Pronta la tenda pneumatica, Calabrese: «No ai piccoli in ospedale»

di Pino Di Donato

L’Ospedale dell’Immacolata di Sapri, pronto a fronteggiare eventuali casi “sospetti” da Coronavirus con una tenda pneumatica per biocontenimento, fornita dalla Protezione Civile . Al suo arrivo, erano presenti: il direttore medico del Presidio dott. Rocco Mario Calabrese e i coordinatori, dell’Ufficio Infermieristico Gianfranco Gallo e della Direzione Sanitaria Antonietta Falcone. E’ stata posizionata nel parcheggio interno all’Ospedale di fronte la Radiologia alle spalle del Pronto Soccorso. «La tenda pneumatica, é un importante presidio sanitario, stabilito da precise indicazioni regionali e nazionali, per il bio-contenimento in sicurezza di un’eventuale paziente che giunge alla nostra attenzione e che potrebbe essere affetto da Covid-19 – dice Rocco Calabrese – Se si rileva, un caso gestibile in maniera routinaria viene attivato il solito percorso “normale” all’interno della struttura, altrimenti in presenza di condizioni di “preoccupazione” per un’eventuale rischio, gli accertamenti vengono eseguiti all’interno della tenda. Ad esempio nel sospetto caso di Lentiscosa il paziente anche se non aveva sintomi clinici era stato all’interno di una struttura ospedaliera dove s’era registrato il primo caso di paziente con Covid-19 Gli abbiamo fatto sia il tampone iniziale che quello di controllo risultati entrambi “negativi”, per cui ora il sindaco di Camerota ha elementi per poter sciogliere i dubbi sulla quarantena. Fermo restando che in caso di positività si attivano tutti i percorsi atti a far sì che il paziente venga direzionato verso un Reparto attrezzato in Malattie Infettive, altrimenti è trasferito al Cotugno, che è la nostra prima struttura di riferimento».




Suicidio Corinto, il direttore Clemente: «Quella donna era seguita da tutti noi»

Erika Noschese

«Quella donna era seguita da tutto il personale». Sono le uniche dichiarazioni rilasciate al nostro quotidiano, Le Cronache, da Ennio Clemente, direttore del reparto di chirurgia pediatrica dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. «Alle parole dei sindacalisti, invece, non replico…», ha poi aggiunto il dottor Clemente, in risposta a quanto dichiarato ieri dal dottor Mario Polichetti, segretario della Fials provinciale, in merito al suicidio di Antonietta Corinto, la giovane mamma 26enne, originaria di Sapri che la mattina di lunedì si è lanciata dal sesto piano del reparto di terapia intensiva neonatale. Secondo indiscrezioni di queste ore, la donna – che la mattina del suicidio avrebbe dovuto lasciare l’ospedale insieme al suo bambino per far ritorno a casa – era salita ad allattare il piccolo con l’intenzione di lanciarsi dalla finestra del ballatoio proprio insieme al figlio. Dopo l’allattamento, infatti, la 26enne era intenta ad aprire la finestra quando sarebbe stata fermata da un’infermiera che le avrebbe chiesto delucidazioni in merito al suo comportamento e la neo mamma avrebbe solo risposto di voler recuperare il ciucciotto per il figlio. Una motivazione che non avrebbe insospettito l’infermiera che ha però preso il piccolo dalle braccia della mamma per riportarlo nella sua culletta. Forse, solo grazie all’intervento di quell’infermiera che oggi il piccolo è ancora vivo. La neo mamma aveva dato alla luce il suo bambino con parto cesareo perché la giovane donna soffriva di tocofobia, la paura del parto. Una patologia che le era sorta dopo aver perso un altro feto, appena un anno prima, strozzato dal cordone ombelicale a cinque mesi. Da qui, forse, la depressione che l’ha poi portata alla morte. Intanto, sui social tanti i messaggi di cordoglio per il marito, Gerardo, e la sua famiglia. Tante le persone che descrivono Antonietta Corinto come una donna dolce, semplice e buona, legata al marito e alla sua famiglia. Oggi, nella chiesa Madre della città di Sapri, si terranno i funerali di Antonietta Corinto. La magistratura intervenuta aveva predisposto il solo esame esterno della salma della sfortunata donna, poi ha restituito il corpo senza vita al dolore dei familiari e degli amici, che ancora non riescono a capacitarsi di vivere un dramma senza confini. Ha lasciato attoniti e sgomenti, a Sapri, città di cui era originaria, la notizia della tragedia che ha avuto come vittima e protagonista una giovane neo mamma di 26 anni che, per motivi legati ad uno stato depressivo, si è lanciata dal sesto piano dell’ospedale Ruggi d’Aragona di via San Leonardo, a Salerno. Intanto, al sesto piano del Ruggi si parla ancora di emergenza sicurezza a causa del maniglione della port




