Lavori in corso, impossibile raggiungere il plesso scolastico di Ogliara

Di Erika Noschese

Accessi bloccati e transennati che rendono impossibile l’accesso all’istituto scolastico. A denunciarlo Sofia Palumbo, dirigente scolastico dell’IC Salerno V Ogliara che segnala la situazione incresciosa venutasi a creare nei plessi scuola infanzia, primaria e secondaria di I grado di Ogliara in seguito ai lavori in corso in via De Vecchi per rifacimento rete fognaria e contemporaneamente in via Postiglione per lavori di contenimento del terreno. Nello specifico è dall’inizio delle attività scolastiche, nelle giornate di martedì e di ieri che risulta impossibile raggiungere i plessi in quanto le vie di accesso sono bloccate e transennate. “I pulmini del servizio scuolabus, che trasportano anche alunni disabili, non hanno potuto raggiungere i plessi, interrompendo di fatto un servizio pubblico. I docenti, insieme ad alcuni
genitori ed al personale Ata sono andati a prendere, oltre le transenne, i bambini in lacrime, che erano rimasti bloccati da quasi un’ora sul mezzo di trasporto – ha spiegato la dirigente scolastica – Un’alunna con una disabilità motoria non ha potuto raggiungere il suo plesso. Sua madre e una maestra sono andate a prenderla e l’hanno portata a piedi, per un tratto di strada che l’alunna ha fatto con molta fatica e difficoltà”. Inoltre, alcune maestre, non potendo raggiungere la scuola e non potendo parcheggiare l’auto hanno fatto ritardo. All’orario di ingresso si è creata una situazione di agitazione e caos. Sia le maestre che gli Ata in questione, si sono fatti carico di una responsabilità che esula dai propri compiti e mansioni, assumendosi di fatto una responsabilità non dovuta, solo per spirito di abnegazione e mero interesse al funzionamento del servizio scolastico. Alcuni genitori hanno inveito contro la scuola, nello specifico contro il Dirigente, che nulla poteva in questa situazione. Alla difficoltà di raggiungere i plessi si aggiunge il disagio di lavorare con i bambini in una situazione non adatta, dovuta dalle continue interferenze: rumori di scavo e tutto quello che un cantiere aperto implica. Quanto sta accadendo è inaccettabile, soprattutto alla luce del fatto che la scuola sia rimasta chiusa per molti mesi e si poteva evitare di far cominciare i lavori in concomitanza con l’inizio delle lezioni. L’emergenza sanitaria in corso ha già portato abbastanza cambiamenti e disagi per i nostri alunni, non era necessario aggiungerne altri”, ha aggiunto la dirigente scolastica che chiede, con urgenza, la presenza di una pattuglia di servizio di vigilanza all’ingresso della scuola fino alla fine dei lavori, nei momenti di ingresso e di uscita degli alunni. Da qui anche la richiesta di in intervento immediato da parte dell’amministrazione comunale per garantire il diritto all’istruzione degli alunni dei plessi di Ogliara.




Al Santa Caterina/Amendola di Salerno torneranno tutti in classe

di Monica De Santis

Ha le idee ben chiare Annarita Carrafiello, dirigente scolastico dell’istituto d’istruzione superiore statale Santa Caterina/Amendola di Salerno, su come riportare in classe tutti i suoi 705 alunni. Sulla scia dell’esperienza acquisita in questi messi la dirigente, in accordo con il collegio docenti e con il consiglio d’istituto ha già stilato un piano di lavoro per il ritorno a scuola…. “Veniamo da un anno scolastico anomalo, inaspettato e sicuramente non facile. Ci siamo trovati ad affrontare la grande novità della didattica a distanza e mi permetta di dire che grazie alla grande professionalità dei docenti e di tutto il personale, la nostra scuola è riuscita a stare vicino ad ogni studente”.

Prima di parlare del futuro mi racconta come ha gestito questi tre mesi di chiusura scuola?

“Grazie al nostro animatore digitale siamo riusciti in maniera rapida ad iscriverci ad una piattaforma e ad utilizzarla per tutte le attività. Abbiamo creato le classi alunni, l’area docenti, quella dei genitori. In breve tempo su questa piattaforma siamo riusciti a trasferire tutta la scuola. Abbiamo distribuito circa 100 computer portatili a quegli studenti che non lo possedevano. A livello organizzativo la macchina ha funzionato bene”.

Tutti gli alunni hanno seguito sempre le lezioni?

“Guardi, all’inizio si. Si collegavano tutti, poi si è sparsa la voce che la Ministra Azzolina avesse detto che sarebbero stati tutti promossi ed abbiamo notato che qualcuno si è defilato. Però devo dire che anche in questo caso sono stati bravissimi i docenti, che subito hanno individuato i ‘latitanti’ e con telefonate, messaggi sul telefonino, gli hanno fatto capire che non era vero. Che non si veniva promossi per forza e quindi li hanno riportati tutti nelle classi virtuali”.

