia
Veronica Canzolino
Tonia Cicalese
Annalisa Corrado
Santina D’Andrea
Rosa Dell’Acqua Brunone
Cristina Maiorino
Rosa Onina
Anna Rita Pagliara
Zaira Seccia
Santina Vitale
Antonio Alfano
Domenico Attanasio
Michele Barile
Carlo Bianco
Ilario Capaldo
Rosario Carbone
Mario D’Angelo
Ferdinando Falcone
Filippo Giordano
Massimo Petrosino
Beniamino Sarno
Giuseppe Vano
Salvatore Vicidomini

 

PSI
Vigliar Maria Laura
Antonellis Giulia
Ascione Sara
Buratti Rosa
Caliendo Emilia
Capaldo Paolo
Citarella Manuela
Civolani Luigi
Corbuzio Mario
D’Amelia Giovanni detto Luciano
De Nicola Fausto
Falcone Giuliana
Gambardella Pietro
Grassi Angelina detta Angela
Iannone Giovanni
Pacileo Antonio
Pagliuca Giancarlo
Petrosino Valeria
Rosati Aniello detto Nello
Sabatino Monica
Siciliano Eugenio Maria detto Eugenio
Spinelli Maria Consiglia
Torre Massimo
Zarrella Antonio

 

Con il candidato sindaco Pasquale D’Acunzi tre liste

FORZA ITALIA

Abate Mariarosaria
Albano Consiglia
Alfano Luca
Amarante Salvatore
Boffardi Carmela
Buonfiglio Giuseppe detto Lello
Carpentieri Ivana
Concilio Marcello
Corsaro Nicola
De Vivo Lina
Gaeta Giovanni
Giacco Antonio
Giuffrida Maria
Indiveri Lorena
Lanzalotti Angelo
Liguori Angela
Nunziata Rosa detta Rosy
Portanova Fedele
Robustelli Veronica
Russo Pasquale
Scovotto Antonio
Simeone Massimo
Verrone Nicola
Vitolo Basilio

 

D’ACUNZI SINDACO PER NOCERA 

Pisanzio Rita
Annunziata Loredana
Apicella Renato
Astarita Fabio
Attianese Paolo
Aufiero Alessandro
Considerato Marianna
Coppola Giosuè
Cozzolino Gerardo
De Martino Salvatore
Della Porta Giuseppe
De Prisco Francesco
Di Libero Raffaele
Eboli Ciro
Marino Mariangela
Montuori Pasquale
Napolitano Valentina
Pagano Vincenzo
Pagliuca Sabatino
Passero Felicia
Pecorelli Luana
Raniero Giuseppe detta Pina
Soriente Daniela
Vicidomini Luca

 

FRATELLI D’ITALIA

Valentina Avallone
Elio Borzi
Gennaro Celotto
Antonio Cetrangolo
Antonietta Cialdini
Gennaro Andrea Coppola
Sabato Crescenzo
Davia Da Luiz Dos Santos detta Davia
Melania Ferro
Francesco Gargano
Marianna Giannella
Raffaella Grimaldi
Salvatore Libetti
Daniela Mascolo
Guerino Mazzariello detto Rino
Liugi Parziale
Filippo Petti
Giovanni Emanuele Ricca
Ersilia Senatore
Simona Solimene
Gaetano Thiago Sorrentino
Michele Vicidomini
Vincenzo Vicidomini
Sandro Esposito Visconti detto Visconti

 

 

con il candidato sindaco Tonia Lanzetta 3 liste

Noi Con Nocera
Amarante Francesco
Annunziata Paride
Attanasio Stefania
Aureliani Valentina
Barba Samanta
Bisogno Maria Rosaria
Coppola Carmine
Caciagli Daniela
Cuomo Marianna
Del Regno Luigi
Gargiulo Anna Rita
Imparato Carmine
Lordi Clemente
Manzo Annalaura
Oliva Alfonso
Passamano Adelina
Petrosino Ciro
Sabatino Lucia
Santucci Monica
Sapere Marialuisa
Silvestri Raffaele
Siviglia Gennaro
Villacaro Camilla Pia
Vitiello Fabio Roberto

 

Cambiare Insieme Nocera
Barba Giuseppe
Barba Rosa
Carratu’ Maria
De Prisco Alfonso
Durazzo Giulia
Faiella Giuseppe
Ferrara Barabato Mario
Ferri Antonio Pio
Figliolia Alfonso
Giorgio Fabio Niko
Milano Giovanni
Palazzo Aniello
Palumbo Carmelina
Pepe Pasquale
Petrosino Aniello
Pompignoli Ermelinda
Prudente Emanuele
Riobustelli Giuseppe
Scarpati Maria
Sellitti Annafrancesca
Sperandeo Antonio
Genco Marianna
Stefanelli Luisa
Vitolo Gaetanina

 

Lista Attiva Nocera
Annunziata Marco
Bove Domenico
Cappelli Filippo
Caruso Alessandro
Citarella Carmine
Consagno Anna Lisa
Della Rocca Angelina
Del Regno Melania
Ferrentino Luigi
Finetti Gaetano
Grimaldi Maria
Manzo Antonio
Minichini Lucia
Moccia Carmine
Montalbino Alfonso
Mosca Rosa
Passamano Rosa
Persico Alfonso
Pinto Francesco
Petrosino Giovanni
Ruggiero Ferdinando
Salsano Maddalena
Trotta Domenico
Vitolo Mario

 

 

 

 

 

con il candidato sindaco Alfonso Schiavo 2 liste

CITTÀ SOLIDALE
Belli Annarita Nocera Inferiore 11/10/83
Casella Giuseppina Salerno 04/02/54
Cerrato Corona Sarno 10/10/95
De Bonis Lucia Nocera Inferiore 21/01/57
Lenta Loredana Nocera Inferiore 03/02/83
Pisani Maria Rosaria Nocera Superiore 14/01/57
Russo Sofia Nocera Inferiore 26/03/81
Siani Assunta Nocera Inferiore 26/07/80
Verdoliva Maria Teresa Nocera Inferiore 31/08/59
Boccia Elio Napoli 15/04/83
Boffardi Agostino Cava de’ Tirreni 16/01/97
Citro Calabrese Bonaventura Nocera Inferiore 18/08/83
Di Martino Luigi Scafati 03/11/88
Grillo Alfonso Mercato San Severino 15/04/98
Ingenito Giovanni Nocera Inferiore 07/07/83
Lupi Raffaele Cerreto Sannita 27/07/88
Paruolo Sergio Nocera Inferiore 23/08/71
Picca Pasqualino Cervinara 15/06/40
Rinaldi Fabrizio Roma 02/11/74
Salvino Antonio Nocera Inferiore 12/01/90
Sannino Antonio Nocera Inferiore 21/06/74
Santoriello Francesco Nocera Inferiore 27/09/83
Tortora Alfonso Nocera Inferiore 22/08/80
Scarano Antonio
 

 

 

L’ALTRA NOCERA
Nicolini Giovanni Sarno 02/11/34
Dell’Aglio Roberta Nocera Inferiore 29/09/88
Forte Mariantonietta Napoli 11/08/63
Leo Matilde Nocera Inferiore 09/07/66
Pace Assunta Sarno 08/02/82
Pecoraro Anna Stefania Nocera Inferiore 15/10/73
Puopolo Stefania Nocera Inferiore 04/03/89
Salzano Raffaella Nocera Inferiore 03/01/62
Benevento Maurizio Nocera Inferiore 06/04/63
Capaldo Gianluigi Cividale del Friuli 26/01/87
Cascone Aniello Nocera Inferiore 28/06/64
Citarella Antonio Nocera Inferiore 10/09/53
Conte Francesco Fisciano 24/12/62
Daniele Alfonso Sarno 23/10/76
D’Aniello Felice Nocera Inferiore 06/07/90
Fulgione Emmanuel Maria Silvestro Salerno 08/11/60
Stanzione Assunta Nocera Inferiore 10/10/81
Lanzetta Angelo Rosario Sarno 21/03/86
Mazzola Vincenzo Nocera Inferiore 02/07/85
Petrosino Michele Nocera Inferiore 26/01/61
Russo Antonio Sarno 29/04/88
Santonicola Giovanni Pompei 22/08/91
Trapani Antonio Pagani 19/09/82
Rea Ubaldo Napoli 19/05/56

 

 

Candidato sindaco Luisa Gagliardi

MOVIMENTO LEGALITÀ E TRASPARENZA

Raffaelina Ferrentino
Maria Rosaria D’Alessio
Emiliana Cirielli
Lucia D’Ambrosi
Valentina Salvino
Clorinda Trezza
Sara Savino
Cinzia Prete
Michela Petrosino
Antonio Suraci
Isiodoro Scarano
Vincenzo Osio
Alfonso Teti
Antonio Granato
Emilio Genovese
Salvatore Contangelo
Giuseppe Formisano
Francesco Spera
Giuseppe Fedele
Michele Senatore
Liborio Casa
Giuseppe Infantile
Domenico Antonelli

 

 

Candidato sindaco Domenico Fimiani

NOI CON SALVINI 

Anzelmo Alfonso
Bruno Gabriella
Bruno Giuseppe
Capece Rosaria
Di Filippo Domenica
Esposito Adelaide
Ferrante Enrico
Ferullo Stefania
Frusciante Francesco
Galisi Giovanni
Gregorio Marco
Mazzola Luigi
Milanese Giovanni
Napoletano Salvatore
Ruggiero Alfonso
Sgambato Alfonso
Sica Tiziano
Vicidomini Carla
Vuolo Lucia
Zarrella Anna

 

Candidato sindaco Mario Stanzione,

Populisti Identitari

 

