“Ritratti di una vita”, la sindrome di Sjogren sposa l’arte. L’evento a Palazzo di Città

L’Associazione Italiana Sindrome di Sjogren sposa l’arte con un evento volto a  sensibilizzare la collettività sulla sindrome di Sjogren, gravissima patologia autoimmune invalidante rara che attende da troppo tempo il suo inserimento nel registro nazionale delle malattie rare.

Nella Provincia di Salerno e in città sono stati svolti numerosi eventi di tipo scientifico divulgativo, specifici sul tema, è stato realizzato un film, un cortometraggio e pubblicati libri tra cui la storia dal titolo “La sabbia negli occhi”.

Grazie al coordinamento  artistico di Anna De Rosa, il libro si è trasformato in numerose opere  che sono state raccontate in un libro d’arte dal titolo “Ritratti di una vita””  che verrà presentato il 13 dicembre alle ore 16.00 nel salone dei Salone dei Marmi di Palazzo di Città, a Salerno.

Durante l’evento le opere degli artisti saranno esposte e rese disponibili all’acquisto, per chi lo desidera,  in favore dell’attività dell’ANIMaSS.

Interverranno: Giovanni D’Angelo presidente Ordine dei Medici di Salerno; Paolo Moscato, reumatologo, Elio Giusto, presidente Coop Moscati Consiglio Ordine Medici, Salvatore Troisi dirigente medico oculista ASL SA, oltre all’autrice Lucia Marotta.

Nel corso della serata, spazio anche alla musica con  le esecuzioni dei maestri Marzia De Nardo e Enrico Vigorito che eseguiranno composizioni inedite del maestro Vigorito, e al teatro con Camilla Aiello.

A Giovanna Faiella, giornalista del Corriere della Sera,  verrà conferito il premio A.N.I.Ma.S.S. per la sua pregevole collaborazione nella divulgazione della Sindrome di Sjogren.

Sarà una serata all’insegna dell’arte, del teatro, della musica, perché si può essere lievi anche trattando di situazioni patologicamente serie e importanti.

 




Ritorna il blocco delle prestazioni, esami di nuovo a pagamento. L’ira dei cittadini

Puntuale a novembre, in virtù della trimestralizzazione predisposta per far fronte all’esaurimento dei tetti di spesa, è tornato il blocco delle prestazioni sanitarie a pagamento.

Pet Tac, analisi cliniche ed esami radiologici quindi a pagamento.

Una situazione che sta scatenando l’ira dei cittadini, costretti a “pianificare”, laddove possibile, i propri esami in alcuni periodi dell’anno, a inserirsi nelle lunghe liste di attesa delle strutture pubbliche o addirittura recarsi in altre regioni italiane pur di eseguire le prestazioni con la “copertura” del Sistema Sanitario Nazionale.

Ho chiesto all’ASL, tramite il mio centro privato di riferimento, di effettuare un importante esame per la mia salute in deroga ai tetti di spesa oppure di segnalarmi un altro centro, anche in un altro territorio, in cui effettuarlo. Non ho avuto ancora risposta, ma non posso permettermi di aspettare troppo tempo oppure sostenere un costo eccessivo” è il messaggio di un nostro lettore.

A questa situazione si aggiunge la confusione prodotta da diversi centri privati, come segnalato da le Cronache negli scorsi mesi su denuncia di numerosi cittadini, colpevoli di accettare l’impegnativa medica nel periodo del blocco nonostante il divieto dell’ASL. Veri e propri centri fuorilegge che giustificano il proprio operato con la necessità di garantire una continuità del servizio e mantenere livelli occupazionali, andando contro ogni direttiva. Allora, viene da chiedersi, quali alternative hanno i Pazienti?

Una situazione che non sembra trovare una soluzione nell’immediato e che crea numerosi disagi soprattutto a chi deve sottoporsi a controlli continui oppure a chi vive una condizione di indigenza.

Facciamo un esempio: supponiamo che un Paziente, anziano e senza grandi possibilità economiche, si sottoponga ad esami radiologici prima del periodo del blocco, e che questo scopra di avere un tumore in fase avanzata. A questo punto dovrebbe effettuare il prima possibile, come prescrivono i protocolli, indagini più approfondite per avviare un percorso di cura e non peggiorare il proprio quadro clinico. Dovrebbe ma, in virtù del blocco delle prestazioni, il centro privato sarebbe costretto a rinviare l’esame oppure a invitare il paziente a sostenerlo a prezzo pieno.

