Scafati. Fallimento Scafati Sviluppo, udienza al 16 marzo

Di Adriano Falanga

Fallimento della Scafati Sviluppo, fissata l’udienza. Si terrà giovedi 16 marzo presso la sezione fallimentare del Tribunale di Nocera Inferiore, la prima udienza per l’istanza di fallimento presentata da un ex revisore contabile nei riguardi della stu. La società, interamente partecipata dal Comune di Scafati, avrebbe accumulato debiti nei confronti del creditore per retribuzioni non saldate. Lo stesso professionista scafatese aveva già presentato istanza nel 2015. In extremis fu trovato un accordo tra le parti e l’istanza fu ritirata. Accordo che prevedeva la dilazione della somma in 8 rate, e per le quali il socio unico, il Comune di Scafati, deliberò anche la concessione di un prestito “postergato” di centomila euro. I soldi sono stati erogati, ma la società ha onerato solo parzialmente il suo debito. Da qui la nuova istanza di fallimento. La somma si aggira sui centomila euro. Complicata la situazione della partecipata che porte avanti il progetto di riqualificazione Ex Copmes. Lo stato di avanzamento dell’opera è ufficialmente rimasto “congelato” al maggio 2016, quando ci fu la consegna dei nove capannoni del lotto C. Da allora c’è stato un cambio al vertice, dopo le dimissioni del presidente Antonio Mariniello, l’ex sindaco ha voluto sulla sua poltrona un altro volto noto della politica scafatese, Alfonso Di Massa. Tutto è poi caduto nell’oblio. Alla Scafati Sviluppo si lavora da anni a “pagherò”, accumulando debiti, verso gli amministratori e consulenti nel tempo nominati. Senza la conclusione dell’intero progetto, la società non può far fronte ai debiti di gestione accumulati negli anni, pare oltre mezzo milione di euro. L’unica commessa che la tiene in vita è solo il progetto Ex Copmes, ma considerato il forte ridimensionamento avuto negli anni, e le difficoltà attuali, tra banca, impresa appaltatrice, inchiesta antimafia, passi indietro degli acquirenti, viene da chiedersi se la conclusione del progetto riesca a saldare l’enorme debito accumulato negli anni. Silenzio dai vertici della società. Una patata bollente che certamente sarà chiamata a risolvere la triade commissariale composta dalla Prefetto Gerardina Basilicata, dalla vice Maria De Angelis e dal dirigente amministrativo Augusto Polito.




Scafati. Nuova istanza di fallimento per Scafati Sviluppo

Di Adriano Falanga

Depositata una nuova istanza di fallimento verso la Scafati Sviluppo. La “società del mistero” scafatese rischia concretamente il default. A ricorrere al Tribunale sezione fallimentare di Nocera Inferiore un ex revisore contabile noto commercialista scafatese, che avanzerebbe crediti per gli incarichi precedenti svolti presso la Stu. La somma si aggira sui centomila euro. Lo stesso professionista scafatese aveva già presentato istanza nel 2015. In extremis fu trovato un accordo tra le parti e l’istanza fu ritirata. Accordo che prevedeva la dilazione della somma in 8 rate, e per le quali il socio unico, il Comune di Scafati, deliberò anche la concessione di un prestito “postergato” di centomila euro. I soldi sono stati erogati, ma la società ha onerato solo parzialmente il suo debito. Da qui la nuova istanza di fallimento, a giorni sarà fissata anche l’udienza. Complicata la situazione della partecipata che porte avanti il progetto di riqualificazione Ex Copmes. Lo stato di avanzamento dell’opera è ufficialmente rimasto “congelato” al maggio 2016, quando ci fu la consegna dei nove capannoni del lotto C. Da allora c’è stato un cambio al vertice, dopo le dimissioni del presidente Antonio Mariniello, l’ex sindaco ha voluto sulla sua poltrona un altro volto noto della politica scafatese, Alfonso Di Massa. Tutto è poi caduto nell’oblio. Alla Scafati Sviluppo si lavora da anni a “pagherò”, accumulando debiti, verso gli amministratori e consulenti nel tempo nominati. Senza la conclusione dell’intero progetto, la società non può far fronte ai debiti di gestione accumulati negli anni, pare oltre mezzo milione di euro. L’unica commessa che la tiene in vita è solo il progetto Ex Copmes, ma considerato il forte ridimensionamento avuto negli anni, e le difficoltà attuali, tra banca, impresa appaltatrice, inchiesta antimafia, passi indietro degli acquirenti, viene da chiedersi se la conclusione del progetto riesca a saldare l’enorme debito accumulato negli anni. Il rischio che possa abbattersi anche la scure della Corte dei Conti è concreto. Nata nel febbraio 2005, ha un capitale sociale, interamente pubblico e detenuto dal Comune di Scafati. La sua mission è la trasformazione urbana, ma in undici anni di gestione la società ha prodotto poco, molto poco, a fronte dei debiti accumulati. Non ha dipendenti, non ha mezzi, non ha operatori, non ha attrezzature, non dispone di beni immobili, ma ha sede presso la Casa Comunale. In organico una decina di figure tra amministratori, collegio sindacale e revisori con un totale di retribuzione annuo di circa 80 mila euro. Restano mille dubbi sulla trasparenza di questa società, non ha un sito web e di conseguenza non è possibile poter visionare gli atti che la legge sulla Trasparenza richiede essere pubblici. Nessun bilancio, nessun incarico, nessuna remunerazione, nessun curriculum, tutto sembra essere avvolto in un alone di mistero. Se alla loro pubblicazione non provvede la società stessa, dovrebbe essere il Comune (socio unico) a farlo. Sul sito dell’ente però le cose non cambiano, la Stu è letteralmente un “fantasma”, viene citata sulla home, ma sulla pagina inerente non c’è scritto praticamente nulla. Sull’Albo on line c’è un’apposita sezione denominata “Atti Stu, programma riqualificazione ex Copmes” ma è del tutto priva di contenuti. Dovrebbe esserci un’apposita sezione in “amministrazione trasparente” allora, così come impone legge. Ed infatti alla sezione “società partecipate” troviamo la pagina “Scafati Sviluppo”. Una pagina scarna, non aggiornata, dove non è possibile ricevere uno straccio di informazione, tra cui l’elenco dei professionisti in organico con loro curriculum e remunerazione. Unici dati presenti sono i risultati di bilancio fino al 2014, che mostrano come la società è in perenne perdita.

