Scafati. Rivoluzione nelle partecipate. Tra tagli, cessioni e rilanci. Tutte le novità su Acse e Farmacie

Di Adriano Falanga

Rivoluzione della commissione straordinaria verso le società partecipate. Dai tagli al contenimento della spesa, alla liquidazione delle quote detenute. Il piano di razionalizzazione delle partecipazioni è stato approvato dalla triade prefettizia con le funzioni di consiglio comunale. La ricognizione nella galassia di società in cui il Comune di Scafati detiene in toto o in parte quote azionarie è stata fatta in simbiosi tra Controllo Analogo, ufficio finanziario e il visto dei sovraordinati Giuseppe Rocco e Valentino Antonetti. Una misura necessaria, considerato il piano di rientro dei 33 milioni di euro di disavanzo e soprattutto l’evoluzione di alcune delle società partecipate. Il Comune di Scafati al momento detiene il 100% del capitale sociale dell’Acse spa e della Scafati Sviluppo spa, mentre detiene quote in queste altre: Consorzio Farmaceutico Intercomunale (41,66%), Agenzia Per lo Sviluppo del Sistema Territoriale della Valle del Sarno (già Agroinvest spa – 13,65%), CSTP spa (3,549%), Patto Territoriale dell’Agro (10,78%), Consorzio Bacino Sa1 (12,59%). La relazione sulla scrivania dei commissari prefettizi, supportata dal parere positivo del collegio di Revisori dei Conti, ha previsto il seguente piano di razionalizzazione e di intervento.

ACSE SPA

Novità alla partecipata che in città si occupa della raccolta rifiuti, gestione parcheggi, servizi cimiteriali e impianti termici. L’attuale cda a tre componenti sarà abolito e introdotta la figura dell’amministratore unico, in modo tale da contenere i costi. Revisione dei contratti in essere, tra cui quello (già revocato) con la Publiparking, per la gestione della sosta a pagamento. Il presidente del cda Daniele Meriani alla triade ha presentato 4 piani industriali relativi ai servizi gestiti. Tra tutti, la gestione diretta della sosta a pagamento. L’Acse entro il prossimo esercizio finanziario dovrà strutturarsi per poter espletare il servizio, attualmente sono in corso trattative con il precedente gestore affidatario per rilevare i parcometri nuovi installati sul territorio. E’ in corso, sempre con la Publiparking, un contenzioso per il recupero delle spese che la società privata ha sostenuto dopo l’approvazione della gara d’appalto, poi revocata.

CFI – Consorzio Farmaceutico Intercomunale

Contrariamente a quanto in un primo momento trapelato, la triade decide di restare nel Consorzio, dove attualmente Scafati detiene una quota maggioritaria, con 5 farmacie comunali sul proprio territorio. La convenzione, in scadenza il prossimo anno, sarà quindi rinnovata. Dalla relazione si legge che l’Ente non è al momento in grado di gestire autonomamente le proprie farmacie, ciò nonostante però, si richiede al Cfi un piano di contenimento dei costi di funzionamento. Non è comunque escluso che il Comune di Scafati possa, previa valutazione, decida di cedere tutte o parte delle farmacie.

SCAFATI SVILUPPO

La società è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Nocera Inferiore con sentenza numero 18/2017.

AGENZIA PER LO SVILUPPO TERRITORIALE DELLA VALLE DEL SARNO

E’ la società che ha rilevato le funzioni della Agroinvest spa, dopo l’avvento di Enzo De Luca sulla poltrona di Governatore della Regione Campania. I tecnici di Palazzo Mayer ritengono che la società abbia gli stessi compiti della Scafati Sviluppo (per altro fallita) e cioè la trasformazione urbana. Si procede pertanto all’alienazione della partecipazione azionaria. Significa, in parole povere, dire addio ai Piani di Insediamento Industriali (Pip) che l’ex Agroinvest portava avanti, in convenzione con il Comune. Un accordo ad oggi non rinnovato con l’attuale società.

CSTP spa

La società in cui Mario Santocchio è stato presidente, e che si occupa di trasporti e mobilità urbana, è già stata messa in liquidazione.

PATTO TERRITORIALE DELL’AGRO spa

Società posta in liquidazione nell’assemblea dei soci dell’8/09/2017 per non aver rispettato il requisito di fatturato medio (500 mila euro) nell’ultimo triennio.

CONSORZIO DI BACINO SA1

Anche questo consorzio, che doveva occuparsi di smaltimento rifiuti, è stato messo in liquidazione. Il consiglio Comunale nel 2015 aveva già deliberato di cedere la sua quota azionaria.

 

 




Scafati. Fallimento Scafati Sviluppo, a breve l’adunanza dei creditori. Il punto

Di Adriano Falanga

Si terrà martedi 10 ottobre l’adunanza dei creditori per l’esame dello stato del passivo della Scafati Sviluppo spa, la società di trasformazione urbana di proprietà del Comune di Scafati, dichiarata fallita il 13 aprile dal Tribunale fallimentare di Nocera Inferiore. Ad essere stato dichiarato fallito è l’ex cda presieduto da Alfonso Di Massa con A.D. Mario Ametrano. Nominato giudice delegato il dottor Mario Fucito, curatori fallimentari gli avvocati Bruno Meoli di Avellino e il dottor Giovanni Faggiano di Nocera Inferiore. Il cda, dietro autorizzazione della commissione straordinaria, ha depositato ricorso avverso la sentenza di scioglimento. Non è mai stato dato sapere però i motivi per cui la società non avrebbe dovuto chiudere i battenti, mentre sono invece note le motivazioni che hanno comportato all’estrema soluzione. <<La Scafati Sviluppo, a causa dell’impotenza finanziaria, non poteva essere in grado di ultimare i lavori e consegnare i capannoni restanti agli aventi diritto. Questo non creava i presupposti per la produzione dei ricavi con il conseguente pagamento dei debiti contratti>> emerge dalla sentenza di fallimento. Nel 2015 da bilancio i debiti contratti erano pari a 7 milioni di euro. Scriveranno i giudici: <<Il tutto ponendo in essere condotte di pagamento in favore solo di taluni creditori che possono essere assunte in elementi di dissipamento compiuti in stato di insolvenza e accumulando debiti ulteriori e straordinari di contenzioso, proprio per l’inadempimento degli obblighi contrattualmente assunti nell’esercizio dell’impresa>>. Impossibile andare avanti secondo i giudizi fallimentari. <<La Stu è quindi allo stato immobilizzata dal proprio stesso stato di impotenza che le impedisce di proseguire la propria attività di trasformazione, necessaria per far fronte alla debitoria assunte e senza la quale accumula ulteriore debiti>>.

