Penalisti: forse sarà revocato lo sciopero, si tratta a oltranza

di Giovanni Scoti

Potrebbe essere revocato lo sciopero indetto dalla Camera penale salernitana dal 17 al 21 febbraio prossimo. Il dietro front potrebbe essere determinato dal poco tempo che l’Unione Camere Penali nazionali ha a disposizione per informare tutte le camere penali italiani per coinvolgerle sulla problematica nazionale che ha indotto l’assemblea della Camera Penale salernitana, presieduta da Luigi Gargiulo ad indire la settimana di astensione. Al momento, la revoca dell’astensione è solo un’ipotesi, La decisione ufficiale arriverà al termine dell’assemblea che il presidente Gargiulo ha convocato per il prossimo 10 febbraio. Nel corso dell’assemblea che la scorsa settimana aveva portato alla proclamazione dell’astensione da parte dei penalisti salernitani, era stata registrata una convergenza importante tra Camera penale e Consiglio dell’Ordine in merito alle iniziative da intraprendere. Oltre ai 5 giorni di astensione fu anche decisa la convocazione degli Stati generali dell’avvocatura salernitana e non solo. Una convocazione aperta alla società civile, ai politici, ai cancellieri e, a tutti gli utenti del servizio giustizia. Una situazione dunque fortemente in bilico che potrebbe indurre i rappresentanti dell’avvocatura penale salernitana a modificare nel profondo la manifestazione di protesta diretta avverso, per esempio, alle modifiche introdotte nella recente riforma della giustizia, così come anche a motivo delle carenze e delle deficienze che, a detta di moltissimi professionisti del settore, impastoiano il mondo giuridico salernitano. Un mondo afflitto da annosa carenza di spazi, di mezzi, di tutto quanto, insomma, dovrebbe contribuire alla realizzazione di un servizio realmente efficiente e utile alla società. Alla società stessa, la società civile, insomma, alla quale essa si rivolge e per la quale essa svolge il suo compito insostitibile di supporto e di sostegno, per l’affermazione della cultura del rispetto delle leggi dello Stato, della Repubblica. Staremo a vedere, ora, quale decisione sarà partorita dalla nuova riunione che i rappresentanti della Camera penale di Salerno terranno il prossimo 10 febbraio, una riunione nel corso della quale verrà indubbiamente fatta ulteriore chiarezza sulla natura e sugli obiettivi della manifestazione di protesta che la categoria professionale forense si è risolta a promuovere quale solenne bocciatura del portato riformistico proveniente da Roma. Può indubbiamente anche darsi che la protesta venga effettivamente fatta rientrare per poi eventualemente ripiegare verso altre forme di espressione del dissenso diffuso tra gli avvocati salernitani come tra quelli del resto del Paese. Allora questa macchina della Giustizia che appare ai più, come sempre più farraginosa e inconcludente, quando non addirittura dannosa nei suoi effetti in direzione verso un popolo che paga fiori di quattrini in tasse e balzelli spesso inutili, andrebbe riformata di sana pianta, come si crede.