1         D’Andrea Salvatore  Napoli – 27/12/1955

2         Maiorino Serafina (Detta Sara)     Nocera Inferiore – 09/09/1974

3         Carroccia Maurizio   Nocera Inferiore – 24/03/1969

4         Napoletano Salvatore          Nocera Inferiore – 15/03/1975

5         Pareti Antonietta (Detta Tonia)     Nocera Inferiore – 15/10/1998

6         Lungu Octavian Valenit       Craiola – Doli (Romania) 12/03/1988

7         Vitale Antonio           Avellino – 09/06/1986

8         D’Aurelio Luigi          Nocera Inferiore – 21/09/1972

9         D’Urso Antonio         Eboli – 01/08/1983

10       Candio Giorgio (Detto Pasquale)   Nocera Inferiore – 20/09/1978

11       Marino Raffaela        Nocera Inferiore – 10/11/1990

12       Russo Anna Maria    Nocera Inferiore – 18/09/1973

13       Amodio Davide         Nocera Inferiore – 10/02/1970

14       Ferrentino Virgilio    Nocera Inferiore – 05/06/1997

15       Langella Giancarlo    Nocera Inferiore – 02/01/1975

16       Marcone Vincenzo    Nocera Inferiore – 20/10/1967

17       Nocerino Giovanna   Salerno – 24/04/1979

18       Esposito Michele      Salerno – 28/07/1975

19       Santomauro Marilisa           Agropoli – 07/05/1992

20       Nappi Giovanna        Nocera Inferiore – 18/03/1968

21       Daniliuc Petronela Marcela            Bucecea Romania 21/06/1966

22       Pauciulo Gerardo Salvatore            Pagani – 14/07/1966

23       Califano Catello San Marzano Sul Sarno – 27/02/1985

24       D’Amore Giancarlo   Nocera Inferiore – 01/11/1958

Candidato sindaco  Vincenzo Spinelli


Movimento Cinque Stelle

  1. Annunziata Elvia Giuseppina Carmen
  2. Bove Giuseppe
  3. Ciotti Carlo
  4. D’Andrea Antonio
  5. Esposito Emiddio
  6. Ferrante Daniela
  7. Giordano Francesco Maria
  8. Lamberti Giulia
  9. Manfredonia Giuseppe
  10. Manzo Maria
  11. Milite Pasquale
  12. Panico Cosimo
  13. Pepe Fiorfilippo
  14. Prospero Ferrara Antonio
  15. Rocco Inversi Gaetana
  16. Ruggiero Giovanna
  17. Ruggiero Pasquale
  18. Salzano Valeria
  19. Sforza Danilo
  20. Villani Antonioluigi
  21. Zadlo Maria Lucja

 

 

CASTEL SAN GIORGIO

Candidato sindaco Andrea Donato
CASTEL SAN GIORGIO INSIEME

Di Leo Vincenzo 1986
Albano Carolina 1992
Caliendo Ferdinando 1976
Capuano Aniello 1957
Coppola Antonino 1954
Gambardella Raffaele 1981
Iemma Enza detta Rosaria 1967
Iennaco Antonio 1982
Iennaco Filomena 1983
Lamberti Vincenzo 1970
Maiale Domenico 1973
Manzo Assunta 1984
Marino Lucia 1960
Rescigno Domenico 1965
Russo Rosa 1957
Tafuro Celeste 1997

 

Con Paola Lanzara

IMPEGNO CIVILE
Alfano Antonia,

Alfano Giuseppe detto Peppino,

Carratù Adriana,

De Caro Giovanni,

De Simone Salvatore,

De Vivo Alfonso,

Fasolino Michle,

Fiume Antobnella,

Galluzzo Giustina detta Justine,

Granato Framcesco,

Longanella Francesco detto,

Pascariello Filomena detta Mena,

Sciacca Ilaria,

Sellitto Raffaele,

Spinelli Francesco

Tranzillo Gilda

 

 

Con Gaetano Riso

Movimento Cinque stelle
Rescigno Michela
Albero Francesco
Alfano Ferdinando
Della Guardia Antonella
Ferro Marco
Guarnaccia Gaetano Lorenzo
Izzo Maria
Lanzara Mario
Petti Rossella
Rega Carmine
Fimiani Francesco Saverio
Polichetti Giovanni

 

 

ROCCAPIEMONTE

 

 Candidato: Carmine Pagano

Lista “Rocca al Centro – Carmine Pagano Sindaco”
Bruno Anna
Califano Agostino
Coppola Bove Antonio
Fabbricatore Roberto
Ferrentino Annabella
Giardino Federica
Grimaldi Sabato
Lanzara Luigi
Pagano Valeria
Pannullo Ciro
Terrone Daniemma
Trezza Alfonso

 

Candidato sindaco Andrea Iuliano

Movimento Cinque stelle
Giusi Voza
Antonio Cuomo
Franco Cardillo
Agnese Pinto
Michele Gaetano Giuliani
Raffaele Germino
Mirko Montefusco
Clara Iuliano
Valeria Mirra

 

Candidato sindaco Mario Polichetti
Lista Crescere insieme

Torino Agostino,

Carpentieri Tiziana,

Vitiello Teresa,

Gioiella Antonio,

Ferrentino Antonio,

Terrone Marina,

Ingenito Alessandro Aniello,

Scherzi Samantha,

Gangemi Alfredo,

Ferrara Carmela,

Polichetti Lucia.

 

Candidato sindaco: Lello Polichetti
LISTA: ROCCAPIEMONTE DI TUTTI
Rescigno Simona,

Libroia Raffaella,

Rescigno Giusy,

Foglia Giovanni,

Puopolo Gerardo,

De Marinis Pasquale,

Fasolino Fabio,

Sabato Mirko,

Cozzolino Bruna,

Petrosino Massimo.

 

Candidato sindaco: Gerardo Adinolfi
LISTA: ROCCAPIEMONTE VERSO IL FUTURO

Adinolfi Giovanni,

Califano Rosanna,

Califano Senise,

Galotto Valentina,

Ingenito Vincenza,

Lodato Luigi,

Pascarelli Maria,

Torino Gerarda,

Torino Domenico,

Ciancio Gaetano,

Polichetti Roberto,

Morrone Irma.

 

MERCATO SAN SEVERINO

Candidato sindaco Angelo Zampoli


Lista “Civica per S.Severino”

1. Capuano Rosanna – docente di sostegno

2. Cirillo Alessia – studentessa

3. De Conciliis Cecilia – ingegnere

4. Morrone Carmen – avvocato

5. Napoli Restituta – professoressa scuola media superiore 6. Riccio Maria Simona – artigiana

7. Romano Pasqualina (detta Lina) – operaia

8. Rossi Giovanna – studentessa

9. Caliano Eduardo – ingegnere funzionario Pubblica Amministrazione

10. De Feo Amelio – operaio

11. Della Rocca Michele – dottore in scienze della comunicazione

12. Gentile Giuseppe – geometra

13. Grotta Carlo – pensionato

14. Iannone Gerardo – imprenditore

15. Rescigno Michele – ingegnere

16. Somma Graziano – operaio

 

Lista “Uniti per S.Severino”

1. Coppola Giovanna – sociologa e assistente socio sanitaria

2. D’Alessandro Matilde – laureata in psicologia

3. De Salvatore Giuseppina – operaia

4. Menna Michelina – collaboratrice scolastica

5. Pascale Carmela – casalinga

6. Pellegrino Carmela – casalinga

7. Pisano Teresa Angela – architetto

8. Barone Antonio – operaio

9. Bassi Riccardo – ingegnere navale e ufficiale della Maria Militare in pensione

10. Carpentieri Gerardo – operaio

11. Di Brizzi Mario – imprenditore

12. Di Iorio Roberto – sottufficiale dei Carabinieri

13. Laudato Salvatore – pastaio 14. Montefusco Angelo – corriere farmaceutico

15. Pecoraro Alessandro – ragioniere 16. Sciuto Salvatore –

 

 

 

Candidato sindaco Vincenzo Bennet

Lista “San Severino Democratica”

Frallicciardi Patrizia,

Michela Amoroso,

Basile Antonio,

Ciarletta Carmen,

Di Palma Antonio,

Giordano Sabato,

Guadagno Carlo,

Iannone Fabio,

Lambiase Immacolata,

Romano Filomena,

Russo Fara,

Santoro Gennaro,

Schiavone Claudio,

Sellitto Giuseppina,

Sellitto Vito,

Tepedino Carmine.
Lista Moderati per San Severino 

Ansalone Guglielmo,

Ansalone Mari Stelle,

Ascolese Rosa,

Aufiero Nicola,

Cavaliere Vincenza,

Cisale Celeste,

Del Pozzo Carmine,

Donadio Federica,

Figliamondi Gerardo,

Iannone Enzo,

Landi Carmine,

Lupone Luigi,

Maio Raffaele,

Manzi Anna Maria,

Pergamo Luigi,

Senatore Annunziata
Lista Per San Severino

Alfano Nicola,

Arcangelo Maria Pia,

Avallone Gerardo,

Bisogno Rosario,
Cavaliere Antonio,

Coppola Marina,

De Dominicis Tania,

De Filippo Maria,

De Santis Felice,

Fimiani Gerardina,

Ingenito Luigi,

La Manna Davide,

Perozziello Marco,

Rainone Concetta,

Risi Vincenzo,

Salmeri Antonio Andrea

 

 

Candidato sindaco Annalucia Grimaldi

Movimento cinque stelle

Ansalone Giacomo,

Aversa Michelangelo,

Caputo Gennaro,

Celentano Antonella,

Celentano Salvatore,

De Caro Alfredo,

De Santis Antonio,

Di Bello Maria Rosaria,

Di Martino Gaetano,

Di Napoli Ermellinda,

Fraulo Bonaventura,

Izzo Vincenzo,

Loi Alessandra,

Moscariello Vincenzo,

Natella Roberto,

Salvati Ida

Candidato a sindaco Antonio Somma

Lista Insieme per la Città

Albano Giuseppe,

Boccia Cosimo,

Ciarletta Michele,

Citro Laura,

CitroRaffaele,

D’Auria Adele,

De Santis Antonietta,

Della Corte Erminio,
Erra Marianna,

Esposito Gennaro,

Giannotta Carmela Emanuela,

Iuzzolino Anna Immacolata,

Napoli Pietro,

Nastri Riccardo,

Rega Alfonso,

Vitale Armando
Lista Città  Prima e libera

Aufiero Giacomo,

Botta Alessandro,

De Santis Gaetano,

Erra Alessandro,

Giordano Sandra,

Iannone Filomena,

Lamberti Lazzaro,

Landi Eliana,

Lombardi Luciano,

Palmieri Camillo,

Pauciello Francesco,

Riccelli Enrica,

Romano Sara,

Sessa Rachele,

Trotta Gerardo,

Ventura Carmine.