LE CRITICITA’ già segnalate dal Mef

 ex copmes2Gli ispettori del Ministero delle Finanze che hanno verificato l’attività economico finanziaria dell’ente dal 2010 al 2014 hanno sollevato ben 24 punti di criticità. Tra questi anche un apposito capitolo relativo alle società partecipate. Relativamente alla Stu, che risulta in perdita negli ultimi tre esercizi, si evidenzia un altro elemento di criticità che potrebbe dare luogo per il comune di Scafati ad una possibile insussistenza di propri crediti vantati nei confronti proprio di questa partecipata: “Ci si riferisce in particolare al contratto di mutuo stipulato dalla Scafati sviluppo con istituto bancario Bnl che ha richiesto il versamento da parte del Comune di Scafati alla società, a titolo di finanziamento soci, di un importo di euro 400 mila non rimborsabile fine a conclusione dell’ammortamento del mutuo che garantisce l’istituto di credito in caso di inadempimento da parte del mutuatario”. Secondo i funzionari ministeriali esiste un potenziale rischio per l’ente di non vedersi restituire la somma versata qualora l’andamento gestionale della partecipata prosegue con l’andamento negativo registrato negli ultimi esercizi. Giacomo Cacchione, ragioniere capo del settore Finanziario del Comune di Scafati, ascoltato il 9 novembre 2016, al pm antimafia Vicenzo Montemurro dichiarò testualmente: “Mi fu detto dalla segretaria comunale Immacolata Di Saia davanti al primo cittadino ed alcuni dirigenti della Stu, di dare una mano alla società, evitando di rilevare nei bilanci della società tutte quelle voci che ne determinavano uno stato di difficoltà, in quanto se così non fosse stato la società non poteva ricevere ulteriori proroghe e pertanto andava chiusa. Mi attenni alle disposizioni perché intimorito dalle pressioni esercitate dalla Di Saia e dal sindaco, che con le stesse modalità mi hanno imposto anche l’erogazione di finanziamenti alla Stu, in parte restituiti”. Una dichiarazione che gli è costata l’iscrizione nel registro degli indagati nel filone che vede coinvolto l’ex sindaco e i suoi collaboratori.




Scafati. L’inchiesta: Scafati Sviluppo, la società del mistero

Di Adriano Falanga

Prima o poi bisognerà fare piena luce sulla Scafati Sviluppo, società interamente comunale che gestisce il progetto di riqualificazione dell’area industriale ex Copmes. Chiedere trasparenza è quasi come chiedere la neve a Ferragosto, perché la società non ha una struttura, e nonostante operi nel pubblico, è gestita come e più di una società a capitale privato. Fortemente attenzionata dalla Procura antimafia di Salerno, sulla Stu pendono anche diversi esposto alla Corte dei Conti, presentati dalla vecchia opposizione consiliare. Impossibile anche per i consiglieri comunali avere accesso agli atti, e senza risposta è rimasta la richiesta degli esponenti di Fdi, Cristoforo Salvati e Mario Santocchio. I due esponenti di minoranza avevano chiesto la trasmissione dei verbali delle assemblee ordinarie, dei cda, oltre che i pagamenti e contratti preliminari stipulati con le imprese acquirenti dei lotti in costruzione nell’area Ex Copmes, relativi al periodo giugno 2013-maggio 2016. Ai due consiglieri comunali sono stati consegnati solo i verbali delle assemblee dal 27 dicembre 2013 al 22 ottobre 2015. Mancano quelli non meno importanti del primo semestre 2016, dove si è avuta la revoca e rinomina dell’amministratore delegato Mario Ametrano, a seguito disposizione dell’Anac. Nata nel febbraio 2005, ha un capitale sociale, interamente pubblico e detenuto dal Comune di Scafati, di 6,2 milioni di euro. La sua mission è la trasformazione urbana, ma in undici anni di gestione la società ha prodotto poco, molto poco, a fronte dei debiti accumulati. Non ha dipendenti, non ha mezzi, non ha operatori, non ha attrezzature, non dispone di beni immobili, ma ha sede presso la Casa Comunale. In organico una decina di figure tra amministratori, collegio sindacale e revisori con un totale di retribuzione annuo di circa 80 mila euro. Una sola commessa: la riqualificazione dell’area industriale Ex Copmes, progetto di trenta milioni di euro, fortemente ridimensionato nel tempo, che ha visto ad oggi la realizzazione del solo lotto C di circa 2500 mq, è in fase di ultimazione il lotto B di quasi 7000 mq mentre gli oltre 4000 mq del lotto A sono stati stralciati e da realizzare in un progetto ex novo. Questo per rientrare nella disponibilità del mutuo che la banca erogatrice, la Bnl, ha ridimensionato.

1-inaugurazione lotto cRestano mille dubbi sulla trasparenza di questa società, e soprattutto sulla reale necessità di tenerla in piedi, considerato che il solo progetto Ex Copmes potrebbe essere anche gestito da un apposito settore organizzativo, così come viene gestito il Pip. Del resto, la società nei fatti è già un braccio operativo dell’Ente, più che struttura societaria autonoma, come magari lo è l’Acse. Non ha una sede fisica vera e propria, non ha uffici, non ha un sito web e di conseguenza non è possibile poter visionare gli atti che la legge sulla Trasparenza richiede essere pubblici. Nessun bilancio, nessun incarico, nessuna remunerazione, nessun curriculum, tutto sembra essere avvolto in un alone di mistero. E sì che si tratta di una società a capitale interamente pubblico. Se alla loro pubblicazione non provvede la società stessa, dovrebbe essere il Comune (socio unico) a farlo. Sul sito dell’ente però le cose non cambiano, la Stu è letteralmente un “fantasma”, viene citata sulla home, ma sulla pagina inerente non c’è scritto praticamente nulla. Sull’Albo on line c’è un’apposita sezione denominata “Atti Stu, programma riqualificazione ex Copmes” ma è del tutto priva di contenuti. Dovrebbe esserci un’apposita sezione in “amministrazione trasparente” allora, così come impone legge. Ed infatti alla sezione “società partecipate” troviamo la pagina “Scafati Sviluppo”. Una pagina scarna, non aggiornata, dove non è possibile ricevere uno straccio di informazione, tra cui l’elenco dei professionisti in organico con loro curriculum e remunerazione. Unici dati presenti sono i risultati di bilancio fino al 2014, che mostrano come la società è in perenne perdita. Fatto curioso è l’assenza di costi per materia prime, sussidiarie, di consumo e merci. Questo potrebbe dimostrare la totale assenza di struttura autonoma, niente uffici, niente telefoni, niente cancelleria. Avendo sede presso la Casa Comunale, è chiaro che queste voci di costo sono “caricate” indirettamente sui costi di gestione dell’Ente. Come se il tutto fosse un settore organizzativo interno, appunto. Restano però in piedi i circa 80 mila euro necessari per tirare avanti una società per azioni.

