«Non lasciate la zona rossa, bisogna tutelare i nostri cari a rischio»

di Erika Noschese

Una bozza di decreto che, per inspiegabili ragioni, viene resa nota e la fuga da quella che – poche ore dopo – sarebbe divenuta zona rossa a tutti gli effetti. Una domenica da incubo, quella di ieri, per le forze dell’ordine e i volontari della protezione civile di Salerno che hanno lavorato per ore, alla stazione di Salerno per controllare tutte le persone che sono letteralmente scappate dal nord per rientrare al sud. Ma tra centinaia di persone hanno scelto di far ritorno nel loro paese d’origine ci sono persone che, per senso di responsabilità, hanno scelto di rispettare gli obblighi imposti dal governo nazionale e di restare, senza la possibilità di far ritorno a casa almeno fino al prossimo 3 aprile. Tra questi c’è il salernitano Giuseppe Valitutto (nel riquadro a sinistra), 30enne di Palomonte che, per lavoro, vive – seppur momentaneamente – in un paesino in provincia di Lodi. Giuseppe, subito dopo aver appreso della fuga dal nord al sud, attraverso i suoi canali social ha voluto lanciare un appello: «Abbiate a cuore la salute dei vostri cari, non scappate dalla zona rossa», ha infatti dichiarato il giovane salernitano che avrebbe potuto fare come molti giovani della sua età, lasciare tutto e tornare a casa, dopo il primo allarme lanciato ma non lo ha fatto, ha scelto di tutelarsi e tutelare le persone a lui più care. «Sono senza coscienza – ha dichiarato senza mezzi termini Giuseppe – E’ da incoscienti, in questa fase delicata, lasciare il nord per catapultarsi giù, in quei paesini che anni fa hanno scelto di lasciare per fare fortuna altrove». Da qui poi l’attacco al governo: «E’ inammissibile lasciar filtrare la bozza del decreto, scatenando il panico – ha aggiunto – E’ come avvertire un ladro di non presentarsi a casa perché ci sono le persone dentro». Parole dure, quelle pronunciate da Valitutto: «il popolo italiano è senza coscienza soprattutto verso i propri cari: potrebbero esserci persone affette da patologie così come gli anziani che sono la fascia debole, più soggette al virus e noi abbiamo il sacrosanto dovere di tutelarli». La paura di restare bloccati nella zona rossa ha spinto centinaia di persone a tornare a casa ma, dice Giuseppe Valitutto, «se mai dovesse accadere qualcosa? A questo dovevate pensarci prima». Ma Giuseppe non è l’unico ad aver scelto di restare al nord. Anche Angela Plaitano (nel riquadro a desrtra), biologa nutrizionista, originaria di San Mango Piemonte ha deciso di non far ritorno a casa, almeno fino al prossimo 3 aprile. La Plaitano, infatti, lavora in azienda biomedica di forniture farmaceutiche ed è addetta alla qualità: «Sono di Sesto San Giovanni. Non ho avuto la tentazione di scendere. Dobbiamo continuare a garantire le prestazioni lavorative. Da domani lavorerò in smart working. Mi complimento con i giovani, studenti e lavoratori, che hanno deciso di restare. Non possiamo paralizzare economia già in crisi». «In questo momento di emergenza, il compito di noi influencer deve essere quello di raccomandare il rispetto delle regole stabilite dalle autorità competenti. Personalmente, sto vivendo giorni di grande difficoltà economica ma, come ho detto sin dall’inizio tramite l’hashtag #ioresto, dobbiamo restare uniti. Da qui l’idea di una landing page che sarà lanciata proprio domani dal titolo “Operazione felicità”. Saranno disponibili diversi contenuti (lezioni di yoga, tutorial, challange, giochi…) per intrattenere e creare interazione digitale tra coloro che sono “bloccati” a casa. Tante piccole attività per portare un sorriso e far sentire meno soli gli studenti e i lavoratori lontani da casa», ha invece dichiarato il salernitano Stefano Maiolica, tra le altre cose ideatore del format “Un terrone a Milano”, una sorta di contenitore in cui racconta le vicissitudini dei fuorisede al Nord e del progetto “Attraversatam” che ha permesso ai fuorisede di far ritorno a casa.




