Ricostruita la rete di contatti delle due insegnanti positive

di Erika Noschese

Sono 12 le persone attualmente in quarantena, ad Agropoli e che nei giorni scorsi sono state a contatto con l’insegnante 57enne di Agropoli in servizio presso il liceo Alfonso Gatto di Agropoli. La donna nella tarda serata di lunedì si è recata presso l’ospedale di Vallo della Lucania accusando febbre e tosse. Nel periodo di carnevale era stata a Parma, presso alcuni parenti, dove verosimilmente ha contratto il covid19. Il sindaco di Agropoli, Adamo Coppola, nella tarda serata di lunedì ha disposto la chiusura del liceo Alfonso Gatto per due giorni per poi provvedere a ricostruire la rete di contatti della professoressa di Agropoli. La paziente attualmente è ricoverata all’ospedale Cotugno di Napoli: è partita verso le 2.30 di martedì verso il nosocomio napoletano, a bordo dell’ambulanza dell’associazione Humanitas presieduta da Roberto Schiavone. La donna, di fatti, era stata a Parma per assistere il figlio, anche lui febbricitante, e, a quanto pare, colpito anche lui da coronvirus ed è rientrata ad Agropoli mercoledì scorso. «L’Asl si è attivata per fare immediatamente i tamponi alle persone che fanno parte della catena di contatti che abbiamo ricostruito ieri sera (lunedì per chi legge ndr)», ha dichiarato il sindaco di Agropoli Adamo Coppola spiegando che l’ambulanza dell’Humanitas, unica in provincia di Salerno attrezzata per l’emergenza covid19 è al lavoro per effettuare i tamponi su tutte le persone a contatto con l’insegnante. Sarà il Cotugno di Napoli a dare le risposte circa un eventuale contagio. In caso di nuovi contagi, ha poi spiegato il primo cittadino, sarà necessario ricostruire, anche in questo caso, la catena di contatti e intervenire a loro volta per cercare di capire se il virus ha allargato il raggio d’azione». Per il primo cittadino di Agropoli è necessario essere cauti ma, dice, «non dobbiamo fare passi in avanti eccessivi; dobbiamo tenere sempre presente che la salute pubblica è al primo posto ma non dobbiamo esagerare perchè c’è la salute socio economica e quando questa è garantita bisogna tener presente gli altri aspetti. La paura non può diventare più pericolosa del virus». INSEGNANTE AFFETTA DA COVID19 ANCHE A SARNO Esprime profonda vicinanza alla paziente risultata positiva al coronavirus il sindaco di Sarno Giuseppe Canfora che lancia un appello alla cittadinanza: «vi chiedo, come comunità, di far sentire forte lo spirito di solidarietà che ci contraddistingue». La donna, residente a Striamo, è giunta nella serata di lunedì all’ospedale Villa Malta di Sarno accusando sintomi febbrili e difficoltà respiratorie. Come già anticipato si tratta di un’insegnante di 47 anni residente a Striano che vive a Sarno ma lavora a Torre del Greco presso l’Istituto comprensivo Don Bosco-D’Assisi. Il sindaco di Striano Antonio Del Giudice ha reso noto di aver chiuso le scuole a tempo indeterminato, di aver messo in quarantena tutti gli abitanti della palazzina dove vive la donna e, naturalmente, i familiari. Il sindaco di Torre del Greco ha invece annunciato di aver chiuso la scuola Don Bosco-D’Assisi fino al prossimo 6 marzo. La donna attualmente sta meglio e la febbre è calata, come anticipato dal primo cittadino. Si sta ricostruendo anche la catena dei contatti della donna per sottoporli a controlli. Non è escluso che anche i sanitari che hanno assistito la 47enne possano finire in quarantena per ridurre il rischio di propagazione del Coronavirus. Disposta anche la chiusura dell’ufficio del comune di Sarno mentre le scuole, a Sarno, sono rimaste regolarmente aperte. «Mi rendo conto che questo stia generando in tanti la paura, ma proprio in questo momento dobbiamo tutti essere lucidi e fermi ed attenerci alle norme precauzionali e di contenimento – ha dichiarato il sindaco Canfora – Non abbiamo ora una situazione allarmante, ma sotto controllo e monitorata. Il primo cittadino di Sarno ha poi annunciato di aver attivato tutto quanto previsto dal Decreto Ministeriale che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid -19. Nell’attività avviata nella nottata di lunedì è stata ricostruita la rete di contatti diretti avuti dalla paziente risultata positiva al tampone, ai familiari. Le persone sono già in isolamento, monitorate ed asintomatiche.All’ospedale “Martiri del Villa Malta” si sta procedendo ai controlli sul personale operativo lunedì. AL MOSCATI CHIUSO IL REPARTO DI OTORINOLARINGOIATRIA Chiuso, in via precauzionale, il reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino. La decisione è stata assunta dai vertici dell’azienda ospedaliera in seguito alla ricostruzione dei contatti della docente di Striano risultata contagiata da Coronavirus, che per alcuni giorni ha assistito il padre ricoverato nel reparto del nosocomio irpino.