ULTIME NOTIZIE CERTE A MAGGIO 2016

1-inaugurazione lotto c (2)Era il giorno del suo compleanno quando fu inaugurato il cantiere della riqualificazione area Ex Copmes, era il suo onomastico quando il primo lotto di capannanoni ha visto il taglio del nastro. A maggio scorso, l’inaugurazione del lotto C, nove capannoni di 250 mq l’uno, al costo di 850 euro al mq. “I sindaci passano, le opere restano – spiegava Pasquale Aliberti – la Scafati Sviluppo è un caso particolare, in quanto non ha dipendenti, ma opera solo attraverso il suo cda, entro fine mese prossimo si prevede il taglio del nastro anche per il lotto B: 14 capannoni da 500 mq l’uno. “Dopodiché possiamo già ragionare sul lotto A. E a proposito, apriamo già adesso la manifestazione d’interesse per gli imprenditori che vogliono partecipare –spegava l’ex primo cittadino – questa è la riposta alla piccola e media impresa locale, per battere la camorra bisogna creare lavoro. L’altra politica quando contrasta tutto questo fa gli interessi della camorra, andando contro gli imprenditori e favorendo la disoccupazione”. In realtà, neanche del lotto C sono più arrivate notizie. Eravamo rimasti al “a giorni la presa in possesso degli acquirenti, mancano solo gli atti notarili” e chiaramente il pagamento, spiegava l’ex presidente Antonio Mariniello.

LE CRITICITA’ E I COSTI

1-bilanci-scafati-sviluppoGli ispettori del Ministero delle Finanze che hanno verificato l’attività economico finanziaria dell’ente dal 2010 al 2014 hanno sollevato ben 24 punti di criticità. Tra questi anche un apposito capitolo relativo alle società partecipate. Relativamente alla Stu, che risulta in perdita negli ultimi tre esercizi, si evidenzia un altro elemento di criticità che potrebbe dare luogo per il comune di Scafati ad una possibile insussistenza di propri crediti vantati nei confronti proprio di questa partecipata: “Ci si riferisce in particolare al contratto di mutuo stipulato dalla Scafati sviluppo con istituto bancario Bnl che ha richiesto il versamento da parte del Comune di Scafati alla società, a titolo di finanziamento soci, di un importo di euro 400 mila non rimborsabile fine a conclusione dell’ammortamento del mutuo che garantisce l’istituto di credito in caso di inadempimento da parte del mutuatario”. Secondo i funzionari ministeriali esiste un potenziale rischio per l’ente di non vedersi restituire la somma versata qualora l’andamento gestionale della partecipata prosegue con l’andamento negativo registrato negli ultimi esercizi. Anche i Revisori di Palazzo Mayer, nel loro parere al Previsionale 2016, hanno sollevato riserve. La società che porta avanti la riqualificazione dell’area industriale Ex Copmes avrebbe obbligo di legge, fin dal gennaio 2015, di ridursi la retribuzione del 30%. Tutto ciò non è avvenuto, scrivevano i revisori. Agli atti anche tre solleciti del responsabile settore finanziario (3 luglio e 30 dicembre 2015, 3 maggio 2016) in cui si invitava il cda al rispetto di quanto imposto dalla legge (147/2013). La retribuzione del presidente, ad oggi Alfonso Di Massa, è pari ad euro 12 mila; l’amministratore delegato Mario Ametrano riceve 15 mila; i componenti del cda 7200 euro a testa; Il presidente del collegio sindacale Massimiliano Granata 7 mila, i sindaci 6 mila euro a testa; Revisore è il ragionier Ferdinando Voccia (7 mila euro) mentre Laura Semplice è consulente legale (6 mila euro) e Raffaele De Luca consulente fiscale (5 mila). Somme a dire il vero “virtuali”, perché saranno saldate solo quando sarà chiuso il progetto Ex Copmes. E’ chiaro quindi che “niente progetto, niente soldi” e i debiti aumentano. Pasquale Aliberti ha spiegato più volte che la società è formata, ed opera, esclusivamente con il solo cda, in quanto non ha dipendenti. Una situazione positiva per l’ex sindaco, ma negativa per il collegio dei Revisori, che chiede (come da piano di razionalizzazione delle società partecipate) la soppressione delle società composte proprio da soli amministratori. L’unica possibilità di guadagno poteva essere la gestione dei servizi interni all’area, quale la sorveglianza, la pulizia, la aree comuni. Eppure la Scafati Sviluppo si è tenuta fuori, affidando la gestione dei servizi interna al consorzio Conin 2000. Una convenzione dai margini non del tutto chiari, e su cui sta indagando la dda di Salerno.