In poche parole, essendo la società impegnata con una sola commessa, appunto la riqualificazione dell’area Ex Copmes, venendo meno questo progetto veniva meno anche la capacità di pagare i debiti. Andare avanti, nonostante i quattro anni di perdite consecutive, comportava solamente il crescere dei debiti. Debiti accumulati esclusivamente nei riguardi dei professionisti che si sono succeduti negli anni nella qualità di progettisti, consulenti, revisori, amministratori e consiglieri cda, e nei riguardi dei promissari acquirenti, i quali hanno versato caparre notevoli, senza vedere mai realizzarsi quanto promesso. Sono soprattutto gli acquirenti degli uffici e del lotto A, entrambi stralciati dal progetto originale, ad essersi accodati all’istanza di fallimento presentata da due ex revisori e un progettista. Lo stato di avanzamento del progetto Ex Copmes è ufficialmente rimasto “congelato” al maggio 2016, quando ci fu la consegna dei nove capannoni del lotto C. Resta in piedi, pressoché terminato, il lotto B che molto probabilmente andrà ad essere inserito nell’attivo della società e venduto all’asta.

LE INDAGINI

La gestione della società partecipata, con capitale sociale pubblico di 9 milioni di euro, è finita al vaglio dell’antimafia in relazione alle accuse promosse verso l’ex sindaco Pasquale Aliberti, di voto di scambio politico mafioso. Non solo avrebbero partecipato aziende vicino ai clan dei casalesi (secondo il decreto di scioglimento) ma ci sarebbero stati anche passaggi di denaro in favore di aziende legate al clan Ridosso-Loreto, per lavori ordinati dall’ex a.d. Filippo Sansone su pressioni, pare, di Ciro Petrucci, ex vice presidente Acse ritenuto espressione diretta del clan Ridosso. Entrambi candidati non eletti a sostegno di Pasquale Aliberti ed entrambi indagati nella lunga indagine condotta dal pm Vincenzo Montemurro, denominata “Sarastra”. Per Petrucci è stata disposta la chiusura delle indagini. Di appalti alla Ex Copmes in cambio di sostegno elettorale alla campagna per le elezioni regionali di Monica Paolino nel 2015 (prima ancora per le amministrative del 2013) hanno parlato già i pentiti Romolo Ridosso e Alfonso Loreto. <<Indebite ingerenze da parte della criminalità organizzata con particolare riferimento all’affidamento di lavori di riqualificazione di una zona industriale per la cui aggiudicazione l’Ente si è avvalso di una società di trasformazione urbana a totale partecipazione comunale (Stu) alla quale è stata trasferita la proprietà delle aree interessate dagli interventi>> è quanto si legge invece nel decreto di scioglimento del consiglio comunale.

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Scafati. Arriva l’autunno caldo scafatese. La triade chiamata a dare risposte su questi temi…

Di Adriano Falanga

Settembre è arrivato. Scafati si lascia alle spalle, lentamente e non senza strascichi, un’estate caldissima sotto ogni aspetto. Ma settembre sarà soltanto il primo di una lunga serie di appuntamenti amministrativi, politici e giudiziari, che continuerà a tenere banco l’opinione pubblica. Si parte dal 14, giorno in cui si (ri)pronuncerà il Tribunale del riesame di Salerno sulla richiesta del Pm Vincenzo Montemurro della custodia cautelare in carcere per Pasquale Aliberti, dopo il rinvio della Suprema Corte di Cassazione. Entro questo mese bisognerà anche decidere se archiviare, o rinviare a giudizio i venti indagati (o parte di questi) dell’inchiesta Sarastra, che ha scombussolato la vita socio politica della città. Dal punto di vista amministrativo la situazione non è meno delicata. La Commissione Straordinaria andrà a toccare con mano le conseguenze provocate dal taglio della spesa corrente imposto dal piano di rientro decennale, per il riequilibrio dei conti comunali. Si parte dalla mensa scolastica, portata all’aliquota massima per qualsiasi nucleo familiare, indipendentemente dal reddito. Durante i mesi estivi è stata avviata una petizione dalle mamme dei piccoli studenti. Bisognerà poi dare risposte dal punto di vista dello sviluppo economico, al momento la triade prefettizia non si è mai espressa in tal senso, limitando i suoi primi sei mesi di attività al contenimento della spesa e alla riorganizzazione della macchina comunale. Occorre nuovo atto di indirizzo quanto all’area Pip, abbandonata a se stessa e senza nessun progetto di rilancio o rivalutazione.

La città attende risposte anche sul commercio, oramai messo in ginocchio dalla totale assenza di progetti, incentivi e manifestazioni. Non calerà mai l’attenzione sulla questione ambientale, perché se da un lato scemerà la puzza del fiume Sarno, resterà dall’altro lato l’intollerabilità dei miasmi emessi dal canale San Tommaso, “operativo” sotto questo spetto per tutto l’anno. A settembre la città tornerà a riempirsi, e l’Acse sta ancora arrancando per risollevare la percentuale sulla raccolta differenziata. Il cda guidato da Daniele Meriani al momento è stato costretto a fare un passo indietro sulla decisione di lasciare i rifiuti indifferenziati a terra. Si raccoglie tutto, ogni sera, puntando però sui controlli portati avanti dalla Polizia Municipale. In tal senso i caschi bianchi, nonostante la carenza di personale, hanno già elevato decine di contravvenzioni. Poca cosa però, vista l’’stensione territoriale e la sfacciataggine dei cafoni. Occorrono telecamere, ragion per cui la commissione cerca fondi, ma occorre anche un piano industriale netto, preciso, dettagliato, che punti non solo a reprimere i cafoni, ma anche ad incentivare i virtuosi. Sotto questo aspetto la guida del dottor Meriani è ancora molto approssimativa. Sembra che l’Acse navighi a vista, e per una società con un Pef di circa 11 milioni di euro è assolutamente censurabile. Bisognerà rilanciare la struttura, migliorare la comunicazione con il cittadino e soprattutto pensare di eliminare un cda di tre componenti. In certi casi è preferibile concentrare le risorse economiche attorno alla figura di un amministratore unico o direttore generale con comprovata esperienza nel settore.