Inchiesta sui concorsi: in graduatoria c’è anche il vice sindaco di Sarno

Denaro in cambio di posti nella pubblica amministrazione e nei comuni in maniera particolare. Ad inizio del mese di dicembre 2019 scatta l’in- chiesta con gli arresti da parte della Procura partenopea condotta dagli uomini della guardia di finanza che azzera praticamente i vertici del comune di Sant’Anastasia. Pochi però mettono in relazione quello che sta accadendo in provincia di Napoli con quanto è accaduto a Sarno. Ma vediamo il perché. Al centro della vicenda vi è una società cooperativa: la Società Cooperativa Agenzia Selezioni e Concorsi di via san Leonardo a Salerno. Questa cooperativa negli ultimi anni ha ricevuto incarichi con  affidamento diretto da parte del Comune di Sarno come supporto allo svolgimento di concorsi pubblici.Ma non solo a Sarno. La cooperativa ha ricevuto, sempre per affidamento diretto, numerosi incarichi anche in tutti quegli enti collegati dove il comune di Sarno ha un ruolo predominante, AgroSolidale, Cofaser etc etc. Ma la ciliegina sulla torta la si scopre quando guardando la graduatoria finale del concorso del comune di Sant’Anastasia per il quale è scattata l’inchiesta che ha portato agli arresti, ci si accorge che il dodicesimo della graduatoria è Roberto Robustelli, il vicesindaco di Sarno, il vice di Giuseppe Canfora, che da sindaco del comune e presidente della Provincia sicuramente cadrà dalle nuvole, non saprà nulla e sarà pronto a minacciare querele contro chi scrive il falso. Peccato che questa volta ci sono faldoni e faldoni di documenti, atti, determine e graduatorie da smentire, diffidare, querelare e decine di intercettazioni ambientali e telefoniche da smentire. Oltretutto sulla vicenda gli stessi consiglieri di opposizione a Canfora hanno già inviato una dettagliata denuncia all’Autorità Nazionale Anticorruzione mentre gli assessori che chiedevano lumi su quei concorsi sono restati, come se nulla fosse, al proprio posto. «Caramelle». Così uno degli indagati, nelle intercettazioni ambientali e veicolari effettuate dalla Guardia di finanza si riferiva al denaro. Denaro in cambio di posti, per quei concorsi pubblici che già in campagna elettorale, a maggio scorso, avevano fatto scalpore tanto da provocare una interrogazione parlamentare del senatore Antonio Iannone. In quell’atto parlamentare, oltre a Sant’Anastasia, si tirava in ballo anche Pimonte. Ciò che i due enti avevano in comune era il segretario generale: Egizio Lombardi, tra gli arrestati. Neri giorni convulsi dell’inchiesta e degli arresti, si insinuava che i concorsi potessero divenire merce di scambio elettorale, non certo come invece la guardia di finanza stava già accertando mercimonio di funzione pubblica. Le indagini di fatto erano iniziate a febbraio. Nelle lunghe conversazioni documentate da 140 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, ci sarebbero pure conversazioni ancora in corso di valutazione giudiziaria. Dopo che lentamente stanno venendo allo scoperto i fatti di Sarno l’inchiesta potrebbe causare un effetto domino in altri comuni. E dalle intercettazioni, intanto vengono fuori anche colloqui tra un altro assessore di Sarno e il presidente della coop in cui si chiedono rassicurazioni sull’esito del concorso dove il vicesindaco è risultato dodicesimo. Insomma dopo Sant’Anastasia per Sarno siamo alle battute iniziali.