E i ragazzi delle quinti, come sono andati all’esame?

“Sono stati splendidi. Hanno seguito fino all’ultimo giorno le lezioni ed hanno sostenuto delle prove più che dignitose ottenendo anche i complimenti del presidente di commissione e degli stessi docenti”

Guardando al futuro, crede di riuscire a riportare tutti i ragazzi in classe a settembre?

“Sicuramente. Il nostro è un istituto molto grande, con aule grandi, 17 laboratori, due palestre, un aula magna, ed altri spazi. Quindi non ci saranno problemi da noi torneranno tutti a scuola. Inoltre noi abbiamo anche un’altra fortuna, quella di avere ben sette ingressi. Quindi proprio come abbiamo fatto per gli esami di stato che ogni classe ed ogni commissione entrava da un ingresso specifico, così faremo anche da settembre utilizzeremo tutti gli ingressi per far entrare le varie classi così da non creare nessun tipo di assembramento”

Adotterà altre misure per far si che i ragazzi rispettino il distanziamento imposto?

“Si. Proprio stamattina ho acquistato i banchi monoposto, utilizzando i fondi che ci sono stati assegnati. Ma non solo per garantire ancora maggior spazio in classe, ho deciso di eliminare le cattedre ed ho acquistato delle sedie polifunzionali, dotate di un cassetto posto sotto la seduta per metterci la borsa e di uno scrittoio ribaltabile grande abbastanza da potervi appoggiare il computer”.

Ma la piattaforma alla quale vi siete iscritti resterà attiva?

“Resterà attiva perché abbiamo anche pensato a dotare ogni classe con un computer con videocamera così da riprendere la lezione e da consentire a quegli alunni che si dovessero assentare per motivi personali di potersi collegare da casa tramite la piattaforma e di non perdere le lezioni. Inoltre la piattaforma resterà attiva anche per i collegi docenti, i consigli d’istituto e di classe e gli incontri scuola famiglia. Questa decisione è stata presa anche per venire incontro a quei docenti che viaggiano e che tante volte sono rimasti a scuola fino a sera tardi per questi incontri. Stesso discorso per i genitori dei ragazzi che vengono da fuori Salerno che con il sistema della piattaforma potranno partecipare agli incontri senza dover affrontare un viaggio o chiedere permessi di lavoro”.

Ma in classe i ragazzi dovranno indossare la mascherina?

“Stando a quello che ci è stato detto i ragazzi dovranno indossare la mascherina quando andranno in bagno e quando si alzeranno dal loro banco per andare verso il docente o verso i propri compagni. Quando stanno seduti nel loro banco non dovranno indossarla”.

Ci saranno modifiche nell’orario scolastico?

“Il sabato non si verrà a scuola come sempre. Noi siamo un istituto professionale e molto spesso proprio nelle giornate di sabato e domenica i nostri ragazzi sono impegnati con le attività che rientrano nell’ex alternanza scuola lavoro. Poi le ore saranno di 45 minuti. L’ingresso sarà alle ore 8.15 per tutti. Per due giorni a settimana usciranno alle 13.30 e per gli altri tre alle 12.45. Questa decisione è stata presa da me e dal collegio docenti dopo che abbiamo analizzato anche gli orari degli autobus. Mi spiego la maggior parte dei nostri studenti viene da fuori Salerno, vengono da Acerno, Albanella, Buccino. Quindi abbiamo verificato gli orari di partenza dalle loro abitazioni e quelle di ritorno ed abbiamo notato che con le fasce orarie così come le abbiamo pensate diamo a tutti i ragazzi la possibilità di avere una o più alternative sia per l’arrivo a scuola che per il rientro a casa senza creare affollamenti alle fermate dei pullman”.

E i docenti?

“I docenti dovranno fare come da contratto 18 ore settimanali. Quindi riducendo le ore di lezione in classe, ogni docente mi dovrà garantire 24 unità orarie a settimana per coprire le 18 ore. Questo vorrà dire che io avrò sempre tutti i docenti a scuola ogni giorno ad eccezione di un’unica giornata per docente in cui o entrano un’ora dopo o escono un’ora prima. Avere tutti i docenti a scuola mi darà la possibilità, in caso di necessità anche di sdoppiare qualche classe e fare lezione differenziate”.

Ha personale Ata a sufficienza per garantire la sanificazione giornaliera della scuola?