Al Ruggi si muore tra l’indifferenza generale

Erika Noschese

Emergenza. Sembra essere questa la parola d’ordine per l’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Nello specifico, sembra trattarsi di una vera e propria emergenza sicurezza che sta mettendo il nosocomio in una situazione tutt’altro che favorevole. Diversi sono infatti gli episodi che si sono verificati sino ad oggi, come il rapimento di un bmabino da parte della madre solo per citarne uno, che mettono in allarme soprattutto i sindacati. Quella di ieri, per il Ruggi è stata l’ennesima giornata nera, a causa dell’allagamento della sala operatoria del reparto di ginecologia, verificatosi la scorsa notte, a causa della rottura di uno snodo che conduce l’acqua all’autoclave delle sale operatorie del terzo piano del plesso ospedaliero. La perdita idrica ha compromesso alcune sale chirurgiche di ortopedia e ginecologia che sono state interdette alla fruizione garantendo solo l’emergenza, fino a metà mattinata di ieri. Un episodio senz’altro grave ma mai quanto il suicidio di una giovane mamma che si è lanciata nel vuoto dal sesto piano del reparto di terapia intensiva neonatale, dopo aver allattato il suo bambino per l’ultima volta. La donna soffriva di depressione eppure nessuno, medici e infermieri compresi, ha pensato di tenere sott’occhio quella giovane mamma, evitandole così questa tragica morte. Perchè nessuno le ha impedito di avvicinarsi a quella finestra? Perchè nessuno è intervenuto quando era ormai chiaro il suo tentativo? Domande a cui noi non possiamo dare risposta ma il Ruggi si: può e deve rispondere a quesiti che hanno messo ancora una volta in dubbio l’operato dei medici. Era depressa, si, ma perchè nessuno l’ha sorvegliata fino al suo ritorno in stanza? A denunciare e “condannare” il Ruggi il segretario della Fials provinciale, Mario Polichetti che ha chiesto la convocazione di un tavolo tecnico urgente sulla sicurezza a 360 gradi, con la direzione generale. «Quanto accaduto stamattina (ieri per chi legge ndr) al Ruggi ci deve imporre una seria riflessione sul tema della sicurezza a 360 gradi: dalle infrastrutture, agli strumenti professionali fino alla tutela dei pazienti», ha dichiarato il segretario della Fials provinciale. «Sulle tragedie è giusto restare un passo indietro le sterili polemiche, ma questo non ci può esimere da un confronto serrato sul tema della sicurezza – ha poi aggiunto Polichetti – Un mese fa come adesso denunciavamo senza remore che non si può rubare un bambino come se fosse un pacco postale. Adesso confermiamo la stessa linea di pensiero: non si può morire sotto gli sguardi indifferenti di tutti. Su quel decesso l’intera società è responsabile, nessuno escluso. Al “Ruggi” si poteva fare qualcosa di più? La risposta è sì? Cosa? Su questo forse nessuno ha il dogma preciso, ma se viene meno il confronto nemmeno si potrà arrivare a una soluzione dove vinca il buonsenso». Per Polichetti è necessario tutelare anche le infrastrutture: «Definire “lunedì nero” quello di oggi è un eufemismo. Da alcuni lavoratori, che per paura di ritorsioni preferiscono rimanere anonimi, ho ricevuto un’immagine che ho deciso di diffondere. Si tratta di una delle sale operatorie di ginecologia che si è allagata. Problemi strutturali, derivanti dall’usura del tempo e da responsabilità che non possono essere attribuite ai manager attuali dell’Azienda. Ecco perché credo che serva un tavolo tecnico tra direzione generale del Ruggi e sindacati. Incontri senza buffet e applausi, ma che portino a soluzioni concrete. Come Fials siamo pronti a fare la nostra parte. Giornate come queste non devono più ripetersi».