Il fattore tempo è determinante in questi casi – spiega il professore Domenico Verrengia, titolare dei Centri Verrengia – Non si possono rimandare esami fondamentali per il Paziente, soprattutto quelli affetti da patologie oncologiche. Il sistema della trimestralizzazione è sicuramente preferibile ad un blocco prolungato di cinque mesi, che determina grandi problematiche per il Paziente e nella gestione di una struttura sanitaria privata.

Cosa occorre fare a questo punto? “Gli uffici dell’ASL non sono responsabili del fatto di avere pochi soldi a disposizione. Bisogna adeguare il budget al fabbisogno della popolazione, cioè poter lavorare dodici mesi su dodici. È necessario poi tutelare pazienti oncologici e fasce deboli. Bisogna riservare un budget per dar loro la possibilità di effettuare gli esami tutto l’anno. Garantire una continuità del servizio per queste persone è questione di dignità e civiltà. Con i Centri Verrengia abbiamo lanciato, profondendo grandi sforzi economici, un tariffario sociale per andare incontro a queste esigenze. Non basta sicuramente e occorre intervenire con urgenza.”




Affetto da Adhd, la disperazione di mamma Antonella: “Abbandonati da tutti”

di Erika Noschese

«Mio figlio abbandonato dalla scuola e dalle istituzioni».  A lanciare l’appello Antonella L., mamma di un bambino di 14 anni – di Cava de’ Tirreni – affetto da disturbo Adhd aggressivo. Si tratta di un disturbo da deficit di attenzione e iperattività. La famiglia, come già anticipato, vive a Cava de’ Tirreni dopo un trasferimento a Genova, per questioni lavorative, dove si è vista sottrarre il figlio dagli assistenti sociali per essere affidato alle cure di una struttura specializzata. «Mio figlio, come tutti i bambini, affetti dalla sindrome di Adhd, é iperattivo, ansioso ed ha bisogno dell’assistenza costante di un educatore, nonché di uno psicologo che lo segua anche nel doposcuola», ha spiegato ancora la mamma, Oss di professione, specializzata in psichiatria e disabilita e per motivi di lavoro, costretta – per l’appunto – a trasferirmi a Genova «e a portare ovviamente anche i miei figli, allora il mio bimbo con adh frequentava la scuola primaria». Il calvario del 14enne inizia nel 2016, con la frequentazione della quinta elementare. «Mio figlio fu costretto a cambiare istituto scolastico, poichè discriminato dagli altri ragazzini, dai professori e dal preside della scuola di Genova, in quanto ritenuto violento ed un “piccolo boss” del sud – racconta la mamma – Viene segnalato dai dirigenti scolastici alle assistenti sociali che iniziano un percorso con noi». La situazione del figlio di Antonella degenera, quando le assistenti sociali decidono di togliergli l’educatore, una figura di riferimento per lui. Da quel momento diventa più agitato e più violento, tanto che viene mandato in una comunità dove c’erano ragazzi più grandi con disturbi e dipendenze che non avevano nulla a che fare con
il disturbo dell’adolescente. «A me mi venne revocato l’affido, non solo nei confronti del bambino con Adhd ma anche nei confronti dell’altro mio figlio più piccolo – spiega ancora Antonella – Disperata nel vedere mio figlio peggiorato nei suoi comportamenti in quella comunità, per altro quotidianamente sedato, decido di attivarmi, al fine di cercare una struttura idonea nella quale esso possa essere curato in maniera adeguata alla sua sindrome». Ed è così che torna al sud ed individua una struttura che si trova a Nola. Dopo tante battaglie, portate avanti dalla donna, il figlio esce dalla comunità. La famiglia però da un anno attende, invano, un percorso per il figlio: a maggio gli è stato disposto dalla neuropsichiatra di entrare nella struttura a Nola ma ad oggi nulla è cambiato. «Ancora una volta invano attendiamo di essere chiamati per farlo curare perché l’Asl di riferimento, quella di Nola si rifiuta di dare il nullaosta. Nel frattempo, io ho perso il lavoro e mio figlio non frequenta più la scuola, poiché gli é stata rifiutata l’iscrizione da parte di un istituto scolastico di Cava,trascorrendo le sue giornate, girovagando per strada», racconta ancora la donna che si è rivolta al presidente Pignalberi, chiedendogli di sollecitare le istituzioni, nonché l’Asl di Nola, a prendersi cura del giovane, abbandonato a se stesso dalle assistenti sociali, dalla scuola e dalle istituzioni. «Questa struttura è idonea per il suo disturbo ma, inconcepibilmente, l’Asl di Nola non dà il nulla osta. Non si sa quale sia la motivazione. È vergognoso lasciare così un ragazzino, senza un percorso, senza scuola e io come mamma sentirmi dire che se accade qualcosa la responsabilità è mia». Mamma Antonella lancia così un appello alle istituzioni: «Fate qualcosa per mio figlio,perché la situazione sta degenerando, mio figlio si sente totalmente escluso ed emarginato». La mamma è estremamente preoccupata in quanto «si sentono troppe “brutte vicende” legate ai ragazzi – ha detto – Solo dopo che accadono “le tragedie” poi si vuol far finta di intervenire? Da mamma è straziante vivere con l’angoscia che possa accadere qualcosa». Da qui poi l’attacco al governo centrale e regionale: «invece di sperperare soldi pubblici per arricchire le comunità e le case famiglia, li utilizzassero per dare sostegno alle famiglie e non per distruggerle. E possibilmente sostengano prima le famiglie italiane e poi quelle degli immigrati, perché essere secondi in casa propria non se ne può più. Ma soprattutto anche la scuola non deve abbandonare questi alunni, seppure difficili, ma deve essere vicina alle famiglie, avendo insegnanti di sostegno che giustifichino lo stipendio che prendono per dare una mano alle famiglie».




