SPECIALE “Il repulisti dell’Agro e della Valle dell’Irno”, 4 pagine, 18 articoli e 37 foto

 

LO SPECIALE IN QUATTRO CAPITOLI

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—- 33 arresti per “ripulire” l’Agro e la Valle dell’Irno

AGRO/IRNO I proventi delle estorsioni servivano per l’acquisto di sostanze stupefacenti e “mantenere” gli affiliati.
E’ stata un’alba di manette per 31 persone  (due sono latitanti) accusati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e numerosi “reati-fine” con l’aggravante del metodo mafioso.
Due anni di indagini per annientare, sul nascere, il clan che deteneva il controllo di armi e droga a nord della provincia di Salerno capeggiato da due soggetti già noti nei clan Fezza-D’Auria Petrosino di Pagani.
Ad eseguire gli arresti sono stati i carabinieri del Comando provinciale agli ordini del colonnello Antonino Neosi. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Grande sinergia si è avuta tra procura di Nocera Inferiore e quella di Salerno. Un lavoro di squadra che ha portato ad un ottimo risultato.
Duecento i militari supportati da unità cinofile provenienti da Sarno e dal settimo nucleo elicotteri di Pontecagnano che hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare (22 in carcere e 11 ai domiciliari) eseguite nei comuni di Mercato San Severino, Baronissi, Roccapiemonte, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani e Scafati oltre ad alcuni comuni dell’hinterland napoletano.
Nel corso del blitz di ieri mattina sono state anche eseguite 8 perquisizioni.
L’indagine ha preso il via nel settembre del 2014 ed è stata condotta dal nucleo investigativo del Comando Provinciale e della Compagnia di Mercato San Severino.  Gli arrestati sono accusati di numerose richieste estorsive ed atti intimidatori (incendi, pestaggi, esplosioni di colpi di arma e altro) posti in atto tra il 2014 e il 2016, ai danni di commercianti e imprenditori della zona. Accertato anche l’utilizzo di armi da fuoco, comuni e da guerra, tra cui anche Kalashnikov AK47, completo di due caricatori e del munizionamento, trovato e sequestrato il16 gennaio del 2015 in un fondo agricolo di  uno degli indagati. Infine, nel corso dell’indagine, è stato rintracciato ed arrestato un componente del sodalizio, colpito di un altro provvedimento restrittivo per reati associativi e sfuggito alla cattura ad ottobre 2014.
Era latitante anche grazie all’aiuto dello stesso sodalizio. Altre due persone sono state arrestate e decine di assuntori di droga sono stati segnalati alla Prefettura, con il sequestro di 50 grammi di coca e altri 50 grammi di hashish. Un’operazione che ha il merito di dare respiro alle persone perbene e stroncare una pericolosa organizzazione criminale che voleva riempire il vuoto della delinquenza organizzata soprattutto dll’agro nocerino sarnese. Pina Ferro

—Aggressioni violente, esplosioni di colpi di pistola contro chi non si piegava al loro volere
I soldi che gli imprenditori dovevano versare servivano a finanziare il mercato degli stupefacenti e gli affiliati
AGRO/IRNO. Voleva il controllo del territorio e per questo non lesinava di imporsi anche con violenza e metodi mafiosi il sodalizio criminale che è stato sgominato dai carabinieri del comando provinciale.
Nel dettaglio l’attività investigativa  svolta attraverso metodi tradizionali supportati da attività tecniche e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità degni indagati in rodine: a plurime richieste estorsive e atti intimidatori con finalità estorsive (mediante incendi, danneggiamenti, pestaggi ed esplosioni di colpi d’arma da fuoco) consumati tra il 2014 e il 2016 ai danni di commercianti e imprenditori della zona, rientrati in un unico disegno criminoso finalizzato ad acquisire ingenti somme di denaro da reinvestire nel traffico di stupefacenti e da utilizzare per il mantenimento delle famiglie degli affiliati; alla gestione delle piazze di spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti ( cocaina, hashish, approvvigionate a Pagani, Scafati e Napoli) nei comuni di Mercato San Severino, Roccapiemonte, Baronissi, Castel San Giorgio, Fisciano e Pagani, attraverso una fitta e organizzata rete di pusher; a quattro aggressioni violente, di cui con esplosione di colpi d’arma da fuoco, poste in essere nei confronti di pusher che operavano autonomamente nei comuni e non intendevano allinearsi alle regole del sistema, al fine di imporre il monopolio nella gestione dello spaccio.

— 22 le ordinanze in carcere e 11 ai domiciliari: 2 i latitanti
All’alba di ieri i militari del comando provinciale hanno fatto scattare le manette e tradotto in carcere: Pietro Desiderio 38 anni di Pagani ma residente a Mercato San Severino; Vincenzo Senatore di Roccapiemonte; Emanuele Filiberto Arena 31 anni di Nocera Superiore;
Pietro Attanasio 37 anni di Nocera Inferiore; Luigi Bove 34 anni di Roccapiemonte; Gianbattista Coppola 33 anni di Mercato San Severino; Antonio Desiderio 46 anni di Pagani; Sisto Ferrara 28 anni di Roccapiemonte; GerardoFerrentino 32 anni di Roccapiemonte; Michele Izzo 55 anni di Mercato San Severino; Nicola Liguori 25 anni di Pagani; Francesco Mandile 44 anni di Mercato San Severino; Luigi Rossi 43 anni di Marano di Napoli; Alessio Ruggiero 32 anni di Roccapiemonte; Rosario Scifo 41 anni di Mercato San Severino; Gerardo Sessa 25 anni  di Pagani; Salvatore Torino 30 anni di Roccapiemonte; Ettore Vicidomini 44 anni di Nocera Inferiore; Biagio Villani 25 anni di Roccapiemonte; Michele Villani 29 anni di Roccapiemonte.
Ai domiciliari: Carla Arpino  1979 di Brusciano; Angela Bonazzola  1992 Di Mercato San Severino; Gianluca Bonazzola  30 anni di Mercato San Severino; Alfonso Cicalese  38 anni di Pagani; Silvio Cuofano  1977 di Castel San Giorgio; Massimo Novaldi  45 anni di Roccapiemonte; Pietro  Pagano 53 anni di Roccapiemonte; Andrea Luigi Pisciotta  45 anni di Pagani;
Gennaro Sicignano  59 anni di Scafati; Giovanna Spista  35 anni di Striano; Vincenzo Vitale  54 anni di Baronissi.
p.f.