«La vita a volte ti mette a dura prova», l’ultimo messaggio di Antonietta

Aveva realizzato il sogno di ogni donna: diventare madre eppure qualcosa la turbava così tanto che, forse, la morte sembrava essere l’unica via di uscita dal tunnel della depressione. Antonietta Corinto aveva solo 26 anni, un marito ed un figlio nato da pochi giorni. Forse la depressione post-partum, forse qualcosa offuscava la sua felicità fatto sta che ieri mattina si è recata al sesto piano del reparto di terapia intensiva neonatale, ha allattato per l’ultima volta il suo bambino e poi si è lanciata nel vuoto, dopo aver scavalcato la finestra sul ballatoio. Solo pochi giorni fa, Antonietta avava pubblicato un post sui social per esprimere la sua felicità per la nascita del loro “scricciolo”, come scriveva la mamma: “La vita a volte ti mette a dura prova ma io e te, come facciamo da tanti anni insieme tenendoci mano nella mano, affrontiamo tutto con coraggio e andiamo avanti, sfidando ogni ostacolo! Oggi siamo diventati genitori la vita, ci ha premiato e i miracoli esistono!“. Felicità ma anche anche l’ombra di qualche ostacolo da superare nuovamente, con l’aiuto del marito a cui era molto legata. Ieri mattina, la polizia è giunta presso il reparto Tin per ascoltare infermieri e persone che hanno assistito al terribile gesto di quella madre disperata, per ricostruirne la dinamica. Nessuna autopsia è stata disposta sul corpo della 26enne. La donna era in buone condizioni di salute ragion per cui i medici pensano possa trattarsi di depressione post partum. Mamma e bambino doveva essere dimessi proprio mattina. In una nota, il Ruggi “manifesta massima vicinanza alla famiglia della donna ed esprime cordoglio per l’immane dolore che l’ha colpita”.




Allatta il figlio appena nato e si lancia dalla finestra del Ruggi

Da tempo soffriva di depressione e ha deciso di farla finita dopo aver allattato il suo bambino appena nato. Una giovane di Sapri, ha deciso di mettere fine alla sua vita dal San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona dove venerdì aveva partorito suo figlio. La giovane a quanto pare soffriva da tempo di uno stato depressivo e probabilmente nemmeno la nascita del suo primogenito le aveva restituito la serenità e ha deciso di buttarsi proprio dalla finestra del Nido dove qualche istante prima aveva provveduto ad allattare il piccolo. Seguiranno aggiornamenti.



Sapri fra i migliori paesi da visitare in Italia secondo Travel365

La Campania è una regione tra le più belle e popolari del bel Paese. E’ conosciuta per i suoi paesaggi marini esotici e per i magnifici borghi costieri. Dalla Costiera Amalfitana con i bellissimi paesini di Amalfi, Ravello e Positano fino alla Penisola del Sorrento, e ancora l’Isola di Capri e le meraviglie archeologiche di Pompei e Paestum. Infine Napoli, la città più famosa e importante della regione, e probabilmente di tutto il Sud Italia.  
Ma al di là delle bellezze “convenzionali” che vengono spesso decantate in tutte le guide del mondo, sono tantissime le perle nascoste meno conosciute, disseminate in tutto il territorio regionale. Ciascuna di queste località cela un mondo magico fatto di stupende meraviglie naturali, storiche, archeologiche e culturali.
Tra queste vi è il grazioso Borgo di Sapri, in Provincia di Salerno, recentemente inserito dal noto magazine di viaggio online Travel365 fra i migliori paesi poco conosciuti da visitare in Italia.
“Cicerone la definì una piccola gemma del mare del sud per la sua bellezza mozzafiato. Si tratta di una stupenda cittadina nel cuore del Golfo di Policastro, un luogo di grande importanza naturale ma soprattutto storica e culturale. Ovviamente il territorio è apprezzato per le sue spiagge, ma la cittadina può essere visitata seguendo due interessanti itinerari proposti dalla Pro Loco cittadina.”
In realtà chi conosce bene la bellezza di Sapri, non si stupisce affatto di questa prestigiosa menzione. Oltre al caratteristico centro storico, a Sapri possiamo ammirare attrattive come la Chiesa Parrocchiale e le stupende opere custodite al suo interno, numerosi siti archeologici, e tantissime bellezze naturalistiche.
Sapri è una gemma di rara bellezza capace di offrire un’infinità di soluzioni per chi vuole concedersi una vacanza nel Sud Italia. Rappresenta tutte le caratteristiche che rendono la Campania una regione unica: i colori ed i profumi del sud, la brezza marina, i reperti storici che testimoniano un passato da protagonista nel mediterraneo.
Insomma Sapri è davvero un luogo speciale, e siamo orgogliosi che le sue bellezze vengano apprezzate anche nel resto d’Italia e del mondo.




Speciale sanità, ospedali di Scafati, Nocera, Cava, Mercato S.S, Battipaglia, Eboli, Agropoli, Vallo, Polla e Sapri

 

  1. CAVA DE’ TIRRENI. Uno spiraglio per salvare il Santa Maria dell’Olmo
    Anche il Governatore De Luca contrario al piano di riassetto deciso dal manger Viggiani dell’azienda universitaria del “Ruggi”
    Conferenza dei capigruppo permanente per seguire le sorti dell’ospedale cavese ed oggi consiglio comunale ad hoc. L’intervento della Cgil

