Scafati Sviluppo: “Esposto all’Anac, funziona a spese del Comune ma costa come una spa”

Di Adriano Falanga

“Secondo Pasquale Aliberti la Scafati Sviluppo è l’unica società in Italia a costo zero, perché senza dipendenti. Pura demagogia, perché la Stu funziona a spese del comune, ma costa come una spa”. Giuseppe Sarconio, attivista di Scafati in Movimento, commenta così il servizio di Cronache che ha fotorafato l’anomala gestione della società partecipata che dovrebbe, condizionale è d’obbligo, occuparsi di trasformazione urbana. “Questa società è nata esclusivamente per attuare il progetto Ex Copmes, a questo punto ci chiediamo: perché tenerla in piedi, con ben 11 professionisti in organigramma per un costo ordinario della sola retribuzione di 80 mila euro annui? Basterebbe l’istituzione di una posizione organizzativa in staff, come avviene già per i Pip e da ultimo per Scafati Solidale” prosegue Sarconio. Attualmente l’organigramma è così composto: Cda, presidente Antonio Mariniello (compenso 12 mila euro); amministratore delegato Mario Ametrano (15 mila); consiglieri sono il comandante della Polizia Municipale Alfredo D’Ambruoso, Emanuele De Vivo, Bartolomeo D’Aniello (7200 euro a testa); il collegio sindacale è composto dal presidente Massimiliano Granata (7 mila) e dai sindaci Assunta Tufano e Catello Casciello (6 mila euro a testa); Revisore è il ragionier Ferdinando Voccia (7 mila euro) mentre Laura Semplice è consulente legale (6 mila euro) e Raffaele De Luca consulente fiscale (5 mila). Il tutto per portare avanti un progetto che ad oggi ha visto la sola realizzazione del lotto C di circa 2500 mq, mentre è in fase di ultimazione il lotto B di quasi 7000 mq mentre gli oltre 4000 mq del lotto A sono stati stralciati e da realizzare in un progetto ex novo. Un progetto che dai trenta milioni di euro iniziali è stato stralciato ai circa 18 di oggi, e nonostante i proclami, non è neanche chiaro se davvero il compimento dei tre lotti possono bastare a soddisfare le esigenze finanziarie della società, che negli anni ha accumulato oltre mezzo milione di euro di debiti di gestione e oltre sette milioni di debiti iscritti a bilancio nel 2014. “La vendita dei capannoni realizzati permetterà di pagare ogni debito accumulato per il soddisfacimento dell’obiettivo” hanno più volte ribadito i vertici della Stu, però la situazione dei pagamenti, nonché gli atti preliminari stipulati con gli acquirenti, sono ancora coperti da segreto. E non avendo la società altre commesse, la sua sopravvivenza è legata esclusivamente alla riqualificazione dell’area ex Copmes. “Ecco perché oggi ci chiediamo perché il sindaco si ostini a tenere in piedi una simile struttura, senza pensare di tagliare tutto ciò che può portare al contenimento della spesa” puntualizzano gli attivisti grillini. “Non solo, la Scafati Sviluppo non rispetta le più elementari norme previste in materia di trasparenza: niente sito web, niente verbali, curriculum, incarichi, retribuzioni, nulla. Ha ragione Cronache, la società c’è, ma non si vede e si sente, pesando sulle tasche degli scafatesi, detentori del capitale sociale”. Preannunciano un esposto all’Autorità Anticorruzione i militanti di Scafati in Movimento: “perché è chiaro ed appurato che la società non esiste come autonoma, ma è un braccio operativo del Comune”. Avendo sede presso la Casa Comunale, è chiaro che le necessarie voci di costo quali cancelleria, energia elettrica, telefono sono “caricate” indirettamente sui costi di gestione dell’Ente. E allora, perché tenerla in piedi?

L’ANALOGIA CON SCAFATI SOLIDALE, ALTRO PAPOCCHIO BUROCRATICO

1-scafati solidaleDa pochi giorni si è scoperto che anche la Scafati Solidale fino al 2015 ha operato in condizioni giuridiche diverse da come di fatto strutturata (e finanziariamente gestita). Concepita come Istituzione, ha in un primo momento avuto in carico oltre allo cda anche la figura del direttore, poi abolita. Sono stati approvati bandi, regolamenti e graduatorie per la concessione di servizi e contributi sociali per anni, fino a che da Palazzo Mayer ci si è accorti dell’errore e si è cercato di metterci una pezza, attraverso la modifica dello Statuto dell’istituzione. “In realtà è un settore organizzativo, la struttura non è mai decollata come Istituzione” è stato spiegato in Commissione Politiche Sociali, scoprendo così il papocchio che può comportare serie conseguenze economiche per l’ente. Sul tema ci sono due interrogazioni comunali presentate dai consiglieri Pd Michele Grimaldi e Michelangelo Ambrunzo. Volendo anche rimediare all’errore, resta da chiarire se i diversi cda che si sono succeduti negli anni siano legittimi e soprattutto se siano legittimi gli atti da loro prodotti.

