Psi, Ottobrino e De Rosa sono i responsabili organizzazione ed enti locali

di Erika Noschese

Completato l’organigramma del partito socialista italiano, in provincia di Salerno. Nel pomeriggio di ieri, il segretario provinciale Silvano Del Duca, Questo pomeriggio il Segretario Provinciale ha nominato il consigliere comunale di Salerno e componente del Consiglio Nazionale del Psi, Paolo Ottobrino, quala Responsabile Organizzazione del partito. All’avvocato cavese, Gianpio De Rosa, già consigliere provinciale per due mandati e Consigliere Comunale, assessore e vice Sindaco di Cava de’ Tirreni, la nomiaa a Responsabile degli enti locali. «Completiamo oggi (ieri per chi legge ndr) un lungo percorso di riorganizzazione del partito su tutto il territorio provinciale», afferma il Segretario, Silvano Del Duca. «Con la nomina di Ottobrino e De Rosa in ruoli chiave per il partito ci prepariamo ad affrontare al meglio le prossime competizioni elettorali, a partire dalle elezioni regionali – ha poi aggiunto il segretario provinciale – Negli ultimi anni abbiamo registrato innumerevoli adesioni e l’elezione di una sostanziosa pattuglia di amministratori composta da Sindaci e Consiglieri Comunali, che oggi rappresentano il vero motore del partito salernitano in termini di proposta ed elaborazione politica». «Le nomine di Ottobrino e De Rosa – conclude Del Duca- si inseriscono proprio in una grande opera di coordinamento fra tutte le forze del partito che si rende indispensabile per meglio incidere su tutto il territorio provinciale». Il Psi dunque continua con la riorganizzazione, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.




Mare sporco a Salerno, la denuncia dei giovani della Cisl provinciale. L’allarme di Luigi Bisogno: “Si parla di depuratori e acqua pulita solo altrove, Salerno resta indietro sul comparto turismo”

“Una città turistica non può non contare sul proprio mare. E’ doloroso vedere la città svuotarsi perché non si può tuffare davanti a quell’elemento che, quotidianamente, caratterizza la nostra quotidianità”. Lo ha dicharato Luigi Bisogno, presidente della Cisl Giovani Salerno, in merito al problema del mare sporco nella città capoluogo. “Volendo fare un paragone, possiamo dire che ogni giorno festivo si registra una fuga di cervelli a Salerno. Chi può permetterselo va fuori porta almeno per mezza giornata, mentre il resto si accontenta di quello che ha. Ma ormai sono dieci anni che ci diciamo sempre le stesse cose e invece il mare continua a essere sporco. Siamo felici che in provincia si discuta di depuratori e di acqua pulita. Ma quando Salerno potrà avere un vero turismo, fatto di spiagge attrezzate oltre che di un mare pulito? Come Cisl Giovani ci auguriamo presto”. A fare da eco a Bisogno c’è Gerardo Ceres, segretario generale della Cisl Salerno. “Dispiace dover registrare, per l’ennesima estate, l’incapacità di programmazione da parte delle istituzioni. Salerno è una città di mare ma, paradosso surreale, non può utilizzare questa risorsa. Se si vuole puntare sul turismo bisogna farlo a 360 gradi, altrimenti d’estate si rischia di diventare il solito “hub” di passaggio prima di raggiungere Costiera amalfitana e Cilento. Sarebbe bello parlare di estate oltre gli eventi organizzati in questi mesi nei luoghi più suggestivi di questa città”, ha detto Ceres. “Forse un concerto in meno e un mare più pulito farebbero la felicità di tutti, in primis dei ragazzi che non devono allontanarsi più di tanto da casa per potersi concedere un tuffo in totale serenità”.




«Sconfitte così si commentano da sole» Nicola Landolfi parla del crollo del Pd

Erika Noschese

«Le sconfitte, quando sono così nette si commentano da sole». A dichiararlo è Nicola Landolfi, ex segretario provinciale del partito democratico, commentando la sonora sconfitta dei dem, sia a livello nazionale che locale. «I numeri sono molto più espliciti di qualsiasi commento. Bisogna prendere atto e ricominciare daccapo con il partito democratico all’opposizione, augurandoci che ci siano forze in campo, dal punto di vista nazionale, in grado di costituire un governo anche se mi sembra che la cosa, in questo momento, non sia per niente scontata e anche quelli che hanno preso più voti del partito democratico abbiano difficoltà a proporre una maggioranza parlamentare». Il segretario nazionale Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni. Cosa pensa di questa scelta? «Di fronte ad una sconfitta così netta credo sia un atto dovuto e gli va dato atto di averlo fatto con responsabilità. Probabilmente, visto che la situazione politica è estremamente confusa, forse una discussione interna – e non un dibattito alla Moretti, per intenderci – ma rapida ed essenziale è necessaria in questo momento per portarci a confermare questa linea dell’opposizione non sarebbe stata una mossa sbagliata. Cioè, Renzi si dimette ma poi dice: apriamo una fase congressuale dopo la formazione del governo. I tempi di inversione di marcia del partito sono un po’ troppo vaghi e un po’ troppo lontani. A me spaventa l’idea di dover affrontare quest’anno, o all’inizio dell’anno prossimo, un nuovo congresso attraverso il metodo delle primarie. Io accelererei e proverei ad affrontare la questione perchè perdere nettamente da un lato ci penalizza ma dall’altro ci potrebbe liberare e consentire di rifondare anche l’idea del partito democratico perchè abbiamo bisogno di un nuovo congresso ma non credo più al metodo delle primarie. Io proverei a fare un congresso di quelli che si fanno nei grandi partiti democratici ma che hanno la cultura democratica che abbiamo noi per inseguire il modello americano. Noi tra primarie, elezioni e amministrative e chiamiamo la nostra gente a votare 4 volte l’anno. Farei una discussione più classica: un congresso che non parta dal segretario nazionale ma dalla base, dalla linea politica perchè è così che i partiti democratici devono tornare a organizzarsi, secondo me. Ed è uno dei motivi per cui, soprattutto in alcune zone del Paese, ci siamo allontanati dall’opininone pubblica che, alle elezioni politiche, fa scattare riflessi che non sono condizionati dal territorio ma dalle tendenze nazionali. Si deve ritornare a parlare di politica nazionale nella base. E per questo, affretterei la riforma politica del partito».