    CAVA DE’ TIRRENI. «De Luca ha espresso un giudizio negativo sul piano di riassetto deciso dal manager Vincenzo Viggiani ed ha espresso la volontà di fare quanto possibile per la salvaguardia dei livelli di assistenza del Santa Maria Incoronata dell’Olmo». A rendere pubblico il pensiero del Governatore della Regione è stato il sindaco Vincenzo Servalli che con il presidente della Giunta regionale ha avuto un incontro per sottoscrivere il Piu Europa. Ai margini dell’incontro si è parlato anche delle sorti dell’ospedale di Cavai, che ha parte dell’azienda universitaria di Salerno e che proprio al Ruggi cederà i reparti di ginecologia e ortopedia. Uno svuotamento in terra metelliana che rientra in una riprogrammazione più ampia dell’azienda universitaria e che penalizzerà altri ospedali. Di mezzo c’è il non facile capitolo della riorganizzazione dei turni di lavoro con ll’entrata in vigoro della niova normativa sul lavoro. Contro la sostanziale chiusura dell’ospedale di Cava de’ Tirreni, lunedì scorso, c’era stata anche una manifestazione dei cittadini cavesi e il consiglio comunale di Vietri sul Mare aveva approvato un ordine del giorno per non far chiudere la strurra sanitaria metelliana.  Ieri pomeriggio, nel corso della Conferenza dei Capigruppo si è deciso all’unanimità l’insediamento in via permanente della conferenza per monitore l’evoluzione della situazionedel santa Maria incoronata dell’Olmo. Oggi, alle 16.30 si terrà un ulteriore riunione dei capigruppo ed a seguire alle 17.30 una seduta del Consiglio Comunale.
    Sul tema la Cgil  scrive:«Da quanto è dato apprendere da fonti ufficiose, sarebbero mantenute le attività di alcuni reparti, sospesi nella proposta di Viggiani. Alla Cgil  preme sottolineare che è necessario mantenere l’efficienza dei pronto soccorso, e la disponibilità dei radiologi h 24, quindi stabilmente anche in orario notturno. Questo è un aspetto nodale da risolvere, e non può passare per la reperibilità, ipotesi oggi manifestata. Occorre riflettere anche, in prospettiva, su una risposta alla possibilità di far nascere bambini nel territorio dell’Azienda Ospedaliera, e non solo al Ruggi, magari definendo con l’Asl l’apertura di Case del parto, come a Cava e a Mercato San Severino».