Dopo il fallimento di Aprile, è caduta nell’oblio la Scafati Sviluppo. Non sono più arrivate notizie. Il cda dichiarato fallito, nella persona dell’ex presidente Alfonso di Massa ha presentato ricorso. Poi il nulla. Al momento la società è guidata da due curatori fallimentari nominati dal tribunale, ma non è stato ancora chiarito che resta in piedi anche il cda voluto dai commissari (con relative spese). Urgente e improcrastinabile spiegare alla città le strategie per salvare l’area industriale da eventuali speculazioni immobiliari, possibili acquistando all’asta i beni della società di trasformazione urbana. In alto mare anche il Piano D’Ambito S1, di cui il comune di Scafati è capofila. La struttura che eroga i servizi sociali è ancora senza coordinatore, e questo comporta lo stallo dei servizi, tra cui l’avvio della gara d’appalto per la gestione del centro disabili Raggio Di Sole. Dato il benservito alla Publiparking, al momento la città è libera dalla sosta a pagamento. Circa venti famiglie rischiano seriamente di perdere il lavoro, e oltre al danno economico, in città sono ricomparsi gli abusivi della sosta. E non sempre diventa facile liberarsene. Un errore grave, mandare via la società che aveva regolarmente vinto gara d’appalto, senza avere alle spalle una precisa soluzione alternativa. Il servizio dovrebbe essere gestito dall’Acse, ma la società ha già difficoltà con la sola raccolta rifiuti. A Palazzo Mayer si pensa al ritorno del “grattino”, acquistabile negli esercizi commerciali.

Oppure rilevare i nuovi parcometri acquistati dal vecchio gestore e affidare il controllo alla Polizia Municipale. In quest’ultimo caso si tratta però di una soluzione più onerosa. Quanto alla Sicurezza e Viabilità il maggiore Carmine Apicella, sovraordinato prefettizio, starebbe valutando, assieme al comandante dei caschi bianchi Pasquale Cataldo, un concorso per l’assunzione di nuovi vigili urbani, a tempo determinato. Forse dieci, forse venti. Dal nuovo anno si potrà capire qualcosa di più. Resta ancora il rilancio della città, attraverso il recupero degli spazi pubblici. La Villa Comunale è oramai ridotta a poco più di una boscaglia, e le altre aree attrezzate sono stati chiuse per il forte degrado in cui erano finite. Si pensa quantomeno di attuare una buona Rassegna Natalizia, per riavvicinare i cittadini al territorio. Infine, bisognerà anche decidere cosa fare delle quote detenute al Consorzio Farmaceutico, se venderle del tutto o in parte, evitando pericolose speculazioni sulle farmacie comunali (cinque) presenti in città. Sarà quindi un anno intenso per la commissione straordinaria guidata dal prefetto Gerardina Basilicata, che seppur ha raccolto i cocci di un vaso rotto da altri, ha comunque tutta la responsabilità istituzionale di porre rimedio.

M5S: “CHI CONTROLLA ALLA EX COPMES?”

<<Sono ormai passati sei mesi dall’insediamento della Triade e a Scafati i miglioramenti ancora non si intravedono. Le partecipate più di tutte mostrano le maggiori criticità>>. Polemiche dal M5S, che si richiamano a quelle già espresse anche dal deputato Angelo Tofalo, sull’operato della triade prefettizia. <<Ci ritroviamo l’Acse con un cda che non riesce a dare le giuste risposte ai cittadini sia in termini di risparmio, che di servizi. Sarebbe opportuno eliminare il cda e affidare la gestione ad un unico direttore generale, mai rimpiazzato dopo l’uscita dell’ex ingegnere DE Vivo, andato in meritata pensione. Della Scafati Sviluppo si sono perse le tracce – continuano gli attivisti di Scafati in Movimento – il suo cda non si sa cosa stia facendo. Altro che trasparenza, abbiamo un organo che guida una società dichiarata fallita>>. I grillini incalzano sulla stu, dove sembrerebbe siano stati commessi degli abusi. <<Vengono controllati gli operatori industriali che occupano l’area? Giungono notizie di vari abusi perpetrati nell’area>>.




Scafati. L’era Aliberti? Mille euro di debiti per ogni scafatese. Neonati compresi

Di Adriano Falanga

Cosa resterà di questi 8 anni di amministrazione Aliberti? Lo scioglimento certo, ma anche e soprattutto debiti. Tanti debiti, molti debiti. Facendo una stima molto approssimativa, parliamo di qualcosa come 50 milioni di euro, che ogni scafatese sarà chiamato a pagare, neonati compresi. Ad occhio e croce fanno circa mille euro a testa. Oltre naturalmente alle imposte portate al massimo e servizi al minimo. Non vogliamo parlare delle cause, per non incorrere nel rischio di strumentalizzazione, ma vogliamo invece parlare di numeri. Di cifre e dati di fatto. Partiamo allora da quelli che erano i “cavalli di battaglia” elettorali dell’ex sindaco, i temi su cui nacque lo slogan “Orgogliosi di Scafati” nel 2013, come quel cartellone che ancora campeggia sul cantiere abbandonato del Polo Scolastico. Ed è da qui che partiamo. Un progetto ambizioso, finanziato con fondi europei per oltre 9 milioni di euro. L’epilogo è oramai cosa nota, oltre al buco in pieno centro e alla perdita delle strutture pre esistenti quali il Palazzetto dello Sport, la scuola materna e i campi da tennis, il contenzioso aperto con la Tyche srl fino ad oggi costa agli scafatesi, tra spese legali, ctu, rimozione rifiuti, oltre 300 mila euro. <<Abbiamo scritto la storia>> sosteneva un entusiasta Aliberti dopo l’approvazione del Puc. Da allora però il nulla. Lo strumento urbanistico è stato rimandato indietro dalla Provincia perché non conforme alla normativa provinciale di riferimento. Un errore palese, non un cavillo tecnico. Come a voler costruire casa senza conoscere il Piano regolatore del Comune. Ad oggi non ci sono responsabili, restano le spese per la sua redazione. Un centinaio di migliaia di euro, suppergiù. Intorno ai 400 mila euro è costata la sola progettazione dell’Urban Center, presentato in campagna elettorale come il progetto più ambizioso (e costoso) del Piu Europa.