 

 

 

BRACIGLIANO

Candidato sindaco Antonio-Rescigno
La Svolta

Filiberto Aliberti,

Leonardo Botta (detto Leo),

Anna Campanella,

Anna Capaccio,

Claudio Cardaropoli,

Giovanni Cardaropoli (detto Melillo),

Linda Corvino (detta Pisana),

Emilia De Nardo,

Domenico Moccia (detto Mimì),

Carolina Rescigno,

Paola Rossi (detta Paoletta),

Sergio Vona

 

Candidato sindaco Agostino Romano

Movimento cinque Stelle

Giuseppe Apicella,

Teresa Avagliano,

Emilio Carmine Bertelli,

Concettina Canto,

Antonio Capuano,

Annunziata Ferrentino,

Carmine Izzo,

Carmine Sarno,

Anna Senatore

 

Candidato sindaco Giovanni Grimaldi

Scegli il Futuro

Giuseppe Albano (detto Peppe infermiere),

Giuseppe Albano (detto Peppe perone),

Francesca Angrisani,

Ottavio Basile,

Gennaro Botta (detto Pilo Pilo),

Rosa Cardaropoli,

Raffaele D’Amato (detto Lello),

Rosa De Nardo,

Domenico Moccia,

Luigi Rinaldi,

Marisa Sarno,

Rosa Stellato




SPECIALE “Il repulisti dell’Agro e della Valle dell’Irno”, 4 pagine, 18 articoli e 37 foto

 

LO SPECIALE IN QUATTRO CAPITOLI

Layout 1

—- 33 arresti per “ripulire” l’Agro e la Valle dell’Irno

AGRO/IRNO I proventi delle estorsioni servivano per l’acquisto di sostanze stupefacenti e “mantenere” gli affiliati.
E’ stata un’alba di manette per 31 persone  (due sono latitanti) accusati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e numerosi “reati-fine” con l’aggravante del metodo mafioso.
Due anni di indagini per annientare, sul nascere, il clan che deteneva il controllo di armi e droga a nord della provincia di Salerno capeggiato da due soggetti già noti nei clan Fezza-D’Auria Petrosino di Pagani.
Ad eseguire gli arresti sono stati i carabinieri del Comando provinciale agli ordini del colonnello Antonino Neosi. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Grande sinergia si è avuta tra procura di Nocera Inferiore e quella di Salerno. Un lavoro di squadra che ha portato ad un ottimo risultato.
Duecento i militari supportati da unità cinofile provenienti da Sarno e dal settimo nucleo elicotteri di Pontecagnano che hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare (22 in carcere e 11 ai domiciliari) eseguite nei comuni di Mercato San Severino, Baronissi, Roccapiemonte, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani e Scafati oltre ad alcuni comuni dell’hinterland napoletano.
Nel corso del blitz di ieri mattina sono state anche eseguite 8 perquisizioni.
L’indagine ha preso il via nel settembre del 2014 ed è stata condotta dal nucleo investigativo del Comando Provinciale e della Compagnia di Mercato San Severino.  Gli arrestati sono accusati di numerose richieste estorsive ed atti intimidatori (incendi, pestaggi, esplosioni di colpi di arma e altro) posti in atto tra il 2014 e il 2016, ai danni di commercianti e imprenditori della zona. Accertato anche l’utilizzo di armi da fuoco, comuni e da guerra, tra cui anche Kalashnikov AK47, completo di due caricatori e del munizionamento, trovato e sequestrato il16 gennaio del 2015 in un fondo agricolo di  uno degli indagati. Infine, nel corso dell’indagine, è stato rintracciato ed arrestato un componente del sodalizio, colpito di un altro provvedimento restrittivo per reati associativi e sfuggito alla cattura ad ottobre 2014.
Era latitante anche grazie all’aiuto dello stesso sodalizio. Altre due persone sono state arrestate e decine di assuntori di droga sono stati segnalati alla Prefettura, con il sequestro di 50 grammi di coca e altri 50 grammi di hashish. Un’operazione che ha il merito di dare respiro alle persone perbene e stroncare una pericolosa organizzazione criminale che voleva riempire il vuoto della delinquenza organizzata soprattutto dll’agro nocerino sarnese. Pina Ferro

—Aggressioni violente, esplosioni di colpi di pistola contro chi non si piegava al loro volere
I soldi che gli imprenditori dovevano versare servivano a finanziare il mercato degli stupefacenti e gli affiliati
AGRO/IRNO. Voleva il controllo del territorio e per questo non lesinava di imporsi anche con violenza e metodi mafiosi il sodalizio criminale che è stato sgominato dai carabinieri del comando provinciale.
Nel dettaglio l’attività investigativa  svolta attraverso metodi tradizionali supportati da attività tecniche e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità degni indagati in rodine: a plurime richieste estorsive e atti intimidatori con finalità estorsive (mediante incendi, danneggiamenti, pestaggi ed esplosioni di colpi d’arma da fuoco) consumati tra il 2014 e il 2016 ai danni di commercianti e imprenditori della zona, rientrati in un unico disegno criminoso finalizzato ad acquisire ingenti somme di denaro da reinvestire nel traffico di stupefacenti e da utilizzare per il mantenimento delle famiglie degli affiliati; alla gestione delle piazze di spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti ( cocaina, hashish, approvvigionate a Pagani, Scafati e Napoli) nei comuni di Mercato San Severino, Roccapiemonte, Baronissi, Castel San Giorgio, Fisciano e Pagani, attraverso una fitta e organizzata rete di pusher; a quattro aggressioni violente, di cui con esplosione di colpi d’arma da fuoco, poste in essere nei confronti di pusher che operavano autonomamente nei comuni e non intendevano allinearsi alle regole del sistema, al fine di imporre il monopolio nella gestione dello spaccio.

— 22 le ordinanze in carcere e 11 ai domiciliari: 2 i latitanti
All’alba di ieri i militari del comando provinciale hanno fatto scattare le manette e tradotto in carcere: Pietro Desiderio 38 anni di Pagani ma residente a Mercato San Severino; Vincenzo Senatore di Roccapiemonte; Emanuele Filiberto Arena 31 anni di Nocera Superiore;
Pietro Attanasio 37 anni di Nocera Inferiore; Luigi Bove 34 anni di Roccapiemonte; Gianbattista Coppola 33 anni di Mercato San Severino; Antonio Desiderio 46 anni di Pagani; Sisto Ferrara 28 anni di Roccapiemonte; GerardoFerrentino 32 anni di Roccapiemonte; Michele Izzo 55 anni di Mercato San Severino; Nicola Liguori 25 anni di Pagani; Francesco Mandile 44 anni di Mercato San Severino; Luigi Rossi 43 anni di Marano di Napoli; Alessio Ruggiero 32 anni di Roccapiemonte; Rosario Scifo 41 anni di Mercato San Severino; Gerardo Sessa 25 anni  di Pagani; Salvatore Torino 30 anni di Roccapiemonte; Ettore Vicidomini 44 anni di Nocera Inferiore; Biagio Villani 25 anni di Roccapiemonte; Michele Villani 29 anni di Roccapiemonte.
Ai domiciliari: Carla Arpino  1979 di Brusciano; Angela Bonazzola  1992 Di Mercato San Severino; Gianluca Bonazzola  30 anni di Mercato San Severino; Alfonso Cicalese  38 anni di Pagani; Silvio Cuofano  1977 di Castel San Giorgio; Massimo Novaldi  45 anni di Roccapiemonte; Pietro  Pagano 53 anni di Roccapiemonte; Andrea Luigi Pisciotta  45 anni di Pagani;
Gennaro Sicignano  59 anni di Scafati; Giovanna Spista  35 anni di Striano; Vincenzo Vitale  54 anni di Baronissi.
p.f.


CAPITOLO SOSTANZE STUPEFACENTI
Layout 1

— Spari contro i pusher non allineati al gruppo
La squadra di spacciatori era affidata a Michele e Biagio Villani: criptico il linguaggio utilizzato per piazzare la merce
I soldi delle estorsioni servivano anche per pagare le tutele, soprattutto legali, degli affiliati

AGRO/IRNO. I soldi degli imprenditori per la droga, le spese legali degli affiliati e la loro sussistenza. I proventi delle estorsioni, poste in atto dal gruppo guidato dal  Pietro Desiderio, servivano oltre che al sostentamento del gruppo e dei suoi affiliati e alla loro tutela prevalentemente di tipo legale, anche e soprattutto all’acquisto finalizzato poi allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività di spaccio era una vera e propria holding che consentiva anche apprezzabili guadagni pur nella difficoltà collegata alla gestione di piazze di spaccio in ambienti ad alta densità delinquenziale e quindi con un forte regime di concorrenza e alti rischi di invasione dei territori di rispettiva competenza.
L’intera attività di spaccio è stata ricostruita dalle numerose intercettazioni telefoniche e dalle dichiarazioni dei singoli assuntori di sostanze stupefacenti. Dal quadro investigativo è venuto fuori una struttura associativa guidata appunto da Pietro  Desiderio e localizzata, all’interno della sua abitazione, anche quando era detenuto agli arresti domiciliari, con piazze di spaccio nell’agro nocerino sarnese. Il regime dei domiciliari impediscono a Pietro Desiderio di occuparsi in prima persona della materiale attività di diffusione della sostanza stupefacente. L’indagato, infatti, lascia alla substruttura guidata da Michele e Biagio Villani il compito di reclutare assuntori o di presentarsi sul territorio ai singoli assuntori per favorire la vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti e per recuperare il danaro derivante da tale vendita. Questa sub struttura risponde direttamente a Desiderio  solo dei profitti della cumulativa attività di spaccio. La rete degli spacciatori è molto folta e ha rapporti con Michele Villani il quale è direttamente in contatto con Pietro Desiderio. I singoli spacciatori hanno un codice predefinito ed un linguaggio criptico:nel corso dei contatti telefonici con gli assuntori, ci si accorda solo solo il luogo e il tempo dell’incontro. La consegna della droga non sempre viene effettuata da colui che ha preso appuntamento telefonico, questo sia per precauzione che per dare il chiaro messaggio che ci si trova di fronte ad un’organizzazione ben strutturata. Pietro Desiderio veniva informato di tutto e guai a mettersi contro di lui. Egli, infatti,  era particolarmente noto proprio per l’esecuzione di condotte violente ai danni di soggetti che si erano contrapposti a lui. Desiderio controllava le piazze dello spaccio. Il gruppo con le armi (e sparando colpi di pistola) allontanava gli spacciatori non graditi, quindi non appartenenti al sodalizio criminale che deteneva il controllo della piazza. Pina Ferro