CAPITOLO SOSTANZE STUPEFACENTI
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— Spari contro i pusher non allineati al gruppo
La squadra di spacciatori era affidata a Michele e Biagio Villani: criptico il linguaggio utilizzato per piazzare la merce
I soldi delle estorsioni servivano anche per pagare le tutele, soprattutto legali, degli affiliati

AGRO/IRNO. I soldi degli imprenditori per la droga, le spese legali degli affiliati e la loro sussistenza. I proventi delle estorsioni, poste in atto dal gruppo guidato dal  Pietro Desiderio, servivano oltre che al sostentamento del gruppo e dei suoi affiliati e alla loro tutela prevalentemente di tipo legale, anche e soprattutto all’acquisto finalizzato poi allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività di spaccio era una vera e propria holding che consentiva anche apprezzabili guadagni pur nella difficoltà collegata alla gestione di piazze di spaccio in ambienti ad alta densità delinquenziale e quindi con un forte regime di concorrenza e alti rischi di invasione dei territori di rispettiva competenza.
L’intera attività di spaccio è stata ricostruita dalle numerose intercettazioni telefoniche e dalle dichiarazioni dei singoli assuntori di sostanze stupefacenti. Dal quadro investigativo è venuto fuori una struttura associativa guidata appunto da Pietro  Desiderio e localizzata, all’interno della sua abitazione, anche quando era detenuto agli arresti domiciliari, con piazze di spaccio nell’agro nocerino sarnese. Il regime dei domiciliari impediscono a Pietro Desiderio di occuparsi in prima persona della materiale attività di diffusione della sostanza stupefacente. L’indagato, infatti, lascia alla substruttura guidata da Michele e Biagio Villani il compito di reclutare assuntori o di presentarsi sul territorio ai singoli assuntori per favorire la vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti e per recuperare il danaro derivante da tale vendita. Questa sub struttura risponde direttamente a Desiderio  solo dei profitti della cumulativa attività di spaccio. La rete degli spacciatori è molto folta e ha rapporti con Michele Villani il quale è direttamente in contatto con Pietro Desiderio. I singoli spacciatori hanno un codice predefinito ed un linguaggio criptico:nel corso dei contatti telefonici con gli assuntori, ci si accorda solo solo il luogo e il tempo dell’incontro. La consegna della droga non sempre viene effettuata da colui che ha preso appuntamento telefonico, questo sia per precauzione che per dare il chiaro messaggio che ci si trova di fronte ad un’organizzazione ben strutturata. Pietro Desiderio veniva informato di tutto e guai a mettersi contro di lui. Egli, infatti,  era particolarmente noto proprio per l’esecuzione di condotte violente ai danni di soggetti che si erano contrapposti a lui. Desiderio controllava le piazze dello spaccio. Il gruppo con le armi (e sparando colpi di pistola) allontanava gli spacciatori non graditi, quindi non appartenenti al sodalizio criminale che deteneva il controllo della piazza. Pina Ferro

—Contigui al clan D’Auria Petrosino Fezza riuscivano a piazzare chili di droga
Pietro Desiderio legati da amicizia ai vecchi esponenti del clan
AGRO/IRNO. Il sodalizio criminale sgominato dai carabinieri all’alba di ieri aveva base operativa nei comuni della Valle dell’Irno ed era organizzato e capeggiato da due soggetti già contigui al clan camorristico Fezza-D’Auria Petrosino di Pagani. I due avevano esteso il proprio interesse sulla Valle dell’Irno.
Il clan Fezza-D’Auria Petrosino ha una forte presenza a Pagani, nonostante lo stato di detenzione dei vertici del sodalizio e la collaborazione con la giustizia di alcuni esponenti.
Diverse le attività che il clan paganese controlla. Attività che a più riprese sono state bloccate dagli investigatori.
Dalle intercettazioni viengono fuori anche le difficoltà, i momenti di fibrillazione, le valutazioni economiche dei sociali che ovviamente non lasciano margini al dubbio sulla effettiva esistenza di un mercato della droga gestito in forma associata.
Ovviamente il sodalizio criminale muoveva grossi quatitativi di droga che veniva mossa in piccola quatità di volta in volta al fine di evitare ingenti sequestri,
Dal contenuto della intercettazione  nella quale, nel corso di una delle tante discussioni aventi ad oggetto lo smercio di sostanze stupefacenti, il Villani dice chiaramente a Desiderio che con quello che è rimasto si possono fare quattro chili e mezzo di cocaina. Particolare questo che fa capire quanto stupefacente erano in grado di muovere.

— Era Pietro Desiderio al vertice dell’organizzazione: sue le strategie criminali
Presso il proprio domicilio di Mercato San Severino dove era ai domiciliari si accupava di “ricevere” chi doveva pagare e gli affiliati
MERCATO SAN SEVRINO – Al vertice dell’organizzazione c’era Pietro Desiderio , con funzioni di promotore capo ed organizzatore del sodali. Era lui ad occuparsi di ideare ed organizzare le condotte criminali, dirigere il gruppo nella  consumazione dei delitti , in particolare quelli estorsivi e inerenti il traffico illecito di sostanze stupefacenti. A Desiderio spettava anche il compito di eseguire materialmente alcuni avvicinamenti estorsivi e recuperi credito, attraverso atti di violenza, ai danni di operatori economici. Talvolta gli imprenditori che dovevano pagare venivano convocati personalmente da Desiderio. L’invito a cui non si poteva dire di no era poi seguito in qualche caso da pestaggio. Desiderio “riceveva” gli operatori commerciali  presso la propria abitazione di Sant’Angelo di Mercato San Severino dove eradetenuto agli arresti domiciliari (dal marzo del 2013 al 21 settembre 2015). La propria abitazione era anche il luogo d’incontro con gli affiliati al fine di elaborare le strategie criminali, era anche il posto dove custodire e tagliare la sostanza stupefacente oltre che le armi a disposizione del gruppo.
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CAPITOLO ESTORSIONI

