Il Comune rischia lo scioglimento: diffida del Prefetto

di Pina Ferro

Il comune di Agropoli ha venti giorni di tempo per completare l’iter di approvazione del rendiconto di gestione per l’esercizio finanziario 2018. Nella giornata di lunedì a Palazzo di Città è stata notificata la diffida del Prefetto di Salerno Francesco Russo. Se entro il termine edi vento giorni non si procederà con l’adempimento il rischio sarà quello di veder commissariare l’ente, oggi guidato da Adamo Coppola, così come si legge nella diffida: “in caso di inadempienza, decorso infruttuosamente il termine, saranno adottati i provvedimenti sostitutivi e si darà avvio alla procedura di scioglimento del consiglio”. L’amministrazione comunale di Agropoli, già nello scorso mese di maggio aveva ricevuto un sollecito da parte della Prefettura di Salerno affinché approvasse il bilancio. Alla luce di tale primo sollecito , cautelativamente, il presidente dell’assise aveva provveduto a fissare la data del consiglio comunale che avrebbe dovuto approvare il rendiconto per l’11 luglio. Ora però si pone un altro problema: l’11 luglio va oltre il termine di 20 giorni fissato dalla Prefettura di Salerno. Quindi ora bisognerà procedere con una nuova convocazione in tempi molti più stretti rispetto alla data già comunicata. “Il Comune rischia lo scioglimento – spiega il consigliere comunale della Lega Gisella Botticchio – per non aver chiuso il consuntivo 2018 entro il 30 aprile”. Poi accusa: “La diffida non è stata notificata a noi consiglieri, siamo stati costretti a ritirarla in comune”.




Scafati. Il commento: Montemurro vs Aliberti, divagazione di “Zenigata” e “Lupin”

Di Adriano Falanga

Acciuffare Lupin è sempre stato il suo desiderio più grande. L’ispettore Zenigata è stato, con il celebre ladro francese, il protagonista della serie di cartoni animati che ha spopolato negli anni 80/90. Zenigata è ritratto come un personaggio sfortunato ma oltremodo testardo e coraggioso. Lupin è il perfetto “ladro gentiluomo”, che nella sua spavalderia sfida quotidianamente l’ordine precostituito. Il poliziotto lo insegue da così tanto tempo che alla fine Lupin ci si affeziona, lo chiama affettuosamente “Zazà”, e quando non se lo ritrova alle calcagna si preoccupa. Quando Lupin finge la sua morte, Zenigata all’inizio non gli crede, ma quando il “nemico” non si sveglia, lui diventa disperato e piange copiosamente dicendo che lui gli voleva bene ed era il suo unico amico, senza di lui la sua vita non ha più uno scopo. La nostra è una libera ironia, e volendo estremizzare quando accade dal settembre 2015 ad oggi, i personaggi sembrano incarnare, in salsa satirica, Pasquale Aliberti e Vincenzo Montemurro. Con il primo convintamente persuaso che l’ex sindaco vada arrestato, e il secondo di essere al di sopra di ogni accusa. Ecco, forse è qui che le due storie si separano, perché Lupin era un ladro, simpatico certo, ma consapevole di esserlo. Era per questo che rispettava profondamente “Zazà”, perché lo riteneva un antagonista corretto, sapendo che le manette sventolate erano meritate, e l’ispettore faceva semplicemente il suo lavoro. Entro settembre, a due anni dal primo avviso di garanzia consegnato all’allora sindaco da Montemurro in persona, dovrà essere avviato il processo, perché, doveroso ricordarlo, ad oggi Pasquale Aliberti è formalmente un indagato, un uomo libero, non ancora imputato.

Vincenzo Montemurro1-PASQUALE-ALIBERTINel frattempo che lo diventi, tutto è andato avanti. Il Comune è stato sciolto e commissariato, la città è finita indietro, cadendo in una crisi economica senza pari. E su questa, le eventuali responsabilità, indipendentemente dai titoli di giornali e dalle dichiarazioni politiche, dovranno essere accertate dalla Corte dei Conti, che pure ancora non è ufficialmente intervenuta. E poi c’è la Regione, mai così lontana dalla città. Enzo De Luca rischia di essere il primo “avversario” del Partito Democratico scafatese, la sua inerzia istituzionale rischia di portare via molti più voti di quanto possa fare il centrodestra unito (semmai si riunisse). Gli scafatesi ad esempio saranno presto chiamati a pagare anche una quindicina di milioni di euro, più interessi, prodotti dal naufragio (ma è mai partito?) del Piano di Insediamenti Produttivi di Cappella. Si parla di accordi, sconti, riduzioni, lacrime e sangue eppure a nessuno viene in mente forse la soluzione più giusta: finanziare l’opera e farla partire. E in questo, ha colpe in egual misura sia Stefano Caldoro che Enzo De Luca. Ma in Regione le istanze degli scafatesi non sono rappresentate, e nessuno li rappresenta anche in Parlamento. Però in tanti, forse in troppi, sono venuti da queste parti a chiedere voti. Monica Paolino permettendo.