Assunzione Di Nesta alla Provincia La Corte dei Conti assolve Canfora

di Pina Ferro

“Costi sostenuti dalla Provincia di Salerno per l’illegittimno provvedimento delle funzioni di direttore generale all’avvocato Bruno Di Nesta”. La Corte dei Conti – sezione della Campania ha emanato l’ordinanza (sentenza non ancora definitiva) ha prosciolto il presidente della Provincia Giuseppe Canfora, difeso d a l l ’ a v v o c a t o Gaetano Paolino, Gerardo Bellino e Marina Frondadifesi rispettivamente dagli avvocati Alberto De Chiara e Andrea Bullo. La nomina era finita tra i rilievi del Mef (Ministero dell’Economia e Finanza), a seguito di una verifica contabile finita poi all’attenzione della Corte dei Conti. Quanto alla nomina di Di Nesta, gli ispettori l’avevano contestata nel corso del 2014, «pur in presenza di monitoraggi dei dati di bilancio dai quali si palesava la violazione del patto di stabilità per lo stesso esercizio finanziario». E non solo. Nella relazione, si legge: «Nonostante i marcati dubbi espressi dal responsabile del settore finanziario, il presidente della Provincia, il 4 dicembre 2014, decide di procedere all’assunzione di un direttore generale. Assunzione che viene disposta con decreto del presidente della Provincia il 9 dicembre dello stesso anno». Secondo l’accusa la nomina di Bruno Di Nesta aveva portato ad un danno erariale di 189 mila euro, ’indagine ha portato alla notifica di inviti a dedurre per il presidente Giuseppe Canfora, per l’allora responsabile dell ’ u f f i c i o personale Bellino e per la dirigente del settore finanziario Fronda. Q u e s t ’ u l t i m a convocata nonostante il parere negativo espresso all’atto della nomina, contrariamente a quello positivo formulato dall’allora segretario generale.




Sarno, sequestrate 136 piante di cannabis

Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno, durante un servizio di controllo del territorio svolto nella località Episcopio del Comune di Sarno (SA), hanno
scoperto una vasta piantagione di cannabis in un terreno demaniale, sottoponendo a sequestro ben 136 piante, ciascuna alta oltre un metro.
In particolare, sono state le Fiamme Gialle della Compagnia di Scafati ad individuare, nel corso di specifiche perlustrazioni dell’area dominata dai rilievi del Parco Regionale “Fiume
Sarno”, la coltivazione dello stupefacente, occultata e mimetizzata dalla fitta vegetazione presente nella zona. Le piante, giunte quasi a completa maturazione e quindi pronte per la raccolta delle infiorescenze, sono state sequestrate per la successiva distruzione; immesse sul mercato
dello spaccio “al minuto”, avrebbero fruttato oltre 120 mila euro.  L’attività ricognitiva effettuata nell’intera area adiacente alla piantagione ha inoltre
consentito ai Finanzieri di rinvenire dell’attrezzatura per il richiamo e la cattura illecita di uccelli, impiegata da ignoti bracconieri in violazione delle norme per la protezione della
fauna selvatica. Accuratamente nascosti sotto un cumulo di sterpaglie, i militari della Guardia di Finanza hanno rinvenuto e sequestrato un richiamo acustico a funzionamento meccanico (c.d.“fonofilo”) – completo di cavo, batteria e altoparlanti – ed altri di tipo elettromagnetico, unitamente ad una rete e ad alcune gabbie. In entrambi i casi è stata prontamente interessata la Procura della Repubblica di Nocera
Inferiore, per il prosieguo delle conseguenti indagini.




