“Enzo non mollare”. Il tifo per il portiere granata vittima di un grave incidente

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Vincenzo Barbato e il suo scooter

«Tu sei Barbato! Non mollare! 💪», «Dai Mister non mollare,lotta come ci hai sempre insegnato! ». Questo due dei tanti appelli al mister e preparatore della Scuola Portieri Salerno&Stage, del Potenza dell’Aversa Normanna del Nola, della Turris e del Sant’Antonio Abate,

Vincenzo Barbato, 41enne calciatore di diverse squadre campane, vittima di un’incidente stradale all’altezza del Polo nautico a Salerno.  Le condizione dell’ex portiere della Scafatese, del Gragnano, dell’Aversa Normanna e della Salernitana, sono gravi. Il 41enne è ricoverato  in sala rianimazione all’ospedale “Ruggi”, dopo un intervento chirurgico al quale è stato sottoposto poco dopo il suo arrivo nella struttura sanitaria. Numerose le persone accorse in ospedale per attendere notizie sulla salute del conosciutissimo sportivo salernitano.

L’incidente è avvenuto alle 5.30 di questa mattina, quando, a Lungomare Colombo, lo scooter guidata da barbato è finito contro la parte posteriore di una Smart condotta dauna ragazza anche lei condotta all’ospedale. Gli agenti della sezione Volanti deal questura di Salerno stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto. La conducente della Smart  ha dichiarato di aver sentito il rumore dello scooteralle sue spalle e pochi stanti dopo ha avvertito lo schianto sulla sua auto. A quell’ora, Barbato pare stesse andando a lavoro in un bar della zona orientale della città.

Le Cronache tifa per il portierone Enzo nella sua partita più difficile e fa suo un post sul suo profilo facebook lasciato da un amico: «Paralo sto rigore. …vincila sta partita….dai…. non mollare amico mio….».




Nocera. Ginecologia dell’“Umberto I” l’invasione delle napoletane

di Gianfranco Pecoraro

NOCERA INFERIORE. Il 30% delle partorienti proviene dal napoletano e il reparto di ginecologia dell’Umberto I è sottoposto a un superlavoro che potrebbe portarlo al collasso. Dati impressionanti per l’attività del reparto di ginecologia dell’ospedale  “Umberto I”, il secondo per nascite in Campania, destinati ad aumentare per l’arrivo in massa di donne provenienti da Cava de’ Tirreni e Mercato san Severino, il cui ospedale non offre più questo servizio.
Ad impressionare, in particolare, non sono solo i 1500 parti annui ma anche l’entità dei pronti soccorso ostetrico-ginecologici e delle prestazioni rese in urgenza, in porticolare per le gravidanze a rischio. A destare interesse è la provenienza delle donne. Il 30% delle partorienti, infatti è dell’area napoletana. Di queste, poco più del 50% proviene dalla fascia costiera, da Torre del Greco ­­­­a Torre Annunziata, l’area boschese e Castellammare di Stabia, e paesi limitrofi, dove insistono tre ospedali e diverse cliniche private, mentre la restante parte arriva da Somma vesuviana, San Giuseppe vesuviano e comuni confinanti. Una situazione diventata insoppportabile per il personale dell’Umberto I che va diminuendo e con maternità sempre più coplesse. Le media delle partorienti, infatti, supera i 30 anni di età e molte le donne in dolce attesa che sono a una seconda e terza gravidanza, specie quelle che, divorziate, sono incinte di un secondo compagno. Parti che si presentano, quindi, con maggiori difficoltà e che impegnano il personale in lunghe pratiche anche operatorie. Aumentano anche le  mamme che partoriscono senza legami stabili né con un compagno né tantomeno con un marito. Il 10% ha ricorso all’iseminazione artificiale, in alcuni casi fatta anche all’estero.
Il dato, quindi, su cui riflettere è l’alto numero di donne che sceglie di partorire all’ “Umberto I” e non nella provincia di Napoli. «Questo di Nocera è un ospedale all’avanguardia, che ha una rinomata Tin e molti buoni servizi -afferma una neo mamma di Torre Annunziata che ha scelto l’ospedale nocerino per dare alla luce il primo figlio-Molte mie amiche scelgono di venire qui perchè anche l’ambiente è più tranquillo».
Un po’ il passaparola sulla qualità del servizi resi, le notizie di salvataggi di bambini nati anche prematuri, e del buon esito anche di parti difficili richiama sempre più donne incinte all’ospedale nocerino. E ciò accade anche a causa dell’improvvida chiusura del “Mauro Scaralato” di Scafati e per i disservizi che i cittadini ritengono di ricevere dalle strutture sanitarie del napoletano.
Fatto è che l’ospedale nocerino non può reggere a questi ritmi di lavoro se non saranno incrementati il numero del personale addette al reparto e quello della Tin, la terapia intensiva neonatale, dove potrebbero esser curati più piccoli pazienti di quelli attualmente assistiti.
Va anche, però, ridisegnata e ricurata la sanità campana. Bisogna comprendere che l’area nord dell’Asl Salerno non serve più solo l’Agro nocerino come previsto in partenza con una popolazione di 300mila abitanti ma anche i cittadini della parte sud del napoletano arrivando ad un bacino di 800 mila persone.
La struttura sanitaria nocerina, quindi, dev’essere dimensionato non ai residenti della zona ma ad un’area più vasta.
A questo si aggiunge che vanno “rafforzati”, in termini di attrezzature e personale, le strutture sanitarie dell’area vesuviana per non costringere i cittadini a rivolgersi a quelle dell’Agro nocerino.