GLI INDAGATI

camera-alibertiLa complessa indagine condotta dal pm dell’antimafia Vincenzo Montemurro, che ha comportato anche la richiesta di arrresto per Pasquale Aliberti, vede sul registro degli indagati iscritti anche due dirigenti comunali, che a vario titolo rientrano nel progetto Ex Copmes. L’architetto Maria Gabriella Camera, è finita tra gli indagati lo scorso settembre. Si è prontamente dimessa, senza che Palazzo Mayer abbia mai spiegato i motivi, neanche in consiglio comunale. Si indaga sul giro di fondi e appalti che lega tra loro la Ex Copmes con il Piu Europa, entrambi coordinati dall’architetto Camera, oramai ex dirigente a tempo determinato, di nomina sindacale. Oltre 40 milioni di fondi europei per il Piu Europa e 18 milioni relativi al primo lotto del progetto Ex Copmes. Gli ultimi sviluppi sono stati determinati dalle dichiarazioni del pentito Alfonso Loreto e dopo le audizioni di diversi funzionari comunali. Indagato anche Giacomo Cacchione, attualmente ancora a capo del settore Finanziario del Comune di Scafati. Una decisione presa da Montemurro quando Cacchione, ascoltato il 9 novembre 2016, dichiarò testualmente: “Mi fu detto dalla segretaria comunale Immacolata Di Saia (indagata anch’essa nello stesso filone di inchiesta, ndr) davanti al primo cittadino ed alcuni dirigenti della Stu, di dare una mano alla società, evitando di rilevare nei bilanci della società tutte quelle voci che ne determinavano uno stato di difficoltà, in quanto se così non fosse stato la società non poteva ricevere ulteriori proroghe e pertanto andava chiusa. Mi attenni alle disposizioni perché intimorito dalle pressioni esercitate dalla Di Saia e dal sindaco, che con le stesse modalità mi hanno imposto anche l’erogazione di finanziamenti alla Stu, in parte restituiti”. Un anno nero il 2016 per la Stu, dopo le dimissioni di Antonio Mariniello, subentra Alfonso Di Massa, volto noto della politica scafatese. Nessun comunicato ufficiale è stato mai diramato però. Sempre a settembre, si è dimesso anche il componente del collegio sindacale Catello Casciello. E’ andato via anche il comandante della Polizia Municipale Alfredo d’Ambruoso, che pure sedeva nel cda. Non è chiaro se tutti questi componenti siano stati poi sostituiti e da chi.




Scafati. A rischio i cda di Acse e Scafati Sviluppo. Addio alle provinciali

Di Adriano Falanga

E’ oramai un’esperienza chiusa, l’arrivo del commissario prefettizio è considerato inevitabile, perché le dimissioni di Pasquale Aliberti non sono una farsa. Gli alibertiani si sono rassegnati, del resto, anche per loro la situazione era diventata difficile da gestire e gli eventi erano oramai precipitati. Anche loro avevano suggerito ad Aliberti di seguire il consiglio degli avvocati, e ritirarsi a vita privata. Cosa che il primo cittadino ha fatto, e dal 28 novembre si è rinchiuso presso la sua abitazione di via Aquino. Non è più tornato a Palazzo Mayer, gli ultimi scampoli di amministrazione sono guidati dal vicesindaco Giancarlo Fele. Si cerca di lasciare alla città almeno una programmazione natalizia decente. Lunedi saranno valutate le sponsorizzazioni presentate, si punta più alla quantità, che al concertone. Ma lunedi Fele sarà chiamato anche a presiedere l’assemblea dei soci dell’Acse. Sul tavolo la nomina del componente del consiglio di amministrazione che andrà a sostituire Mimmo Casciello, dimissionario per evitare la decadenza da consigliere comunale. Oggi ha perso la poltrona da vicepresidente e a giorni anche quella di consigliere. Il cda della società partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti, dei parcheggi e dei servizi cimiteriali è attualmente con due componenti, il presidente Gaspare Mascolo e Maria Teresa Starace. Pare che lo statuto non prevede però quest’evenienza, il cda deve essere sempre in numero dispari, per garantire, ad ogni decisione, una maggioranza certa. In bilico anche la Scafati Sviluppo. La società di trasformazione urbana sembra essersi impantanata sul progetto Ex Copmes, e oltre alle difficoltà finanziarie sono subentrate anche problemi con l’impresa appaltatrice. Attualmente è guidata dal presidente Alfonso di Massa e dall’ad Mario Ametrano. Prima delle dimissioni del sindaco, si vociferava di un Pasquale De Quattro in dirittura d’arrivo all’Acse, oggi non è però certa la sua volontà di accettare l’incarico. Ma nomine a parte, l’arrivo del commissario prefettizio potrebbe far saltare tutti i cda, è infatti sua facoltà decidere se lasciarli oppure revocarli. E le forze politiche di opposizione hanno tutta l’intenzione di chiederne l’azzeramento.

ADDIO PROVINCIALI

2-stefano cirilloErano già pronti i nomi: Brigida Marra per la maggioranza, Stefano Cirillo per il centrodestra di opposizione. Dovevano essere loro due a dividersi i voti dei consiglieri comunali per il rinnovo del consiglio provinciale. Il commissariamento però non solo fa venire meno questa possibilità, ma addirittura comporterà l’assoluta partecipazione della città di Scafati alla tornata elettorale. Nessun rappresentante scafatese, ma neanche nessun delegato, perché Scafati non potrà neanche votare. La tornata elettorale si terrà il prossimo 8 gennaio 2017. Con la legge Delrio possono votare i sindaci e i consiglieri comunali della Provincia di Salerno. Possono essere eletti alla carica di componenti del Consiglio Provinciale i sindaci e i consiglieri comunali. Le liste dovranno essere presentate presso l’ufficio elettorale di Palazzo Sant’Agostino entro le ore 12 di lunedì 19 dicembre 2016. E il commissariamento del Comune lascia Scafati fuori rappresentanza diretta, un buco legislativo forse non previsto che rischia di non vedere nessun esponente scafatese in lista, e non solo, nessuno potrà votare, non essendoci più consiglieri comunali in carica. Scafati, terzo comune della Provincia e primo dell’agro nocerino, resterà fuori dai giochi. Gran brutta cosa.




Scafati. “Aliberti faccia luce sulla Ex Copmes e sulla Stu”

Di Adriano Falanga

“Aliberti deve venire in consiglio comunale e fare piena chiarezza sulla Scafati Sviluppo, non può venire a discutere solo di decadenza”. Mario Santocchio, consigliere di Fratelli D’Italia, punta l’indice contro la gestione della società di trasformazione urbana che porta avanti, tra non poche difficoltà, la riqualificazione dell’area Ex Copmes. La società a capitale interamente pubblico è stata più volte attenzionata dalle indagini sia della commissione d’accesso che degli uomini dell’antimafia. In ultimo, le dichiarazioni inquietanti del ragioniere capo di Palazzo Mayer, Giacomo Cacchione, al pubblico ministero titolare delle indagini, Vincenzo Montemurro. “Mi fu detto dalla segretaria comunale Immacolata Di Saia, davanti al primo cittadino ed alcuni dirigenti della Stu, di dare una mano alla società, evitando di rilevare nei bilanci della società tutte quelle voci che ne determinavano uno stato di difficoltà, in quanto se così non fosse stato la società non poteva ricevere ulteriori proroghe e pertanto andava chiusa – racconta il dirigente dell’area economico finanziaria a Montemurro, il 9 settembre scorso – mi attenni alle disposizioni perché intimorito dalle pressioni esercitate dalla Di Saia e dal sindaco, che con le stesse modalità mi hanno imposto anche l’erogazione di finanziamenti alla Stu, in parte restituiti”. Giacomo Cacchione è finito anche lui sul registro degli indagati. Secondo Santocchio, nel tempo la società ha ricevuto, illecitamente, finanziamenti per oltre un milione di euro.