Tra i progettisti Sintecna e Giugiaro Architettura. L’Urban Center doveva ospitare, presso l’area della Ex Manifattura dei Tabacchi, attività quali uffici pubblici e privati, centro culturale e biblioteca, ostello, ristorante, centro commerciale, parcheggio a due piani e finanche una palestra/fitness. Oggi è sede di uffici comunali, mentre gran parte della struttura cade a pezzi. Il Pip non nasce con l’ultima amministrazione, oggi però ha inciso per oltre il 50% sul disavanzo di amministrazione che portato il Comune ad adottare un piano di rientro decennale lacrime e sangue. Oltre 32 milioni di euro, frutto di debiti fuori bilancio mai contabilizzati dall’amministrazione uscente, ed è qui la responsabilità, perché, se fossero stati iscritti a tempo debito, si sarebbe (forse) potuto evitare il cumulo che ha rischiato di mandare in default l’Ente. Sul Pip Aliberti non ha mai scommesso, e in più occasioni ha dirottato gli investitori interessati a scommettere sul progetto di riqualificazione Ex Copmes. Da Monte Everest da 30 milioni di euro, il progetto firmato da Giugiaro è diventato una modesta collina, ridimensionato e diviso in due lotti, sono stati consegnati e attualmente in uso circa 2 mila mq. Nel frattempo, la Scafati Sviluppo, partecipata comunale nata appositamente per realizzare l’opera, è stata dichiarata fallita. Nell’ultimo bilancio i debiti iscritti sono pari a circa 8 milioni euro. Soldi che pure pagheranno gli scafatesi.

Centro Sociale di Mariconda, opera da finanziare con i fondi Piu Europa. Allo stato di fatto, il cantiere è oggi in evidente stato di abbandono e di pericolo. Fondi persi e un contenzioso aperto per i 165 mila euro anticipati dal Comune. Pista ciclabile, costata quasi 2 milioni di euro, fu inaugurata nel settembre 2012 e parzialmente chiusa dopo appena 4 mesi, quando si scoprì che i lavori per la pavimentazione eseguiti nel tratto della Villa Comunale non erano a norma. Ciò che resta è in totale abbandono, chiuso anche il parco giochi per manifesta incapacità di manutenzione e sicurezza. Centro Sociale San Pietro, realizzato su un terreno di proprietà della famiglia Nappo, acquisito a patrimonio comunale per un abuso edilizio, è costato oltre un milione di euro di fondi Piu Europa. Ospita il centro anziani e il centro disabili. Una sentenza del Consiglio di Stato ha però condannato Palazzo Mayer a restituire l’area al proprietario oppure a risarcirlo, perché la normativa urbanistica vigente gli permetteva di sanare l’abuso. In gioco qualcosa che si aggira sui due milioni di euro. Punto forte del programma Piu Europa è stata però la riqualificazione urbana. Decine di milioni di euro spesi per la realizzazione di alcune piazzette, e soprattutto per il completo rifacimento del manto stradale, illuminazione e accessori compresi, tra cui i dossi pedonali. Opere purtroppo che già versano nel degrado, perché la crisi economica del Comune lo rendono incapace di provvedere alla regolare manutenzione.

Inoltre, i lavori della rete fognaria hanno già distrutto le principali arterie, come via Aquino, via Catalano, via Tricino, via Della Resistenza, via Fosso dei Bagni. Da appalto l’ente attuatore il progetto dovrebbe ripristinare i luoghi allo stato originale, ma non è ancora accaduto e comunque, fatto grave, la riqualificazione stradale è stata decisa nella piena e totale consapevolezza degli imminenti lavori di scavo per la posa della nuova rete fognaria. E questo vale anche per strutture come la rotonda/fontana sul corso Nazionale. Chi pagherà questi costi? Gli scafatesi. E non solo, l’incapacità finanziaria del Comune di Scafati e l’assoluto blocco agli investimenti consegneranno alla futura amministrazione una città ridotta malissimo. Ripartire da zero sarà difficile, con sulle spalle i vincoli di spesa legati al piano di riequilibrio decennale. E poi ci sono i costi dello scioglimento del consiglio comunale. Quantizzarli preventivamente è impossibile, ma il danno morale e di immagine è già stato fatto. Che la colpa possa essere davvero dell’ex amministrazione comunale o di un eccesso di zelo del ministero dell’Interno lo dirà solo il tempo. Ma a quel punto, poco importerà.




Scafati. Acse, Scafati Sviluppo, Helios “ma cosa sta succedendo?”