—Contigui al clan D’Auria Petrosino Fezza riuscivano a piazzare chili di droga
Pietro Desiderio legati da amicizia ai vecchi esponenti del clan
AGRO/IRNO. Il sodalizio criminale sgominato dai carabinieri all’alba di ieri aveva base operativa nei comuni della Valle dell’Irno ed era organizzato e capeggiato da due soggetti già contigui al clan camorristico Fezza-D’Auria Petrosino di Pagani. I due avevano esteso il proprio interesse sulla Valle dell’Irno.
Il clan Fezza-D’Auria Petrosino ha una forte presenza a Pagani, nonostante lo stato di detenzione dei vertici del sodalizio e la collaborazione con la giustizia di alcuni esponenti.
Diverse le attività che il clan paganese controlla. Attività che a più riprese sono state bloccate dagli investigatori.
Dalle intercettazioni viengono fuori anche le difficoltà, i momenti di fibrillazione, le valutazioni economiche dei sociali che ovviamente non lasciano margini al dubbio sulla effettiva esistenza di un mercato della droga gestito in forma associata.
Ovviamente il sodalizio criminale muoveva grossi quatitativi di droga che veniva mossa in piccola quatità di volta in volta al fine di evitare ingenti sequestri,
Dal contenuto della intercettazione  nella quale, nel corso di una delle tante discussioni aventi ad oggetto lo smercio di sostanze stupefacenti, il Villani dice chiaramente a Desiderio che con quello che è rimasto si possono fare quattro chili e mezzo di cocaina. Particolare questo che fa capire quanto stupefacente erano in grado di muovere.

— Era Pietro Desiderio al vertice dell’organizzazione: sue le strategie criminali
Presso il proprio domicilio di Mercato San Severino dove era ai domiciliari si accupava di “ricevere” chi doveva pagare e gli affiliati
MERCATO SAN SEVRINO – Al vertice dell’organizzazione c’era Pietro Desiderio , con funzioni di promotore capo ed organizzatore del sodali. Era lui ad occuparsi di ideare ed organizzare le condotte criminali, dirigere il gruppo nella  consumazione dei delitti , in particolare quelli estorsivi e inerenti il traffico illecito di sostanze stupefacenti. A Desiderio spettava anche il compito di eseguire materialmente alcuni avvicinamenti estorsivi e recuperi credito, attraverso atti di violenza, ai danni di operatori economici. Talvolta gli imprenditori che dovevano pagare venivano convocati personalmente da Desiderio. L’invito a cui non si poteva dire di no era poi seguito in qualche caso da pestaggio. Desiderio “riceveva” gli operatori commerciali  presso la propria abitazione di Sant’Angelo di Mercato San Severino dove eradetenuto agli arresti domiciliari (dal marzo del 2013 al 21 settembre 2015). La propria abitazione era anche il luogo d’incontro con gli affiliati al fine di elaborare le strategie criminali, era anche il posto dove custodire e tagliare la sostanza stupefacente oltre che le armi a disposizione del gruppo.
pieffe


CAPITOLO ESTORSIONI

Layout 1—-Estorsioni per finanziare la droga
Vittime aziende e commercianti della Valle dell’Irno e dell’Agro, costretti a pagare il pizzo da poche centinaia di euro a diverse migliaia
Con i proventi delle varie attività illecite sarebbero stati pagati gli acquisti di diversi stupefacenti: il clan aveva bisogno di molto denaro

AGRO/IRNO. Erano le estorsioni il pane quotidiano del gruppo che fa capo a Pietro Desiderio. Pizzo chiesto ai danni di imprenditori e commercianti di Mercato San Severino, Castel San Giorgio, Nocera Superiore e Roccapiemonte e altri comuni della Valle dell’Irno. Il tutto per finanziare l’acquisto di sostanze stupefacenti. Tangenti reclamate a mezzo di attentati incendiari e dinamitardi oltre che recuperi violenti di crediti rispetto ai quali si proponevano come esattori efficienti in grado di incutere timore alle vittime imponendogli il pagamento coatto delle somme, in parte desinate ad essi stessi come profitto della violenta intermediazione criminale, come recita l’accusa. Per estorsione sono indagati, oltre a Pietro Desiderio: Giuseppe Manuel Picarella, Rosario Scifo, Michele Villani, Gianbattista Coppola, Angela  e Gianluca Bonazzola, Luigi Romano, Vincenzo Senatore, Michele Izzo, Emanuele Filiberto Arena, Francesco Mandile, Luigi Coppola, massimo Novaldi, Pietro Pagano, Vincenzo Vitale, Sisto Ferrara, Carla Carla, Giovanna Spista. Nelle mire del gruppo con estorsioni tentate o consumante erano finiti il “Compro oro” “Lo Smeraldo” di Mercato San Severino, due imprese edili (la Pavisad di Castel San Giorgio e la A&N Costruzione di Siano), la ditta di trasporti Fratelli Orilia srl e un negozio di casalinghi sanseverinesi, la ditta di calcestruzzi Nocerina Calcestruzzi di Nocera Inferiore, la “Amg” allestimenti di Mercato San Severino, l’imprenditore Felice Gambardella della “Plastica Gambardella srl” , due imprenditori che avevano venduto merce a Pietro Pagano per 10mila euro, il titolare di un ristorante sanseverinese, del centro massaggi “La maison” di Nocera Superiore, la concessionaria “Autoclass di Castel San Giorgio. Si andava dal regalo ai carcerati alla rinuncia ai crediti, dal pizzo sulla prostituzione alla classica tangente alle aziende e ai commercianti. Minacce del tipo «se no vi spariamo in testa….vi uccidiamo..» o che erano capaci «di fare del male anche ai bambini».

.

— Un’indagine che riserverà altre sorprese
AGRO/IRNO. L’inchiesta e tutt’altro che chiusa. Potrebbero aprirsi anche altri filoni e non solo nel settore degli stupefacenti e delle estorsioni. Da qui la speranza che molti collaborino con la giustizia.

—Recupero crediti, la ditta “Pietro Desiderio” vera specializzata

A loro si sarebbe rivolto il titolare del caseificio Liana per un credito verso gli Erra

AGRO/IRNO. Specializzati nel recupero crediti o nel non farli pagare. A seconda se il debitore o il creditore era un amico della gang. Due i casi più eclantanti. Il primo riguarda Vincenzo Vitale, titolare del del caseificio LI.ANA s.r.L di Baronissi. Vitale vantava un credito insoddisfatto per 15.000 euro nei confronti di  Ubaldo Erra  (titolare e estore del ristorante Villa Desiderio) figlio di Vincenzo. Vitale sarebbe andato da Pietro Desiderio con le cambiali sottoscritte dal debitore per ottenere il recupero dei soldi. Desiderio e  i suoi uomini si mossero minacciando e recuperando il debito.
Altra vicenda è quella di Pietro Pagano che avrebbechiestop l’intervento di Pietro Desiderio per non pagare due commercianti che avevano il leggitimo credito nei suoi confronti per la vendita di materiale elettrico. Le vittime furono costrette a restituire le cambiali in loro possesso sotto minaccia di essere sparati in testa.

—L’estorsione all’ex fidanzato per un prestito
MERCATO SAN SEVRINO AGRO. Il fidanzato le doveva 60mila euro, lasciatole non avrebbe avuto più intenzione di onorare il debito e a questo punto era scattato l’interventi di quelli della gang. E giù botte da orbi, minacce telefoniche, pedinamenti fin nel barese.
Pietro Desiderio, Giambattista Coppola, Giovanna Spista e Carla Arpino sono indagati per una vicenda molto particolare. Spista (avendo instaurato nel frattempo una relazione sentimentale con Coppola) avrebbe rotto il fidanzamento con un uomo del posto che però risiedeva in Puglia.
La donna avrebbe lamentato di vantare un presunto credito nei confronti dell’ex fidanzato per un prestito che diceva di avergli elargito.
Si sarebbe trattato, a dire della presunta creditrice, di un prestito personale di 60.000 euro.
I due uomini indagati (su istigazione delle due donne loro presunte complici)  con metodo camorristico e avvalendosi della propria aura criminale,  avrebbero picchiato, minacciato per due mesi con continue  telefonate di staccargli i genitali e avrebbero mandato loro emissari a cercarlo in Puglia.
Per la vittima mesi di inferno tra paure e tentativi di evitare di essere rintrscciato.
—Sfruttamento della prostituzione, il nuovo maxi affare della gang in un centro massaggi
La proprietà de “La maison dei massaggi” costretta a passare di mano. Le prostitutute allontanate per evitare la concorrenza
massaggi erotici cinesi prostituzione prostitute
AGRO/IRNO. E negli affari illeciti arriva dei clan era arrivato anche il lucrosissimo lo sfruttamento della prostituzione tra il sanseverinese e il nocerino.
Pietro Desiderio, Giambattista Coppola, Gianluca Bonazzola, Michele Villani e Rosario Scifo sono indagati per lo sfruttamento della prostituzione all’interno del centro massaggi denominato “La Maison dei Massaggi”, già gestito da Carla Arpino e Giovanna Spista nei locali di Nocera Superiore, in via Andrea Villani n. 8. Non solo quindi a questo centro era legato la volontà del clan di impossessarsi, passato attraverso la costrizione a cedere a loro il centro massaggi da parte dei due titolari (tra i quali la Arpino) e dove si sarebbero prostituite la stessa Arpino e la Spista.
Desiderio, Spista e Arpino sono indagate anche per violenza privata nei confronti di due prostitute allontanate da Mercato San Severino.
Le due prostitute furono minacciate e in alternativa fu detto loro o di andare via da Mercato San Severino o di mettersi sotto la loro prostituzione.