Gli avvocati salernitani sul piede di guerra

di Pina Ferro

Una settimana di astensione, convocazione degli stati generali e assemblea a perta a cittadini, politici, cancellieri e magistrati. Sono alcune delle iniziative decise ieri mattina, dalla Camera penale salernitana, presieduta da Luigi Gargiulo al termine di una affollata assemblea svoltasi nell’aula 1 della cittadella Giudiziaria. Gli avvocati salernitani alzano la testa e si ribellano e fanno sentire forte la loro voce. «E’ stata un’assemblea della camera penale salernitana particolarmente partecipata – ha sottolineato il presidente Luigi Gargiulo – nella quale oggi l’avvocatura penale salernitana ha alzato la testa in maniera seria, decisa e importante contro quelle che sono state le dichiarazioni rese dal presidente della seconda sezione della Corte di Cassazione dottore Davigo. E’ stata registrata una convergenza importante tra Camera penale e Consiglio dell’ordine in merito alle iniziative da intraprendere: una massiccia astensione dalle udienze nella settimaba dal 17 al 22 febbraio con la convocazione degli Stati generali dell’avvocatura salernitana e non solo. Una convocazione aperta alla società civile, ai politici, ai cancellieri e, a tutti gli utenti del servizio giustizia E’ un modo per far sentire forte la nostra voce contro questa barbaria giuridica che è partita dalla riforma sulla prescrizione e che continua sulle dichiarazioni, che ci fanno inorridire, del dottore Davigo L’avvocatura penale ancora una volta ha primazia nel dibattito giuridico politico salernitano e continueremo a far semntire forte la noisra voce». Dello stesso parere il past president della Camera penale Michele Sarno il quale ha affermato che «Da Salerno parte forte è chiaro un messaggio rivolto non solo al nostro distretto di Corte di appello ma all’intera avvocatura nazionale ed all’intero comparto giustizia. Gli avvocati sono stanchi di essere oggetto del dileggio e dell’attacco gratuito da parte di chi, come il dottor Davigo, anzichè soffermarsi a cercare di trovare soluzioni alle problematiche della giustizia si attarda in un attacco sterile e strumentale nei confronti dell’avvocatura. Noi siamo qui a testimoniare la forza di una avvocatura coscienziosa che vuole risolvere i problemi e, se per risolvere i problemi bisogna far sentire forte la propria voce faremo anche questo». Le iniziative saranno estese anche alle camere penali di Nocera Inferiore e Vallo della Lucania. «Noi siamo camera penale distrettuale – aggiunge Sarno – e ricordo che già a suo tempo è nata l’idea di una camera penale regionale. Immaginiamo a maggior ragione di coinvolgere attraverso il presidente Gargiulo di coinvolgere le camere penali di Nocera e Vallo che sono una risorsaessenziale in questa battaglia» «La Camera penale salernitana ha avuto un’iniziativa di grande valenza politica, – Ha replicato l’avvocato e presidente dell’Ordine degli avvocati Silverio Sica – io come penalista non posso che condividere le iniziative che sono state assunte e anche le forme di protesta che sono state adottate, ritengo giusto che in questo momento l’avvocatura penale alzi fieramente la testa».




Senza stipendio da 8 mesi, la protesta dei lavoratori

di Erika Noschese

Ancora proteste da parte dei lavoratori, ieri mattina, a Salerno. A scendere in piazza per contestare le istituzioni e chiedere il rispetto dei loro diritti sono, ancora una volta, i dipendenti del consorzio di Bacino Salerno 2 che ormai da otto mesi non ricevono lo stipendio. I lavoratori del Corisa, ieri mattina, si sono recati prima sotto palazzo Sant’Agostino dove non hanno trovato nessuno ad accoglierli e ascoltare le loro istanze e poi a Palazzo di Città. Ad accompagnare gli operatori del Corisa2, impegnati nel settore dei rifiuti, il segretario generale della Csa Fiadel di Salerno, Angelo Rispoli. Sindacato e dipendenti chiedono all’amministrazione comunale di pagare le mensilità arretrate, dopo 8 mesi di silenzio, di rabbia, di disperazione ma soprattutto dopo 8 mesi di preoccupazione per un futuro lavorativo che sembra essere sempre più incerto. Così, gli operatori del Consorzio di Bacino Salerno 2, dopo lunghi mesi hanno deciso di rompere gli indugi chiedendo risposte in vista di un Natale difficile. «Il Comune si sostituisca all’azienda e paghi le mensilità arretrate», dichiara il segretario della Fiadel che lancia un appello al sindaco. Attualmente, sono 42 i lavoratori che hanno deciso di esprimere il proprio dissenso alla Provincia, affiancati dalle sigle sindacali. I manifestanti, di fatto, hanno alzato la voce per sollecitare il pagamento degli arretrati, invocando un confronto che possa placare l’esasperazione degli operai e fargli vivere delle festività più serene. «La situazione è sempre più grave – ha sottolineato Angelo Rispoli, segretario della Fiadel, che da tempo segue la vertenza del Corisa2 – Non abbiamo ancora avuto una risposta sulla ricollocazione di questi 42 dipendenti e non c’è traccia del pagamento degli stipendi, che mancano da otto mesi. Qualcuno non è neppure in grado di pagare il mutuo della sua casa. E’ ora che le istituzioni si assumano le loro responsabilità. La Provincia si era impegnata a convocare i sindaci ma per ora non se n’è fatto nulla. Confidiamo almeno in un faccia a faccia con Bruno Di Nesta, direttore generale dell’Ente d’Ambito». La protesta si è spostata anche sotto il Comune di Salerno, dove i manifestanti hanno incontrato il capo staff del sindaco Enzo Napoli, Vincenzo Luciano. «Dato che il Consorzio vanta un credito dal Comune di Salerno, abbiamo chiesto che si applichi l’articolo 1676del codice civile – ha proseguito Rispoli – Ovvero che l’Ente si sostituisca all’azienda sbloccando le risorse per pagare i lavoratori». Al momento nulla di concreto sembra sia stato fatto ma i lavoratori sono in attesa delle mensilità arretrate e chiedono l’intervento delle istituzioni.