Scafati. Il capitano Cavallaro verso la revoca dal settore Urbanistica

Di Adriano Falanga

Il capitano dei Vigili Urbani Antonio Cavallaro verso la revoca dall’incarico di responsabile del comparto Urbanistica, presso il comando di via Melchiade. L’ufficiale, non rispettando nessuna turnazione dei ruoli, è a capo del settore da molti anni. Un incarico che negli ultimi tempi gli sta portando più problemi che soddisfazioni. E’ infatti finito sul decreto di scioglimento, citato dall’ex comandante Alfredo D’Ambruoso per la sua “autonoma” gestione dell’Urbanistica e per una parentela scomoda. Un settore delicato, la cui gestione è fortemente attenzionata anche dall’antimafia, e priorità per la commissione straordinaria. E’ di questi giorni il decreto di nomina dell’ingegnere Giuseppe Rocco a supervisore dell’intero settore. Il tecnico arriva direttamente dalla Prefettura di Salerno su richiesta dei commissari, nella qualità di sovraordinato. A chiedere la revoca dall’incarico al comandante in pectore Pasquale Cataldo, sarebbe stata la segretaria comunale Candida Morgera. Chiaramente si attende il “sigillo” da parte dei commissari prefettizi. Il 26 maggio Cavallaro ha ricevuto presso il suo domicilio un sopralluogo di carabinieri e tecnici comunali per ottenere delucidazioni sulla costruzione di un pergolato. Il vigile urbano avrebbe esibito quanto necessario. Ha destato stupore invece la decisione del capitano di inserirsi tra i ricorrenti contro il decreto di scioglimento, ricorso presentato da una larga fetta di ex amministratori alibertiani, e la cui udienza si terrà il 28 febbraio 2018. In questa sede Cavallaro è difeso dall’avvocato Ippolito Matrone, figlio dell’ex responsabile all’Urbanistica ingegnere Andrea.




Scafati. Scioglimento: nessuna sospensiva del Tar, udienza nel 2018

Di Adriano Falanga

Nessuna sospensiva al decreto di scioglimento, il Tar del Lazio rinvia e fissa l’udienza al 28 febbraio 2018. Fumata grigia dai giudici amministrativi alla richiesta presentata da ex consiglieri e assessori dell’amministrazione sciolta per infiltrazioni criminali. La prima sezione del Tar del Lazio, presidente dottoressa Rosa Perna, consiglieri Ivo Correale e Roberta Cicchese, ha intimato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Interno, Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Salerno, Comune di Scafati, Presidente della Repubblica Italiana, non costituiti in giudizio, nonché alla commissione straordinaria, neanche questa costituita in giudizio, il deposito di tutti gli atti e documenti in base ai quali è stato emanato il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Scafati e, in particolare, delle relazioni della Commissione ispettiva incaricata degli accertamenti e del parere del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in versione integrale e privi di “omissis”, e fermo il rispetto delle cautele imposte dalla natura classificata del testo che l’Amministrazione è tenuta ad osservare. Scrivono i giudizi nella sentenza <<Considerato che, nel bilanciamento con l’interesse pubblico e per la necessità di verificare le posizione delle parti alla luce dell’esame della documentazione nella sua integralità di contenuto, le esigenze della parte ricorrente siano tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito>>. Tre i legali a cui si sono rivolti gli alibertiani, Felice Laudadio, Roberto De Masi e Brigida Marra, che è anche ricorrente.

maggioranza-alibertiFirmatari sono gli ex consiglieri di maggioranza e parte della Giunta, i quali si sono anche autotassati per coprire i costi: Diego Chirico, Giancarlo Fele, Annalisa Pisacane, Antonio Fogliame, Nicola Acanfora, Teresa Formisano, Carmela Berritto, Brigida Marra, Dalila Borriello, Diego Del Regno, Domenico Casciello, Alfonso Pisacane, Francesco Vitiello, Michele Raviotta, Antonio Pignataro, Virgilia Fogliame, Laura Semplice. All’esposto in extremis si è aggiunto anche, ad audiuvandum, il capitano della Polizia Municipale Antonio Cavallaro, a sua volta citato nel decreto di scioglimento per la sua attività nel settore urbanistico. A difenderlo l’avvocato Ippolito Matrone, figlio dell’ex responsabile all’Urbanistica di Palazzo Mayer, Andrea. A spingere gli alibertiani al ricorso non solo gli omissis del decreto, ma anche la “tutela del diritto di elettorato”, o meglio un atto dovuto rispetto ai propri elettori, <<che sono la maggioranza degli scafatesi>> come spiegava la Marra. Seppur non è noto il contenuto dell’esposto, alcuni dettagli li ha pubblicamente scritti l’ex sindaco (che non ha sottoscritto l’esposto) e riguardano presunte inesattezze e imprecisioni contenute nella relazione del Prefetto Salvatore Malfi.

Salvati: “ennesimo bluff giuridico amministrativo”

1-salvati<<Ho assistito per mesi in doveroso silenzio a falsi proclami di rivincita da parte di liberi cittadini senza alcuna veste pubblica che hanno attaccato ripetutamente le Istituzioni e i suoi degni rappresentanti con falsi populismi di basso profilo facendo leva sulle difficoltà dei cittadini. Oggi arriva l’ennesima conferma di un bluff giuridico-amministrativo perpetuato ai danni di una città portata al dissesto economico e morale da una classe politica ormai in quiescenza che farebbe meglio a meditare sulla grave eredità lasciata alla triade commissariale chiedendo scusa alla città>>. Così l’ex consigliere comunale di Fratelli D’Italia, ed ex candidato sindaco, Cristoforo Salvati. <<L’unica speranza di una ripresa economica e morale della Città passa attraverso l’operato dei Commissari, che stanno lavorando intensamente per riparare le falle di un Titanic che già da tempo aveva perso la rotta giusta>>.