—Arrestato il re degli allestimenti fieristici in Campania, da vittima era diventato carnefice
Prima vittima di estorsione e di due attentati poi propose al clan di incrementare la sua attività in cambio del 10% e di altro
NOCERA INFERIORE/MERCATO SAN SEVERINO. E in carcere finisce anche il re degli allestimenti di fiere in Campania. Il 55enne nocerino Michele Izzo, titolare della Amg con sede a Mercato San Severino da vittima si sarebbe trasformato in presunto carnefice fino ad essere accusato di concorso esterno in associazione camoristica ed estorsione.
Izzo è un nome grosso nel panorama degli allestimenti fieristici in Italia meridionale. La sua società era tra le più attive in tutte le fiere campane. Molti gli eventi che organizza in diversi centri della Campania e non solo.
Un imprenditore di quelli che “fanno gola” alle organizzazioni criminali per la disponibilità di soldi e perché possono far lavorare gli affiliati in lavori senza particolare qualifica, come guardiani o parcheggiatori durante le fiere.
Dal maggio al giugno di due anni fa, Pietro Desiderio, Michele Villano ed Emanuele Filiberto Arena avrebbero tentato un’estorsione alla Amg, nella sua sede nella frazione Sant’Eustachio. Fu anche fatta esplodere (tra il 10 e l’11 settembre 2014) una bomba carta presso la ditta e (il sei dicembre successivo) incendiato un autocarro. Il tutto per ottenere da Izzo soldi, l’assunzione di Arena con contratto part-time per guardiania e la concessione della gestione del parcheggio presso l’area fieristica allestita dall’azienda a Mercato San Severino.
Cosa che avvenne, ben sapendo, Izzo, la caratura criminale delle persone che aveva di fronte.
Nei mesi successivi, il passaggio con la messa a disposizione del gruppo malavitoso, fino ad accompagnare gli estorsori dalle vittime o ospitare summit estorsivi.
L’imprenditore avrebbe proposto al gruppo malavitoso, in cambio del suo appoggio alla gang, di incrementare l’organizzazione di eventi da far organizzare alla sua A.M.G. Promozioni.
Come “compenso” il gruppo malavitoso avrebbe avuto una percentuale (pari al 10%) sugli introiti degli eventi organizzati dalla sua ditta e avrebbe assunto alcuni associati o comunque familiari di questi nella sua ditta.  E così assunse Gianluca Bonazzola e il padre Alvaro e il nipote di Pietro Desiderio, in occasione dell’organizzazione di fiere sul territorio, per lavori retribuiti di guardiania, gestione parcheggi e simili. Izzo avrebbe messo a disposizione  la sede della Amg Promozioni in via Caracciolo a Mercato Dan Severino via Caracciolo, per consentire e favorire logisticamente gli incontri a scopo estorsione che organizzava il clan. Pietro Desiderio, capoclan (agli arresti domiciliari ed autorizzato al lavoro in una ditta che aveva sede nei pressi dell’ufficio di Izzo, convocava le vittime di volta in volta, come accaduto per le tentate estorsioni in danno di imprenditori del calcestruzzo o edili. Sempre Izzo partecipava direttamente alla fase di consumazione delle estorsioni, garantendo la propria presenza agli incontri nel corso dei quali venivano formulate le richieste estorsive e in un caso personalmente formulando la richiesta per conto del gruppo e in particolare del capo clan.
E come se non bastasse si sarebbe messo a disposizione come garante in favore degli associati  Emanuele Filiberto Arena e Ettore Vicidomini per l’apertura di una società , fitto di immobili ed apertura di conti bancari, utili a schermare le proprie attività e traffici illeciti.
Su richiesta di Pietro Desiderio avrebbe stipulare un contratto di lavoro fittizio a favore della figlia della convivente di un amico del Desiderio e che forniva al gruppo malavitoso occasione di guadagno illecito.


IL PERSONAGGIO

Layout 1
— Latitanza di un camorrista e un kalashnikov agli arresti domiciliari Silvio Cuofano

Ex presidente della Nocerina, fotografo sportivo e parlamentare, aveva riscattato la sua immagine dopo una vicenda legata agli stupefacenti

Era preoccupato per le impronte che avrebbe lasciato sull’Ak 47 e sarebbe andato fino a Bologna per aiutare il latitante Vincenzo Senatore

Silvio Cuofano

Silvio Cuofano

NOCERA SUPERIORE. Avrebbe favorito la latitanza di Vincenzo Senatore, “‘o Presidente”,  andando a soccorrerlo fino a Bologna ma, soprattutto, avrebbe saputo e probabilmente toccato custodendolo un fucile mitragliatore Ak47, il più noto kalashnikov. Queste le accuse per il 40enne Silvio Cuofano, notissimo fotografo parlamentare e soprattutto sportivo di Nocera Superiore e, per alcuni mesi amministratore unico della Ags Nocerina.
La detenzione del kalashnikov
I pm Giuseppe Cacciapuoti e Giancarlo Russo contestano al capoclan Pietro Desiderio, a Michele Villani, Gianbattista Coppola, Luigi Romano e a Silvio Cuofano il reato di detenzione e porto d’armi del fucile Ak 47, sequestrato il 16 gennaio 2015 a Mercato San Severino, con l’aggravante camorristica. Da una serie di intercettazioni telefoniche si evincerebbe il timore di Cuofano che la polizia, che aveva eseguito il sequestro del fucile, avesse trovato le sue impronte sull’arma. Poche ore dopo il sequestro furono perquisite quattro case di cui il fotografo avrebbe avuto la disponibilità. In verità, successivamente, alcuni degli altri indagati in questo capo di imputazione, avrebbero addirittura sospettato di essere stato lui il delatore alle forze di polizia per il ritrovamento del Ak47.
Il favoreggiamento de “‘o Presidente”
Cuofano è indagato assieme a Pietro Desiderio, Ettore Vicidomini, Gianluca Banazzola, Pietro Attanasio e Michele Villani di favoreggiamento aggravato dal metodo e dall’agevolazione camorristica. I sei avrebbero aiutato Vincenzo Senatore ad eludere le indagini e a sottrarsi alla cattura. In particolare, Cuofano si sarebbe reso disponibile a prestare denaro per il latitante (mille euro) ma, soprattutto ci sarebbe stato l’episodio del il 22 dicembre 2014.  Senatore, ex Nco, la Nuova camorra organizzata di Cutolo, e poi passato con la Nuova Famiglia, latitante in Repubblica Ceca.
In auto, Cuofano e un familiare di Senatore erano andati a Bologna perché la vettura del latitante era in avaria per dare una mano. Un mese dopo, in una telefonata tra Desiderio e Vicidomini, nel gennaio successivo, si sarebbe parlato della volontà di Cuofano di non aiutare più la latitanza di Senatore e di volersi dedicare solo alla sua attività professionale. Il fotografo sarebbe stato preoccupato per le indagini delle forze dell’ordine («troppe guardie addosso») e per essere stato controllato dalla polizia proprio mente saliva in Emila in auto. Cuofano agli inquirenti avrebbe dato anche una spiegazione analizzata dagli inquirenti e non creduta.

—Dalla Nocerina alla politica, le passioni del fotografo che si diceva figlio prediletto del senatore Esposito

Cuofano era stato nominato nelle scorse ore portavoce del gruppo Comunità Italia, composata da tre consiglieri comunali di maggioranza a Nocera Superiore

NOCERA SUPERIORE. Poche ore prima del suo arresto, era stato diffuso un comunicato stampa con la nomina di Silvio Cuofano a portavoce di “Comunità Italia”. «Ufficializzata la nomina di portavoce del gruppo Comunità Italia, appartenente alla maggioranza del consiglio comunale di Nocera Superiore, nelle persone dei tre componenti consiglieri comunali “i più votati”: l’Avv. Giuseppe Senatore, il Dott. Giovanni D’Acunzi e la Dott.ssa Antonietta Afeltra, al Fotografo professionista Silvio Cuofano. Cuofano vanta una carriera da fotografo alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, nelle squadre di calcio di serie A e B, collaborazioni fotografiche con il Copasir molto vicino al Sen. Giuseppe Esposito con il quale da tempo collabora. Ultimamente vicino ad esponenti politici di livello nazionale, la sua ultima prestigiosa collaborazione al Congresso del Pd a Roma, freelance presso le più importanti testate giornalistiche, impegnato da sempre nei servizi fotografici da cerimonia con lo studio a Nocera inferiore, ed infine Ex presidente della Nocerina Calcio. Silvio Cuofano, per questa nomina, afferma: “Sono onorato per la stima accordata e ringrazio di cuore il mio Gruppo”».
Il 40enne fotografo nocerino ha sempre avuto una passione per la politica, coltivata anche grazie alla conoscenza di numerosi parlamentari: su Facebook, Cuofano si definiva figlio prediletto del senatore Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir, l’organismo di vigilanza sui servizi segreti, per il quale avrebbe collaborato proprio Cuofano.
Del resto, oltre che sui campi di calcio, il fotografo nocerino, di fatto domiciliato a Castel San Giorgio, sulla sua bacheca Facebook pubblicava gli scatti con parlamentari di vari partiti o relativi alla partecipazione professionale a diverse riunione nazionali. Sul social network si definiva fotografo presso al Camera dei Deputati e presso il Senato.
Tra le tante foto anche quelle con il noto pregiudicato nocerino Mariniello Macario, sembra a questo legato da amicizia. Nessuno di costoro è indagato in questa indagine.
Suo amore indiscutibile era ed è la Nocerina della quale, nel novembre 2014, è stato amministratore unico (della società Asg Nocerina), dopo la bufera delle vicende giudiziaria-sportiva che l’aveva coinvolta e grazie al «regalo delle quote» fattogli dalla famiglia Citarella. Incarico tenuto per alcuni mesi.
Dal 2015 si era dedicato alla sua agenzia di comunicazione e allo studio fotografico di Nocera Inferiore.
Sembrava aver imboccato una strada personale vincente anche grazie al sostegno morale della fidanzata, figlia di un noto imprenditore conserviero di Nocera Superiore.
Ora questa pesante tegola giudiziaria che fa tornare alla mente una precedente vicenda giudiziaria legata agli stupefacenti.