Layout 1—-Estorsioni per finanziare la droga
Vittime aziende e commercianti della Valle dell’Irno e dell’Agro, costretti a pagare il pizzo da poche centinaia di euro a diverse migliaia
Con i proventi delle varie attività illecite sarebbero stati pagati gli acquisti di diversi stupefacenti: il clan aveva bisogno di molto denaro

AGRO/IRNO. Erano le estorsioni il pane quotidiano del gruppo che fa capo a Pietro Desiderio. Pizzo chiesto ai danni di imprenditori e commercianti di Mercato San Severino, Castel San Giorgio, Nocera Superiore e Roccapiemonte e altri comuni della Valle dell’Irno. Il tutto per finanziare l’acquisto di sostanze stupefacenti. Tangenti reclamate a mezzo di attentati incendiari e dinamitardi oltre che recuperi violenti di crediti rispetto ai quali si proponevano come esattori efficienti in grado di incutere timore alle vittime imponendogli il pagamento coatto delle somme, in parte desinate ad essi stessi come profitto della violenta intermediazione criminale, come recita l’accusa. Per estorsione sono indagati, oltre a Pietro Desiderio: Giuseppe Manuel Picarella, Rosario Scifo, Michele Villani, Gianbattista Coppola, Angela  e Gianluca Bonazzola, Luigi Romano, Vincenzo Senatore, Michele Izzo, Emanuele Filiberto Arena, Francesco Mandile, Luigi Coppola, massimo Novaldi, Pietro Pagano, Vincenzo Vitale, Sisto Ferrara, Carla Carla, Giovanna Spista. Nelle mire del gruppo con estorsioni tentate o consumante erano finiti il “Compro oro” “Lo Smeraldo” di Mercato San Severino, due imprese edili (la Pavisad di Castel San Giorgio e la A&N Costruzione di Siano), la ditta di trasporti Fratelli Orilia srl e un negozio di casalinghi sanseverinesi, la ditta di calcestruzzi Nocerina Calcestruzzi di Nocera Inferiore, la “Amg” allestimenti di Mercato San Severino, l’imprenditore Felice Gambardella della “Plastica Gambardella srl” , due imprenditori che avevano venduto merce a Pietro Pagano per 10mila euro, il titolare di un ristorante sanseverinese, del centro massaggi “La maison” di Nocera Superiore, la concessionaria “Autoclass di Castel San Giorgio. Si andava dal regalo ai carcerati alla rinuncia ai crediti, dal pizzo sulla prostituzione alla classica tangente alle aziende e ai commercianti. Minacce del tipo «se no vi spariamo in testa….vi uccidiamo..» o che erano capaci «di fare del male anche ai bambini».

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— Un’indagine che riserverà altre sorprese
AGRO/IRNO. L’inchiesta e tutt’altro che chiusa. Potrebbero aprirsi anche altri filoni e non solo nel settore degli stupefacenti e delle estorsioni. Da qui la speranza che molti collaborino con la giustizia.

—Recupero crediti, la ditta “Pietro Desiderio” vera specializzata

A loro si sarebbe rivolto il titolare del caseificio Liana per un credito verso gli Erra

AGRO/IRNO. Specializzati nel recupero crediti o nel non farli pagare. A seconda se il debitore o il creditore era un amico della gang. Due i casi più eclantanti. Il primo riguarda Vincenzo Vitale, titolare del del caseificio LI.ANA s.r.L di Baronissi. Vitale vantava un credito insoddisfatto per 15.000 euro nei confronti di  Ubaldo Erra  (titolare e estore del ristorante Villa Desiderio) figlio di Vincenzo. Vitale sarebbe andato da Pietro Desiderio con le cambiali sottoscritte dal debitore per ottenere il recupero dei soldi. Desiderio e  i suoi uomini si mossero minacciando e recuperando il debito.
Altra vicenda è quella di Pietro Pagano che avrebbechiestop l’intervento di Pietro Desiderio per non pagare due commercianti che avevano il leggitimo credito nei suoi confronti per la vendita di materiale elettrico. Le vittime furono costrette a restituire le cambiali in loro possesso sotto minaccia di essere sparati in testa.

—L’estorsione all’ex fidanzato per un prestito
MERCATO SAN SEVRINO AGRO. Il fidanzato le doveva 60mila euro, lasciatole non avrebbe avuto più intenzione di onorare il debito e a questo punto era scattato l’interventi di quelli della gang. E giù botte da orbi, minacce telefoniche, pedinamenti fin nel barese.
Pietro Desiderio, Giambattista Coppola, Giovanna Spista e Carla Arpino sono indagati per una vicenda molto particolare. Spista (avendo instaurato nel frattempo una relazione sentimentale con Coppola) avrebbe rotto il fidanzamento con un uomo del posto che però risiedeva in Puglia.
La donna avrebbe lamentato di vantare un presunto credito nei confronti dell’ex fidanzato per un prestito che diceva di avergli elargito.
Si sarebbe trattato, a dire della presunta creditrice, di un prestito personale di 60.000 euro.
I due uomini indagati (su istigazione delle due donne loro presunte complici)  con metodo camorristico e avvalendosi della propria aura criminale,  avrebbero picchiato, minacciato per due mesi con continue  telefonate di staccargli i genitali e avrebbero mandato loro emissari a cercarlo in Puglia.
Per la vittima mesi di inferno tra paure e tentativi di evitare di essere rintrscciato.
—Sfruttamento della prostituzione, il nuovo maxi affare della gang in un centro massaggi
La proprietà de “La maison dei massaggi” costretta a passare di mano. Le prostitutute allontanate per evitare la concorrenza
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AGRO/IRNO. E negli affari illeciti arriva dei clan era arrivato anche il lucrosissimo lo sfruttamento della prostituzione tra il sanseverinese e il nocerino.
Pietro Desiderio, Giambattista Coppola, Gianluca Bonazzola, Michele Villani e Rosario Scifo sono indagati per lo sfruttamento della prostituzione all’interno del centro massaggi denominato “La Maison dei Massaggi”, già gestito da Carla Arpino e Giovanna Spista nei locali di Nocera Superiore, in via Andrea Villani n. 8. Non solo quindi a questo centro era legato la volontà del clan di impossessarsi, passato attraverso la costrizione a cedere a loro il centro massaggi da parte dei due titolari (tra i quali la Arpino) e dove si sarebbero prostituite la stessa Arpino e la Spista.
Desiderio, Spista e Arpino sono indagate anche per violenza privata nei confronti di due prostitute allontanate da Mercato San Severino.
Le due prostitute furono minacciate e in alternativa fu detto loro o di andare via da Mercato San Severino o di mettersi sotto la loro prostituzione.

