Caldoro scalda i motori: “Con De Luca siamo ultimi”

di Andrea Pellegrino

Scalda i motori in attesa dell’ufficializzazione, nonostante l’investitura da parte di Silvio Berlusconi. Stefano Caldoro pensa al futuro della Regione Campania, bocciando pesantemente i cinque anni di governo regionale guidato da Vincenzo De Luca.

Siamo alla vigilia di una campagna elettorale, i sondaggi segnano un vantaggio del centrodestra, è pronto per questa nuova avventura?

«Non è una partita personale, non è una vicenda dei singoli. È la grande sfida di una squadra che deve essere unita e coesa. Pronta a rilanciare questa Regione con un programma fatto di cose concrete. Poi verrà il ragionamento sui ruoli. I sondaggi, che leggono la realtà campana, ci danno avanti perché c’è una coalizione credibile e perché questa Sinistra ha fallito».

Come immagina la sua coalizione? Di recente ha ricevuto numerosi attestati di stima da parte degli alleati. Ma manca l’ufficializzazione nonostante l’investitura di Berlusconi.

«Immagino semplicemente una squadra. La stessa che ha fatto una opposizione intelligente sui temi e che ha il dovere di allargarsi a tanti dirigenti ed amministratori, alla società civile. Ma ripeto che non è una partita personale. Ho ringraziato Berlusconi per le parole di stima e l’indicazione ed attendo le determinazioni del tavolo nazionale con gli alleati. Nel frattempo continuiamo il lavoro. Con gli amministratori, con i militanti, interrogando e coinvolgendo le professioni».

Sanità, ambiente, trasporti: come sono stati i cinque anni di Vincenzo De Luca?

«Ho avuto modo di dirlo in Consiglio regionale. Su questi temi e su altri – e penso alle grandi macroaree di intervento, rischio povertà, reddito, occupazione giovanile, salute, assistenza sociale, trasporti e rifiuti – siamo ultimi in Italia. Lo certificano osservatori terzi come Banca d’Italia, Svimez ed Eurostat che ci pone fanalino di coda in Europa. È questo il bilancio di questi ultimi cinque anni».

Il governatore in carica non ha mai risparmiato accuse alla sua gestione, soprattutto su trasporti e sanità, vuole controbattere?

«Siamo ultimi con questa Giunta. Parlano i dati e le ricordo che con il buon governo del centrodestra, in un contesto difficile, abbiamo recuperato su tutte le aree di intervento. Abbiamo fatto miracoli veri e parlato ai campani con il linguaggio della verità. Senza inutile propaganda. Abbiamo dato credibilità alla Campania e rimesso i conti in ordine, nel bilancio ordinario e nella sanità. Abbiamo impresso una svolta nell’utilizzo dei fondi europei, tagliato gli sprechi».

Gli ultimi eventi climatici hanno mostrato una fragilità del territorio. Tra tutti la Costiera Amalfitana, che è stata pesantemente danneggiata. Quale programma per salvaguardare i territori?

«Bisogna utilizzare bene e meglio i fondi europei. Lo abbiamo fatto e torneremo a farlo. Sarà necessario puntare sulla prevenzione e sul monitoraggio del territorio. La Giunta regionale ha grandi responsabilità sulle frane che hanno fortemente penalizzato la costiera amalfitana e tanti centri della provincia. Noi, con l’assessore Cosenza, avevamo preparato in Arcadis dei tecnici, delle vere sentinelle per il presidio territoriale. Una vera scuola organizzata con il Dipartimento Nazionale di Protezione civile, con la Scuola regionale, con l’Ordine degli ingegneri e quello dei geologi. Figure che dove- vano essere messe a disposizione dei Comuni. Un errore non seguire questa strada».

Aeroporto di Salerno: sostanzialmente si è tornato al punto di partenza, immaginando una fusione con Napoli.

«L’aeroporto di Salerno è stato inserito nel piano nazionale aeroportuale all’epoca della mia Giunta e con quella provinciale guidata dall’ottimo Edmondo Cirielli. Il bando, immaginato all’epoca e validato da Enac, Mit e Mef, ha sempre previsto un investimento economico per chi volesse gestirlo, secondo le direttive degli enti citati. Con la giunta De Luca e con la fusione scompare del tutto l’obbligo per il gestore di investire ed in più si confermano i 40 milioni di euro pubblici appostati per l’aeroporto dal governo Renzi nel decreto sblocca Italia. Difatti oggi il gestore può utilizzare quei fondi per allungare la pista ma non ha obblighi ulteriori».