Canfora chiede pene severissime per i responsabili dell’incendio

«Sono dei giovanissimi ad aver incendiato il Saretto. La verità di oggi brucia quanto il fuoco che ha distrutto il nostro amato Monte». Sono parole amare quelle che il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora pronuncia in merito all’incendio del monte Saretto ad opera di un gruppo di ragazzi, cinque dei quali minorenni. «Faccio una riflessione: i giovani piromani da una parte ed i giovani volontari dall’altra. Sembra – continua il primo cittadino dal suo profilo Fb – una lotta tra il bene ed il male; tra barbarie ed umanità; tra superficialità e generoso sacrificio. Sono stati giorni convulsi, difficili, complicati. Oggi si sta ricostruendo un mosaico di pezzi di verità che lascia sgomenti per i danni, le modalità, il coinvolgimento di giovani della nostra città, le confessioni rilasciate. Non parlerò di “una generazione” nel grande rispetto dei tanti figli di Sarno che sono il nostro orgoglio, il nostro futuro ed invito anche voi, miei cari concittadini, a non farlo. Chi ha distrutto la nostra terra “per uno scherzo” (cosi’ avrebbero motivato tutto), merita di essere identificato, giudicato e condannato nella sua singola responsabilità e non generalizzando. Confidiamo nella giustizia alla quale chiediamo pene severissime, esemplari, senza sconti, nella piena consapevolezza del grave crimine commesso». Infine, Canfora ha voluto “ringraziare gli investigatori per il lavoro rapido ed incessante. Attendiamo fiduciosi ulteriori chiarimenti dalle indagini”. Le indagini, immediatamente avviate dai Carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore con il supporto della stazione carabinieri Forestale di Sarno, infatti, hanno consentito di focalizzare l’attenzione su 6 giovani, 5 dei quali minorenni, già identificati. Le loro posizioni sono al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Salernp (pm Angelo Frattini) e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Gli elementi allo stato raccolti, derivanti da rilievi tecnici effettuati sul territorio, sequestro di cose “pertinenti” al reato ed assunzione di informazioni, configurano – secondo quanto sostengono gli investigatori – un quadro indiziario significativo in ordine all’effettivo coinvolgimento del gruppo di giovani nell’origine dell’incendio.

Decisiva è stata la testimonianza resa da due persone del luogo che hanno visto i ragazzi allontanarsi

Decisive, a quanto risulta, sarebbe stata la testimonianza di due persone del luogo che avrebbero visto questa banda di ragazzini aggirarsi nella zona. Le responsabilità individuali sono tuttora oggetto di verifica al pari del movente, anche se l’ipotesi della bravata è quella accreditata in primis. Le fiamme, che avevano lambito il centro abitato, avevano portato il sindaco di Sarno Giuseppe Canfora ad ordinare l’evacuazione precauzionale di circa 200 abitanti, le cui abitazioni erano esposte a rischio, nonche’ la chiusura degli istituti scolastici per la giornata di ieri. Il sindaco, infatti, in via precauzionale, venerdì sera, aveva chiesto ai cittadini residenti a ridosso della zona pedemontana, interessata dall’incendio del Saretto, di lasciare obbligatoriamente le proprie case e recarsi presso le abitazioni di familiari e di amici, o in alternativa presso l’Istituto Baccelli in via Matteotti, dove hanno potuto trascorrere la notte al sicuro. Il primo cittadino ha anche chiesto l’intervento dell’Esercito per pattugliare le zone pedemontane in questo periodo e presentera’ un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere lo stato di calamità naturale in quanto il 90% della pineta è andata distrutta.