DEL REGNO: “leso il diritto di difesa dei ricorrenti”

1-diego-del-regnoL’ordinanza del Tar del Lazio è molto breve e sintetica. A quanto pare però si presta politicamente a due letture diverse. Un bluff secondo Salvati, una mezza vittoria secondo l’alibertiano, nonché avvocato, Diego Del Regno. <<La situazione è questa. Il Tribunale ha semplicemente detto che non può decidere senza la documentazione completa che non è mai stata fornita dagli inquirenti alla città intera. Quindi è stato ordinato al ministero il deposito integrale degli atti. Ad oggi risulta leso il diritto di difesa dei ricorrenti>>. Atti che molto probabilmente potranno essere presi in visione dai legali, ma non acquisiti, considerato che sono anche atti processuali della delicata indagine “Sarastra”, condotta dalla DDA di Salerno.




Scafati. Pasquale Cataldo è il nuovo comandante dei Vigili Urbani

Di Adriano Falanga

Alla fine la commissione straordinaria guidata dal prefetto Gerardina Basilicata sceglie l’usato sicuro, confermando alla guida del comando della Polizia Locale il capitano Pasquale Cataldo. L’ufficiale dei caschi bianchi è in realtà già comandante, soltanto che dalla fine dell’amministrazione Aliberti condivideva il ruolo a turnazione di 15 giorni con gli altri due capitani in forze al comando: Antonio Cavallaro e Ferdinando Raiola. Ufficialmente il decreto di nomina conferisce a Cataldo la guida dei vigili urbani fino a chiusura della selezione pubblica già avviata un mese fa. Voci di corridoio però raccontano delle pesanti difficoltà finanziarie dell’Ente, in disavanzo di amministrazione con un buco di 30 milioni di euro e vicino al dissesto finanziario. Questo avrebbe convinto la triade a fare un passo indietro e scegliere tra i tre attuali ufficiali in organico. Non era difficile del resto cadere su Cataldo, essendo l’unico dei tre non citato nel decreto di scioglimento. Antonio Cavallaro compare infatti relativamente al ruolo avuto nel comparto Urbanistica, oltre ad essere coinvolto nello scandalo dei furbetti del cartellino. Ferdinando Raiola è oramai prossimo alla meritata pensione, oltre ciò, è però sotto processo assieme ad esponenti del clan Matrone, dove è coinvolto per un presunto caso di favoreggiamento. Pasquale Cataldo ha sulle spalle esperienze nel comparto della viabilità, sue sono le modifiche al piano viario degli ultimi mesi, che gli sono costati gli anatemi dell’alibertiano Mimmo Casciello. E non si escludono ulteriori novità nel settore, già da tempo pianificate dal neo comandante, seriamente intenzionato ad affrontare il decennale problema del traffico scafatese. Sulla sua scrivania anche l’emergenza rifiuti, l’allarme sicurezza, la delicata crisi ambientale, l’abusivismo, la sosta selvaggia e l’esposizione di prodotti incontrollata da parte dei commercianti. Poche settimane fa dagli alibertiani si levò l’accusa verso Cataldo di voler esautorare l’Acse del servizio di sosta a pagamento, riaffidandolo alla Polizia Locale. Tutte incombenza delicate e meritevoli di risposte e soluzioni urgenti. Ma con un organico di poco più di trenta uomini (rispetto agli 80 previsti dalla legge) affrontare queste problematiche sarà un’impresa, più che ordinaria amministrazione.

SCAFATI CITTA’ CARDIOPROTETTA

2- defibrillatoriSulla scia del grave incidente accorso alla giornalista Maria Rosaria Vitiello, si chiude oggi a distanza di due anni il progetto “Scafati Città Cardioprotetta”. Promosso dal Capitano Pasquale Cataldo, il progetto è stato realizzato grazie alla distribuzione gratuita del calendario 2015 “Polizia Municipale di Scafati”. L’ultimo defibrillatore è stato consegnato alla parrocchia Madonna dei Bagni. Il progetto ha dotato Scafati di defibrillatori automatici portatili, custoditi in teche facilmente accessibili nei punti strategici della città, permettendo di avere una città cardio protetta, e di popolarla di un esercito di laici rianimatori pronti, qualora necessario, a mettere in atto le procedure standard del BLSD. <<Ciascuno di voi ci ha permesso, tramite il proprio contributo, di portare a termine questa iniziativa di civiltà e sicurezza – spiega il neo comandante dei caschi bianchi –  L’importanza di avere a disposizione un defibrillatore automatico (DAE) è provata da tempo. L’unico trattamento efficace di un arresto cardiaco causato da fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso è una rapida defibrillazione>>. Scuole, parrocchie e uffici pubblici sono stati dotati di questi preziosi salvavita. <<Nella speranza che non siano relegati in qualche cassetto, chiusi a chiave e poi col passare degli anni abbandonati e dimenticati, durante un’emergenza non siano stati usati>> conclude Cataldo.




Scafati. La protesta degli studenti: “adesso basta!”