Nuovo “Ruggi d’Aragona” di Salerno, cosa pensa e soprattutto secondo lei ci sono i presupposti affinché venga realizzato e completato?

«Non serve investire sul mattone ma intervenire per migliorare la qualità delle prestazioni. Serve procedere, perché è possibile grazie all’azione avviata nel 2010, alle assunzioni di giovani medici ed infermieri. Serve stabilizzare i precari e non fare ‘regali’ ai soliti noti».

Un ultimo pensiero: un ricordo di Marta Naddei, recentemente scomparsa a seguito di un tragico incidente stradale. In diverse occasione ha partecipato agli eventi organizzati per presentare l’ebook “Il sistema Salerno”.

«Ho conosciuto Marta in diverse occasioni ed ho apprezzato il suo stile, la serietà, la passione e la voglia di conoscere i temi. Ha scritto a Salerno pagine di giornalismo dal grande valore, vere e coraggiose».




«Aeroporto di Salerno a pieno regime tra due anni»

di Erika Noschese

L’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi potrebbe entrare a pieno regime entro i prossimi due anni. Lo ha dichiarato il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso di un incontro organizzato dalla Fit Cisl Campania su “Trasporto aereo: aiutiamo la Campania a decollare verso un futuro migliore”, in presenza del segretario della Ust Salerno Gerardo Ceres, il segretario generale della Fit Cisl Campania Alfonso Langella, il presidente della commissione Trasporti Luca Cascone, il presidente dello scalo salernitano Antonio Ferraro, l’amministratore delegato dell’aeroporto Giovanni Perillo, il segretario generale della Cisl Campania Doriana Buonavita e il segretario generale della Fit Cisl nazionale Salvatore Pellecchia. «Due anni, due anni e qualche mese e credo che saremo a regime», ha infatti detto il presidente di Palazzo Santa Lucia secondo cui «già da quest’anno avremo la scelta dell’impresa che deve realizzare i lavori di allungamento della pista, poi si dovrà fare la gara per ampliare l’aerostazione del Costa d’Amalfi. Da quando terminano i lavori, nell’arco di 3-5 anni possiamo portare almeno tre milioni di viaggiatori in piu’ su Salerno Costa d’Amalfi e dare respiro anche a Capodichino che oggi è uno degli aeroporti meglio gestiti d’Italia», ha aggiunto il numero uno che spinge affinché si concretizzi l’intesa con la Gesac per il decollo dello scalo salernitano. «Realizziamo per la prima volta un sistema aeroportuale regionale, accorpando in un’unica società l’aeroporto di Capodichino a quello di Salerno Costa d’Amalfi”, ha poi aggiunto l’ex sindaco, per il quale si tratta di «un’operazione di utilità reciproca» in quanto «Capodichino non ha più possibilità di espansione perchè’ è un aeroporto in pieno centro urbano e Salerno Costa d’Amalfi non è decollato anche per errori e limiti amministrativi. Sotto la direzione di Gesac, che avrà la responsabilità di gestione del sistema regionale, possiamo realizzare davvero un sistema di 5-6 milioni di unità di viaggiatori nella nostra regione. Una grande operazione, siamo molto fiduciosi». Secondo De Luca, inoltre, la creazione del sistema aeroportuale campano è un’operazione «di utilità reciproca tra tra lo scalo di Napoli-Capodichino e Salerno-Costa d’Amalfi». Secondo il governatore, infatti, proprio grazie all’accordo con la Gesac – che avrà la responsabilità di gestione del sistema regionale – si potrebbe aumentare il numero di viaggiatori in tutta la regione. Già entro la fine del 2019 dovrebbe essere scelta l’impresa che si occuperà dei lavori di allungamento della pista pari a circa 2.200 metri per poi procedere con la gara per ampliare l’aerostazione del Costa d’Amalfi. Parla di spot elettorali del «governatore pro tempore della Campania» il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli: «De Luca sull’aeroporto di Salerno? Sono ricominciati gli spot elettorali del governatore pro tempore della Campania. Ma presto si accorgerà che la stagione delle bugie è finita», ha dichiarato infatti il parlamentare di Fratelli d’Italia. «De Luca ha sprecato ben quattro anni di tempo e guarda caso soltanto ora, a pochi mesi delle elezioni regionali, inizia a promettere cose che avrebbe già potuto fare: dalla sanità alle infrastrutture, dal lavoro al turismo. Doveva cambiare tutto e non ha cambiato niente. Ma i cittadini, anche sull’aeroporto “Costa d’Amalfi” di Salerno, conoscono la verità: fu proprio De Luca – ricorda Cirielli – a boicottare dieci anni fa l’ipotesi di accordo tra aeroporto di Salerno e Gesac, come puo’ testimoniare l’ex presidente della giunta regionale Bassolino, e sempre lui cercò di far fallire l’aeroporto quando era sindaco di Salerno non pagando la quota associativa e noi fummo costretti a fare causa e decreti ingiuntivi per obbligarlo a pagare». Attacchi per il governatore anche dal consigliere regionale pentastellato Michele Cammarano: «Ci fa piacere che De Luca cominci pubblicamente ad apprezzare il lavoro fatto dal nostro Governo e dal Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale per il definitivo rilancio dell’aeroporto Salerno-Costa-D’Amalfi. Un lavoro, tra l’altro, in controtendenza all’opera ostruzionistica dello stesso De Luca, che in vent’anni non ha fatto altro che frenare il rilancio dello scalo salernitano. Il governatore che plaude all’intesa con Gesac è lo stesso che ha provato a impedire in ogni modo l’accordo con la società che gestisce Capodichino, che da sindaco di Salerno lo definiva un’invasione dei napoletani», ha infatti dichiarato Cammarano, secondo cui accorpando i due scali sotto un’unica società, nonostante De Luca, è stato possibile realizzare un sistema aeroportuale regionale che avrà ricadute notevoli in termini di presenze turistiche, quantificate in 3-5 milioni». Secondo il consigliere regionale, la Regione Campania non avrebbe messo in campo alcuna strategia, «tenuto conto che nel piano turistico triennale appena licenziato, all’operazione di nascita di un sistema campano aeroportuale siano state dedicate appena tre righe».