«A rischio la propria salute e l’incolumità dei familiari»

Matteo Maiorano

Docce guaste da quindici giorni negli stabilimenti della Salerno Pulita. A denunciarlo Angelo Rispoli, segretario generale della Fiadel (sindacato che si occupa dell’Igiene Ambientale), che ha raccolto la segnalazione di Rosario Romano, Francesco Pezzano e Franco Parriniello, sindacalisti vicini alla società municipalizzata del Comune di Salerno. «La sede della Salerno Pulita, in via Tiberio Claudio Felice, da due settimane vede fuori uso le docce degli spogliatoi per i lavoratori. Questo costringe gli operatori ecologici, una volta concluso il proprio turno, a doversi lavare a casa, riducendo i dipendenti a portarsi dietro ogni tipo di batterio e a rischiare la propria salute e l’incolumità dei familiari», ha detto il segretario. «Parliamo di lavoratori che sono alle prese anche con rifiuti speciali e mi auguro che il presidente della Salerno Pulita, Michele Fiorillo, e il direttore produttivo della società, Giuseppe Beluto, al più presto pongano fine a questo disservizio assurdo». «Una situazione che rischia inevitabilmente di scoppiare, chiosa Rispoli, nella notte di Capodanno, quando i lavoratori saranno in strada per ripulire la città dopo i festeggiamenti per l’arrivo del 2018». Rispoli ha concluso il proprio j’accuse con l’intenzione, qualora non si ponga fine al disservizio entro il 2 gennaio, di presentare un esposto all’ispettorato del Lavoro.




Scafati. “Uniti per l’ambiente”, sabato la marcia per il diritto alla salute

Di Adriano Falanga

“Uniti per l’ambiente”, è questo lo slogan che promuove la marcia per la salute, in programma sabato 26 novembre, alle ore 10, con partenza nei pressi dell’ospedale Scarlato. Ci riprovano i comitati, sulla scia della precedente marcia organizzata a Cappelle, il 29 giugno scorso. Questa volta però cambiano le sigle, si tiene fuori il comitato “Cappelle e oltre” non avendo dato la sua adesione ufficiale. Tra i promotori il gruppo “Uniti si può”, “Uniti per la Salute”, “Il Rio”, che hanno presentato l’iniziativa lunedi sera, presso un noto bar di via Alighieri. Presenti Luigi Lombardi, Domenico Pedone, Carmine Manzo, Fabio Galasso, Anna Cioffi, Giovanni Coppola, assente giustificato Arcangelo Sicignano per Uniti si può, mentre in rappresentanza del comitato “Uniti per la Salute” il consigliere comunale di Angri Eugenio Lato, e Michele Russo per “Il Rio”. Tre i temi: Helios, Fiume Sarno, Allagamenti. Lo scopo della manifestazione è la sensibilizzazione alle problematiche ambientali che attanagliano la città, causando non solo i disagi al vivere quotidiano, ma anche problematiche igienico sanitarie, oltre a mortificare l’economia sia commerciale che immobiliare delle zone interessate. “Su questi temi paghiamo la latitanza del Comune, manifesteremo per rivendicare il nostro diritto alla salute – spiegano i promotori – ma anche per sensibilizzare gli stessi cittadini, oramai assuefatti e scoraggiati, che finiscono per rinunciare ai propri diritti”.