Al Terzo Tempo Village la presentazione della nuova stagione agonistica di enduro

di Giovanna Naddeo

Si riscaldano i motori in casa Off Road Racing Shop in vista della presentazione della nuova stagione sociale e agostinica 2020.

Avrà luogo questa sera, alle ore 19.30, presso il Terzo Tempo Village di San Mango Piemonte, la presentazione del team Off Road Racing Shop / Moto Club Salerno 2020.

“Sveleremo i piloti, gli appuntamenti e le competizioni sportive alle quali prenderemo parte nell’arco di questo nuovo anno” anticipa Davide Dello Buono, 27 anni, istruttore della Federazione Motociclistica Italiana, nonchè esperto di enduro.

“Stiamo lavorando a un calendario di iniziative da tenere nelle scuole primarie e secondarie di primo grado dedicato alla sicurezza stradale. E’ importante, fin da piccoli, comprendere l’estrema importanza dell’abbigliamento protettivo. L’enduro non va improvvisato”.




“Natale in casa Cupiello”, questa sera a San Mango Piemonte

di Giovanna Naddeo

Ultimo fine settimana di feste all’insegna della comicità eduardiana alle porte dei Monti Picentini.

Si terrà questa sera alle ore 21, presso il centro parrocchiale “Santa Maria” di San Mango Piemonte, la rappresentazione teatrale di “Natale in casa Cupiello“, a cura della compagnia “Le voci di dentro”.

L’iniziativa rientra nell’ambito del calendario di appuntamenti natalizi promossi dall’associazione culturale “La vetta”. Tra gli eventi organizzati durante le festività  natalizie, la cena spettacolo con l’artista Gerardo Amarante e gli “Spaccapaese”.

<<Il nostro obiettivo – afferma Matteo Avagliano, presidente “La vetta” – è proporre momenti di aggregazione e di rilancio culturale nelle zone collinari>>.




Palloncini e striscioni per l’ultimo saluto a Melissa

di Giovanna Naddeo

Una pioggia ascendente di palloncini bianchi e granata affolla il cielo di San Mango Piemonte. “Il nostro cuore sarà per sempre occupato dalla tua risata. Buon viaggio, angelo nostro”. Migliaia di persone hanno partecipato, nel pomeriggio di ieri, ai funerali di Melissa, la quindicenne deceduta a scuola nella mattinata di lunedì in seguito a un malore cardiaco. Non tutti riescono a entrare nella chiesa “Santa Maria” per stringersi alla bara bianca su cui sono state adagiate le fasce delle sue squadre del cuore, Salernitana e Juventus; per loro c’è un maxischermo in piazza Sannazzaro. A celebrare il rito funebre, il vicario generale della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, don Biagio Napoletano, insieme al parroco don Antonio Romano, a don Michele Alfano, parroco di Rufoli, e a don Luigi Pierri, già parroco della chiesa sanmanghese quando Melissa era solo una bambina. Fu lui, infatti, a darle i Sacramenti del battesimo e della prima comunione. «Non nascondete le lacrime» così don Biagio durante l’omelia. «Dietro il pianto si nasconde l’amore, un amore ancora più forte perché irrorato dal dolore, dall’incomprensione e dal mistero». Poi, le parole per mamma Maddalena: «Offrire ogni giorno al Signore il proprio sgomento e i propri “perché?” così da trasformali in fede, fede da donare a chi non crede». Tante le parole di ricordo da parte degli amici di infanzia (tutti seduti accanto al feretro e rigorosamente in maglia granata), dei compagni di scuola, della cugina e del fratello Giuseppe. «Eri il mio conforto» scrive Giuseppe, «ora dammi la forza di andare avanti. Meli, sei il mio angelo». Non fanno mancare il loro affetto il primo cittadino di San Mango Piemonte, Francesco Di Giacomo, il vicesindaco di Salerno, Eva Avossa, l’assessore Angelo Caramanno, i consiglieri Massimiliano Natella e Leonardo Gallo, oltre al segretario nazionale del Psi, Enzo Maraio. Alla comunione, il tenore Alessandro Fortunato intona per Melissa “Dolce sentire”. «Vorrei abbracciarvi tutti, ma è un po’ difficile» dice papà Vinicio al termine della funzione religiosa «Grazie per la vicinanza e l’affetto. Sono sicuro che Melissa avrà un posto speciale nel cuore di tutti». Uno scroscio di applausi e gli inni di Salernitana e Juventus fanno da cornice all’uscita dalla chiesa della bara. Poi, i palloncini in volo insieme al suo nome. Melissa, otto lettere gonfiabili color oro tentano di raggiungerla, perdendosi nel cielo limpido di un pomeriggio autunnale. Prima di congedarla, gli amici circondano la bara con un tripudio di rose rosse. “Buon viaggio, angelo nostro”.