“Ho 14 collaboratori. Avrei bisogno di rinforzi ma diciamo che con questo piano orario che abbiamo fatto ci bastano. Ogni collaboratore deve lavorare 7 ore e 12 minuti al giorno. Quindi facendo uscire i ragazzi nelle due fasce orarie che le ho detto, hanno due ore di tempo per la sanificazione della scuola. Per far sì che ognuno di loro sappia quello che deve fare ho diviso gli spazi, ho assegnato ad ognuno di loro una porzione di scuola, quindi una volta che alunni e docenti avranno lasciato l’istituto loro sapranno già quello che devono fare ed avranno tutto il tempo per farlo bene”.

E per le classi serali?

“Ho solamente due classi serali. Anche per loro ho previsto la riduzione delle ore a 45 minuti. Queste due classi saranno posizionate al piano terra dell’istituto, così da garantire che nessuno possa accedere alle altre stanze, bagni e corridoi, sanificati in precedenza”.

Riprenderete anche le uscite didattiche?

“Quelle sul territorio si. Abbiamo previsto nel monte orario 747 ore di didattica in classe, 33 ore da dedicare alle uscite scolastiche sul territorio all’aperto. Altre 20 ore le abbiamo previste per le visite guidate che faremo sempre sul territorio e sempre accertandoci che chi organizza rispetti tutte le norme di sicurezza. Abbiamo poi previsto 10 ore per eventuali partecipazioni a spettacoli teatrali o cinema, sempre però con la garanzia che ci deve essere data dagli organizzatori”.

E viaggi d’istruzione?

“Ho un finanziamento per un viaggio d’istruzione in Grecia che rientra nel progetto Scuola Viva. A causa di questa pandemia la scadenza è stata prorogata a dicembre 2021. Quindi ho pensato che se a giugno la situazione è tornata alla normalità e le famiglie sono favorevoli potrei organizzare questa gita, altrimenti aspetteremo fino a dicembre 2021. Tutte le altre uscite che facevano fuori dal territorio cittadino e che rientravano nell’ex alternanza scuola lavoro saranno invece ancora sospese, aspetteremo tempi migliori”.

Quindi da settembre la sua scuola ripartirà regolarmente?

“Da settembre, per la data di inizio aspettiamo indicazioni dalla Regione, al Santa Caterina/Amendola tornerà a suonare la campanella”




Il preside del Galilei/Di Palo: “Non abbiamo aule a sufficienza, turnazione obbligatoria”

Monica De Santis

“Nove studenti hanno ottenuto il 100 e due studenti la lode. Un risultato eccezionale per un istituto tecnico. Da quando sono io dirigente scolastico è la prima volta che registriamo un così alto numero di studenti che superano l’esame di maturità a pieni voti” Commenta così Emiliano Barbuto, dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore Galilei Di Palo, la conclusione degli esami di maturità… “Anche sotto il profilo organizzativo, siamo riusciti a garantire la massima sicurezza. Abbiamo messo in atto tutte le procedure che ci erano state richieste e forse anche qualcosina in più. Abbiamo infatti fatto un piccolo corso di formazione per docenti e personale Ata, sui comportamenti da tenere durante questi esami, abbiamo attrezzato una stanza di contenimento qualora vi fosse stata una persona con sintomi, insomma siamo stati scrupolosi per il bene dei nostri studenti, dei docenti e di tutto il personale scolastico”.

Ma come ha affrontato questi tre mesi di chiusura?

“Sono stati tre mesi molto particolari, che sicuramente tutti ricorderemo, ma non solo per l’aspetto negativo. E’ stato anche un forte momento di crescita per il settore scuola. Abbiamo raccolto tutti una grande sfida e credo che alla fine ne abbiamo guadagnato tutti. Noi come scuola siamo partiti tutti immediatamente con le lezioni. Inizialmente il 60% dei docenti, utilizzando whatsapp, skype, etc… ha da subito coinvolto i nostri alunni. Poi dopo una settimana ci siamo uniformati con un’unica piattaforma e quindi tutti i docenti si sono collegati ed hanno tenuto regolarmente le loro lezioni”.

Tutte video lezioni o anche lezioni in modalità asincrona?

“Abbiamo fatto entrambe le cose. In realtà noi abbiamo creato quattro modelli di lezioni da svolgere con la didattica a distanza. E devo dire che hanno funzionato tutti. Tant’è vero che abbiamo anche realizzato una pubblicazione dal titolo ‘La didattica a distanza. Metodologie e tecnologie per la DaD e l’e-learning. Con espansione online’. Si tratta di un volume che vuole essere da supporto per l’intera comunità scolastica nell’attuare la didattica a distanza e nell’effettuare procedure ad essa connesse. Nella prima parte di questo volume si analizza il ruolo del Dirigente Scolastico nell’implementazione della DaD, nella seconda parte si sintetizzano le principali metodologie didattiche da applicare, nella terza si passa in rassegna i principali software e strumenti per la didattica a distanza sincrona e asincrona e nell’ultima parte, si raccolgono esempi pratici di attività di didattica a distanza per ambiti disciplinari”

Il suo istituto ha ospitato, fino allo scorso febbraio, anche alcune classi dell’Alfano I. Sarà così anche il prossimo anno?