Di Adriano Falanga

<<Va bene, non va per nulla bene>>. Così un anziano pensionato, scuotendo la testa fuori l’ufficio postale di via Melchiade. <<La città è sporca, sembra che l’Acse sia andata in ferie>>. Ma l’aumento dei rifiuti per le strade scafatesi non è solo l’unico problema a cui ancora non è stata data risposta. Palazzo Mayer e gli uffici delle sue due partecipate, Acse e Scafati Sviluppo, sembrano essere chiusi su loro stessi e alla città non viene data contezza di niente. Restano solo i disservizi, quelli sì, sono evidenti. <<Abbiamo rispettato il lavoro della Commissione ministeriale e continueremo a farlo. Ma adesso, a distanza da un paio di mesi dal loro insediamento, credo che sia giusto un confronto con la città. Scafati ha bisogno di dialogare>>. Angelo Matrone, ex consigliere comunale in quota Fratelli d’Italia, chiede alla triade che guida il Comune di dare vita a un appuntamento pubblico con la cittadinanza. <<Sappiamo che lavorano per il ripristino della legalità, ma devono farci capire il quadro della situazione>> ha detto. <<Vogliamo comprendere, oltre il fallimento della “Scafati Sviluppo”, quante macerie nasconde Palazzo Mayer e la gestione degli ultimi anni. Basta stare nelle stanze del potere. Serve anche spiegare quello che sta succedendo, visto che all’esterno molte volte viene descritta una situazione che non è 5-matronequella reale>>. Matrone, dunque, chiede alla commissione di agire nella massima trasparenza, come già sta accadendo, senza trascurare l’aspetto legato alla comunicazione con gli scafatesi. <<Meritano di capire cosa sia cambiato davvero e cosa muterà nei prossimi mesi. Sappiamo che la loro presenza è frutto di un percorso difficile. Sappiamo che Scafati naviga in acque non buone, ma loro stanno cercando di fare il massimo. La democrazia si nutre del dialogo. Senza dialogo a Scafati ci sarà sempre una distanza tra i cittadini e chi governa la cosa pubblica>>. Nel corso dell’unico incontro avuto con la stampa un mese fa, i commissari Gerardina Basilicata, Maria De Angelis e Augusto Polito avevano fatto capire che l’intenzione era di lavorare nel silenzio, perché <<alle polemiche preferiamo i fatti>>. Ma chiudersi a riccio non è proprio l’ideale. Certo è che il confronto pubblico alla triade non serve, loro non hanno bisogno di consenso elettorale e i giudizi vengono dati sul lungo periodo, però vi sono problematiche correnti che non solo meritano, ma necessitano di risposte.

ACSE. TUTTO A ROTOLI

1-sede-AcseSembra vigere l’anarchia alla partecipata scafatese che gestisce la raccolta rifiuti, servizi cimiteriali e sosta a pagamento. La raccolta quotidiana funziona a singhiozzo, e male. In città è un continuo susseguirsi di cumuli di rifiuti, e questo accade sia al centro che in periferia, sia nelle piazze che fuori le scuole. Ma cosa succede? Dalla sede di via Diaz è un muro di silenzio, nessun riscontro ufficiale. Restano i corridoi, e questi raccontano di un braccio di ferro tra le forze sindacali e il nuovo cda guidato da Daniele Meriani. Le due componenti ancora non si sarebbero incontrate. E così, tra rifiuti lasciati a terra, mezzi fermi in deposito, assenza e malattie, la città vive pesantemente questo clima di “anarchia”. L’assenza di un direttore generale, fino allo scorso anno presente nell’ingegnere Salvatore De Vivo, oggi in pensione, complica la situazione. E in tutto questo sembra “gongolare” Mimmo Casciello, ex vicepresidente (rimosso dalla triade) meglio noto come “sceriffo del sacchetto selvaggio”. <<La monnezza la pagavamo e continuiamo a pagarla. È cambiato solo il servizio: prima la città era pulita, oggi sembra da terzo mondo – spiega l’alibertiano – È un problema di organizzazione, di passione di senso dell’appartenenza: anche in questo si vede la legalità. Davanti al grido di allarme, alle foto postate e alle implorazioni di cittadini disperati vedo solo menefreghismo e strafottenza>>. Il 2 maggio è stata presentata alla Tenenza dei Carabinieri di Scafati una denuncia per il furto di carburante avvenuto ai danni dei mezzi in uso alla società. Le attrezzature, tra camion e furgoni, sono stazionati in via Casciello. Decine di mezzi e nessuna sorveglianza.

SCAFATI SVILUPPO, NON PERVENUTA

ex copmes_LenteUna società fallita, milioni di euro di debito, un progetto di riqualificazione industriale tramontato, soldi pubblici anticipati dal Comune nella qualità di unico socio, poi il silenzio. E’ la triste fotografia della stu scafatese, fallita per insolvenza rispetto agli stessi consulenti (una trentina almeno) nominati negli anni, e incapace di restituire le caparre a diversi promissari acquirenti, delusi dai continui ridimensionamenti del progetto Ex Copmes. La sentenza emessa dal tribunale fallimentare sembra essere secretata, da qui l’impossibilità di capire quali siano le responsabilità gestionali, oltre che politiche e istituzionali. Non è nota ad oggi l’esatta entità del fallimento, e soprattutto, Palazzo Mayer nella qualità di socio unico non ha chiarito la sua posizione. Impugnerà il fallimento o presenterà un piano di ristrutturazione? E come si pensa di saldare i debiti contratti? O ancora, del progetto origianrio di riqualificazione dell’area Ex Copmes in via Catalano, cosa resta?

HELIOS, NUOVO ESPOSTO DEI RESIDENTI

1-heliosSono una ventina le firme al nuovo esposto presentato mercoledì mattina presso la locale Tenenza dei Carabinieri dai residenti di via Ferraris, contro il sito di stoccaggio della Helios. Problema vecchio, disagi vecchi, soluzioni nessuna. Oltre alla puzza e ai disagi veicolari, questa volta i residenti hanno lamentato l’inquinamento acustico provocato dai macchinari messi in funzione in orari e giorni che dovrebbero essere di riposo per la gran parte delle persone. E’ proprio l’insistenza dell’opificio in area abitata (nonostante le norme di attuazione del Pip siano chiare in proposito) che regge le proteste di chi avversa la presenza del sito di stoccaggio a Cappelle. <<La Helios srl puntualmente alle 6 di ogni mattino (spesso festivi compresi) mette in moto un impianto di lavorazione che emette un forte rumore cupo per tutta la durata della giornata lavorativa. Se a questo si aggiunge anche il forte cigolio proveniente dal carrello elevatore, anch’esso in funzione dalle 6 alle 18, la situazione diventa inevitabilmente insostenibile>> si legge nell’esposto. Con lo scioglimento del consiglio comunale l’attenzione politica è scemata e non è nota la posizione della commissione straordinaria. Il precedente commissario Vittorio Saladino aveva invece espresso una posizione più severa verso la Helios, accogliendo in pieno le proteste delle famiglie che abitano via Ferraris e via Calvanese. Nei prossimi giorni dovrebbe tenersi un’altra riunione della Conferenza dei Servizi che da mesi sta vagliando le autorizzazioni del sito di stoccaggio e che ha già obbligato la ditta all’osservazione di numerose prescrizioni.




