Chiusure, sequestri e sanzioni

Pina Ferro

Controlli a tappetto nelle attività di ristorazione del centro storico di Salerno e nel comune di Pellezzano, sequestrati centinaia di chilogrammi di alimenti (carne e pesce) privi di tracciabilità. Proseguono senza sosta i controlli effettuati dai carabinieri del nucleo antisofisticazione di Salerno diretti dal maggiore Vincenzo Ferrara. Ieri sera i militari del Nas di Salerno e del Gruppo Carabinieri Forestale Salerno. guidati dal tenente colonnello Marcello Russo e della Stazione di Via Duomo, collaborati da personale dell’Asl (servizio veterinario e Uopc), hanno effettuato numerosi controlli ad esercizi commerciali nel centro storico di Salerno, sin dalle prime ore della serata. Controllato anche un ristorante di Pellezzano. Un dispositivo di oltre 20 elementi ha effettuato mirati controlli soprattutto nei confronti delle classiche “cuopperie”, ma anche di alcuni ristoranti, controllando complessivamente 13 esercizi. Nell’ambito delle attività di prevenzione sono state sequestrate centinaia di kg di pesce e di carne,  per mancata tracciabilità. Gli esercenti, in questi casi, non sono stati in grado di dimostrare la provenienza degli alimenti, che saranno quindi distrutti per garantire la sicurezza alimentare. Per un ristorante, del centro è stata disposta la chiusura ad horas per le criticità strutturali ed igienico – sanitarie. Per alcuni sono state effettuate “diffide” per criticità lievi. Nel ristorante del comune limitrofo a Salerno sequestrati alimenti privi di tracciabilità. In totale sono state elevate sanzioni per un totale di 20mila euro. L’attività preventivo ha riguardato anche la posizione dei lavoratori. I particolari nelle prossime ore.I controlli proseguiranno anche nei prosssimi giorni ed interesseranno non solo la città di Salerno ma anche la provincia.




Uso irregolare del sistema Scout Speed: automobilista multata “cita” il Comune

Erika Noschese

SAN CIPRIANO PICENTINO – Lo scout speed, sistema di rilevazione di velocità preso in prestito dal Comune di San Cipriano Picentino, guidato dal sindaco Gennaro Aievoli, continua a mietere vittime. L’ultima in ordine cronologico, sarebbe una donna del posto, rappresentata dall’avvocato Francesco Cesaro, che ha citato in giudizio il Comune dei picentini, dopo aver subito una multa per eccesso di velocità su ben due strade: via Cavaliere Amato e via Picentia, con conseguente decurtazione di punti dalla patente. Per legge, lo scout speed dovrebbe essere montato su un’auto della polizia municipale proprio per rilevare la velocità delle varie vetture. A San Cipriano Picentino, invece, sarebbe stato sistemato su un veicolo, per altro non omologato intestata ad una società di recupero crediti per “uso provato e trasporto di persone”, nonostante una specifica gara d’appalto, bandita dal Comune, e che ha visto risultare vinci- tori l’Associazione Temporanea Imprese Consorzio Gives e la Gamma Tributi Srl e fin da subito contestata dalla Corte di Cassazione in quanto sarebbe venuto meno il principio d’imparzialità e di legalità nell’ambito di una funzione pubblica: stabilire il prezzo dell’appalto in base alle sanzioni da accertare, infatti, costituisce un incentivo scorretto ai fini di una gara d’appalto. Come se non bastasse, il contratto prevedeva l’uso di soli due mesi dell’auto che però si è pro- tratto fino allo scorso mese di dicembre la vettura adibita ad accertamento di velocità è stata anche sanzionata a causa di tutte queste irregolarità dalla polizia stradale di Vallo della Lucania lo scorso 29 settembre. Ma le assurdità non si esauriscono qui. Pare che il dispositivo abbia il dono dell’ubiquità: sui verbali effettuati, infatti, risulta lo stesso numero di brevetto del dispositivo che ha accertato la sanzione. Inoltre i verbali apparirebbero compilati tutti in modo molto simile, omettendo le indicazione esatte del luogo in cui è stata effettuata l’irregolarità. I verbali, identici ma effettuati da municipalità differenti, smentiscono quanto verbalizzato dai rispettivi dei pubblici ufficiali in quanto la disponibilità dell’apparecchio è promiscua e nel tragitto da San Cipriano Picentino fino ad Albanella e viceversa è gestito da privati cittadini. Ragioni queste che hanno portato i cittadini a far ricorso al giudice di pace per ottenere l’annullamento delle sanzioni amministrative. In particolar modo, l’avvocato chiede di verificare eventuali ipotesi di reato, quali falso in atto pubblico per procedere poi con la Procura della Repubblica.