MARINIELLO, PRESIDENTE DELLA STU: “SI CORRE AI RIPARI”

antonio marinielloChe ci sia il sole o la pioggia sulla Stu, il riferimento è sempre lui, il presidente Antonio Mariniello, che pure non si è mai nascosto nel silenzio. E così fa anche oggi, dopo il servizio di Cronache. “Sul sito web stiamo provvedendo perché il precedente incaricato da Sansone (ex a.d. ndr) venne meno per cessata attività ed adesso stiamo cercando un sostituto – spiega l’ex presidente del consiglio comunale – sui compensi agli amministratori innanzitutto non avete citato la delibera assembleare del 27/12/2013 in cui venivano ridotti tutti i compensi del 10% e l’eliminazione nella delibera che avete richiamato dei compensi orari, legati alla sola presenza nei CDA, di tutti gli organi di controllo, prima percepiti, che ha permesso un risparmio di gran lunga superiore al 30% così come richiesto da Cacchione e che stiamo analiticamente monitorando, ma sicuramente superiori al 30%”. Mario Santocchio e Cristoforo Salvati lamentano di aver ricevuto un rifiuto alla loro richiesta di accessi agli atti, da un lungo elenco di documenti sono stati trasmessi soltanto, e parzialmente, i verbali delle assemblee ordinarie. Mancano i verbali dei cda, e la documentazione economica sul progetto Ex Copmes. “Il nostro legale (Laura Semplice, ndr) mi ha detto cosa si poteva consegnare e cosa no” chiarisce Mariniello, che poi ammette (ma lo aveva già fatto qualche mese fa): “sono d’accordo e l’ho detto un mese e mezzo fa pubblicamente che la struttura della Società va snellita, con solo tre persone nel CDA e un solo organo di revisione, con ulteriore 10% di diminuzione dei compensi. L’ho detto in tempi non sospetti”. Il presidente della Stu fu però “bacchettato” dal sindaco Pasquale Aliberti, che difese a spada tratta l’enorme lavoro portato avanti dal cda “senza il supporto di un solo dipendente in organico”. Un primo cittadino orgoglioso di una società che “forse unico caso in Italia, opera con il solo cda”.




Il Dossier: Scafati Sviluppo, la società che c’è, ma non si vede

Di Adriano Falanga

Scafati Sviluppo, la partecipata che c’è, ma non si vede. Nata nel febbraio 2005, ha un capitale sociale, interamente pubblico e detenuto dal Comune di Scafati, di 6,2 milioni di euro. La sua mission è la trasformazione urbana, ma in undici anni di gestione la società ha prodotto poco, molto poco, a fronte dei debiti accumulati. Non ha dipendenti, non ha mezzi, non ha operatori, non ha attrezzature, non dispone di beni immobili, ma ha sede presso la Casa Comunale. In organico 11 figure tra amministratori, collegio sindacale e revisori con un totale di retribuzione annuo di circa 80 mila euro. Una sola commessa: la riqualificazione dell’area industriale Ex Copmes, progetto di trenta milioni di euro, fortemente ridimensionato nel tempo, che ha visto ad oggi la realizzazione del solo lotto C di circa 2500 mq, è in fase di ultimazione il lotto B di quasi 7000 mq mentre gli oltre 4000 mq del lotto A sono stati stralciati e da realizzare in un progetto ex novo. Questo per rientrare nella disponibilità del mutuo che la banca erogatrice, la Bnl, ha ridimensionato. Dopo anni di gestione pressoché impalpabile nei risultati prodotti, che ha comportato però circa mezzo milione di euro di debiti di gestione (soprattutto verso i diversi professionisti che si sono succeduti negli organismi di controllo, e ancora non pagati) l’attuale cda risulta essere il più operativo. Restano però mille dubbi sulla trasparenza di questa società, e soprattutto sulla reale necessità di tenerla in piedi, considerato che il solo progetto Ex Copmes potrebbe essere anche gestito da un apposito settore organizzativo, così come viene gestito il Pip. Del resto, la società nei fatti è già un braccio operativo dell’Ente, più che struttura societaria autonoma, come magari lo è l’Acse. Non ha una sede fisica vera e propria, non ha uffici, non ha un sito web e di conseguenza non è possibile poter visionare gli atti che la legge sulla Trasparenza richiede essere pubblici. Nessun bilancio, nessun incarico, nessuna remunerazione, nessun curriculum, tutto sembra essere avvolto in un alone di mistero. E sì che si tratta di una società a capitale interamente pubblico. Accedere agli atti è difficile anche per un consigliere comunale, come ha denunciato il gruppo Fdi composto da Mario Santocchio e Cristoforo Salvati.