1-heliosSi dicono sfiduciati su ciò che si sta portando avanti quanto alla Helios: “stiamo assistendo ad un gioco al rinvio sulla conferenza dei servizi promossa dalla Regione Campania”. Non hanno dubbi i comitati, il sito di stoccaggio rifiuti “non va solamente adeguato, ma delocalizzato, o quantomeno riconvertito”. Comitati e istituzioni parlano però due lingue diverse, i primi sono netti: “la Helios non la vogliamo, perché la zona è urbanizzata” mentre le istituzioni stanno cercando di centrare l’obiettivo dell’abbattimento dei disagi, in primis dovuti alla puzza. “Resta l’emergenza igienico sanitaria – aggiunge Carmine Manzo, il cui balcone affaccia sul piazzale dell’azienda – non è contenendo la puzza che si risolve il problema. I rifiuti portano topi, insetti, scarafaggi” e mostra sul cellulare anche la foto di un serpente. Non vogliono le istituzioni alla loro manifestazione. “Siamo convinti che le istituzioni non possono vestire anche i panni del cittadino qualunque” e quindi, sindaco e consiglieri comunali non sono graditi. Hanno risposto all’appello, ad oggi, anche le associazioni politiche “Scafati in Movimento” e “Scafati Arancione”. La marcia si concluderà fuori i cancelli della Helios, dove una delegazione dei manifestanti chiederà un incontro con l’amministratore giudiziario dell’azienda, dottor Luigi Palumbo.




Scafati. Helios, i comitati rinunciano a nominare un tecnico. “Ci affidiamo al sindaco”

Di Adriano Falanga

Domani mattina la conferenza dei servizi in Regione Campania, per ridiscutere delle autorizzazioni concesse alla Helios srl. L’opificio di via Ferraris è al momento sotto sequestro, seppur senza sospensione delle attività e la gestione è affidata ad un amministratore giudiziario coaudiuvato da un tecnico ambientale. Lo scopo, secondo la Procura di Nocera Inferiore, è di verificare il processo di stoccaggio e trasfromazione rifiuti, individuare i punti critici e le soluzioni, tali da eliminare ogni tipo di disagio alla popolazione residente. Il sindaco ha incontrato i comitati “Cappella e Oltre” e “Per la salute del cittadino” qualche giorno fa, proponendo loro quando deciso dal consiglio comunale il 12 ottobre, e cioè la nomina di un tecnico di loro fiducia da affiancare al sindaco nel presenziare alla conferenza, prevista per il 20 ottobre. Ieri il primo cittadino ha lasciato intendere che alla luce dell’intervento della magistratura, avrebbe intenzione di rinviare il tavolo tecnico, aspettando una decisione dei tecnici giudiziari. I comitati però stamattina hanno comunicato la loro decisione al primo cittadino, ed escludono di individuare un loro tecnico di fiducia. “Come ben sa, rientra nei compiti della P.A. quella di adottare, in collaborazione con le autorità locali sanitarie, attività di prevenzione dei rischi sanitari ed evitare che disagi gravissimi si trasformino in patologie gravissime” scrivono nella nota i rappresentanti dei comitati. “E’ il comune di Scafati a dover risolvere la problematica della Helios srl e non i comitati, nella loro qualità di portatori e rappresentanti dei problemi dei cittadini – da qui l’appello ad Aliberti – pertanto ci affidiamo a lei, quale massima autorità sanitaria del territorio, per la tutela della salute di tutti i cittadini e le chiediamo di essere presente alla conferenza dei servizi accompagnato da un tencico di sua fiducia, nonchè le proponiamo di assicurarsi della presenza in conferenza dei servizi dell’amministratore giudiziario e del suo coadiutore, nominati con provvedimento della Procura Della Repubblica di Nocera Inferiore”. I cittadini battono chiodo sull’emergenza igienico sanitaria, è chiaro che la conferenza dei servizi volendo, potrebbe anche revocare ogni autorizzazione, nel caso ci fosse lìespressa richiesta del primo cittadino, a tutela della salute pubblica delle centinaia di residenti in via Ferraris. Cittadini che erano presenti già prima dell’insediamento della Helios, e soprattutto, convinti che quel genere di attività, secondo le norme di attuazione dell’area Pip, non sarebbero mai state autorizzate. Non è andata così.