«Ciao Melì, avevi gli occhi pieni d’amore e di felicità», il Da VinciGenovese ricorda la 16enne

di Erika Noschese

Una classe ancora sotto shock e una prima assemblea d’istituto per ricordare Melissa La Rocca, la 16enne di San Mango Piemonte morta in circostanze drammatiche. Ieri mattina, gli studenti dell’istituto Da Vinci-Genovesi si sono riuniti presso la palestra della scuola per ricordare la loro compagna di classe con il dirigente scolastico Nicola Annunziata e i docenti. E i compagni della 3 F hanno voluto ricordare la giovane studentessa. «Ciao Melì, sei andata via all’improvviso e un po’ ancora non voglio crederci – ha detto una compagna di classe – A te che eri brillante, solare, gentile e bellissima. Avevi degli occhi pieni d’amore e di felicità, una voglia di fare incredibile che alle volte ci infastidiva, i tuoi consigli e la tua risata che riusciva a migliorarci la giornata». Tanti i messaggi da parte degli alunni, accompagnati da lacrime e lunghi applausi, con uno striscione in mostra. Commoventi anche le parole del preside Annunziata che ha voluto condividere, con i suoi studenti, questo momento di condivisione. Intanto, la scuola presto ricorderà Melissa e Vittorio, i due giovani che hanno perso la vita prematuramente. E a mettersi a disposizione gli alunni del Sabatini-Menna, pronti a realizzare un murales, in palestra, dedicato a Melissa e Vittorio. Gli alunni della 3 F, ancora visibilmente provati, hanno chiesto la possibilità di cambiare aula trovando pieno sostegno dagli studenti delle altre classi che si sono resi disponibili al cambio. Tante le scuole del salernitano che hanno espresso solidarietà e vicinanza al Da Vinci-Genovesi, rendendosi disponibili a qualunque attività in ricordo di due giovanissimi alunni. A poche ore dall’ultimo addio, a esprimere cordoglio per la morte della 16enne il presidente della Provincia Michele Strianese: «Ci stringiamo ai suoi cari, alla famiglia innanzitutto, ma anche ai suoi amici, ai suoi compagni di scuola, ai suoi insegnanti, al dirigente scolastico e a tutta la comunità scolastica dell’Istituto Genovesi – Da Vinci. Una vicenda come questa lascia tutti senza parole e soprattutto lascia un dolore indelebile – ha dichiarato Strianese – Penso allo sgomento dei suoi compagni di classe che hanno assistito al decesso della povera Melissa. Nessuno di noi adulti riesce ad accettare la morte, figuriamoci una classe di adolescenti costretti a questo duro confronto. Sono convinto che la professionalità di tutti i docenti dell’Istituto Genovesi – Da Vinci saprà gestire al meglio questa situazione molto delicata e complessa. Il preside e tutti gli insegnanti sapranno affiancare gli studenti scossi da questa tragedia, perché anche questo diventi un momento di crescita».