  2. «Si lavora per salavare gli ospedali  di Cava e Castiglione»
    Nessuna fuga in avanti, resta aperto il dialogo. Questo in sintesi la situazione sul riassetto della sanità campana dopo le recenti polemiche per la riorganizzazione (leggi chiusura e accorpamento di ospedali eo di reparti) in tutta la Campania. In particolare allo studio soluzioni per salvaguardare gli ospedali di Castiglione di ravello e di Cava de’ Tirreni.
    Dal consiglio regionale fanno sapere che «Continuano le audizioni dei dirigenti di Asl e Aziende ospedaliere presso la struttura dell’assessorato alla Sanità, per un monitoraggio delle aree di criticità a seguito dell’introduzione dell’orario unico di lavoro europeo. Questa mattina si è svolto nella sede del Centro Direzionale l’incontro con l’Asl Salerno e l’Azienda Ospedaliere Ruggi. La metodologia di lavoro prevede razionalizzazione dove è possibile, e implementazione del personale attraverso le forme previste dall’ultima legge di stabilità del governo Renzi. Nel mentre si stigmatizzano le deprecabili fughe in avanti e le iniziative estemporanee di alcune Aziende rispetto a decisioni che riguardano il territorio – e che per questo devono prevedere i necessari passaggi politico-istituzioni di condivisione – si è soddisfatti delle soluzioni trovate per la preservazione di attività come quella della struttura di Castiglione di Amalfi e dell’Ortopedia di Cava de’ Tirreni. Durante l’intero periodo delle festività continueranno gli incontri con tutte le Asl e le Aziende fiduciosi che ogni criticità verrà brillantemente superata».
  3. NOCERA INFERIORE. Chiudono gli altri e l’Umberto I collassa
    NOCERA INFERIORE. Chiusa Scafat, ridimensionato Cava, ospedalità insufficiente dell’area sud della provincia di napoli e il pronto soccorso dell’Umberto I a Nocera Inferiore collassa. In particolare in queste feste natalizie, il presidio di emergenza nocerino è stato preso d’assalto da un’utenza in cerca di prestazioni sanitarie alle quali ha dovuto far fronte nonostante la grave carenza di personale. In particolare mancavano medici e se fossero arrivate ulteriori emergenze la situazione sarebbe stata ancora peggio del previsto. Grazie all’aiuto dei colleghi dei reparti, si è evitata un’emergenza non controllabile, ma è anche vero che non si può andare avanti in questo modo. Medici e infermieri, quindi, hanno deciso di intraprendere la strada della denuncia sindacale per cercare di ottenere risposta dalla direzione ospedaliera di Nocera inferiore.  Gli utenti sono davevro provati da lunghe attese. per un codice verde, ad esempio, si può attendere anche più di un’ora per essere visitati.  Il pronto soccorso sembra una stazione ferroviaria nell’ora di punta, tanto che è affollato. In più, in un Dea di terzo livello non c’è sempre presente un neurologo, nonostante l’alto numero di ictus. Ormai le lamentele sono le solite ma le risposte non arrivano mai.
  4. MERCATO SAN SEVERINO. Allargare il protocollo  Asl-”Ruggi” anche all’emergenza e trasferire il 118 al “Fucito”
    MERCATO SAN SEVERINO. «L’applicazione della normativa europea avra dei riflessi negativi sui turni di guardia ai pronto soccorso che venivano completati con straordinario e con attivita libero professionale integrata. Invito i Sindaci della Valle Irno a chiedere al direttore dell’azienda ospedaliere Vincenzo Viggiani ed al commmissario dell’Asl Antonio Postiglione di allargare il protocollo di intesa Ruggi-Asl anche alla emergenza e promuovere il trasferimento del 118 presso l ospedale Fucito». Questa la proposta di Carmine Landi, consigliere comunalòe delegato alla sanità ed ai rapporti con l’università del Comune di Mercato San Severino.
    «In questo modo -afferma Landi- avremo un organico completo che fara anche formazione e quindi pronto per la rete dellinfarto e dell ictus cerebrale.I dati sul nostro territorio sono di circa 350 infarti nel 2015 e secondo gli indici di prevalenza nel 2016 saranno circa 400. Siccome gli acuti vengono dall intero territorio irnese e dai territori vicini se vogliamo tutelare queste persone dal rischio di morte abbandoniamo i campanilismi e chiediamo il trasferimento del 118 presso l ospedale .Tal cosa va fatta pure perche per la rete dell’infarto si dovraà ancora aspettare in quanto e’bene chiarire che essa diventa tale solo se le ambulanze possono trasmettere l’elettrcardiogramma alle unita coronariche per via telematica. Ebbene questo richiede il bandire una gara di appalto e di una societa vincitrice cose che i tecnici regionali vicini al governatore  devono avere ben chiaro se vogliono essere di supporto rigoroso».
  5. «Sulla programmazione sanitaria della provincia solo bugie elettorali da parte del Pd».
    Per il consigliere regionale Gambino di Fratelli d’Italia non si parla più del pronto soccorso di Scafati e di Agropoli e si accorpono reparti di diversi ospedali (Cava, Mercato San Severino, Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri, Vallo della Lucania, Battipaglia, Eboli

    Solo chiacchiere. Il consigliere regionale del Fdi-An, Alberico Gambino, in una nota, scrive che le riforme nel mondo del lacvoro e e il decreto balduzzi sui posti letto erano già noti prima delle elezioni regionali ma, nonostante ciò, il Governatore De Luca ed il Pd hanno alnciato una serie di proclami sulla sistema sanitario della provincia finalizzato a mantenere in vita tutti gli ospedali e a riattivare i Pronto Soccorso dei nosocomi di Agropoli e di Scafati. «A distanza di soli pochi mesi “i proclami della campagna elettorale del Pd” si sono trasformati prima in “ promesse elettorali” e poi definitivamente “ in bugie elettorali” scrive Gambino-. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che non si parla più dei Pronto Soccorso di Agropoli e Scafati e che addirittura, adducendo a scusa la legge 161/2014 e il Decreto Balduzzi, le uniche decisioni in attuazione riguardano “accorpamenti di reparti” e “soppressione di Presidi Ospedalieri” sulla scorta di un concetto ragionieristico della sanità che già tanti danni ha fatto con il Decreto 49/2010 adottato dall’allora Commissario ad Acta Bassolino. Il Piano Sanitario programmato dal Pd, ed in parte già attuato, è chiaro e mira alla soppressione di fatto, attraverso una prima fase denominata “ accorpamento di reparti”, degli Ospedali di Scafati, Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Castiglione di Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri e finanche Vallo della Lucania – per non parlare di Battipaglia ed Eboli – per accentrare tutto in pochi Presidi Ospedalieri che, evidentemente, per spazi e posti letto finiranno solo per ingolfarsi e peggiorare anche l’erogazione degli eccellenti servizi che oggi erogano…. In materia di potenziamento organico, infatti, omette di utilizzare gli specialisti ambulatoriali, la stabilizzazione dei precari, l’assunzione di medici e operatori sanitari almeno per le quote di turn over 2012/2015 già sbloccate, la mobilità extra regionale, il convenzionamento degli specializzandi ultimo anno e quello delle cooperative e delle associazioni infermieristiche.
    In materia di Presidi Ospedalieri e posti letto,  non considera la dislocazione di essi in territori disagiati, i tempi di percorrenza di una viabilità provinciale sempre più disastrata, gli incrementi notevoli della popolazione stanziale per gran parte dell’anno, la possibilità di Dipartimentazione dei settori sanitari, le esigenze reali e concrete – costituzionalmente garantite – di tutelare il diritto alla salute di tutti.
    Per queste ragioni il Gruppo Consiliare Regionale FDI ha chiesto, a termini regolamentari e statutari, la convocazione di un Consiglio Regionale Monotematico per discutere ed approvare Linee di indirizzo per il Piano Sanitario Regionale da sottoporre alle valutazioni del nuovo Commissario ad acta,  al fine di aiutarlo nella conoscenza dei territori su cui inciderà la sua azione, essendo proveniente dalla terra del premier Renzi, in modo che possa evitare di applicare solo ed esclusivamente concetti numerici e ragionieristici come già preannunciato in estemporanee e affettate interviste mediatiche».