1-bilanci scafati sviluppoI due esponenti di minoranza avevano chiesto la trasmissione dei verbali delle assemblee ordinarie, dei cda, oltre che i pagamenti e contratti preliminari stipulati con le imprese acquirenti dei lotti in costruzione nell’area Ex Copmes, relativi al periodo giugno 2013-maggio 2016. Ai due consiglieri comunali sono stati consegnati solo i verbali delle assemblee dal 27 dicembre 2013 al 22 ottobre 2015. Mancano quelli non meno importanti del primo semestre 2016, dove si è avuta la revoca e rinomina dell’amministratore delegato Mario Ametrano, a seguito disposizione dell’Anac. “L’ulteriore documentazione richiesta non viene rilasciata perché non dovuta – ha motivato il presidente della Stu Antonio Mariniello – restiamo tuttavia disponibili a fornire ulteriori informazioni sul diniego”. Sempre il presidente chiarisce che ogni atto della società “viene regolarmente trasmesso al Comune – poi ammette – vero però che il sito non è aggiornato e funzionale, provvederemo immediatamente”. Se alla loro pubblicazione non provvede la società stessa, dovrebbe essere il Comune (socio unico) a farlo. Sul sito dell’ente però le cose non cambiano, la Stu è letteralmente un “fantasma”, viene citata sulla home, ma sulla pagina inerente non c’è scritto praticamente nulla. Sull’Albo on line c’è un’apposita sezione denominata “Atti Stu, programma riqualificazione ex Copmes” ma è del tutto priva di contenuti. Dovrebbe esserci un’apposita sezione in “amministrazione trasparente” allora, così come impone legge. Ed infatti alla sezione “società partecipate” troviamo la pagina “Scafati Sviluppo”. Inutile cliccare però, contenuto non caricato. Unici dati presenti sono i risultati di bilancio, che mostrano come la società è in perenne perdita. Fatto curioso è l’assenza di costi per materia prime, sussidiarie, di consumo e merci. Questo potrebbe dimostrare la totale assenza di struttura autonoma, niente uffici, niente telefoni, niente cancelleria. Avendo sede presso la Casa Comunale, è chiaro che queste voci di costo sono “caricate” indirettamente sui costi di gestione dell’Ente. Come se il tutto fosse un settore organizzativo interno, appunto. Restano però in piedi gli 80 mila euro necessari per tirare avanti una società per azioni.

LE CRITICITA’ SOLLEVATE DAL MEF E DAI REVISORI DEI CONTI

2- inaugurazione lotto cGli ispettori del Ministero delle Finanze che hanno verificato l’attività economico finanziaria dell’ente dal 2010 al 2014 hanno sollevato ben 24 punti di criticità, come oramai è noto, che hanno determinato gran parte dell’attuale situazione di instabilità politica. Tra questi anche un apposito capitolo relativo alle società partecipate. Relativamente alla Stu, che risulta in perdita negli ultimi tre esercizi, si evidenzia un altro elemento di criticità che potrebbe dare luogo per il comune di Scafati ad una possibile insussistenza di propri crediti vantati nei confronti proprio di questa partecipata: “Ci si riferisce in particolare al contratto di mutuo stipulato dalla Scafati sviluppo con istituto bancario Bnl che ha richiesto il versamento da parte del Comune di Scafati alla società, a titolo di finanziamento soci, di un importo di euro 400 mila non rimborsabile fine a conclusione dell’ammortamento del mutuo che garantisce l’istituto di credito in caso di inadempimento da parte del mutuatario”. Secondo i funzionari ministeriali esiste un potenziale rischio per l’ente di non vedersi restituire la somma versata qualora l’andamento gestionale della partecipata prosegue con l’andamento negativo registrato negli ultimi esercizi. Anche i Revisori di Palazzo Mayer, nel loro parere al Previsionale 2016, al voto giovedi sera, hanno sollevato riserve. La società che porta avanti la riqualificazione dell’area industriale Ex Copmes avrebbe obbligo di legge, fin dal gennaio 2015, di ridursi la retribuzione del 30%. Tutto ciò non è avvenuto, scrivono i revisori. Agli atti anche tre solleciti del responsabile settore finanziario (3 luglio e 30 dicembre 2015, 3 maggio 2016) in cui si invita il cda al rispetto di quanto imposto dalla legge (147/2013). Attualmente l’organigramma è così composto: Cda, presidente Antonio Mariniello (compenso 12 mila euro); amministratore delegato Mario Ametrano (15 mila); consiglieri sono il comandante della Polizia Municipale Alfredo D’Ambruoso, Emanuele De Vivo, Bartolomeo D’Aniello (7200 euro a testa); il collegio sindacale è composto dal presidente Massimiliano Granata (7 mila) e dai sindaci Assunta Tufano e Catello Casciello (6 mila euro a testa); Revisore è il ragionier Ferdinando Voccia (7 mila euro) mentre Laura Semplice è consulente legale (6 mila euro) e Raffaele De Luca consulente fiscale (5 mila). I compensi attuali furono stabiliti nell’assemblea dei soci del 30 luglio 2015, grazie ad una proposta predisposta dalla segretaria comunale Immacolata Di Saia, che attuò una “retribuzione meritocratica dei compensi a favore di coloro che si vedono maggiormente e quotidianamente impegnati nell’attività di gestione della Stu: Antonio Mariniello, Mario Ametrano, Laura Semplice e Raffaele De Luca”. I loro compensi furono rideterminati grazie al taglio dei gettoni di presenza percepiti fino a quel momento dai revisori. Pasquale Aliberti ha spiegato più volte che la società è formata, ed opera, esclusivamente con il solo cda, in quanto non ha dipendenti. Una situazione positiva per il sindaco, ma negativa per il collegio dei Revisori, che chiede (come da piano di razionalizzazione delle società partecipate) la soppressione delle società composte proprio da soli amministratori.