1-santocchio_mario“Soldi degli scafatesi, che chissà semmai ritorneranno indietro. A questo punto chi ci dice che l’aumento della Tari non sia servito a coprire i buchi della partecipata?”. Santocchio prosegue: “Il sindaco deve chiarire in consiglio comunale di queste presunte forzature a Cacchione, non dal punto di vista penale, perché per quello c’è già un giudice naturale, ma dal punto di vista amministrativo. I consiglieri non possono essere tenuti all’oscuro delle condizioni delle reale condizioni della Scafati Sviluppo”. Non solo, dopo le dimissioni dell’architetto Maria Gabriella Camera, finita anch’essa indagata, a rilevare il ruolo di Rup della Ex Copmes è stato l’ingegnere Nicola Fienga. “Il dirigente era già collaudatore, quindi passa da controllore a controllato, ma non solo, al suo posto è stato nominato l’architetto Gennaro Cirillo – aggiunge l’ex assessore all’Urbanistica – nulla contro la loro professionalità, ma noi consiglieri queste cose non possiamo venirle a sapere per vie traverse. La verità è che il primo cittadino si è mostrato un incapace a gestire la macchina pubblica, e soprattutto, le società partecipate non sono di proprietà della famiglia Aliberti. Chiedo piena luce, il sindaco venga in consiglio comunale”.




Scafati. Pressing dell’antimafia. Lasciano la super dirigente Camera e Casciello della Stu

Di Adriano Falanga

Giornata di fuoco ieri a Palazzo Mayer, tra indagini e dimisisoni: quella della dirigente indagata Maria Gabriella Camera e del componente del collegio sindacale della Stu dottor Catello Casciello. Gli uomini dell’antimafia hanno acquisito una corposa documentazione presso gli uffici dedicati al settore Piu Europa e in quelli della Scafati Sviluppo, la partecipata che porta avanti il progetto di riqualificazione industriale dell’area Ex Copmes. Su entrambi un solo nome, quello dell’architetto Maria Gabriella Camera, dirigente d’area del Piu Europa e Rup del progetto Ex Copmes. La Camera è finita sul registro degli indagati pochi giorni fa, riguardo l’indagine portata avanti dal Pm della Procura Antimafia Vincenzo Montemurro, che vede già coinvolti anche il primo cittadino Pasquale Aliberti, la moglie consigliera regionale Monica Paolino, il fratello Nello Maurizio, la segretaria comunale Immacolata Di Saia, lo staffista Giovanni Cozzolino, l’ex vice presidente Acse Ciro Petrucci, l’ex consigliere provinciale e comunale Raffaele Lupo e l’attuale consigliere di maggioranza Roberto Barchiesi, l’accusa è, avario titolo, corruzione, concussione, abuso d’ufficio, voto di scambio politico mafioso. Nel pomeriggio forti indiscrezioni davano per certe le dimissioni della Camera, non ancora smentite. Gli uomini coordinati da Montemurro e guidati dal Capitano Fausto Iannaccone hanno lasciato la casa comunale solo nel tardo pomeriggio, ascoltata anche la responsabile legale della Stu, l’avvocato Laura Semplice, mentre in mattinata a protocollare le sue dimissioni era stato Catello Casciello, componente del collegio sindacale. Si indaga sul giro di fondi e appalti che lega tra loro la Ex Copmes con il Piu Europa, entrambi coordinati dall’architetto Camera, dirigente a tempo determinato, di nomina sindacale. Oltre 40 milioni di fondi europei per il Piu Europa e 18 milioni relativi al primo lotto del progetto Ex Copmes. Gli ultimi sviluppi sono stati determinati dalle dichiarazioni del pentito Alfonso Loreto e dopo le audizioni di diversi funzionari comunali. Un “cerchio” di lavori pubblici gestiti in quell’ufficio considerato blindato, dove aveva accesso solo il primo cittadino e pochi fidati collaboratori. Ennesima pesante tegola in testa alla Stu, già in difficoltà con il completamento dei lavori nell’area che fu della Alcatel Cavi. Da due mesi la staffetta al vertice, al dimissionario Antonio Mariniello è succeduto Alfonso Di Massa, sulla poltrona di presidente. E tra pochi giorni arriverà il “verdetto” che la commissione d’accesso ha presentato al Prefetto Malfi dopo sei mesi dall’insediamento. Tutto sembra già scritto e lascia presagire una probabile nuova brutta pagina per la politica e le istituzioni scafatesi: lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.




Scafati. “Non conosco Loreto, né sapevo di Ridosso”. Parla Aliberti

Di Adriano Falanga

“Tutte le liste sono state composte e da me elaborate. Per “Grande Scafati” ho un ricordo particolare: il simbolo è stato disegnato con i colori a pastello davanti al mare nell’estate del 2012 da mia figlia Rosaria”. Così Pasquale Aliberti, rispondendo alle domande di Cronache, e partendo proprio da quella lista a suo sostegno, in cui è stato eletto Roberto Barchiesi, secondo la DDA coordinata dall’ex consigliere provinciale Raffaele Lupo e sulla quale ci sarebbero state influenze del clan Ridosso-Loreto. “L’avv. Maranca (mio amico); Espedito De Marino (musicista ed ex consigliere); Angelo Romano (infermiere); Francesco Abenante (candidato con me nel 2008);Arturo Desiderio (associazione commercianti); Ilaria Iovino (consulente del lavoro); Angelo Porpora (mio tappezziere); Christian Ruotolo (nipote dell’ex Pres. ACSE D’Angolo); Stefano Sensale (candidato nel 2013); Annunziata Strasso (familiare di mia moglie); Giuseppe Tono (ing. mio amico); Roberto Barchiesi e Maria Gallo, mi avevano espresso già mesi prima la volontà di candidarsi – spiega il primo cittadino – Loreto non l’ho mai visto e sentito in vita mia e con Ridosso, che ho scoperto solo qualche anno dopo appartenente ad un clan, avrò scambiato il saluto in luoghi pubblici forse non più di tre volte a mia memoria”.