False ditte autotrasporto per rubare merce tre arresti tra Scafati e Castellammare

AGRO/STABIESE. Appropriazione delle merci trasportate dai tir: uno scafatese e uno stabiese finiscono agli arresti domiciliari e una terza persona all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ieri mattina la polizia stradale del compartimento di Napoli ha condotto agli arresti domiciliari Ernesto Squillante, 52enne di Castellamare di Stabia e domiciliato a Sant’Antonio Abate, e il 45enne Giuseppe Matrone di Scafati, amministratore della società di autotrasporti “C&C” con sede ad Angri, in via Adriana n. 34. All’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stato sottoposto il 29enne Vincenzo Squillante, nato a Nocera Inferiore ma residente a Sant’Antonio Abate. Emessi in totale 10 avvisi di garanzia a conclusioni delle indagini preliminari nell’ambito delle stesse indagini, tutti perché ritenuti responsabili di far parte attiva di una vasta organizzazione a delinquere finalizzata alla perpetrazione di decine di appropriazioni indebite ai danni di altrettante ditte di logistica nazionali ed estere.
Negli ultimi periodi, sull’intero territorio nazionale, si è registrato un incremento impressionante di delle appropriazione indebite dei carichi trasportati per conto di ditte. Quasi sempre dell’area dell’Agro nocerino o del basso napoletano, diverse organizzazioni, dietro il paravento imprese di autotrasporti e logistica si assicurano le merci da trasportatore e invece di recapitarle al destinatario, le fanno sparire. Solo la procura di Nocera Inferiore ha messo a segno due vaste operazioni del genere.
La procura di Torre Annunziata ha indagato per mesi prima degli arresti di ieri, scoprendo che i malfattori costituivano una ditta di autotrasporti intestata ad una persona nulla tenente (cosiddetta “testa di legno”), dopodiché l’impresa veniva registrata regolarmente sulle banche dati presenti sul web dedicate alle aziende di autotrasporti. Sfruttando tali banche dati venivano contattate le vittime (aziende di trasporto – logistica o agenzie interinali di autotrasporti), alle quali venivano offerti “trasporti” per loro conto fornendo una tariffa vantaggiosa. Dopo le presentazioni (acquisizione visura camerale, documenti di circolazione ed altro) le regolari ed ignare aziende contattavano i referenti delle società “illegali” su delle utenze “attivate ad arte e proprio per tale scopo” (non intestate a loro) richiedendo indicazioni sui veicoli impegnati per il trasporto ed il conducente assegnato allo stesso. Successivamente alla verifica della documentazione ricevuta, le ditte “ignare” assegnavano il “viaggio” fornendo le indicazioni relative al carico, il luogo di ritiro e di scarico/consegna. una volta raggiunto il luogo di carico i soggetti verificavano la merce caricata e dopo averne accertato “il valore economico “ (direttamente sul luogo di carico – o dalla documentazione amministrativa d.d.t./fatture), la caricavano sul mezzo in loro possesso e invece di consegnarla nel posto prestabilito, se ne appropriavano indebitamente. Una volta appropriatisi della merce, i carichi venivano trasportati in luoghi (parcheggi – depositi) in loro disponibilità, dove veniva stipata sino al momento della ricettazione della stessa;
in molti casi le ditte truffatrici, fornivano i loro mezzi di documentazione di circolazione “falsa” avendo così la possibilità di “ far apparire lo stesso veicolo commerciale intestato a più ditte di autotrasporti”, in modo da poter eludere o comunque rendere problematici i controlli e la loro individuazione