Mille euro di multa dopo il blitz

Erika Noschese

Mille euro. A tanto ammonta la sanzione amministrativa per i dieci mercatali del Lungomare, tra cui Francesco Ferrara (patron di Buongiorno Italia) addetti alla vendita di prodotti alimentare. La multa è scattata nel pomeriggio di ieri quando gli uomini del Nas sono tornati per un sopralluogo dopo il blitz di mercoledì pomeriggio. In quell’occasione, il nucleo antisofisticazione ed i vigili urbani, infatti, hanno passato al setaccio ogni stand, soffermandosi su di alcuni in particolare, per verificare permessi e regolarità, oltre a contestare l’assenza di contenitori per la spazzatura apribili tramite pedale è stata contestata l’assenza di contenitori per l’acqua da utilizzare per gli alimenti. Mercoledì, Nas e caschi bianchi non hanno effettuato alcuna sanzione amministrativa salvo poi tornare il giorno dopo – dunque ieri – e multare diversi standisi atti alla vendita di prodotti alimentari per circa mille euro. Nella giornata du mercoledì, inoltre, è stata interdetta la vendita di panini, prodotti farinacei e salumi non imbustati che Erika Noschese necessitano dell’utilizzo dell’affettatrice che in assenza di acqua non sarebbe stato possibile pulire o quantomeno la pulizia non sarebbe sufficiente per gli standard igienici nel trattamento dei prodotti. Nella mattinata di ieri, la maggior parte dei venditori ha provveduto all’acquisto di taniche atte al contenimento dell’acqua ma i vigili urbani, ieri pomeriggio, ne hanno contrastato l’utilità. Dal bando emesso dal Comune di Salerno, l’articolo 6 prevedeva la somministrazuibe di prodotti alimentari e, a pochi giorni dall’inizio ufficiale dei mercatini natalizi, i venditori avevano provveduto ad inviare una mail agli uffici competenti circa la lista di prodotti che da lì a breve avrebbero venduto. Oggi, invece, lo stesso Comune che li ha autorizzati contesta la mancanza di autorizzazioni alla vendita dei prodotti. Inoltre, dopo i controlli dell’Asl, è stato vietato l’utilizzo dell’affettatrice per i salumi che, di conseguenza, dovrebbe essere totalmente eliminata. Intanto, continuano i problemi per quanto riguarda i frequenti blackout che si stanno verificando in questi giorni, lasciando al buio per diversi minuti le casette in legno posizionate sul lungomare e lungo piazza Cavour. Anche nel pomeriggio di ieri, infatti, diversi stand si sono ritrovati senza corrente elettrica per circa 20 minuti, continuando a creare non pochi disagi ai venditori. Insomma, quest’anno la situazione ai mercatini non sembra essere totalmente rosea, con problemi che vengono riscontrati quasi quotidianamente, il mancato intervento da parte dell’amministrazione comunale ed i responsabili che continuano a fare orecchie da mercanti.