Una bravata di sei minori ed un maggiorenne

Prima della denuncia da parte del primo cittadino in Procura le forze dell’ordine hanno già ottenuto il risultato dell’identificazione e denuncia a piede libero di 6 minorenni ed un maggiorenne ritenuti i responsabili del rogo del Saretto di Sarno. I ragazzi sono stati inchiodati alle loro responsabilità grazie alle telecamere di sorveglianza presenti sul territorio. Dopo le perquisizioni presso le abitazioni, effettuate, ieri mattina, i ragazzi sono stati ascoltati dagli inquirenti e e dal magistrato titolare del fascicolo, il sostituto procuratore presso il tribunale di Nocera Inferiore, Fasano. Alla base del disatro vi sarebbe una semplice bravata. Ci è voluta un’intera giornata, l’ausilio di 3 elicotteri, un canadair, 8 mezzi antincendio della Protezione civile nazionale e delle associazioni presenti sul territorio e 7 autobotti dei vigili del fuoco per un complessivo di cento tra uomini e donne, per domare l’incendio al Saretto. Duecento i cittadini sfollati di cui venti sono stati ospiti del plesso scolastico “Baccelli” nei pressi di Palazzo di Città. “Balordi, cretini, stupidi ed irresponsabili, inconsapevoli del danno che potevano arrecare prima a loro stessi e poi alle persone” ha commentato amaro il primo cittadino Giuseppe Canfora che ha seguito del centro di coordinamento presso il Comune le operazioni, “Ci vogliono 40 anni per rendere un bosco rigoglioso, nel giro di una notte poi va tutto bruciato”. Non ci si spiega ancora cosa ha spinto i piromani ad appiccare le fiamme e rendere Sarno un vero e proprio inferno con la gente in strada a respirare cenere e vedere i propri monti bruciare avendo l’impressione di essere quasi inghiottiti dalle fiamme visto che l’incendio grazie alle forti raffiche di vento si è spinto a poco meno di 500 metri dal centro abitato. “Quella di venerdì è stata una notte drammatica al Saretto – ha commentato il primo cittadino – una notte intensa nel salvaguardare la popolazione e le abitazioni e per questo abbiamo evacuato circa 200 persone residenti nella fascia pedemontana più prossima alle fiamme”. Con il pericolo cessato alle prime ore del mattino: “Grazie alla forza delle braccia dei tanti volontari che ringrazio singolarmente – dice Canfora – che hanno raggiunto il mio territorio da diverse zone della provincia, che con le pale hanno arginato le fiamme, un ringraziamento alla stazione dei carabinieri, agli agenti del commissariato ai Vigili del fuoco, ai Vigili urbani ed alla Protezione civile che hanno evitato il peggio. Un atto al mille per mille doloso. Il Saretto è zona rossa, in gran parte proprietà privata, è una zona demaniale, non ci sono pascoli, non è edificabile, e quindi non è ipotizzabile nessun oscuro disegno, è solo una grande cavolata da parte di non so di chi, una balordaggine”. Domani mattina dunque le contromisure amministrative da parte di Palazzo di Città. “Ci sono delle cose molto serie da fare – conclude il primo cittadino – spenti tutti i focolai dovremo bonificare tutta l’area, circa 10 ettari e bonificata la zona passeremo agli atti amministrativi con una delibera per dichiarare lo stato di calamità e sicuramente trovando sponda in Regione per le coperture economiche per far fronte all’emergenza”.

«Abbiamo rivissuto l’ansia dell’alluvione»

“Vivere le ore dell’incendio è stato drammatico. Abbiamo rivissuto gli stessi momenti dell’alluvione del 5 maggio 1998”. Parola di Alfonso Bonaiuto, figlio di una coppia di sfollati sia undici anni fa che l’altra sera. Ieri mattina Alfonso era dinanzi Palazzo di Città a seguire le ultime fasi di spegnimento dopo una notte insieme agli anziani genitori. “E’ stato drammatico ed ancora una volta si presenta un danno alla natura ed all’uomo ad opera di delinquenti sicuramente, squallidi personaggi irrecuperabili”. Alfonso però non si scaglia solo contro i responsabili del devastante incendio ma ha da recriminare anche la mancata prevenzione all’amministrazione: “Ci sono responsabilità legate alla prevenzione che molto probabilmente né la Protezione civile né l’Ente parco di cui fa parte il Saretto e l’amministrazione comunale non hanno fatto”. Un j’accuse molto duro verso le autorità competenti che in ogni caso per tutto il corso delle operazioni di spegnimento sono state impegnate in loco ed in ogni caso non avrebbero potuto nulla contro la mano criminale che ha agito. “Devo dire che non ci sono controlli – continua Alfonso – sul territorio ci sono ancora abitazioni abusive che si costruiscono. Io non ho nulla contro l’amministrazione ma la prevenzione quando viene fatta viene fatta per salvaguardare gli interessi del territorio e del cittadino, quindi quando emergono fatti di questo tipo legati ad una situazione gravissima a danno della natura e dell’uomo bisognerebbe prendere provvedimenti, organizzare la Protezione civile in termini seri con l’Ente parco a fare prevenzione”. Alfonso ha avuto i suoi genitori sfollati l’altra sera grazie all’ordinanza sindacale firmata da Giuseppe Canfora: “Sì la mia famiglia è stata sfollata da via San Martino e via Mortari, la mia famiglia, la famiglia De Vivo, io ho cercato di ospitarli a casa mia ma per la paura hanno preferito il centro di accoglienza allestito nel presso scolastico “Baccelli” “. La paura è stata tanta dunque con le ferite del ‘98 che hanno ripreso a sanguinare anche se per poche ore, con persone che hanno preferito lasciare la città, città che è tornata a pululare di mezzi della Protezione civile e Vigili del fuoco a difesa delle abitazioni che già una volta sono state violentate dall’acqua, scampando in queste ore alla furia delle fiamme.