«Chiediamo solo di poter lavorare», oggi scioperano i dipendenti

di Erika Noschese

«Siamo una piccola azienda dell’ex gruppo Ilva e chiediamo la sicurezza del posto di lavoro». Lo dichiara Luigi Cristino, Rsu dello stabilimento di via Tiberio Claudio Felice che, come i suoi collrghi, vive una fase di preoccupazione. Attualmente, infatti, il destino dei 40 dipendenti dell’ex Ilvaform, gruppo ceduto agli indiani di Arcelor Mittal, è incerto, seguendo l’andamento delle vicende nazionali e i lavoratori questa mattina sciopereranno per otto ore a causa delle ultime vicende legate al tentato recesso del sito di Taranto. Sullo stabilimento nazionale, infatti, la situazione è tutt’altro che certa dopo che Arcelor Mittal ha già avviato formalmente la procedura per restituire ai commissari gli stabilimenti dell’ex Ilva e ha presentato al ministero dello Sviluppo economico la richiesta di avvio della cessione del ramo d’azienda che coinvolgerà 12 siti. «Essendo una controllata subiamo tutte le vicende di ciò che accade a Taranto – ha dichiarato il lavoratore – Siamo preoccupati per questi esuberi chiesti da Mittal e per quest’assenza della politica sulla questione». Il rappresentante Rsu, di fatti, parlando a nome dei suoi colleghi evidenzia un senso di abbandono da parte delle istutizioni: «Ciò che sappiamo di quanto sta accadendo a livello nazionale lo apprendiamo dagli organi di stampa, a noi nessuno comunica niente», ha spiegato infatti Cristino. Attualmente, infatti, sono 40 i dipendenti a rischio che non accettano alcun ipotesi relativa ad un ridimensionamento relativo al numero degli operai. «Noi operiamo siamo preoccupati perchè non sappiamo se prenderemo stipendio e tredicesima, non sappiamo chi ci pagherà e siamo in un limbo, senza che qualcuno ci dia spiegazioni», ha detto ancora Luigi Cristino. L’ex Ilva di Salerno vede, nel suo organico, operai giovani: «l’età media e di circa 35 anni, ci sono ragazzi che hanno una famiglia, che devono pagare il mutuo che sono in procinto di sposarsi o che hanno bambini piccoli – ha detto poi il sindacalista – Questo lavoro per loro è una necessità, come per tutti noi, così come è una necessità avere uno stipendio fisso a fine mese». Dunque, braccia incrociate, oggi, almeno fino alle 14.30, in attesa di conoscere gli sviluppi futuri dello stabilimento per la produzione di tubi.