Scafati. Helios, parola al Consiglio. Casciello e Marra spengono gli entusiasmi

Di Adriano Falanga

Helios, toccherà adesso al presidente del Consiglio comunale Pasquale Coppola fissare, entro venti giorni, la pubblica Assise con al centro due importanti questioni: Helios e incompatibilità di Mimmo Casciello. Entrambi gli ordini del giorno sono stati presentati da forze di minoranza, con minimo cinque firme raccolte, così come prevede lo Statuto. Arriva così nella massima sede istituzionale la discussione sul sentito problema dei disagi scatenati dalle attività della Helios, che stocca e trasforma i rifiuti, pericoloso e non. Oltre a voler accertare eventuali responsabilità sul rilascio delle autorizzazioni tramite l’istituzione di una commissione speciale bipartisan, i cinque firmatari chiedono di implementare l’articolo 5 delle norme di attuazione del Pip, prevedendo tra le tipologie di attività non ammesse perché inquinanti e insalubri, anche il deposito e trattamento dei rifiuti. A chiederlo sono Mario Santocchio, Cristoforo Salvati e Angelo Matrone per Fdi, con gli indipendenti ex maggioranza Pasquale Vitiello e Alfonso Carotenuto. Una proposta che trova l’accoglimento anche del Pd. “A mio avviso, d’altronde, già le attuali norme del P.I.P. escluderebbero la presenza di quel sito di stoccaggio in quel contesto: chi ci ha assicurato che quella attività, nonostante i miasmi, la puzza insopportabile, le perdite di percolato, non sia nociva per la salute dei cittadini, come già stabilisce l’articolo 5?  E’ in ogni caso strano come Aliberti nelle sue campagne elettorali si sia sempre opposto alla realizzazione del P.I.P. in quell’area perché giudicato invasivo verso l’abitato e poi da Sindaco abbia permesso addirittura la presenza di una discarica. Per questo pesa come un macigno il conflitto di interessi tra il Sindaco e la sua famiglia e quell’azienda, come suona strano che il capannone utilizzato fosse in precedenza di proprietà della famiglia dell’ex Presidente dell’Acse” così Michele Grimaldi. Dovrebbe votare favorevolmente anche lo stesso presidente Coppola, con Bruno Pagano, Daniela Ugliano e Stefano Cirillo di Identità Scafatese. Questi voti già sono sufficienti per l’approvazione del deliberato. Dalla maggioranza studia il caso Roberto Barchiesi, che specifica: “chiaramente voterò tutto ciò che va nell’interesse dei cittadini”. Non si sbilanciano Teresa Formisano e Carmela Berritto: “se le norme lo permettono, voteremo sempre a favore della tutela della salute dei residenti, per noi priorità assoluta”. Stessa posizione anche di Diego Del Regno: “C’è la necessità di contemperare gli interessi dei residenti, costretti a sopportare miasmi ed immissioni varie, e quelli delle aziende che danno lavoro e rendono un servizio. Logicamente, la salute dei cittadini ha una importanza superiore ad ogni altro interesse, per questo attendo informazioni ufficiali sullo stato delle cose in via Ferraris”. Insiste nel chiedere la delocalizzazione Michele Raviotta. Nel frattempo proseguono i sopralluoghi quotidiani dei Vigili Urbani, ma ancora non sono noti i risultati. Per quanto riguarda la puzza, questa a tratti risulta attenuata, a tratti insopportabile, complice anche il vento di mare che spira dalla vicina Castellammare di Stabia, che spesso diffonde il tanfo anche per un chilometro dalla sede della Helios.

MARRA E CASCIELLO SMORZANO GLI ENTUSIASMI: norma non retroattiva

1-paolino marra casciello“Più che altro una questione di visibilità mediatica, perché, ammesso che il consiglio comunale voti la delibera, questa non può avere effetto retroattivo, e di conseguenza, non serve per mandare via la Helios”. Mimmo Casciello, consigliere di maggioranza e vice presidente Acse, vive a poche centinaia di metri dall’azienda. “Certe sere la puzza è forte anche da me – spiega – e chiaramente sono favorevole a qualsiasi iniziativa concreta per la tutela della salute e vivibilità della mia contrada, ma bisognerà capire se questa proposta sia davvero attuabile”. Non solo, secondo Casciello, che è stato anche amministratore di Agroinvest, bisognerà verificare l’esistenza di eventuali convenzioni già stipulate tra Agroinvest e aziende interessate al Pip. “Potrebbero anche esserci aziende la cui attività rientri nell’elenco delle tipologie non ammesse, e che hanno stipulato già una convenzione con Agroinvest versando il dovuto – chiarisce l’alibertiano – in questo caso ci troveremo a dover restituire loro quanto pagato, con pericolose ricadute economiche”. Insomma, più facile a dirsi che a farsi, la posizione di Casciello. Non diversa anche la veduta di Brigida Marra: “L’iniziativa di modificare l’art. 5 del PIP, nella prospettiva, è sicuramente apprezzabile per eventuali nuove aziende che potrebbero insediarsi attraverso il titolo autorizzativo della VIA di competenza regionale. Peccato, non si sia pensato ad un regolamento che andasse in questa direzione quando fu stipulata la convenzione, più di dieci anni fa, con Agroinvest – puntualizza la forzista – Oggi però ci preme la problematica che i cittadini di Cappelle ci hanno posto relativamente al Canale San Tommaso e ai probabili miasmi che sarebbero prodotti dall’azienda Helios rispetto alla quale, dobbiamo intervenire con azioni concrete che non possono risolversi purtroppo, né in consiglio comunale, né oggi con una modifica che porrebbe problemi di irretroattività”. Rilancia Brigida Marra, passando per una provocazione alle forze di minoranza. “Ho visto tanti atti arrivare in Procura, in questi anni, dalle opposizioni, mai nessuno di questi era relativo alle autorizzazioni rilasciate alla Helios, nell’ambito della conferenza dei servizi. Se il comune attraverso qualche responsabile ha agito in maniera illegittima nell’ambito della conferenza dei servizi è giusto che venga accertato e si assuma le proprie responsabilità, pertanto, sono disponibile a porre la mia firma per la trasmissione degli atti alla Procura. L’ambiente, la salute, sono temi seri rispetto ai quali, personalmente, non sono disponibile a fare sconti a nessuno, se ci sono società che non operano entro la legge, vanno denunciate senza sé e senza ma”.