Ferrentino:«Ora comincerà la dura fase del monitoraggio e intervento»

Circa 200 evacuati con un territorio già fortemente a rischio idrogeologico ed ulteriormente violentato con relativa maggiorazione dei pericoli per i cittadini. La tabella di marcia è dunque scandita dall’assessore ai lavori pubblici Gaetano Ferrentino: “Adesso inizierà la dura fase di monitoraggio ed intervento tenendo presente che le competenze non sono solo del Comune ma anche della Provincia e degli uffici Regionali che insieme dovranno avviare la fase di monitoraggio e programmare gli investimenti per risanare il Saretto”. La “fortuna” della città di Sarno in questa circostanza è quella di essere già inserita all’interno della piattaforma “Italia Sicura”: “A breve ci sarà un progetto esecutivo – continua Ferrentino – per la messa in sicurezza generale del territorio visto che in ogni caso siamo ancora reduci della vicenda frana ed i fondi mano mano arrivano e speriamo adesso che ci sia un’attenzione particolare da parte della Regione in quanto al di là del Saretto e di quello che si prospetta dopo questo incendio c’è tutto il discorso manutenzione delle opere idrauliche post frana che potrebbe diventare importante dopo tutto quello che è successo che ha danneggiato l’intero arco montuoso del Sarno”. Nessun danno alle condotte idriche ed alle abitazioni, strutture salvaguardate dai Vigili del fuoco visto che il fuoco è arrivato quasi a valle. Adesso dunque la priorità è mettere in sicurezza la montagna e rimboschire onde evitare il cedimento del terreno. “Prima c’è bisogno di un monitoraggio di carattere geologico – conclude Ferrentino – per capire la tenuta e poi infine rimboschire”. A coordinare le operazioni da Palazzo di Città anche il vicesindaco Roberto Robustelli, scampato miracolosamente già all’alluvione del 5 maggio ‘98 dopo 72 ore trascorse nel fango: “Ci siamo accorti che qualcosa non andava e ci siamo preoccupati di capire cosa stesse succedendo. Sono state ore frenetiche e vista la situazione abbiamo deciso di evacuare le abitazioni della fascia pedemontana del monte Saretto”. Un ricordo indelebile quello dell’emergenza alluvione del ‘98 che ha spinto il vicesindaco ed assessore all’ambiente a lavorare alacremente per i suoi concittadini coinvolti in questo ulteriore dramma ambientale vissuto dalla città di Sarno.