I penalisti chiedono di abolire la riforma sulla prescrizione

di Pina Ferro

Tutti in toga dinanzi alla cittadella giudiziaria in segno di protesta contro una riforma che va abolita. E’ quanto accadrà a partire dalle 9,30 del prossimo 23 ottobre. La manifestazione, si aggiunge all’astensione proclamata dalla Camera Penale nazionale fal 21 al 25 ottobre per chiedere l’abolizione del blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. La riforma della prescrizione entrerà in vigore, il primo gennaio 2020 e prevede l’interruzione dei termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia di condanna che di assoluzione. Una riforma che ha determinato la levata di scudi di tutti gli avvocati penalisti della Penisola. La manifestazione di protesta indetta dinanzi alla cittadella giudiziaria di Salerno è stata decretata, ieri mattina, al termine del direttivo della Camera Penale salernitana presieduta da Luigi Gargiulo. L’iniziativa ha già ottenuto la piena adesione dell’consiglio dell’ordine degli avvocati di Salerno guidato da Silverio Sica. Il presidente Gargiulo, unitamente all’intero direttivo della Camera Penale salernitana, hanno invitato sia i cittadini a partecipare che i magistrati e tutte le autorità politiche. Secondo i contrari alla riforma l’interruzione della prescrizione metterebbe a rischio l’efficienza degli uffici giudiziari in quanto aumenterebbero i procedimenti pendenti, inoltre si andrebbero ad allungare ancor di più i tempi dei processi, uno dei talloni d’Achille della Giustizia italiana. Si stima che lo stop della prescrizione metterà seriamente a rischio l’efficienza di molti uffici giudiziari, i quali si troveranno ad avere circa 30mila procedimenti in più ogni anno, e l’esito ovviamente sarà ancor più pesante sulle Corti oberate da un maggior numero di prescrizioni, con l’alta possibilità che anche i tempi dei processi ne risulterebbero allungati. L’allarme dei penalisti era scattato hià nell’ottobre dello scorso anno, dopo il post su facebook pubblicato da Bonafede. «Abbiamo dovuto apprendere da un post su Facebook la estemporanea decisione del ministro di Giustizia Bonafede di presentare questa mattina un emendamento al decreto che egli ama definire “spazzacorrotti”, tramite il quale inserire nel nostro ordinamento giuridico, tra il lusco e il brusco, la sospensione della prescrizione dei reati dopo la sentenza di primo grado», scrisse in una nota il presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, Gian Domenico Caiazza, annunciando «ferma contrarietà» alle «irresponsabili proposte di riforma».