Sapri. Arresti e segnalazioni per droga nel golfo di Policastro

Sapri, continui controlli nel week end da parte dei Carabinieri della Compagnia di Sapri. Questa volta l’attenzione dei militari dell’Arma si è focalizzata sui soggetti, soprattutto giovani, dediti troppo spesso al consumo di alcool e droga.

Nella notte tra Sabato e Domenica numerose le autovetture e le persone controllate e sottoposte ad etilometro da parte dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile.

Tra queste due giovani sapresi, trovati in possesso di una modica quantità di hashish, saranno segnalati all’organo prefettizio quali “assuntori”.

Stessa discorso per due giovani fermati a Santa Marina dai Carabinieri della Stazione di Vibonati, anche loro risponderanno “dell’uso” di sostanza stupefacente, un tentativo maldestro  di rendere “diverso” la propria Domenica sera. Discorso a parte per un 40enne napoletano, ma da anni residente a Sapri.

Sabato pomeriggio i Carabinieri del Nucleo Operativo, guidati dal Mar. FORTE Giuseppe, lo hanno notato aggirarsi per via Carducci con atteggiamento sospetto.

Immediato il controllo e la relativa perquisizione personale che ha consentito ai Carabinieri della Compagnia di Sapri di rinvenire 6 grammi di eroina. Quantitativo notevolmente superiore alla dose consentita, motivo per il quale sono scattate le manette per N.R., adesso sottoposto al regime arresti per il reato di detenzione di sostanza stupefacente.

COMUNICATO UFFICIALE CARABINIERI




Inchiesta le Cronache su pronto soccorsi 1: Salerno ed area sud

Le lunghe attese per ottenere una prestazione al pronto soccorso di Salerno-“San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona” e a Battipaglia, il nodo dell’ospedale di Agropoli e il conseguente socraccarico di quello di Vallo della Lucania, la situazione più tranquilla di Oliveto citra, Eboli, Polla, Roccadaspide e Sapri.