Ad uccidere Melissa malformazione cardiaca, a breve i risultati

Una malformazione cardiaca: dovrebbe essere questo il verdetto del riscontro diagnostico effettuato, ieri mattina, sul corpo della 16enne di San Mango Piemonte. Ieri infatti Pio Zeppa, primario di Anatomopatologia ed Enrico Mainenti, primario di Medicina Legale del Ruggi d’Aragona hanno effettuato il riscontro diagnostico con decine e decine di provette che dovranno essere esaminate nei prossimi giorni. Ma il verdetto è chiaro: la 16enne soffriva di una rara patologia che non le ha lasciato scampo. Ipoteticamente, congenita: il nonno paterno è infatti morto giovanissimo, poco prima di compiere il 50esimo anno d’età, a causa, pare, di un’arteria maligna




«Una sindrome nascosta ci ha portato via Melissa»

di Giovanna Naddeo

«E’ stata la sindrome di Brugada a portarci via Melissa. Il suo cuore ha ceduto, non ha avuto scampo. Sarebbe potuto accadere ovunque, a casa, in palestra, durante il sonno. Neanche un defibrillatore o l’intervento tempestivo di un cardiochirurgo l’avrebbe salvata». Sono le parole di papà Vinicio e mamma Maddalena dopo un’intensa giornata al Ruggi-D’Aragona di Salerno. Prima i risultati degli esami dell’equipe di medici sotto la guida del professor Pio Zeppa, primario di anatomia patologica, poi l’affetto e la vicinanza di amici e parenti che fino al tardo pomeriggio hanno affollato l’obitorio per salutare un’ultima volta quella principessa bionda dal sorriso contagioso e dal carattere così forte e determinato. «I soccorritori sono stati celeri e tempestivi, hanno tentato il tutto per tutto per rianimarla. Le sono state somministrate sei fiale di adrenalina, invano. Quel malfunzionamento era così ben celato che solo l’occhio del più esperto tra i cardiologi avrebbe potuto scoprirlo. Eppure Melissa era una sportiva e, quando non poteva andare in palestra, saliva e scendeva le scale di casa per tenersi in forma» racconta papà Vinicio. La sindrome di Brugada, infatti, è una malattia genetica caratterizzata da una disfunzione delle proteine che regolano l’attività elettrica del cuore. Questo comporta un aumentato rischio di alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie ventricolari), spesso letali. Chi ne è affetto presenta un cuore apparentemente normale e spesso non manifesta alcun sintomo, ma può andare incontro a morte improvvisa a causa dall’insorgenza, non prevedibile, di aritmie ventricolari maligne. «Questa cosa ci ha un minimo rasserenati» continuano i genitori di Melissa. «Non ci sono parole per spiegare, dobbiamo soltanto farci forza per Giuseppe (il primogenito della famiglia La Rocca, ndr). Ha subìto tremendamente il colpo e necessita di tutto il nostro sforzo e il nostro sostegno. La quotidianità in famiglia non sarà più la stessa. Le festività non saranno più le stesse, ma dobbiamo restare uniti e andare avanti per lei, per Melissa». «Era la figlia di mia sorella, anzi, era la sorella delle mie figlie» sottolinea la zia materna, Assunta. «I genitori sono archi, i figli le frecce. Proviamo a immaginare che la freccia di Melissa sia andata lontano, che so, all’estero per studio. E’ un palliativo per tentare di andare avanti. Altrimenti qui si impazzisce». Anche a sera, a casa, amici e parenti continuano a stringersi alla famiglia. San Mango Piemonte è avvolta nel silenzio. «In questi giorni c’è stata una fuga di notizie false che ha dell’incredibile» continuano Vinicio e Maddalena. «Si è parlato dell’ansia da interrogazione, di una presunta dieta di Melissa o che avessimo portato a casa i suoi capelli avvolti in una treccia. Niente di più falso! Melissa non seguiva nessuna dieta e non abbiamo intrecciato o donato i suoi capelli. Abbiamo tagliato appena un ciuffetto biondo, il più biondo, per custodirlo a casa. Melissa era una ragazza sana, come ha confermato l’esame del dottor Zoppa sul suo apparato digerente. Non aveva alcun problema di alimentazione». Una ragazza sana, solare, dall’energia coinvolgente, conosciuta e amata da tutti nel piccolo paese picentino. «Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che si stanno stringendo al nostro dolore, dall’amministrazione comunale di San Mango Piemonte al presidente della Regione Campania De Luca, così come il sindaco di Salerno, Napoli, e i consiglieri Caramanno e Natella, il segretario nazionale del Psi Enzo Maraio. E poi, la delegazione granata composta dai dirigenti Alberto Bianchi, Salvatore Avallone e Angelo Maria Fabiani accompagnati nella camera ardente da Salvatore Orilia. E ancora, il dirigente scolastico Nicola Annunziata e tutta la scuola di Melissa per la loro straordinaria disponibilità. Grazie per i messaggi e i telegrammi di affetto, da ultimo quello ricevuto del Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Grazie all’Arcivescovo Andrea Bellandi per l’intenso momento di preghiera, nonché alle Onoranze Funebri Guariglia. Siamo sicuri che tutti, tutti quanti troveranno un posticino nel loro cuore per ricordare la nostra Melissa. Ne siamo certi».Un intenso momento di preghiera per Melissa sotto la guida dell’Arcivescovo di Salerno, Andrea Bellandi. E’ avvenuto ieri pomeriggio presso l’obitorio dell’ospedale “Ruggi-D’Aragona”. All’incirca verso le ore 17, Bellandi ha fatto visita a mamma Maddalena e papà Vinicio, stringendosi al loro intenso dolore. Poi, un momento di preghiera per quell’angelo biondo spirato troppo presto. L’ultimo saluto a Melissa si terrà infatti questo pomeriggio, alle ore 16.30, presso la chiesa madre “Santa Maria” di San Mango Piemonte. Per l’occasione, il sindaco Francesco Di Giacomo ha proclamato il lutto cittadino.