Scafati. Arrivano le dimissioni di Eduardo D’Angolo. Così Aliberti cerca di recuperare i dissidenti

Di Adriano Falanga

Si dimette Eduardo  d’angolo,  presidente del cda dell’ Acse, la società partecipata che gestisce i servizi esterni, tra cui i rifiuti, i parcheggi e i servizi cimiteriali. D’angolo è stato al centro delle polemiche tutte interne alla maggioranza, accusato di non aver raggiunto gli obiettivi e ritenuto responsabile del caro rifiuti. A chiedere le sue dimissioni il gruppo uscito dalla maggioranza di Identità Scafatese, Roberto Barchiesi e il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. Dimissioni forse tardive, viste le defezioni al consiglio di mercoledì sera, ma forse necessarie e propedeutiche per il terzo e ultimo tentativo per approvare il bilancio e trovare nuova maggioranza. D’Angolo non dovrebbe uscire del tutto di scena, non si esclude infatti il suo ingresso alla Scafati Sviluppo, a sostituire Antonio Mariniello, prossimo ad entrare in giunta. Qualora però gli accordi non dovessero essere rispettati, nessuno vieta al primo cittadino Pasquale Aliberti di rinominare l’imprenditore scafatese di nuovo al vertice dell’Acse.




Scafati. Ex Copmes, finalmente inaugurato il lotto C. Asse De Luca-Aliberti su altri progetti

Di Adriano Falanga

Era il giorno del suo compleanno quando fu inaugurato il cantiere della riqualificazione area Ex Copmes, è il suo onomastico quando il primo lotto di capannanoni vede il taglio del nastro. Pasquale Aliberti ha voluto “festeggiare” in questo modo le due ricorrenze. Terminati i lavori al lotto C: 9 capannoni da 250 mq l’uno, al costo di 850 euro al mq. A giorni la presa in possesso degli acquirenti, mancano solo gli atti notarili (e chiaramente il pagamento). “Bisogna dare un’immagine positiva a quest’opera – dice il primo cittadino – perché va nell’interesse della città, i sindaci passano, le opere restano”. Al tavolo siede con il sindaco il cda della Scafati Sviluppo spa, la partecipata che porta avanti il progetto: il presidente Antonio Mariniello, l’a.d. Mario Ametrano, Emanuele De Vivo, l’assessore al Bilancio Raffaele Sicignano, e il legale Laura Semplice. Presente anche l’architetto Gabriella Camera, responsabile del Piu Europa, una nutrita fetta di assessori e consiglieri comunali. “Sento parlare di tagli ai cda delle partecipate, e a sostenerlo è anche lo stesso Mariniello – continua Aliberti – ma stavolta non sono d’accordo, perché la Scafati Sviluppo è un caso particolare, in quanto non ha dipendenti, ma opera solo attraverso il suo cda, composto da cinque componenti”.

2-lotto CEntro fine mese prossimo si prevede il taglio del nastro anche per il lotto B: 14 capannoni da 500 mq l’uno. “Dopodiché possiamo già ragionare sul lotto A. E a proposito, apriamo già adesso la manifestazione d’interesse per gli imprenditori che vogliono partecipare – continua il primo cittadino – questa è la riposta alla piccola e media impresa locale, per battere la camorra bisogna creare lavoro”. Immancabile la stoccata alla sua opposizione, accusata di contrastare il progetto. “L’altra politica quando contrasta tutto questo fa gli interessi della camorra, andando contro gli imprenditori e favorendo la disoccupazione”. Da Mariniello e Ametrano i ringraziamenti di rito, a partire dalla famiglia Viro, titolare dell’impresa appaltatrice, la Mavi Costruzioni. “Nonostante le difficoltà – dirà Pasquale Viro – noi ci abbiamo sempre creduto”.

SPUNTA L’ASSE TRA DE LUCA E LA COPPIA ALIBERTI-PAOLINO

3-aliberti-da-de-lucaSpunta l’asse tra Enzo De Luca e la coppia Pasquale Aliberti-Monica Paolino. Indiscrezioni raccontano di un incontro a tre tenutosi la settimana scorsa, sul tavolo le proposte per l’Agro, in particolare per la città di Scafati. Aliberti avrebbe chiesto la riapertura del pronto soccorso del Mauro Scarlato, dietro sostegno (anche indiretto) ad alcuni progetti che la Regione avrebbe in mente per la città. Il primo cittadino al cronista prima smentisce la notizia, poi ironicamente aggiunge: “dite pure al Pd locale che l’ospedale lo riapriranno loro” ed infine puntualizza: “a questa conferenza non sempre ho detto la verità”. Due in particolare i progetti sul tavolo, il progetto Jessica, che dovrebbe portare nuovi finanziamenti per nuove opere: “senza gravare sulle tasche degli imprenditori” chiarisce il sindaco e la proposta di portare il mercato dei fiori voluto da De Luca nell’area del Polverificio, presso il Pip di Scafati. “Il Governatore ha parlato di un grande progetto che vede il Mercato dei Fiori ospitato presso il parco del Polverificio Borbonico, di recente acquisito dalla soprintendenza dei Beni Archeologici di Pompei – spiega Aliberti – noi però vogliano ragionare meglio, perché nell’area Pip abbiamo tutti i metri quadri necessari per ospitare la struttura”. Insomma, un’idea per prendere due piccioni con una fava, portare sviluppo e recuperare i terreni già espropriati (e non ancora pagati) dell’area industriale che la ex Agroinvest doveva realizzare. “In Regione diremo che abbiamo già un tavolo tecnico aperto con gli imprenditori del comparto, interessati al progetto” rivela Aliberti.