Di Adriano Falanga

<<In piazza per dire basta alla “Buona Scuola” e ad un sistema malato che da anni colpisce la nostra città>>. Così Manuel Masucci, rappresentante d’Istituto del liceo Caccioppoli. Un lungo corteo ha attraversato la città ieri mattina, facendo tappa finale presso Palazzo Mayer. Il corteo, organizzato dall’UDS “Unione Studenti Scafatesi”, ha creato non pochi disagi alla già martoriata viabilità scafatese, complice anche il mercato settimanale e i tanti cantieri per la nuova rete fognaria. Protestano contro la “Buona Scuola”, la riforma del governo Renzi che ha introdotto l’alternanza scuola lavoro, protestano contro la provincia, responsabile di fatto della precarietà dell’istituto di via Velleca, della mancata realizzazione della palestra e di nuove aule. E protestano contro l’assenza politico istituzionale causata dallo scioglimento del consiglio comunale. Disagi che si riversano principalmente su di loro, le nuove generazioni. L’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, è un’esperienza educativa, coprogettata dalla scuola con altri soggetti e istituzioni. Il percorso di alternanza scuola-lavoro offre agli studenti l’opportunità di inserirsi, in periodi determinati con la struttura ospitante, in contesti lavorativi adatti a stimolare la propria creatività.

1-proteste3<<Sono ormai due anni che nel liceo Renato Caccioppoli di Scafati l’alternanza va avanti, aumentando sempre di più malumori e critiche da parte di ogni componente scolastica, sempre più spaesata e incapace di gestire questo nuovo progetto in cui il Governo non è mai sembrato vicino – spiega Masucci – Nelle varie assemblee tenutesi all’interno del nostro plesso scolastico sono stati riscontrati vari problemi di varia natura. Il primo e più lampante riguarda la poca decisionalità da parte dei ragazzi nella scelta dell’attività di alternanza>>. Un’indecisione specchio anche delle difficoltà sociali in cui versa la città. <<Il motivo fondamentale di questa “indecisionalità” è la mancanza di ambienti lavorativi che si propongono di ospitare dei ragazzi, nel momento in cui il suolo scafatese è carente di possibili luoghi di lavoro consoni a dei percorsi di studio come quelli liceali, carendo quindi nel rapporto scuola-lavoro. Ciò fa emergere anche le disuguaglianze che ci sono tra i vari territori, dal momento in cui la città di Scafati non offre qualcosa di veramente formativo agli studenti, quindi alla popolazione, perché si punta solo sul consumo di prodotti – spiega ancora Manuel Masucci – Ci sarebbe perciò bisogno di potersi spostare in un raggio di chilometri più ampio. Ma questa possibile soluzione introduce un altro problema. La mancanza dei finanziamenti>>.

“Non vogliamo imprese colluse con la camorra”

1-proteste (2)Spesso i ragazzi in alternanza si sono ritrovati a doversi pagare gli spostamenti dalla propria casa al posto di alternanza, pur usufruendo di mezzi pubblici o autobus privati <<Questo problema viene maggiormente sentito dalle classi di quarta, che si sono ritrovate in terza con un bus pagato per determinate uscite, mentre quest’anno sono costretti a pagare ogni chilometro da percorrere anche se si tratta di andare in posti lontani 20-30 chilometri>> spiegano gli studenti. Poi c’è il caso della 3D linguistico <<ritrovatasi a fare alternanza come “docenti” di francese alle elementari, senza tutor esterno e con ovviamente mezzi e spese materiali non pagati>>. O ancora il caso della IV C scienze applicate <<che, dopo aver scelto un’azienda a suo tempo, finì per ritrovarsi all’Università, in una situazione di stallo più totali, con gli alunni ignari del loro percorso didattico>>. Fanno quadrato gli studenti. <<Come UDS Scafati, proporremo prossimamente uno statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola-lavoro, in modo da essere tutelati da casi di vero e proprio sfruttamento da parte delle aziende, e per decidere e proporre noi i progetti formativi da compiere – poi la forte denuncia – proponiamo un codice etico per le aziende che si propongono: non è formazione quella fatta in aziende colluse con la camorre, aziende che inquinano il territorio, che non rispettano l’ambiente, che non rispettano i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e, infine, alle aziende che non fanno formazione ai propri dipendenti>>. Il 9 maggio è anche l’anniversario della morte di Peppino Impastato: <<come lui diciamo no alle camorre sul nostro territorio che inquinano le amministrazioni e praticano la logica del più forte. Noi praticheremo invece l’alternativa e urleremo il nostro dissenso agli enti preposti>>




Scafati. Depositato il ricorso al Tar: alibertiani contro lo scioglimento

Di Adriano Falanga

Depositato, come preannunciato, il ricorso al Tar contro il decreto di scioglimento. Tre i legali a cui si sono rivolti gli alibertiani, Felice Laudadio, Roberto De Masi e Brigida Marra, che è anche ricorrente. <<Il solo fatto che il nostro legislatore abbia previsto che il Decreto di Scioglimento e con esso, tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenziali siano impugnabili, dimostra che questi atti non sempre sono legittimi –  spiega Brigida Marra – E ciò, a maggior ragione, se ci troviamo di fronte a degli atti che di cui non abbiamo piena ed integrale conoscenza>>. Firmatari sono gli ex consiglieri di maggioranza e parte della Giunta, i quali si sono anche autotassati per coprire i costi. Ovviamente tra questi non c’è Pasquale Aliberti. << La relazione redatta dalla Commissione di Accesso non è stata allegata al decreto di scioglimento – continua l’alibertiana – gli unici atti resi pubblici, ovvero, la relazione del Ministro e del Prefetto, sono caratterizzati da ripetuti “omissis” che chiaramente impediscono la cognizione dei fatti e delle persone ad essi collegate. Ritengo, pertanto, che il ricorso fosse un atto assolutamente dovuto che, tra l’altro, in un momento difficile, ci ha fatto ancora una volta con coerenza e lealtà essere una squadra>>. A sottoscrivere il mandato gli ex consiglieri: Domenico Casciello, Teresa Formisano, Carmela Berritto, Francesco Vitiello, Alfonso Pisacane, Diego Del Regno, Dalila Borriello e Michele Raviotta. Oltre ai dissidenti, già fuori dalla maggioranza da tempo, manca la firma di Roberto Barchiesi, anch’esso indagato con l’ex primo cittadino.