—Arrestato il re degli allestimenti fieristici in Campania, da vittima era diventato carnefice
Prima vittima di estorsione e di due attentati poi propose al clan di incrementare la sua attività in cambio del 10% e di altro
NOCERA INFERIORE/MERCATO SAN SEVERINO. E in carcere finisce anche il re degli allestimenti di fiere in Campania. Il 55enne nocerino Michele Izzo, titolare della Amg con sede a Mercato San Severino da vittima si sarebbe trasformato in presunto carnefice fino ad essere accusato di concorso esterno in associazione camoristica ed estorsione.
Izzo è un nome grosso nel panorama degli allestimenti fieristici in Italia meridionale. La sua società era tra le più attive in tutte le fiere campane. Molti gli eventi che organizza in diversi centri della Campania e non solo.
Un imprenditore di quelli che “fanno gola” alle organizzazioni criminali per la disponibilità di soldi e perché possono far lavorare gli affiliati in lavori senza particolare qualifica, come guardiani o parcheggiatori durante le fiere.
Dal maggio al giugno di due anni fa, Pietro Desiderio, Michele Villano ed Emanuele Filiberto Arena avrebbero tentato un’estorsione alla Amg, nella sua sede nella frazione Sant’Eustachio. Fu anche fatta esplodere (tra il 10 e l’11 settembre 2014) una bomba carta presso la ditta e (il sei dicembre successivo) incendiato un autocarro. Il tutto per ottenere da Izzo soldi, l’assunzione di Arena con contratto part-time per guardiania e la concessione della gestione del parcheggio presso l’area fieristica allestita dall’azienda a Mercato San Severino.
Cosa che avvenne, ben sapendo, Izzo, la caratura criminale delle persone che aveva di fronte.
Nei mesi successivi, il passaggio con la messa a disposizione del gruppo malavitoso, fino ad accompagnare gli estorsori dalle vittime o ospitare summit estorsivi.
L’imprenditore avrebbe proposto al gruppo malavitoso, in cambio del suo appoggio alla gang, di incrementare l’organizzazione di eventi da far organizzare alla sua A.M.G. Promozioni.
Come “compenso” il gruppo malavitoso avrebbe avuto una percentuale (pari al 10%) sugli introiti degli eventi organizzati dalla sua ditta e avrebbe assunto alcuni associati o comunque familiari di questi nella sua ditta.  E così assunse Gianluca Bonazzola e il padre Alvaro e il nipote di Pietro Desiderio, in occasione dell’organizzazione di fiere sul territorio, per lavori retribuiti di guardiania, gestione parcheggi e simili. Izzo avrebbe messo a disposizione  la sede della Amg Promozioni in via Caracciolo a Mercato Dan Severino via Caracciolo, per consentire e favorire logisticamente gli incontri a scopo estorsione che organizzava il clan. Pietro Desiderio, capoclan (agli arresti domiciliari ed autorizzato al lavoro in una ditta che aveva sede nei pressi dell’ufficio di Izzo, convocava le vittime di volta in volta, come accaduto per le tentate estorsioni in danno di imprenditori del calcestruzzo o edili. Sempre Izzo partecipava direttamente alla fase di consumazione delle estorsioni, garantendo la propria presenza agli incontri nel corso dei quali venivano formulate le richieste estorsive e in un caso personalmente formulando la richiesta per conto del gruppo e in particolare del capo clan.
E come se non bastasse si sarebbe messo a disposizione come garante in favore degli associati  Emanuele Filiberto Arena e Ettore Vicidomini per l’apertura di una società , fitto di immobili ed apertura di conti bancari, utili a schermare le proprie attività e traffici illeciti.
Su richiesta di Pietro Desiderio avrebbe stipulare un contratto di lavoro fittizio a favore della figlia della convivente di un amico del Desiderio e che forniva al gruppo malavitoso occasione di guadagno illecito.


IL PERSONAGGIO

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— Latitanza di un camorrista e un kalashnikov agli arresti domiciliari Silvio Cuofano

Ex presidente della Nocerina, fotografo sportivo e parlamentare, aveva riscattato la sua immagine dopo una vicenda legata agli stupefacenti

Era preoccupato per le impronte che avrebbe lasciato sull’Ak 47 e sarebbe andato fino a Bologna per aiutare il latitante Vincenzo Senatore