La sua passione, fotografarsi con esponenti politici di vari partiti da condividere su facebook
ORA DIVENTANO IMBARAZZANTI QUEGLI SCATTI CON I PARLAMENTARI

 

foto miste silvio cuofano
— «Non abbiamo rapporti»
La famiglia del sindaco

Silvio Cuofano è notoriamente il cugino del sindaco di Nocera Inferiore, Giovanni Maria Cuofano, e portavoce di un gruppo consiliare che lo sostiene.
Va subito ribadito che non vi è nessun elemento che lega il sindaco o altri suoi familiari alle vicende giudiziarie del loro familiare.
In un take dell’agenzia Ansa s legge che la famiglia del sindaco, in merito a Silvio Cuofano, «si dissocia categoricamente da questa persona, in quanto siamo rigidi con chiunque non si comporta bene. La giustizia farà il suo corso, ma noi non vogliamo essere associati a lui con il quale non abbiamo rapporti».




Legge Severino, si torna in Tribunale

di Andrea Pellegrino

C’è la riassunzione del processo a carico di Vincenzo De Luca sul caso Severino al Tribunale di Napoli. L’udienza è stata fissata dal presidente della prima sezione civile per il prossimo 3 marzo. La riassunzione è stata proposta da Movimento Cinque Stelle, assistito dall’avvocato Oreste Agosto, all’indomani della pronuncia della Corte Costituzionale che ha messo in salvo la «legge Severino». Il procedimento che vedeva protagonista il governatore della Campania, sospeso dal governo Renzi per effetto della Legge Severino per una condanna in primo grado nell’ambito del processo sul Termovalorizzatore di Salerno, conclusosi con l’assoluzione di tutti gli imputati, inizialmente aveva rimesso in sella il presidente della Regione in attesa della decisione della Consulta. Ora, dunque, si ritorna in aula ad inizio marzo, con l’avvocato Oreste Agosto certo che la giustizia si pronuncerà rispetto alla controversa vicenda del governatore De Luca. «E’ stato sempre abusivo – dice il legale – e doveva essere sospeso. Così come ha stabilito la Corte Costituzionale». Tra l’altro quel procedimento è finito anche al centro di una inchiesta penale aperta dalla Procura di Roma che ha coinvolto, tra gli altri, l’allora giudice relatore Anna Scognamiglio e l’ex capo della segreteria di Palazzo Santa Lucia, Nello Mastursi. Proprio ieri al Csm è iniziato il procedimento a carico del giudice Scognamiglio, già trasferita ad un altro tribunale. In sede penale la giudice è accusata di induzione alla corruzione e l’udienza preliminare ci sarà tra meno di venti giorni, il 25 gennaio prossimo. Il 18 toccherà a Nello Mastursi. Ieri è stato ascoltato, invece, al Csm il magistrato Raffaele Sdino, uno dei componenti di quel collegio giudicante: «Fummo tutti d’accordo sulla sospensione in attesa della decisione della Corte Costituzionale – ha raccontato Sdino, sostenendo che – «non si trattò di una decisione a sorpresa»: la pronuncia venne preceduta da diverse riunioni «informali e il nostro convincimento si era già formato nei giorni precedenti». Davanti alla Sezione disciplinare del Csm, Scognamiglio, risponde dell’accusa di non essersi astenuta dal procedimento su De Luca nonostante suo marito aspirasse a un incarico dirigenziale nella sanità campana. Le viene contestato anche di aver rivelato al coniuge notizie riservate su questo e altri procedimenti connessi; informazioni di cui questi «si avvaleva – scrive nell’atto di incolpazione la procura generale della Cassazione – per accreditare la possibilità di condizionare le decisioni della moglie e dei giudici del tribunale in favore del dott. De Luca». L’intento era quello di “esercitare, tramite altre persone, pressioni” sul governatore,” finalizzate a ottenere, in danno di altri aspiranti, la nomina alla presidenza di una Asl nella Regione Campania”. La difesa del magistrato aveva chiesto di sospendere il procedimento disciplinare in attesa della decisione del giudice penale. Richiesta a cui si è opposto il rappresentante della procura generale della Cassazione Alfredo Viola e che è stata respinta dalla Sezione disciplinare. Il processo riprenderà il 15 maggio prossimo.




Angri. Confermati i vertici locali della Confesercenti

ANGRI. l terremoto che ha colpito i vertici della Confesercenti salernitana non riguardano l’associazione di categoria zonale di Angri. A precisarlo con un comunicato il presidente Aldo Severino (nella foto)  in seguito alla decisione della giunta della Confesercenti nazionale, con nota del 28 aprile 2016, che ha nominato ai sensi dell’articolo 57 dello Statuto nazionale, il dottor Pasquale Giglio, attuale direttore regionale della Confesercenti Campania, commissario della Confesercenti provinciale di Salerno.  Il Presidente della delegazione territoriale angrese, Aldo Severino, precisa che il provvedimento non riguarda la Confesercenti Angri, ma solo la dirigenza provinciale, così come rassicurato dallo stesso Commissario Provinciale, il quale, con nota di mercoledì scorso protocollata  presso il comune di Angri, ha ribadito che il presidente Aldo Severino e il direttivo cittadino possono operare nelle loro funzioni in piena autonomia. Il commissario pro tempore ha dichiarato che il commissariamento ha come obiettivo principale il rafforzamento della rete organizzativa della Confesercenti su tutto il territorio provinciale sviluppando iniziative, azioni e servizi innovativi per le imprese associate e in particolare nel comparto del turismo, motore principale dell’economia salernitana. Il presidente Severino così si esprime: “Auspichiamo che la problematica riguardante i vertici provinciali e in primis il dott. Bottiglieri, si chiarisca al più presto nel segno della condivisione e collaborazione, intanto noi  continueremo a lavorare con impegno e dedizione al fianco di imprese, commercianti e cittadini angresi per la crescita del  nostro territorio e in piena sintonia  col dottore Pasquale Giglio al quale auguriamo buon lavoro”.        Vincenzo Vaccaro




Mercato san Severino. Si incatenano per salvare l’ospedale di Curteri

MERCATO SAN SEVERUINo. Si sono incatenati per l'intera mattinata di ieri dvanti al nosocomio per salvare  l’ospedale. A Mercato S. Severino non si placa la protesta dei cittadini e dei dipendenti del nosocomio “Gaetano Fucito”, riuniti sotto la bandiera dei comitati “Pro Fucito” – esistente dal 2008 – e “Per il diritto alla salute del cittadino”, quest’ultimo retto dal medico internista Vincenzo Sica: alcuni esponenti dei due civici movimenti, si sono incatenati ieri dinanzi l’ingresso del presidio rivendicando a gran voce la riapertura dei reparti di ginecologia, pediatria e ostetricia Non erano in molti, ma i manifestanti si sono fatti sentire e, anche grazie alla loro presenza e alle incisive proteste di questi mesi – in particolare Sica si è mosso il 22 dicembre scorso – sembra che i lavori di riqualificazione per il restyling dei padiglioni del pronto soccorso, di medicina legale e oncologia siano in dirittura d’arrivo, per l’estate. Accanto ai fautori del gesto simbolico, sicuramente “estremo” – quale ultimo atto di una vertenza che dura da tempo – alcuni rappresentanti istituzionali; assente l’amministrazione sanseverinese ma a sostenere la causa vi erano Andrea Landi – candidato al consiglio comunale di Fisciano – e Luigi Pergamo, presidente del partito “Lega per l’Italia”. I promotori dell’iniziativa – che ha coinvolto molti operatori dell’informazione  e quasi più cronisti che attivisti – hanno esposto degli striscioni e qualche cartello ad illustrare il motivo delle loro battaglie: “Resistere, insistere e persistere. Non mi fermerò mai”, è il motto del dottore Sica. A far da contraltare, altri cartelli con su scritto: “Svegliamoci, lottiamo, uniamoci” ed altri slogan – come “Salviamo l’ospedale, vinceremo sempre”. Il messaggio è stato lanciato da Luca Picarella, responsabile dell’associazione “Alfonso Gatto” nonché membro del “Pro Fucito”, e da Vincenzo Sica. Il quale – per seguire con veemenza le vicende dell’ospedale – è incorso in un provvedimento disciplinare: gli è stata infatti comminata una contravvenzione inerente il volantinaggio da lui effettuato per propagandare le problematiche del “Fucito”. La mobilitazione di ieri è stata organizzata in vista dell’approvazione del nuovo piano ospedaliero per la Regione Campania, atteso a fine marzo. Il comitato è fiducioso di ottenere risposte positive. Si dovrebbe ribaltare il famigerato decreto 49.“I cittadini devono prendere coscienza di quanto accade al Fucito – dichiara Sica, che bacchetta sia la giunta regionale di Caldoro che il governatore De Luca. Stupore da parte di tutti per il comportamento di un consigliere e dipendente del nosocomio che passando davnati ai cancelli ha snobbato i dimnostranti, ai quali è arrivata la solidarietà del candida to a sindaco di Salerno Roberto Celano  e di quelli di Battipaglia Gerardo Motta, Ugo Tozzi ed Enrico Lanaro.