“Quando sono diventato dirigente scolastico di questa scuola, l’Alfano I occupava un intero piano di questo istituto. Poi con l’andare degli anni, visto l’aumento dei ragazzi che si iscrivevano nella nostra scuola abbiamo dovuto riprenderci qualche classe. Per il prossimo anno possiamo dare all’Alfano I solo 5 aule non di più”.

Questo vuol dire che voi avete gli spazi per riaccogliere gli studenti a settembre?

“No, non abbiamo gli spazi. Attualmente abbiamo 39 classi per 900 alunni. Ma le nostre sono aule molto piccole e con le nuove normative non potrebbero contenere i 25/26 alunni che abbiamo in ogni classe. Diciamo che a me mancano due/ tre aule”

Due/tre aule per far tornare tutti?

“No, mi mancano due/tre aule per garantire la turnazione di tutte le classi. Il rientro a scuola per tutti gli alunni è impossibile”.

Non riusciranno a rientrare in classe neanche i ragazzini delle nuove prime?

“Purtroppo no. Veda se io faccio venire a scuola tutti i ragazzini delle nuove prime dovrei distribuirli in più classi rispetto a quelle che il Miur ci ha assegnato. E se anche facessi così il problema vero sarebbero i docenti. Non ho docenti a sufficienza per tutte le nuove classi che dovrei formare con queste nuove regole. Certamente faremo in modo che i ragazzini delle nuove prime stiano più tempo possibile a scuola, ma di sicuro non tutti insieme, per mancanza di spazio”.

Quindi turnazione per tutti?

“Per forza. Ogni classe si dividerà metà in presenza e metà in collegamento e poi si alterneranno. Come dicevo il problema è molto più complesso. Se vogliono che tutti i ragazzi debbano tornare a scuola mi devono costruire un altro istituto vicino a quello che abbiamo adesso e darci il doppio dei docenti e del personale Ata. Solo così settembre tutti potrebbero tornare in classe”.

Non ha pensato di utilizzare le aule adibite a laboratorio per ospitare le classi?

“Non possiamo farlo. Noi siamo un istituto tecnico. I ragazzi devono imparare con la pratica, se eliminiamo i laboratori mi dice che senso avrebbe più la nostra scuola? E poi resterebbe sempre la questione dei docenti che mancano”.

Ha partecipato all’incontro di lunedì con i referenti della Provincia?

“Sì. Ci hanno detto che ci sono i soldi per sistemare le scuole. Ci hanno chiesto di preparare un progetto sugli interventi che si devono fare nei singoli istituti. Adesso preparerò quello per il mio istituto e poi vedremo”.

Ma lei crede che tutti questi lavori che ci sono da fare in tutte le scuole della provincia di Salerno potranno essere completati per settembre?

“Diciamo che per quanto concerne i nuovi arredi, come banchi monoposto, sedie, etc ci dovrebbero riuscire, per il resto la vedo dura”.

Anche lei ha ricevuto fondi dal Ministero da spendere entro il 30 settembre?

“Si. Ed ho deciso di utilizzarli per il potenziamento della didattica a distanza. Acquisteremo nuovi computer, cercheremo di dare maggiore connessione ai nostri ragazzi. Visto che la Dad sarà utilizzata anche per il prossimo anno ho deciso di investirli così”.




Profagri a settembre rientrano in classe gli alunni di Salerno e Capaccio

di Monica De Santis

Alessandro Turchi dirigente scolastico del Profagri, l’Istituto professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale è a lavoro, proprio come tutti i suoi colleghi, impegnati a trovare una soluzione per far tornare in classe il prossimo settembre i propri alunni…. “Lavoreremo senza sosta fino alla metà di luglio 2021. Quest’anno le ferie saranno un miraggio per tutti noi”. Esordisce con una battuta che poi purtroppo rispecchia la realtà del fatti. Si, perché quest’anno per i dirigenti scolastici sarà molto difficile lasciare il loro posto di lavoro. Rientrati da pochi giorni nelle loro sedi, perché impegnati altrove come presidenti di commissione degli esami di maturità, ora dovranno affrontare la prova più dura: riuscire a riportare a scuola i loro alunni…. “Cosa per nulla facile” prosegue Turchi.

Ma prima di guardare a settembre mi dice come sono andati gli esami di Stato?