Silvio Cuofano

Silvio Cuofano

NOCERA SUPERIORE. Avrebbe favorito la latitanza di Vincenzo Senatore, “‘o Presidente”,  andando a soccorrerlo fino a Bologna ma, soprattutto, avrebbe saputo e probabilmente toccato custodendolo un fucile mitragliatore Ak47, il più noto kalashnikov. Queste le accuse per il 40enne Silvio Cuofano, notissimo fotografo parlamentare e soprattutto sportivo di Nocera Superiore e, per alcuni mesi amministratore unico della Ags Nocerina.
La detenzione del kalashnikov
I pm Giuseppe Cacciapuoti e Giancarlo Russo contestano al capoclan Pietro Desiderio, a Michele Villani, Gianbattista Coppola, Luigi Romano e a Silvio Cuofano il reato di detenzione e porto d’armi del fucile Ak 47, sequestrato il 16 gennaio 2015 a Mercato San Severino, con l’aggravante camorristica. Da una serie di intercettazioni telefoniche si evincerebbe il timore di Cuofano che la polizia, che aveva eseguito il sequestro del fucile, avesse trovato le sue impronte sull’arma. Poche ore dopo il sequestro furono perquisite quattro case di cui il fotografo avrebbe avuto la disponibilità. In verità, successivamente, alcuni degli altri indagati in questo capo di imputazione, avrebbero addirittura sospettato di essere stato lui il delatore alle forze di polizia per il ritrovamento del Ak47.
Il favoreggiamento de “‘o Presidente”
Cuofano è indagato assieme a Pietro Desiderio, Ettore Vicidomini, Gianluca Banazzola, Pietro Attanasio e Michele Villani di favoreggiamento aggravato dal metodo e dall’agevolazione camorristica. I sei avrebbero aiutato Vincenzo Senatore ad eludere le indagini e a sottrarsi alla cattura. In particolare, Cuofano si sarebbe reso disponibile a prestare denaro per il latitante (mille euro) ma, soprattutto ci sarebbe stato l’episodio del il 22 dicembre 2014.  Senatore, ex Nco, la Nuova camorra organizzata di Cutolo, e poi passato con la Nuova Famiglia, latitante in Repubblica Ceca.
In auto, Cuofano e un familiare di Senatore erano andati a Bologna perché la vettura del latitante era in avaria per dare una mano. Un mese dopo, in una telefonata tra Desiderio e Vicidomini, nel gennaio successivo, si sarebbe parlato della volontà di Cuofano di non aiutare più la latitanza di Senatore e di volersi dedicare solo alla sua attività professionale. Il fotografo sarebbe stato preoccupato per le indagini delle forze dell’ordine («troppe guardie addosso») e per essere stato controllato dalla polizia proprio mente saliva in Emila in auto. Cuofano agli inquirenti avrebbe dato anche una spiegazione analizzata dagli inquirenti e non creduta.

—Dalla Nocerina alla politica, le passioni del fotografo che si diceva figlio prediletto del senatore Esposito

Cuofano era stato nominato nelle scorse ore portavoce del gruppo Comunità Italia, composata da tre consiglieri comunali di maggioranza a Nocera Superiore

NOCERA SUPERIORE. Poche ore prima del suo arresto, era stato diffuso un comunicato stampa con la nomina di Silvio Cuofano a portavoce di “Comunità Italia”. «Ufficializzata la nomina di portavoce del gruppo Comunità Italia, appartenente alla maggioranza del consiglio comunale di Nocera Superiore, nelle persone dei tre componenti consiglieri comunali “i più votati”: l’Avv. Giuseppe Senatore, il Dott. Giovanni D’Acunzi e la Dott.ssa Antonietta Afeltra, al Fotografo professionista Silvio Cuofano. Cuofano vanta una carriera da fotografo alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, nelle squadre di calcio di serie A e B, collaborazioni fotografiche con il Copasir molto vicino al Sen. Giuseppe Esposito con il quale da tempo collabora. Ultimamente vicino ad esponenti politici di livello nazionale, la sua ultima prestigiosa collaborazione al Congresso del Pd a Roma, freelance presso le più importanti testate giornalistiche, impegnato da sempre nei servizi fotografici da cerimonia con lo studio a Nocera inferiore, ed infine Ex presidente della Nocerina Calcio. Silvio Cuofano, per questa nomina, afferma: “Sono onorato per la stima accordata e ringrazio di cuore il mio Gruppo”».
Il 40enne fotografo nocerino ha sempre avuto una passione per la politica, coltivata anche grazie alla conoscenza di numerosi parlamentari: su Facebook, Cuofano si definiva figlio prediletto del senatore Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir, l’organismo di vigilanza sui servizi segreti, per il quale avrebbe collaborato proprio Cuofano.
Del resto, oltre che sui campi di calcio, il fotografo nocerino, di fatto domiciliato a Castel San Giorgio, sulla sua bacheca Facebook pubblicava gli scatti con parlamentari di vari partiti o relativi alla partecipazione professionale a diverse riunione nazionali. Sul social network si definiva fotografo presso al Camera dei Deputati e presso il Senato.
Tra le tante foto anche quelle con il noto pregiudicato nocerino Mariniello Macario, sembra a questo legato da amicizia. Nessuno di costoro è indagato in questa indagine.
Suo amore indiscutibile era ed è la Nocerina della quale, nel novembre 2014, è stato amministratore unico (della società Asg Nocerina), dopo la bufera delle vicende giudiziaria-sportiva che l’aveva coinvolta e grazie al «regalo delle quote» fattogli dalla famiglia Citarella. Incarico tenuto per alcuni mesi.
Dal 2015 si era dedicato alla sua agenzia di comunicazione e allo studio fotografico di Nocera Inferiore.
Sembrava aver imboccato una strada personale vincente anche grazie al sostegno morale della fidanzata, figlia di un noto imprenditore conserviero di Nocera Superiore.
Ora questa pesante tegola giudiziaria che fa tornare alla mente una precedente vicenda giudiziaria legata agli stupefacenti.

La sua passione, fotografarsi con esponenti politici di vari partiti da condividere su facebook
ORA DIVENTANO IMBARAZZANTI QUEGLI SCATTI CON I PARLAMENTARI

 

foto miste silvio cuofano
— «Non abbiamo rapporti»
La famiglia del sindaco

Silvio Cuofano è notoriamente il cugino del sindaco di Nocera Inferiore, Giovanni Maria Cuofano, e portavoce di un gruppo consiliare che lo sostiene.
Va subito ribadito che non vi è nessun elemento che lega il sindaco o altri suoi familiari alle vicende giudiziarie del loro familiare.
In un take dell’agenzia Ansa s legge che la famiglia del sindaco, in merito a Silvio Cuofano, «si dissocia categoricamente da questa persona, in quanto siamo rigidi con chiunque non si comporta bene. La giustizia farà il suo corso, ma noi non vogliamo essere associati a lui con il quale non abbiamo rapporti».




Angri. Condannato il rapinatore di coppiette

ANGRI. Condannato a sei anni per rapina alle coppiette. Il giudice Alfonso Scermino del tribunale di Nocera Inferiore ha inflitto la pena al 35enne Maurizio Sessa per rapina, arrestato lo scorso luglio per un episodio del due febbraio di quest’anno. A svolgere le indagini i carabinieri della stazione di Angri che arrestarono il 35enne per rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e ricettazione.