Aeroporto e meriti, De Luca batte tutti: che successo il masterplan

di Erika Noschese

Cinque milioni e mezzo di passeggeri, 250milioni di investimenti, 5mila nuovi posti di lavoro ed un investimento regionale pari a 250mila euro: sono i dati principali relativi al masterplan dell’aeroporto SalernoCosta d’Amalfi. La presentazione si è tenuta ieri in una gremitissima sala del Comune di Salerno, in presenza di sindaci, consiglieri e “addetti ai lavori”. Tra i vari lavori di pot e n z i a m e n t o dello scalo salernitano la totale ricostruzione del terminal passeggeri con criteri di sostenibilità ambientale e prol u n g a m e n t o della metropolitana di Salerno che raggiungerà l’aeroporto di Pontecagnano. Inoltre, la Gesac gestirà gli scali di Napoli e Salerno in maniera integrata, aumentando la capacità aeroportuale complessiva anche grazie ad un investimento di oltre 250milioni di euro per l’ammodernamento delle infrastrutture Landside e Airside. «Si tratta di un investimento dalla portata storica, l’arrivo dei jet privati cambierà per sempre il territorio in cui viviamo», ha dichiarato il presidente della Commissione Regionale Viabilità e Trasporti . L’obiettivo iniziale della Gesac è quello di tre milioni di passeggeri l’anno per poi arrivare a cinque milioni e mezzoper poi procedere con l’aumento dell’incoming dell’intero sistema aeroportuale, prevalentemente turistico. La vera novità riguarda però il bando per l’allungamento della pista che sarà pubblicato a fine mese. I voli commerciali partiranno invece nel 2022, una volta completato l’allungamento della pista, per poi arrivare a regime a partire dal 2024. E potenziare lo scalo significa inevitabilmente migliorare il collegamento verso l’aeroporto con l’allungamento delll’Aversana e il collegamento tra tangenziale e scalo salernitano. «Si afferma sempre più l’immagine di Salerno come hub, un luogo da cui si dipartono servizi e comunicazioni strutturali – ha dichiarato il sindaco Napoli – Salerno è collegata con l’alta velocità, la possibilità è che Salerno si pone al centro di un luogo di smistamento di traffici ed economie». Per il presidente dell’aeroporto Antonio Ferraro si tratta di un’operazione «eccezionale : «vincono tutti, il territorio, la società di gestione e la Regione che ha puntato alla ricapitalizzazione per realizzare gli investimenti necessari». Soddisfatto per il lavoro che si sta portando a termine anche il presidente della Provincia Michele Strianese: «l’aeroporto di Salerno è una priorità per il nostro territorio: per questo motivo ci stiamo muovendo in sinergia con il presidente della Regione, per dare nuovo slancio alla nostra provincia.