Consigli per una dentatura perfetta dal passato!

Un’operazione scientifico-medica davvero unica, che ha portato alla scoperta, interessanti novità riguardo alla vita e alla salute delle persone che vissero l’ eruzione del Vesuvio nel 79 a.C.

Ad Agosto scorso infatti, è partito il restauro degli 86 calchi delle vittime di Pompei, quello che ne è uscito fuori è davvero interessante.

Gli esperti hanno effettuato un Tac total body su una parte degli scheletri rinvenuti, con lo scopo di scoprire qualcosa in più sulle abitudini alimentari e lo stile di vita in uso a Pompei in quel periodo.

Con questo macchinario sofisticato montato in loco, è stato possibile  stabilire l’età delle persone, il loro ceto sociale o se esse soffrivano o meno di patologie.

Una delle cose più sorprendenti che hanno mostrato è la perfezione dei denti, quasi tutte prive di carie e forti. Le uniche irregolarità rinvenute su alcuni denti erano dovute all’usura e all’abitudine di tagliare gli alimenti con la sola forza della mandibola.

Ma qual era il segreto del sorriso splendente degli abitanti di Pompei? Gli esperti odontoiatri che si stanno occupando del progetto sono convinti che si tratti del risultato di un’alimentazione povera in proteine (soprattutto animali) e zuccheri raffinati. Quindi prevalentemente a base di cibi integrali e di provenienza vegetale. I denti più sani li avevano infatti i pompeiani delle classi più povere.

Potremmo far tesoro di questa notizia, mangiare sano fa vivere più a lungo e con splendidi denti.

di Letizia Giugliano




Scafati. Marcia per la salute: “occuperemo la Regione”

Di Adriano Falanga

La marcia per il diritto alla salute, organizzata dai comitati di quartiere di Mariconda e Cappelle, è stata una gran bella pagina di cittadinanza attiva, come Scafati non ne vedeva da tempo. Una protesta spontanea, lontana dai riflettori dell’opportunismo politico, per rivendicare il diritto di una fetta di popolazione a vivere in un ambiente salubre. Tre i punti centrali della protesta: il canale San Tommaso, il ripetitore telefonico Wind, il sito di stoccaggio della Helios. Oltre 500 persone, bambini in testa, hanno sfilato per la città. Un’occasione ghiotta per i politici locali, ma oggi quella stessa gente comincia a chiedere che la loro non sia solo una presenza, ma occasione di impegno futuro, perché ognuno nel loro piccolo, è chiamato a fare la sua parte. “La puzza, l’emergenza sanitaria e ambientale ha superato ogni limite. Se i lavori del ‪collettore ‪‎Sub1 non inizieranno, come da impegni, entro luglio, è un mio dovere innalzare il livello della protesta e arrivare anche ad occupare la ‪‎Regione al fianco dei miei cittadini” è stata la promessa di Pasquale Aliberti, che pur dimentica di citare sia la Helios che il ripetitore Wind. “Ieri mattina (mercoledi per chi legge, ndr) mi sono recata in Regione per convocare il tavolo tecnico con Arcadis, il sindaco di Scafati, il consigliere comunale Domenico Casciello, i referenti dei comitati ‘Cappella e oltre’ e ‘Per la salute dei cittadini’ di Mariconda, promotori della marcia e l’impresa esecutrice dei lavori – così Monica Paolino – Con quest’ultima abbiamo esigenza di interloquire per comprendere a fondo tempi e modalità dell’inizio dei lavori. Grande rispetto per i residenti che abitano a ridosso del canale, stremati dai miasmi insostenibili. Il mio impegno su questo tema è massimo”. Presente alla manifestazione anche il consigliere regionale del M5S Luigi Cirillo: “ai comitati, alle associazioni e cittadini che hanno rivendicato il diritto a vivere in un ambiente salubre, tutta la mia vicinanza e soprattutto impegno politico”. Supportato dagli attivisti di Scafati in Movimento il consigliere regionale ha incontrato i rappresentanti dei comitati, e dopo aver interloquito con loro, ha promesso notizie certe appena possibile.