L’appello di don Antonio: “Fermatevi a riflettere”

di Giovanna Naddeo

Preghiera ed estrema commozione nella serata di ieri a San Mango Piemonte, quando la comunità picentina si è stretta al dolore della famiglia La Rocca. Alle ore 20 il primo rintocco delle campane, poi la veglia di preghiera presso la chiesa “Santa Maria”, gremita per l’occasione, per far sentire affetto e vicinanza a papà Vinicio, mamma Maddalena e al fratello Giuseppe. “Questa sera, fermiamoci” è l’esortazione del parroco, don Antonio Romano. “Mettiamo da parte il chiacchiericcio, i social network e abbandoniamoci al silenzio della preghiera e della riflessione”. Tra i presenti, anche il sindaco di San Mango Piemonte, Francesco Di Giacomo, e Nicola Annunziata, dirigente scolastico dell’istituto frequentato da Melania. “N essuna parola e nessun pensiero sarebbero in grado di descrivere una così grande sofferenza che mai dovrebbe accadere a un genitore, né a un fratello. Una disgrazia terribile, la peggiore che la vita possa infliggere” ha dichiarato il primo cittadino. “P ossiamo solo stringerci in silenzio intorno alla famiglia e al loro dolore”. In sottofondo, il pianto sommesso dei parenti e della comitiva di amici di Melissa. “Vorremmo salire fin lassù e abbracciarti un’ultima volta” recita lo striscione affisso accanto al portone centrale della chiesa. Al termine della veglia, una fiaccolata silenziosa ha accompagnato la famiglia di Melissa a casa. Una scia luminosa, raccolta ed intensa, per rendere omaggio al sorriso splendente e luminoso di Melissa. Un ultimo momento di preghiera nel cortile di casa, poi il silenzio della sera avvolge il paese, ancora sotto choc per la dolorosa perdita.