A cura di Alessia Bielli, Sergio Vessicchio, Carmine Landi e Maurizio Condelli

  • SALERNO Sette ore  per una radiografia. La disavventura è capitata domenica scorsa al figlio di una salernitana  che ha fatto ricorso  alle cure dei sanitari dell’ospedale di  Salerno per problemi respiratori. La signora Fulvia Ritonnale è la terza volta che  deve fare i conti  con il pronto soccorso dell’azienda universitaria ospedaliera san Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno. Passi per le prime due  che l’hanno vista protagonista  come diretta interessata delle difficoltà  e dei ritardi del pronto soccorso , ma sulla terza , che riguardava il figlio di 27 anni, non ce l’ha fatta piu’ ed è esplosa. Tutto è successo domenica mattina. Il giovane lamentava difficoltà respiratorie. La mamma lo carica in macchina, è giorno festivo e si reca  alla guardia medica. Qui, come lei ci racconta, la prima disavventura. La fermano all’ingresso dicendo che non puo’ entrare perchè era stato lavato il pavimento.  Superato l’inconveniente arriva la visita con il medico che consiglia al ragazzo di rivolgersi urgentemente al pronto soccorso dell’azienda universitaria ospedaliera di  Salerno per una radiografia in modo da verificare se ci fosse un’ affezione bronchiale.  I due salgono in macchine e alle 11.09 fanno l’accettazione. Il ragazzo viene portato dentro e la madre resta fuori. Alle 13.35 viene fatta la radiografia, poi  altri esami di routine e alle 17,52 il giovane viene dimesso con una terapia da fare a casa cortisonica ed antibiotica: ” capisco che ci sono difficoltà, dice la signora Fulvia, che medici ed infermieri sono pochi, ma quello che non accetto  è il fatto che sono dovuta stare sette ore ad aspettare senza poter parlare con mio figlio e senza che nessuno mi dicesse che cosa stesse accadendo. Io intanto in quel lasso di tempo vedevo che qualcuno aveva dei piccoli favori  accompagnato da questo o da quella persona, mentre io , che pur potevo far sentire la mia voce, ho preferito rispettare le regole”. La signora Fulvia Ritonnale ha così aspettato , ma ieri non ce l’ha fatta piu’ e ha voluto denunciare, lo farà anche al tribunale per i diritti del malato,  un’avventura incredibile: ” Voi mi direte che vado in ospedale forse anche quando non ce n’è bisogno, ma che colpa ne ho io se mio figlio si è sentito male di domenica e alla guardia medica mi  hanno detto di rivolgermi al pronto soccorso dell’ospedale di Salerno?”.  Ne fa una questione di principio la signora Fulvia e quando cerchiamo di capire se ha un po’ esagerato nella descrizione dell’accaduto, ci accorgiamo che quanto riferito  purtroppo corrisponde al vero.  A darcene conferma il segretario  della UIL  medici  Lello Albano: ”  I nodi  purtroppo stanno venendo al pettine e la verità è che al pronto soccorso ma non solo, non riusciamo piu’ a garantire nemmeno l’essenziale. E il peggio deve ancora venire. Il San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno è una  struttura complessa e al suo pronto soccorso afferisce un bacino enorme che con l’estate tendenzialmente aumenta. Arrivano i turisti, aumentano le patologie a carico degli anziani, insomma il rischio collasso è vicino. Intanto  giovedì 24 giugno alle ore 13.00  avremo un incontro con il direttore generale del Ruggi Vincenzo Viggiani per cercare di valutare la situazione e  adottare provvedimenti straordinari  da richiedere alla gestione commissariale specifici  per l’azienda  salernitana. Ma il pronto soccorso non è l’unico reparto che sconta le carenze di organico: pediatria, osservazione breve, chirurgia e  medicina d’urgenza, anestesia e rianimazione. In questi reparti dagli operatori socio sanitari ai medici  mancano decine di figure professionali.  Insomma una situazione insostenibile  che rischia di aggravarsi ancora di piu’ proprio con l’arrivo della stagione estiva e mentre per  l’ospedale Cardarelli  di Napoli si sono trovate delle soluzioni, dice ancora Lello Albano, per l’ospedale di Salerno resta ancora tutto in alto mare”  Alessia Bielli

 

  • BATTIPAGLIA/EBOLI/OLIVETO CITRA. È il 7 giugno del 2015. All’interno dell’ospedale “Santa Maria della Speranza”, a Battipaglia, un uomo usa violenza ai danni di un tecnico del reparto di radiologia. Dice d’esser stato aggredito, e chiede al povero dipendente dell’Asl di fargli comparire sulla lastra una frattura che, di fatto, non c’è. È soltanto un episodio, che all’epoca raccontammo doviziosamente dalle colonne di questo quotidiano, ma dalle parti del nosocomio di via Fiorignano la tensione s’innalza frequentemente: molte volte, infatti, accade che i convenuti si prodighino in urla e schiamazzi. E pare che ciò si verifichi spesso dalle parti del pronto soccorso. Qui, in effetti, i servizi offerti non paiono di certo contribuire a rasserenare gli animi focosi: a occuparsi del contatto immediato con chi si reca all’ospedale, infatti, ci sono soltanto, a turno, tre infermieri, un triagista e un ausiliario. E gli ausiliari, di fatto, non sono neppure sufficienti: la politica di tagli che negli ultimi anni è stata portata avanti in Campania, e in particolare in provincia di Salerno, ha portato ad un vistoso calo di collaboratori sanitari di siffatta tipologia, ed è per questo che si cerca di sopperire con gli straordinari degli infermieri. L’utenza è numerosa: quotidianamente, infatti, un numero compreso tra un minimo di cinquanta e un massimo di cento unità affolla le sale del pronto soccorso. Per quel che riguarda la tempistica, naturalmente è tutto in relazione alle varie tipologie di codici, ma talvolta accade che dal momento della presentazione alla visita passino pure due o tre ore. E il discorso diviene ancor più complesso nel caso dei posti letto: le liste d’attesa, infatti, sono particolarmente lunghe, e spesso, per ottenere il giaciglio invocato in pronto soccorso, occorre attendere pure qualche giorno. Più tranquilla, invece, la situazione dell’ospedale di Eboli, anche se nei mesi estivi, il pronto soccorso registra numerosi accessi per l’arrivo di molti emigranti che rientrano nei vari piccoli paesi della zona e per i turisti che affollano l’area costiera. Stesso discorso per Oliveto Citra che, inoltre, come anche per Eboli, spesso diventa presidio dove ricoverare persone che non trovano posto negli ospedali dell’Agro nocerino e in quelli di Salerno. Carmine Landi