“Bene. Io ero presidente di commissione in un Liceo di Cava de’ Tirreni. Ovviamente tenevo sotto controllo anche la situazione nella mia scuola e devo dire che il risultato finale da entrambe le parti è stato molto buono. Sia i docenti che noi presidenti di commissione siamo stati molto comprensivi, abbiamo cercato di mettere a proprio agio tutti i ragazzi. Infondo per loro non è stato facile. Sono stati allontanati da scuola così all’improvviso. Si sono ritrovati ad affrontare una situazione ed una metodologia di studio completamente nuova, non solo per loro anche per gli stessi docenti”.

Ha riscontrato qualche difficoltà organizzativa?

“Solo nella sede di Angri. Purtroppo questo plesso è situato nel cuore del centro storico della cittadina dell’agro. Ha aule molto piccole e non avevamo nessuna possibilità di rispettare le norme che ci erano state imposte così abbiamo deciso di trasferire docenti ed alunni di Angri nella sede di Salerno per sostenere l’esame”.

Come ha gestito questi 3 mesi di chiusura?

“Come tutti. Ovviamente i primi giorni sono stati quelli più confusionari, nel senso che ci davano delle disposizioni, poi venivano cambiate, e poi cambiate ancora. Poi siamo partiti con la didattica a distanza attraverso una piattaforma dedicata che già usavamo per alcune discipline”.

Nessuna difficoltà per i docenti ad utilizzare la didattica a distanza?

“Noi siamo un istituto con ben sette sedi distaccate e dislocate su tutto il territorio salernitano. Siamo abituati ad interloquire a distanza. Spesso abbiamo fatto riunioni o collegi dei docenti in videoconferenza utilizzando proprio la piattaforma usata in questi tre mesi con gli studenti. Sotto questo aspetto non abbiamo avuto nessun problema”.

Quanti alunni conta il suo istituto?

“Abbiamo 1000 alunni suddivisi nei sette plessi che si trovano a Salerno, Capaccio, Battipaglia, Angri, Castel San Giorgio, Fisciano e Sarno”

Veniamo a settembre come sarà il ritorno a scuola per i suoi studenti?

“Stiamo cercando di organizzarci. Ogni plesso ha le sue caratteriste e le sue esigenze. Non è facile da gestire. Dobbiamo rimodulare il tutto in base ad ogni singolo plesso”.

Ma si tornerà in classe?

“Ad oggi posso dire che gli alunni dei plessi di Salerno e Capaccio torneranno tutti in classe sicuramente. In questi due istituti gli spazi ci sono, le aule sono grandi e quindi possiamo garantire la massima sicurezza per tutti”

E negli altri plessi?

“Stiamo ancora valutando. Diciamo che ci sono buone possibilità di ritorno in classe per tutti anche in altri due plessi. Ma è presto per dirlo. Dobbiamo fare ancora altre verifiche, suddividere gli spazi. E’un lavoro complesso che richiede tempo e che deve essere fatto con molta precisione se si vogliono rispettare tutte le regole che ci sono state imposte”.

Chi invece sa già che non potrà tornare in classe?

“Purtroppo gli alunni del plesso di Angri. Come le dicevo è un istituto che si trova nel centro storico cittadino, ha aule piccole e nessun altro spazio da poter utilizzare. Ecco nel caso di Angri stiamo valutando che tipo di turnazione effettuare. Le ipotesi sono due. O per ogni classe metà alunni saranno in presenza e l’altra metà in collegamento, oppure faremo che un gruppo di classi saranno in presenza per un paio di mesi e le altre useranno la didattica a distanza per poi scambiarsi”.

Questo vale solo per Angri o anche per gli altri 4 plessi?

“Per Angri sicuramente, degli altri 4 plessi che mancano, come le dicevo spero per due di riportare tutti in classe, per gli altri due utilizzeremo lo stesso sistema che adotteremo per Angri”.

Ci saranno classi che avranno la priorità sulle altre?

“Sicuramente le nuove prime rientreranno tutte in classe. Poi le quinte. La nostra è una scuola del fare, non possiamo pensare di andare avanti solo con la didattica a distanza. I nostri ragazzi hanno la necessità di vedere, di mettere in pratica quello che studiano. Soprattutto quelli che dovranno frequentare l’ultimo anno dovranno avere la possibilità di imparare in modo pratico quello che si insegna nel nostro istituto. Non possiamo chiedere a questi ragazzi di passare un altro anno davanti ad un computer”.

Anche nel suo istituto mancano docenti e personale Ata?

“Si. Anche noi avremmo bisogno di più docenti e di più personale Ata, ma tanto non cambierà nulla. Quest’anno mi sono state tagliate altre tre classi prime. Capisce bene che gli alunni che si sono iscritti li dovrò ovviamente distribuire nelle classi che avrò a disposizione. E poi mi parlano di classi pollaio? Ma è normale che le classi diventano dei pollai. Se anche con un’emergenza come questa pensano a tagliare classi invece che aumentare come possono pensare che le classi non saranno più dei pollai”.