Il banco vuoto i fiori bianchi e uno striscione “Splenderai più del sole”

di Erika Noschese

«All’improvviso è piombata la morte nella loro vita». All’indomani della tragedia che ha colpito il Da VinciGenovesi per la scomparsa prematura della 16enne di San Mango Piemonte l’istituto scolastico, ieri, era avvolto da un insolito silenzio, fatto di dolore e di domande, di lacrime. Ieri mattina, alle 8.15 gli studenti dell’istituto scolastico di via Principessa Sichelgaita hanno voluto salutare, ancora una volta, la loro compagna di classe. E lo hanno fatto con rispetto, nel silenzio. Tutti riuniti nell’atrio della scuola per alcuni minuti di raccoglimento. E dalla finestra di una delle classi è stato esposto uno striscione, ad opera dei compagni di classe: “andrai oltre e sarai migliore, splenderai più del sole. Bell Melì”. «Stamattina (ieri per chi legge ndr) la loro spontaneità è stata importante e gli studenti hanno commosso tutti, me compreso», ha dichiarato il dirigente scolastico Nicola Annunziata, ancora scosso per la tragica morte di Melissa. La scuola intende ricordare la 16enne di San Mango Piemonte ma ad oggi – dice il preside «non abbiamo ancora trovato il giusto modo per farlo, ci penseremo dopo i funerali». Per il professor Annunziata, quello di ieri, è stato «un giorno difficile. Un episodio che in tanti anni non mi era mai capitato: vedere una ragazza morire dinanzi agli occhi dei compagni di classe». Per gli studenti della III e IV F ieri, la scuola ha disposto un supporto psicologico con l’aiuto della dottoressa Annalisa Rispoli, dirigente psicologa dell’Asl di Salerno che ha incontrato studenti e docenti e aiutarli ad elaborare il dolore per la tragica scomparsa di Melissa. Incontri, questi con la psicologa, che potrebbero continuare nel corso dell’anno scolastico per fornire un supporto valido agli studenti. «Vedremo quali saranno i passaggi successivi, stiamo strutturando un percorso – ha spiegato Annunziata – Con l’Asl di Salerno abbiamo collaborato in passato con consulenze ma mai con interventi mirati come in questo caso». Tante sono le domande che docenti e studenti ancora si pongono: Perché a Melissa? Perché questo dolore è toccato a noi? Come faremo ad andare avanti? Domande, queste, che forse, ognuno si sta ponendo da quel tragico lunedì mattina quando Melissa La Rocca si è accasciata al suolo mentre svolgeva un esercizio di matematica alla lavagna. «Amava lo studio, non era competitiva: a lei non interessava il voto, un 8 o un 9 a lei non importava», ha ricordato una professoressa di matematica che ha conosciuto Melissa e ha insegnato nella sua classe per 2 anni. «Un angelo biondo, era davvero buona e benvoluta da tutti i compagni di classe», ha ricordato ancora la docente di inglese. E ieri mattina le sue compagne di classe non hanno trattenuto le lacrime. Il dolore sui loro volti. In silenzio, quasi come se fossero vestite a lutto, si sono dirette presso la biblioteca dell’istituto per incontrare la dottoressa Rispoli. Al loro ritorno in aula hanno trovato un mazzo di fiori sul banco della 16enne di San Mango Piemonte, in prima fila di fronte la cattedra dei professori. «La morte è entrata nella vita di ciascuno di loro, di ciascuno di noi», ha detto ancora la professoressa. Ancora provati anche i collaboratori scolastici: «Sono qui da 27 anni e una tragedia simile non è mai capitata. E’ assurdo», ha dichiarato uno dei due collaboratori della scuola. Intanto, questa mattina alle 9.30 si terrà la prima assemblea d’istituto che vedrà presente anche il dirigente scolastico per ricordare, tutti insieme, l’angelo dal cuore granata. Saranno Pio Zeppa, primario di Anatomopatologia ed Enrico Mainenti, primario di Medicina Legale del Ruggi d’Aragona ad eseguire questa mattina il riscontro diagnostico sul corpo della giovane Melissa La Rocca. Per il magistrato Maria Benincasa dunque, dopo aver accertato che sulla morte della sedicenne avvenuta lunedì mattina, in aula, mentre era alla lavagna, all’istituto Da Vinci – Genovesi, non concorrono responsabilità di terzi, si poteva procedere ai funerali della piccola ma la famiglia, volendoci vedere chiaro sull’accaduto ha richiesto ai medici del Ruggi d’Aragona di provvedere al riscontro diagnostico per capire cosa ha stroncato la vita della sedicenne. Nessun medico di parte è stato incaricato dai familiari per affiancare i due primari dell’ospedale salernitano che in mattinata procederanno all’esame.