Sessa fu arrestato per una rapina a mano armata ai danni di due fidanzati, avvenuta ad Angri nella notte del 2 febbraio scorso e per la ricettazione di un’autovettura, rapinata a una 24enne nella sera successiva sempre nel comune doriano.

In occasione del primo episodio, avvenuto in via Pentangelo, Sessa e un complice a bordo di una Fiat 500, avrebbero sottratto due smartphone, due giubbini e poche decine di euro in contanti a una coppia di fidanzati 21enni, minacciandoli con una pistola.

La sera successiva, in via Murelle, sempre ad Angri, due rapinatori avrebbero avvicinato una donna che stava parcheggiando la sua Fiat Punto, facendosi consegnare l’auto e fuggendo via. In quella circostanza, a seguito di immediate ricerche, condotte dai carabinieri della stazione di Angri, della tenenza di Pagani e del nucleo operativo e radiomobile, bloccarono la Fiat Punto rapinata poco prima. L’autovettura era condotta dal 35enne, il quale però non era stato riconosciuto dalla proprietaria del mezzo. Per il 35enne, già con precedenti specifici, era scattata comunque la denuncia con l’accusa di ricettazione e favoreggiamento personale.




Nocera. Procuratore capo, almeno in 5 per una poltrona.

NOCERA INFERIORE. Prorogata fino al 15 ottobre la data entro la quale presentare la domanda per la nomina a procuratore di Nocera Inferiore. Mancano ancora poche settimane e lascerà il suo posto Gianfranco Izzo. Tra coloro che avrebbero fatto domanda per essere nominati a capo della procura nocerino ci sarebbero due procuratori aggiunti Erminio Rinaldi e Antonio Centore della procura salernitana, il sostituto pm  di Salerno Maurizio Cardea (già sostituto a Nocera), e due sostituti nocerini, Amedeo Sessa e Roberto Lenza.Non facile la scelta del Csm. Nel gioco delle correntie delle valutazioni tutto e possibile anche che venga inviato qualche procuratore dal Lazio o dal napoletano. Al pensionamento del procuratore Domenico Romano, mentre tutti avrebbero scommesso su Alfredo Greco, alla fine la spuntò Izzo che era a capo della procura di Frosinone.L’ufficio inquirente nocerino è diventato ambito quasi quanto quello di Salerno che in più ha la Dda. Il carico di lavoro tra la procura di Nocera e quella salernitana è sostanzialmente uguale, a far la differenza è la mole di lavoro per ciascun magistrato. Dopo che al tribunale, e quindi anche agli uffici inquirenti, era stata estesa anche la competenza su Cava de’ Tirreni e sulla Valle dell’Irno, erano aumentati notevolmente i fascicoli per ciascun pm nocerino e diminuito per quelli salernitani, in alcuni casi con un rapporto di uno a tre a favore di quelli del capoluogo. A Nocera, la situazione è insostenibile vista l’alto tasso di criminalità dell’area e la complessità delle indagini ma soprattutto visto l’esiguo numero dei magistrati sia inquirenti che giudicanti. Con l’estensione della competenza su altri territori, sottratti agli uffici giudiziari salernitani, non c’è stata, come la logica avrebbe voluto, un aumento dei togati nocerini, semmai anche riducendo quelli di Salerno, ma a Nocera è arrivato un solo giudice in più e nessun pm.Due candidati “forti” potrebbero essere i due “aggiunti” salernitani, Rinaldi e Centore.
Ma c’è chi riflette sullla necessità, per il nuovo procuratore, di affrontare una situazione non facile e quindi meritevole di attenzione. Per questo potrebbe essere avvantaggiata la soluzione interna, scegliere, cioè, chi già sappia “dove mettere le mani”. L’interesse potrebbe essere quello di rendere subito operativo il “capo”, senza che debba prima conoscere il territorio nelle sue molteplici sfaccettature. A questo punto in pole potrebbero esserci Sessa e Lenza. Il più noto tra i due è certamente Roberto Lenza che da anni è attivo dalle indagini sugli stupefacenti a quella sulla pubblica amministrazione, dalle truffe all’Inps nel bracciantato agricolo a quello dei falsi lavoratori dell’Inps, dalla criminalità economica a quella spicciola.
Se ci fossero le quotazioni degli scommettitori, Lenza avrebbe la quota più alta.

Roberto Lenza

Roberto Lenza




Angri. Arrestato rapinatore

COMUNICATO STAMPA dei carabinieri

Angri (SA): arrestato dai Carabinieri un rapinatore.

Nelle prime ore della mattina odierna, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal GIP del Tribunale di Nocera Inferiore (SA), su richiesta della locale Procura della Repubblica – nei confronti di SESSA Maurizio 35enne, ritenuto responsabile di rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e ricettazione.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’indagine, avviata dalla Stazione di Angri nel febbraio scorso, che ha portato all’individuazione del 35enne, già noto alla Forze dell’Ordine.
L’attività investigativa, svolta attraverso metodi tradizionali e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità dell’indagato in ordine alla commissione di una rapina a mano armata ai danni di due fidanzati, avvenuta ad Angri nella notte del 2 febbraio scorso e alla ricettazione di un’autovettura, rapinata a una 24enne nella sera successiva nel medesimo comune.

In occasione del primo episodio, avvenuto in via Pentangelo, il SESSA, unitamente a un complice a bordo di una Fiat 500, aveva sottratto due smartphone, due giubbini e poche decine di euro in contanti a una coppia di fidanzati 21enni, minacciandoli con una pistola.

La sera successiva, in via Murelle, i due soggetti – a piedi – avevano avvicinato una donna che stava parcheggiando la sua Fiat Punto, facendosi consegnare il veicolo, a bordo del quale si erano allontanati. In quella ciorcostanza, a seguito di immediate ricerche, condotte dai Carabinieri della Stazione di Angri, della Tenenza di Pagani e del Nucleo Operativo e Radiomobile, nel corso di uno dei posti di controllo effettuati nell’area interessata dalle rapine e nei comuni limitrofi, i militari avevano bloccato la Fiat Punto rapinata ad Angri. L’autovettura era condotta dal 35enne, il quale però non era stato riconosciuto dalla proprietaria del mezzo. Per il 35enne, già con precedenti specifici, era scattata comunque la denuncia con l’accusa di ricettazione e favoreggiamento personale.