1-lupo_raffaeleE Raffaele Lupo? “Un personaggio simpatico che mi rimprovero di avere fatto decadere dal Consiglio per le assenze prodotte. In quella circostanza forse aveva anche ragione ma perse la causa al Tar pur difeso strenuamente dal suo amico avvocato Marco Cucurachi. Mai abbiamo fatto un percorso politico comune – ricorda Aliberti – Alle provinciali del 2009 lo contrastai anche con durezza politica per sostenere l’allora vice sindaco Salvati. Alle comunali con Santocchio Sindaco me lo ritrovai in lista con l’ex consigliere D’Alessandro sotto la regia degli Scarlato; e alle ultime regionali mi dicono fosse a sostegno del Presidente del Consiglio Coppola. Forse è stata una sua fortuna non avermi incrociato sul piano politico perché ormai è chiaro che più ci si allontana da me e più è facile ricevere l’assoluzione dei peccati dai miei Santi avversari”.

3-barchiesi carotenutoSindaco, Barchiesi si dimetterà? Dovrebbe farlo? “Secondo me non c’è alcuna vicenda che lo espone alle dimissioni. La mia difesa dell’uomo e del politico nasce dai comportamenti lineari che lo stesso ha avuto in questi anni”.

Lascia anche Carotenuto, perché secondo lei? “Carotenuto fino a ieri ha partecipato alle riunioni con le quali continuiamo a pianificare le cose da realizzare in Città. Il chiacchiericcio relativo al “m’ama non m’ama lo lascio a Marco Predolin”.

Fine mese equilibri di bilancio, voto a rischio dunque? “E’ una notizia, un atto nuovo del Bilancio armonizzato. Sicuramente sarà difficile che i voti contrari dell’opposizione siano in numero maggiore rispetto a quelli espressi sul bilancio preventivo”. Qui Aliberti, velatamente, sottolinea il come in realtà i suoi “dissidenti” in realtà preferiscono astenersi, o assentarsi, piuttosto che esprimere una netta posizione, contraria ovviamente. Ma l’assente è comunque un voto negativo, ai fini della tenuta del consiglio comunale.

Scafati Sviluppo, ha accettato le dimissioni di Mariniello? Chi dovrebbe sostituirlo? “Spero ancora in un ripensamento di Mariniello che sarebbe stato una risorsa importante anche per ricoprire un ruolo in Giunta”. (Giunta però negatagli, ndr)

Grandi opere, Pip, Puc, Polo, ferme al palo. E in città cresce l’emergenza ambientale. Occorrono risposte, quali? “Sulle opere del PIU EUROPA paghiamo le incertezze del Governo della Regione, noi insieme ad altri 15 grandi comuni della Campania. Aspettiamo da mesi di essere convocati per l’accordo istituzionale dopo aver tanto lavorato sulle opere da realizzare. Il PUC è già in fase di avvio per l’adeguamento al PTCP. Il PIP è un guaio ereditato sul quale oltre alla buona volontà e capacità ci vorrebbe una magia. Per la questione ambiente le soluzioni sono: completamento della rete fognaria (in itinere); partenza dei lavori al collettore sub 1 per il canale S. Tommaso; l’inizio dei lavori di dragaggio del Progetto Grande Sarno: siamo stati gli unici a sostenere il progetto contro gli ambientalisti di facciata”.

1-Aliberti RaviottaSindaco, indubbiamente è una situazione difficile, politicamente lei oramai non ha più la squadra uscita dalle urne. È pur vero che l’accordo con Raviotta evita il commissariamento, ma di fatto i numeri non ci sono più. Davvero pensa che il gioco forza ad ogni voto sia il male minore? “In Consiglio Comunale ho la percezione che siano venuti meno rispetto all’inizio soprattutto i voti dell’opposizione. In tutti i deliberati dovrebbero essere nove, raramente sui temi importanti come bilancio o consuntivo i voti contrari sono stati superiori a cinque. Credo che sui numeri ci sia una fase di smarrimento generale o una crisi d’identità, che vale per tutti”.

Chi potrebbe essere il suo erede politico? Una donna lei la sosterrebbe? “Le soluzioni sono diverse perché dopo anni di esperienza credo di aver coltivato una classe dirigente che ormai ha superato il maestro. E’ chiaro che un’idea ce l’ho ma se la tirassi fuori mi darebbero del matto e nessuno ci crederebbe”.

Ha incontrato mai il militante Pd identificato per le molestie? Lo ha denunciato? “L’ho incontrato prima che fosse individuato. Pensavo di lui che fosse un ragazzo impegnato, di qualità, dalla morale alta essendo militante di sinistra. Dopo non ho avuto più modo di vederlo ma mi riferiscono che nella logica della loro usuale difesa di gruppo abbia detto “non ho stato io è stata mia moglie”. W l’Italia”.

Quanto al presunto militante Pd molestatore, i Giovani Democratici in una nota hanno replicato: “Restiamo per l’ennesima volta basiti dinanzi alle ormai abituali uscite fuori luogo del nostro beneamato primo cittadino. Questa volta accusa “i ragazzi del PD” di aver minacciato e molestato telefonicamente la sua persona e la sua famiglia in maniera reiterata e soprattutto di notte. Possiamo anche comprendere la sua voglia di essere sempre al centro dei nostri pensieri – scrivono in un una nota stampa – ma dobbiamo a malincuore comunicare ad Aliberti che questo modo di fare non ci appartiene. Abbiamo sempre condannato chi ricorre a questi metodi meschini e continueremo a farlo fino alla fine dei nostri giorni. Capiamo anche la sua esigenza di spostare altrove il centro del dibattito politico, viste le vicende giudiziari che lo vedono coinvolto da settembre. Aliberti non faccia il vago. Gli vogliamo ricordare che è il sindaco dei molteplici fallimenti che hanno condotto la nostra città in un baratro dal quale difficilmente potremo uscire”.