Dolore e rabbia«Ciao Melissa ci rivedremo in Paradiso»

di Giovanna Naddeo

Volti impietriti dal dolore e dal profondo sgomento in un’atmosfera silenziosa, quasi surreale, sospesa. Ogni parola o tentativo di conforto è vano. Il chiodo fisso è uno solo: “Perché, perché a lei?”. A distanza di poche settimane dall’ultimo saluto ad Eleonora Volpe, la comunità di San Mango Piemonte torna a sprofondare nella disperazione per la perdita di un’altra concittadina, Melissa La Rocca, la sedicenne dal cuore granata deceduta nella mattinata di ieri, a scuola. La notizia non mette poco a spargersi nel piccolo borgo picentino, un’area verde incontaminata dalla frenesia della città, dove i più anziani usano ancora tenere aperta la porta di casa e i più piccoli giocare a pallone o con le biciclette in strada. Una comunità ancora legata al ritmo delle stagioni, una comunità dai valori semplici ma autentici. Una comunità che nel pomeriggio di ieri ha affollato i locali dell’obitorio del Ruggi-D’Aragona di Salerno per stringersi a papà Vinicio, mamma Maddalena e al fratello Giuseppe. «Siamo profondamente scossi e addolorati per questa immane tragedia. La morte prematura di Melissa è per tutta la comunità un fatto tragico e doloroso che ha colpito in particolare modo i giovani del paese» ha dichiarato il primo cittadino, Francesco Di Giacomo. «Nessuna parola e nessun pensiero sarebbero in grado di descrivere una così grande sofferenza, sofferenza che mai dovrebbe accadere a un genitore, né a un fratello. Una disgrazia terribile, la peggiore che la vita possa infliggere. A nome di tutta l’Amministrazione comunale, possiamo solo stringerci in silenzio intorno alla famiglia e al loro dolore e all’intera comunità sanmanghese colpita da un lutto così inaccettabile». Un lutto improvviso che ha scosso profondamente anche Palazzo di Città, lì dove il padre di Melissa ricopre la carica di consigliere comunale. «Mi stavo recando al municipio insieme al padre di Melissa» ha raccontato Ugo Ronga, capogruppo del medesimo gruppo consiliare di La Rocca «quando la scuola ha avvertito la famiglia che la ragazza si era sentita poco bene. Poco dopo, lo stesso Vinicio mi ha informato della tragedia. E’ come se avessi perso un figlio. Un dolore immane». Gli fa eco l’altro compagno di gruppo consiliare, Carmine Gallo: «Non ci sono parole, soltanto lacrime. Melissa vivrà sempre nei nostri cuori». Un rapporto quasi simbiotico quello tra papà e figlia, come ha raccontato l’amico di famiglia, il consigliere comunale di Salerno, Massimiliano Natella: «Ci siamo visti due giorni fa. Al di là del colore politico, sono unito al padre di Melissa da una profonda passione per il calcio sin dalla gioventù. E’ davvero una profonda ed inspiegabile tragedia, impossibile da buttarsi alle spalle». Era stato proprio papà Vinicio