Ora dovrà rispondere anche di rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e ricettazione.
L’uomo è stato associato al carcere di Salerno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nocera Inferiore, 1 luglio 2015




Nocera I. Sviene in aula durante l’udienza di convalida del suo arresto.

NOCERA INFERIORE. La fidata domestica ruba in casa, arrestata dalla polizia, poi sviene in aula durante l’udienza di convalida. Momenti di tensioni, ieri mattina, in aula durante l’udienza di convalida dell’arresto di G.O., 59enne collaboratrice domestica sorpresa a rubare in casa. E’ dovuta intervenire un’ambulanza per rianimare la donna che, probabilmente, ha accusato il malore pe la vergogna della situazione in cui si trovava. La 59enne, appartenente a una famiglia perbene di Nocera Inferiore, è svenuta quasi nella braccia del suo avvocato, Cosimo Vastola, mentre si svolgeva l’udienza di convalida dell’arresto della donna. Il giudice monocratico Russo Guarro ha immediatamente fatto intervenire un’ambulanza per rianimare la domestica che stentava a riaversi dopo il malore, nonostante fosse stata stesa sui banchi dell’aula. Convalidato l’arresto, la colf è stata rimessa in libertà senza alcuna misura cautelare.

G.O. era stata arrestata venerdì scorso dagli agenti del commissariato di polizia di stato.

I poliziotti diretti dal vicequestore Giuseppina Sessa avevano ricevuto la denuncia di una commerciante residente nella zona di san mauro che aveva segnalato di aver subito vari piccoli furti in casa senza mai denunciarli prima.

Avuto l’ok dalla procura di Nocera Inferiore, gli agenti si sono apostati sotto l’abitazione della donna che aveva denunciato i furti e hanno installato delle telecamere, dopo aver lasciato la classica trappola, una banconota da 50 euro che era stata fotocopiata per registrare i numeri di serie e quindi contestarne successivamente il possesso al ladro, messa nelle tasche di un cappotto.

Mentre i poliziotti erano appostati, come tutti i giorni è arrivata la 59enne collaboratrice domestica della famiglia, G.O. di Nocera Inferiore. La donna godeva della massima fiducia dei datori di lavori che le avevano affidato casa subito dopo la scorsa estate. Entrata in casa, la 59enne è stata ripresa dalle telecamere installate nell’appartamento. In particolare, la donna è stata ripresa mentre apriva le ante dell’armadio della camera da letto della proprietaria e subito dopo aver cominciato a frugare all’interno.

Non si sa se casualmente o meno, la cameriera avrebbe apposto sopra la telecamera un panno, riuscendo, però, solo in parte a coprirne l’obiettivo.

Come era suo solito, intorno alle 13.15, la colf ha regolarmente lasciato l’abitazione ma sotto il palazzo ha trovato una sorpresa: ad attenderla al cancello del palazzo c’erano i poliziotti. Dal successivo controllo, la donna è stata trovata in possesso della banconota “trappola” presa dalle tasche di un cappotto collocato all’interno dell’armadio. La collaboratrice domestica, dopo le formalità di rito, è stata arrestata in flagranza di reato per furto aggravato. La procura della repubblica presso il tribunale di Nocera Inferiore ha disposto che restasse presso le camere di sicurezza del commissariato in attesa del giudizio per direttissima fissato ieri e poi conclusosi con la convalida dell’arresto e la liberazione.

In un altro contesto operativo, sempre venerdì sera, il personale della Squadra investigativa del Commissariato di Nocera Inferiore ha proceduto all’esecuzione e notifica dell’Ordine di esecuzione per l’espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, emesso dalla Corte di Appello di Salerno, nei confronti di un uomo di 39 anni, per 11 anni e sette giorni, per un reato di lesioni personali consumato in Germania.




Pagani. Politica: caos nel centrodestra. La sinistra ancora divisa

PAGANI. Caos centrodestra, mentre a sinistra sembra che stiano decidendo di far politica nel prossimo millennio. Tra liti all’interno delle stesse famiglie politiche, divisioni, posti in giunta da cambiare, partiti che si ricompongono il centrodestra paganese vive una fibrillazione, in attesa delle elezioni regionali. Partiamo da Fratelli d’Italia. Non è in maggioranza in città e a muoversi, in questi giorni, pare essere solo Alberico Gambino a suon di iniziative e scontri a destra e a manca. Non è certo più il sindaco super votato che si presentava, anche se condannato in secondo grado per l’uso improprio della carta di credito, imponendo la sua candidatura alle regionali, e facendo messe di voti. Da allora l’arresto nell’operazione anticamorra “Linea D’Ombra” (conclusasi con la sua condanna ma anche dall’assoluzione dai capi d’imputazione più importanti, ed ora in appello), la nuova inchiesta “Criniera sulla malavita paganese con un’altra richiesta di arresto pendente sul suo capo, il non essere in giunta a Pagani, lo sfaldamento del gruppo dei cirelliani in provincia di Salerno rischia di ridimensionare pesantemente il potenziale elettorale di Gambino. L’ex sindaco ha perso tutto quello che poteva perdere: elezioni alla provincia di un suo supportato, la possibilità del controllo del mercato ortofrutticolo finito nelle mani di Vincenzo Paolillo che vuole candidarsi al consiglio regionale, e del comune con la sconfitta al ballottaggio di Massimo D’Onofrio, anche quest’ultimo sotto il rischio di arresto per l’operazione Criniera. Nello stesso gruppo Fratelli d’Italia, ci sono due candidature forti, quello del sindaco Nunzio Carpentieri di Sant’Egidio del Monte Albino e di Salvatore Arena che potrebbe far man bassa di voti a Nocera Inferiore e che ha ottimi rapporti anche in Cilento.