1-giunta-2-2Per la Giunta presenti Giancarlo Fele, Antonio Fogliame, Nicola Acanfora, Annalisa Pisacane, Diego Chirico, Antonio Pignataro. Come preannunciato, non si è accodato l’ex assessore al Bilancio Raffaele Sicignano. A spingere gli alibertiani al ricorso non solo gli omissis del decreto, ma anche la “tutela del diritto di elettorato”, o meglio un atto dovuto rispetto ai propri elettori, <<che sono la maggioranza degli scafatesi>> conclude la Marra. Seppur non è noto il contenuto dell’esposto, alcuni dettagli li ha pubblicamente scritti l’ex sindaco e riguardano presunte inesattezze e imprecisioni contenute nella relazione del Prefetto Salvatore Malfi. Tra queste i rapporti con le imprese di pompe funebri legate ai clan.

BRIGIDA MARRA: “CHI PENSA CHE SIAMO MORTI SBAGLIA”

2-marra aliberti<<Scafati è una città che io amo e alla quale credo di aver dimostrato in questi tre anni di tenere tanto. Se qualcuno pensa che siamo per così dire “morti” si sbaglia, siamo vivi e convinti di dover continuare a fare ancora molto per questa città>>. Brigida Marra non smentisce la sua fama di “pasionaria” alibertiana. << Non so se deciderò di ricandidarmi ma certamente darò tutto il mio contributo per non lasciare la città nelle mani di chi prima dell’amministrazione Aliberti questa città l’ha prosciugata, lasciando solamente le acque abbondanti del fiume Sarno che ancora adesso esondano quando piove>>. Stoccate verso l’ex opposizione consiliare. <<Mio padre mi ha sempre detto “sii una persona onesta e sarai sempre libera”. A loro altri Aliberti continua a non piacere perché reagisce e questo, non l’avevano previsto. Avrebbero voluto togliergli la parola e lasciare che la gente lo dimenticasse ma questo è impossibile, perché quello che è stato fatto dalla Sua amministrazione che, per carità avrà anche commesso anche qualche errore, è sotto gli occhi della maggioranza dei cittadini che ci ha votato e, che ha fatto sì che Aliberti venisse rieletto Sindaco per la seconda volta>>. Nessun rimpianto per Brigida Marra: << Abbiamo lavorato esclusivamente nell’interesse pubblico e mai per fini personali, la smettessero pertanto, di accusare e facessero piuttosto le persone serie. I veri politici sono quelli capaci di affrontare l’avversario sul campo, su quello che ha o non ha prodotto e non utilizzano mezzi alternativi>>. Infine, un giudizio sull’operato della commissione straordinaria: <<Non ho avuto il piacere ancora di conoscerli, devo dire, pur avendo fatto una richiesta a mezzo pec da oltre un mese al fine di informare gli stessi circa i giudizi pendenti relativamente al nostro ospedale che, come molti sanno, mi ha vista sempre impegnata come ex consigliere delegata alla sanità – svela l’alibertiana – Comprendo anche il fatto che non ci conoscono e che, probabilmente potrebbero nutrire dei pregiudizi. In fondo sono anche loro esseri umani e come tutti possono commettere degli errori, ma, diciamo che mi farebbe piacere che non fosse così>>




Scafati. Aliberti contro tutti, poi la gaffe sulla neo segretaria

Di Adriano Falanga

Pasquale Aliberti non ha mai nascosto, e non nasconde, il suo forte disappunto per le scelte della commissione straordinaria e sulla sua pagina Facebook torna a puntare l’indice. <<Benvenuti a Scafati nel paese delle meraviglie. La prima gara d’appalto, quella per il completamento del Palatenda, aggiudicata ad una impresa di Casal di Principe, non erano tutti camorristi i casertani?>>. In realtà, gara chiusa e affidamento definitivo avvenuto il 16 dicembre 2016, con Aliberti dimissionario ma ancora ufficialmente nel pieno dei sui poteri. <<La pubblica illuminazione gestita con un affidamento diretto ad una impresa di Cimitile, in attesa di un bando pubblico che non sarà definito neppure per fine anno – prosegue Aliberti – La Scafati Sviluppo che inspiegabilmente fallisce. Un componente del Cda Acse, nominato con un avviso di garanzia per corruzione e relativa richiesta di arresto. Un CdA di una partecipata in cui si omette di nominare la quota rosa prevista per legge. La nomina di una segretaria comunale con bando pubblico di cui avevamo già anticipato il nome. Declassamento del comune a categoria inferiore, ci avevano raccontato per risparmiare, invece scopriamo che senza questa operazione la nuova segretaria non avrebbe avuto i titoli per l’incarico>>. E’ un fiume in piena l’ex primo cittadino. <<L’uso cronologico improprio (?) del pagamento dei fornitori e delle indennità di carica che avvengono in modo arbitrario, tabelloni funerari che non sono stati più sostituiti come da capitolato d’appalto (il ministro non ci aveva sciolto per questo?). Rescissione della gara d’appalto per la ex Copmes perché l’impresa era in avvalimento con un’altra che forse(?), probabilmente(?) era vicino a qualche clan(?), mai formalizzato. Soldi per gli abbattimenti, nello schema di bilancio, delle opere abusive che non serviranno neppure ad abbattere quegli abusi imposti dalle ordinanze della Procura (ma il ministro non ci aveva sciolto per questo?)>>. Poi, dopo poche ore con un nuovo post l’ex sindaco “corregge il tiro”. <<Sono certo che la gara vinta da una impresa di Casal di Principe è solo una casualità, anzi il segno del destino, la dimostrazione che, per chi alimenta il sospetto per odio o invidia, una impresa casertana può capitare a chiunque, sindaco o Prefetto che sia>>. Poi sulla nomina di Candida Morgera: <<Nessuna illazione. Resta il fatto che tutti già sapevano da mesi chi fosse e che aveva lavorato con un sindaco, segretario provinciale del PD. Poco ci ha convinto la storiella del declassamento del comune, molto di più ci entusiasma sapere che la dottoressa Morgera è scafatese di adozione, avendo sposato un brillante medico di Scafati, questo al di là delle appartenenze ideologiche>>. Non risparmia polemiche Aliberti, anche all’indirizzo della sua opposizione consiliare, oggi accusata di essere silente. I commenti pubblici dell’ex primo cittadino sono tutti firmati come “Pasquale Aliberti, Libero Cittadino Scafatese (a cui non toglierete la libertà di pensiero)”.