La Ciarambino contro De Luca: «Inventa convegni per coprire i nostri meriti»

«De Luca inventa convegni per coprire i nostri meriti». Continua la lotta a distanza tra il Movimento 5 Stelle e il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca in merito all’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi. Ad attaccare De Luca la consigliera regionale pentastellata Valeria Ciarambino che prende di mira proprio l’incontro tenutosi ieri pomeriggio al Comune per la presentazione del master plan: «L’evento al Comune di Salerno, da dove De Luca ingaggiava le sue battaglie contro Gesac», ha infatti aggiunto la Ciarambino, secondo cui «è esilarante osservare lo stato maggiore del Pd, almeno di quella porzione democrat dei burattini di De Luca, mentre si batte il petto da quando un governo, non certamente il loro, ha dato il via libera al progetto di rilancio dell’aeroporto di Salerno, sbloccando una situazione che è rimasta incancrenita per vent’anni». La consigliera pentastellata ha poi rivendicato «l’impegno di una efficiente filiera istituzionale, dal nostro Gruppo regionale ai portavoce in Parlamento, fino ai ministri del nostro Governo, ha messo fine allo stallo creato dalla malapolitica che ha avuto il suo principale esponente nel governatore e già sindaco di Salerno Vincenzo De Luca». Per la Ciarambino De Luca ha voluto solo riprendersi la scena e «organizza un comizio travestito da convegno per illustrare il masterplan di un aeroporto al cui posto, per ammissione dell’allora sindaco di Salerno, avrebbe preferito un campo di broccoli». Attacchi al governatore anche da parte dei consiglieri comunali Roberto Celano e Ciro Russomando: «De Luca ed il suo Harem, senza alcun imbarazzo e confidando sulla memoria corta dei Cortigiani più creduloni, con un incontro pubblico, hanno avuto il coraggio di rivendicare meriti sull’apertura di un’infrastruttura prima fortemente osteggiata e di cui si è ritardato il rilancio con atteggiamenti dilatori ed ostracistici». Al centro della polemica proprio lo scetticismo iniziale del governatore, contrariato «rispetto agli investimenti necessari a perseguire quell’obiettivo di cui oggi, chi ieri si opponeva, rivendica impropriamente meriti». Secondo Celano e Russomando, il Comune con a capo De Luca «non pagava, infatti, tempestivamente le quote consortili risultando l’ente maggiormente moroso e minacciava di uscire dal Consorzio, tant’è che non ricapitalizzò e ridusse di fatto la partecipazione ad una quota assolutamente irrilevante». «E’ Si afferma sempre più l’immagine di Salerno come hub, un luogo da cui si dipartono servizi e comunicazioni strutturali. Salerno è collegata con l’alta velocità, la possibilità è che Salerno si pone al centro di un luogo di smistamento di traffici ed economie. Mi pare che ci sia un’ottima risposta. Abbiamo fatto una chiacchierata per quanto riguarda l economia del mare e si sono registrati dei riscontri positivi. È una visione che abbraccia tutta la Regione Campania in termini di sviluppo. Impegno delle ferrovie corollario indispensabile perché la metropolitana arriverà all’università, credo ci siano tutti gli ingredienti per un ulteriore passo in avanti. È un grande hub con il software di imprenditori. proprio vero che all’indecenza non c’è mai fine», hanno poi aggiunto i due consiglieri.

Prete: «L’aeroporto è in vita anche grazie al nostro lavoro»

«Dietro questo masterplan vedo soprattutto tanto lavoro, tanta tenacia e voglia di fare». Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria Salerno Andrea Prete, secondo cui «abbiamo prodotto tutto ciò che era necessario per avere autorizzazioni, progetti, la Via e – vi assicuro – che è stato un lavoro notevole». Prete ha rivendicato poi il «ruolo straordinario» che ha avuto la Camera di Commercio soprattutto nella fase iniziale e che, di conseguenza, è parte attiva di questo lavoro per far decollare l’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi. «La Camera di Commercio, di fatti, ha tenuto in vita l’aeroporto e se non ci fosse stata oggi avremmo una situazione di un’area chiusa che non avrebbe nessuna attività e sulla quale nulla si sarebbe potuto fare». Secondo Prete, lo scalo salernitano è aperto proprio grazie al lavoro della Camera di Commercio «ovviamente fronteggiando risultati notevoli negativi dal punto di vista dei bilanci» a causa delle spese da sostenere quali i 30 dipendenti e nessun incasso. Da qui l’attacco alla classe politica di 15 anni fa che prediligeva, secondo Prete, altri aeroporti. E in merito al mancato invito del Movimento 5 Stelle il presidente taglia corto: «Viste le loro abitudini alle gaffe non mi sono meravigliato. Il problema è che la gaffe è doppia perchè quando hanno voluto rimediare hanno fatto anche di peggio».