Scafati/Pompei. I comitati: “Ci stanno ammazzando”. In piazza per il diritto alla salute

Di Adriano Falanga

Stanchi delle promesse inutili, dei se, dei ma, dei però, dei vedremo. Hanno sfilato in 500 per protestare contro l’inerzia delle istituzioni, che da anni fanno scaricabarile sulle responsabilità di chi ha permesso di ridurre una fertile terra di confine scafatese in una pericolosa bomba ambientale. Presenti gran parte dei consiglieri comunali, con il sindaco Pasquale Aliberti e la moglie, consigliere regionale Monica Paolino. In questa zona si vive con la paura di ammalarsi, ma nel frattempo si respira aria malsana. Sono costretti a vivere chiusi in casa, perché tenere la finestra aperta è praticamente impossibile. Zanzare, topi, e l’immancabile puzza del canale San Tommaso fanno da cornice ad un disagio divenuto oramai insostenibile. Chiacchiere tante, fatti pochi, anzi, al San Tommaso si sono associati anche il ripetitore telefonico installato in una proprietà privata, e il sito di stoccaggio regionale dei rifiuti gestito dalla Helios. Tutto questo in poche decine di metri, in località Cappelle. Qui i residenti vivono con la costante paura di essere in una terra dei fuochi nostrana, dove “gli insetti sono più grandi, diversi dal solito, fanno molto più paura e i topi mangiano i gatti” racconta Domenico, un anziano che vive sulle sponde del San Tommaso, e alle spalle il sito della Helios, dove ogni giorno arrivano decine di autocompattatori da ogni angolo campano. Dai mezzi in sosta puntualmente scorre il rivolo di percolato che inevitabilmente finisce nel suolo. Non solo, complice il caldo, anche la tipica e pungente puzza di “monnezza” accompagna le “felici” giornate che già regala il San Tommaso. Gli abitanti denunciano un aumento delle patologie oncologiche “qui tutti hanno un parente o un conoscente ammalato di questa patologia” e chiaramente, la causa è in ciò che respirano quotidianamente.

1-canale san tommasoIl San Tommaso nasce ad Angri, serviva per irrigare la fertile ed estesa campagna di confine, oggi raccoglie le acque reflue di Angri, e attraversando il quartiere Mariconda, in territorio pompeiano, confluisce nel Sarno. Insomma, tecnicamente è una vera fogna a cielo aperto, e la puzza costante e nauseante lo attesta. “In centro sono più fortunati di noi – spiega Michele – perché loro il problema della puzza lo vivono due mesi l’anno, durante la stagione conserviera. Qui invece tutto è all’ordine del giorno”. La soluzione del problema dovrebbe essere il collegamento della rete fognaria angrese al collettore sub 1 che porta le acque al depuratore. Lavori iniziati anni addietro, poi interrotti. L’Arcadis, ente regionale competente, ha spiegato che la ripresa dovrebbe esserci entro Agosto di quest’anno, tempo necessario previsto: 2 anni. Una previsione ottimistica, che non prevede intoppi od ostacoli tecnico finanziari. Alternative non paiono esserci, e comunque nel migliore dei casi significa altri due anni ancora di disagi e degrado. Secondo i manifestanti si potrebbero quantomeno individuare e interrompere i tanti scarichi abusivi di origine anche industriale che pure contribuiscono al problema.