 SANTOCCHIO: “ALIBERTI CONFONDE LA MORGERA”, è la cugina

santocchio<<L’ex primo cittadino oramai è totalmente confuso e distratto. Addirittura confonde la moglie del dottor Addeo con la nuova segretaria comunale>>. Mario Santocchio smentisce che la “scafatese” Morgera sarebbe la nuova segreteria generale del Comune: <<è solo un caso di omonimia>>. Insomma, l’ex sindaco avrebbe preso una tipica “cantonata”, e seppur paradossale, esiste a Scafati una omonima Candida Morgera, moglie del medico Raffaele Addeo e cugina della neo segretaria. <<Aliberti invece di infangare il lavoro della commissione straordinaria, bene farebbe a chiedere scusa agli scafatesi per averli trascinati in questo baratro – aggiunge l’ex consigliere di Fdi – piuttosto da parte nostra invitiamo i commissari a proseguire nella loro opera di discontinuità, attuando anche la rotazione tra quei dirigenti che hanno operato nel sistema Aliberti>>. Nel tardo pomeriggio Aliberti, capito l’errore, corregge il post e scrive “parente di”. Ma la frittata era oramai fatta.

M5S: “ALIBERTI MENTE, I FATTI LO SMENTISCONO”

Sono gli attivisti di Scafati in Movimento a prendere le “difese” della triade commissariale, replicando, documenti alla mano, alle esternazioni di Aliberti. <<La gara per il completamento del Palatenda è stata interamente espletata sotto la sua amministrazione: il 20/9/2016 il bando viene pubblicato. Il giorno 16/12/2016 viene aggiudicata la gara>>. Aliberti sarà sindaco fino al 20 dicembre. <<Errare è umano, perseverare è diabolico e lui in poche ore ha mentito spudoratamente in ben due occasioni buttando fango addosso alla Commissione che non saranno dei santi ma a cui non vanno additate false responsabilità>>. E la “seconda occasione” sarebbe la manutenzione per la pubblica illuminazione, che non sarebbe avvenuta tramite affidamento. <<Il Comune di Scafati ha effettuato una gara invitando 8 ditte, attingendone i nominativi dal MEPA – puntualizzano i grillini – La procedura era iniziata prima che arrivasse la Commissione Straordinaria, gli indirizzi sono quelli della Giunta in carica ad ottobre. Dunque nessun affidamento diretto né tantomeno fatto dalla Commissione>>. Non è una difesa d’ufficio nei riguardi della commissione, chiariscono infine gli attivisti: <<Dalla commissione ci siamo sentiti presi in giro anche noi perché sapere già chi sarebbe stato il nuovo segretario prima della selezione è uno smacco a chi crede che i soliti e vecchi sistemi siano ancora in uso a Scafati>>.

RINALDI, Pd: “Siamo al paradosso”

2-rinaldi<<Siamo oramai al paradosso. Qualunque decisione adotti la commissione, incontra il dissenso dell’ex sindaco e di qualche sodale superstite, riciclatisi oramai nel ruolo di duri oppositori dello Stato, quello Stato che ha dovuto sostituirsi alla politica perché nella “nostra città” la “loro Amministrazione” è stata sciolta per camorra>>. Così la segretaria del Pd scafatese, Margherita Rinaldi. <<E così colpa dei commissari se la città è sporca, se alcune zone rimangono al buio e senza illuminazione, se c’è un traffico che la paralizza, se i servizi sono inefficienti, se i milioni di debiti da loro accumulati in otto anni di governo impongono inevitabili tagli alle spese. Pare quasi che Pasquale Aliberti, in perenne campagna elettorale, si senta in competizione anche con i commissari vedendoli come avversari – aggiunge la Rinaldi – Ora il registro è cambiato, se ne faccia una ragione. Torni davvero ad essere un comune cittadino quale dice di essere>>