Toninelli: «Approvato il progetto definitivo»

di Erika Noschese

La direzione generale aeroporto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato l’approvazione del progetto definitivo. Lo ha annunciato il ministro Danilo Toninelli, in visita – ieri – allo scalo salernitano. «Dopo anni di inerzia una gran bella notizia – ha dichiarato il ministro – Ora la palla passa all’ente gestore dell’aeroporto perché possa e debba fare velocemente, entro il 31 dicembre di quest’anno, tutte le gare di appaltabilità per l’ampliamento di questo aeroporto». Secondo Toninelli, infatti, lo scalo salernitano è «una delle opere più necessarie per questo territorio perché parliamo di uno dei territori più belli d’Italia e probabilmente del mondo in cui i turisti non possono ancora accedere anche a causa di un aeroporto che non può ovviamente sottostare alle necessità». Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture si è poi scusato con i presenti, a causa dell’assenza di aria condizionata: «Mi dicono ci sia stato un sabotaggio da parte di De Luca», ha detto ironicamente Toninelli che, nel corso del suo intervento ha puntato l’attenzione anche sui cantieri che presto saranno avviati grazie allo sblocca cantieri: «Il sud è in generale tagliato fuori. Io vengo dal cantiere della Bari-Napoli, un cantiere ferroviario e una delle più grosse, importanti e necessarie opere infrastrutturali». E proprio sulla Napoli Bari che il ministro ha sperimentato il modello gestionale inserendo lo sblocca cantieri come commissariamento. «Qui abbiamo sbloccato l’importante cantiere dell’aeroporto e in generale abbiamo sbloccato tutti i cantieri necessari». Da qui l’attacco diretto ai suoi precedessori: «E’ quello che si erano dimenticati di fare i governi precedenti e i miei predecessori che significa centinaia e centinaia di cantieri per milioni di euro». Grandi opere, dunque ma anche interventi ordinari e straordinari che riguarderanno anche la Cilentana. « G r a – zie alla velocizzazione dello sblocca cantieri e alla semplificazione delle norme apriremo il maggior numero di cantieri», ha poi aggiunto il ministro che è stato accolto dai fischi di protesta dei lavoratori della Treofan. E se Toninelli su De Luca ha scelto un tono ironico lo stesso non si può dire del Sottosegretario allo Sviluppo Economico Andrea Cioffi che tenta di mettere a tacere la polemica sulla paternità dello scalo salernitano: «E’ una polemica stupida, triste. Ci interessa solo fare in modo che i cittadini campani possano avere un sistema aeroportuale migliore, più efficace che possa soddisfare le esigenze di tutti – ha dichiarato Cioffi – La paternità è di chi ha lavorato perchè l’aeroporto è stato fonte di grande spreco». Da qui l’attacco a De Luca: «Il governatore è stato vice ministro alle Infrastrutture e ci viene da chiedere come mai questo aeroporto non è mai decollato e ci è voluto il Movimento 5 Stelle». Intanto, il progetto definitivo è stato approvato nella giornata di lunedì, ora non resta che procedere con la gara d’appalto prima di iniziare ufficialmente i lavori di ampliamento dello scalo salernitano. Presenti all’incontro con il ministro anche la senatrice Felicia Gaudiano e i consiglieri regionali Valeria Ciarambino e Michele Cammarano.

I lavoratori della Treofan: «Ministro, ci ascolti»

«Chiediamo che la nostra voce venga sentita». Ad accogliere il ministro Toninelli all’aeroporto di Salerno anche i lavoratori della Treofan di Battipaglia che chiedono al ministro di essere ascoltati e di revocare i finanziamenti che, a Brindisi, ha avuto Jindal per poi vendere, ad un nuovo acquirente «che voglia investire in quelle che sono le nostre competenze e queste risorse che non aspettano altro che riprendersi il lavoro che ci hanno tolto. Dobbiamo riprendere la nostra dignità», ha dichiarato Federica Colabene, una delle dipendenti dell’azienda siderurgica di Battipaglia. I lavoratori – che rifiutano con forza la cassa integrazione – si sentono trascurati e abbandonati non solo dalle istituzioni locali ma anche da quelle nazionali. Ad oggi, non c’è alcuna novità ad eccezione del tavolo ministeriale che dovrebbe tenersi a fine luglio.

La protesta dei Gd: «Grazie di nulla»

«Grazie di nulla». E’ lo striscione esposto dai Giovani Democratici di Salerno che hanno così accolto il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti. «Il Movimento 5 Stelle continua a prendere in giro i cittadini – ha dichiarato il segretario dei Gd di Salerno, Marco Mazzeo – I grillini continuano con lo sciacallaggio politico». Secondo Mazzeo, l’aeroporto parte «grazie all’investimento della Regione Campania. Il merito è del presidente De Luca».