Scafati. Aliberti contro tutti, poi la gaffe sulla neo segretaria

Di Adriano Falanga

Pasquale Aliberti non ha mai nascosto, e non nasconde, il suo forte disappunto per le scelte della commissione straordinaria e sulla sua pagina Facebook torna a puntare l’indice. <<Benvenuti a Scafati nel paese delle meraviglie. La prima gara d’appalto, quella per il completamento del Palatenda, aggiudicata ad una impresa di Casal di Principe, non erano tutti camorristi i casertani?>>. In realtà, gara chiusa e affidamento definitivo avvenuto il 16 dicembre 2016, con Aliberti dimissionario ma ancora ufficialmente nel pieno dei sui poteri. <<La pubblica illuminazione gestita con un affidamento diretto ad una impresa di Cimitile, in attesa di un bando pubblico che non sarà definito neppure per fine anno – prosegue Aliberti – La Scafati Sviluppo che inspiegabilmente fallisce. Un componente del Cda Acse, nominato con un avviso di garanzia per corruzione e relativa richiesta di arresto. Un CdA di una partecipata in cui si omette di nominare la quota rosa prevista per legge. La nomina di una segretaria comunale con bando pubblico di cui avevamo già anticipato il nome. Declassamento del comune a categoria inferiore, ci avevano raccontato per risparmiare, invece scopriamo che senza questa operazione la nuova segretaria non avrebbe avuto i titoli per l’incarico>>. E’ un fiume in piena l’ex primo cittadino. <<L’uso cronologico improprio (?) del pagamento dei fornitori e delle indennità di carica che avvengono in modo arbitrario, tabelloni funerari che non sono stati più sostituiti come da capitolato d’appalto (il ministro non ci aveva sciolto per questo?). Rescissione della gara d’appalto per la ex Copmes perché l’impresa era in avvalimento con un’altra che forse(?), probabilmente(?) era vicino a qualche clan(?), mai formalizzato. Soldi per gli abbattimenti, nello schema di bilancio, delle opere abusive che non serviranno neppure ad abbattere quegli abusi imposti dalle ordinanze della Procura (ma il ministro non ci aveva sciolto per questo?)>>. Poi, dopo poche ore con un nuovo post l’ex sindaco “corregge il tiro”. <<Sono certo che la gara vinta da una impresa di Casal di Principe è solo una casualità, anzi il segno del destino, la dimostrazione che, per chi alimenta il sospetto per odio o invidia, una impresa casertana può capitare a chiunque, sindaco o Prefetto che sia>>. Poi sulla nomina di Candida Morgera: <<Nessuna illazione. Resta il fatto che tutti già sapevano da mesi chi fosse e che aveva lavorato con un sindaco, segretario provinciale del PD. Poco ci ha convinto la storiella del declassamento del comune, molto di più ci entusiasma sapere che la dottoressa Morgera è scafatese di adozione, avendo sposato un brillante medico di Scafati, questo al di là delle appartenenze ideologiche>>. Non risparmia polemiche Aliberti, anche all’indirizzo della sua opposizione consiliare, oggi accusata di essere silente. I commenti pubblici dell’ex primo cittadino sono tutti firmati come “Pasquale Aliberti, Libero Cittadino Scafatese (a cui non toglierete la libertà di pensiero)”.

 SANTOCCHIO: “ALIBERTI CONFONDE LA MORGERA”, è la cugina

santocchio<<L’ex primo cittadino oramai è totalmente confuso e distratto. Addirittura confonde la moglie del dottor Addeo con la nuova segretaria comunale>>. Mario Santocchio smentisce che la “scafatese” Morgera sarebbe la nuova segreteria generale del Comune: <<è solo un caso di omonimia>>. Insomma, l’ex sindaco avrebbe preso una tipica “cantonata”, e seppur paradossale, esiste a Scafati una omonima Candida Morgera, moglie del medico Raffaele Addeo e cugina della neo segretaria. <<Aliberti invece di infangare il lavoro della commissione straordinaria, bene farebbe a chiedere scusa agli scafatesi per averli trascinati in questo baratro – aggiunge l’ex consigliere di Fdi – piuttosto da parte nostra invitiamo i commissari a proseguire nella loro opera di discontinuità, attuando anche la rotazione tra quei dirigenti che hanno operato nel sistema Aliberti>>. Nel tardo pomeriggio Aliberti, capito l’errore, corregge il post e scrive “parente di”. Ma la frittata era oramai fatta.

M5S: “ALIBERTI MENTE, I FATTI LO SMENTISCONO”

Sono gli attivisti di Scafati in Movimento a prendere le “difese” della triade commissariale, replicando, documenti alla mano, alle esternazioni di Aliberti. <<La gara per il completamento del Palatenda è stata interamente espletata sotto la sua amministrazione: il 20/9/2016 il bando viene pubblicato. Il giorno 16/12/2016 viene aggiudicata la gara>>. Aliberti sarà sindaco fino al 20 dicembre. <<Errare è umano, perseverare è diabolico e lui in poche ore ha mentito spudoratamente in ben due occasioni buttando fango addosso alla Commissione che non saranno dei santi ma a cui non vanno additate false responsabilità>>. E la “seconda occasione” sarebbe la manutenzione per la pubblica illuminazione, che non sarebbe avvenuta tramite affidamento. <<Il Comune di Scafati ha effettuato una gara invitando 8 ditte, attingendone i nominativi dal MEPA – puntualizzano i grillini – La procedura era iniziata prima che arrivasse la Commissione Straordinaria, gli indirizzi sono quelli della Giunta in carica ad ottobre. Dunque nessun affidamento diretto né tantomeno fatto dalla Commissione>>. Non è una difesa d’ufficio nei riguardi della commissione, chiariscono infine gli attivisti: <<Dalla commissione ci siamo sentiti presi in giro anche noi perché sapere già chi sarebbe stato il nuovo segretario prima della selezione è uno smacco a chi crede che i soliti e vecchi sistemi siano ancora in uso a Scafati>>.