“L’OPPOSIZIONE? MORALIZZATORI CHE NON PAGANO LE TASSE”

Nicola-Pesce-640x399“La storia ci dirà se ci sono responsabilità sulle vicende giudiziarie e sul voto di scambio che avrei fatto con personaggi che non conosco neppure visivamente”. Così Pasquale Aliberti, in replica alle dichiarazioni dell’ex sindaco Nicola Pesce (in foto). “Scambio di cosa: non ho regalato io milioni di euro ad un truffaldino del nord con l’operazione ex Copmes, non ho trasformato io un’area verde pubblico per ampliare il campo sportivo e realizzare una struttura sportiva privata con una convenzione approvata dal consiglio comunale che è solo cartapesta, non ho assegnato io la realizzazione del Plaza ad una cooperativa formata da attivisti di sinistra per realizzare un centro commerciale dopo che il Comune ha espropriato terreni ai privati a basso costo, non ho dissipato io un patrimonio di 5 miliardi di lire per fare cause in serie su un contenzioso idrico evitabile, non sono stato io ad inventarmi il Pip in un area già urbanizzata, non sono stato io ad inventarmi una società di riscossione tributi tra i cui soci c’era qualche loro militante di partito. Strano che di questa società abbiano perso traccia i giornalisti attenti. Si chiamava COGEST, era formata da noti e influenti personaggi locali e riscuoteva un aggio del 25% dell’accertato: una vera “cammorriata” politica. Per non parlare degli oneri di urbanizzazione non pagati dal loro imprenditore di riferimento o del mancato diritto di prelazione su una parte dell’ex istituto sperimentale, sempre a vantaggio dello stesso personaggio. L’opposizione? Su questi temi assenza totale, solo silenzio, odio, invidia e violenza. Una violenza che non si era mai vista e che non può ergere a moralizzatore chi per una vita intera non ha mai pagato la tassa sui rifiuti. Sono e rimangono ancora oggi, nei comportamenti, gli stessi moralizzatori di ieri”.




Scafati. Si (ri) dimette Antonio Mariniello. Aliberti e la grana degli scontenti

Di Adriano Falanga

Assicura che la mancata nomina in giunta non c’entra nulla con la decisione di rassegnare le proprie dimissioni. Antonio Mariniello, presidente della Scafati Sviluppo, tira fuori dal cassetto le dimissioni già presentete, poi ritirate, ad aprile scorso. Le motivazioni ufficiali sempre le stesse, impegni di lavoro. Il lavoro alla Stu male si concilia con i suoi impegni di medici di base. L’ex vicesindaco con l’amministrazione Bottoni lascia la Scafati Sviluppo nel mentre proseguono i rogiti per i nove capannoni del lotto C, e sono in procinto di vedere la luce quelli del lotto B, relativamente al progetto Ec Copmes. Dubbi sulla posizione in consiglio comunale di Alfonso Carotenuto, sponsor di Mariniello per un posto nell’esecutivo.

Volendo ironizzare sotto il caldo sole di Luglio, l’equilibrio consiliare scafatese può essere paragonato al gioco delle tre carte. “Questa vince, questa perde, qual è la maggioranza giusta?”. Perché da dicembre ad oggi, la maggioranza consiliare è decisamente volubile, plasmabile, dinamica. Insomma, un abito diverso da indossare a seconda delle occasioni. Pasquale Aliberti ha riscoperto, dopo aver ottenuto il voto al bilancio, che a decidere, tutto sommato, è il sindaco. E così, dopo aver diviso con i suoi il voto al bilancio, che prefigura il pre dissesto, si è poi tenuto per se il “premio”. Nessuna rimodulazione della giunta e, poco o nulla dovrebbe cambiare anche all’Acse. Probabilmente, agli “scontenti” sarà affidato il paniere delle nomine, presidenze escluse ovviamente. In gioco una quindicina di posti, dal Nucleo di Valutazione e Controllo di Gestione passando per i componenti dei cda Acse e Scafati Sviluppo. Per l’organismo di controllo, scaduto dal dicembre 2015, sono state già fatte due manifestazioni d’interesse, una addirittura terminata a fine febbraio scorso. Raffaele Sicignano si avvia a riprendersi la delega alla Manutenzione. Il “prezzo” pagato da Aliberti è la composizione della giunta a sei, che dovrebbe far risparmiare poco meno di 30 mila euro al Comune. Sicignano aveva però chiesto anche il taglio delle retribuzioni di un buon 20%, e non sembra che il primo cittadino al momento sia orientato a concederlo. Lo stesso accordo prevedeva anche un nuovo presidente alla guida dell’Acse, un nome figlio di merito e competenza. Vedremo, anche perché tutto lascia pensare ad un rinnovo dell’incarico per Eduardo D’Angolo. “Che senso ha, politicamente parlando, nominare gli stessi assessori, privati delle deleghe nella crisi pre e post bilancio ? Nessuna, se non quella di confermare che nulla e’ cambiato – osserva dal Pd Marco Cucurachi- Finti scontenti, senza dignità che accettano le decisioni al solo scopo di conservare la poltrona. Alla Città spiegassero perché siamo senza Polo Scolastico, perché nella Copmes hanno consegnato solo due capannoni, perché siamo in deficit strutturale, perche’ il Piano Urbanistico Comunale e’ ancora fermo e bloccato, perché il Comune ha dato piu’ di undici milioni di euro alla Geset, perché i disoccupati scafatesi non lavorano nei cantieri degli appalti vinti dai casalesi. Domande a cui non seguiranno mai risposte, perché manca la volontà”. Mario Santocchio solidarizza con l’uscente assessore al commercio Antonio Pignataro: “resto senza parole quando leggo “C’e’ spazio per tutti ” e poi si manda a casa un assessore senza dire una sola parola per spiegare la sua revoca. Spero che al più presto il Sindaco  venga in Consiglio Comunale a presentare la nuova giunta in modo da farci capire la sua maggioranza da chi e’ formata”.