«Bisogna includere tutte le varianti». Ancora 36 ore prima di decidere i nomi

Erika Noschese

Ancora 36 ore prima di scoprire i nomi dei candidati della Lega che a Salerno, tenteranno di conquistarsi un posto in Parlamento. A confermarlo, il coordinatore regionale Gianluca Cantalamessa, secondo cui «la partita dell’uninominale non può prescindere, l’impianto deve includere tutte le variabili». Dunque, ancora in gioco e il coordinamento regionale sta vagliando tutte le singole candidature giunte fin ora. Alla Lega, dunque, andranno 6 posti: 4 al proporzionale, due uomini e due donne, 2 al listino proporzionale al Senato e nessun posto all’uninomale. Sembra essere questa la ragione che spingerebbe Cantalamessa a non pronunciarsi circa i nomi che andranno ad affrontare gli avversari politici per le politiche del 4 marzo prossimo. Per il segretario provinciale, Mariano Falcone, il passo indietro è ormai certo, senza alcun ripensamento ha deciso di lasciare campo libero agli altri. Una candidatura, quella di Falcone, data per certa fin dall’inizio e che ha sorpreso non pochi con l’annuncio di un passo indietro a favore di chi, magari, può giocarsi davvero un posto in Parlamento. Intanto, secondo il coordinatore regionale della Lega- Salvini premier, con la coalizione di Fratelli d’Italia e Forza Italia, il partito dell’ex caroccio sarebbe intorno al 38% delle preferenze, secondo statistiche non ufficiali. Dunque, ricapitolando, 3 uomini e 3 donne del salernitano daranno inizio alla campagna elettorale da qui a lunedì, nonostante il partito sia in pieno movimento già da di- verso tempo. Tra i candidati che si sono resi disponibili, i nomi ufficiali, giungeranno direttamente da Roma, dopo un’attenta valutazione da parte dell’aspirante premier Matteo Salvini, ancora a lavoro per concludere i giochi entro lunedì, seguendo la linea della meritocrazia come ha più volte spiegato il segretario provinciale Mariano Falcone, chiedendo uno sforzo maggiore ai suoi uomini per contribuire alla crescita del partito anche a livello locale, con le tante iniziative messe in campo fino ad ora.




Caos all’interno di Scelta Civica: si dimettono i segretari provinciali della Campania. Presto un nuovo movimento

Erika Noschese

È caos all’interno di Scelta Civica che perde pezzi in vista delle elezioni politiche. I segretari provinciali Giovanni d’Avenia di Salerno, Antonio De Pandis di Caserta, Rino Buonopane di Avellino e Simone Mario Iannella di Benevento hanno infatti deciso di lasciare il partito fondato, a livello nazionale, da Mario Monti nel 2013. La scelta è riconducibile alla decisione nazionale del partito di allearsi con il centro-destra, «che facilita un percorso di convenienza», come ha dichiarato il segretario provinciale di Salerno, Giovanni D’Avenia. Il gruppo di dimissionari già da tempo aveva richiesto un confronto politico nel metodo e nel merito, chiedendo un’assemblea o un congresso proprio per discutere delle scelte nazionali. «Nel momento in cui dichiari un partito europeista, questo va a cozzare con questo tipo di alleanza politica», ha poi aggiunto D’Avenia che, insieme a molti membri di SC, aveva lanciato un progetto nell’ambito del centro che non è stato possibile costruire. «E’ stata una decisione affrettata nel metodo e nel merito, sia dal punto di vista programmatico sia come prospettiva politica», ha aggiunto il segretario provinciale di Salerno. Le scelte politiche del movimento di Monti hanno avuto ripercussioni anche a livello nazionale con la decisione di altri attivisti di lasciare il gruppo del Lazio, della Basilicata e della Calabria. Medesima scelta anche per i deputati Valentina Vezzali, Angelo D’Agostino che, unitamente agli altri, potrebbero dar vita al nuovo movimento Cittadini per l’Europa ma si tratta, almeno per il momento, di una prosposta in fase embrionale.