Stop alla vendita di panini e salumi Blitz del Nas ai Mercatini di Natale

Adriano Rescigno

Blitz del nucleo antisofisticazione e dei vigili urbani ai mercatini di Natale sul lungomare. Contestate l’assenza dei contenitori per la spazzatua apribili tramite pedale, l’assenza dei contenitori per l’acqua per gli alimenti e la mancata copertura dei prodotti farinacei. Sotto la lente dei controllori i rivenditori di alimenti tra polemiche, sintomi esagerazione nei controlli ed accanimento. Nessuna multa elevata, per questa volta solo l’avvertimento agli esercenti di mettersi in regola anche se molti di loro accusano il Comune, «Deve provvedere l’organizzazione a fornirci l’essenziale per condurre la manifestazione senza il dover temere multe improvvise». Nessuna multa solamente la sospensione della vendita per tutto il corso della serata di ieri di panini ed altri prodotti farinacei e salumi non imbustati che necessitano dell’utilizzo dell’affettatrice che in assenza di acqua non sarebbe pulibile o quantomeno la pulizia non sarebbe sufficiente per gli standard igienici nel trattamento dei prodotti. Anche durante i controlli da parte del nas è saltata la corrente, problematica che si verifica costantemente, tutti i giorni, dall’inizio della fiera che a detta di molti espositori stenta a decollare. Quest’anno, i mercatini di Natale non sembrano essere iniziati sotto una buona stella. A riscontrare i primi problemi gli standisti di piazza Cavour che lamentano la cattiva postazione loro assegnata, non solo per le avverse condizioni meteo ma anche – e soprattutto . per la mancanza di visitatori che spesso si soffermano al Lungomare e non procedono oltre.

Continuano i furti, gli standisti:«Senza luce e senza controlli»

Formaggi e salumi per un totale di 400 euro, 5 vasetti di tonno dal valore di 100 euro, vasetti di colatura di alici e olive, continuano i furti durante le notti ai danni degli espositori. Portano via anche le calamite. Inconcepibile tre sole guardie giurate per 60 stands, ed intanto la mattina va via luce e la sera pure: «Un kilowatt per stand non basta nemmeno per i fari e le lampadice – ci dice uno dei partecipanti alla manifestazione espositiva – ed i frigoriferi, le casse per battere gli scontrini, le affettatrici, come le dobbiamo alimentare?». Avanza sempre di più l’ombra della cattiva organizzazione dell’evento da parte dell’Ente comunale che in cambio di quasi 2000 euro per accaparrarsi lo spazio di vendita, non lascia nemmeno le chiavi per i bagni chimici agli esercenti costretti ad usufruire dei servizi igienici dei bar o degli esercizi commerciali del corso. Molti standisti non vogliono tornare, un buco nell’acqua fin ora. ancora in attesa del picco in su delle vendite e di un vergo guadagno dal loro investimento sfidando freddo ed anche controlli “strategici” secondo alcuni, inviati apposta per far cassa in quanto dei disagi che vivono non si può non sapere. Ora le famose casette in legno dovranno dotarsi di quanto richiesto dai nas in coordinato disposto con i vigili urbani, pena multe salatissime, circa 1000 euro, che andrebbero ad aggravare una situazione già poco rosea.




Scafati. Aliberti incassa il “tfr”, polemiche dal M5S e dalla commissione, che striglia i dirigenti

Di Adriano Falanga

<<Lo stipendio ad ex sindaco e ex assessori sì, le sanzioni no?>>. Il Movimento 5 Stelle scrive alla triade commissariale, ponendole davanti la vicenda Anac e incompatibilità di Andrea Granata alla Scafati Solidale e Mario Ametrano alla Scafati Sviluppo. <<Una richiesta che verte sulle responsabilità economiche a cui l’ex sindaco non può sottrarsi: quelle contestate ufficialmente dall’Anac con il deliberato 156 del 10 dicembre 2015  il quale decretava: “All’esito del procedimento così instaurato il RCP, deve dichiarare la nullità della nomina ed irrogare la sanzione (ex art. 18 del d.lgs n. 39/2013)” – spiegano i grillini – l’organismo guidato da Raffaele Cantone, oltre che dichiarare illegittime le nomine di Andrea Granata a presidente del cda di Scafati Solidale e di Mario Ametrano come amministratore delegato di Scafati Sviluppo, imponeva anche la restituzione di quanto economicamente corrisposto ai vertici contestati, tutto ciò è stato ottemperato?>> A scuotere gli attivisti la recente liquidazione di oltre 13 mila come indennità di fine rapporto di Pasquale Aliberti. <<Chiediamo, nel caso in cui non sia stato disposto che si provveda al più presto prima che vengano liquidate altre somme all’ex sindaco di Scafati>>. La determina è partita dall’area Servizi al Cittadino, guidata dalla dottoressa Laura Aiello. Il Testo Unico Degli Enti Locali prevede l’integrazione dell’indennità dei Sindaci, a fine mandato, con una somma pari ad una indennità mensile spettante per ciascun anno di mandato, proporzionalmente ridotta per periodi inferiori all’anno. L’indennità del sindaco per un comune come quello di Scafati è pari ad euro 3.904,41 mensili. Pertanto l’indennità di fine mandato, spettante per la carica di Sindaco del Comune di Scafati ricoperta nel periodo 14.06.2013/19.12.2016, ammonta ad euro 13.730,71.