Scafati Sviluppo: Ametrano revocato e rinominato, torna anche Mariniello

Di Adriano Falanga

Scafati Sviluppo, tutto come prima. Come anticipato già da Cronache, Antonio Mariniello ritira le dimissioni da presidente nel momento in cui Mario Ametrano viene (ri)nominato amministratore delegato. Le decisioni sono state ratificate nel orso dell’assemblea dei soci di ieri pomeriggio, quando Giancarlo Fele, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, nella qualità di unico socio della partecipata ha ufficialmente chiesto al dimissionario Mariniello di restare al vertice della Stu, almeno fino alla naturale scadenza di mandato, prevista con l’approvazione del consuntivo 2015, entro il prossimo autunno. Una decisione che conferma anche le indiscrezioni di corridoio, che volevano il presidente dimissionario non solo per impegni professionali, ma anche per le difficoltà nel proseguire praticamente da solo, dopo che L’Anac aveva revocato la nomina di Ametrano. Un ruolo dichiarato inconferibile quello dell’amministratore delegato già consigliere comunale alibertiano fino al 2013, poi non rieletto in lista Udc, finendo terzo dietro Mimmo Casciello e Giacinto Grandito. In questi giorno il responsabile dell’anticorruzione di Palazzo Mayer, il ragioniere capo Giacomo Cacchione, ha dato seguito alle delibera 156 di Raffaele Cantone, revocando quindi Ametrano. Nel contempo, essendo passati i due anni imposti dalla legge di intervallo dall’ultimo mandato elettorale, il primo cittadino Pasquale Aliberti ha potuto nominare, questa volta si, il suo fedelissimo. Una schiarita, l’ennesima, nell’orizzonte di una non facile riqualificazione Ex Copmes. Secondo Aliberti sarebbe imminente la consegna del lotto C ai promissari acquirenti, mentre entro pochi mesi dovrebbe concludersi anche l’iter per il lotto B. Il lotto A, strutturalmente ed economicamente più consistente, sarà realizzato con un’operazione ex novo. Di contro, l’opposizione attraverso Marco Cucurachi e Mario Santocchio continua a sostenere l’esistenza di difficoltà oggettive, tra cui la mancata copertura finanziaria e aspetti poco chiari nel rispetto della convenzione stipulata tra la società e il Comune.




Scafati Sviluppo, tornano Mariniello e Ametrano

Scafati Sviluppo, Mario Ametrano verso la (ri)nomina ad amministratore delegato. Giacomo Cacchione, dirifente e responsabile dell’anticorruzione a Palazzo Mayer, avrebbe trovato una soluzione per uscire dall’impasse in cui versa la Stu. Uno stallo registrato dopo che l’Anac di Raffaele Cantone ha revocato la nomina di Ametrano, perché non in linea con i dettami della legge in materia di inconferibilità e incompatibilità negli incarichi pubblici. Andiamo per ordine però. L’Autorità Nazionale Anticorruzione si riunisce il 10 dicembre 2015 ed emette la delibera 156. “Si ritiene ricorra certamente una situazione di inconferibilità, trattandosi della nomina quale amministratore delegato di una società in controllo pubblico, di un ex consigliere comunale” scrive l’Anac. Ciò constatato, Raffaele Cantone delibera che il Comune di Scafati deve contestare le rilevate cause di inconferibilità ai soggetti cui è stato conferito l’incarico, dichiarare la nullità della nomina ed irrogare la sanzione ex art. 18 del d.lgs. n. 39/2013”. Da allora si registra lo stallo alla Scafati Sviluppo, perché Cacchione piuttosto che dare seguito alla delibera, inizia una corrispondenza con l’Autorità per fornire e richiedere chiarimenti. Ciò è stato anche confermato da Pasquale Aliberti nel corso dell’ultimo consiglio comunale, incalzato da una interrogazione del Pd. Ma è anche Fratelli D’Italia, attraverso Mario Santocchio, che più volte ha chiesto al responsabile dell’anticorruzione di palazzo Mayer di attuare le disposizioni imposte dall’Anac. E indirettamente la soluzione al problema è stata fornita proprio dalle pressioni delle opposizioni. Scaduti i due anni dal suo ultimo mandato da consigliere comunale, Mario Ametrano supera i vincoli imposti dalla legge e può quindi essere nominato. In queste ore Cacchione starebbe inoltre dando seguito al decreto di revoca, portando a compimento quando imposto dalla delibera 156 di Cantone. Superato lo scoglio, l’ex consigliere comunale non rieletto nel 2013 con l’Udc dovrebbe riprendere il suo posto alla guida della Stu, già da oggi stesso, quando ci sarà l’assemblea dei soci. In questa sede infatti Aliberti, nella qualità di sindaco e unico socio, dovrebbe riconferire la nomina al suo fedelissimo.