Camera di Commercio e Confindustria i grandi esclusi: «Nessuna conoscenza del tessuto economico e produttivo»

Camera di Commercio e Confinduastria Salerno le grandi esclusa dall’incontro, in programma ieri pomeriggio presso l’aeroporto SalernoCosta d’Amalfi con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. «Il mancato invito a Confindustria Salerno è la dimostrazione che non si ha alcuna conoscenza del tessuto economico e produttivo della provincia di Salerno». Lo ha dichiarat il presidente di Confindustria Salerno Ansrea Prete che non risparmia attacchi ai diretti interessati. Secondo Prete, inoltre, la struttura aeroportuale non è al servizio solo del comparto turistico e dell’agricoltura ma è un’infrastruttura strategica per tutte le aziende manifatturiere e, in generale, per le attività economiche salernitane che contribuiscono a generare il Pil della nostra provincia – ha aggiunto infatti il presidente di Confindustria – Questa iniziativa, per come è stata intesa, conferma ancora una volta la inadeguatezza dell’attuale classe politica alla guida del Paese. Il Ministro Toninelli, già famoso per le sue gaffe, non si è voluto smentire neanche in questa occasione. L’ignoranza regna sovrana». Nessun invito anche per la Camera di Commercio di Salerno. A esprimere grande disappunto il vice presidente della Camera di Commercio di Salerno Giuseppe Gallo: «Ricordo che l’Ente camerale è l’istituzione delle imprese, è socio del Consorzio Aeroporto Salerno-Pontecagnano, organismo proprietario dello scalo, poiché detiene l’intero capitale della società di gestione. Un ruolo che, fino all’ingresso della Regione Campania, l’Ente camerale ha svolto da protagonista assoluto che ha consentito di trasformare, con l’investimento di decine di milioni di euro, quello che fu un campo di aviazione in un vero aeroporto, potenzialmente destinatario di una concessione di gestione totale da parte delle autorità preposte – ha poi aggiunto Gallo – Pertanto, il mancato invito delle Camera di Commercio di Salerno alla conferenza stampa é un atto intollerabile, soprattutto per le imprese che l’Ente rappresenta, le quali hanno contribuito, attraverso il conferimento del diritto annuale, a finanziare fin qui l’infrastruttura. Purtroppo – conclude Giuseppe Gallo – questo ormai è un Paese che ha deciso di mettersi nelle mani di una classe politica assolutamente inadeguata, a cui mancano le conoscenze di base anche della buona educazione».




Pontecagnano non ha bisogno di un aeroporto su 54 ettari

Pina Ferro

“Pontecagnano Faiano ha una realtà agricolo turistica, non serve un grande aeroporto voluto da De Luca per Salerno e la Basilicata di Pittella, la ricchezza deve trovarsi altrove e gestita da Pontecagnano non da altri che vengono a colonizzarci”. La dura presa di posizione arriva dall’oncologo Vincenzo Petrosino, residente a Pontecagnano Faiano, l’unico ad aver presentato al Tar di Salerno ricorso contro il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) e, ad opporsi fermamente alla realizzazione di uno scalo aeroportuale su 54ettari di terreno. L’aeroporto in questione è quello di Pontecagnano e i terreni da espropriare, e, pare che ad oggi ancora non ne siano a conoscenza i proprietari, sono quelli circostanti l’attuale scalo “Enac ha presentato al Ministero, non come si racconta “un allungamento della pista” ma un vero e proprio enorme progetto che richiederà l’esproprio importante di terreni e case per 54 ettari. – si legge in una lettera a firma di Petrosino – Ricordo che 54 ettari sono oltre 60 campi di calcio. Sono previste nuove e impattanti strutture e l’aeroporto servirà ad evitare “l’imminente disastro ambientale di Capodichino e Bari”. Petrosino sottolinea che in Italia non esiste in Italia un caso simile, e precisa che “in tutte le città dove si parla di aeroporti, i sindaci e comitati e politici hanno presentato almeno le osservazioni nel procedimento Via presso il Ministero, oltre ad opporsi fermamente allo scempio del territorio. A Pontecagnano Faiano, a Montecorvino Pugliano e Bellizzi, nessuno ha presentano nulla tranne lo scrivente e altra persona che entrando secondo legge nel procedimento di Valutazione di Impatto ambientale ad Agosto del 2016, siamo riusciti a fare sentire la nostra voce, ad inserire almeno 3 importanti prescrizioni e a far pubblicare durante il procedimento di valutazione gli elenchi delle 90 famiglie espropriate che non conoscevano ancora nulla. Eppure questi documenti erano da anni anche al Comune di Pontecagnano”. A Pontecagnano Faiano, aggiunge l’incologo in considerazione della oramai lunga discussione sulla costruzione di questo aeroporto, gli stessi abitanti del luogo e gli espropriati ancora pensano che “l’aeroporto non si farà mai”. “Occupandomi da Oncologo di ricerca medica e dei rapporti tra cancro e inquinamento ambientale, devo purtroppo sottolineare che è scienza medica, non si può piangere da un Oncologo quando si ha il cancro e poi gridare al terrorismo quando qualcuno dice come evitarlo ai vostri figli e persone care e mira a quella che è la prevenzione primaria. La Politica non deve usare la scienza solo quando fa comodo per il proprio progetto, ma la scienza deve guidare la politica quando ci sono scelte sbagliate e quando bisogna migliorare le cose per il bene pubblico. Un aeroporto sulla testa rappresenta un enorme problema per la popolazione, viene ridotta la qualità della vita”.