 




Mercato S.S. Il Pd: «Sulla Gesema una rappresentazione fantomatica della realtà»

MERCATO SAN SEVERINO. L’opposizione consiliare non ci sta. E nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito cittadino va giù duro dopo le accuse di strumentalizzazione politica avanzate dal cda della Gesema in risposta alle preoccupazioni emerse sul rischio fallimento della municipalizzata. “L’eventuale ricorso allo strumento del concordato preventivo con continuità aziendale previsto dalle vigenti norme – si legge nella nota del cda Gesema – a differenza di quanto fatto sussumere dai firmatari del manifesto, non è l’anticamera di una procedura liquidatoria ma, al contrario, uno strumento che dà la possibilità alle imprese, anche pubbliche, di affrontare una crisi finanziaria in modo trasparente e corretto”.  “E’ gravissimo ed avvilente – replica il capogruppo Pd dell’opposizione, Carmine Ansalone – che questi soggetti vogliano far apparire normale una situazione critica come quella che sta accadendo alla Gesema, rappresentando un’interpretazione fantomatica della realtà dei fatti”. Proprio ieri è scaduto il bando pubblico per la nomina di un tecnico al quale dovrà essere affidato l’incarico per la redazione di una relazione finalizzata alla presentazione della domanda di ammissione alla procedura di concordato con continuità aziendale ed evitare, se possibile, un eventuale fallimento della Gesema. “La verità è che il Comune è in dissesto finanziario – spiega ancora Ansalone – Ci accusano di alimentare un inutile allarme sociale quando poi sono loro, attraverso questo atteggiamento irresponsabile, a mostrare di non aver bene appreso la gravità di quello che sta accadendo”. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere Fabio Iannone, il quale ha voluto evidenziare “gli atti di sciacallaggio mostrati dai vertici istituzionali e societari”. “Non si può affermare – sottolinea Iannone – di tutelare i lavoratori quando poi gli stessi sono costretti continuamente a subire i ritardi nei pagamenti. Ad oggi sono in attesa di ricevere uno stipendio arretrato. Per non parlare del mancato versamento dei fondi del Tfr, che avranno gravi ricadute sulle generazioni future”. “Quello che ci preme maggiormente sapere – aggiunge il consigliere Pd – è la situazione debitoria in cui si trova la Gesema. È la prima cosa che chiederemo al professionista che verrà nominato per redigere la relazione finalizzata all’avvio della proceduta di concordato”. A questo si aggiunge lo sconforto dei lavoratori. Aldo Iannone, dipendente della Gesema ed esponente sindacale della Cgil ha voluto sottolineare che la società, attualmente, non ha nemmeno i soldi per fare manutenzione ai propri mezzi, mettendo a rischio l’incolumità dei lavoratori. I consiglieri PD, tra cui anche Gerardo Figliamondi, e il segretario cittadino, Patrizia Frallicciardi, hanno chiesto le dimissioni del sindaco, Giovanni Romano, e lo scioglimento del consiglio comunale, che secondo l’accusa, sarebbe dovuto intervenire con adeguati atti istituzionali indirizzati ad evitare quello che si preannuncia come un disastro annunciato.




Nocera. Ginecologia dell’“Umberto I” l’invasione delle napoletane

di Gianfranco Pecoraro

NOCERA INFERIORE. Il 30% delle partorienti proviene dal napoletano e il reparto di ginecologia dell’Umberto I è sottoposto a un superlavoro che potrebbe portarlo al collasso. Dati impressionanti per l’attività del reparto di ginecologia dell’ospedale  “Umberto I”, il secondo per nascite in Campania, destinati ad aumentare per l’arrivo in massa di donne provenienti da Cava de’ Tirreni e Mercato san Severino, il cui ospedale non offre più questo servizio.
Ad impressionare, in particolare, non sono solo i 1500 parti annui ma anche l’entità dei pronti soccorso ostetrico-ginecologici e delle prestazioni rese in urgenza, in porticolare per le gravidanze a rischio. A destare interesse è la provenienza delle donne. Il 30% delle partorienti, infatti è dell’area napoletana. Di queste, poco più del 50% proviene dalla fascia costiera, da Torre del Greco ­­­­a Torre Annunziata, l’area boschese e Castellammare di Stabia, e paesi limitrofi, dove insistono tre ospedali e diverse cliniche private, mentre la restante parte arriva da Somma vesuviana, San Giuseppe vesuviano e comuni confinanti. Una situazione diventata insoppportabile per il personale dell’Umberto I che va diminuendo e con maternità sempre più coplesse. Le media delle partorienti, infatti, supera i 30 anni di età e molte le donne in dolce attesa che sono a una seconda e terza gravidanza, specie quelle che, divorziate, sono incinte di un secondo compagno. Parti che si presentano, quindi, con maggiori difficoltà e che impegnano il personale in lunghe pratiche anche operatorie. Aumentano anche le  mamme che partoriscono senza legami stabili né con un compagno né tantomeno con un marito. Il 10% ha ricorso all’iseminazione artificiale, in alcuni casi fatta anche all’estero.
Il dato, quindi, su cui riflettere è l’alto numero di donne che sceglie di partorire all’ “Umberto I” e non nella provincia di Napoli. «Questo di Nocera è un ospedale all’avanguardia, che ha una rinomata Tin e molti buoni servizi -afferma una neo mamma di Torre Annunziata che ha scelto l’ospedale nocerino per dare alla luce il primo figlio-Molte mie amiche scelgono di venire qui perchè anche l’ambiente è più tranquillo».
Un po’ il passaparola sulla qualità del servizi resi, le notizie di salvataggi di bambini nati anche prematuri, e del buon esito anche di parti difficili richiama sempre più donne incinte all’ospedale nocerino. E ciò accade anche a causa dell’improvvida chiusura del “Mauro Scaralato” di Scafati e per i disservizi che i cittadini ritengono di ricevere dalle strutture sanitarie del napoletano.
Fatto è che l’ospedale nocerino non può reggere a questi ritmi di lavoro se non saranno incrementati il numero del personale addette al reparto e quello della Tin, la terapia intensiva neonatale, dove potrebbero esser curati più piccoli pazienti di quelli attualmente assistiti.
Va anche, però, ridisegnata e ricurata la sanità campana. Bisogna comprendere che l’area nord dell’Asl Salerno non serve più solo l’Agro nocerino come previsto in partenza con una popolazione di 300mila abitanti ma anche i cittadini della parte sud del napoletano arrivando ad un bacino di 800 mila persone.
La struttura sanitaria nocerina, quindi, dev’essere dimensionato non ai residenti della zona ma ad un’area più vasta.
A questo si aggiunge che vanno “rafforzati”, in termini di attrezzature e personale, le strutture sanitarie dell’area vesuviana per non costringere i cittadini a rivolgersi a quelle dell’Agro nocerino.




Mercato San Severino. Auto sul corteo funebre cade la bara e il defunto finisce sulla strada. Cinque feriti

MERCATO SAN SEVERINO. Auto piomba su corteo funebre e travolge vedova ed i portatori facendo cadere ed aprire la bara con il defunto. Ferite cinque persone, la moglie della vittima ed i quattro portatori della bara. Lotto impazzito per una vicenda che è diventata l’argomento del giorno nel centro della Valle dell’Irno. E’ successo ieri  mattina attorno alle 12,45,  nella frazione Curteri di Mercato San Severino dove si stava svolgendo il funerale di Tommaso Galiano, 65 anni ispettore in pensione della squadra Mobile alla sezione falchi della questura di Salerno , originario della frazione Acquarola. Numerose le persone presenti al rito anche perchè la vittima  era  il fratello dell’ex sindaco Domenico attuale presidente dell’associazione degli avvocati della Valle dell’Irno. Un giovane, L. S.32 anni residente nella frazione S.Angelo,  alla guida di un’auto per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del veicolo piombando letteralmente sul corteo funebre appena uscito dalla chiesa di S.Marco Evangelista di Curteri. L’autista forse in stato di ebbrezza ha travolto la moglie del defunto Antonia Ligato ed quattro portatori della bara della ditta di pompe funebri Maurizio. a bara è caduta per terra si è aperto ed il defunto è finito sulla strada.  Si sono vissuti momenti di panico e terrore, per fortuna la massiccia presenza di poliziotti tra cui il dottor Raffaele Pagano, questore di Campobasso e dell’ispettore capo Giovanni Mazzeo, nonchè di diversi agenti della squadra mobile di Salerno, colleghi della vittima, ha evitato il peggio. Molti dei presenti si sono diretti verso l’auto del giovane con l’intento di aggredirlo. Sono stati gli stessi agenti a fermare il 32enne di S.Angelo, figlio di un noto e apprezzato elettricista del paese,  che sarà sottoposto ad alcotest nei prossimi giorni. Nel frattempo sul posto sono arrivate le ambulanze dell’associazione La solidarietà che hanno trasportato i feriti al vicino ospedale di Curteri  e fortunatamente le loro condizioni non destano preoccupazione. Hanno riportato escoriazioni in varie parti del corpo.Già in serata la vedova del poliziotto e gli altri quattro feriti hanno fatto ritorno nelle loro abitazioni. La vicenda ha destato stupore e curiosità nel centro capofiula della Valle dell’Irno  e sono stati in tanti a segnare i numeri per giocarli al lotto, ossia il 47 il morto, 72 la meraviglia, 4 la bara, 55 il corteo funebre e 56 l’incidente.