Ha partecipato all’incontro di lunedì con il referente della Provincia?

“No. Un incontro inutile, dal mio punto di vista. Di chiacchiere ne sono state fatte fin troppo, ora servirebbe un po’ più di concretezza. Sinceramente che senso aveva partecipare ad un incontro con un ente che nei giorni scorsi ha avuto il coraggio di inviarci un questionario nel quale voleva sapere da noi dirigenti come erano i nostri istituti, che metratura avevano le classi, quanti bagni erano disponibili. Tutte domande inutili, perché loro sono i proprietari di questi edifici, hanno le piantine e sanno benissimo come sono fatte le scuole salernitane”.

Non ha risposto neanche al loro questionario?

“Ho risposto a modo mio. Dicendogli tutto quello che non andava nel loro questionario. Non è la prima volta che si fanno incontri del genere e non è la prima volta che riceviamo dalla provincia dei questionari che ci chiedono cosa serve con promesse che poi ci verrà dato ciò che richiediamo. Ma alla fine non cambia mai nulla. Nella sede di Salerno mi è rimasto un unico soffitto intatto, gli altri sono tutti spicconati. Ho scritto più volte alla provincia chiedendo di sistemare i soffitti. La risposta è sempre la stessa, non abbiamo i fondi”.

Adesso hanno detto che i fondi ci sono?

“Staremo a vedere. Io nel frattempo con i soldi della scuola e non della provincia ho acquistato 450 banchi monoposto e sempre con i soldi della scuola ho sistemato il laboratorio di Battipaglia dove i ragazzi preparano i succhi di frutta”.

Cosa ne pensa del piano scuola presentato dalla Ministra Azzolina?

“Non faccio parte di quella categoria che vuole criticare la Ministra a tutti i costi. Credo che chiunque si fosse trovato al suo posto non sarebbe riuscito a fare di meglio. Quella che si è presentata è stata una situazione eccezionale, che nessuno poteva prevedere. Fuori da ogni immaginazione. Lei ha cercato di gestire la situazione alla meno peggio. Sicuramente è un ministro inadeguato ma non sono sue tutte le colpe. La scuola se è in queste condizioni è perchè chi l’ha preceduta ha pensato solo a fare tagli. Sono decenni che non si investe nella scuola. Adesso, a causa del Covid-19, ci hanno dato un po’ di liquidità che dobbiamo spendere entro la fine di settembre. Sono soldi che spenderemo sicuramente. Io comprerò altri banchi, computer, sedie. Ma questi soldi non risolvono il problema scuola. Non basta dare un contributo per pensare di risolvere tutto. Serve un piano economico per le scuole che duri nel tempo”.




Installato il pre-triage mentre a Palazzo di Città il sindaco Servalli era in conferenza con i presidi

Anche all’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, su indicazione della regione Campania, è stato attivato in maniera preliminare un pre-triage per le persone che provengono dalle zone a rischio e che presentano sintomi come febbre, tosse e malattie respiratorie acute, che vengono così indirizzate ad un percorso dedicato. Al montaggio della tensostruttura, i volontari delle associazioni di Pubblica Assistenza Mani Amiche, P.a. Millenium Amalfi onlus e P.a. Corbara. Mentre il pre-triage veniva installato, il sindaco Vincenzo Servalli, con il vice sindaco, Armando Lamberti ed il Dirigente Responsabile Igiene Urbana e Ambientale e Epidemiologia e Profilassi delle malattie infettive d.s 63, Giovanni Baldi, l’assessore Nunzio Senatore, la presidente della commissione Sanità, Paola Landi, hanno tenuto un incontro con i dirigenti scolastici di tutti gli Istituti cavesi di ogni ordine e grado. informati sulle misure adottare che prevedono la disinfezione, dopo quella effettuata alle scuole di competenza comunale, anche di quelle di competenza provinciale che sarà eccezionalmente effettuata dall’amministrazione comunale. È vietata la circolazioni solo delle persone che dovessero provengono Comuni interessati alle misure urgenti di contenimento e gestione del contagio che sono: nella Regione Lombardia: Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini e nella Regione Veneto: Vo’. Non sono previste restrizioni di coloro che provengono da altre zone.