Scafati Sviluppo. Accesso agli atti negati, Fdi scrive ai commissari prefettizi

Di Adriano Falanga

Accesso agli atti della Scafati Sviluppo negati, i consiglieri comunali di Fdi Cristoforo Salvati e Mario Santocchio scrivono alla Commissione D’Accesso presente a Palazzo Mayer. Lo scontro tra il gruppo consiliare di minoranza e i vertici della Stu va avanti dal 26 aprile scorso, quando i primi depositavano richiesta di accesso agli atti della società partecipata che porta avanti il progetto di reindustrializzazione dell’area ex Copmes. Nel dettaglio, venivano richiesti i verbali delle sedute di cda e delle assemblee dei soci dal 1 giungo 2013 al 26 aprile 2016. Si richiedeva anche copia dei pagamenti effettuati alla Viro Costruzioni, azienda appaltatrice, copia dei contratti preliminari stipulati per la vendita dei capannoni in costruzione e copia degli atti posti in essere dall’amministratore delegato Mario Ametrano. Ai due esponenti della minoranza consiliare venivano consegnati solo copia dei verbali dei cda, relativi però al periodo 27 dicembre 2013-22 ottobre 2015. L’ulteriore documentazione richiesta “non era dovuta”, secondo una nota di risposta di Antonio Mariniello, presidente della società. “Così mi è stato indicato da Laura Semplice, legale della Stu” confermò a Cronache il professionista. “La mancata consegna della documentazione richiesta non consente agli istanti di svolgere correttamente la loro funzione di consigliere comunale e può configurare il reato di omissione in atti d’ufficio” scrivono nella loro missiva Santocchio e Salvati, minacciando, in assenza di riscontro, di adire per vie giudiziarie. Mario Ametrano fu dichiarato inconferibile dall’Anac nel dicembre 2015, in quanto la sua nomina avvenne a meno di due anni dal suo mandato come consigliere comunale, violando la legge in materia. Da qui la richiesta di copia degli da questi prodotti, perché, secondo i consiglieri comunali di Fdi, potrebbero essere nulli. Non solo, oltre a rischiare anche di dover restituire quanto percepito, Ametrano rischia anche l’accusa di aver dichiarato di non essere nella posizione di inconferibilità.




Scafati. Raviotta rompe gli indugi: “assessorato e via Coppola”. Il M5S si prepara alle elezioni

Di Adriano Falanga

Michele Raviotta vince la “timidezza” e rompendo gli indugi, chiede alla sua nuova squadra consiliare due cose: Assessorato e Sfiducia al presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. E’ quanto emerge a margine della riunione di mercoledi sera, dove il primo cittadino, assenti Roberto Barchiesi e Pasquale De Quattro, ha raccolto le velleità dei suoi consiglieri comunali. Su tutte spiccano le ambizioni assessoriali di Mimmo Casciello, Teresa Formisano, Antonio Mariniello (sponsorizzato da Alfonso Carotenuto) e Michele Raviotta. Casciello e Formisano sono stati sponsorizzati dal gruppo dei fedelissimi: Carmela Berritto, Brigida Marra, Francesco Vitiello, Diego Del Regno, Alfonso Pisacane, i quali avrebbero anche chiesto di poter indicare un nome per la presidenza dell’Acse, lasciata scoperta dalle dimissioni imposte ad Eduardo D’Angolo. Non rientrerà Raffaele Sicignano, mentre ad uscire sono considerati in pole Antonio Pignataro, Antonio Fogliame e Diego Chirico. Tutti senza sponsorizzazione consiliare. Il Cotucit di Raviotta-Quartucci dovrebbe indicare un nome esterno, forse una donna, due su tutte: Annamaria Federico (moglie di Quartucci) e Sabrina Vitiello (già a capo del Cotucit Giovani e prima non eletta della lista civica), senza però accantonare l’ipotesi Carmine Sorrentino, vice presidente Cotucit. Troppi pretendenti, per poche poltrone libere, sarebbe questa la motivazione che spinge il neo consigliere di maggioranza Raviotta (probabilmente su input del primo cittadino) a chiedere la testa di Coppola. La sua “dipartita” infatti andrebbe a liberare un’altra importante poltrona a “stipendio”, che potrebbe soddisfare la rappresentanza di qualche altro gruppo di consiglieri. Una valida alternativa all’assessorato di Casciello, ad esempio, o a quello di Formisano, che ha già dimostrato, da vice di Coppola, di saper vestire i panni del presidente del consiglio. Ma la decisione di ricorrere alla sfiducia non entusiasma propriamente tutti, ci sarebbero infatti perplessità da parte di Alfonso Carotenuto e Roberto Barchiesi. Si andrebbe ad aprire l’ennesimo braccio di ferro istituzionale, perché, non avendo mai i 15 voti necessari per sfiduciare Coppola, si dovrà tentare per tre volte, quando sarà poi possibile votare con la maggioranza semplice dei consiglieri comunali. Questa prospettiva rischia però di trasformarsi in un boomerang per gli alibertiani.

E IL M5S GUARDA ALLE FUTURE ELEZIONI

M5S simIl M5S guarda già alle future elezioni amministrative. Il meetup scafatese, tenuto assieme da una serie di associazioni, tra cui spicca “Scafati in Movimento”, prova a fare quadrato cercando di superare le incomprensioni nate in passato, consapevole che uniti si può ambire a traguardi ambiziosi. Consapevoli che la delicata situazione politica scafatese, tra indagini, commissioni d’accesso, e in ultimo l’inciucio, possa creare i presupposti per un malcontento generale tale da spingere verso il voto di “protesta”, gli attivisti danno il via ad una serie di incontri pubblici per trovare non solo una sintesi interna, ma anche per un confronto con i loro stessi onorevoli. Bisogna costruire, più che demolire, è l’imperativo. “Dopo gli ultimi avvenimenti politici accaduti in città, il Meetup di Scafati vuole intraprendere un percorso al fine di creare le basi per una nuova Scafati – si legge in una nota – La volontà è quella di creare un laboratorio di idee e progetti per la nostra Città con un percorso che porti ad un programma partecipato creato dai cittadini. Si discuterà di come lavorare per quando ci saranno le elezioni comunali e come organizzarci per essere sempre presenti sul territorio”. Il primo appuntamento vedrà la partecipazione dei consiglieri regionali Michele Cammarano e Luigi Cirillo, oggi pomeriggio dalle ore 17.00 presso il Bar Caffè Cristal, in Via Pietro Melchiade. “Oltre l’inciucio, oltre la spartizione delle poltrone e la politica per interesse personale. Noi siamo pronti – spiega Giuseppe Sarconio – in questi mesi di attivismo sul territorio mi sono reso conto che è la città che ce lo chiede, stanca di assistere al mercimonio politico che esiste oramai da troppo tempo alla Casa Comunale”.