Movimento 5 Stelle: a Scafati, Sarno e Pagani corre per il tricolore

di Andrea Bignardi

Scafati, Sarno e Pagani: sono questi i tre comuni oltre i 15000 abitanti della provincia di Salerno chiamati al voto alle prossime consultazioni amministrative in cui il Movimento 5 Stelle presenterà propri uomini che concorreranno alla conquista dei rispettivi municipi. Fatte salve sorprese dell’ultim’ora, non dovrebbero esserci candidati pentastellati nei comuni di Nocera Superiore, Baronissi e Capaccio-Paestum. I candidati del Movimento sembrano avere due denominatori comuni: la giovane età e una consolidata storia di attivismo. Nella città di Pagani sarà Santino Desiderio il candidato sindaco grillino. Laureato in giurisprudenza con indirizzo Funzione Pubblica nonché diplomato al conservatorio “Martucci” di Salerno in discipline jazz, ha svolto un rilevante percorso professionale nell’ambito della pubblica amministrazione, lavorando anche presso il comune di Bologna. «Sono molto emozionato nel comunicare che per la prima volta a Pagani ci sarà una lista del MoVimento 5 Stelle – ha commentato immediatamente dopo l’annuncio della sua candidatura da parte del Movimento – Pagani ha bisogno di un vero cambiamento che solo i nostri valori possono creare. Non ci arrenderemo verso il declino economico e sociale al quale Pagani sembra destinata e faremo sentire le nostre esigenze ad ogni livello politico ed istituzionale. Lotteremo per una Pagani più libera, democratica e sicura avendo cura di renderla più verde, sostenibile, pulita, vivibile, solidale e che sappia prendersi cura allo stesso tempo dei giovani e degli anziani, con proposte innovative e tecnologiche». A Sarno guiderà invece la compagine a Cinque Stelle Aniello Prisco. Storico attivista del Movimento, è esperto di nuove tecnologie: infatti svolge la professione di sysadmin presso la Accenture Technology Solutions. «Vogliamo affrontare insieme le sfide del nostro tempo – ha affermato – Sarno si è trasformato in un paese ombra, con il reddito pro capite più basso della zona e una politica che fa orecchie da mercante agli allarmi in materia ambientale e tutela del territorio». Terzo ed ultimo comune in cui il Movimento 5 Stelle concorrerà alla conquista del municipio è Scafati, dove il frontman della lista sarà invece Giuseppe Sarconio. Il giovane candidato punterà su due delle tematiche care ai Cinque Stelle sin dalla fase “movimentista”, ambiente e giustizia. «Anche nella nostra città, dopo la vergogna dello scioglimento dell’amministrazione per camorra, c’è la possibilità di cambiare tutto – ha commentato – Noi ci siamo, pronti a diventare stella cometa di una rivoluzione sociale, civile, culturale e politica». L’avventura è solo all’inizio.




Lega Salerno, Falcone: «Puntiamo ad essere primo partito»

di Marcello D’Ambrosio

“Le nuove vie della seta: il mare di mezzo crocevia di traffici e interessi” è il convegno tenuto ieri pomeriggio nella sede provinciale del movimento di Salvini. Saluti di Mariano Falcone, segretario provinciale della Lega, al tavolo dei relatori, moderato da Luca Lezzi, Clemente Ultimo, Alfonso Mignone, Alessandro Mazzetti. «Nelle prossime amministrative siamo presenti in tutti i comuni superiori ai quindicimila abitanti con nostre liste – sono le parole di Falcone – Abbiamo lavorato affinché ci fossero delle coalizioni di centrodestra e a Scafati, Pagani, Nocera Superiore, Sarno saremo presenti come centrodestra. Solo a Scafati – precisa Falcone – c’è una discrasia: Forza Italia sta da una parte e la Lega e Fratelli d’Italia dall’altra, per una rottura tra FI e Fdi per cui non si è potuto andare insieme. Nei piccoli comuni abbiamo candidati nelle liste civiche in moltissime realtà. Sono almeno venti i comuni dove ci sono uomini della Lega. Rispetto alle europee – prosegue – siamo in attesa delle liste che saranno presentate nei prossimi giorni a livello nazionale. Salerno avrà una sua rappresentanza». Sul capoluogo: «Su Salerno città stiamo lavorando già da adesso per una lista competitiva. Molto probabilmente ci sarà il coordinatore cittadino Cristian Santoro». E sulle regionali: «Ci stiamo preparando, ci sarà la lista della Lega. Dopo le europee vedremo come comportarci, tutto dipenderà dai risultati e dalle percentuali che si otterranno. Non solo in provincia di Salerno ma in tutta la regione. Puntiamo ad essere il primo partito della Campania».