 

  • Agropoli. Da quando hanno chiuso l’ospedale di Agropoli non c’è nemmeno più il pronto soccorso. Il Psaut è solo un ambulatorio dove possono praticare al massimo delle medicazioni tanto è vero che quando è chiamato ad intervenire il 118 invia l’ambulanza con il paziente a bordo o a Vallo della Lucania o a Roccadaspide. Agropoli quindi è senza alcun presidio reale di soccorso, i danni fatti da Caldoro e Squillante per la chiusura dell’ospedale sono tantissimi e hanno svuotato il territorio di quell’assistenza primaria importantissima. Per circa 30 anni il pronto soccorso ad Agropoli era stato assicurato dalla clinica Malzoni convenzionata dalla Regione Campania. Dopo l’apertura dell’ospedale fu chiuso quel pronto soccorso e ora non è stato riattivato quello della clinica privata. La situazione è gravissima, specie d’estate. Nelle more di un’eventuale quanto improbabile riapertura dell’ospedale almeno il pronto soccorso potrebbe essere attivato presso la clinica Malzoni. Una popolazione mortificata e umiliata che senti il disagio specie nei mesi estivi, quando le coste e i paesi interni si ripopolano e diventano meta di numerosi turisti. Sergio Vessicchio.
  • Vallo della Lucania. Il pronto soccorso dell’ospedale vallese è considerato un’eccellenza per come è strutturato e per il servizio che offre. Tuttavia da quando è chiuso l’ospedale di Agropoli anche Vallo della Lucania ha fatto registrare clamorose battute di arresto per il troppo lavoro e per l’intasamento che hanno provocato sovente numerosi arrivi di ambulanze. Un tempo, all’ospedale di vallo della Lucania si rivolgevano la metà degli utenti di quelli di Agropoli, ma dalla chiusura della struttura sanitaria agropolese, i pazienti sono triplicati e il presidio di Vallo della Lucania serve un territorio vastissimo che va da Palinuro – Marina di Camerota fino a Paestum passando per l’alto Cilento. Sapri è lontanissimo e poco attrezzato. Togliere Agropoli ha causato uno sconquasso viste anche le condizioni in cui sono ridotte le strade in special modo la Cilentana e per un’ambulanza è molto difficile percorrere le strade. La  professionalità del pronto soccorso  di Vallo della Lucania comunque non può essere a rischio tuttavia le proteste dei sindacati negli ultimi tempi si fanno sempre più copiose per il sovraccarico di interventi e di lavoro che penalizza soprattutto gli utenti. Un altro buon motivo per riaprire l’ospedale di Agropoli. Sergio Vessicchio
  • SAPRI/POLLA/ROCCADASPIDE. Gli ospedali di Sapri, Polla e Roccadaspide sono tre realtà tranquille dove gli accessi, tranne nei mesi estivi non sono numerosi e i tempi di accesso per ottenere una visita rientrano nella norma. Certamente, non si tratta di strutture attrezzatissime ma svolgono una funzione di presidio, almeno per la gestione ordinaria dell’emergenza. Nei mesi estive si registrano un numero maggiore di prestazioni ma comunque non tali da fare andare in tilt l’organizzazione sanitaria delle tre aree più lontane del capoluogo nella provincia di Salerno. In particolare quello di Sapri vede aumentare gli accessi di utenti in estate: potrebbe essere utile anche per la zona a sud di Agropoli, ma le distanze e le condizioni non ottimali delle strade non ne consentono un reale utilità. Difficile, inoltre, il trasferimento in ambulanza di pazienti gravi, con trasferte che durano anche due e più ore. Maurizio Condelli

 

 




San Giovanni a Piro. Abusi edilizi, tre ville sequestrate e 20 denunciati

I Carabinieri della Stazione di San Giovanni a Piro, all’esito di attività investigativa, hanno eseguito tre decreti di sequestro preventivo, emessi dal GIP del Tribunale di Vallo della Lucania, nei confronti di 14 persone, responsabili di aver costruito, alla frazione Scario del comune di San Giovanni a Piro, tre ville sul mare per una volumetria complessiva di 500 metri cubi ed un valore di circa seicento mila euro. Nel medesimo contesto operativo sono state denunciate altre sei persone, responsabili di analogo reato, per aver costruito, sempre a Scario, tre manufatti ad uso abitativo per una volumetria complessiva di 100 metri cubi ed un valore di 120mila euro.




Sapri. La guerra della polstrada agli automobilisti indisciplinati

“Strade sicure” nel golfo di Policastro; la Polstrada di Sapri dichiara guerra ai comportamenti illegali, che mettono a repentaglio la vita degli automobilisti. in particolari domani su “Le Cronache”