Scafati. Teresa Formisano: “rifarei tutto”. Il punto sul panorama politico

Di Adriano Falanga

<<Rifarei tutto. Ho sempre agito con un grande senso di responsabilità e ho fatto della politica un servizio. Perché non dovrei!?>>. Teresa Formisano, ex capogruppo di Forza Italia, è con Brigida Marra e Carmela Berritto parte della squadra rosa dell’amministrazione uscente, sciolta per infiltrazioni criminali. Tra le tre è stata però quella “politicamente più esposta” e la sua prima esperienza consiliare le ha anche “regalato” un avviso di garanzia per aver convocato un consiglio comunale nonostante il Presidente in carica non sia mai stato impedito. Erano i tempi della “fretta e furia” per chiudere la pratica decadenza di Pasquale Aliberti. Quel Presidente del Consiglio, Pasquale Coppola, con il quale aveva fatto coppia in campagna elettorale, riuscendo a centrare l’obiettivo dell’elezione. Ancora convinta che convocare quel consiglio contro il parere del Prefetto sia davvero stata una scelta giusta? <<Far parte di una squadra significa condividere scelte e percorsi, quindi abbiamo fatto la scelta giusta, tutti insieme>> A due mesi dall’insediamento della commissione, come valuta il loro operato e come trova la città? <<È ovvio che gestire una città non è semplice, soprattutto per chi si trova davanti un percorso già avviato. Siamo ancora all’inizio, difficile giudicare l’operato della Commissione>>. Cosa suggerisce di fare alla triade? <<Di lavorare per il bene della città e di non tralasciare tematiche importanti, come i servizi sociali per continuare a garantire i servizi essenziali alla comunità>> Il comune ha un disavanzo di oltre 31 milioni di euro. Saranno tempi di tagli e stallo per nuove opere e servizi come cultura, politiche sociali, sport, eventi. Vi sentite in parte responsabili? <<Sentirci responsabili per aver messo in campo opere, servizi, cultura, politiche sociali, mi sembra un controsenso. Se solo guardassimo i bilanci dei comuni della Campania ci potremmo rendere conto del difficile momento economico generale in cui versano gli enti>> Farete ricorso al Tar contro lo scioglimento? <<Sicuramente>>. (Il termine ultimo per presentarlo è il 15 aprile, ndr). Sarà ricandidata? <<Troppo presto per dirlo. Dopo quello che è accaduto in questi ultimi mesi lo sconforto è grande, soprattutto quando si è operato in totale trasparenza e nell’interesse del prossimo. Chi vivrà vedrà>> Chi sarà il futuro leader del centrodestra? <<Non ho la sfera di cristallo, ma sicuramente dovrà essere una persona seria, capace di operare per il bene cittadino e di mettere insieme più anime>> E chi invece tra gli alibertiani? <<La stessa cosa>>.

IL RICORSO

maggioranza-alibertiLe elezioni sono lontane, molto lontane. Un anno e mezzo in politica equivale almeno a due o tre “era geologiche” e avere la presunzione di intravedere futuri papabili oggi è fuorviante. Un dato però è certo, tra gli alibertiani c’è un profondo sconforto e senso di ingiustizia, e nonostante la frenetica attività investigativa, ad oggi restano compatti attorno al loro leader indiscusso: Pasquale Aliberti. Presenteranno ricorso al Tar avverso il decreto di scioglimento, Aliberti lo aveva promesso, e questo perché ritengono esserci palesi discordanze con quanto il ministro Marco Minniti ha scritto nella sua relazione, frutto, ovviamente, di una sintesi di quanto prodotto in sei mesi dalla commissione d’accesso voluta dal Prefetto Salvatore Malfi. E se da un lato c’è chi lo sconsiglia, come l’ex assessore Raffaele Sicignano, gli alibertiani sono però convinti che un tentativo vada comunque fatto. E così a firmare potrebbero esserci i fedelissimi: Mimmo Casciello, Brigida Marra, Teresa Formisano, Carmela Berritto, Francesco Vitiello, Alfonso Pisacane, Dalila Borriello, Diego Del Regno (come ex consiglieri comunali) Annalisa Pisacane, Antonio Fogliame, Nicola Acanfora, Giancarlo Fele come ex assessori. In forse Diego Chirico. Come in forse sarà l’adesione di Roberto Barchiesi, con l’ex primo cittadino perno centrale dell’inchiesta Sarastra. Forse pochi per dare un maggior impulso all’esposto, considerato che consiglieri e assessori firmatari non rappresentano l’ex maggioranza eletta (composta da 15 esponenti). Numeri risicati, anche per lanciare le basi di una futura coalizione di centrodestra. E’ chiaro che le indagini ancora in corso (entro settembre dovrà esserci l’avvio del processo) rallentano ogni tentativo di imbastire un ragionamento politico. Anche perché Aliberti in questo delicato frangente non può vestire (almeno ufficialmente) i panni del leader politico. Quanto ai papabili, qualcuno avrebbe scommesso, in altri tempi, su Giancarlo Fele. Ma l’ex vicesindaco non è sembrato voler mettersi a capo della “rinascita alibertiana”, almeno non in questo momento politico.