Dipendenti in sciopero questo week-end

Erika Noschese

Dipendenti del The Space Salerno nuovamente in sciopero. A partire da ieri, e per tutto il fine settimana, i lavoratori incrocieranno le braccia, nell’ambito delle iniziative nazionali di mobilitazione contro i licenziamenti individuali già effettuati nelle strutture di proprietà della società “The Space Cinema”. Dunque, anche a Salerno le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno proclamato una massiccia mobilitazione fino al 2 settembre. Già da ieri, i lavoratori si sono astenuti dal lavoro, dalle 19 alle 20 e dalle 21.30 alle 22.30. Oggi, invece, dalle 19 alle 20 e dalle 21.30 alle 22.30 mentre domani l’astensione dal lavoro si terrà dalle 17 alle 18 e dalle 21.30 alle ore 22.30. A Salerno sono stati licenziati quattro lavoratori come ricorda Antonio Abagnara, segretario generale della Fistel Cisl Salerno. «Continuiamo a ribadire quanto già detto nei giorni scorsi: il gruppo aziendale, adducendo a un seppur comprensibile momento di difficoltà che peraltro è tipico di tutto il settore, ha proceduto a risolvere il problema nella maniera più cinica e sbrigativa possibile, infischiandosene di chi porta avanti quotidianamente con dedizione “la baracca”, ossia le proprie risorse umane, e di chi li rappresenta», ha detto Abagnara. «Ciò che lascia sgomenti è anche il modo in cui sono stati trattati i lavoratori licenziati», ha poi aggiunto il sindacalista, spiegando che il responsabile è arrivato all’improvviso nel cinema di Salerno: ha chiamato le quattro persone interessate, ha consegnato loro la lettera di licenziamento e poi li ha fatti allontanare dal cinema, «quasi come se avessero commesso chissà quale nefandezza, incurante della loro storia professionale lunga più di 15 anni e senza aver mai ricevuto alcun richiamo disciplinare», ha aggiunto Abagnara. Ecco perché i lavoratori sciopereranno anche a Salerno come a Livorno e Bari. «Riteniamo tale comportamento scorretto nella forma ma anche nella sostanza, perché riteniamo che questi licenziamenti individuali, perpetrati in base alle legge Fornero, in realtà siano dei licenziamenti collettivi che dovrebbero seguire, quindi, un altro iter disciplinato – ha poi detto – Ma sono stati trasformati, appunto, in licenziamenti individuali attraverso degli artifici societari. Di questo si occuperà, eventualmente, la giustizia ordinaria». In più in tutta questa vicenda si evince chiaramente un attacco frontale al sindacato, in quanto anche a Salerno, come negli altri cinema interessati daitagli, “casualmente”, è stato licenziato un rappresentante sindacale dei lavoratori, «con lo scopo evidente di indebolire la capacità di organizzarsi degli addetti, ignorando in un sol colpo decenni di conquiste di diritti sindacali. E tutto questo, come scritto in una recente lettera aziendale, dovrebbe dimostrare che questa azienda crede in un sano sistema di relazioni sindacali? Confermo anche la volontà, insieme alle altre sigle, di tutelare i lavoratori in ogni sede, ha detto infine. La situazione all’interno del The Space Salerno sembra essere sempre più complessa ed i lavoratori non sono intenzionati a retrocedere sullo stato d’agitazione che hanno indetto per questo fine settimana, creando non pochi disagi. L’obiettivo è fare in modo che i dipendenti licenziati tornino al loro posto. Già la scorsa settimana, i dipendenti avevano proclamata ore di sciopero contro i licenziamenti ingiusti a danno dei colleghi.




«Mi hanno licenziata senza preavviso il giorno prima delle mie ferie»

Matteo Maiorano

Non ho ancora realizzato quanto accaduto. Non è facile dormire la notte”. È ancora forte lo shock tra i dipendenti del cinema “The Space”. L’azienda, lo scorso 3 agosto, ha convocato quattro lavoratori comunicando loro l’improvviso licenziamento. Solidarietà tra tutti i dipendenti della struttura che ieri pomeriggio si sono riuniti proclamando tre ore di sciopero. Oggi alcuni di loro sarebbero stati di ritorno dalle meritate vacanze: “Mi è stato comunicato il licenziamento il giorno prima delle mie ferie. Sono stata convocata da un responsabile che mi ha spiegato che, dal momento in cui la legge lo consente, si è proceduto al mio esonero dal lavoro”. A parlare è Angela Cautiero. La donna stava timbrando il cartellino quando gli è arrivata l’infausta notizia: “Non mi è stato nemmeno recapitato un avviso nella posta. Il motivo del licenziamento è da ricondurre al calo dei ricavi, dati che vanno controllati ma che per loro sono stati sufficienti per mandarmi a casa dopo sedici anni di lavoro. Adesso stiamo provando a muoverci collettivamente, anche se per quanto mi riguarda ancora non mi è arrivata nessuna convocazione. Non ci sono parole, oggi sarei tornata dalle ferie. Non ho ancora realizzato quanto accaduto. Non è facile dormire la notte”. Riccardo Santangelo lavorava al “The Space” da ormai undici anni: “Ero già al lavoro quando sono stato chiamato da un responsabile senza alcun preavviso. La società non è in rosso – tuona Santangelo – i dati sono tutti da verificare. Per via della legge Fornero il reintegro è quasi impossibile, lotteremo al fianco di chi lavora. Qui c’è gente che ha famiglia e lavora da quasi vent’anni, non è accettabile questo modo di agire. Siamo stati convocati dall’ispettorato del lavoro – conclude l’ex dipendente – adesso vediamo cosa ci offrono. Siamo pronti ad impugnare i licenziamenti”.