ex copmes2Non solo, l’operazione potrebbe anche convincere Antonio Mariniello, presidente dimissionario, a ritirare le sue dimissioni. Il noto medico scafatese, esponente di spicco della vecchia Democrazia Cristiana e vicesindaco con Francesco Bottoni, ha sì trasmesso le sue dimissioni al primo cittadino, ma aveva anche deciso di confermarle nel corso dell’ultima assemblea che si terrà appunto domani mattina. Mariniello avrebbe ricevuto pressioni dalla maggioranza per restare al suo posto, nel momento in cui ci dovrebbero essere (il condizionale è d’obbligo) i trasferimenti di proprietà dei capannoni del lotto C, oramai terminati. Non solo, secondo lo stesso Aliberti entro il 30 Aprile l’impresa appaltatrice consegnerà alla Stu anche il lotto B. Con la vendita di questi ultimi edifici l’operazione Ex Copmes (stralcio di un progetto molto più articolato) dovrebbe vedere la fine. E da qui ripartire per il lotto A, e tutto ciò che non si è riusciti a realizzare secondo l’originale progetto della Giugiaro Architettura. Non solo Aliberti, ma anche la banca erogatrice del mutuo da 10 milioni di euro e gli stessi imprenditori avrebbero sollecitato Mariniello a restare. Vero motore del progetto Ex Copmes, Mariniello ha lasciato ufficialmente per motivi di lavoro legati alla sua attività di medico di base, ma il corridoio racconta di un professionista stanco di lavorare da solo. La Stu già versa in precarie condizioni, e come se non bastasse le indagini della Dia e l’interesse della Commissione d’acceso avrebbero esasperato le cose. Di contro, il cda si è ritrovato monco del suo amministratore delegato dopo la scure dell’Anac e pare che gli altri componenti abbiano mostrato scarsa partecipazione alle riunioni. Tra questi Emanuele De Vivo, che ha motivato la sua lunga assenza da impegni lavorativi, mentre Alfredo D’Ambruoso è comandante della Polizia Municipale. Il ritorno di Ametrano dovrebbe essere la soluzione per uscire dalla crisi, tanto, ha spiegato Aliberti in sede consiliare: “entro pochi mesi tutto sarà finito”.




Scafati. Commissione d’accesso, evitato lo scontro in consiglio comunale. Scafati Solidale, fumata grigia

Di Adriano Falanga

È stranamente un consiglio comunale sotto tono, forse atipico rispetto a quanto offerto negli ultimi mesi. Si comincia già con oltre mezz’ora di ritardo, quando dai banchi della minoranza è presente solo il Pd. Tra le file della maggioranza pesano le assenze di Mimmo Casciello e Bruno Pagano (arriverà due ore dopo). Il primo, dopo aver visto sfumare il desiderio di sedere in giunta, ha assunto una posizione defilata, seppur non polemica, rispetto ai suoi colleghi. Insomma, da generale della truppa alibertiana si è auto declassato a soldato semplice. Bruno Pagano, sul punto di dichiararsi indipendente, ha deciso di darsi una seconda chance, aderendo al gruppo Identità Scafatese con Daniela Ugliano e Stefano Cirillo. È rimasto deluso chi si aspettava lo “scontro” sui temi caldi delle ultime settimane, quali l’insediamento della commissione d’accesso, le indagini dell’antimafia, le dimissioni poi respinte del comandante della Polizia Municipale, le dimissioni di Antonio Mariniello dalla guida della Scafati Sviluppo. Quasi a dimostrare come una fetta di minoranza ha a piacere più la polemica mediatica che il confronto vero e serrato in aula consiliare. Perché a pressare il sindaco di riferire sull’insediamento della commissione sono stati proprio i consiglieri di opposizione, arrivando anche a chiedere un apposito ordine del giorno. Richiesta che non ha avuto poi seguito e il sindaco ha semplicemente riferito in aula, tra assenze e scarsa attenzione, quando si è insediata la commissione e dai chi questa fosse composta. Nessun ulteriore dettaglio, anche perché sul protocollo depositato dai commissari non sembrano essere indicate motivazioni, “noi siamo sereni e sicuri del nostro operato” chiosa Aliberti. Prova ad accendere la miccia Marco Cucurachi, interpellando il prima cittadino sullo stato di salute della Scafati Sviluppo e del progetto di deindustrializzazione della Ex Copmes. “Vogliamo capire il perché delle dimissioni di Mariniello, anche a seguito della mancata copertura finanziaria come ha anche chiarito l’Anac, dopo il forte ridimensionamento del progetto, oggi in forte ritardo e dopo la revoca dell’amministratore delegato Mario Ametrano con provvedimento del’Anac – insiste Cucurachi – vogliamo capire anche perché il responsabile dell’anticorruzione Giacomo Cacchione, non ha ancora formalizzato la revoca come imposto dalla delibera di Cantone”. Aliberti replica ricordando che il progetto, seppur ridimensionato, è in dirittura d’arrivo. Il lotto C è terminato e pronto per la consegna, mentre il lotto B sarà terminato entro il 30 aprile. Sulla mancata revoca di Ametrano da parte di Cacchione chiarisce “è in atto una corrispondenza tra il dirigente e l’Anac per dei chiarimenti”. Deluso Cucurachi “sindaco non mi ha risposto sul perché il dottor Mariniello ha rassegnato le dimissioni e non mi ha chiarito la questione del finanziamento”.  A seguire, il consiglio comunale  approva la mozione presentata dal PD sul contrasto alla ludopatia, approvata anche l’adesione alla Stazione Unica Appaltante, che dovrebbe dare il via alla realizzazione del primo stralcio del Polo Scolastico. Infine, si nega il cambio della destinazione d’uso dell’ex liceo scientifico, cosi come chiesto dalla Provincia, che vorrebbe venderne una parte ai privati, “non saremo loro complici, che vendono scuole per farne appartamenti” spiega il primo cittadino.  Si nega anche il permesso per realizzare ulteriori cinque aule presso la sede centrale di via Niglio: “operazione possibile solo con un aumento della volumetria totale ad almeno 15 mila metri quadri” spiega l’assessore all’urbanistica Nicola Acanfora.