a trasmettere la passione per il calcio al primogenito Giuseppe, poi alla stessa Melissa. Non perdeva una partita della sua squadra del cuore e anche ieri era in curva per sostenere i granata nello scontro contro il Frosinone. Un cuore calcistico diviso in due, in realtà, tra un battito granata e l’altro per la “Asd Temeraria 1957” di San Mango Piemonte. «Qui non ci sono parole, non c’è nulla da scrivere. Un cielo grigio fa da cornice ad una notizia drammatica, insensata, che spegne le luci e il cuore pulsante di una comunità distrutta. La pagina resterà bloccata per un po’ dal punto di vista comunicativo, nel rispetto della famiglia La Rocca e del nostro appassionato dirigente Vinicio. Dal profondo del cuore, ciao piccola Melissa». Anche la vicina squadra calcistica di Ogliara non dimentica il sorriso contagioso di Melissa. «Ci uniamo in silenzio, mestizia e profondo dolore alla famiglia per la perdita improvvisa e prematura della piccola Melissa» ha dichiarato mister Marina Rinaldi. «Riposa in pace, piccolo angelo». Un angelo che questa sera, alle ore 20.30, presso la chiesa di Santa Maria, sarà al centro delle preghiere dell’intera comunità in un momento di veglia guidato dal parroco di San Mango Piemonte, don Antonio Romano. «Perdiamo una splendida ragazza a poche settimane dalla morte di Eleonora» ha ricordato don Antonio. «Un dolore indescrivibile». E se in questo momento si interroga Dio, tentando, nella finitezza della razionalità umana, di cercare una spiegazione, un appiglio, un qualcosa a cui aggrapparsi o sfogare il proprio dolore, ebbene è proprio in questo momento che «interviene l&#39;abbandono alla Provvidenza che fa sperare nell’amore misericordioso del Padre celeste che tutto sa». Queste le parole del precedente parroco di San Mango Piemonte, don Luigi Pierri «Ho incontrato Melissa qualche anno fa a Sordina durante la festa della pizza fritta. Ho rivisto lei e tanti altri ragazzi della sua età ai quali ho amministrato il battesimo e la prima comunione. Vederli così cresciuti mi ha riempito di gioia. Ora uno di quei fiori è piantato nel prato di Dio in Paradiso. Prego per la sua anima benedetta affinchè Dio l’accolga nella pace eterna e la Vergine delle Grazie stenda il suo manto pietoso e consoli il suo papà Vinicio, la sua mamma Maddalena e suo fratello. Lo dico a tutti: trasformiamo le nostre lacrime in preghiera confidente. Ciao Melissa, ci rivedremo in Paradiso».




Di Giacomo conquista San Mango

E’ Francesco Di Giacomo il nuovo sindaco di San Mango Piemonte

DI GIACOMO FRANCESCO ELETTO SINDACO 832 49,25
LISTA CIVICA - INSIEME LISTA CIVICA – INSIEME 832 49,25 7
RONGA UGO 741 43,87
LISTA CIVICA - ARIA NUOVA LISTA CIVICA – ARIA NUOVA 741 43,87 3
PLAITANO FRANCESCO 116 6,86
LISTA CIVICA - IMPEGNO E LAVORO LISTA CIVICA – IMPEGNO E LAVORO 116 6,86