RINALDI, Pd: “Siamo al paradosso”

2-rinaldi<<Siamo oramai al paradosso. Qualunque decisione adotti la commissione, incontra il dissenso dell’ex sindaco e di qualche sodale superstite, riciclatisi oramai nel ruolo di duri oppositori dello Stato, quello Stato che ha dovuto sostituirsi alla politica perché nella “nostra città” la “loro Amministrazione” è stata sciolta per camorra>>. Così la segretaria del Pd scafatese, Margherita Rinaldi. <<E così colpa dei commissari se la città è sporca, se alcune zone rimangono al buio e senza illuminazione, se c’è un traffico che la paralizza, se i servizi sono inefficienti, se i milioni di debiti da loro accumulati in otto anni di governo impongono inevitabili tagli alle spese. Pare quasi che Pasquale Aliberti, in perenne campagna elettorale, si senta in competizione anche con i commissari vedendoli come avversari – aggiunge la Rinaldi – Ora il registro è cambiato, se ne faccia una ragione. Torni davvero ad essere un comune cittadino quale dice di essere>>




Scafati. Ex Copmes, fallita la Scafati Sviluppo. Addio progetto Ex Copmes

Di Adriano Falanga

Il Tribunale di Nocera Inferiore, sezione fallimentare, dichara il fallimento della Scafati Sviluppo spa nella persona del presidente del cda Alfonso Di Massa. Nominato  giudice delegato il dottor Mario Fucito, curatori fallimentari gli  avvocati Bruno Meoli di Avellino e il dottor Giovanni Faggiano di Nocera Inferiore. La Stu, interamente partecipata dal Comune di Scafati, ha tempo tre giorni per depositare i bilanci e le scritture contabili, nonchè l’elenco dei creditori. Ai creditori è assegnato il termine perentorio di trenta giorni prima dell’adunanza in cui si procederà all’esame dello stato passivo che si terrà il giorno 10 ottobre 2017 presso la stanza del giudice delegato Mario Fucito. Finisce qui il progetto di riqualificazione dell’area Ex Copmes.

 




Scafati. “Impegno, competenza, serietà”, la commissione si presenta

Di Adriano Falanga

“Impegno, competenza, serietà”. E’ lo slogan che ripete, a più riprese, la prefetto Gerardina Basilicata. A distanza di due mesi dal loro insediamento, la triade commissariale ha incontrato i giornalisti presso la stanza del sindaco al secondo piano di Palazzo Mayer. Presenti anche la vice prefetto Maria De Angelis e il funzionario Augusto Polito. E’ un Comune blindato, suggestivo il silenzio dei corridoi e l’assenza di persone. Per entrare occorre registrarsi e accedere tramite pass rilasciato dalla portineria. <<Siamo partiti da un’attenta analisi della relazione allegata al decreto di scioglimento. E’ dagli argomenti in essa citati che abbiamo iniziato il nostro percorso verso il ripristino della legalità – spiega la Basilicata – cercando di non rallentare l’azione amministrativa>>. Secondi i commissari, è necessario intervenire in ogni comparto dell’Ente. <<E’ stato necessario approfondire l’apparato amministrativo, la priorità è ridare linfa nuova alla struttura organica – aggiunge Polito – non c’è un settore che non presenti necessità di intervento>>. E paragonando l’Ente ad un’auto <<occorre rifare il tagliando, e la manutenzione, ecco>>. La triade presenterà un piano di interventi, una sorta di atto di indirizzo con l’elenco delle priorità, in primis l’approvazione del bilancio. <<Rilancio e riordino dei servizi per dare economicità, efficientamento e correttezza amministrativa>> puntualizzano i commissari. E per farlo hanno già chiesto in Prefettura l’invio di dirigenti sovraordinati, in tal modo da avere competenze (e uomini di stretta fiducia) a costo zero, perché ricadenti sulle casse della Prefettura. Successivamente occorrerà assumere i dirigenti, tramite concorso. <<Al momento i settori sono gestiti da posizioni organizzative>> chiariscono ancora, ma occorrono dirigenti. Entrando nel dettaglio, si passa alle partecipate. <<Abbiamo dovuto rinominare i cda con professionalità competenti e di nostra nomina – quanto alla Scafati Sviluppo – non potevamo chiuderla senza prima aver verificato gli atti, andando anche a ritroso nel tempo. E per farlo necessitava avere un cda>>.

1-triade Quanto alle parole di Vincenzo Cucco, scelto in un primo momento come presidente della Stu, che ha pesantemente bocciato l’operato e i bilanci della società: <<il dottor Cucco si assumerà le responsabilità di ciò che ha detto. Sia chiaro, noi lo avevamo scelto per il curriculum presentato. Ma non è mai stato un giorno presidente della società, avendo rinunciato all’incarico>>. Minimizzano sulla nomina di Filippo Maraniello a vice presidente Acse, risultato indagato in un procedimento per corruzione dalla DDA napoletana. <<Non abbiamo approfondito la nomina del dottor Maraniello perché avevamo deciso la sera stessa dell’assemblea dei soci Acse di sostituirlo per rispettare la quota rosa>>. Contenzioso area Pip, un enorme debito da milioni di euro mai iscritto a bilancio ma che rischia di mandare in default le casse comunali. <<Ci stiamo lavorando – interviene Polito – poi leggerete i numeri dal bilancio>>. I commissari confermano l’arrivo della nuova segretaria: <<una quindicina di curriculum arrivati, presto decideremo>> e del nuovo comandante della Polizia Municipale. “Nuova linfa” o meglio nuove risorse umane, per arrivare ad una rotazione dei dirigenti: <<Del resto lo prevede la legge>>. Al momento è in esame il settore del contenzioso, una spina nel fianco delle casse comunali. <<ripristineremo la legalità>> ripetono i commissari, e lo faranno passando per un riassetto generale dell’intera macchina amministrativa. <<Poi ci rivedremo periodicamente per fare assieme il punto della situazione>>. Un commento sulla passata amministrazione? <<Noi non diamo giudizi>>. L’ex sindaco ha però più volte criticato l’operato della commissione straordinaria: <<non risponderemo mai alle polemiche. Parleranno i fatti>>