Giacomo Cacchione

Ma a finire tra le polemiche anche il ragioniere capo Giacomo Cacchione, ritenuto forse troppo solerte. <<Cacchione risulta essere stato collaborativo con la magistratura, (uno degli elementi chiave dell’inchiesta e dello scioglimento, ndr) ma a noi poco interessa: nulla lo esula dalle sue responsabilità politiche e dirigenziali, passate e presenti. Ricordiamo che il dirigente Cacchione era super pagato dall’amministrazione Alberti ed era pagato per servire i cittadini e non essere asservito all’ex sindaco. A noi era chiaro, a lui forse no – puntualizzano i grillini – Anche agli ex assessori, oltre al sindaco, ultimamente sono state liquidate alcune cifre: ci sembra quantomeno intempestivo questo indirizzo delle risorse economiche, soprattutto a beneficio di persone che “servivano e guidavano” un’amministrazione responsabile e oggetto di scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Che facciamo, lì premiamo? E ‘vero che i soldi gli spettano di diritto, ma non certo in via prioritaria. Tanti cittadini, professionisti e imprese attendono a lungo i pagamenti dall’Ente, sarebbero di serie B?>>

LA TRIADE: “intempestivo” il pagamento e diffida i dirigenti

Galeotti furono quei 13 mila euro all’ex sindaco, e cosicché la triade commissariale dirama una comunicazione di servizio in cui si stigmatizza la intempestività del provvedimento: “giunto appena pochi giorni dopo l’insediamento della Commissione Straordinaria, senza che la stessa ne fosse portata a conoscenza”. Insomma, che fretta aveva la dirigente Laura Aiello di liquidare prioritariamente i 13 mila euro di fine mandato all’ex sindaco? Non che l’operazione fosse illegittima, ma quantomeno risulta essere “intempestiva”. I tre commissari non l’hanno presa bene, e nella nota ammettono di aver avuto contezza della determina “tramite gli organi di stampa” e quindi scatta la diffida a tutto il personale di “fare attenzione all’obbligo di riservatezza in relazione a procedure in fase di adozione, evitando che vengano diramate notizie oltre ai normali canali di pubblicazione e diffusione previsti dalla legge”. Ergo, vietato parlare con i giornalisti, come se l’Ente fosse stato sciolto per “infiltrazioni giornalistiche” e non “criminali”. Si perdoni l’ironia, ma la stessa stampa la notizia l’ha appresa tramite il canale ufficiale che è l’albo on line, pubblico per legge (e meno male). Del resto la Prefetto Gerardina Basilicata lo aveva subito chiarito di non amare i giornalisti, quando al suo arrivo a Palazzo Mayer rispose alle domande dei cronisti con un “rivolgetevi in Prefettura”. E’ chiaro che non essendo politici non hanno bisogno di consenso e visibilità e non essendo eletti non devono dar conto alla città, ma al Ministero Degli Interni e alla Prefettura di Salerno. Ma spesso la stampa è semplicemente il megafono della città, non necessariamente è dedita al pettegolezzo istituzionale. E l’indennità di fine mandato, è una notizia che necessita essere divulgata. Altroché.