Abagnara (Cisl): «Licenziamenti illegittimi, è grave»

“Chiediamo un tavolo di trattative locale per discutere della questione. Ciò che è accaduto è davvero grave” .Nel pomeriggio di ieri sit-in di protesta indetto dai lavoratori del cinema “The Space”. Alla base della frattura tra azienda e lavoratori il licenziamento di quattro dipendenti delle sale cinematografiche. “L’adesione da parte dei lavoratori è stata totale. C’è grande solidarietà da parte di tutte le componenti. Le motivazioni che hanno portato ai quattro licenziamenti, per l’azienda, sono da ricondurre al calo degli spettatori e dei relativi ricavi”. Antonio Abagnara ha mostrato la sua vicinanza, come Filstel-Cisl Salerno, ai lavoratori della struttura: “Non c’è stato alcun preavviso, il che è assurdo: è arrivato qui un responsabile nazionale che ha licenziato quattro lavoratori in tronco. Ciò che è avvenuto è illegittimo sia nella forma che nel merito. Hanno fatto dei licenziamenti in base alla legge Fornero: il loro è stato un artificio societario. La legge permette infatti per motivi economici massimo cinque licenziamenti, invece loro sono arrivati a quota dodici, poiché a perdere il posto sono stati anche lavoratori di Livorno e Bari. Hanno diviso l’azienda – spiega il coordinatore provinciale Filstel – in tante piccole società in modo da poter agire in questo modo. Avrebbero invece dovuto seguire un iter ben preciso, seguendo quanto tracciato dalla legge 223 del 1991 sui licenziamenti collettivi che prevede un determinato iter e l’apertura di una procedura per esubero del personale. Pretendiamo l’immediata reintegro dei lavoratori, c’è necessità di un tavolo di trattativa locale per discutere eventualmente, se ci sono esuberi, misure non traumatiche come riduzione di ore. Vogliamo essere ascoltati”. Sulla questione è intervenuto anche Luigi Longo: “L’azienda aveva parlato di esubero di ore, ma da queste ai licenziamenti il passo è stato breve”. Il componente Rsa aziendale critica il cinismo con cui ci si è occupati della faccenda: “In questo modo non possiamo lavorare tranquilli. Sappiamo che il settore è in crisi ma licenziare dall’oggi al domani quattro persone come degli animali è davvero grave”. Un’altra vertenza che va ad aggiungersi alle tantissime vertenze che mettono in ginocchio il settore soprattutto a Salerno. I sindacati infatti, nell’ultimo periodo sono impegnati su diversi fronti per tutelare il diritto al lavoro e agli stipendi. Basti pensare che a Salerno lo stato occupazionale non è più garantito e viene messo troppo spesso in discussione. La vertenza dei lavoratori del cinema “The space” segue infatti quella di qualche mese fa dei dipendenti del Bingo salernitano che ha tenuto banco per diversi mesi. Ad oggi però nessuna tutela per operai, dipendenti e lavoratori che troppo spesso devono fare i conti con diritti non garantiti ma soprattutto con le proprie famiglie che molto spesso non riescono a mantenere, creando un vero e proprio disagio sociale.