NUOVO STATUTO PER SCAFATI SOLIDALE, ANCORA UN RINVIO

1-scafati-solidaleNuovo statuto dell’Istituzione Scafati Solidale, altro rinvio dopo che una prima bozza di revisione è stata ritirata prima di essere votata in consiglio comunale, ad ottobre 2015. Una netta sforbiciata di ruoli e competenze, portata avanti dal cda dell’ente, ad oggi “sospeso” de facto dopo la revoca dell’Anac del presidente Andrea Granata. Tra i promotori Luca Celiberti. “A seguito delle ripetute e motivate sollecitazioni del collegio dei Revisori dei Conti, a quattro mani con l’ex direttore Vittorio Minneci e soprattutto con la supervisione periodica del ragioniere capo Giacomo Cacchione, il CDA ha proceduto in oltre tre mesi di lavoro a modificare, aggiornare, adeguare, correggere e migliorare lo statuto della Istituzione della Scafati Solidale” spiega Celiberti. “Lavoro resosi necessario per trasformare uno strumento nato e pensato come regolamento di una partecipata, ma poi rivelatosi errato, poiché l’istituzione di fatto partecipata non lo è mai stata – aggiunge l’ex consigliere comunale – si sono eliminate tutte le discrasie amministrative, le sovrapposizioni di ruoli tra il CDA è il Direttore. Si sono stabili i compiti e le funzioni di ognuno, cioè chi fa chi è chi fa cosa, ma soprattutto personalmente ho proceduto alla eliminazione di tutti quei paragrafi finanziari “pericolosi” e contrastanti con la realtà, come ad esempio la tenuta di un bilancio proprio, la disponibilità di acquisti in contanti e così via”. Insomma, lo snellimento dello statuto sarebbe orientato a ribadire la natura di “Istituzione” dell’ente, chiarendo bene che questa non è una società partecipata. E la differenza non è da poco, in primis si viene incontro alle osservazioni dei Revisori, che nel parere al Bilancio di previsione 2015 avevano evidenziato proprio la mancanza del Bilancio della Scafati Solidale. Da qui la scelta di sforbiciare lo Statuto, evitando le voci equivoche. La sua natura di Istituzione infatti la rende più simile (gestionalmente) ad un’associazione che ad una partecipata. Niente obbligo di Bilancio e nessuna bacheca digitale. Non male, per una struttura che si occupa di servizi sociali e che pesa sul bilancio comunale per circa 600 mila euro (previsione 2015). “Ringrazio tutti gli attori che hanno contribuito, nonché il consiglio comunale – conclude Luca Celiberti – spero che lo strumento approvato riporti la Solidale più vicino alla realtà e di conseguenza più vicino ai cittadini”. Una differenza tra lo Statuto presentato ad Ottobre e quello in aula ieri sera c’è, ed è relativa ai gettoni di presenza percepiti dai componenti del cda. Celiberti in prima battuta parificò il rimborso dovuto al presidente con quello dei componenti del cda, 30 euro per tutti. Oggi la commissione ha invece ratificato uno statuto che lascia questa voce com’era prima: 15 euro a seduta per i componenti e 30 per il presidente”. Con buona pace di Celiberti.

 




Scafati. Mercoledi consiglio comunale. Tra liceo e regolamenti, spunta il consiglio del 27 novembre

Di Adriano Falanga

Arriva il tanto atteso consiglio comunale, a lungo invocato dalle forze di opposizione per avere chiarimenti dal primo cittadino riguardo la bufera che si è abbattuta sulla Casa Comunale, con le indagini della Dia e della commissione d’accesso, la strana “girandola” di incarichi dirigenziali, la rimodulazione della giunta e lo stato di fatto delle società partecipate, soprattutto dopo le dimissioni del presidente della Scafati Sviluppo Antonio Mariniello e la revoca dell’amministratore delegato Mario Amitrano, dichiarato inconferibile dall’Anac. Si parlerà anche di Acse e del suo credito di 5,5 milioni di euro verso il Comune. La seduta è stata fissata per mercoledi 13 alle ore 18. Tanti gli argomenti, molti di natura tecnica, come l’approvazione di una serie di regolamenti, e il rinnovo delle convenzioni con l’Acse. Si voterà anche il regolamento per le riprese televisive del consiglio comunale, un tema che costò le dimissioni di Stefano Cirillo da presidente della commissione Statuto, dopo la pesante bordata che Aliberti gli rivolse in aula, contestando aspramente il lavoro fatto in commissione. Si parlerà di vecchio Liceo scientifico e di un immobile abusivo da acquisire a patrimonio comunale. Al voto anche una serie di interrogazione presentate dal Pd, quale una mozione contro il dilagare della ludopatia e un’altra per l’istituzione del registro delle unioni civili. Fdi chiederà invece lumi sulla nomina della Di Saia a responsabile dei procedimenti disciplinari e spiegazioni su voci che vogliono l’uscita di un cannone del 1700 dal Polverificio Borbonico per la sua ristrutturazione, effettuata però senza i dovuti e necessari permessi. Ad accendere però la miccia l’approvazione del famoso e contestatissimo verbale della seduta consiliare del 27 novembre 2015. La tristemente nota seduta definita illegittima nella sua convocazione dalla Prefettura, e che ha comportato l’apertura di un fascicolo di inchiesta da parte della Procura di Nocera Inferiore, a seguito dell’esposto presentato da Pasquale Coppola, presidente del consiglio in carica e nel pieno delle sue funzioni, esautorato di fatto dal consigliere anziano Teresa Formisano, che convocò, presidiandola, la seduta della discordia. Si parlava di decadenza. Oggi si parla di rischio scioglimento consiglio comunale. Insomma, un bel da fare, per una seduta che si preannuncia incandescente.