Passando in maggioranza c’è il nodo Alfonso Marrazzo, attuale assessore comunale in quota “Grande Pagani”. Il patron della civica azionista dell’amministrazione del sindaco Salvatore Bottone, Paolillo ha bisogno di fare il pienone di voti a Pagani. Nei grossi comuni dell’Agro nocerino, infatti, la battaglia è aspra e non si sa quanto dell’appoggio vantato da Paolillo del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti riesca ad ottenere: l’obiettivo principale del primo cittadino scafatese è quello di far rieleggere la moglie Monica Paolino e potrebbe stringere più accordi nell’area nord della provincia. Per fare il pienone, Paolillo vuole tutti i fedelissimi al suo posto e pare che Marrazzo non sia più in questo elenco. Infatti, come è noto, nei giorni scorsi, tre consiglieri comunali di “Grande Pagani” hanno chiesto le dimissioni di Marrazzo e la sostituzione con un nome più vicino alla lista civica. Ma Marrazzo tiene duro e non si dimette. La richiesta è anche necessaria per stanare Bottone e verificare se appoggerà o meno Paolillo alle regionali.

Bottone deve destreggiarsi tra le richieste di sfiducia avanzata dai tre consiglieri Pietro Sessa, Luisa Paolillo e Goffredo Iaquinandi, e Marrazzo che non vuole dimettersi. Una scelta che non può più procrastinare all’infinito. Bottone, probabilmente, spera che Marrazzo attendi le dimissioni dell’assessore sfiduciato.

Forza Italia è alle prese con tentativi di ricompattamento e da Pagani potrebbe emergere una candidatura che certamente rischierebbe di rovinare la festa a agli “amici” di Grande Pagani.

Tra le varie anime della sinistra ancora non c’è una strategia comune e le ferite delle elezioni comunali dello scorso anno sono ancora vive. Intanto eletto all’unanimità il nuovo coordinatore della sezione paganese “Scannicchio e Spagna” di Sinistra Ecologia Libertà. Si tratta di Pierantonio Grimaldi, che prende il posto dell’uscente Giuseppe Mariconda eletto presidente del circolo. vicecoordinatore Marco Sbailò.




Un 2013 da record per la Bcc

FISCIANO. Un 2013 da record per la Bcc di Fisciano. Con una raccolta di 20 milioni di euro in più rispetto al 2012 con un utile di 3 milioni e con 90 mila euro donati per progetti sociali. Una banca “a misura” di clienti fondata sul principio della crescita territoriale e del sostegno alle attività locali che consentono uno sviluppo non solo commerciale e imprenditoriale, ma anche economico. Ma soprattutto una banca che accompagna i propri clienti nell’arco dell’intera vita: dalla nascita con iniziative a favore dei neonati fino all’età pensionabile, passando per tutti i livelli intermedi che riguardano la formazione dei giovani, il loro inserimento nel mondo del lavoro e la realizzazione dei propri progetti grazie ai contributi offerti dai prodotti messi a disposizione. Questo in sintesi il quadro completo del bilancio di fine anno tracciato dalla BCC (Banca di Credito Cooperativo) di Fisciano nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri  mattina in presenza del Presidente dott. Domenico Sessa e del responsabile dell’organismo di vigilanza nonché presidente del collegio sindacale dottor Massimo Bianchi. La Bcc, in controtendenza rispetto al periodo di crisi che sta colpendo tutti i settori del pubblico e del privato, chiuderà l’anno 2013 con un utile presunto di circa tre milioni di euro. Un risultato frutto di una raccolta diretta pari a circa 190 milioni di euro, 20 milioni in più rispetto all’anno precedente, che attesta l’ottimo rapporto di fiducia coi clienti del territorio della Valle dell’Irno e oltre confini. “Buona parte dell’utile conseguito – ha spiegato il presidente Sessa – verrà accantonato per eventuali riserve o sofferenze che potrebbero verificarsi in futuro. Inoltre, abbiamo anticipato, già a partire dal periodo estivo, la revisione legale del bilancio che deve essere eseguita da una società esterna, ottenendo tra l’altro ottimi riscontri in materia di sicurezza bancaria”. Il presidente Sessa ha anche illustrato i soddisfacenti risultati ottenuti mediante il fondo istituito dalla Bcc di Fisciano presso la Fondazione della Comunità Salernitana Onlus intitolato alla memoria di Gaetano Sessa. “Il fondo – ha detto Sessa – ha donato circa 90mila euro. Numeri di un piccolo miracolo grazie al quale sta nascendo una nuova comunità più coesa. Le donazioni sono rivolte alla realizzazione di vari progetti che vedono destinatari famiglie bisognose che hanno ricevuto sussidi, o istituti scolastici che hanno realizzato progetti di vario tipo”. E’ stata ricordata anche l’iniziativa a favore dei giovani studenti intitolata “Scommetti sul tuo futuro” per sostenere i giovani diplomati che rientrano nei nuclei familiari disagiati agevolandoli con due azioni specifiche: Continua a Studiare e Work in Progress. Continua a studiare – One plus Two, si rivolge ai giovani che vogliono continuare il percorso di studi e iscriversi all’Università degli Studi di Salerno per perseguire un corso di laurea. Grazie a questa iniziativa coloro che scelgono questo percorso potranno beneficiare del rimborso delle tasse universitarie sostenute per il primo anno accademico e, se in regola con gli esami, anche per i due successivi fino al conseguimento della laurea triennale. Work In progress, invece, è dedicato ai giovani diplomati che preferiscono orientarsi da subito verso il mondo del lavoro, dell’artigianato e delle professioni.Bianchi, oltre a «Nel 2014 – ha concluso Sessa – puntiamo sui giovani èer rilamciar eil territorio.  confermare i numeri di questa eccellenza territoriale, ha anche esposto i progetti per il 2014. “Per il prossimo anno – ha spiegato Bianchi – si punta a una crescita qualitativa, cercando di migliorare ciò che è già presente all’interno di questo istituto di credito puntando soprattutto sulla formazione del personale e sul rispetto delle normative vigenti in materia di controlli”. In conclusione è stato annunciato l’evento “Becoming Club”, tenutosi ieri sera al Namì di Fisciano, dove si sono incontrati i giovani soci della Bcc per un confronto di idee da sviluppare nell’immediato futuro al fine di favorire un naturale cambio generazionale all’interno dell’istituto di credito.

Carmine Pecoraro