Speciale sanità, ospedali di Scafati, Nocera, Cava, Mercato S.S, Battipaglia, Eboli, Agropoli, Vallo, Polla e Sapri

 

  1. CAVA DE’ TIRRENI. Uno spiraglio per salvare il Santa Maria dell’Olmo
    Anche il Governatore De Luca contrario al piano di riassetto deciso dal manger Viggiani dell’azienda universitaria del “Ruggi”
    Conferenza dei capigruppo permanente per seguire le sorti dell’ospedale cavese ed oggi consiglio comunale ad hoc. L’intervento della Cgil

    CAVA DE’ TIRRENI. «De Luca ha espresso un giudizio negativo sul piano di riassetto deciso dal manager Vincenzo Viggiani ed ha espresso la volontà di fare quanto possibile per la salvaguardia dei livelli di assistenza del Santa Maria Incoronata dell’Olmo». A rendere pubblico il pensiero del Governatore della Regione è stato il sindaco Vincenzo Servalli che con il presidente della Giunta regionale ha avuto un incontro per sottoscrivere il Piu Europa. Ai margini dell’incontro si è parlato anche delle sorti dell’ospedale di Cavai, che ha parte dell’azienda universitaria di Salerno e che proprio al Ruggi cederà i reparti di ginecologia e ortopedia. Uno svuotamento in terra metelliana che rientra in una riprogrammazione più ampia dell’azienda universitaria e che penalizzerà altri ospedali. Di mezzo c’è il non facile capitolo della riorganizzazione dei turni di lavoro con ll’entrata in vigoro della niova normativa sul lavoro. Contro la sostanziale chiusura dell’ospedale di Cava de’ Tirreni, lunedì scorso, c’era stata anche una manifestazione dei cittadini cavesi e il consiglio comunale di Vietri sul Mare aveva approvato un ordine del giorno per non far chiudere la strurra sanitaria metelliana.  Ieri pomeriggio, nel corso della Conferenza dei Capigruppo si è deciso all’unanimità l’insediamento in via permanente della conferenza per monitore l’evoluzione della situazionedel santa Maria incoronata dell’Olmo. Oggi, alle 16.30 si terrà un ulteriore riunione dei capigruppo ed a seguire alle 17.30 una seduta del Consiglio Comunale.
    Sul tema la Cgil  scrive:«Da quanto è dato apprendere da fonti ufficiose, sarebbero mantenute le attività di alcuni reparti, sospesi nella proposta di Viggiani. Alla Cgil  preme sottolineare che è necessario mantenere l’efficienza dei pronto soccorso, e la disponibilità dei radiologi h 24, quindi stabilmente anche in orario notturno. Questo è un aspetto nodale da risolvere, e non può passare per la reperibilità, ipotesi oggi manifestata. Occorre riflettere anche, in prospettiva, su una risposta alla possibilità di far nascere bambini nel territorio dell’Azienda Ospedaliera, e non solo al Ruggi, magari definendo con l’Asl l’apertura di Case del parto, come a Cava e a Mercato San Severino».

  2. «Si lavora per salavare gli ospedali  di Cava e Castiglione»
    Nessuna fuga in avanti, resta aperto il dialogo. Questo in sintesi la situazione sul riassetto della sanità campana dopo le recenti polemiche per la riorganizzazione (leggi chiusura e accorpamento di ospedali eo di reparti) in tutta la Campania. In particolare allo studio soluzioni per salvaguardare gli ospedali di Castiglione di ravello e di Cava de’ Tirreni.
    Dal consiglio regionale fanno sapere che «Continuano le audizioni dei dirigenti di Asl e Aziende ospedaliere presso la struttura dell’assessorato alla Sanità, per un monitoraggio delle aree di criticità a seguito dell’introduzione dell’orario unico di lavoro europeo. Questa mattina si è svolto nella sede del Centro Direzionale l’incontro con l’Asl Salerno e l’Azienda Ospedaliere Ruggi. La metodologia di lavoro prevede razionalizzazione dove è possibile, e implementazione del personale attraverso le forme previste dall’ultima legge di stabilità del governo Renzi. Nel mentre si stigmatizzano le deprecabili fughe in avanti e le iniziative estemporanee di alcune Aziende rispetto a decisioni che riguardano il territorio – e che per questo devono prevedere i necessari passaggi politico-istituzioni di condivisione – si è soddisfatti delle soluzioni trovate per la preservazione di attività come quella della struttura di Castiglione di Amalfi e dell’Ortopedia di Cava de’ Tirreni. Durante l’intero periodo delle festività continueranno gli incontri con tutte le Asl e le Aziende fiduciosi che ogni criticità verrà brillantemente superata».
  3. NOCERA INFERIORE. Chiudono gli altri e l’Umberto I collassa
    NOCERA INFERIORE. Chiusa Scafat, ridimensionato Cava, ospedalità insufficiente dell’area sud della provincia di napoli e il pronto soccorso dell’Umberto I a Nocera Inferiore collassa. In particolare in queste feste natalizie, il presidio di emergenza nocerino è stato preso d’assalto da un’utenza in cerca di prestazioni sanitarie alle quali ha dovuto far fronte nonostante la grave carenza di personale. In particolare mancavano medici e se fossero arrivate ulteriori emergenze la situazione sarebbe stata ancora peggio del previsto. Grazie all’aiuto dei colleghi dei reparti, si è evitata un’emergenza non controllabile, ma è anche vero che non si può andare avanti in questo modo. Medici e infermieri, quindi, hanno deciso di intraprendere la strada della denuncia sindacale per cercare di ottenere risposta dalla direzione ospedaliera di Nocera inferiore.  Gli utenti sono davevro provati da lunghe attese. per un codice verde, ad esempio, si può attendere anche più di un’ora per essere visitati.  Il pronto soccorso sembra una stazione ferroviaria nell’ora di punta, tanto che è affollato. In più, in un Dea di terzo livello non c’è sempre presente un neurologo, nonostante l’alto numero di ictus. Ormai le lamentele sono le solite ma le risposte non arrivano mai.
  4. MERCATO SAN SEVERINO. Allargare il protocollo  Asl-”Ruggi” anche all’emergenza e trasferire il 118 al “Fucito”
    MERCATO SAN SEVERINO. «L’applicazione della normativa europea avra dei riflessi negativi sui turni di guardia ai pronto soccorso che venivano completati con straordinario e con attivita libero professionale integrata. Invito i Sindaci della Valle Irno a chiedere al direttore dell’azienda ospedaliere Vincenzo Viggiani ed al commmissario dell’Asl Antonio Postiglione di allargare il protocollo di intesa Ruggi-Asl anche alla emergenza e promuovere il trasferimento del 118 presso l ospedale Fucito». Questa la proposta di Carmine Landi, consigliere comunalòe delegato alla sanità ed ai rapporti con l’università del Comune di Mercato San Severino.
    «In questo modo -afferma Landi- avremo un organico completo che fara anche formazione e quindi pronto per la rete dellinfarto e dell ictus cerebrale.I dati sul nostro territorio sono di circa 350 infarti nel 2015 e secondo gli indici di prevalenza nel 2016 saranno circa 400. Siccome gli acuti vengono dall intero territorio irnese e dai territori vicini se vogliamo tutelare queste persone dal rischio di morte abbandoniamo i campanilismi e chiediamo il trasferimento del 118 presso l ospedale .Tal cosa va fatta pure perche per la rete dell’infarto si dovraà ancora aspettare in quanto e’bene chiarire che essa diventa tale solo se le ambulanze possono trasmettere l’elettrcardiogramma alle unita coronariche per via telematica. Ebbene questo richiede il bandire una gara di appalto e di una societa vincitrice cose che i tecnici regionali vicini al governatore  devono avere ben chiaro se vogliono essere di supporto rigoroso».
  5. «Sulla programmazione sanitaria della provincia solo bugie elettorali da parte del Pd».
    Per il consigliere regionale Gambino di Fratelli d’Italia non si parla più del pronto soccorso di Scafati e di Agropoli e si accorpono reparti di diversi ospedali (Cava, Mercato San Severino, Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri, Vallo della Lucania, Battipaglia, Eboli

    Solo chiacchiere. Il consigliere regionale del Fdi-An, Alberico Gambino, in una nota, scrive che le riforme nel mondo del lacvoro e e il decreto balduzzi sui posti letto erano già noti prima delle elezioni regionali ma, nonostante ciò, il Governatore De Luca ed il Pd hanno alnciato una serie di proclami sulla sistema sanitario della provincia finalizzato a mantenere in vita tutti gli ospedali e a riattivare i Pronto Soccorso dei nosocomi di Agropoli e di Scafati. «A distanza di soli pochi mesi “i proclami della campagna elettorale del Pd” si sono trasformati prima in “ promesse elettorali” e poi definitivamente “ in bugie elettorali” scrive Gambino-. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che non si parla più dei Pronto Soccorso di Agropoli e Scafati e che addirittura, adducendo a scusa la legge 161/2014 e il Decreto Balduzzi, le uniche decisioni in attuazione riguardano “accorpamenti di reparti” e “soppressione di Presidi Ospedalieri” sulla scorta di un concetto ragionieristico della sanità che già tanti danni ha fatto con il Decreto 49/2010 adottato dall’allora Commissario ad Acta Bassolino. Il Piano Sanitario programmato dal Pd, ed in parte già attuato, è chiaro e mira alla soppressione di fatto, attraverso una prima fase denominata “ accorpamento di reparti”, degli Ospedali di Scafati, Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Castiglione di Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri e finanche Vallo della Lucania – per non parlare di Battipaglia ed Eboli – per accentrare tutto in pochi Presidi Ospedalieri che, evidentemente, per spazi e posti letto finiranno solo per ingolfarsi e peggiorare anche l’erogazione degli eccellenti servizi che oggi erogano…. In materia di potenziamento organico, infatti, omette di utilizzare gli specialisti ambulatoriali, la stabilizzazione dei precari, l’assunzione di medici e operatori sanitari almeno per le quote di turn over 2012/2015 già sbloccate, la mobilità extra regionale, il convenzionamento degli specializzandi ultimo anno e quello delle cooperative e delle associazioni infermieristiche.
    In materia di Presidi Ospedalieri e posti letto,  non considera la dislocazione di essi in territori disagiati, i tempi di percorrenza di una viabilità provinciale sempre più disastrata, gli incrementi notevoli della popolazione stanziale per gran parte dell’anno, la possibilità di Dipartimentazione dei settori sanitari, le esigenze reali e concrete – costituzionalmente garantite – di tutelare il diritto alla salute di tutti.
    Per queste ragioni il Gruppo Consiliare Regionale FDI ha chiesto, a termini regolamentari e statutari, la convocazione di un Consiglio Regionale Monotematico per discutere ed approvare Linee di indirizzo per il Piano Sanitario Regionale da sottoporre alle valutazioni del nuovo Commissario ad acta,  al fine di aiutarlo nella conoscenza dei territori su cui inciderà la sua azione, essendo proveniente dalla terra del premier Renzi, in modo che possa evitare di applicare solo ed esclusivamente concetti numerici e ragionieristici come già preannunciato in estemporanee e affettate interviste mediatiche».