Nuova Ises, dipendenti occupano la struttura di via Nizza

Erika Noschese

Una protesta pacifica occupando una stanza della struttura Asl di via Nizza. Ieri pomeriggio, un gruppo di dipendenti dell’Ises ha deciso di dar vita ad una forma di protesta ad oltranza per tentare di ottenere chiarimenti in merito alla loro posizione e al mancato accreditamento. I dipendenti dell’Ises, infatti, non percepiscono alcun stipendio da quasi quattro anni e ad aggravare la situazione la mancata disponibilità di continuare a finanziare la struttura da parte dell’imprenditore che ha acquistato il ramo d’azienda e che, attualmente, si occupa anche degli internati presenti presso la struttura. La situazione, dunque, potrebbe aggraversi ulteriormente già a partire dal mese di settembre e al momento nessuna risposta certa è stata data dal commissario di via Nizza, Mario Iervolino che aveva chiesto ai dipendenti 48 ore di tempo per tentare di trovare una soluzione. Allo scadere dei due giorni, nulla è cambiato ma – anzi – Asl Salerno e Regione Campania sembrano continuare con lo scarica barile senza un’adeguata soluzione per i cica 40 soci lavoratori che, a distanza di più di un anno, non hanno ancora ottenuto un documento certo che attesti l’accreditamento dell’Ises al Sistema sanitario regionale, con una dotazione di ben 3 milioni e 600mila euro annui. Già nel mese di maggio 2017, infatti, i dipendenti decisero di occupare la sede dell’azienda sanitaria locale di via Nizza per ottenere chiarimenti e, ad oggi, la situazione non solo non accenna a migliorare ma sembra peggiorare di giorno in giorno.




Gli intercantieri minacciano il blocco di via Ligea

Brigida Vicinanza

Esito negativo per l’incontro in Prefettura di ieri pomeriggio con i lavoratori intercantieri del Consorzio che dovrebbero passare a breve all’interno della società Salerno Pulita, ma soprattutto quelli che cercano ancora posto all’interno dei comuni della provincia di Salerno che per legge dovrebbero assumere e adesso si paventa il rischio di una manifestazione che blocchi l’intero territorio salernitano ma soprattutto entrata ed uscita di Salerno con conseguenti disagi. Avevano già dichiarato lo stato di agitazione i lavoratori che si occupano di rifiuti, che ieri mattina avevano anche fatto “visita” durante il consiglio comunale di Salerno ad assessori e consiglieri per chiedere collocazione. Dall’altra parte ancora gli interinali sempre della società in house di Palazzo di Città, che chiedono la stabilizzazione. Dunque una serie di problemi che dovrebbero risolversi entro il 30 giugno, ma che ad oggi non trovano risposte certe. E ieri alla presenza di Rocco Galdi, delegato del Comune di Salerno, Giovanni Coscia presidente dell’ente d’ambito e Giuseppe Corona commissario del Consorzio di Bacino, le sigle sindacali con Angelo De Angelis della Cgil e Angelo Rispoli della Fiadel insieme ad Amendola in veste di Prefetto, c’è stato un nulla di fatto. Grande assente la Regione Campania che fa sentire il peso della responsabilità e adesso proprio i sindacati chiedono un incontro urgente in presenza della Regione, affinchè obblighi i comuni della provincia di Salerno ad assumere gli intercantieri. Se questo non avverrà i sindacalisti hanno minacciato lo sciopero con una manifestazione alle porte della città in via Ligea, che potrebbe causare non pochi disagi. Per questa mattina intanto è atteso l’incontro in sede provinciale con i sindaci dei comuni, Coscia e Corona che dovranno decidere il da farsi. Da parte sua il Comune di Salerno però rivendica il fatto che l’assunzione è stata già fatta per 11 intercantieri all’interno di Palazzo di Città ed il problema rimane per gli altri comuni della provincia. Non resta che attendere, ma i tempi a quanto pare stringono.




Studenti al freddo, sciopero al Profagri

Erika Noschese

Sciopero bianco stamane all’istituto Agrario, Profagri, di Salerno. Da circa un anno, infatti, la scuola è priva di riscaldamenti ed in questi giorni di freddo gli studenti ne risentono particolarmente. Vane le promesse della dirigente scolastica che aveva concesso, per poi rifiutare, di permettere agli alunni di uscire da scuola alle 11. Quest’oggi, gli studenti hanno deciso di entrare nelle rispettiva aule ma senza lezioni fin quando non si procederà alla sistemazione dei riscaldamenti. Solo allora, infatti, si riprenderanno regolarmente le lezioni scolastiche. La situazione non sembra essere molto differente da quella che si verifica in altri istituti del salernitano i cui studenti, ogni anno, si ritrovano a studiare in pessime condizioni proprio a causa dei riscaldamenti, spenti o – come in questo caso – totalmente assenti.