Falsi diplomi per “scalare” le graduatorie Ata: 19 persone nei guai

di Pina Ferro

Falsi diplomi per l’inserimento nelle graduatorie Ata: indagini anche nelle scuole di Agropoli, Castellabate e Nocera Inferiore. Al momento sono 19 le persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica e materiale in atto pubblico oltre che per per falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale e per l’inosservanza delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa. A coordinare le indagini il sostituto procuratore Leonardo De Gaudio della Procura di Pistoia. Le scuole paritarie, oggetto di indagini anche da parte di altre Procure della Repubblica, sono l’istituto “La Fenice”, già Centro Studi Forcella, di Nocera Inferiore, “Schola Albiniani” di Santa Maria Capua a Vetere (Caserta), Ippsar “Primo Levi” di Agropoli, il Centro Scolastico “Luca Pacioli srl” di Nola, l’istituto professionale “Passarelli” di San Marco di Castellabate. Le indagini, partite alla fine del 2018 da parte del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Pistoia, con il coordinamento del magistrato Leonardo De Gaudio, hanno permesso di far luce su gravi irregolarità nelle graduatorie di 3° fascia del personale Ata di vari scuole valide per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020 e bandite con il decreto ministeriale numero 640 del Miur. In particolare, l’attività d’indagine si è concentrata iniz i a l m e n t e sull’individuazione di alcuni istituti scolastici paritari campani, accertando che quest’ultimi avevano rilasciato illegittimamente diplomi di qualifica professionali con il massimo punteggio, consentendo effettivamente agli utilizzatori di scavalcare diverse posizioni in graduatoria.Le indagini pistoiesi hanno individuato in ambito provinciale i soggetti che avevano fatto uso di titoli ritenuti a rischio e assunti, con contratti a tempo determinato, da vari dirigenti scolastici della provincia di Pistoia. Nella circostanza sono stati individuati anche alcuni soggetti che avevano dichiarato inesistenti esperienze di servizio prestate in altre scuole, ma che stranamente a loro nome non risultavano versamenti Inps. Dopo aver individuato i soggetti, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di Pistoia e l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, i carabinieri hanno ricostruito la carriera scolastica di ciascuno degli indagati, riscontrando così la mancata convalida dei titoli dichiarati. Episodio degno di rilievo, hanno spiegato gli investigatori, risulta essere quello di una collaboratrice scolastica, già assunta a tempo indeterminato da un istituto pistoiese, la quale però non contenta ha partecipato ad una nuova graduatoria per il passaggio alle mansioni superiori di assistente amministrativo. Con il punteggio ottenuto dai titoli dichiarati ha ottenuto l’assunzione con la nuova qualifica professionale. Tuttavia, grazie ai controlli condotti è stata individuata l’alterazione del punteggio del proprio attestato di diploma di ben 18 punti incrementali, nonché l’insussistenza del corso informatico dichiarato. Per ogni indagato è stata già disposta, da parte dei dirigenti scolastici di competenza, l’immediata risoluzione del contratto stipulato e il depennamento dalle graduatorie.




Futuri stilisti crescono. Professoressa Rago: «Made in Italy è la base dell’innovazione»

di Giovanna Naddeo

I giovani sono attratti da ago e filo?

A quanto pare sì, anzi, oggi ancora di più grazie all’avvento dei social network.

Ad affermarlo, la professoressa Giuliana Rago, docente di progettazione presso l’indirizzo moda dell’istituto scolastico “Trani-Moscati” di via Iannicelli, a Salerno.

Come si approcciano gli studenti allo studio di queste discipline di settore?

«Rispetto agli anni scorsi, registriamo un maggior inte- resse da parte dei ragazzi alle discipline di settore. Tutto ciò, grazie all’avvento dei social network, in particolar modo alle fotografie di brand e griffe pubblicate da personaggi della moda e del business. Oggi c’è una visione più ampia e globale della moda. Tuttavia, a volte ci si butta, trascurando la concentrazione e l’attenzione che le competenze tecniche che la tradizione del “made in Italy” richiede. Va bene la passione, ma deve essere supportata da impegno e studio».

A tal proposito, come si struttura il vostro piano di studi?

«Si parte dal primo biennio con l’acquisizione delle conoscenze e competenze di base, con l’obiettivo di sviluppare manualità e progettazione. Iniziamo dal ve- stire la parte inferiore del corpo, per poi passare a spalle, mantelle e, infine, accessori. La nostra scuola, in- fatti, ha una curvatura importante che guarda, in particolare, all’oreficeria».

Tra le collezione disegnate e realizzate negli scorsi anni, c’è la collezione sposa. Come nasce l’idea?

«Qualche anno fa decidemmo di iniziare i nostri studenti all’alta sartorialità. Un’idea innovativa per una scuola ma che continua a darci continue soddisfa- zioni. Durante ogni anno scolastico ampliamo la nostra collezione con nuovi tessuti e texture. Attualmente stiamo esplorando in- stallazioni tecnologiche, come luminarie e capsule profumate, nonchè materiali riciclabili. I nostri futuri sti- listi, al termine del quin- quennio di studio, devono possedere un bagaglio di co- noscenze e competenze im- portante, senza trascurare l’innovazione».