La storia del Costa d’Amalfi Il ricorso per la salvaguardia

Brigida Vicinanza

Il coinvolgimento dei rappresentati dei gruppi politici di Pontecagnano Faiano, nell’infinito problema dell’aeroporto Costa d’Amalfi, è soltanto una presa di coscienza, purtroppo in ritardo, di una grave situazione che sta vivendo il territorio. Infatti, quello che normalmente viene definito, anche dalla stampa, un “allungamento della pista” da 1600 metri a 2200, è in realtà un profondo, serio e impattante sovvertimento della zona. Gli espropri, non ancora eseguiti, interessano ben 54 ettari di terreno, da tempo radicatisi in attività agricole, che corrispondono a più di 60 campi di calcio. Nonostante che la procedura pubblica fosse di notevole interesse, nessun sindaco, né assessore, né associazioni o partiti si sarebbe interessato a difendere il territorio dal sopruso che l’Enac aveva messo in moto. I cittadini e i territori, da questo punto di vista, dovrebbero essere difesi e salvaguardati da sconvolgimenti, non solo paesaggistici, che cambierebbero per sempre l’appetibilità di Pontecagnano Faiano. Appetibilità, appunto, che riguarda soltanto in minima parte il mercato immobiliare, ma che trova il suo più grande sbocco nell’agricoltura, nella salubrità del territorio e dei residenti. Infatti, basterebbe interpellare chi abita nelle vicinanze di un aeroporto e confrontare, dati alla mano, quanto sia impattante un’attività aeroportuale in termini d’inquinamento e di proliferazione di patologie per la salute dell’uomo. Quando il 23 novembre del 2016 furono richieste dal Ministero ulteriori integrazioni, le prescrizioni sollevate riguardavano le suddette argomentazioni che furono impugnate al Tar dai cittadini aventi diritto. Il 10 maggio è stato depositato il decreto di Valutazione d’Impatto Ambientale completo di tutta una serie di punti che il collegio di avvocati di Firenze, coadiuvati a Salerno anche dalla dottoressa Raffaella D’Angelo per la complessità del caso, andrà a discutere in data da destinarsi. Due corpose relazioni, atti e moltissimi documenti definiscono ampiamente la problematicità del caso. Il ricorso, eseguito dal dottor Vincenzo Petrosino, per l’annullamento del decreto che affermava la compatibilità ambientale del progetto è contro il ministro e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; contro il ministro e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; contro l’ente Nazionale per l’Aviazione Civile, in persona del legale rappresentato pro tempore e contro la Regione, in persona del presidente pro tempore. L’Enac ha solo pubblicato il 20 aprile 2018, a ricorso non ancora inoltrato e conosciuto, un semplice avviso al pubblico di avvio del procedimento di accertamento della conformità urbanistica. Finora non è stato ancora redatto il progetto esecutivo, poiché il Master Plan di presentazione del progetto non è da considerarsi come esecutivo. Lo stesso accordo tra Regione e Gesac, sembra essere soltanto un semplice accordo su un’opera da gestire che non si sa se sarà costruita.