Agro Sarnese Nocerino al voto: basta ammuina, il Pd fa la voce grossa

Il Pd comincia a serrare le fila nell’agro nocerino sarnese. Tranne a Scafati, dove alla fine sceglie un candidato da tempo immemore vicino prima all’onorevole guglielmo Vaccaro, poi vicino ad aliberti e poi ancora vicino al Dem e con un passato ad agroinvest sia con Pasquale Mauri che con Mario Santocchio, negli altri comuni il Pd sembra stia finalmente decidendo di …decidere! a Nocera Superiore, per esempio, non ha voluto concedere l’uso del simbolo a chi di fatto aveva da tempo un accordo più o meno mascherato, con il candidato del centrodestra tanto alla fine da sacrificare lo stesso Montalbano prima irretito e poi lasciato solo nella speranza che anche lui appoggi il candidato di centrodestra. a Pagani il Pd decide di appoggiare il sindaco uscente che tra le divisioni di centristi e centrodestra, alla fine, si erge come un gigante tra il trasformismo degli altri e addirittura di chi con una lunga storia di militanza nel Pd, per una candidatura, decide di abbracciare il vessillo azzurro propostogli dall’onorevole Marzia Ferraioli che di Pagani, forse, conosce troppo poco pur avendo radici paganesi. Non è un torto, per carità, ma chi ha trascorso la sua vita professionale lontano dalla Lamia o dall’ex Fatme, e pensa di affrontare i problemi di una città come Pagani con il piglio del radical chic, forse, della città ha capito poco quasi nulla. a Castel San giorgio, finalmente, dopo due anni di silenzio complice e assordante, il Pd richiama all’ordine andrea Donato e in fretta e furia gli fa cambiare la pagina Social ideata come Pd per opporsi alla sindaca Lanzara anch’essa Pd e costringe gli ex comunisti sangiorgesi a ripiegare sulle posizioni di una pagina Facebook con il nome del gruppo consiliare di estrazione civica. Una figuraccia che forse è sfuggita anche a larghi strati della maggioranza, anch’essa più impegnata a fare “ammuina” sui Social come diceva il regolamento della real Marina Borbonica che a pensare alle cose serie. Solo a Sarno il Pd non teme concorrenti. Ma questo non si capisce se più grazie a Canfora sindaco uscente, o alle divisioni di un centrodestra che sembra non voglia capire la lezione dell’unità. L’unità, che non significa imporre il mio o il tuo candidato, bensì quello migliore per il paese, è un concetto che fa a cazzotti con la bramosia di potere. E qui centrodestra e centrosinistra uguali sono. a Salerno come nell’agro Nocerino, nel Cilento come nel Vallo di Diano. a gongolare restano solo il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato e quello di Nocera Superiore, giovanni Maria Cuofano la cui unica vera sfida è quella di tentare il colpaccio già al primo turno. Stranamente sono proprio loro, i due più giovani, quelli che alla fine hanno governato meglio le loro comunità riuscendo anche a quadrare i conti e a rispondere meglio alle richieste dei cittadini. Solo frutto della loro età e vigoria fisica? Non solo. Entrambi sono figli d’arte, entrambi sono cresciuti all’ombra di una politica che aveva il rispetto della democrazia e il valore del consenso popolare. Valori da riscoprire perché solo così l’agro potrà tornare a contare e riuscire a salvarsi da un rischio napoletanizzazione o dall’altro di diventare periferia scomoda di Salerno. Molto dipenderà da chi verrà confermato o sarà eletto a maggio prossimo. Non resta che aspettare.




M5S fa tappa a Sarno per i fondi Europei, evento a Villa Lanzara

Il tour Fondi Europei è stato inserito sulla PIATTAFORMA ROUSSEAU, potete trovare tutte le info su ROUSSEAU Activism.

Vi aspettiamo sabato 30 Marzo a Sarno presso Sala Conferenze villa Lanzara dalle 18:00 alle 20:00. Il tour ha lo scopo di illustrare e spiegare come accedere e utilizzare i fondi europei.

É rivolto a tutti i cittadini, alle imprese e chi ha buone idee ma non sa come districarsi tra i meandri burocratici. L’Europa è un’importante occasione, sapere come poter accedere ai fondi che mette a disposizione un’opportunità da cogliere. Il futuro è nelle nostre mani!

Questa è un importante occasione per conoscere come accedere a questi fondi. Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. Ecco perché non puoi più rimandare!

Parteciperanno alla tappa del Tour organizzato dalla senatrice M5S Felica Gaudiano, l’eurodeputata Isabella Adinolfi, la senatrice Luisa Angrisani, la deputata Virginia Villani, i consiglieri regionali, Michele Cammarano e Tommaso Malerba, i consiglieri comunali AnnaLucia Grimaldi e Vincenzo Spinelli.

Non mancate!