1-antenna1-heliosLa Helios stocca e seleziona i rifiuti, lavorandoli. Il sito è in area Pip e sembra che le autorizzazioni siano state concesse in una conferenza di servizi da enti sovracomunali. Non è chiaro fino a che punto il Comune può intervenire, soprattutto dal momento in cui burocraticamente la posizione dell’azienda appare in regola. E lo stesso può dirsi per il ripetitore Wind, installato in una proprietà privata. In un primo momento, dopo le proteste dei residenti, il primo cittadino Pasquale Aliberti aveva sospeso, con una ordinanza, la sua installazione. E’ durata poco, perché il Tar su ricorso del gestore telefonico ha rigettato l’ordinanza. Insomma, sembra che da queste parti la terra dei fuochi sia legale, rispetto a quanto accade nel casertano. I manifestanti promettono che questa è solo la prima di una serie di iniziative mirate non solo a sollevare le coscienze, ma soprattutto per chiedere soluzioni immediate e definitive.

1-protesta cappelleIL COMITATO “CAPPELLA E OLTRE”: “SUBIAMO VIOLENZA AMBIENTALE”

“L’ idea di costituire un comitato è nata una mattina di febbraio, quando noi della contrada Cappelle abbiamo subito l’ennesima “violenza ambientale”, perché veniva istallato in un’aria privata un ripetitore WIND”. Umberto Acanfora è uno dei promotori del Comitato Cappella e Oltre, nato da pochi mesi ma quanto basta per aver sollevato il problema al punto tale da smuovere chi fino ad oggi sembrava essere indifferente o peggio ancora rassegnato. “Dopo varie riunioni a casa di amici e constatando che la maggior parte della cittadinanza era d’accordo, abbiamo deciso, con l’appropriazione di tutti, di costituire il consiglio direttivo del comitato contrada CAPPELLA E OLTRE – ricorda Acanfora – non solo per l’antenna ma anche per gli altri problemi che minacciano la salute dei cittadini della contrada”. La loro è una battaglia per il diritto alla salute, da queste fortemente messo in discussione. Non puntano il dito contro qualcuno in particolare, ma contro tutti coloro che hanno fatto poco, o che non hanno mai preso davvero sul serio il problema.

2-umberto acanfora “Alle istituzioni contestiamo il fatto che avrebbero potuto fare di più sia per quanto riguarda il controllo del territorio, del resto per legge sono i responsabili della salute dei cittadini, sia per una migliore valutazione della parte burocratica”. Da un lato l’amministrazione comunale ha riqualificato la zona, attraverso la ripavimentazione stradale, con la segnaletica e la piazzetta Santa Maria Delle Vergini, dall’altro però ha mostrato inerzia nel momento in cui lo stesso territorio veniva “violentato” dal punto di vista ambientale. “Vivo a Cappella da 10 anni e devo dire che ho trovato una comunità di persone oneste e collaborative, ma per quanto riguarda le problematiche ambientali è umanamente invivibile” l’amara riflessione di Acanfora, che poi snocciola dati sul Comitato: “Contiamo circa 200 adesioni, che crescono di giorno in giorno con la speranza di poter dare un valido contributo per la risoluzione delle problematiche. Concludo ringraziando tutti i membri del Comitato per il lavoro svolto finora”. Il Comitato, per il tramite dei legali Raffaella Cavallaro e Teresa Silvestri ha già diffidato la Regione Campania, il Noe, il Consorzio di Bonifica e la Asl ad attivarsi per la pulizia, il controllo e il monitoraggio del canale.

CASCIELLO: “DA SEMPRE IN PRIMA LINEA CONTRO LO SCEMPIO AMBIENTALE”

3- vecchia protesta di cascielloAnche prima di diventare consigliere comunale, Mimmo Casciello portava avanti la sua battaglia contro lo scempio ambientale che si stava consumando sotto i suoi occhi. Vive a Cappelle da sempre, a pochi metri dal Canale San Tommaso. Lui stesso negli anni passati ha dovuto lottare una battaglia contro una grave malattia. L’ha vinta, ma molti suoi concittadini perdono ancora. Ha presentato denunce in Procura, e a ritmo incalzante incontra i responsabili Arcadis per accelerare la ripresa dei lavori al collettore sub 1. Ha aderito al Comitato, sposandone chiaramente la battaglia e sostenendone la causa. Qualcuno però lo accusa di essere troppo “istituzionalizzato” e poco incisivo. “E’ giunto il momento di unirsi in un’unica grande manifestazione, lasciando da parte i colori politici per asserire a gran voce le esigenze del nostro territorio – spiega Casciello – stasera vogliamo sottolineare, in maniera forte ma pacifica, tutta la nostra esasperazione in modo da sensibilizzare l’intervento di ogni istituzione di qualsiasi ordine e grado, rispetto ad una situazione divenuta oramai davvero insostenibile”. Dal mondo politico solidarietà bipartisan ai manifestanti, finalmente sembrano accorgersi di loro. Il punto però non è la loro presenza oggi, bensì il loro impegno costante a partire da domani.

cappelle san tommaso