 




Scafati. Tutti i debiti di Scafati Sviluppo, la lista di consulenti e amministratori

Di Adriano Falanga

E’ trascorsa una settimana dal momento in cui il giudice della sezione fallimentare del tribunale di Nocera Inferiore, dottor Mario Fucito, si è riservato la decisione se lasciar fallire la Scafati Sviluppo oppure concedere al nuovo cda guidato da Vincenzo Abate, di verificare nel dettagli i documenti contabili e decidere un piano di rientro dai debiti contratti. Due le strade percorribili: la ricapitalizzazione e l’autofinanziamento, in assenza di altre commesse di lavoro. Perché la Stu nasce unicamente per il progetto di riqualificazione dell’area Ex Copmes, e all’attivo conta sul patrimonio immobiliare di circa 130 mila mq, di cui 90 da riqualificare. Non è esclusa la vendita di parte del patrimonio per uscire fuori dallo stallo finanziario, ma anche produttivo, siccome i lavori sono fermi. Considerata la totale mancanza di trasparenza nella gestione della società, e trattandosi di ente partecipato con capitale pubblico, Cronache pubblica oggi i dati economici e gestionali aggiornati al 31 dicembre 2014, o meglio, al terzo esercizio consecutivo con una perdita d’esercizio. Dati chiaramente mancanti del 2015 e 2016, ma necessari per poter aprire una reale finestra sulla situazione della società partecipata scafatese. Dal bilancio ufficiale 2014 risulta un debito verso l’unico socio (il Comune di Scafati) pari ad euro 485 mila, una cifra però contestata da Mario Santocchio, che insiste siano oltre un milione di euro i fondi illecitamente concessi dal socio alla sua partecipata. Il debito verso la banca sfiora i 2,5 milioni di euro, mentre arrivano a 177 mila euro i debiti tributari. Un totale di oltre 7 milioni di euro accumulato al 2014. Superano i 750 mila euro i debiti verso consulenti e amministratori, oltre trenta in otto anni di amministrazione Aliberti, tra esponenti politici e dirigenti comunali. La tabella è quella allegata al bilancio 2014 e non tiene conto degli esercizi del 2015 e 2016. Alcuni hanno ricevuto acconti, ma l’importo comunque ad oggi è levitato e non di certo diminuito. Spiccano i quasi 90 mila euro dovuti al presidente del collegio sindacale Massimiliano Granata, i quasi 60 mila all’ex presidente Matteo Cannavacciuoli. Nella relazione al bilancio 2014 il cda in carica scrive al socio: “E’ stato più volte riferito al Socio della necessità che la STU si dotasse di una struttura stabile formata da personale dipendente e collaboratori. Infatti l’attuale assetto organizzativo non consente di operare con la continuità tipica delle aziende dinamiche e che appartengono ad un settore ad alta variabilità come quello edile”. E ancora: “Il secondo aspetto da sottolineare è quello legato alla mancanza di un’adeguata disponibilità finanziaria che consenta alla STU di poter fronteggiare le spese di gestione ordinaria. Il finanziamento ipotecario concesso dalla BNL per la realizzazione dell’opera, occorre solo ed esclusivamente per fronteggiare “in senso stretto” i costi di realizzazione dell’opera senza fornire un’adeguata copertura su altre tipologie di spesa quali ad esempio i costi per le consulenze dei professionisti”.

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Scafati. Fallimento Scafati Sviluppo, chiesto un nuovo rinvio, il giudice si riserva la decisione

Di Adriano Falanga

Fallimento Scafati Sviluppo, chiesto un rinvio dell’udienza per permettere ai nuovo componenti del cda di approvare il bilancio 2016 e verificare la possibilità di proseguire in bonis. Si è riservato la decisione il giudice Mario Fucito, della sezione fallimentare del Tribunale di Nocera Inferiore, di lasciar fallire la società di trasformazione urbana con socio unico il Comune di Scafati oppure dare tempo ai nuovo amministratori di verificare i conti. La richiesta, presentata tramite il legale della società, l’avvocato Laura Semplice, arriva dopo che la commissione straordinaria ha revocato il vecchio cda e nominato un nuovo consiglio di sua fiducia. Nel dettaglio, la triade ha voluto i commercialisti Vincenzo Abate come presidente, Carmine Aquino come vice presidente e Immacolata Maria Ariano come componente. Una prima udienza si già tenuta lo scorso 14 marzo, e in quella data il giudice concesse un rinvio al giorno 24 per la costituzione del nuovo cda. Ieri mattina nuova richiesta di rinvio dalla Scafati Sviluppo. Come noto, il primo presidente designato, il dottor Vincenzo Cucco, ha rifiutato l’incarico non senza aver scritto una lunga relazione sullo stato di salute finanziario della società che gestisce il progetto Ex Copmes. Documento che è stato depositato agli atti dai creditori, all’attenzione del giudice. Nel documento si stronca senza riserve la gestione della partecipata, usando termini quali “reati” “esercizio abusivo dell’attività” e “bancarotta fraudolenta”, invitando i commissari Basilicata, De Angelis e Polito a liquidare la società e avviare azioni legali nei riguardi dei precedenti amministratori. Una relazione che la triade ha respinto, decidendo comunque di ricomporre il cda con l’entrata di Vincenzo Abate a sostituire Cucco.