Prossimi appuntamenti?

«Il 23 novembre parteciperemo alla finale Italian Fashion Talent Awards di Salerno. Due nostri abiti hanno conquistato la giuria, accedendo così alla fase finale della competizione. Incrociamo le dita!».




Presso la scuola di Matierno urge un intervento di messa in sicurezza per ripristinare parapetti e ringhiere crollate – FOTO

di Erika Noschese

La scuola di Matierno non è sicura, a causa dei parapetti delle ringhiere crollate. E’ quanto denuncia il portavoce cittadino del quartiere Camillo Melchiorre che ha scritto al sindaco Napoli e all’assessore alla Pubblica Istruzione Eva Avossa per chiedere all’amministrazione comunale un intervento di messa in sicurezza con effetto immediato per scongiurare qualsiasi problema relativo alla sicurezza pubblica con il ripristino della ringhiera. Già nei mesi scorsi, infatti, i genitori degli alunni della scuola materna di Matierno avevano denunciato le condizioni in cui versa l’istituto scolastico, con il concreto rischio – per i piccoli alunni – di cadere. A distanza di mesi nulla è cambiato e con l’inizio del nuovo anno scolastico la situazione sembra essere sempre più critica. Da qui la richiesta del portavoce cittadino che ha chiesto un intervento immediato all’amministrazione comunale. “Ogni volta che c’è da fare qualcosa per le zone collinari sembra che ci siano dei mal di pancia per l’amministrazione chiedo rispetto per i cittadini che giustamente pagano le tasse è in questo caso i cittadini di Matierno che si vedono sempre trascurati – ha dichiarato Melchiorre – Ci vorrebbe un po’ più di attenzione credo che non ci dovrebbe essere differenza tra un cittadino del centro è chi vive nelle zone più alte della città. Purtroppo la storia è sempre quella dobbiamo lottare per dei servizi di natura ordinaria e non è la prima volta che vengono a fare un sopralluogo poi come sempre dobbiamo andare a chi l’ha visto».

 




Bastavano tremila euro per conseguire la maturità

di Pina Ferro

Trecento perquisizioni e trenta denuncie all’ autorità giudiziaria, E’ il parziale bilancio dell’attività investigativam ancora in corso e che ha portato alla luce l’esistenza di un diplomificio, Tremila euro, questa era la somma da versare per poter essere titolare di un titolo di studio senza aver mai sostenuto l’esame di maturità. A scoperchiare il sistema illegale sono stati i carabinieri della compagnia di Agropoli, agli ordini del capitano Fabiola Garello, coordinati dalla Procura di Vallo della Lucania. I militari, ieri e l’altro ieri, hanno effettuato ben 340 perquisizioni che hanno interessato le province di Salerno, Caserta, Napoli, Avellino, Benevento, Udine, Biella, Vicenza, Verona, Torino, Brescia, Asti, Lecco, Mantova, Novara, Varese, Milano, Monza, Como, Imola, Bologna, Bergamo, Genova, La Spezia, Parma, Reggio Emilia, Modena, Lucca, Perugia, Cuneo, Chieti, Firenze, Prato, Roma, Viterbo, Potenza, Cosenza, Reggio Calabria, Trapani Cagliari, Roma, Latina e Rieti. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri di Agropoli presso l’istituto professionale Passarelli e presso la Fondazione Internazionale Passarelli di Castellabate sarebbero stati centinaia gli studenti che hanno conseguito gli attestati di maturità. Le attività tecniche hanno permesso di ricostruire una struttura piramidale, i cui componenti provvedevano a far ottenere, in maniera completamente illecita, al costo di circa 3.000 euro, i diplomi attraverso la consegna di pergamene e attestati contraffatti, falsificando altresì i verbali di esami immaginariamente sostenuti dalle persone a cui venivano rilasciati: spicca in particolare una sessione straordinaria di esami, cui prendevano parte circa 300 candidati, tutti risultati idonei e diplomati. Si ipotizza che il giro d’affari dell’intera organizzazione si aggiri intorno al milione di euro. Le indagini volte a chiarire le singole condotte sono ancora in corso. Ad essere stati deferiti all’autorità giudiziaria sono stati soprattutto i procacciatori di soggetti intenzionati a conseguire il diploma inmaniera illecita. Le indagini sono ancora in corso al fine di accertare l’identità di colui dall’interno dell’istituto scolastico era addetto ala manomissionedei verbali d’esame, a far apparire i testi delle prove scritte, mai sostenute dai candidati interessati.




Montecorvino, Iannone (Fdi): “Scuola fatiscente, i Ministri intervengano”