Scafati Sviluppo: Mariniello minimizza, Aliberti tace e Cucurachi affonda

Di Adriano Falanga

Le dimissioni non passano mai inosservate se poi a rassegnarle è il presidente della Scafati Sviluppo, società partecipata che porta avanti il progetto di reindustrializzazione Ex Copmes da quasi venti milioni di euro, il caso è bello e servito. Antonio Mariniello lascia la presidenza nel momento in cui la società sta completando l’assegnazione del lotto A, e si appresta ad iniziare il lotto B. “Sarà fatto in questi giorni e può darsi pure che sia io a firmare i primi atti perché resto in carica fino alla prossima Assemblea che ho convocato per il giorno 14” spiega il noto medico scafatese, già vice sindaco con la giunta Bottoni. “Con assoluta franchezza devo dire che le motivazioni sono assolutamente di ordine lavorativo, non raccapezzandoci più noi medici in questi meandri della burocrazia – conferma Mariniello – Avevo preannunciato al Sindaco tale mia decisione già un mese fa e ci siamo chiariti in grande sintonia. Nessuno screzio”. Sarà pure così, ma Pasquale Aliberti è piuttosto laconico: “le scelte di vita, o quelle professionali, non si commentano”. Vacilla la società che oltre alla Ex Copmes non ha altre commesse, e che ha sul groppone diverse centinaia di migliaia di euro di debiti di gestione pregressi. E’ comunque un terremoto che continua a scuotere l’amministrazione, dopo che l’Anac ha revocato la nomina dell’amministratore delegato Mario Amitrano, e c’è chi giura che presto seguiranno le dimissioni anche di altri componenti. Oltre al presidente e all’a.d, il cda vede la presenza di Emanuele De Vivo, Bartolomeo D’Aniello e Il comandante dei vigili urbani Alfredo D’Ambruoso. Collegio Revisori presidente Massimiliano Granata, componenti Assia Tufano e Catello Casciello. Revisore: Ferdinando Voccia. Ha una interpretazione tutta politica Marco Cucurachi, Pd: “le dimissioni di Mariniello hanno un solo significato, chiaro, inequivocabile e non soggetto ad interpretazione: scendo dalle nave”. E ovviamente, il tutto contestualizzato: “in questo momento topico, caratterizzato da crisi di maggioranza, fallimento politico di Aliberti, inchieste giudiziarie e accertamenti della Commissione di Accesso Prefettizia – continua Cucurachi – Aliberti spieghi alla Città e al Consiglio Comunale il perché delle dimissioni e lo stallo in cui si trova il progetto, tra mancanza di copertura finanziaria accertata da Cantone, debiti nei confronti dell’impresa appaltatrice, contenziosi con fornitori, consulenti coinvolti in inchieste della DDA e mancata consegna dei capannoni. Prevalga la responsabilità nell’ interesse degli imprenditori che hanno investito e rischiano di perdere tutto a causa della mala gestione del Comune e dei vertici della STU, questioni sempre stigmatizzate dal sottoscritto sin dal primo consiglio comunale d’inserimento”. Secondo indiscrezioni, sarebbero in procinto di lasciare anche il geometra Emanuele De Vivo e il revisore Catello Casciello.




Scafati. Antonio Mariniello lascia la presidenza di Scafati Sviluppo

Di Adriano Falanga

Si è dimesso nel tardi pomeriggio di ieri il presidente della Scafati Sviluppo. Antonio Mariniello ha rassegnato le dimissioni, lasciando il suo incarico nella società che sta provvedendo alla riqualificazione industriale dell’area Ex Copmes. Al momento, sono ignote le cause che hanno addotto il noto medico scafatese, mastelliano di ferro ed ex vice sindaco di Scafati, a dimettersi dal suo incarico. Non è un momento facile per la società partecipata scafatese: tre mesi or sono, infatti, l’amministratore delegato della stessa società, Mario Amitrano, era stato revocato con delibera dell’Anac, l’autorità anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone. In consiglio comunale, vista la stretta amicizia, anche politica, tra Mariniello e il consigliere di maggioranza Alfonso Carotenuto, potrebbero scaturirenuovi scenari in seno alle assise cittadine.