Mamma mi hanno rubato l’aereo

Aeroporto di Salerno-Pontecagnano: un duro reportage firmato da Antonio Borrelli de Il Giornale mette a nudo la situazione della struttura che nonostante le parole e gli annunci (senza considerare i soldi spesi) resta decisamente abbandonata. Immerso nelle campagne di Pontecagnano, l’aeroporto Costa d’Amalfi si erge tra serre, aziende frutticole e strade sconnesse. Non si erge troppo, a dire il vero. È uno scalo piccolo, con evidenti limiti infrastrutturali e con falle ancora più evidenti nella sua gestione. In effetti, è lo stesso itinerario che dall’autostrada conduce al Costa d’Amalfi a non creare grandi aspettative sulla meta finale. Così l’attacco del pezzo che mette a nudo, come vedremo e secondo il reportage, gravi problemi di sicurezza. l’unico mezzo di trasporto per raggiungere l’aeroporto salernitano è l’auto, perché non esistono collegamenti ferroviari nelle vicinanze né navette che offrono servizi ad hoc. D’altronde, perché raggiungere un aeroporto fantasma? Oggi l’apertura dello scalo è quasi simbolica. Zero partenze né arrivi, nessun volo di linea, hall deserta, uffici e bar chiusi. Le poche decine di dipendenti che mandano avanti la baracca trascorrono le lente giornate come possono, chiacchierando e fumando, mentre qualcuno rifocilla animali randagi. Sembrano scene da ritratto familiare, invece tutto si svolge tra le mura di un aeroporto certificato Enac e ritenuto «rilevanza nazionale». Soltanto nel pieno della stagione estiva si intravede qualche sparuto volo di linea, i cui biglietti sono nella maggior parte dei casi venduti a centinaia di euro.

I costi

La nuova infrastruttura è costata 9 milioni di euro, e se la cifra non sembra così esorbitante rispetto alla realizzazione di un aeroporto, ci sono numeri ben più ingombranti. Basti pensare alla pioggia di incentivi che negli anni sono stati elargiti alle varie compagnie aeree per convincerle ad atterrare a Salerno. Come nel caso di Alitalia (restando in tema di gestioni fallaci), con cui nel 2010 l’aeroporto salernitano ha siglato un accordo da 3,7 milioni di euro per voli giornalieri verso Milano e Roma. Un contratto risoltosi in un buco nell’acqua, sia dal punto di vista della domanda dei passeggeri che da quello dell’offerta low cost. Nel 2016, poi, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, che tanto ha sognato un rilancio dello scalo salernitano, vi ha investito 2,5 milioni di euro, che sembrano serviti soltanto a far andare avanti il carrozzone e a tamponare i buchi di bilancio. Anzi, ogni anno il Costa d’Amalfi va in perdita (e come potrebbe essere altrimenti?). Solo nel 2009, ad esempio, ha chiuso con un passivo di 3,7 milioni di euro. Quasi 450mila euro delle uscite dell’aeroporto di Salerno sono destinate alla sicurezza e alla vigilanza: si tratta del principale capitolo di spesa del bilancio. Non abbastanza, evidentemente, o soldi gestiti decisamente male, a giudicare dal colabrodo che troviamo. Circumnavigando il perimetro dell’intera area aeroportuale non c’è alcun controllo. Tutti i gabbiotti predisposti nei pressi degli accessi alla pista e alle aree riservate sono chiuse e abbandonate. In una delle cabine – dotate di bagni e telefoni ma sigillate da almeno qualche mese – giace a terra un foglio di carta che riporta «E’ assolutamente vietato l’ingresso alle persone e agli autoveicoli non autorizzati. Intorno, nessun addetto alla sicurezza monitora l’area e – con un po’ di pazienza – attraverso un cancello si può persino arrivare indisturbati alla pista di atterraggio senza essere notati da nessuno. Percorrendo a piedi poche centinaia di metri si arriva ad un deposito di aerei ultraleggeri proprio a ridosso della torre di controllo. A qualche decina di metri c’è persino il parco mezzi della Forestale con alcuni elicotteri fermi in pista. Tra i piccoli aerei parcheggiati uno è aperto: in qualsiasi momento lo si può rubare e decollare senza permessi o, addirittura, manometterne l’utilizzo. È una delle più gravi falle che possano verificarsi nel sistema di sicurezza di un aeroporto. Poco appeal, problemi gestionali ed emergenza sicurezza. E’ a partire dalla risoluzione di queste emergenze che l’aeroporto di Salerno può provare a decollare. Dal 2017, la Gesac, società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino, sta lavorando alla creazione di una rete integrata di aeroporti campani, con l’obiettivo di dirottare su Pontecagnano parte del flusso dell’aeroporto partenopeo in costante crescita”. Resta il problema della pista troppo corta -aggiungiamo noi – ma questa è un’altra storia. Già scritta (e finanziata).