CENTROSINISTRA IN FERMENTO

3-pd-scafatiDiversa l’atmosfera in casa centrosinistra, da queste parti si parla ampiamente di elezioni. Non comunali però, per quelle c’è tempo e comunque sono conseguenziali alle elezioni politiche e soprattutto al congresso del PD. Si discute all’interno del circolo di via Giovanni 23°, in gioco c’è la futura leadership del partito, importante tassello per determinare il candidato sindaco da opporre al centrodestra e soprattutto al M5S. Non manca nulla ai democrat e in prospettiva congresso sono emerse le tre anime che compongono il circolo. I renziani sono decisamente la maggioranza e a capo c’è la segretaria Margherita Rinaldi, con Michele Grimaldi e Vittorio D’Alessandro per l’ex gruppo consiliare. Buona la rappresentanza di Michele Emiliano, che ha raccolto l’adesione di Marco Cucurachi e Michelangelo Ambrunzo, entrambi consiglieri uscenti. Terza è la componente facente capo al ministro Orlando. A portare avanti la sua candidatura sono l’avvocato Giuseppe Vitiello e una nutrita fetta di ex componenti di “Primavera Non Bussa”, in primis la vice segretaria Regina Scarico. Fuori dai confini del Pd si guarda in ottica elezioni politiche, e in questo contesto ritorna Mirko Secondulfo, che dopo aver guidato Sel ed essere confluito nel Pd, oggi è a capo degli “scissionisti” dalemiani di Articolo 1 – Democratici Progressisti. La nascita di Sinistra Italiana potrebbe rappresentare un trampolino di lancio politico per Raffaella Casciello, già reduce di un brillante risultato elettorale alle ultime regionali. E poi c’è il frenetico e mai stanco attivista in orbita De Magistris, Francesco Carotenuto, a capo del laboratorio politico Scafati Arancione

IL M5S PRONTO AL GRANDE SALTO

1-simLoro continuano a mostrarsi “attivisti”, ma i militanti di Scafati in Movimento sono politicamente maturati e consapevoli che le elezioni comunali del 2019 potrebbero essere la loro grande opportunità. Non parlano di candidature, il M5S è un “partito” al momento appetibile e in una città come Scafati potrebbe rappresentare la “scalata” di qualcuno che ufficialmente non può esprimersi in prima persona. Un po’ come accaduto a Roma, dove si scrive M5S ma tutto sommato, si legge “centrodestra”. I militanti ne sono consapevoli, e seppur hanno intensificato i loro tour in giro per la città a fare proselitismo, tengono ben salde le redini del movimento locale. Fare passi falsi potrebbe compromettere la loro scalata a Palazzo Mayer e l’unico modo per non cadere in errore è parlare di contenuti, prima ancora del contenitore. Tutti al momento sembrano esorcizzare una propria candidatura alla prima poltrona, e gli storici Giuseppe Sarconio o Ivan Piedepalumbo sembrano guardare più alla poltrona da consigliere che al sindacato. C’è tempo ancora, al momento l’imperativo è soltanto uno: evitare scalate esterne e indesiderate. Non risulta essere operativo l’ex candidato sindaco del 2013, Eugenio Panella.

 

 




Scafati. Obbligo del certificato antimafia per le nuove attività commerciali

Di Adriano Falanga

Arriva una nuova direttiva emessa dalla commissione straordinaria guidata dal Prefetto Gerardina Basilicata assieme ai commissari Maria De Angelis e Augusto Polito. Destinatari sono gli uffici preposti al rilascio, stipula, approvazione di qualsiasi contratto o sub contratto, precedentemente al rilascio di eventuali concessioni o erogazioni. A questi uffici è fatto obbligo di acquisire, sempre e comunque, l’informazione antimafia. Ciò si rende necessario per il rispetto dell’articolo 100 del decreto legislativo n: 159 del 2011. Nel dettaglio, l’articolo recita testualmente: “L’ente locale, sciolto ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, deve acquisire, nei cinque anni successivi allo scioglimento, l’informazione antimafia precedentemente alla stipulazione, all’approvazione o all’autorizzazione di qualsiasi contratto o subcontratto, ovvero precedentemente al rilascio di qualsiasi concessione o erogazione indicati nell’articolo 67 indipendentemente dal valore economico degli stessi”. Soggetti all’obbligo quindi non solo le attività commerciali ex novo, ma anche le concessioni di costruzione e gestione di opere riguardanti la pubblica amministrazione e concessioni di servizi pubblici; iscrizioni negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi riguardanti la pubblica amministrazione, nei registri della camera di commercio per l’esercizio del commercio all’ingrosso e nei registri di commissionari astatori presso i mercati annonari all’ingrosso; attestazioni di qualificazione per eseguire lavori pubblici; altre iscrizioni o provvedimenti a contenuto autorizzatorio, concessorio, o abilitativo per lo svolgimento di attività imprenditoriali, comunque denominati; contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali; licenze per detenzione e porto d’armi, fabbricazione, deposito, vendita e trasporto di materie esplodenti.

“M5S” plaude all’iniziativa

L’obbligo del certificato antimafia per i richiedenti e i suoi familiari di licenze commerciali, disposto dalla triade commissariale, riceve il plauso del M5S. <<Ottima iniziativa soprattutto nell’ottica che questa disposizione si estenderà anche per due anni successivi alla dipartita della commissione straordinaria – commentano da Scafati in Movimento – questo indirizzo viene adottato nei comuni sciolti per infiltrazione camorristica come Scafati. Ce ne rallegriamo, così si potranno controllare tutte le persone che esercitano gli esercizi a Scafati>>. L’obiettivo è decisamente plausibile, la legge intende infatti escludere tentativi di infiltrazioni criminali anche dal tessuto commerciale e imprenditoriale, a seguito dello scioglimento dell’Ente per lo stesso motivo. I Cinque Stelle vanno però oltre, e chiedono la retroattività del provvedimento. <<Non vorremmo che la criminalità organizzata si fosse infiltrata anche nel tessuto commerciale della nostra città. Dunque per questo rilanciamo e chiediamo che a produrre il certificato antimafia siano anche gli attuali esercizi che già da tempo hanno avuto l’autorizzazione sono presenti sul territorio nostro>>.